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P E RV G I A 

AVG VSTA. 






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P E RV G 1 A 

AVG VS TA 

Defcritta 
DA CESARE CRISPOLTI 

P E R V G I N O- 

All'Eminent."" e Reu.™» Sig. Padrone Col.™ 
IL SIG. CARDINALE 

GASPARO MATTEI^ 




I N P E R V G t A ; MDCXLVin, 
Appreflb gli Eredi di Pietro Tomafsi, & Sebaftiano Zecchini. 

'gÓH licenza DE' SVPERIORI^ 




EMINENTISS.^'^ E REV.''° 
Sig. e Padron Colendifsimo . 



fcVs.rs^/^^ 






I prefento à V. E. coii^ 
quefte poche notitio^ 
delle cofe di Perugia, 
lafciate già da Cefar<i^ 
mio zio , non con ani- 
mo di efporle alla luce delle ftampe , 
ma per fadisfare più tofto à sé medefi- 
mo,&advnvirtuofode(ìderiode gli 
amici , che à ciò rindufTero , e però in^ 

aboz- 




abozzo, & imperfette, fpero doueran- 
no efferle care , perche parlafi in efle dì 
Città , la quale , fi come vidde gli anni 
addietro rinouate le priftine fue glorie 
nel felice Gouerno di V. E. cosi al pre- 
fente gode continuati i frutti del beni- 
gnifsimo afFetto,con cui ella non lafcia 
mai di abbracciarla e nel publico, e nel 
priuato \ Venendole poi dalle mie^ 
mani, che più particolarmente ho prò- 
uato gli eccefsi de fuoi fauori , coru 
quella poca forma, che le ho dato, e 
con quel più, che vi ho faputo aggion- 
gere del mio , non le faranno forfè a 
minor grado 5 humilmente dunque^ 
la fupplico a voler riceuerle fotto il 
fuo patrocinio, &ad immortalità del 
fuo gloriofifsimo nome^if cufando l'ar- 
dire , e la troppo mia prefuntion^^ 
nella benignità di V. E. attribuire il 
tutto advn viuo de{iderio,chehódi 

tefli- 



teftimoniarle quel riuerente oiTequio , 
&humilferuitù, che a V. E. profefTo 
continuata , & obligatifsima . Di Pe- 
rugia li I f Agofto 1 648- 
DiV.E 



Humilifs. e Deuotifs. Scruitore 

Cefare Crifpolti P.della Congrega 
deirOratorio . 



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AL LETTORE. 







Afciò Ccfare mio Zio alla Tua morte , 
che (eguì^ fono quarantanni, appref- 
fo Monfjg. Napolione de* Conti di 
Colle raezo , vna fua Opera in pen-> 
na, circa rAntichità, Origine , e Memorie più 
notabili della Città di Perugia fua Patria, la quale 
perche doppo la morte di detto Prelato , trasfe- 
rita in Roma con altre fue Icritture di gran pre- 
gio,ò per negligenza peri, ò per altro fine, viene 
fin'hora celata j ho penfato , per non defraudar- 
ne l'Autore , col benefitio di alcuni Abozzi, che 
circa Tifteffa, àforte ritrouai appreffo di me,il ri- 
durla à quefta forma,come ho fattole così efpor- 
la alla luce : è ella compita in tre Libri , e ciafcu- 
no di quelli in più Capitoli , li quali, perche ren- 
dono nella loro diuifione facilità fufficien tea ri- 
trouare qualfifìa materia contenuta nell'Opera, 
non ammettono altra Tauola; Lafciafi l'iftefsa 
' ne*fuoi 



\/ 



ne' fuoì tempia acciò vedafi rantichitS fùa,c fi / 

fappia,cheie altri la preuenne con la luce delle 
iiampe, non fu però ella à nefllmaltra feconda 
nell'ofcuro de glnichioftri \ fé lo ftile poi in cut 
è Icritta 3 non li conforma al meftiero della pen^ 
na , che è ài volare , non ti arrechi merauiglia^j » 
perche ciò è proprio.di vn gran cuore , oc io co- 
me pufiilanime, mi fon contentato di non le- 
uarmi da radere il terreno , purché mi accom* 
modafsi à vna vniuerfaì'inteiiigenza, che richie- 
de THiftoriai Sappi finalmente, che il Terzo, 
& vlcimo Libro dell'Opera , è da me aggiunto » 
per hauere maggior campo di toccare il merito 
de* miei Concittadini , al quale anco meglio fa- 
disfarò , con occaiTone ài profcguire THilloria , 
comefpero di fare, quando da quelle occupa- 
tieni, che à maggior gloria di Dio, e del Santo 
mio Padre, n*obligano ad impiegarmi , vènghi 
dilpenfato . 



Cefare Crifpolti P.della Corigreg. 
deirOracorio di Perugia . 



b Voiz 



M 



<;;^ Ir^'O^^^*^^ ^^^ Reuerendifs. Padre Inquifito- 
JLy re Generale di Perugia,Vmbria,e Cictà ari- 
ne fle j ho letto il Libro intitolato 3 PERVGIA 
AVGVST A , defcritta da Cefare Cnfpoki Peru- 
gino , Canonico , e Dottore deH'vna^ e l'altra.» 
Legge ; nel quale mentre egli,rolcure antichità 
della Patria, rifchiara, nel racconto delle heroi- 
che attioni, e meritati honori de* fuoi Cittadini, 
ftimolaiPofteriàgloriofeimprefe; e mentre-? 
conferua , e congiunge con l'è fler veridico l'in- 
tegrità della Fede , e virtù Chriftiane , e morali 5 
ben degno delle publiche Stampe fi dimoftra j 
mantenendo afe medefimo, oc alla, Patria l'Im- 
mortalità . 

Vincenzo Giglioli Perugino deirvna,e Taltra 
Legge Dottorce Confultore del S.Offitio. 

Stante atteftatione fupradida . 

Imprimatur. 

Fr.Vincentius Maria Pellegrinus In- 
quifitor Perufiias&c. 

Imprimatur. ^^ 

Felix Verduccioluspro llluftrifs 6^ Reuerendils. 
D.Horatio Monaldo Perufias Epifc. 1 N-V 









M'K" 



INDICE 

DECAPITOLI 






V 

> 



LIBRO PRIMO, 

Parte Prima. 

Cap, I, /^^ Vali furono ì primi fondatori di Pe* 

V Jf rugia , pag, i 

//. Dejcrittione dt Perugia . 4 

///, De Tempij antichi di Giunone yVulcanOy (^ 

altri . I © 

IV, Delle Torriy e di alcune Porte pia magnifiche 

della Citta . i e 

V, Delle Piaz^y e della Fonte, che è nella Piazr 

::0 maggiore, iZ 

VI, Della Fortez^z^ , che era nel Monte di Por- 

h z ta 



I N D I C E 

\ ta Sole y e di qi4ella che è à piedi delle 

Piazze . XI 

VIL Del Pulaz^ del Gommatore » e de' Priori, 

vili. Del Palato del Vefcom , e dttjnello del Po^ 
--^ defiàje de Coliegiji communemente chia- 

mati Arti . 3 t 

IX, Dello Stì^àio^niuerfaìé , 54 

X, Delle Sapienze Vecchia , ^uoua , e dell' in- 
cominciata dal Cardinale Armellmo , e 
del Collegio de* Convittori, 41 

XI, Di ^z^arie Accademie 3 che fari/cono, e già 
fiorirono in Perugia . 41 

XII, TeBtmonianze di ^arij Scrittori in lode di 
Perugia, 53 

LIBRO PRIMO, 

Parte Seconda. 

XI II, "TX / S. Lorenzo Cattedrale di Perugia . 
JL/ pag,. 58 

XIV. Dei Seminario , e Collegio Gradino . yj 
XV, De' SS.Ercolano, e Coftanzp Protettori di 

Perugia y€ delle Chiefelora, 8q 

Delle 



DE* CAPITOLI. 

XV L Delle Parocclne . Si 

XV IL Di S. Pietro Mona fiero de Monaci Cajft^ 

nenft. 87 

XVI IL Della Ghie fa , e Conuento de Monaci Ca- 

maldolenfi . 9 j 

XIX, Di Santa Aidria di Monte Morano , e 

del Concento de Monaci Oliuetani, 

pag. s>7 

XX. Di San Fortunato , e Monaci Silueflrtni . 

vag, lOQ 

XXL Di S^ Adaria de gli Angeli , e del Concento 

de Canonici j^golari Congregatione di 

S.Saluatore , lor 

XXI L Di S, Domenico , e di S, Stefano Chieje di 

Padri Domenicani . i O 5 

XXI IL De Padri Carmelitani , e della Chiefa loro 

di S.Simone. lij 

XXI V, De' Serui , e di S, Maria , e di S- Fiorenza 

Chiefe loro . 1 2.4 

XXV, Di Sant Ago fimo , e di Santa Maria Wo- 

uella. 1 3 z 

XXV L Delle chiefe di San Francefco de* Conuen- 

tuali , di San 'Bernardino , di San Fran- 

cefcù del Monte, di San Girolamo de 

Coccolanti . e di Padri Capuccini , 

pag, 158 

De Fra- 



^/ - INDICE 



) 



XXVII. De Frati di S.Francefco di Paola in S. Spi- 
rito , I j- 1 
XXV III, De Padri della Compagnia di Giesà, i ^^ 
XXIX , De' Chierici di S. Paolo Decollato , chiamati 
'Barnabiti , i <> 5 
XXX. De* Afona fierij delle Donne , i66 
XXXfn De* Luoghi Ptj de Capuccinelìi , delle Zi- 
telle Derelitte y e di quelle della Canta . 
pag. ^ i-j-L 
XXXII, DellaPiaCafadel'B^fugio , 175 
XXXJII, Delle Confraternite y e Compagnie de Laici , 
pag. 174 
XXXIV , Di alcune Compagnie , e Congregationi , che 
fono in Perugia , 1 7 (J 
XXXV ^ De gli Spedali y che fino nella Città , e né' 
fmi borghi, e di quello de Padri degl'In- 
curabili , 178 
XXXVI, Del Monte della Pietà , e Confilino, i S i 



LIBRO SECONDO. 



Cap. I. ^""X V alita del Territorio , pag, 184 

//. V J Del Lago Trafimeno , 187 

///, Di alcuni C alleili più notabili , 19 1 

Fatti 



V 



DE* CAPITOLI. 

Jf^. Fatti d'arme 3 ^ altre cofe memorahili fùc^ 
iejje m njdrij luoghi delTerritorio di Pe- 
rugia, 1^7 
J^. Di Timpij profani del medejima Territorio , 
e di amili , che hoggi confìcrati fono al 
' Culto del ^ero Dio ^ xo^ 
VI* De l{eggimenli temporali, che hehhe Perugia 
ne jmi principij . z i 5 
VIL Altri Bati i e 2(eggiménti di Perugia T^inf- 
no che f Jòttopofe nuolontariamente alla 
Chicfa^ 224 
VIIL De Ad agi/Irati dependenti dalla Sede Apo^ 
Jpoflolica , che fono al ^ggimento di 
Perugia . z^z 
IX, Attioni genero fé de* Perugini a fauore della 
Sede Apoflolica . i, 3 9 
X. Gratie j che da Sommi Pontefici riportò in 
^ war^ tempi la Citta di Perugia, Z46 
XI, Serie deVefcoui ^ de quali fu prouifta la 
Città di Perugia da Sommi Pontefici,(^ 
alcune attioni loro più notabili . zy^ 



LI' 



INDÌCE DE' CAPITOLI. 



LIBRO T E R Z 



Cap, 7. TT V omini Illuflri nella Profefsione del- 
J^ j1_ VArmi, fag. 281 

//. Dignità Ecclejiaftiche , Leggi Ciuilt , e Ca^ 
noniche . 3^7 

///. Sacra Teologia, Filofifa, Medicina^ Aia- 
tematica . 352 
/F". Arte Oratoria , Lettere polite 3 Foejla , Adts- 
fica , Depintura , j 7 1 




PERV- 



\. 




P E R V G I 

AVG VSTA 

l Defcritta 

DA CESARE CRISPOLTI 

P E R V G I N O.I 

> 

Libro Primo, Parte Prima-; 



^fe^f^>Là>^(^ 



V'-3 






^ali furono i primi Fondatori di Perugia l 
Cap, /. 

N niuna cofa fono gli Autori tra di 
loro maggiormente difcordi , che 
in narrare le origini dtlÌQ Cittì , 
vogliono i Greci ogni cofa attri- 
buirli , i Latini procurono di con- 
feruarfi inpofsefso, &ciafcuna^ 
Natione il fuo principio da al- 
ta origine deriua . Non è dunque 
marauiglia , fé è fiata varia opi- 
nione tra gii Scrittori circa Ja pri- 
miera origine di Perugia Patria mia . Furono alcuni , & 
quefti volgari , e di poca autorità , che diftero, ella eflere 
ftata edificata da vno chiamato Perus , dal quale pofcia 
denominata fofle Perugia . Altri vollero , che fofle il fuo 
primiero Fondatore Eulifiie Troiano , mofsi d^ll'hauer 

A ve- 




$J vede ift_ji 
Perugia vna 
moneta d'o- 
ro antica) Ì2 
quale nel fuo 
rouerfcio mo 
ftra quefte-j 
lettere.^ , 
EVLISTEA 
PERVSIA . 



V z Libro Primo- 

Si vedea fcol- veckita in vna moneta , come anco in due Trombe d'ar-- 
? T°F^7 pp' g^"f o > ^ ^^^^^ antf chifsime memorie delia Città , fcritte 
RV s I A in quefte lettere, E V t f S T £ A. P E RV S I A . Giouanni 
due Trombe VillanineJle /uè Hiftorie Vniuerfali,accoftandofi in qual- 
d'argéto, che che parte con l'opinione di fopra raccontata > vuole , che 
^^uea a k~ pej.^jgj^ f*Qj[fg edificata da^ Romani ; E dice così . Tornane 
do vrC esercito de* Romani d* Alemanna , perche il Con/oh' 
Gio: Villani ^oro chiamato Perus , era dimorato al conquifìopiù tempo, 
Uh, I . e 4(5. che non dieeuail D ecreto^ de' Romani y furono sbanditi, <^' 
diuietatir che non tornajjero in Ramai Onderimafero in-j 
quel luogo idoue è hoggi Cvn Corno' della Città di Perugia, 
Jicome quelli $ cb erantypofti ineJìHo , & inimici delCom- 
mune dlRoma, Polli Romani mandarono loro contro,^ 
'vn'ej/ercito, che glifipofe di rimpettoin sùV altro Corna' 
pe^ guerreggiarli ,•; Ma quiui lì aio più. tempo , ^ ricono- 
fctutojì. injemeifi pacificò Vvnoejfercito con l altro » à" per 
lobuonfitorimaferoambeduf babitanti in qud luogo, fa^ 
tendo di detti due luoghi la Città di Perugia y là quale cosV 
chi amarono dal nome del primo Con/pio , che qfiiuifipofe» 
Et foggiunge » che di dò fì. contentarono i .Romani , & 
ehepofcia fauorirono molto Pèrugiaj St che dieronle fla- 
to ,qiiairper tenere fottola {liagiurifdittione le Citta dt 
quella contrada; màtrà'ConfbliRòmajiir non trouaiil 
mentiòne dèi nome di queftòPerus , &del fatto raccon- 
tato .. Giuftino più chiaro Scrittore nel ventèlimo libro,, 
dice , che Perugia fa edificata da gli Achei , & Appiano 
Alefsandrino nel quinto, da' Tirreni . 

Coloro poi» che da più alti principij traggono ròrf- 
^ gfne di quella Città, dicono, che Perugia! £u> edificata 
Opimcme: di j^ Noè,, detto da gli antichi per lo^ ritrouamento del 
rijcircakàia V mo , Giano j & apportono a quello propofito le paro- 
origine, le di Annio > il quale credono vera Commentatore di Be- 
rofio,. 

Circa i PeruginH mentirono i G reci, dt ejfere fiati 

ejp origine di quelli , pofeiaehe auanti i Pelajgi , era^ 

• Perugia , nome Scitico , àHehreo^iconciofiacófachz^r 

Perus f 'Vaglia dire Griffone, ér Perugia dalla^ fua in"" 

' figna , Griffhnia fi a detta . Non neghiamo, che l Greci 

Pela/gi 



Libro Primo. 5 

Wehjgi prendejfero Coruna t cheaecrefeejìero vna parte 
M Perugia» & JaTurrena, é* shequim bubìta£ero ; ma 
rìfiutamo gli Autori mendaci ^ che Jingono i prtmt Edifi- 
catori di Perugia e£ere fiati i Peiajgit & dia dal greco vo^ 
eabolo ejerejtatacosì denominata. Poi di fotto foggmnge. 
Dunque i Perugini trabendo l'origine da Giano i hanno 
dalClnfegna il cognome ^ 

Hanno parimente giudicato , che Giano fia ftato il pri- q\^^^ ^^-^^ 
miero Fondatore ài Perugia, Fra Leandro Alberti neJJa Fondatore di 
Defcrittione d'Italia , Dionigi AlicarnafTeo-, Scaltri graui ^Perugia . 
S critton , all'iiora che egh' venuto in Italia, dicdefi à fon- 
dare Città , ad introdurre Jeggi, coftumi , e popoli, x;onie 
riferifce Ateneo, Microbio, Plutarco , Piero Valeriano , 
Virgilio, Cicerone , e Genebrardo , & inconfermatione 
vdi ciò , può eflere argomento il nome della Valle lòtto le 
proprie mura della noftra Città, chiamata ValJiano, niel- 
la cima della quale era già vn Tempio dedicato ad eflTo 
Giano,del quale per /ino ad hoggi refta qualche veftigio « 
Similmente il Monte chiamato Tetio da Tethide figliuola 
<ii Giano, & molti altri luoghi d'intorno alla Città , col 
nome loro da lui Jeriuato» fanno ài ciò non picciola fede^ 

Doppo alcuni anni i^éneroin^ueftipaefi,comeà gen- 
te àsX medefimo sague,gli Armeni Gri&nij, i quali furo- 
no benignamente riceuuti, &fuconfègnata loro vna-# Armeni Grif- 
parte della-Città,che hoggi chiamafi Monte di Porta Sole, aì"a citrà^'u 
la qualeempita di habitationi , & di tài^tì] , eifi chiama- nome di pe- 
rono Perufio, percxoche in lingua Scitica,Peru, vuol dire '^"^^o, e l'Ar- 
GrilFone,il quale vccello,dicefì appreffo quei popoli eflere J^ne . ' 
in molta veneratione; onde nò folamen te lòtto l'augurio 
ài quello %\ì diedero W nome , ma ctiandio la medefima_. 
Infegna,& Arme del Griffone. Vipaflarono doppo altri ìa h ' 
popoli às\ Peloponnelò, che come mofl;ra Erodoto in più ^^\,l Tkre- 
luoghi delle fiie Hiftorie , & Pelafgi , & Achei , & ancora., ni allettati 
con altri nomi furono detti; vi pafsò medelìmamente_* dalla gasliat 
con i popoli Lidi, & Tirreni Tarconte figliuolo ài Turre- ^ del^^to dd 
no, & pronepote di Ercole , il quale allettato dalla bontà la Citti fi ter 
deiraere,dallavaghe2za,&gagliardiadellìto,&partico- n^ono in ef- 
Jarmente indotto dalla gran fama de' primi Fondatori ^*~*' 

A 2 ài 



4 Libro Primo. 

di quefto luogo, cinfè di forte muro gli edidtij , che primi 

I popoli fopradetti fatti vi haueano, & queJJi, che i Lìdi, & 

TarconTe_j ' Tirreni di nuouo vi edificarono, & così voile,che fé ne_> 

Hgliuolo di facefTevna Città fola, doueinfìn'ali'hora erano flati quei 

Turrenodà il popoli & difìto , &di nationi diflinti, eleggendo detto 

contrada det luogo per fua regal fede , & edifìcandoui laTurrena Au- 

taBurnea . guflale, dalla quale fi crede, che prendeffe pofciail nome 

quella contrada , che chiamafi Burnia , quafì Turnia , & 

corrottamente Borane. 

Hebbe poiPerugia il cognome di Augufla,ouero per- 
Aue^ft "^^ cheAuguf^o fu cagione, ch'ella doppo il fuo incendio * 
' quafì nuoua Fenice , dalle fiamme più bella riforgeirt^ , 
come dice il Biondo , Barn tamen brtui injiaurata masni- 
husportifque nunc extanùbus eommuniuit idem OBauius 
Auguftus. quam àfuo cognomine PERVSIAM AVGV- 
STaM iJtcutlitUra cubitale s porti s incija oftenduntf'VO' 
Juit apfellari ; onero da gli Augurij,a' quali iui molto at- 
tendeuafi, ò dall'efTere ella ftata con felici augurij edifica- 
ta,conforme a quanto diffe Ouidio ne'Fafti . * 

SanSia voeant augufia patres , augufta ^oeantur 
Tempia Saeerdotum riti dicata manti * 
S' accordano ^^ accioche concordiamo GfufÌino,& Appiano,con gli 
le opiQioni 3^^^^ Autori della fopradetta opinione , diciamo , che gli 
de' Scrittori Achei, & Tarconte, co' Tirreni aggrandirono,& diedero 
circa la fua pcrfèttione alla Città di Perugia,di cuifù il primiero Fon- 
^ '^ ' datore Giano, ouero Noè, ftante che prendafì fbuente_» 
queflaparola,edifìcare, per ampliare, e dar perfettione_i 
' ad vna cofa , come tefìiècaP. Leandro Alberti nella De- 

fcrittione d'Italia ^ là doue parla di Perugia . 

Dejcrittione di Perugia. 
Cap. IL 

Aoc.Camp. TT "^ defcrittione di Perugia, non può meglio farfT> 
lib.2.defrHi- ■ di quello , che fatta fii da Antonio Campano 

itor. di Biac- S à nella fua Hifloria di Braccio , & è tale , trasferi- 
^ ta dalla latina , nella lingua volgare • 



CIO 



Libro Primo. y 

Pétugia» fenon che fi lafcia il Teucre da Leuante , fa- 
rebbe in mezo tràJaTofcanaj &rVmbiia, gittata più 
tofto à cafo fopra altifsimi colli , che ben diuifa, & difpo- 
ftajll circuito della Città vecchia, che è alquanto più eie- 
uato,àguifa di vn'alta rocca inalzandofi,è circondato da 
vn'antichifsimo , & aito muro di pietre quadre , dalle cui 
radici fi /piccano cinque Borghi , affai ben per Jonghezza 
diftefi j Tre ne fono alquanto più Jonghi de gli akri>&; Co - 
no più dritti, & piaceuoli , due de' quali poco di fottoia^ 
piazza,mà però alquanto intorno, fi difìédono verfo Po- 
nente, & Settentrione ; Il terzo, facendo quafi coda alla^ 
Cittàjcon vna vguale longhezza verfò Mezo giorno fi di- 
fende; Gli altri duceffendo minori , & più ftretti , fono 
alquanto più fcofcefi , difcendendo per le cime de' colii ; 
Tutti però infieme fono circondati , & racchiufi da vna.* 
' continua , & larga muraglia . 

La Città vecchia dunque , perche ftà in mezo,& è pofìa 
in alto, ha da ogni banda bellifsfma , & fpatiofa vifia, & fé Borghi pnn- 
non,ch'eìla è in troppo alto luogo,fpanderebbe i Borghi, ^[P^'^j deila^ 
come fpande la Stella i raggi maggiori,& minori ; li tre , gò"^^'- ^^^^l 
eflendojCOme ho detto, più piaceuoli, & più ionghi de gli gi di vna Stel 
altri , fono etiandio maggiori , & più frequentati l Giija?^ -s-*. 
tri due ,come più ftretti , & minori afsai, & affomigliati a' 
raggi più piccioli della Stella,fono quafi cógiunti al grem- 
bo della CittàiCiafcun Borgo ha la fua porta con magni- 
ficenza edificata , fuor delle quali vgualmente in tutte fi 
veggono fonti di molto bella fliruttura , & alcuni anco 
con Ibrgenti di acque falutifére, come quello porto alle-» 
radici dei Monte detto Morcino , il quale ha acque , che 
fcorrendo per varie miniere di zolfo , di ferro, e di terra 
Ugillata, e bolare , gioua à varie infermità . 

Egli è degno di confideratione^che i detti Borghi, pa- p^-rche cin- 
ragonati a' raggi delle Stelle , come fi e veduto, fi diften- que le Porre 
dono verfb tutte le parti del Mon do,cioè à Leuante,doue principali di 
e la Porta del Sole , à Ponente la Porta di S.Sufanna, à l'^rugia. 
Maeftro S.Angelo, à Sirocco S.Pietro , a Garbino la Porta 
Burnea . Et con gran ragione volfèro i noftri antichi,che 
cinque foffero le Pprte principali della Città , perche ap- 

preflfo 



i 

V 

\ 

/ 



é Libro Primo. 

preflb Greci,. da' quali noi riconofciamo, come fi èdimo- 
ftrato, non i principi], ma sì benel'accreicimento di efsa* 
eramolto principaleje priuilegiato guefto numerosi cin- 
que , & era dedicato a Mercurio . 

EVfoggetta al Leone la Città vecchia , ^ quefto fegno, 
domina T^' vogliono,che neYuoi primi fondamenti, iì ritrouaiTe neJ- 
Cittàvecphia la linea Orientale 5 alla Vergine ibggiaceJainoderna, il 
& la Vergine che dimoftra LucaOuarico nelle fue EiFemecide , quindi 
là moderna. auuiene,che per eflere il Leone fègno regioni co mpleffio- 
ne calda,fecca,& collerica,il Tuo influflb fuole produrre.* 
colè fòrti, magnanimej&bellicoiè,& efsédo cafajdelSole, 
hàvn dominio particolare foura gli altri fegnij.comeil 
- Sole ibura l'altre Stelle; La Vergine poi,che domina foura 
la Città moderna ,è cafa, &effaltatione di Mercurio, la_, 
qualeinfluifcefopraleScientie, &le Virtù, & particolar- 
mente inclina i quelle cofe, nel principio delle quali fi è 
ritrouata nelfOrofcopo, come iì trouò neU edificatione-» 
di detta Città moderna; Sì che non è marauiglia,fe Peru- 
gia ha poi creati huomini così chiari nell'Armi, cornea 
nelle Lettere, che non lià punto da inuidiare alcun^altrjaLJ 
Città più famofà, & iiJuftre d'Italia- L'aere è aflai tempe- 
ratOjfottile, & falutare, lotto il quale non fi {ènte per l'or- 
dinario ne fouerchio caldo,nèfouerchio freddo, yferm an- 
douifìpocoleneui, Sedi rado venendo la Città ingom- 
brata dalle nebbie,. 
Vfarono poi gran diligenza, e non perdonarono a fpefa 
Condotti e ^^cuna i primi edificatori in fare condotti , quafi in tutte 
vie fotterra- le parti della Città, dalli quali doppio vtile fi traile ; fvno 
nee in Perù- è perche fcorrono per eùi l'acque ,e yifì. purgono ; faltro 
^*^' è, eh e per effi ti anno efitoi venti, onde i terremoti non.» 

hano già mai per alcun tempo fatto in quefta Città dan- 
no rileuante ; Vi fecero ancora alcune vie fotterranee, le 
quali credo, che ièruiflèro sì per nalcondere lerobbein^ 
tempi di folperto, come per introdurre, e cauar fuora Sol- 
dati , 8 per far fortite, quando il tempo lo richiedefle ., 
Recinto del- Gira il n uoiio recinto delle fue mura miglia cinque,& il 
le mura della vecchio,che fa fatto alla Città antica,è di meftieri,che gì- 
cvecchiT."^* rafie molte miglia, facendofi conto , fecondo k propor- 

tfoni. 



Libro Primo. 7 

tóonijSc regole de gli alloggiamenti niilitari , che dentro 
al giro della riedifìcatione di Ottauiano, non vi fareo- 
bono pomtocapire le fei Legioni di Soldati, che v'intro- 
dufle L. Antonia Confblo , eflendo vna Legione à quei 
tempifèi mila fei cento fèiTantafei Soldatijoltre al popolo- 
ordinario della Città i Le mura poi fuperbifsime di pie- 
tre riquadrate fènza calce , che furono fatte per ordine«r 
ij 4'Augafìòj gir ausano circar due miglia ^ 

Sono i Colli>oue èfìtuata Perugia ornati da. tutte leJ 
bande di vaghi,e dìletteuoli giardini,e di honorate habi- Profpetuua_*- 
tationi ; da Leuante hanno la Valle di Giano amenifllma» ddiuo Terri- 
& di gratiflìmo alpetto,che fi diftéde quafì fina al Teuerer ^°^^^ ' 
il quale è lontano da quella banda non pia di due miglia, 
'dbppo il Tenere comincia qfuella belliflìma pianura , che 
vi verfo Aflìfi,entrandb nella via Flaminia ,' da Ponente-» 
ha il Lago Trafimeno fontano dieci miglia,Montemalbe, 
& il Piano dì Mafsiano ; da. Settentrione ha l'omamento 
di quel colle, che la fourafta, tutto fruttiere, & veftito 
d'arbori ombrofijdoue è il Conuento de' Padri Zoccolati; 
di là da detto colle comincia à /ergere, Sèr por rigidamen- 
te s'innalza il MonteTetio famolb , come alcuni voglio- 
no,per lo Tempfo, che vi' fu già edificato àTethide Indo- 
iiina; da Mezo giorno vagheggia d'apprefTo il Colle di 
Pfepo>cosr detto, perche la voce greca, ^firor, in latina 
vale , decarum, 8c nella fauelfa volgare , ornamento, 8c 
più lontano vedefi quella bella campagna piena dì Ville y 
Sedi habitationiyche fi allarga da^ vna banda, verfo Todi»» 
Se dall'altra verfo Oruieta. 

Era già Perizia inefpugnabile, fiche proua Dione nef 
quiarantefimo ottano libro,parIando di lei, quando vi rì- 
fòggr L. Antonio . Nam é* natura munitus eji hic ìoms\ 
^ fatirinfìruSìus eraf omnibus rtbus ad defendendum.^ 
necejfarjls. Et Appiano Aleffàndrino nel quinto libro del- 
le guerre ciuili. Lucius Perujtam ingreffuSiVelutmunitif» 
finam in Vrbem. Quindi hauendola Ottauiano Augufto Forma defl'af 
con treefferciti affediata', & cinta per lo fpatio di fett&^ fedio,che po- 
inig,Iia,confofreampie,&profbnde,chefidiftendeuano H- {? Ottauiano 
aoafleuere, perla montata della Città ^ tirò al lato di ^«"«Peiugu 

effa 






8 ^ Libro Primo. 

elfo vn muro in forma di fleccato,ripartito con mille cin- 
quecento torri di legno, & finalmente doppo oftinataj 
oppugnatione di otto mei? fa cfrca,nó la puote mai pren- 
dere , che per fame, del che fa teftimonio Lucano Poeta.» , 
con quefte parole . HtsCa/àr Perujina farms. Mutine qu9 
labores ; Et in detto afTedio, poco mancò,che'J medefimo 
Augufìo vn giorno non vi foflfe tagliato a pezzi , eflendè- 
g^\ vfciti fopra con grand'impeto quei didentro , come-i 
racconta Suetonio nella fua vita. 

Accordatofi poi L.Antonio con Augufto, & vfcito con 

le fue genti da Perugia , deliberò quefti di dare à facco la 

, Città, la qualniiouatofto, che peruenne all'orecchie di vn 

loSuere^ tal Ceftìo Perugino,cogno minato Macedonico, non pò- 

a!Verro,"& al ^cn<^o egli foffrire di vedere la fua Città in preda d'ingor- 

fioco, abbm- dì foldati , mife fuoco alla propria cafa , e doppo l'eflerff 

P'^ *^_ ^^t'!^' trafìtto colièrro,affe con le fue ricchezze fé medelìmo,& 

il vento , che àik^ra fofHaua , fparfe la fiamma in modo , 

che lènza rimedio alcuno , per tutto dilatatali , abbrugiò 

in breuc tempo Perugia tutta , eccetto il Tempio di Vul- 

lib.x/ * "^' <^^^o»i^ quale reftò intatto . Vrbs incenfan euius initium.-* 

incendy Princeps eius loci feeit Macedonicus , qui Jithie^ 

Bo rebus , ac penattbus fuis igni transjixmn fi gladio 

fiumma intuiti . 

Diede poi Augufto licenza , che fi riedifìcaflCe la Citta , 
& fi rihabitafle , laonde coloro,che da tanto eccidio era- 
no refl:ati,rifècero gli edinti;,& poi con mura fuperbiflìme 
li cinfèro di pietre quadrate di teuertino fenza calce, & 
fu mandata da Roma,per empire la Città rinouata di ha- 
. , ^ bitatori , la Colonia Vibia, così detta da Vibio Romano 
data da* Ro- perfonailkiftre , che la condulTe ; di quella Colonia fanno 
mani à riha- manifeftaproua due ifcrittioni intagliate con lettere Ro- 
bitare Perù- rnanein due porte antiche di Perugia, & in quel tempo 
^'^ • co maggiore magniiìcézafabricate;rilcrittioni fono tali. 

COLONIA VIBIA , PERVSIA RESTITVTA. 

E della riedifìcatione fatta per ordine di Augufto , fi ve- 
dono parimente alcuni pfediftaili di marmo,due pofti nel- 
l'ingreftb del noftro Palazzo maggiore, e due a' iati della 

porta 



r2ino,eJa Pà- 
tria. 

Veli Patere. 



Libro Primo.' p / 

porta del Palazzo di Sopramuro , ne' quali fono intaglia- 
ce lettere Komane antiche , che dicono . 

AVGVSTO SACR. PEKVSIA HESTITVTAJ 

Dimoftrò ancora Totila Rè de' Goti, di reputare Perù- "^^f^^ ^^l"', 
giaperfortiffima, all'hora, che esortando fuoi Soldati a' STaS^fi 
queirimprefadifle, come ferme Procopio nel terzo libro, rende padro- 
Necejfarium er^o fare duxertm f cateris vt rebus fofihA' nediPirugia 
hitis cum omni ammi promputudtne agmine vno , Perù-' 
fiam in ho/itm eatis , q^xam fi redigere m poteftatem poU' 
ritti , re^è quidem , & fortunauus nobtfcum agetur . 
Et quanta diificultà poi il detto Totila v jncontrafle,fi 
vidde elprelTamente nell'afledio, che le pò fe,il quale durò 
fette anni,e finalmente non la elpugnò le non per fame-j , s.Gregor.ae' 
e per€radfmento,come narrano S<,Gregorio,e S.Antoni- Tuoi Dia!. lib, 
no , non oftante quello che dica vn moderno Scrittoroj, 5'Cap.i5. 
che fminuifce il tempo dell'aflèdio » ma il fuo detto è fin- jà ."pandéllé 
golare , e non deue altrimente attenderli, hauendo ÌVL* Tue hillor.lib. 
contrario le autoriti fopracitate . u.cap.j. 

Circa gli anni \^66. hauendo i'^e)in%im (o%%ìQ)%2iXù 
molti popoli, &fotto la loro Signoria ridottili, come-j 
TodinU Spoletini , Afsifani , S^tWzxii , Aretini, Folign ati , 
Nocerini , Gualdefi , Aggubbini , Caftellani , Cifternelì , 
Montepulcianefi, & altri in gran numero, aggrandirono 
molto la Citti , circondandola di nuoue mura, che ab- Braccio For^ 
bracciauano gran difsimo fito; Venuti po/cia lotto il do- tebracci fsU- 
minio,& fìgnoria d Vn folo,cioè di Braccio Fortebracci , ^o al dominio 
il quale di pouero Caualiere , anzi dì huomo sbadito dal- peJ[,gia j'^. 
la Patria,con la fcorta de\ fuo incredibile valore, s'aperlè doma di lil- 
la ftrada airaflbluto dominio dì quella, all'hora fu più, che P^^^bi edili tij. 
mai dX fuperbi edifiti; adornata Perugia, & oltre all'altre 
colè, furono per ordine fuo principiace alcune Porte ma- 
gnifiche , per fino alle quali e%\ì hauea penfiero , quando 
da morte troppo acerba non gli foflè flato interrotto il 
corfo de' più belli anni , dì allargare , & aggrandire \x^ 
Patria ; di quefti edifiti; fatti da Braccio , vedonfi certe-» 
memorie antiche latine,trouate nella Cancellarla dQ\ no- 
ftro Palazzo , oue fono quefte parole . Subiugatis igitur 

B to$ 



V IO Libro Primo. 

tot Vrhtbus \ atque Oppidis , opihufque auóiis , Vrhem quo- 
que Juam lato murorum ambitu ampUauit , jontem Ubo- 
ris > ac /utnpfus ,prope immenjty aliaque magnificenù/fi' 
ma<sdificiaerexit\AgrumyTyberis t alyfqus multisflU' 
minibus yac torrentibus intercifum, puleherrimis 9 acrO' 
buftisvinxit pontibus . E faffi mentione neJIa vita diluì» 
delcritta dal Campano nel libro 5. nel principio . Pof^ 
bac antequàm in Galliam tratjcentur > pulcherrima ctpta 
adijìcia* PrimumT efiudinem prò foro quam longijjtmè 
protendendamy muros deinde Ciuitatis rendendo s cura* 
tiit . Et qua deuexior eJiVrbs ad Orientem, pracipiteirL^ 
lapfum fVtplerumquelabes fierent» ahi/simisereSiisfor^ 
nicibusi aquauit ì Altemm nunc Vrbis rerum venali um- 
fifrum&c», 

De^Temfij antichi di Giunùfie, Vulcanoy^ altri, 
Cap. III. 

Ra la Dea Giunone da' Perugini^ au a nti ch'egli- 
no fofTero dal lume della vera Fede illuminati s 
Dea Giuno- B * fopraogni altra deità adorata, & era auuocata 
de'Peri^'infe commune di Perugia, come anco generalmen- 

fiio Tenipio e te de'popoli Tirreni ; di quefto hab biamo il te/limonio di 
Appiano AleflTandrino nel quinto delle Guerre Ciuili . Ob 
id lunonemTyrreniorummore in e a coli folitarn . Si a b- 
brugiò il Ilio Tempio nelcommune incendio accogiona- 
to d a Ceiìio , e fra le ceneri infaufte della defolata Città , 
rimafta intatta , non so come , la ftatua di quella Dea, fu 
per ordine di Augufto, fotto il pretefìo di vn fogno di lui, 
trasportata in R,oma,e collocata , al parere di Plinio^ nel 
Tempio della Concordia • Vrbs ip/a tota comhufia y fano 
folum VulcAnf fetuato , fimulacrum lunonis eafu ab in • 
cendiofuperlìeSfRomamadus^um eft propter /omnium 
Dione Hift.' Cafaris quoddam , 

Rom. iib<43. E^ fìat^ poi varia opinione tra quelli , che delle me- 
morie di Perugia dilettati fi fono ,.douefoflc: anticamen- 

-: te 




T 
\ 
Libro Primo. ii / 

ce detto Tempio diGiunone, ma lofeguo il parere di 
coloro , che tengono ^ queJIo fofle vicino alla Fortezza^ , 
là doue hora vedonii le cafe de' Signorelli ; e molte fono 
le ragioni , che m'inducofto à ciò credere , tra l'altre fi è , 
perche eflendo Giunone all'hora auuocata di Perugia^, 
in quel luogo lyeniua i (hr nel mezo , Se quafì nei centro 
di ella ; doppo i eiTerfi iui trouata,non ha gran tempo vna vitmuìo lib. 
colonna di ordine ionico » mi fa credere fermamente;^ , 4, cap.i. 
che vi foffe il Tempio di Giunone , poiché g^H antichi,noa 
picciola confideratione haueano in dare i conueneuolt 
ornamenti à ciascun Dio ; fecero effia Minerua > à Mar- 
te , Se ad Ercole Tempij di opera dorica» dicendo > che.» 
a tali Dei conueniuano, per cagione della Miiitia > alla^ 
x^uale erano pre/ìdenti , fabriche (ènza delicatezza > e te- 
nerezza , ma à Venere , à Flora > alle Miife , alle Ninfea , 
Se a* più delicati Dei , diflero » douerlì fare Tempii > che-* 
alla fiorita» ò tenera età iìconfacefrer09 onde a quelli 
diedero l'opera corinthia > parendo loro , che l'opere lot- 
tili, 6c ornate di foglie fi conueniflero a tale età 5 A Giu- 
none poi» à D/an a, à Bacco »& ad altri Dei, ài quali ne 
la granita de* primi , ne la delicatezza de* fecondi pareua TEMPIO 
ficonuenifle, attribuirono Topere ioniche» che tralci di Giunone 
doriche , & corinthie tengono il luogo di mezo ; Viti ma* ripurgato , e 
mente mi mnoiio da quefta ragione , perche quiui vici' con^ecrato , 
no fu poi edificato iri honore della Gran Madre di Dio J^^nj eretto 
vn Tempio nobilifllmo , ou'era il concor/ò quafi di tutta aI&Gran_» 
la Città , forfi per togliere dalle menti di ciascuno » I9J Madre di Dio 
memoria di quella falfa , con quefta vera Auuocata , di. 
vna, che dalla cieca infedeltà era ftimata Regina defc 
Cielo , con quella , che la fanta vnione de' CattoJicitie- 
ne per tale ; ^Et ancorché detto Tempio foflfe poi diftrnt^s. 
to con l'occàfione della Fortezza eretta da Paolo Terzo in 
tuttauia la Madre di Dio , par che di detto luogoii com-*. 
piaccia j poiché poco lungi da quel di prima , & quafi nel 
luogo ifteflo, ou'era Giunone anticamente adorata^hora^ 
moderila rnehte al fuo culto tìra il popolo diuóto ingrz^ 
frequenza.. v. •' ,: :;V, -: P. 

Drtutte le fabriche di Perugia, the dalla 5#orace fìam- 

'"*'*, B 1 nia 



iz LibfbPriirio. 

ma diftriitte furono , & qaafi in cenere ridotte , dkQ Ap^ 
pianò AlefTàndano nel quinto -deJle Guerre Ciuili , chéj 
non refìòilièÙL alcun'altra, chèquella del Tempio diVul^ 
cano j laonde quei Perugini , che rimafèro , lo prefero ia 
vece di Giunone, per protettore, & auaacato della Cittiv, 
Anall.Biblio- comfe^èoliii ; che faluato hauefle le reliquie di ki; Q,aefto' 
df Adriano? Tèmpio è di meftieri , che molto m l^nifivro foffè ,; & ri- 
I » * gnardeuoIe,& che hàuefle co me l'altro Teimpio di Giu- 
Pópeo Vgon. none quelle fuperbeporte di bronzo, le quali fìirorio por- 
neli'hift.dells j^te à infima , ^pefordiaé del Sommo Pontefice Adriano 
mX^'^ Primo, circagli anni del Signore 780.U i-. ^ ' :< . : ^J 
fol/iyS-ihc. Idem <aerd facmtijjìmus Praful Portas aneas méo*'es 
1 1. ioV 95- mira magnituMms dicoratas , Jludiosè à QiuttaU Perù* 
fina, deiutsns^in RafilicAtn Beati PetriApoBoh ai tur" 
rem compiè erexit» '■ .". . » * i; v % h i ; < . . -'i 

. £t fi co tue fuole dalimalè Iddio ritriarté rpefro'il-bene y 

Vulcano^de- ^ pofcia ■qaefto iftelTo Tempio -da' Cjinftiaai Perugini; 
dicato al Sa- riedificato ad hanore del glorio^ Marrirg Lorenzo ,af- 
to Martire^ fitichè haaeado eglicoTiiS?cmica»«ps:refee %-to abbru- 
Lorenzo. gì ato nelle ardenri fiamme , con Vulcano Djo à.^\ fuoco, 
rapprefentaffe agli aninii' la differenza, & contrapofirio- 
>i!j r* ,.: ne deHVni,''& dell'altro;; così glir antichi veniuanofpe- 
.oH.grjxji^giiendo la^memoriadi qUeifalfi Dei:, & la foftijcuiiiano di 
. c-i.i33),:o-q^gfl.f gioriofi Santi ,detiia^iaao;ki minti de' teneri Chri- 
òiVrj^ìmS'^ft'*'^^^* Ogni affetto verCoJ'antiea ftipe rilitio ne r U co \u. 
^. •i^:'»!? RiSf dolce m'aniera gli alletta'uano al varo culto delle co^o^àx- 
■ uiné, akqual coftume pare,che,riguardi la Coilì:itntione 
di Teodofio Seconda^ U qia!e tra(ttando M q'j,en:a,ma- 
tèria«*^dosìHice:.-TSt;'^ :-^ £tbh:^.ji /,•.•"[> r'isb ^-'.> ►<•■ 
-QunSii eorum ftnatTfmpIa^yiO^/ukfa , fi qua etiam 
nUfiff rìtBtnt ijutegr^f i pf4cepf^ i^^^fA''^^^^^ d^ftrui f 
iQHoeati'oHeque veneranditQJfpytia^A Religionis fignì 9 
tx^arf-.praeffiimuf, ^'^ ^:r, rii ■ ■ h ■ «\ 

' • Viti;no al Xempio-dt (SH^o^^».crec{efi che fp/fe il Teqa- 
pj» dìKjde , la qaaljs. fi dice fi;^Iiuol^,, iècond.^ alcurii, dii 
Mepcuri'oj, 3£:^con4^ja^?rb d' Prpmoteo,Xyno de' quali 
infegnò la Grammatica , & la M ifica , ì'alcrola Sap/^n- 
,2a > S5"i« i?i!u4€a^a> .^pei^c^coft ragione i.Tplèani iabri- 






le rui- 



<:^i?oìitì^l*ettìp?f a è[uiefta DeW vacillò' àlla^j^iazza , l^ctai-: 
ttOit^ fopra-k'piazsfa iltefsar dì detto Tempio infino a Sopra le 
hóggi ^ede/ì qualche vèftigio , Idd0ae*è pollala Chiefa di ^^^^|^^ ^^^^^^ 
SMdt^t^J'Mquài Santo , fì^hi da cr&dère , che dedicata ^ó ' vn'altro 
fbflfe-la l^r^fohtè? èhrèfa', per t^f rè slatto là wmqria dr Tempio dedi 
QVLeìiàÙ^deiÙmpttimU .o^i4-^oi<Iìh^nohii:^6ì'm catoàS.lli' 



quella la-na aerea ai primi* .? t "»»>>- ^"'-•^-^ — -*.v^x^..--- w,j — - 

Vn'àlÉFó-'Te^&piò , vègiio'tfói akanl' ', ehe follfekelMofe-j " 
te di Porta Sole , là doue è hora la Chiefa di òair Squero:,? 
Sé vtiBWà'néiU^i^^'nda .delia* Po^ta Santa SufannaL. , 
nella ftràda principale, che conduce alla piazza, fte' qua- 
li diiè luog-fii i diligenti oflettìatori ^elle cofè iantiche^' 
hanno veduto notabili velligia'di antichità , ki^'à quali' 
Dèi dedicati fotoo, non ne hanno contezza certa^; 
Sono anco molti di parere , che la Chiefa di Sant'Ange-' Tempio di 
lo po'fta' vicifto alla Porta , che da quello prende il nome , Ercolcò del- 
folfè già vn Tempio profano, per elìer fatta di forili ari jj'^^?^^!^^' 
ò^eolaré , & ottogona ,' come taluolta fabl-icauanfi h?!, Angelo. 
quei Tempi), ^&Ìpérd!moftr^revna grande antichità, sì * ° * 
nella'ftruÉturkfuaiCòmenelJè belle, & fiiperbe colón- 
ne di marmi' Afrìcami che fòftengono quell'edifìtio 'i 82 
per vederfi iai alcuni m'àìrmi antichi , ne' quali fono in- 
tagliate lettere Etrufch'è, &• Romane i lo credet(?èfo de- 
dicato ad Erctxlef Dio della fortezza , altri alla Dea Velia , 
e tné^ìió'j^^à itiib'èredere , peVlfe ragióni , che addurre*^ 
m'ùj quando* più a' pieno verremmo à diftortére di dettò 

ìcio^v, ' .;^"""-" ' -']^" : -■\-^''''^- H ■..-■:■ ->^--:yr 

Nella contrada della Porta Burnea, fao?i 'alia Portai,' 
.detta della Ciregia , era vn'àlùro Tèmpio profano , dèi 
quale non fono molti anni i 'dhe yedéuafi la Tribuna iti- Tempio dedi 
tiera,ru poi lA procelTó' di tem'^V)TÌd&(éto ih iform a di fon- cato a Marce» 
tana , & dalle conietture -, che nelle: colè ofcufe hanno dirimpetto al 
forza di chiare proue , polsiamo raccorre , che dedicato ^? ^^^^'^ ^^^ 
foflTe à Marte , per éfler fhora della,Grttà ,"^ -dòuè era foli- ^** ' 
tóàtal D'o fabrtcàrli i' &- pèrche i quello àndaiiafi dalla; 
Porta Màrtia, la quale per^ ^ che prendere il nome-» , 
«flan*eCér volta verfoii detto Tempio , oiie'ro da i giochi 
Martialì , che neirÀhfiteàtrò iui vicino faceuanfi; di 
quefto apparifcono per fin'hoggi molti v.eftigij in quella 

par- 



14 Libro Primo: 

parte detta del RafteJlo * e fa(sì mentione di Vincenzo 

Anfiteatro in Borghini ne'fuoi difcor/i delie cofe dì l^ioren^a» cornea 

no alfà^'poSi *"^^ ^^^^^ ^^*^* '" ftampa del primo S. Ercoiana Vefcpuo 

detta del Ra- di Perugia, oue dicevi» che egli l'anno treceatefimo quar- 

Itello . co doppo la naicica di Chrifto » incrudelendo ancora la^ 

perfecutione di Diocletiano 9 per ordine (U Fabiano 'Fr^*« 

fidente , doppo vari; tormenti « (k in PerugiaimartirÌ2?a« 

to nell'Anfiteatro. 

Ma perche io non intendo in qucfla luogo apportare le 
memorie di quei Numi,al nome de* quali con fuperfticio- 
fo culto i Perugini ereflero Tempi; fuori della Città, rifcr- 
uandomi di quelli trattare nel Libro fecondo di queftan» 
wTlia Dei!l niedefima Opera i dirò folo,come poco lungi dalla Gitts» 
Feronia da' era vn Tempio alla Dea Feronia dedicato, nel luogo, che 
Lacedemoni/ hoggi chiamafi Fauarone ;. di quefta Deacosilaiciò Cent" 
VfiUZ pJI^ ^^ Dioni£ Alicar. nel lib.^. doue parla de* Lacedemonij . 
AdueSìosjcirca campos voeatos Pontinos locum in quopfU' 
mum eonjitterant > Paroniam ab aquoria natione nomi- 
naffèy Panumq. extruxijfe Dea Faronia , cui vota nuncu" 
gScoTuoUa* P^«'^^»^* ^'vn Tempio fìmiiedicei'iftefso; PanumefI 
apportatrice ^ SabiniSf é^ Latinn eommuniter bonoratum , /anSìurrL^ 
ck' fiori,e (cut maxime inter eatera eius Dea, qua Feronia vocatur.quam 
^^ ' vertente! ingraeam tin^uam > alij quidem Amrbopboron » 

alij Pbiloiìepbonon , aly Perftpbonem voc^nt , li quali no- 
mi perche alludono a'iìori, & a' frutti, dinotano, che i 
Tempij di quefta Dea , con ragione veniuano edificati 
fuori della Città , per eflère ella fopraftante alle Campa- 
gne , e particolarmente i iBofchi , onde Vergilio nel (èc- 
timo dell'Eneide pone per qualità propria di quefta Dea,il 
dilettarfi de' Bofchiombrofi , in quelle parole , 

Eiv'tridì gaudensFaroniaLueo. 

oue eruditamente nota Seruio , cheeflèndo per vn'incen- 
dio fortuito arfo i\ Bo/co, oue era adorata Feronia» men- 
tre gli ha bitatori penfàrono di traiportare il di lei fimu^ 
lacro, fu bito quello rinuerdj , Dea Lucust eum fortuitfì 
exaurìjfet incendio.^Qbid.lpc^afri^mferf't vflfip,^^ 
muÌ4J^mm , repente reuirutt •;■', p -.,,., ,. , '.w-^r^r-^.ix of-/ <- 



Paludi Ponti- 

ne_^ 

Feronia ìn__» 



Libro Primo. ^<^ / 

.xra anco Feronfa dalia credula Gentilità così dettala • 

fedendo, il per che la credeuano Dea de'Bofchf, e ùikeffa^ 

che Proferpina, ò Lucina,Numi,che in grandiilìma veae- 

rationeteneuanfida'Tofcani,&al nome de' quali i Perù-- 

gini fabricarono ancora fontiiofi Tempij , & vno con più Tempio dt\- 

fìngolare magnificenza vicino ai iuogo detto dai volgo ^ D-aFero- 

Fauarone,quafi Panum FeronU; quiuf perclie molto non fyo/^^j"^^,^- 

diicoflauafi vn Luca, ò Bofco , ciie alla Dea parimente-» a^tco Faufro 

vedeafi dedicato) vogliono alcuni,clie il Monaftero detto ns^ . 

ài Monte Luce , fblTe anco cosi denominatOjdicono altri, 

daiia luce , per efTere egli poflo dalia parte Orientale di 

Perugia j Ma di detto luogo , clie fìmil mente ripurgato , 

ì£ede\i , alla. Gran Madre di Dio dedicarono i più diftlifa- 

menteragionaremo nella feconda parte di quefìo ìftefso^ 




Delle Torri , e di alcune Porte piu^ magnifiche' 
della Città . Caf I V\ 

Ntichirsimo fu IVfb delle Torri , leggenda (i 

neliafacra Scrittura jciie da' figliuoli di Noè Dion. Allear,' 
furono cominciate à edificarii neli'Oriente-j lib. i. 

doppo il Diiuuio 5 temendo queiii,clienoii-» 
doueffe di nuouo la furia dell'acque ritornare , 
la quale vfanzafu pofcia da molti popoli imitata, & par- 
ticolarmente da'Tirrem » da' qua li, tengo , ciie I Peru- 
gini loro difceridentf s apprendeflero il coftu me di fabri- 
carle , eflendone all'hora in Perugia , ai numeiro di (et-^ 
tecento, & quefte per ornamento della Citti ,& for- 
tezza delle cafe de' particolari , dicendo Homero \ ciie-j 
fi comeia Cavalleria adorna la Campagna, & ieNaui ^^J-'^^Star; 
il Mare, cosile Torri, fono la corona delle Citta. Fu " ' ^- 
Peirugia dalia moltitudine grande di effe , chiamata-i 
TV RR I TAV & èda'noftriStatuti, con graiii pen&j 
vietato il poterle diftruggere, & alienarle fotto qualfì- 
uoglia pretefto , mstlà'piùfamòfa, & fegnalata, di cui 
Jahoggi.vedonfile fondamenta fotto laloggia à lato al 

Duo- 



i6 Libro Primo - 

' Duomo, fu fatu gitureaterra dall'Abbate Gherardo 

Mommaggiore GafteJJano , e Oouernatore di Perugia^ , 
„ ,. accioche nonldeiTe impedimento alla fortezza del Mon- 

nutod?rro?I tedi Porta Sole, & in quella Torre , credeua il volgo , 
oue cófema- che folle confèruato U Palladio venuto da Troia , com ej 
to in Perugia racconta Pietro Buoninfegna nelle Tue Hiftorie Fior en* 
^y^^^^Q^f^^^^ tine libro quarto. 

^ * Circa poi le Porte principali > che aprono le vie più 

communi della Cittd vecchia, & nuoua, benché tutte con 
P O R. TE groflaipefa, & con bella architettura fabricatefianojtut- 
con bella ar- tauia fono alcune di loro per vani ri/petti degne di mag- 
chitettura fa- gfor conlìderatione dell'altre ì i'vna è quella , per la quale 
ruS?^" ^^ ^^^* ^^^^ Piazza Grimana , che è riguardeuole, sì per le^ 
pietre teu ertine di fmifurata grandezzaiCommelTeui fen- 
p . ..p- za calce , -sì per l'altezza fua di cinquanta piedi in circa, 
za Grimana come anche per la grolTezza, e gran magnificenza, con la 
e Tua de/cric- quale fu fabricata; 1,'artifìtio fuo maggiore,è il non eflere 
tioae . ambedue i fuoi angoli retti, ma vno alquanto ottufb, l'al- 

tro acuto , per fecondare con la tortuo/ìta del va.no della 
Porta , quella della via di dentro,ftimandoff a quei tempi 
così fatte piegature commode, per offendere gì 'inimici, 
che vi entralTero , e per ro mper e l'impeto de' venti ; I fti- 
piti della Porta fono {ènza ornamenti, miil/èmicircolo 
dell'Arco , che vi è fbpra , è con riCaki , e cimofa, nel me- 
zodsl quale fono intagliate lettere cubitali Roman^^i, 
che dicono , 

A V G V S T A P E R V S I A. 

Quefla ilcrittj'one diede a crédere ad alcuni , che la Porta 
in quei tempi eretta folTe da'Perugini più per pompa^ 
d'Arco Trionfale ad Augufto, che per loro vfb, &ingref-. 
io nella Citti,ma che che lìa,fèguiamo la fua defcrittionej 
Sopra il detto Arco per tutto lo fpatio , che e fra vna^ 
Torre, e l'altra , iìftende vn'ordine dì pilaftri , ouero 
colonne piane fcannellate di b^fso rilieuo , con capi- 
telli ionici , ne gl'intercolunif de' quali fono gran pa- 
tere tonde da {agnRuj , vna delk quali fuole anco fcol- 

pirfi 



Libro Primo. i^ 

«ÌÌ-/Ì fotfovtt piede del Griffone A^me di Penigia^. 

. Vn'altra Porta delia Città vecchia vedefì, horacoir.r 
meflà in vn beJuardo delJa Fortezza , che rifponde verfo PojtaMartià; 
la Chiefa ài S,Ercolano,& chiamafì Porta Martia, fal?ri- 
cata di fini marmi , oiie in vn regolone fopra fono inta- 
gliate cjuefte lettere .COLONIAVIBIA. & nel- 
ijfteflTQ framefsi alcuni pezzi di ftatuc antiche, ritoltis,& 
faiuati da gl'incendij , & dalie ruine de' Barbari * 

Non deuono edere paflate con fiientio due Porte dcWsL 
Città moderna ; LVna è la Porta, ò Rocca di S.Angelo,Ia Jh/^fJ^^^ 
quale fu can grande fpefa fabricata : ha efla Porte doppie, gei© , 
con vna Saracinefca j fopra fono i^arie ftanze per vlb de* 
Soldati , ha commodità di acqua , & è inelpugnabile per 
battaglia di mano ,* onde nelle guerre ciuili , dalle quali 
fu in vari; tempi moleflata Perugia ; fi tenne gran conto 
deilefler Signore d.i detta Rocca; , & yi furano fa^ti molti 
combattimenti. 

L^altra Porta è nella contrada dì S.Pietro , & chkmafi . 
communemente. Le due Porte. Quefta, come che glo- ^ ^^ ^^^^' 
riarnon fi poflà di molta antichità, per eflère fiata fatta 
Tanno 147^. tuttauia per l'artificio , con cui fu fabricata 
da Agoflino, & da Polidoro intagliatori di marmi eccel- 
lenti, è degna di molta ammiratione. Sopraflanti di que- 
fta fabrica furono dai Configh'o eletti Vgolino Cri/poiti , 
Lamberto dalia Corgna , & Carlo Cinaglia . E per co- 
minciare à defcriuerla nel modo che fi vede , diciamo» 
ch'ella è d'ordine eompofito: rifiede in mezo la Porta, la \l 

quale ha da le bande due pilaftri à guifa di colonne , con d'ette p^f^ 
fuoi capitelli, & bafe di dett 'ordine compofito fcanellate» 
che foflengono l'architraue y il fregio , & la cornice di or- 
dine corinthio ; Fa giro, alla Porta vn fèflone con ligature 
ili mfrabile artificio, &vn 'altro con rofè, & altri orna- 
menti ; da man deflra, & Cmifìr^ della Porta, rifa Itone in 
fiiori due Torri quadriiatere,ciafeheduna de He quali è ter 
minata ne gif angoli,€on pilaftri,ò colonne fcanellate dcì- 
l'iflefis'ordfne di quelle a* Iati della Porta , foflentando il 
medefinno architraue , fregio , e cornice , che di fopra \^l^ 
detta Porta caminando da' Iati rifaiuno nella fommità 

C di 



i8 \ Libro Primo. 

di dette Torri j nelle facciate di mezo frali pilaflrf, che le 
terminano , vi fono, due gran sfondati à fimiiitudine di 
portici eleuati da terra, dalie foglie de'quali/jjuntono 
fuori modiglioni lanorati d'intaglio corinthij dcìViUefCa^ 
materia . Leggefi nelle memorie del noftro Palazzo , che 
vi'andauano pofti due tefte humane aite vn braccio e me- : 
8ol*vna,due Griffoni di fei piedi di grandezza l'vno, 8c. 
vna ftatua., di grandezza guanto il naturale . 



pdk Piaz^ , e della Fónte , che i nella 
fidxz^ martore,. 



Cap, 



F. 



V 



Arie ibno le Piazze di Perugia , & tutte com2 
grande ipefa fabricate, per elferc la Città in. 
luogo {colcefo fituata ; ma tre fono le princi- 
pali iJ'vn a, che chiamafì Piazza grande, ^ 
PI A f ZX comprende tutto quello lpatio,chedal Duomo,per fln'al- 
iTfaBde. j^ Chiefa di S. Ifidoro , & alle cafe de' Guidalotti fi di- 
ftende : ancorché quel tratto ,&fìt0, che auanti al Duo-^ 
mo fi allarga,. come anco quello , oueVendefi al prefènte 
il pane , meritino propriamente il nome di Piazza i II fita 
poi di mezojfia più tofto ftrada . 

L'altra Piazza poco da quella lontana:, chiàmafi So* 

^hn^So^tìr pra muro ,.daireflere fopra 'i'muro della Città vecchia: 

*??^?T .. e fono ambedue fopra grandifsimiatchi, & volte fondai 

te , onde hanno di fottòmo'ti magazeni,& ripoftigli .Ve-» 

défi neIJ'vna,&. nelKaltra la frequenza & dc'nobiii, Szdel 

popolo 5 in efle vendofi tuttele cofe, cheforuono al viue-^ 

re,& all'vfo humano , & eti a n dio nelle botteghe de'mer^- 

canti le merci più p-egiate,.ches4 la curiofità defidèrare». 

P'azza Gli- ^^ terza Piazza è porta nella Porta, che da S. Angelo. 

mana. ' prende il nome, &chiamafiGrim3nadal Cardinale Gri- 

mano Legato autore di efla. Vn'altra Piazza è nella pili: 

Piazra dl§an altaparteLdcI Monte diporta Sole. Et vn'altra auantiia 

mncerco .. gjjieCj 4j S.PrancefconeJia Porta di S.Suaana... 

Si: 



Libro Primo. 



19 



Portico "aliali 
il Duomo • 



Si vede nella Piazza prima , chiamata Grande , vnaj 
loggia , ò Portico , che dir vogliamo , à lato aJ Duomo , 
il quale fu per ordine delnoftro Commune fabrieato , à 
(pefe di quello , Se non come altri hanno creduto , per or- 
dine di Scaccio Fortebracci i potrebbe ben'eflere, ch'egli 
i'hauefse rertaurato ; vedendoli in eflb per (m'hoggi vn^ 
Montone, Arme di detto Bracciojintagliato in marmo . 
ElTendo poi Tanno 1 5^p. gittata à terra vna parte di det- 
ta Loggia j ò Porticojper cagione della ftatua di bronzo 
di Giulio Iir. fuin vn*arco leuato vn marmo, nel qualcLj 
fotto vn Leopardo , che pure era Arme di Braccio,erano 
intagliati grinfrafcritti verfi in lode di detto Guerriero , 

Tranfiui intrepidus per milU perieula viiior 

Non aeies ferri , n<in v^Bis mania fojjìs 

Conatus triuer* meos , domat omnia Virtu$ • 
Ma opera di maggiore magnificenza , & cofa quafi dì- 
uina è la Fonte pofta nella detta Piazza auanti al Duo- 
mo , di cui fu Architetto Benignate perugino Monaco 
dell'Ordine Silueftrino > afsieme con Alberto Frate del- 
rOrdine Minore , Zc Buon'Inlègna Venetiano famofi Ar- 
chitetti di qvLQi tempi . Il nome di Beuignate,col nomej 
dell'Artefice della bella Conca di bronzo , il tempo che 
fu fatta >.con molt*altre colè degne da faperfì , fi vedor>o 
dalla fcguente Infcrittionc nella detta Conca . 

BVBEVS ME FECIT. ANNO DOMINI M.CC XXXVIJ. IN- 
^ DICT. V. REGTMINIS DOMINI GeRARDINI DE RVSCET- 
TIS POTÈ. ET ReGIMINIS DOMINI ANSELMI DE ALGA- 
TE CAPITA. FECIT HVIVS OPERIS AR. B E V E G N A T E S 

GR. s^ benedicti; 
-Nel Capitello \t%^Q^ queft'altra Infcrittione, '- 

TEMP. D. MAi DeO. et D. ERMANNI D E SAXOFERRATÒ Infcrittlont-J 
M,C.C.C XXII. PRIOR ARTIVM DE MENSE NOVEMBRIS, nel Capitello 
ET DÉCEMBRIS. QVO TEMPORE VeNIT AQVA IN FON- delMelia» 
TE^VI PLAT£;£ . ^ ^ ^ 

< I tre Architetti dunque di fopra nominati, cioè, Beiu- 

:gnate , Alberto , & Buon'Infegna condufìTero nella Fonte 

.l'acqua in afeai b^oa^ copia da vn Monte chiamaco 

.. :. ' C 3 ' Monte 



Marmo eoa 
l'arme di B«c 
ciò Fottebrac 
ci, &infcri!t- 
tione in fua^ 
lode . 



FONTE 
deJla piazia 
auàti il Duo- 
mo. 



Architetti dì 
detta Fonte> 



Infctìttione-j 
nella Còca di 
detta Fonte. 



ad Libro Primo. 

Monte Pacdano , che è due migliz daJia Città di^ihte^ 
Et quelk) , che è di gran lode degno ; ciò fecero in breuc 
^atio di tempo , fé fi ha riguardo aJJa grande , & difficile 
opera ; perche vi (bao alcune Villi , & Monticelli in que- 
llo tratto di ftradai onde queivalorofi Artefici vi fecero 
^alcu ni archi fuperbf , che fìendonfi per le Vaili dali'vn_» 
Colle all'altro, per la fommità de'quali in canali di piom- 
bo di'bnónagrò/sezza corre facqua: &ia alcuni luoghi 
forarono à forza alcuni Monticelli , & vi poferoi canali 
fopradetti , i quali pafsano ancora per vn altro Arco nel- 
©uato fi fpé- ^? contrada dettala Conca , di fmifurata grandezza , che 
^effe daHa-^ ^ dentro la Città nella contrada fopradetta. Furono fpe^ 
Città neiro- in quell'opera della fonte^per quanto appare ne 'libri d-QÌ-- 
lome^iudS ^^ Cancellarla del noftro Palazzo , cento feftanta miia^ 
la, ' fiorini d'oro , che al noftro tcpo farebbono tanti ducati . 

Sórge raItero>& nobile edifitio della Fonte nel più am- 
Sl 3èTcriuere ^^^ J«<^go della Piana, grande , & per pia fua vaghezza, 
'diHti&diqueì & magnificenza fu di forma orbicólare fabricato> Se fu 
h-2 collocato in alto,afcendendofi ad efso per alami gradini 

di marmo , circondati, & rirìchiufi da vn'alta lèrrata,dal- 
-la quale fi vieta fentrata, eccetto per dit€ porte, fatte per 
^unicihàrfi alla Fonte. Sopra il piano delle (cale giace.» 
* Yhg'ràn'dirsìmo Tafo di marmo , o&e ne'quadd deila.. 
fjarte di fuori, ■<5ioii anni ^ifaniilltì^re Sdultoi^ , rntagliè 
in baisi riJieuii dodici Mefi dell'Anno . Qui vedrai varie 
Ibrti d'vccelli , qui ftrani anim ali , & qui figure Tiumane in 
MiaàrCe sttìtudini,coTi mirabile artifitio da quella perita 
irano lautjrate . Sopra qae'flo gran Vafb forge vn'altro 
alq'ianto minore,fatto anch'efTo di marmo t^di foglie » 
^figure intagli^to^ tjutfìio -facondo Vaibrafsejnbra aVi- 
'giiardinti vn fonte pentile,& quafi in aria , Te non clie chi 
atteri tanien te lo mira,'vedra, elie di Cottoè da afcuneco- 
ionnedi marmo folì-enuto, dalmezo di efso leuafi in ai- 
toma colcrnna di bronzo , che foftiene vna coiaca pari-» 
^ente di bronzOjla quale è mirabile sì perla grandezza? 
-come per la bella ptoportione, SfperéfTère tutta di vn^ 
tgctro . Sopra di quef^a conca fono tre Ninfe d'acqua dì 
^mtto rjHeuo fatte-di bronzo » die ^irconclan© vn yafo -, 

Jecoa 



Libro Primo. zi 

Stcon bella attitudine voltandofi l'vn l'altra le fpalle , fo- 
'^iftengono il detto Vafo , fopra Torlo del qaale fono quat- 
tro GrifFonijche sa i piedi di dietro fi fbièengono, da vna 
éclk orecchie de'q jali, & da vno fpiraglio.nelmezo for- 
ge in cinque raggi co grand'impeto in aJto a marauigJia 
S'acqua chìara,& Jimpida,Ia quale con gratiofo:fcherzo,8£ 
combattimento ricade nella conca di bronzo,* da quefta 
dapià parti fi fparge nel fecondo Vaiò di marmo , quindi 
per canali , che d'ogni intorno v£rfano » va à raccorfi nel 
Vafo maggiore^ 

Ddla FortezxP^ , che era mi Monte ài Torta Sole» 

€ di quella , che è a piedi delle Piaz^ • 

'€af. V L 

N Ella più a^Ita parte di Perugia, che chiamali -.,,,. 
Monte di Porta Sole/u l'anno 1^71. per ordi- pj^ta UFor- 
ne di Gregorio XI. dato principio dal Cardinal rezza del Mó» 
^urgenfè Legato , ad edificare vna Fortezza > te di Porta_» 
la qaaleiìi feguitata dai Cardinale di Gierufàlemme, che ^ole , & in^ 
daila morte interrotto , non hebbe tempo à finirla, & da ^ ^ ^^^ ' 
Gherardo Abbate Mommaggiore Gouernatore fu fi- 
fi^afmentea compimento ridotta . Si mode a ciò ordina- 
re il Pontefice, per «iseglio tenere quefta Città fotte la di- 
ttotione della Chiefa, & accioche i {èditiofi Cittadini ha- 
Heffero à temere di fìifcitare no uità, il che/peflb auuc- 
tiftia, perche i Pontefici rifiedeuano in quel tempo in^ 
Auignone, 

Abbracciauaquéfta Fortezza tutto il Monte di Port^ c«^ r • -* 
Soie, & era circondata da vn'alta muraglia , intorno alla ItJ?^^ 
quale erano ipeflc, eforti Torri , & dentro il recinto di za. 
-quelle vi erano molte commode habitationiper i Solda- 
ti?& anco vn Palazzo benifsimo ornato,che fi chiamane 
iì Palazzo Papale . Dallafaecia della Fortezza vcrfo la^ 
:jPiazza, fcendeuafi vn corridore per fino al Duomo > alto 
•^j^di cinquanta ptedive^i:oCpj)iù di fei, epafi andò per 

J5 



-Cafìero forte 
congiunto al 
la Fortezza di 
Poxu Sole , 



<GherardoAb- 
kate Mómag- 
giore <jou?r- 
natore diPe- 
rugia,eCaftd 
Jano di detta 
fortezza;. 



Sud rigore^ 
contro Peni- 

gjni quello 
caufalìe . 



zz Libro Primo, 

k cafe dfqueHo , e del PaJà^tzo liei Gouermtorc, condor 
ceuafiper fin 'aJJ'aJtro del Podeftà;,&indi 4J Palazzo de* 
Priori . Qiiefto fu fatto i fìneiche coloro , che per la^Sede 
Appftolica reggeuano la Città, potefsero più ficuramente 
andare dalla Fortezza al Palazzo loroje de'Priori>& an^ 
co à fine, che fìifcitan doli rumore alcunoin Piazza,toflo 
dalla Fortezza dar vi fi potefse rimedio - 

Vi erano da quella parte verfo Ja Piazza, detta delliL^ 
Paglia , oue cominciai a faiire per andare al Monte , tre 
alte Torriconpontileuatori ben'incatenati, perii gnali 
faceualì l'entrata principale nella fortezza; Vn'altro cor- 
ridore partendofì dalla Fortezza, conduceuafì al CafTero 
minor fortezza pofla alato della Porta del Borgo di 
S.Antonio, oue erano fèi altri Torre, con due ppptiieua- 
tori, per poter mettere, ecauare^ente à voglia del Ca- 
flellano» 

Dentro rvna,e TaltraT^ortezza vi era d^ogni forte d l'n- 
fl:rumento bellico , & ogni forte di monitione, tanto che 
potean difènderfi per lo ipatio di qualche annoda ogni 
nimico infulto . Architetto di quella fabrica fu Matteo di 
Gattaponi da Agubbjo , vno de* più rari ingegnieri , che 
i quei tempi fìorifse; e dicefi , che coftafTe alla Sede Apo- 
flpliea duecento quarantamila fiorini d'oro, flanteche 
nell'acque fblamente fé n'erano fpefi circa trenta mila . > 
Hauea di quefla Fortezza cura Gherardo Francefè Ab* 
bate chiamato Momaggiore , & alla guardia di lei tene- 
uà buon numero di Francefi;gouernaua ancora il detto 
Gherardo la Citta , con auttoritàamplifsimai Ma per- 
che i coflumide'Francefi , fogliono poco con quelli de-» 
glltaliani conformarfi ; & perche il detto Gherardo vfaua 
fouerchio rigore nel gouerno, Ipefso facendo far prigioni 
nella nuoua Fortezza i principali Cittadini, de' quali mai 
più intendeuafi nuoua ; Il popolo Perugino non potendo 
ciò foffrire , folleuofli in gran numero l'anno 1^7 5- con-» 
roccafìone,che Giouanni Acuto,il quale flaua alla guar- 
dia di Perugia, era flato mandato con i flioi caualli vcrfb 
Ja Città di Caflellojla quale fi era pofla in ribellione . 

Prefè che hebbero i Perugini l'arme , fi mofsero fiirio- 

fàmente 



Libro Primo. z j 

famentc contro VranceH, & ancorché non haiierseròc Ca^ 
rtb,& andaflero lènz*or4iiie-aJla bat£aglia,fu. nondimeno 
taJe l'impeto loro, chcìFrancelì dopòhauerefoftenutO' 
in afpra,e longa pugnaal Palazzo de.' Priori, e del Podc- 
ftà,farono alla fine forzati abbandonare la Piazza,. & p,-nj preti 
di ridurfi alla Fortezza. 11 popolo all'hora infignontofì. ^^^^umvi 
«Telia Piazza, &crefcendotattauia in fjrza, fubito fé-» contro Fran- 
cando ad alfalire i corridori,. & tagliati pili pilallri, de ^f'f}}^^^^i 
ihèffili inpunteilt i fece cadere vna parte di dettii corri- fa|òaezL& 
<Ìori, & delle muraloro r così furono diaifi i Francefì ,, jnfignontofi 
ih modo , che Tv*! l'altro (occorrer non fìpoteua. On- d^ quella , & 
de in pochi giorniconnenne che s'arrendelferojmaffima-- pógono^^ ^ 
mente non potendo refillere a certi inftromenti,che'l Po- 
polo fece da offendere la Fortezza contraili, &altrile-« 
gnamf , che'l Gouernatore haueua fatto vanire per {èrui- 
tio di efla ». Si refero ì Francelì ,. falae le robbe , Se le per- 
sone, & i Perugini ri^acquiftata la libertaylì diedero à {di'- 
ricare da* fondamenti quella Fortezza, che tanto era co- 
fiata alla Sede Apofìiolica ; & la fcaricarono di maniera 5^ 
che hoggi a pena Ce ne vede qualche picciolo veftigio.Fu /siregrezze i» 
quefto cafb del mele di Oecembreiil giorno di S. Ambro- Perugia per la. 
giO,perlache iì fecero grande allegrezze per tutta laj ricuperata li^ 
Citta , come anco da Berna bò Signore di Milano,& dal- ^"^^ ' 
la Republica di Fiorenza, 

Gherardo Abbate Callellano , & Gouernatore , v(cita= ' 

che facon tuttii luoi Soldati dalla Fortez2^a,pre/ente tut- 
to il popolojfu dato in cura àGio'ianniAcutOjche di già 
era con i faoicaualli ritornato dalla Ciirti di Caftel lo j il 
^alé accompagnando l'Abbate verfo Foligno , 8c con- Parteda Perù 
dortòla ài Rimini ,. conlegnollo a Galeotto Malatefti i g:a,eperviag 
»#' , v„ '^^A j' r f IV r l'AtL giohanuoua 

Ma ( o gran varietà di fortima ' > non fu appena 1 Abba- di eflere fatto 

te vfcito dal Perugino,, che hebbe nuoua di eflere: flato Cardinale da 
annouerato tra* Cardi n ali dal Papa- che ftado in A uigno- Gregorio Xi^ 
Ile, non Gpeuacofa alcuna delle grandi renolutiòni oc- 
corfe in Perugia. QueltaGherardo era Monaco Clunia- 
cenfe & Abbate di S:Martino, Monaftero maggiore del^ 
laDiocefi Turoné^vfu creato Cardinale,come fi è detto» 
t*aftiio^i|75.aellafecQndaprotnotiane di Gregorio X L- 

fatta. 



2.4 Libro Primo* 

4tra in Aufgnone alJi 5. di Decerli bre, Se fu Prete 'C^rdì^ 
riaJe del titolo di 6. CJeinente . Mori poi neJia detta Citti 
di Aaignone l'anno i3Sp.neJ mefè di Marzo . 
»„„ I^aolo III. di Cafal^arnefe, parimente pectencre-A. 
Se è à piedi 9"^eta la Città di Perugia,fece dar principio l'anno 1 540. 
delle Piazze , circa ia fine di Giugno , all'altra Fartezza , eleggendo il 
fetta per ordi fìto , oue erano le calè de'Baglioni, per leuare loro ii ni- 
Terzo códN ^^' e volle, che Antonio da San Gallo > il quale acqui- 
fegnodi An' ftofsi a'fuoi giorni gran lode in far difegni, & modelli di 
ionio da San fortezze in varij luoghi d'Italia, eleggeflè il lìto in piedi 
©allo ► della Piazza grande,& vi rinchiudefle detto le calè prin-. 

cipali de'Baglioni. Mentre dunque attendeualì alla fa-- 
brica , il Papa per vederla, fétte volte venne à Perugia » 
13 Papa fette ^^ ^^^^ ^^^^ continuati, qua/i lèmpre nel mele di Settem- 
f olte viene à bre , moftrando non picciolo contento nel vedere rifor- 
Pcnig'a . mata col mezo , &prouedimento £10 quefta noftra Cit-. 
tà , che per lo addietro lì era retta controppa licenza», a 
& come egli diceua, tirannicamente, chiamandola nuo- 
ua Perugia, & fé ftelfo Fondatore di ella, il che Ipiego 
' in varie Infèrittioni fopra le fue Armi , Se particolar men- 

te con le lettere grandi infralcritte, che lì vedono inta- 
gliate nel fregio attorno del Cortile principaie di dettau 
Fortezza» 

MVLVS Iir. PONT. MAX. TIRANNIDE EIECTA NOVO CT^ 
VITATIS SFATV CONSTITVTO , BONOR.VM QVIETI , IM- 
PROBORVM FR^.NO, ARCEM A SOLO EXCITATAM Mr4 
RA CELE RITATE MVNIVIT PONllFiCATYS SVI ANNOIX.; 
SALVTIS M.D.XLm. 

ComincialaFortezzaall'mconfro delle cfuePfazzeJfe 
Sidefcnuc-j ptincipali. IlBeluardofiniftro , ifqualeèal vento Tra» 
(fetta Foitez- montana, rilguarda la Piazza^ che chiamali grande ', Se il 
23* deftro,che è alla quarta di Greco Leuante,riniira la Piaz- 

za detta Sopramuro. Tri idueBeluardi smaìza in mezo 
alla Cortina vn gran Mafchfo , ò Caualiere , che domina 
tutte le parti, che gli fìanno attorno . In mezo di ini ri- 
vede la Porta principale , volta à Tramontana , Greco^* 
con Porta dì ferro, col Ponte leuatoro, con fuo Riaelmoi 
conftradacoperta, &confpalto. Sopra Ja detta Portai 
^ Coita 



Libro Primo ^ zf, 

g)no]*Afmf di Paolo HI. de' Cardinali Neppti, &d*af- 
tri , intagliate in marmo con molta diligenza da Simone 
Mofca , da Setignano> 2c da. Lodoufco Scalzada Oruieto. 
:Vedefi di foprain luogo molto eie uato la Statua di rilie- 
uo del detto Pontefice alnaturale Tediente con Ietterei 
egrandi di fotto. P AVIV S III. PONT. MAX^ 

Vedefi dalBeluardo lìniftro. la parte volta verfolaJ ^ „ ^. , . 
Chiefa,& il Conuento, che già era di S. Maria de*Serui,& fcritffonc/£ 
bora è la Sapienza Nuoua ; & da quefto Beluardo ften- Viftcffa» ^ 
defila Cortina fin'ad vn 'altro mezo Beluardo volto a Po- 
nente . Segue da quefto luogo vn pezzo di Cortina fin*ad ; 
vn Forte picciolo , ou'è la Porta del Soccorfb , volta ad 
Oftro Garbino, che viene ad eflfère verfo la Sapiéza Bar- 
•toUna: & feguendo vn pezzo di Cortina,cQmincia il Cor- 
ridore, volto alla Quarta d'Oftro Garbino,con flradaco- 
:perta, ^ fcoperta , ilquale ilendefi infìn'ad vn Forte pò- 
fto a queHa porta della Citta , che chiamafi del Raliello , 
iQiiefto Forte e fituato in maniera, che rapprefènta due-» 
Baluardi , & tral'vno , e l'altro rifiede la Cortina , nel cui 
mezo è vna Porta rimurata , fatta per poter ne' bifogni 
introdurre dentro genti. Se evolta alla Quarta d'Oftro 
Garbino. L'vno di qu'efti Beluardi rifguardail Monafte- 
ro di S. Giuliana , 8f viene ad eflère a Ponente Garbino ; 
l'altro volto à Sirocco rimira la Chiefa, & il laogo d€' Ca- 
nonici Regolari della Congregatione di S.Saluadore,che 
éhiamafi' S. Marra de gli Angeli . Dall'altra parte di qffe- 
:fìo Corridore fi vede fituata la Fortezza con due angoli > 
& con vn pezzo di Cortina, che fi ftende per fin'al Beluar- 
^'do deftro, volto parte verfo la Chiefa di S.ErcoIano,par- 
te verfo la Piazza chiamata Sopramuro . Et nella Cor- 
tina vedefi l'antica. Porta Mattia con fuoi ornamenti, ri- 
murata. 

■ E^detta Fortezza circondata da va capacirsfmo TofTo .' 

Ha dentro va.Cc matte, gran quantità di contramine , & di 

Vie fotterranee, che la rendano forte , non folo quanto al 

fito, ma etiandjo quanto alla bruttura Tua , che è di mat- 

-• toni con terrapieni. E' abbondante d'acque pcrfef^e-i; 

"4^ due Armaric I da armare ne' bifogni gran numero di 

- - P Sol- 



zS Libro Primo. 

Soldati. Vi fotio dafettantaduè pezzi di ArtsgìizrU tri 
grofsijertiinuti, tutti a e au allo , Sctràquelii cinque Can- 
noni da 60. IVno , la Paolina , & il Oiiuuio ambedue da 
ottanta . Vi è vn bello edifitio da far poluere; & è munita 
d ogni forte di munitione, feruenteà Fortezze , Vi è an- 
cora per difefa , & cuftodia delia Fortezz a giufto numero 
di Sold ati , eflfèndoui molte e afe per loro habit ation e-j. . 
\ ,. Malellanze delCifteilano, oltre le Sale, ch'erano del 
^fe^oi^òS-^ -Palazzo magnifico di Gentile Bagl/oni, furono riedifica- 
hocgJhabica- te con djfègno diGileazzo Al^Csi Perugino Illuftre Ar- 
fìone delca-cbitetta, & hanno tante commoditi, chefiiron capaci i 
ftcllano. riceuere molte volte Paolo III. con i flioi Nepoti Car- 
dinali ; & oltre molte vaghe pitture fktte àfrefco da Do- 
ceno dal Borgo, da Lattantio M.irchegiano, da Rafaell^K 
dal Colle, da Adone di Ainiì,& da Tomaffbdél Papacel- 
lo ; B vc^gioQO dentro quelle flranze alcune belle porte,5c 
camini di Simone Mofca. , il quale nell 'intagliare in mar- 
mo paragonò laper-e beliìfsime de :gU antichi Gt^^ Sé 
Romani, ' j' " 

Del Pdaz^zi del Gommatore , ^ di Priori l 
Cap. FU. 






Imoftrà il Palazzo derGouernatore,& de'PriW 
ri in tutte le fie parti grande magnificenzaT 
egli è fìruato nstì mezo della Piazza principa- 
le; abbraccia vn'ampiofiro; è libero quafi da 
tuttfifatii hàmuri per lo piùdi pietre teuertinè riqua- 
drate, le fèneftre in varij ordini, & con affai buona archi- 
tettura fàbricate, & alcuni feneftroni di marmo rofso. Se 
coiì colorine ornati V Cingt la muraglia vn a corona di 
merli ; le porte pri^ncipalifonodue, iViia è volta verfó la 
Porta del Pa- Fonte; faltraverfo ri mezo delfa Piazza ; lì a^n de 4 
Ffgc*c? t^uelfa che rimira la Fonte, per vna feala doppila, con pa- 
rapetto di |)ietre teuertme ben lauorate ; la porta è fatta 
«an mohA raagnificcnza circa la grandezza , & gli orna- 1 

meati 



Libro Primo* 



%y 



aienti Tuoi , che fono ài marmi rofsi . Vedono dalla parte 
éi fuori in alto luogo alla man deltra vno fmifurato Grii^ 
fbne> & aiJa fìniftra vn Leone di pari grande22a,ambedtìC 
di bronzo , & -da dotta mano fatti ; lì Griifone è Infègna, 
& Arme di Perugia ; liLeone èlnfegna della fattioiie_» 
Guelfajche djfefela Chiefa, & alla quale adheri grande^ 
mente i\ popolo Perugino , come altroue dimoftraremo. 
Pendono a' piedi di quelli due animali i ferramenti, & 
catenacci delle Porte di Siena , con la quale ièbené Pe-». 
xugia fu gran tempo collegata , nondimeno l'anno 1558. 
venute infìemejngraue dilcordia per cagione ài Cor- 
tona^ fegui a Torrita vn fatto d'arme , nel quale i Se- 
nefi furono rotti, :&ri/blpintiiìn dentro le mura ài Sie- 
na; Pro u aro n fi i Perugini in quel cerio di vittoria di pru- 
dere la Città ifteisa ; ma vano fu lo sforzo loro perla for- 
tezza del fuo fito ; tollero bene i ferramenti dì vna Por- 
ta di efla, & portatili alficme con quarant'otto In/egne_j 
de* Senefijà Perugia, collocarono quei ferramenti ,à me- 
moria perpetua ài quel fatto,neMuogo, che di fopra det- 
to habbiamo . 

Dalla fopradetfaPorta fi entra in vna gran Sala , !a-j 
quale già era Sala Papale chiamata,per eflfer iui nella vol- 
ta varij Pontefici al naturaJe dipinti ; Hora chiamafi Sala 
de' Notati; , che vi ftano a icriuercjgli Atti in i^anchi ben 
dilpofti, & acconci, per benefitio di AlefTandro Riario 
Cardinale , già no ftro Legato , il quale riftaurò , & ornò 
detta Sala,nel modo,che hoggi fi vede, coJiocadonelcar 
pò ài efla i belli , & magnifici Seggi, t) uè i Gvixàici Giuili 
rendono ragione . 

., Airaltra Porta verfo il mezo della Piazza,vedonfi due 
'^i^ài^2LVii antichi di marmo ,oue fono intagliate lettere 
Komane , che dicono . 

AVGVSTO SACR. PEKVSIA RESTJTVTA. 
le quali lettere vario iènfo riceuono . Augufio Sacrum • 
^ttemplum Verufia Refiituta, S. Dienuit' Eflendo alcunj 
di parere , che quefi:i piediftalli fèruifìero per colonnejdi 
qualche Tempio dedicato ad honore di Auguftojin gra- 
U memoria dcllareftauratione di Perugia ,; la quale per 

J> a be- 



JPerramemia 
piedi del Leo- 
ne, e del Grif- 
fone di bron- 
zo , che figni^ 
iìcano. 



Matt.VilI.flei- 
lefuehiil.lit), 
S.cap, 47, 40. 
lib.ii, cap.f* 
Camp.&aliri 
Scrittori . 



Sala Papale, 
hoggi det.ta_j 
Sala de Nota- 
ti- 



Porta del Pa- 
lazzo verfo la 
Piaz2a,ePie- 
dellalli auantl 
à quella . 

Tépio ài Au- 
guro dou^L-» 
folle in Peru- 
gia* 



2^ \ Libro Primò^" 

' 'bénefitio di quello nforfe dalle fiamme à guifa di Fenice i" 
più bella di prima. £t vogIiono,che detto Tempio fotìfc 
nella Contrada » che chiamafi Vcrfaio,oue non è granai 
tempOjchetrouati furono qaeftipiediftalli, con altri fimi-> 
li> non lungi dalle mura vecchie della Città . Si poflono» 
àttche intendere in quella maniera, Augu/io Saero, S^> 
'imperante * Perufia rejiituta jouero, levoleffimocre* 
dcrcche quefti piediftaili feruiflero per pofamento ài fta-' 
tue,ò ài colonne in qualche Arco Trionfale,fi potrebbo*» 
.no interpretare in qneftaguiTa. P*rac^^r^/^»f« ^r{^€^i 
Saewnio'ncl- quefte Statuetò Arco al Sacro Augu^o.Et quantunque eiìb^ 
miìio^cao^i^ moftraflfe poco cóto tenere di quefti honori,pure inmolte^ 
^ ' * Prouincie eretti furono Tépii,& Are al nome di lui . E da-; 
... Francefi fu ad h onore di Augafto cretto apprefib Lione 
4fdei°a ftiij infamo fo Tempiojla cui Ara eramemorabile,pereirere> 
Geografìa . iui intagliato il nome di feflfanta Popoli > & l'imagine dì- 
tutti ; Onde Aiigufto fu chiamato Saero , ò* DiUo , ì quaK 
titoli poi il Popolo Romano diede non folo igflmpera- 
dori > che feguirono, & che-prudentemétereflèro l'Impe- 
riojmàetiandioà q[uelli,che peffimamente lo trattorono» 
A i lati della medefima Porta fono due Griifoni di inar 
eriffofii di HTìOj'che tengono tra gK artiglialcune Lupe in atto di la^- 
marthojche-* cerarle; & per elTer la Lupa Arme di Siena, io fon di pare- 
£epgonotri_i re, clie ciò vogha rimembrare la rotta data da i Perugini 
gli artigU le ^y- Sencfì di foprà raccontata"; di fotto fono due Leoni 
•^Shkia^, ^'parimentedi marmoilnfegna epme dettorhabbiamo del- 
ia parte Guelfa. ■.. /r.". :3óa;^fb.nhcat i:^n,-r'.: ,1ì.jjì;Ì> 
La Porta poi è magnifica, & catta ornata di màrmìi c^ . 
grande diligemz a intagliati ; vedonfì per effa molte fl:a^- 
tucttc , Scgigli's Arme déilaCafa Reale di Francia, alla_. 
q^iì^Ie fa Perugia molto diuota , & da lei riportò in varlj' 
, tempi gratie,& priuilegij : credono alcuìii,che'quefta Por-^ 
ta fatta foffe con (ìmiiròrnàménti di gi'gli-, ad hotìore di 
S.Lodouico , Aifteocato di qiiefto Palazzo , la cui Statua 
di marmo fi vede fopradetta Porta 5 fntìeme cOn quella^ 
de' Gloriosi Martiri E rcòlano, & Lo rertzo -Protetto fi "di' 
3?erugia. Le vàrie 'Arme poi, die fi vedono in éfla iiita-*- 
' 0Utc,m0ltÌGredono3tìhe'fiatioAcmedi:queIleCitt^,ch*e-^; 



Ii:ibro PrifflQi zp 

ta'tto à q^uèi tempi v-hite con Perugia in lega ^ & inftrejf^ 
imicitia.. ' .. _■ ■■ '■'■'*-■■''■■■ -'^'yu^y--'- ■,-..^.iM. 

■' Ih cjuefta facciata del Palazzo VedefìU Sfera deirOro-| orologio nel 
loggicy còmmune , ornata con vaghe pitture ,iatte da A- la facciata dei 
d'onc di Afsifi, & mi vicino è commeflb nel muco vn mar- ', i^alazzo . 
mo rofso » oue è quefta Infcrittione. ; 

C AR OX VS IMP E RATOR, PÉRVSINI ^TATVS AMAtOS. 
HAS (jR:AÌ1AS eGIT QVAS XAPIS ISTE TÉGrìfl^ìO^'^- 
Già fotto queftp marmp &ron troiiate alcune Bolle , con Bolla Impe- 
due Sigilli d'oro fino , ne i qualierano lettere^che diceua- «ale di Carlo 
no, CAROLVS IMPELATO R. Nelle Bolle poi ;^^; p^^^^^^^^^^^^ 
concedeual'Imperaciorea Perugia la confermatione del- ]„ vn marmo 
Io Studio generale : oltre i ciò concedeuagli Caftellp di rofso còmef- 
Monteechio, Caftiglione Aretino , Lucignario , Foiano 5 \t"^JJ^ pj^l- 
il Monte di 5.Saiiino,& ogni altra Terra,e luogo Q'éttatè J^^^o , " 
airXmperio , che aÙ'hora il Gommun di Perugia poflède-^ 
113.Ì&C particolarmente il Lago Tranfimeho , Se il Chiugi . . 
Al Vefcouo ancora di Perugia cpncedeua il priuiiegio de'' 
Conti Palatinijil creare Dotto rij& Notarij, & altri priui-., 
ÌQgijììi quali à fin che meglio fi conferuaflTerojmurati nella, 
pariete 4el Palazzo fi conferuauanpfotto il marmo io- 

/|iradétto. : -, , 

- Nelle icritture antiche fi troua,che fanno i555. fu co- Palazzo de^ ' 
^linciatala fabricadi quefto Palazzojin luogo,oue prima 5"^" ^"^"" 'l 
erala Ghiefa di S.Seueroi4etto<lella Piazzarla qua! Chie- '^^j^"^"^"^*""" 
fa fu con autorità Pontificia diftrutta 9 ancorché ibis €Lj * is 

Parecchia , & fuil fuo titolo trasferito in S. Agata , Pa- ^ 
còcchia ini vicina; Gredefi poi, chela Chiefa di Sa 21^ • 
SeuQro folse all'horain quellarpartejdoue hoggi la Corte 
tóGrìminale rifiede. Fu queftp Palazzo chiamato Pa-« 
lazzo tlel Podeftà, il quale vi dimoraua ; poi fu elètto per 
ilanza » & refi^denza de' Priori? iquali ftettero nella parte 

fapcriore per fino airannoxy45. nel quale venuto a Peru- 
gia il Legato de Lacere Tiberio Gri{}^o Gardf naie, eleflèj 
p.crfua4iàbitattone^la detta parte fuperiore , & la reftau- 
fo, con àg'giangeruinloltecéìnmodità di fi:anze,& orna- 

*mmti di:pittiu:é,latte da^e^i Arte^cijchete 





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^o Libro Primo* 

maffo da Cortona, Vinecnt:io,& Lattantio d^lh Marca ^ 
JMàJepitturejieJie facciate deJla Cappella, era no iìate pei? 
ptóma farce da Benedetto BuotifìgJio Perugino compa- 
gno del Pintiiricchio,& ambedue fcolari di Pietro. Il Cro^ 
cefiflb , con i Sanri attorno fopra l'Altare furono poi di- 
pinti da Arrigo Fiammengo. 

Jnprogreflo d'anni altri Legati,?: Goiiernatorf,^ par- 
ticolarmente l'anno 1^04 Bonifatio Beuilacqua Cardiria- 
jeXegato,yi hanno aggiunto tante ftanze,che alprefen- 
te là detta parte fuperioré è cómmodifsima,& honoratiit 
iìmahabitatione,non folo per iegati,e Gouernatori,mi 
etiandio per gli VMcUìi tutti,& famiglie loro . 

ie danze oue dimorono i Pri<)ri,con tutti i loro leruen* 
ti,& miniftri , fono di fotto à quefl:e,chedefcritte habbia- 
«10, molte in numero,fabric3te nobilmente, & con tut*e 
le commoditijche deliderare fi pofsino ; hanno vna Sala» 
oue fi fa il Configlio, & è di gialla ^randez2ai ;& ornata di 
%tue,& pittiate. 

Nella Cappella de^ Priorie vn a Tauola dimarauigliofa 
bellezza , ftìmata da alcuni opera 4i Pietro , & da altri 
S. Lodowico opera dljel diuino Rafaello . Fu quefti Cappjeliaidedicata 4 
0gliuolo di s, Lodouico, Ja ,cui fefta quiui* & nella Gitta tutta fì cele-^ 
éilidVuvfo- ^^^ ^^ giorno decimonono d'Agofto, & faCsi folenne Pro-; 
lettore di Pe- .cefsionc . Quefti fu figliuolo di Carlo II. KèdiSiciliz , di^ 
rugia. /"cefodaUaCafadiFrancia per linea retta del Rè Catto- 

JicG primo . piuenne Frate di S. Francesco ,& menò nel- 
^^d^n'ì?^'/?* ^^ Keligione vita efemplare,e fanta ; ottenne il Vefcouata 
faMa*;in Peru^ di Tolora,& doppo morte fu da Bonifatio Papa VIJI. tra* 
già , non in_. Santi anno uèrato] Fu la Gànnonizatione fatta,come nel-. 
Oruieto , co j^ aoftre memorie antiche fi ritroua,in Perugia 5 &<|uan-^ 
Platinr^^ *^ tunqtò iiPiatina nelle Vite de' Ponte&ivogiia, che (è- 
«'nifsein Oruieto ; tuttauia è quafi generalmente credu- . 
fllucclsTò tO'Che queiia cerimonia fatta fofsein Perugia , & ch'ella..* 
doiico il Ve^ per queftà cagione prendefse S. Lodouico per Protetto!*^ 
fcouato'di To j-e, Ce non vogliamojche per ciò fià ftato prefo particolare:; 
jofa in P^ru- ^^^.^^>~ f^, ì>rotettore dal Palazzo , perche nella Cappella^ 
fdh dival de Priori il Papa gli conferifTe il Vefcotìato dì Tolofav M 
ti. A lato alia detta Cappellate la, Sala dell'Audienza, oue 

in 



; Libro Primo. 



3^ 



fk'^^n a facciata Adòn-e di AflìfiHipiniè, quad«> Giulie» li X^ 
Teftitui i Ma^iftrati à Perugia; vi fono anche quattro bel- 
li pzed di Giouanni Fiamengo; Se neila ilanza dcJU Can- 
cellariafono akune vaghe pitture di Gio;BattiftadeJl4i 
Marca . Non vogJio Jafciare di dire , che le due C ampa- 
ne di quefto Palazzo fono grandifsine , di fuono fuauiflì^ 
mo,5£ di concento , & at moni a perfetta- 

; ^elPaUz^ delire [cono 3 e di qtHÌlo del PoiefUtf 
edeCalk^ìj , e ommunemente chiamati Arti * 
Cap. V 1 1 h 

NOn ho troaato memoria ^èiitaa,chiediiìea{Ie,& 
à che tempo il Palazzo del Vefcouatojfi cono- 
fce bene dalla ftrutturafua di fuori, la molta_# 
antichità , & leggefi in alcune icritture in^ 
penna r che quiui habitando Papa Vrbano Sefèo, quan- 
do venne à Perugia , fcommunicò Clemente Antipapa-^. 
Fu reftatf'-ato l'anno I4^ 2. Eta'tempi noftri Vincentio 
JBrco/ani , & Antonio Maria Gallo C^rdmale, & Neapo- 
lione Gomitoli Ve{coui,vi hanno (pe{bmoJto:)di maniera, 
che hoggi è afiaicommoda>& honorata habitatione del 
Vefcouo>&^ della /uà Corte. Dentro àie ntrata fono lc_> 
Carceri ; à lato di detta entrata dalla parte di fuori è la>* 
CanceHaria , oue Hanno vari) Notarij ,. Se vie ilTribuna- 
le 5 oue il V icario rende ragione . 

E^ polto ir detto Vefcouàto vicino alla Catedr'afe, & 
^nrantialla fuaPorta principale (T difende la Piazza gran- 
de nella dia maq^giore anipiczzaj& oue eia bella Fonre-j 
fòpra da noi defcritta . Fu nenlìero di Fuluio dalla Cor- 
Igrna Cardinale,8c Vefcpuo di Pem^ra,di fabricarein que- 
fìo iftelTo fito,4>er habitatione del V<?(couo, vn nobil Pa- 
lazzo» ha -j e ndo ne ^ià fatta la" pianta Galeazzo Alelsì Pé- 
rugino.che neirÀrchitettura a niun'altro, che à Braman- 
fte fa à Tuoi tempfirrferiare ; mi rottlrno,e genero fopen-r 
Jfiero dsì Cardinale dalU Corgna non fu pofcia efleguito 

per 



Papà Vrbaao 
VI, fcommu- 
nica Clemen- 
te Antipapa 
nel Palazzo 
del Vefcouà- 
to di Perugia. 

Si de(crìuc_> 
detto Pala2>' 

20» 



Péfìero gene^ 
rofo del Car- 
dinale Fu'uio 
dalia Corgtut 



PALAZZO 
di Scpiamu 



Statua dì mar 
mo rapptelea 
tante la Giu- 
ilicia foprala 
porta ddPa- 
hi2o . 



Librò Primo. 

.|5er cagióne dèlia rinuntia> che fece dì detto Ve/coiiatef 
Grande j e magnifica è la fabrica dei PaIla22o,che e fir 
tuato in mcTodella piazza detta cominunenriéte Sopra^ 
;muro. Eflb è fabricato tutto nelle facciate <U pietre te- 
uertine riquadrate , con ornamento verfo la cima dr al- 
■cuni marmi roflì,& con corona di merli; ha due ordini di 
feneftroni ;la porta è ampia»alta<& bene intefa;glifani^p 
ornamento i marmi» che vi fono attorno con molta dili- 
genza intagliati , e due piediftalli fimili à quelli, che fono 
alla Porta dèi Palazzo de* Priori, con lettere Romane» 
che dicono PERVSIA R ES.TIT VTA,; ^.otto 
il tondo di detta porta è collocata nella cornice vna Sta- 
tua di rilieuo di marmò , ràpprefentante la Giuftitia; di 
(otto fono intagliate l'infrafcritte lettere , col millefimo » 
nei quale queftoPalazzo fu fabricato . 

I» p P y L I P E R V S IN I P R y£ S I D I O* 
M^ CecC. LXXII. 

Sono anche nella detta facciata collocate due lumiere di 
ferro di fmifurata grandezza, con molto artificio lauorar 
tervedonfì attorno alla porta due Griffóni di marmo,cji^ 
tengono tra gli artigli vna Lupa , come fi vedono neJla^ 
Porta del Palazzo del Gouernato re ,& de' Priori; poco 
lungi da detta porta alla mano linifìira in vn marmo roCr 
fa incaftrato nel muro , leggefì quefl^ ilifcrittione inta- 
gliata, in. lettere Romane antiche o. 



Marmo roffo 
con lettere—» 
Romane an- 
liche nelk fac 
ciata di detto 



DIVO A N T O N I N O P I O. 

G. EGNAXWS FBSTVS. ^DILI. NVIR. HVIC CViM PIEB?; 

VRBANA. tVDOS. PVBL. ÈDENTI. AD. STATVAM. PO- 

NENDAM. PECVNIAM. OPTVI-ISSET.K. HONORE COPtr 
. TENTVS. IMPENSAM REMISIT. ET. IMPETRATA . VENIA. 

AB . ORDINE . PERVSINORyM . QPTIMO . M A X I M O Q. 

PRINCIPI. DE. SVA. PECYNIA. POSyiT. CVIVS . OB . 

DeDICATIONÉM DARl. IVSSIT. AB. H^^REDE SVO. 

PECVRION, B. SING. HS. l"Cf- N. PLEBI. HS. 13 N.' 
t- D. D., D. 



Sì dichiara-j E perche in detta Infcrittione dicefì, che da Clgnatio 
<1ecta lafcrit. ^efto Edile fu ad honore di Antonino Pio Imp^eretta vna, 
«ione. :■•., Sta- 



Libro Primo.* 



33 



tfsiuiy voglio , che qui fi legga vn 'altra Infcrìttiòtié an- 
tica curiofiflìm a in lettere Romane, ad honore dtlme- 
defimo Imperatore, beniflìmo confèruata dall'ingiurie 
del tempo in vn grande pie deftallo di marmo,che al pre- 
fente trouafi in cafa mià,& fupofamento di detta Statua 
di Antonino. 

IMP. CyESAR. M. AVRELIO. ANTONINO. AVG. TRm,POT.. 
II. PROCONS. IMP. CJE.S, L.-sBPTlMlI. SEVERI . PII. PER- 
TINACI?. AVG. ARABICI. ADIABENICI. PARTHICI. MAX. 
FÉ. P. P. FILIO. DIVI. M. nNlONlNI. PII. GERMANIO. 
SARMAXIU. NEP. Divi. ANTONINI. PII PRO NEP, 
DIVI. ADRIANI. AD NEP DIVI. TKaIANI. PARTI. 
DIVI . NERV^ . AD NEP. D. D. P. 



Pledeftallo'dì 
marmo anti- 
co in cafa di 
Ceiare Crif- 
polti • 



cenza, e Leal- 
tà, 



; I>alle bande di quefto piedeftalle vedonfi vn Bacile , & vn ..r , 
tr , • .. • 1- .. IO- f /- . Vaio daac- 

Boccale mtagliati , li quali anco vedonli in molte fepol- ^u^, e Bacile , 

ture antiche,e di ciò rende la ragione elegantemcte l'Ai- fegni d'inno 

ciato ne' Tuoi Emblenii Emblema 5 1. dicendo , 

Marmorea tn tumuhs ^vna eiì ex parte Columna 

Vrceus t VX aita cernere malluuium e fi . 

ìus hac forma monet diBum Jine Jordibus ejje 

Difunétum ,puras atque habufj/e manus . 
Il Vafo , & Bacile dunque, àimoftrano , ciie quell'hucmo 
morto, ouero colui,à cui fu la Statua eretta, fu intiero, & 
giufto : co ncio fi aco facile. Tatto deliauarfi le mani , fofle 
anticamente fegno chiaro crinnocenza,& di lealtà. Onde 
quando alcuno voleua far conofcere , che non hauea c6- 
meflb qualche delitto , ne pure vi hauea in qualche ma- 
niera acconfentito , /bleuainpaleìe lauarfile mani» 
j Ma torniamo alla defcrittion e del detto Palazzo, il 
^ualc chiamafidel Podefta,per eflfereda gli Auditori del- 
ia Ruota hab/tato', iVno de quali è chiamato Podeftà , 
della cui giurilHition e tratta fi nel Volume primo de' np- 
fìri Statuti Rub. 4. Nei primo ingrefso e vn*an pio ricet- 
to , one in difp?rte fono le Carceri , & l'Offitio de' danni 
dati Di /otto fònoi pnblici Granarf,&in vna gran Sala 
è rOffitio del publico Archiuio, eretto da Siilo V. l'arno 
1 588. oue con bell'ordine confcrnanfi le fcritture tutre_» 
autenticate de' Nptarij morti. Nella parte fuperiore di 

E 'detto 



Defcrittione 
del Palazzo. 



COLLEGII , 

che commu- 
neméce chia- 
moniì Arci. 



Collegio del- 
JaMeicancia • 



Collegio del 
Cambio,e fua 
Cappeiia » 



Bellifsima pit 
tura di Pietro 
PeruginojCon 

fua effigie . & 
Infcrittion?.^ 
in Tua lode . 



:54 Libro Primo ^ 

detto Palazzo fono appartamenti di ftanze aflai commo- 
di per quattro Auditori deJla.Ruota , & per i ièruenti 
loro. 

Nelle du e Piazze principali Tono l'Audienze dell'Arti,^ 
oue a'tempi determinati radunane coloro, che fono iii^ 
quellArtiannoueratii delle quali non ftarò hora à rac-^ 
contareiinumeroj&gl'inlèituti, poiehenetratto diffafa- 
mente in quefto Volume nel Libro Qiiarto,in titolato De^' 
varii ftati,& reggimeati temporalix che ha hauuto la Cit-- 
tà di Perugia .. 

Tfeae tra lóro il primo luogo di Nobiltà rAudienza»,- 
della Mercantia , pofta vicino alla Porta principale def 
Palazzo del Gouernatore , & de' Priori . A quefta fìrcce-» 
deTAudienza delCambio,la quale è poco da quei la dell^ 
Mercantiadill;ante,&ècon la fua nobil Cappella , nelle' 
facciate, & nella volta di beiursime figure dipinta> lauo-^. 
rate à frefco dall'eccellente mano di Pietro Perugino , Se,' 
alcune figure credefi che foflero diRafàele da Vrbino, 
difcepolo di quello.Tanto Pietro di quefto iauoro fi con* 
piacque, che volle faruil'efEgie dia, al naturale, la quale 
raflembra vjua,& fpirante, & di Cotto vi fono lettere, che 
dicono, PETI^VS PERVSiNVSPiCTOR E GRECI VS. 
Poi vi ibno quefti verfi latini in lode dell'ifteflo Pittore * 
Perdita ft fuerat ping^ndi htc retulìt Artem , 
SinunquaminuentAe^haSìenusi^fid&dit^ \ 



Dello Studio Vniuerfale ^ 
Cap, I X». 



Studio di Pe- 
rugia da cl-.i 
inltituico. 




Oiche in niun'altro luogo mi d rappre(ènta occa-^ 
fione di date vna relatione coinpita dello Sta- 
dio noftro,ho penfato di darla al prefente.L'Vni- 
uerfità ,ò Studio di Perugia, hebbe, come per lo 
più fogliono tutte le colè hauere , vn debole , &picciolo 
principio l'anno della noftra falute 1290'. inftituito da' 
Cittadini ifteffi Perugini , i quali ordinarono alcuni po- 
chi 



Libro Primo* 35' 

eh/ Dottori di Leggiydi Medfcina,di Logica, Sz di Gram- 
fnatica per leggere dette Scienze pubjjcamente. ideili 
primi fondamenti cosi gittati/iironopofcia fermamente 
ftabiliti , & con molta feJicità eretti , mediante l'autorità 
di varij Pontefici , & Imper adori . Clemente V. partico- 
larmente con fuoBreuertabiii detto Studio in ogni fa- 
coltà l'anno 1319- dando autorità di dare h Laurea) & p^^^jf- jj 
J'Infègne del Dottorato ; ilche confermò rimperadore_> jg la Laurea 
Carlo Quarto di quefto nome; facendone inftantiaBar- cóceflaalVc- 
tolo Senero da Saflo ferrato Lettore publico di quefto Icouo di Pc- 
Studio, & Ambafciadore mandato dal noftroCommune "^S'^* 
a qneJl'Imperadore , il quale concefle , come hauea fatto 
anche prima Papa Clemente jlpriuilegio alVefcouo^Ii 
Perugia del Cancelliero di detto Stadio,&che poteffeda- 
reil jgrado del Dottorato in qualfiuoglia Scienza . 

Soleuano i Dottori in quei tempi leggere in diuerfì liio*' 
ghi di Perugia,mà Sffto IV .della Rouere,conceile con vna Bolla di Siilo 
fu a Bolla allo Spedale della Mifericordia, di potere fabri- ' ^- Sommo 
care le Scole dello Studio fopra le botteghe prima edifi-^ uore ddJoSm 
care , per conceflione fatta al detto Spedale da Nicolò dio.. 
Quinto l'anno r^')3.con ordine,che per la pegione di tale 
Scole il Terriero di Perugia pagafse ogni anno allo Spe- 
dale cetito fioritìijda cauarfi dalli falari Coliti darfi ordi- 
nariamente alli Dottori leggenti in detto Studio , nella 
quale Bolla di Sifto appare,come fi è detto,che prin-a feg- 
geuafì in varij laoghi.Ecco le parole della Bolla- Nthi/o- 
r/isnus in Ciuf tate Nofira Perufina , quainter altas in fi" 
gnis exffììt y/ocus buiufmodì non habetur vt F. /. DaSio- 
res,aein Art* bus ^ Medicina Magifiri > ibidem proteni' 
fore Cathedratn regentes , in diuer/ts ìoeis etvjdem Cfuita- 
tts Perujtna confifìenttbus domibus^ non fine magno %f fo- 
rum incommodo Cathedras regant . 

Furono dunque edificare fopra quelle botteghe 'e_i 
Scole dello Studio , la facciata delle quali fatta tutta di 
pietre quadre teuertine , d/ftendefi per lungo tratto con 
due ordini di fenefire dal Pal.-^zzo del Prdcftà, per fin 'al 
Monte della Pietà , il che rende alla Piazza di Sopramu- 
ro ornamento non picciolo . Fa alla porta dello Stud o,Ia 

E a quale 



ì^ 



Libro Primo, 



Statua à\ Si- 
ilo V pecche 
eretta lopra 
la porta dello 
Studio. 



Valérjao Mar 
teiii Perugi- 
no Af chiteEco 
iUiiìtie. 



II Card-lìnel- 
li dà prfnci- 
pio ai Portico 
ibtto \o Stu- 
dio, e fa la-» 
Strada chia- 
mata dal fuo 
comePiaelIi. 



quale è ampfa,e magnifica, principio vn portico di pietra 
teuertin a > con architettura ionica , nel qual portico fo- 
ftengpno dalla faccia dinàzil'arco principale due colon- 
ne Toprai ^k-diiÌ2Lì\i ì iìÙQgìoè di marmo raflb , ibpra le 
coraice è pollo vn'ordine di balauftri,in mezo de' quali in^ 
vn piedeftalloèla ftatua di bronzo fedente in vn trono 
in atto di dare la benedittione, di Sifto Qainto, ere£tagl|j 
in grata me moria deli'hauere^ugumentato la.dote dei*? 
lo òtudiojlaquale ftatua édue volte maggiore del viuo »> 
&;è opera di Valentino MartelJi Perngino, chenell'operje 
di Architettura-procaccioffì a' noftri tgpi in diuerie para- 
ti d'Italia lode non picciala : A lato alle due colonne di 
fopra defcritte., da ambedue le parti ser>ge da terra vna-i 
coloiina , fopra la quale fi doneranno ièguitare archi pia; 
bafsi del portico,quando verràpenfiero ad alcuno gener 
l'oib Cardinale Legato , ò Oouernatore per laSede Apo- 
ftolica in quella Città,di emulare la gloria, che acquiftofli 
Domenico^Pinelli Cardinale I,ega,tOjil quale, co.me che^ 
nelgouerno diBerugia s'incontraflfe in. tempi piiipenu?; 
riofi,& calamitofijche llricordino>non rellò di ab.beljirla 
con la magnificasse frequentata ftrada, che dal /ao nome 
chiamafi Pinellaj&.coJ principio di quello bei portico . 

A^prefentafi nel primoJngreiso-dello Studio vn grani» 
de,& nobile ricetto con volta fopra, nel fine incontro alia, 
entrata è vno fporto ben'arnato,dal quale godefi Ja YCr--, 
diiia-della beliilllma Valle di lano ,• i mandeflra del ri- 
cetto per due fcaJe di marmo afcendefi ad vn longo.an-; 
ditOjOue fono-varie Scole de' Dottori Lq^ì^ìì-, daqueflo, 
primo an dito vafìl per.vn'altra {baia ad. y n!altro,ojue.ib no. 
le S cole deputate peri Dottori, cncinterpretano altra-»v 
Scienze ; q qmixi èJaftanza con lèggi a guifa di teatra, 
accommodatij oue in alcuni tempi dell'a4inavfafsi laintCfc^ 

Non voglio lafciare di di/correre in qiieflb luogo- dif» 
fufamente di detto Studio ; poiché non mi C\ apprefènterà. 
occafìone più ài quefla opporrmi a ydi ragionare di tutto 
Jo flato ftio. Di queflo Studio Giacopo Middendorpio ia, 
vnafua opera intitolata j éaadsmiarum vniuerpTet-'^ 

rarum 



Libro Primo] ^7 

yarttmOfi^s libri tres . Co$i ragiona . Vmuerjitas Perù-: 

fina circitey annum Domini iì4o. floreye ecepit y/dem^ J^]^^T?°''J" 

ff^iuiìegys ornata i qua in L vnica Cdsprofeffo. qui in l^'^^ ^e!lo Stu 

Vrh- Conjianttnopo/i. docen. merue. comiùt . Conftan* 

tinopolitana Asademia tribuuntur 1 vt ad d.legem pro- 

bat Bari vbi* Ò* ^^'^ ^^o huius prtuilegia recenfet i prius 

quidim qutm quattuor Do^or€S,pratirprafentant^}Jiu- 

dio/òs examinare , ^ promouers pojstnt : pojersus qaòdp. 

V€Ìf(yto Qac e Ilario ed ficukaitrthttttùr fi inUiltgati Or- 

dìnarios Vrofeffores aliqtilsex ódio^, ^ inuidia repudiare» 

Petrus Ancaranus tnteromnes Italia Vrbes^ lurtfpru* 

dentiti flortiijje fcripfk Perujtum , virifque & paciSf 

^ belli artibus t auBore Blando , fed in primis lurifpru^ 

déntiaprsftantifsimisea Vmuerjitas jemp^r abundauité 

Et Leander Albertus lari 9 aity dtuino bum anoque lumen 

attulere plurimi ex hat Vrbs qua Vniuerfale Gymnafmm 

habefy orti > Populus enim natura^ animi s , ingenyfqm^ 

fummiSi nee minus ad litteras,quam ad arma pròptus eji y 

Hi e enim florutfse iegttur Paulus Uh,, qui de Dijp Graco- 

rum Ò" Latinorum Jcrtpfit t<vndè Boeatium Geanologiam^ 

fitam Deorum defumpfiflsaiunt : Petrus de Affi (io , Bene-' 

diSìusCapray cutus m Decretale s Commentar jr & ^f' 

Jponfaiuris extant: Philipptts Franeus y Pederteus de Se- 

fjis iCyirus Pijhrienjlsy quo Vrseeptore Bartolus vjus, /»- 

fifprudentia fundamentaiecit ^vtipfirefert mi. quidam 

mmfilium -iff* deverb. obligat. /j^ tandem Bononia pro^ 

motus , cum Pifìs aliquandtu docmjfet , Perufium reuoca* 

f US non minori e ufn giuria, quam fru£Ìu^ lus Qiuile prò- 

feBuS'eJt , vt fummus luris Qommentator , ^ terre flrt^ 

quòddam numen vocaretur, ac vt eam Fniuerfitatem^ 

non docendo tantum , fed etiam fcribendo c^leberrimaw..^ 

redderet » eiufdemque nomen ad exteras quoque nationes 

iranjmitteret , librum d4 Reprafalys confcnpfit » poftrem9 

iegatione pro^ea fun^us ad Carolum Ir/ìperatorem optima 

prtuilegia impetrawtt <vt fatsiur m Conjìitutione ad rS' 

prtmendum illemms Papa VI, Cum Petrum Belfortem » 

poJieaQrggorium IX, vix. xvif, annorum adolefcentencLf 

Cardmalem Qreafsst , ^? tanto mumri idomus fis re t , Pe^] 

rujtum 



38 



Libro Primo. 



Collegio de* 
Pouofi . 



Collegio de' 
Scolari Peru- 
gini chiamalo 
Matricola . 



Saiifj d-Po 
Studio, t loro 
autorità . 



Tujìum mijtt ad Baidum luftjionjultum , Ù" ad préfian^ 
ttJlìrmoi attarum Artìum projej/ores . 

Oopò Bartolo,non ci è memoria, che in queilo Studio 
fìano già mai (tati ammefsi alJa lettura deìÌQ Lcg^i Cir 
ciJi,& Canoniche Dottori foraiheri,* il che àniun'aJtro 
Studio auuiene , fiiorcheàquefto, per Ja gran copia di 
Dottori celebri» che in tale profefsione fono ièmpre fio- 
riti in Perugia, r ; . 
Corta quefta Vniuerfit3,ò Studio di Dottori, di Sco7a- 
rijche da loro imparano , & de' Miniftri . I Dottori fono 
diuifi in tre Collegi] , cioè , de' Teologi , de' Dottori del- 
J'vna ) & l'altra L^gg^ , de'Filofo/ì , & Artiili . 1 utti guefti 
hanno vno , che tiene il primo luogo, & chiama/ì Priore; 
èi coloro,che danno la laurea del Dottorato, fono detti 
Promotori; Vanno tutti inalcune iblennità,ornati di vna 
pelle di V aio fopra le /palle,eccetto i Teologi . 

Gli Scolari fono ò Perugini,ò foraftierisi Perugini han- 
no vn Collegio chiamato Matricola,& creano due Gonfì- 
glfcri . Il che anche ofleruano i foraftieri,iqualipure fono 
did\ie{onì'y perche alcuni viu^ono àloroipefè, & fono 
chiamati dell'Vnfuerfità ; altri v/uono in zlcuni Collegi;*, 
chiamati Sapienze, delle quali vna chiama/ì Sapienza^ 
Vecchia^faltra Nuowa,& la terza Bartolina; ma di ciafcu- 
na dì qnefte poco di (otto difFnfamenteragionaremo. 

I foraftferi, perche fono di varie Prouin ere, da quelle fi 
denominano , & hanno i loro propri] Configlieri, i quali 
fono ogni anno da* Prouinciali eletti. 

Apparteneua il go-ierno di quefto Studio per li'tempi 
addietro al principal Magiftrato della Città, infieme con 
li C ame'-lfngh J dell'Arti, & con iSaui; dello Studio, che à 
detto effetto eletti eraro, &: à forte ogni anno eflratti da 
cfafcuna Porta della Gitrà ; come arche apparteneua al 
Rettore dello Studio, il q la'e ogni anno cre.-ruaf? con fe- 
greti fiffragf da gii Scola ri, per vigore drvn B'-eue concef^ 
fo dì Pio Quarto P.-^nno i 5<^t. regiftrato in Palazzo ; ^ iti 
talgo'ierno fitti i fbpradettivale'ianfì del Gonfgfio, & 
de] volere de' ConfTglJcri nel'e cofe p'ù grani . In progrefl 
fo poi di tempo auuenne , che 'i fopradetto Magi/Jrato 

prin- 



Libro Primo. ^^ 

principale lafciò la> cura di detto Studio à i Saui; fbii,poi- 
che ne anche più véniuafi ali'eiettione del Rettore. £t 
quefto tal modo di gouerno fu da alcuni òommi Pontefi- 
ci approaato,nè pùto vi lì ingerirono i Gouernatori deJU 
Città ; ma Paolo Secondo, decretò,che i Sauij reggefTero 
lo Stadio , che conduceflTero i Lettori , & che tra quelli ri- 
partifièro i Talari , ma che v'interuenilTero i Gouernatori, 
fecondo i tempi della Città . 

Vedonfi alcune leggi fatte in diuerlì tépi fopra lo Star 
dio da'Priori,& Camerlinghi di Perugia,ie quali leggi fo- 
no de fcritte nel primo volume de' noUri Statati', mài 
quelli noftri tempi fono andate in de[llietudine,nè piir fan 
no à propolito al prelènte ftato della Città . Trouanfì an- conftìrutio— 
Cora altre Conftitutionijchiamate Conftitutioni vecchie, ni , e Decreti 
non già perche altre ve ne lìano ftate fatte di nuouo , ma ^^.?^^ 'o im- 
perché trattono più tofto del gouerno del Rettore , che_« '® * 
giàeleggeuafi , 8c delle cofe tra' Scolari concernenti , che 
del gouerno dello Studio ifteflfo . Oltre à ciò trouanfì al- 
cime Confìirutioni de' Col'egij noftri particolari , come 
di quello de'TeoIogijde' Legifti, de'Filofofì, Scde'Maeftri 
dell'Arti . Le vecchie Conftitutioni fono in pennaje nuo- 
ue fono ftampate,le quali non trattano del modo del go- 
nernare lo Studio , ma in effe fono contenute le cofe ap- 
partenenti al dare il grado del Dottorato , allapprouare , 
al prefentare,& all'efaminare . Vi fono ancora alcuni altri 
dee reti, fatti da varij Legati, & Gouernatori, i quali con- 
feruanfìda'publici Notarijde' Sauij dello Studio. 

Le Scienze, che in quelto Studio s'interpretano, fono 
Tnfr afe ritte. La Teologia, la Legge Canonica.^ la Cini- Scientìe, che 
Ie,la Filofofìa, la Medicina, la Matematica, la Logica , & no"hi^uello' 
le cofe di eloquenza . Sono i Lettori, &Profelfori dell e-* ° ^" 
Scienze nominate, condotti quell'anno 1606. in numero 
cinquanta in circa,ilqual numero aggiunge!? taluolta , & 
fminuifcefì fecondo l'occafìoni occorrenti Lo ftipendio 
poi in tutto arriua alla fbmma di feudi tre mila ottocen- 
to fettanta, che afTegnafì , fecondo la faglia difpofìtione 
de' Legati , ò Gouernatori, fecondo i tempi della Città> 
come fi è detto , & de' Sauij dello Studio . 

Circa 



40 Libro Primo* 

Circ a i Priujrlegij,che gode quefto òtudio , glàhahhìz^ 
«IO dettOjche CJemente Quinto iìabiìì in Perugia Io Stu- 
dio in ogni facoltà, con fuo Breue, che trouafi neJia Can- 
cellarla dei noftro Palazzo nel facchetto fegnatoperG* 
Et che Carlo Coarto Imperadore confermò il detto i)tu- 
dio con vna fua Bolla l'anno 1 5 5 5- & diede facoltà al Ve- 
fèouo dì dare il grado del Dottorato , Che Si fto Quarto 
concefife allo Spedale di poter^difìcare leòcole peripu-: 
blici Lettori : fimilmente habbiamo dimoftrato con l'au- 
torità di Bartolo , che quefto Studio gode gl'iftefsj priui- 
te& d ''s^*^"" ^^S^h^^^ ^^^^ ra.cconta,ti ncllalvnua,C.de profef qut m 
mi Pontefici , i^^^« ^onjìant»^ Hora dicianio,che Giouanni Papa Ven- 
& Itnperado- tefimo fecondo,concede priuiJegio di Adottorare in Ca- 
d4"° a^"^° nonico,& in Ciuile . Paolo Terzo, & Pio Quarto>danno 
e ugu. facoltà al detto Collegio di crearci Cauaiieri Aurati, ò 
di Speron d^Oro. Pio Quarto cócede à gli Scolari,che pof^ 
fino creare il Rettore ; il mtdtùmo Pontefice con decre- 
to commanda al Teforiero di Perugia , & dell*Vmbria_,, 
che Io fhpendio da diftribuirfi a* Lettori ,iìa à ruttigli al- 
tri pagamenti preferito ; & che quando akuno di detti 
Dottori moriffe , che \o ftjpendio di quello fia diftribuito 
tra' Lettori della medefima profeflìone. Nicolò Qiunto 
vuole , che \i Scolari Beneficiari, & Clerici poflìno godere 
i frutti , & le prc bende delle Chiefe loro , & che per anni 
trepofsino attendere alle Leggi Ciuili. Nel primo volu- 
me de' noftri Statuti, lì determina, che i Dottori fora-, 
fiieri fiano li beri da tutte le ^zb^ììc, non altamente, che 
fé fo/Tero Cittadini Perugini . 5ifto Quarto determina^ , 
che quelli i'colari , che viuono in Perugia nelle Capienze, 
non pofsino adortorarfl altroue , che in Perugia . Leone 
Decimo concede al Colleg'O facoltà di conofcere le caufè 
deWc arpel'atoni fino alla lorrma dic^vro ducati; e ciò 
è confermato da Pio Quarto , da .Jifto Quinto , & da^'' 
Clemente Ottauo. Hanno i Dottori di detro Colleg-fo 
facoltà,^ prinileefo d'interuenire,& eleggere Dottori £0- 
raftieri per la noftra Ruota , (facondo il Breue concefTo da 
CIem''nte Settimo. Paolo Terzo à fauore dello Studio 
di Perugia , vieta , che'l grado del Dottorato pofla ò lu 

Pera- 



Libro Primo .^ 



4« 



Pefugia» o nel fuo Territorio , darfi ad alcuno da perfb- 
jicpriuate» fotto pena di Scommunica. ^uefto ifteflb 
era per prima ftato prohibito nell'anno mille quattro^ 
cento nouantatrc da AleiTandro Sefto. Il medefìmo Pao- 
lo Terzo , dà al detto Collegio de' Dottori Legiftr facoltà 
di iegitimare (puri j , 8c baftardi , & di creare Notarij , il 
che anche confermano Pio Quarto , Siilo Quinto" , & 
Clemente Ottano* 



pelle Sapienze , Vecchia , ^uoua, ^artoUna^e del 
incominciata dal Cardinale Armellino , 
£ del Collegio de' Conmttori . 
Cap, X 



RAde volte auufenejchel'haomo nonhabbiii 
fempre l'animo ad alti , & generolì peniìeriri- 
uolto , mafsimamente quando alla nobiltà 
ha aggiunto l'autorità , & la ricchezza , come 
fi vede in Nicolò Capocchio , che nato ifl_, 
Roma di no bile lignaggio , creato da Innocentio Sefto, 
Cardinale, & VefcouoTufculano, & hauendoalle ric- 
chezze patrimoniali aggiunte molte entrate ecclefìafti- 
che, venne in penfiero di edificare nella Città di Peru- 
gia , da lui fommamente amata , & per eflere di quellaj 
Protettore , due honorati , & iliufi;ri luoghi , & di fijffi- 
cienti ricchezze dotargli; ilquai nobililsimo» & nonJ 
mai àbaftanza lodato penfiero , fu daini mandato in_# 
cflècutione i perche in breue , ri/petto alla grand'opera , 
iurono per ordine fijo da* fondamenti eretti due impor- 
tantifsimi luoghi , vno doue poteflero dimorare molti 
Scolari foraftieri , che vengono ad imparare le Scienze-» 
allo Studio di Perugia? l'altro , vn Monaftero per fèrui- 

F tio 



SAPIENZA 
Vecchia, 60 
il Monaftero 
de' Monaci 
Oliuerani e- 
retti dal Car- 
dinal Capoc- 
chio. 



'' 



42/ Libro Primo- 

tio de' Monaci OJiuetani, la Religione de' quali era gii 
venuta nei Perugino, per alcune facoità Jafciategii da^ 
perfoneparticoJari , ma non haueira per ancora ne Con- 
uento, ne Chiefa. Diquefto luogo de' Monaci Oiiue»- 
tani > riferuando io di ragionare aitroue , per hora defcri- 
uero queiiojche fu per feruitio de gli Scolariforaiìieri edi- 
ficato.. 
SAPIENZA Qiiefìio rifìede nella Porta Burnea , in aere fàlutare^ 
Vecchia, det- Stemperato , lontano da Ogni llrepito, gode la villa»* 
ta Cala di S-. gioconda di quella parte delnoftro Territorio, che è voi- 
regono . ^^ ^^^g^ Uezo giorno , & hi ottìme.habitationt, sì per il 
Rettore , come per gli Scolari , & per li feruentiloro ; & 
per diporco di detti Scolari euui vn*a.llai beilo , &. dilette- 
noie giardino .. 

In vn 'ampio Clauftro èia Chiefa eretta ad honore_> 
di Saa Gregorio Papa» dal quale il luogo denomafiCa- 
fa di San Gregorio .. Chiamali ancora Sapienza Vec- 
chiaia differenza d'vn altrajche per eflere ftatadoppo ki. 
edificata, chiamofsi Sapienza Nuoua . Fece il detto In- 
ftitutore l'anno. 1^62^ per il reggimento di detta S apieji- 
za, alcune Conftitationi , Poi l'anno i?68. alli ventidue 
di Luglio ,.ritrouandofi in Monte Fialcone,; & hauendo 
dai Sommo Pontefice Vrbano- Terzo, facoltà di. teAare 
de' fuoi beni tutti', tanto patrimoniali , quanto ecclélìa- 
ftici, fece il fuo vltimo Teflamepto , nel quale inftituì 
Iieredi fuoì vniuerfaii queftaCafa di San Gregorio, iai^,. 
quale chiamò, DlLECTAM SVAM DOM V M, 
& il Conttento iòpradetto de* Monaci deììs. Congrega- 
tione Oliuetana . In quefto Teftamento inferi di nuoìro 
le Conftitutioni per la detta Sapienza , ridotte à miglior 
forma, & ia alcune parti da quelle di prima mutare^. 
Ordina egli in eflè , oltre molt'altre cofe , cheperbreui- 
ta fltralafciono, che persino^ érfere prelèntati perque^ 
fto Collegio pili , & vari; Scolari-di varij luoghi , & Dio- 
^cefi, etiandio Oltramontani , t&tt\e ricordeuole delie^ 
dignità eeclèfiaftiche , che in quei luoghi ottenuto, egli 
haueaa.£fsecutori di quello Te/]:4OT?nto>& per l'oiferuan- 



Libro Primo. 43 

zecfi quefteConftitutioni, furono da Nicolò Capocchio 
Cardinale, vari j Cardinali Vefcoui , & huomini eletti, fra 
quali furono annouerati il Vefcouo di Perugia , & l'Ab- superiori del- 
bate di Montemorcino dell'Ordine Oliuetano prò tem- la detta Sa- 
pore ; à quelli due fu data facoltà di moderare, & aggiun- pienza . 
gere alle dette Conftitutioni, quello , che alla prudenza^ 
loro parrà espediente per buon conferuamento , &gouer- 
no di detto Collegio; &àlorofpetta il prouederlo del 
Rettore , il quale fuole fempre eflTere vn Dottore di Leggi 
Collegiato , il quale ne gli a.txi Collegiali dopò il Priore.» 
precede à gli altri. Gli scolari, che viuono in quefto Col- 
legio , fono per l'ordinario in numero circa quaranta ; & 
hanno obligo tutti di veftire di negro, & habito da Prete 
talare . 

Fanno di quefto luogo mentìone varij Srittorf, & par- 
ticolarmente Bald.nel conr45.1ib.5. num. 1^3. Se nel cap. 
cum ab ecclefiarum num. 8. de Oific. Ordin. & il Platina 
nella vita di Gregorio IX. fé bene egli prende errore, con 
dire che quefta Sapi'éza fofle da Pietro Capocchio Cardi- 
nale edificatajpofciache non Pietro,mà Nicolò Cardinale 
di detta Famiglia fu di lei Autore , & quello , che di ric- 
chezze dotolla,& con ottime leggi la. ftabilì , come appa- 
re dal teftamento proprio dell'iftefso Cardinale , il quale 
io ho più volte letto . ^ 

L'eflempio di vno,che fatto habbia alcun'opera Cegna,- 
lata, dalla quale rifultato ne fia ad altri vtile,& all'autore ^uo^a^^ftw 
Iode,& gloria, (ìio le Ipeflo muouere altrui à (èguire le me- da Benedetto 
defime orme . Cosi Teflèmpio di Nicolò Capocchio Car- Guidalott» 
dinaléiftitutore della Sapienza Vecchia, mofle Benedet- ^^'^Sino- 
to Guidalotti Perugino Vefcouo di Recanati, ad ordina- 
re vn fimile Collegio , ch'elfo chiamò Cafa di San Girola- 
mo , & altri vnfuerfalmente chiamano Sapienza Nuoua > 
con dotarla di tutti i beni fuoi patrimoniali , & con appli- 
cargli, con licenza del Sommo Pontefice, grofìTe rendite-» 
de'beneficifda luipoflTeduti . Vedefi vna T olla di Marti- 
no Quinto fpedita l'anno 14?© diretta ad Antonio Car- 
dinale Prete del titolo di S.Marcel'ò,*con la quale gli fì dà 
pieni/sima facoltà di erigere detta Sapxen2a> di vnirglii 

F a beni 



44 



Libro Primo. 



beni patrimoniali di Benedetto Guidalotti, & anche il 
Monaftero di i). Arcangelo fopra il Lago dell'Ordine di 
S.Benedetto , che era Comrnenda , & Badia di detto Be- 
nedetto, come anche di vnirgli la Plebania della Pieue dì 
Caina, & laParocchiadi S.lfidoro nella Pia22a di Peru- 
gia , con l'intrate loro . Il che fu elTeguito dal detto Car- 
dinale, facendone inlèanza per parte de' Cittadini Peru- 
gini Gafparre Vefcoiio di f requenzajSindico,^ Procura- 
tore di Perugia. Era poco tempaauan ti morto in Peru- 
gia Benedetto GuiJalotti , il cui corpo fu lèpolto nella.. 
Chiefa di S. Domenico in- vna t^lla fepoltura di marmo » 
nella quale Gionanni P.fmi celebre Scultore ritrafife Be- 
nedetto veftito in habito £pifcopale, &intagliouui due 
Angeli,con molti altri ornamenti fatti con gran maeltriai 
leggeri in quefta lèpoltura l'infr aferi ttó £pitaiE.o » 

REVEREND.^ MEMORI^ PATRI D. BENÌEDrCTO D E GVt- 

DALOITIS V. I CONSVLTO RACHANAlENSI EPISCOPO 

Infcrt afone TANDEM MARTINO V VìGECaMERARiO APOSTOLICO, 

fopra il lumu QVt CVM IN P A TR.^^ DeCEDERET NOVaM S'^PibN- 

lodiMonfì^». TIAM. FEai. VIXIT ANNOS OVADRAGINTa. OBIT AN- 

<?aidalc«5i/ NO CHRISTI M.CCCCXXIX. DIE IX. AVGVSTi. 

D. H^E L 1 3 A B E T E 1 V S S O-R. OR E E. c^ I X w 

SàqueitempifudetcrminatOj & elTeguito, che'] luoga 
di quella Sapienza foflero le cafe di detto Benedetto , dn^ 
lui à tale effetto lafciate , le quali erano con la Chiefa di 
S.Maria de' Semi congiunte . Succelfe poi doppo il corlb 
di molti annijche quefto luogo fu deftrutto per occafion« 
della Fortezza da Pàolo Terzo edificata; onde il Rettore,. 
82 gli vScoIari , rimarti pj-iui di habftatione , : dimorarona 
perconcefsfone del Vefcouo di Ca{aIe,aìIJ'hora Gouerna- 
tore dì Perugia, per a?Icun tempo nel Palazzo della Piazza 
di Sopramuro, oue fecero alcune notabili Ipefel Ma-jh 
cfsendo poi conftrettii partirli anche da qu erto luogo > 
per eflfere a' Podefta , & i ^li a'tri Auditori deftinato ; SC 
tenendo effi a pegione perlo^iatio di treanni diuerfe.-*: 
ca^di Perugia , tradì foro-difgiunti , con molta, fpefa, 5c 
incommodo, furono da Paolo Terzo fanno j 544. a:lli9. 
di Maggio, prouifti del refìdtio delConuento diS. Mari» 

de'Ser-» 



Libro Primo. 45*. 

de'Serui, eccedendolo Joro il Ponteiìce con vna Tua Eolia copcedlSr 
fauoritiTsimain perpetuo ; & alli trati in ricompenfa af- Scolari diSa- 
iègnando vn'altra Chiefa,& Conuento in Porta Sole,che pienza Nuo- 
hoggi conimunemente è detta S.Maria I^ uoua . ^ di^ivUria 

Chiamafi dunque il luogo,che dal Vefcouo Guidalot- Ji^.s^jIjì/" 
ti fj ordinato , Cafa di S. Girolamo , ouero , Sapien?a_, 
Nuoua. E^polio anch'eflb nella Porta Burnea,& è,coiiie 
dimolìratohabbiamojil Conuento iftelfojil Clauftro, la^ 
Sala, & le llanze, che già erano de^ Frati de' Ser ui . L'aere 
e eccellente, vagheggia l'amene , & diletteuole campa- 
gne irrigate dal Piume Teuere , & anche il lieto Colle-» » 
chiamato con voce greca y^sror, che vale decoro . Ha vna. 
honorata , & nobile Cappella dedicata a San Girolamo- 
Dottore della Chiefa , & Protettore del luogo, la qaale è 
officiata à vicenda da due Sacerdoti foraftieri Scolari : il 
numero de' quali tutti, chepofsono Soggiornare in que- 
fto Collegio , è cinquantadue , cioè , quattro Germani , 
quattro Spagnioli, quattro Francefi , &due Oltramarini, 
gii altri fono Italiani, i quali è di meftieri, che fiano perii 
meno lontani trenta miglia da Perugia, Scpoflono dimo- 
rarui lo /patio di /ètte anni. 

La cura fuprema di detta Sapiéza appartiene al Prio- 
re de' Canonici dei Daomo di Perugia,^: a' Confoli con- 
giuntamente del Collegio della Mercantia , a' quali dal Superiori di 
fbpradetto Antonio Cardinale Commifsario à ciòdepu- dc«:taSapien- 
tato da Martino Quinto, dafs'pienirsima autorità fopra ^l V°^^ ^" 
detta Sapienza, creandoli veri Gouernatori,& Rettori di * 

quella , & liberi, &c aflolnti Amminiftratori di tutti i beni 
fùof ; Effi hanno piena facoltà di creare il Rettore , & Vi-» 
cerettore , & di fare tutte quelle ConOicutioni , che loro 
paiano opportune per lo buon reg^iméto di quei luogo , 
& quefta facoltà daCsi loro per Breue di Leone Decimo » 
oue fono quefte parole. 

lllorum etenim Rudio . atque indujiria admimflratìo 
pmnitinnititur , in illorum humeris do*r>us inclinata re' 
tumhit i illorum duSìu , atque aufpicijs ReSioris , ac Vice- 
reSìortsdehats fieri debet, ìlii Confiitutiones condendi, 
Hem f at^tte refareisndi irrefrapabilg ttus habem . 

Hi 



¥ 



Libro Primo. 



Hàquefta Sapienza riceuuti in vari; tempi da* Sommi 
Pontefici gratie,& fauori ,* perche oltre iVnione deila -Ba- 
dia di S, Arcangelo, della Plebania della Pieue di Cam a, 
& della Parocchia di ò.Ifidoro,fatta da Martino Quinto . 
Paolo Secondo , conferma detta Sapienza , & commet- 
te la cura di lei al Priore Cla^iiftrale del Daomo, & con- 
giuntamente a' Confoli della Mercantia , confermando 
anche le Conftitutioni fatte da quelli . Il medefimo Pon- 
tefice à fauore di quefta òapienzajvnifce à S. Arcangelo ia 
Chiefa di S. Maria di Anchaielle vicino al Lago Iranfi- 
meno . Innocentio Ottauo conferma quefta vnione. Ni- 
Gratìe fatte colò Quinto, & Califto Terzo fanno efente detta Sapien- 
davarijsom. za dalli Da'-ij, Collette, &Gabbelle. Leone Decimo dà 
TriJroc^^'' piena facoltà al Priore, & a' Confoli di fare le Conftitutio- 
za. nijdalorolamminiitrationede Deni,&lauttontadicrea 

re il Rettore,& Vicerettore,come fi è detto.Paolo Terzo 
concede in perpetuo al Hettore y Scagli Scolari vna parte 
del Conuento de' Serui , poiché Taltra era fiata diièrutta 
infieme con la Chiefa,per cagione delia Fortezza . Paolo 
Quarto conferma le Conftitutioni gii fatte dal Priore , & 
da 'Confoli , dando loro autorità di farle di nuouo,fecon- 
do i bifogni,& l'occorrenze : & commandando a'Gouer- 
natori,& Legati, fecondo i tempi,fotto pena di fcommu- 
nica, che non vogliano , fotto quaJfiuoglia pretefto, impe- 
dire l'eflecutioni di efle: ma che affatigare R debbeno per 
rofleruanza. E' celebrata quefta Sapienza da vari; Scrit- 
tori,& tra gli altri da Enea de Falco nelle additioni, che 
fa fopra l'Abbate Panormitano nel cap. Ece/efia vefira^ 
il fecondo , de eUB. in ver-Jtt fanior , doue quefto Dotto- 
re chiama la Sapienza Nuoua, Ampli/simo Collegio , Se 
dice di e Afe re ftato alJieuo di quello . 

Il nobile, & magnanimo penfiero del Cardinale Ca- 
Bartollna e^et Pacchio , & del Vefcouo Guidalotti , fu in vn certo modo 
tadaMarc'An emulato da Marc'Antonio Bartolini Perugino Dottore^ 
tonio Battoli- df Leggi, ilquale facendo teftamento l'anno i^^i. allizy, 
ni Perugino . di Settembre , fotto il Pontificato di Pio Quinto , inftitui 
vn fimil Collegio di Scolarì,ancorche di numero minore, 
5i dal cognome fuo chiamollo Battolino, & di vna parte 

de' be- 



Libro Primo. 



47 



dcbeniCaoi patj:.ijn.(>niali 4<>toiÌQ,ji;nciottoi come cfso di- 
ce m detto teftamèntOjperche egli, & i chiarifsimi ante- 
ceflCori Tuoi Ontatfrio j Baldo, & Mariano BartoJim,acqiii- 
ftorono dallo iiudio delle lettere , & nelle cofe profpere-» 
ornamento, & nelle auerfè gfouamento non mediocre»» . 
Però eflb acce{b,& ipronato dalla pietàjdaH'amor di Dio, 
& dal grato,& /incero animo Tao verlb gliftudij,& le buo- 
ne arti, & gli huomini amatori, &fèguaci di quelle, volle, 
chelierigefle, ScdonafTe all'eternità quei Collegio , nel 
quale poteflero dimorare lo ipaciò di anni cinque , lènza.* 
pagamento, dodeciGiouaniftudiofi poueri,cioè, otto 
Perugini,due della Città di Genoua,ò del Tuo Territorio, 
& due della Città di Lucca ; nelle quali due Città , come 
dice il detto teftamento,egli haueua dikCo nel tempo del 
fuo acerbifsimo efilio, la vita, & J'honor Tuo . 

Il fupremo gouerno di quefti Scolari, dilpoiè ilBartoli- 
nfjche folle appreffo il Vefcouo di Perugia, de gli Audito- 
ri della Nobile Arte del Cambio , del Priore Laico delio 
Spedale di quell'Arte, & di due Dottori da eleggerli di 
tre in tre anni dal Collegio de' Dottori Legiftf. 

Rifiedequefta Sapienza Bartolina nella Porta Burnea 
iiella ftrada principale , che partendofì dalia Piazza , con- 
duce alla Porta del Raftello ; il titolo della Cappella, & 
Oratorio , che'lTeftatore ordina , che mi lì debba fabrì- 
care, è di S.Antonio da Padoua. 

Fu fatta Tanno 1 57 5- alli 2 7. di Giugno , elettione dellr 
4odeci Scolari, da FrancelcoBolsio Vefcouo all'horadt 
Perugia,& dagli altriGo'iematorijcieè, di Scolari noue, 
& gli altri tre eletti furono da Pietro Paolo Serio de'Bar- 
tolini herede teftamentar/o di Marc'Antonio ; Se perche^» 
era defiderio di detto Marc 'Antonio , che quefta fua Sa- 
|>ienza fofse aggregata alla Sapienza Vecchia , fecero i 
Gouernatoriil detto anno 1 575. alli 15. d'Otto brequelìia 
àggregatione nella Chiefadella Sapienza Vecchia: conJ 
molta folennità; & alli a. di Nouémbre promulgate le_>^ 
Leggi , & le Conftitutioni da loro fatte , nella Sapienza 
Bartolina, & giurato, chehebbero gli Scolari l'ofleruan- 
za di quelle , vollero i fudetti Gouernatori , che H dì pri- 
mo 



Superiori di 
detta Sapié- 
za. 



S Antonio da 
Padoua Pro- 
tettore di det 
ta Sapienza- 



48 



Libro Primo; 



mo di Nouembre s'intendefse incomiaciàto iltempo^ 
quella Sapienza. ' '^ f'-'-j >::3'^i - ; 

SAPIENZA Concefle il Magiftrato de'noftri Prióri Tanno 15 20. 4 
Armeilina.^, Francefco ArmeJlino Cardinale Perugino, vn fìtofbpra 
€csi detta dal H maro della Citti , il qual muro cominciaua dal Palazzo 
hno^ die"gU ^^^ Capitano , & arriuaua al portone , porto in capo dell« 
diede princi- ftrada detta de'Caldarari ; diftendeuafi poi per Ipatio 
pio . grande verfb il Canipo della battaglia ; quelta conceflio- 

ne fu fatta à fin che il Cardinale vi fabricafle , come diflc 
di voler fare, vn nobil Palazzo,il quale feruilTe non meno 
per ornamento di Perugia , che per commodo di detto 
Cardinale; ma perche egli hebbe Tempre l'animo riuolto 
al bencfitio della Patria , & particolarmente in fouueni- 
re coloro , che dalla pouerrà fono impediti di attendere 
à gli ottimi ftudi; , pensò , dico , di fare quel Palazzo con 
tante, & tali commodità, che haueflepofcia da feruire-» 
per vn Collegio , ò Sapienza, ou e dimorare potefTero 
ben cento Scolari, cioè, cinquanta Perugini, & il re- 
llante foraftieri; applicandoui perla vita, & foftegno lo- 
ro , la fua grofla Badia di Valdeponte , pofta nel Terri- 
torio di Perugia, con molti altri luoghi di Monti, che_i 
a tale effetto comprò in Genoua . Hauea già l'Armelli- " 
no fatti quei grandi principi; di fabrica , che vedonfi nel 
Campo della battaglia , fbpra i quali fono alprefente gli 
Horti de' Padri Giefuiti ; già hauea dal Sommo Ponte- 
fice ottenuto l'vnione della Badia di Valdeponte , quan- 
do la morte , la quale ipefso fìiole à bei principi; contra- 
fìare, interruppe i fuoi alti, & heroici penfieri, con priua- 
re inlìeme Perugia , & i Giouanipoueri ftudiofi di vtilaj 
grandffsimo. 
Chiamauafì prima il luogo,oiie è al prefente il Collegio 
COLLE- ^^' Couittori , pofto nella Porta di S. Angelo , S. Chiara, 
G l O dc_-> Monaftero delle Monache di Santa Giuliana , incomin- 
Conniiton. ciato à edificarli al tempo dei Cardinale Crifpo Legato di 
Perugia, a fin che le Monache , che alprefente dimo- 
rano in vn Monaftero fiiori della Città,douefsero habi- 
tare dentro le mura di eflfa. Architetro di quefto Colle- 
gio, giàMonafterojfu Galeazzo AleffiPerugino,jl quale 

à tale 



Libro Primo.'; 49 

à tale per/éttione ridufleJcche di ordine del Cardinale di 
Veragi^ìfa. cottunciató ad habitare da alcune Monache, 
non potendo l'altre eflere indotte à lafciare il priniiero 
ilonarteroloro,oueprefb h aue ano l'h abito Monacale. 
Morto poi il Cardinale ritornarono al luogo proprio j 
hora quello Monaftero dishabitato andando in ruina,fu 
l'anno 1 5p^.alli 8. di Maggio prelò in affitto , a ^n che vi 
diraoraflero i Conuittori , i quali Tanno i577» ^Uii3' di 
Aprile erano fiati inftituiti da Francefco Bofsio Veicouo 
all'hora di Perugia>con afsegnar loro per habitatione^ . 
▼na parte del Seminario j & io prima pianta ineftata in^ fpourprf ^^ 
quelluogo, mi glorio , che fui non poco amato da quel Conuittoreìa 
2elante,efentoPaftore. Ma crefcendo tuttauia il nu- detto Colle- 
mero de* Conuittori , per la buona fama , che in varie.» o'® * 
Città fi fpargeua di loro , & efsendo il luogo del Semina- 
rio non ben capace per i Clerici,& per detti Conuittori ; 
Napolione Cernitoli trasferilli conprouida refolutione Napolione^ 
in quello luogo di S.Giuliana,hauendolo prima rifarcito» Comiioli Ve- 
& refo capace per buó numero di Giouani,& denomino!- ^"^°"o ^i P^- 
Jo Collegio di S.Bernardo , oue concorrono giouani non Jcldeuo Col 
folo Perugini, ma dalle Città etiandio remote : fono al legionelluo- 
prcfènte in numero circa cinquanta > diuifì in tre Clafse , gohoggi dct- 
daicuna delle quali ha i fuoi Rettori , & Maeftri partico- 4^5^^"^^'? 
lari ; attendono à Grammatica > Rettorica, Poetica, lin« ' ^ 
gua Latina,e Greca,Dialettiea,& Mufìca ; & hanno Con- 
ftitutioni particolari . 

Il gòuerno principale di quefio luogo appartiene al Superiore dì 
VefcouQ , il quale vi deputa per Rettori , Maeftri , & fer- ^"^® y^ì^^' 
uenti perfbne, che à quefto effetto conofce idonee. Il uacUPcSà 
Maeflro principale nelle Sicenze è hora Marc'Antonio 
Bonciario Perugino verfatifsimo nelle lettete Latine , & 
Greche,& chiarifsimo per molte opere, che ha alle Stam- 
pelle quali tutto di fono perle mani di huomini litterati. 



Vl'Cd^ 



5'G^ Libro Primo. 



I 



Di nyarie Accademie , che fi>nfcon& , 

^ già fiorirono in Perugia , 

Cap, XI. 

LIuftrano grandemente la Città di Perugia variei 
Accademie, che vi fiorifcono,trà Je quali hoggi l'Lm^ 
fènfata,per copia grande d'ingegni pellegrini in tut^ 
te le Scienze, /pande la fama fua non folo per l'Ita-. 
ha, tutta,ma etiadio per tutte l'altre Nationi, che apprez* 
2 ano le buone lettere. Quefta hebbe il fuo principio l'an- 
no I Sòl . & leuò per imprefa dia vniuerfale vna fchiera di 
Grù,che volano fopra il mare,portando cialcuna vn faflb 

MIA kifenft ^» ^'^ P^^^^' ^^^ '^^"*^ ,V£LCVMPONDiìREj 
ta . * col qaal Motto, vogliono quefti Accademici dimoftrare ,; 

che fi come le Gru , ancorché habbiano il pelo del faffòv 
tuttatria s'in il2ano,& volano fopra il mare; cosi efsi qua-*- 
tunque fiano aggrauati dal graue pelo déllaparte fen/itt* 
uà ,, la quale fèmpre tira al baffo col defiderio alle cofe-i 
terrene ; nondimeno fi argano con la contemplation e-ii 
alle colè celefti, e diuine , & trapalando il mare di quefto 
mondo, ficuramentes'iiateano al Cielo con la terrena^ 
(orna ; &; però chiamanfi In^nfati,cioè,nonfenfuali.Que- 
fìa Accademia e vniuerfale, &effercTtafi in qaalfiuogliaj^ 
he'Ia, & vtile Scienza . Ha per fao Protettore iaCiela 
S, Matthia Ar>o/^oIo, & in terra i Cardinali BonifatioLBe.- 
uilacqua , & Carlo Pio . o u <: Jì : 

Accadcmia-A ^ <l«eftà Accademia Inlènfata >fu vnfta; vn*àltra»cfiej 
Scolla. chiamaua/Tòcofs a jAhaueua per fiia vniuerfale Imprefa. 

ilFrollone da burattare lafarinà., colbreue ^^oito», 
EXC VSS A NITESCIT; ilqualcorpo del Frol- - 
lonneprelèro poi anche gli Accademici della. Crufca di 
Fiorenza ner loro Imprefa vniuerfale; ha uen dolo tolta 
dalla Scoffa , la quale €ii in Perugia moiri anni prima in- 
ffituita . Era quefl:a Accidemia vn iuerfale , & vnitafi pa- 
fciaconl'Infèafktaifi è fatta di due corpi feparati,va 
Colo, 



Libro Primo. 5*1 

Hificlenò nella Sapienza Vecchia due Accademie,!' vna Accad^m-a^ 
chiamafirinfipida, la quale è Accademia particolare di Infipid^. 
Icggi,& ha per fiia vniuerfale Imprefa molti Fiumi,ch*en- 
trono nel Mare , col Motto , H I NC S A P I M V S . le 
leggi fue fono in lingua Latina , à guiCa. delle leggi anti- 
che delle dodeci Tauole . L'altra chiamafi Eccentrica, la Accadem'a^ 
quale fi come hebbe il Tuo natale nella fopradetta Sapié* tccentiica . 
za Vecchia l'anno 1 5^7.il dì primo di Gennaro ; così ho. 
ranel medefimo luogo mantienfi felicemente in vita.Vfa 
per Imprefa vniuerfale la Teorica della Luna , con i fuoi 
Orbi , & col corpo Lunare nella iòmmità dell'£piciclo,col 
Motto, RE T AR D AT NON RETRAHIT: 
volendo dire quelli Accademici, che fi come l'Epiciclo ri- 
tardai! corfb della Luna , fenza farla ritornare indietro , 
così i loro ftudij Accademici poflbno bene alquato ritar- 
dare il corfo de gli ftudij principali , ma non già li fanno 
porre in bando , ò ritornare addietro , & chiamanfi que- 
fti Accademici, Eccentrici, quafi che girino fuori del cen- 
tro proprio, che fono gli ftudij più graui delle Leggi, ò di 
altre Scienze principali. Il Prencipe è chiamato Eccen- 
triarca,cioèi Capo de gli Eccentrici . Quefta Accademia 
e vniuerfale 5 ha per fuo Protettore in Gielo il Gloriolb 
S.Gregorio Papa Dottore della Chiefa ; &non fono mol- 
ti anni,che prefè per Protettore in terra Camillo Borghefi 
Cardinale,che hoggi aCceCo per la fcala de ' fiioi gran me- 
riti ali* altezza del Pontificato , chiamafi Paolo Quinto , 
il cui Nipote Scipione Caffarelli , mentre l'anno i^oj.co- 
me Eccentriarca reggeua detta Accademia,fu chiamato 
à Roma,& indi i non molti giorni dal Pontefice nella fua 
prima promotione tri Cardinali annouerato,& chiamafi 
hora il Cardinale Borghefè . 

L'Accademia Vni/òna , hebbe , sì come lìnfènfàta , il Accademìa-j 
fuo principio in Perugia fanno 1 5<Ji. la quale con quefto Vnifona. 
nome è chiamata>perche hauendo ella hauuto origine per 
mezo della Mnfica.parue a quei primi Inftitutori , che ot- 
timamente al penfiero loro alludefie, i! quale era di ftret- 
tament-e vnirfi in perfetta amìcitin ; conciofi^acofacheu » 
r Vnifbno fia principal termine , 6: elemento dell'armo- 

G a nia, 



\t Libro Primo. 

nia 9 che altro non importa , che accordamento di più. 
voci in vna fola . Leuano quefti Accademici per loro Im- 
prefa vniuerfale vna fchiera di Cigni , ch'appoggiandoli 
IVno fopra l'altro/anno Ibpra il mare volando,il loro fe- 
lice paflTaggio.Il Motto è, ALTER ALTEHVM . Il Capo 
loro chiamali Prefidente ; le leggi fono tutte volte a far 
liafcere tra gli Accademici vnìone grandifsim a ; gli elTer- 
<5Ìtij verfano in trattare alte, belle, & Ipeculatiue Scienze, 
come la Matematica,laRettorica,Ia Poetica,la Filofofia 
inorale,& fimili; & però l' Vnilbna è Accademia- vniuerfa- 
Ie;fi effercitono ancora quefti Accademici a giorm,& ho- 
re determinate in canti, de fuoni r Si fono appoggiati ixL» 
Cielo alla protettione della Gloriofa Vergine,& Mart ire 
S.Ceeilia5& in terra a quella del Card.S.Cefareo.Ha que- 
lla Accademia Vnifonala fua Cede in cafa mia,doue è an- 
co la fede dell'Accademia Infenfata. 
Vi è in Perugia rn'altra Accademia,chiamata del Di/è^ 
Accademia-ji gno', nella quale non fblo fono afcritti Pittori , Scultori, 
del Di^ao . Architetti , & altri fimili artefici, ma etiandio molti della 
prima Nobilti , per l'vtile grande , che in molte co fé dal 
Difegno fi trahe ; Ve ne fioriua vn 'altra chiamata de gii 
Accademia-j Atomi , nella quale erano annouerati molti pellegrini in- 
de gU Atomi, gegni ; ma qual folfe la fua "v^niuerfale rmprefa,non ho po- 
tuto hauerne contezza , per non efler'hora vino alcuno di 
quelli Accademici; so bene,che vi erano tutti quefti nomi 
Accademici , l'Afsiduojil Duro,lo Sfrenato, il ReftiO, l'In- 
tricato, il Feruido,ilTacito,rAtomo,& il Timido, i quali 
nomi tutti furono con bellifsimo artificio comprefi nel- 
finfrafc ritta ottaua da Francefco Copetta leggiadrifsimo 
Poeta Perugino . 

S'vn AJJìduo picchiar d^vn picciolrio 

Apre'l Duro terreno , ò* ^ode il fajfai 

Se Sfrenato caual non fa Refìì9 ^ 

Amezo eorfo<vv^ Intricato paJfo\ 

Se d'bonor lieto , e Feruido defio 

l" acito non può fi arjt in luogo bafso ^ 

VedròT Atomo al del alzarjti come 

Hora Timido giacs » efenM oome , 

TtfiU 



Libro Primo. <^y 

Teflimonìànzc di ni/arij Scrittori in lode di Perugia . 
Cap. XI L 

Appiano Aleflfandrino nel quinto libro delle-i 
guerre ciuili, chiama Perugia, come di fopra_j 
dimoi^rato habbiamo, nobile, antica, & illu- 
ftre per nome,& gloria delle cofe paflate. Ecco 
le fue parole . Huncfinem Perufia babuitt vetufiatisglo- 
riam , ér dignitatis in fé continens . Soggiunge poi, ch'el- 
la fu tri le prime dodeci Città d'Italia annouerata; & che 
iì foleua in efla allVfanza de' popoli Tirreni , da' quali fu 
edificata , adorare la Dea Giunone . T. Liuio nel quinto 
libro della prima Deca, pone Perugia tra le prime Cit- 
tà della Tofcana , mentre dice . Itaque à Perufia , ó* 
Crotone 9 & Aretk 9 qua ferme capita Hetruriit PopU' 
hrum 9 ea temperiate erant 9 Legati pacem > fosdufque à 
Romanis petente s » inducias in triginta annos impetra' 
uerunt . ^t nel decimo libro delVOìei^cL Deca . Tres vali- 
difsit^a Vrbes , Hetruria capita , Volfinmm Perufia-^ , 
jlretium pacem ^etiere , Propertio nel fecondo libro nel- 
la prima elegia, parlando delle guerre di Augufto,quan- 
do ragiona di quella di Perugia, dice , 

Euerfifque focos antiqua gentis Hetrufca» 
Procopio nelle guerre dc'Goti Perufiam tamenin Tujcia 
prineipatum faci/e naBam % BeìliJariuSyCum Aretium ob» 
Jìderet difeedens re li quii * 

Pio Secondo ne' fuoi Commentari; lib.a.defcriuendo la 
venuta fua à Perugia,dice oltre molt'altre,quefte cofe di 
lei . Ea Vrbs peruetufia efi , (y vna ex duodecim 'Ciuita" 
tibus , quas Hetruria Principe! antiqui commemoranti éy 
adbuc murorum pars cernitur 9 quos Ca/àrAugufius re- 
fìaurauit . Fra Giacopo Felippo da Bergamo nel fuppli-f 
mento delle Croniche . Perufia nobUifsima , ac vetuftif- 
Jima Hetruria Ciuitas , olim primaria . Il Biondo nella 
iiu Italia iUuftrau, la, doue trattii della Tofcana, dice di 



5^4 Libro Primo. 

- Perugia^ Suceedit ordini Perufia y Vrbs ve^uftifsma^ 9 
caput éy ipf* Hetruria > fieut /ape Jupradisatmus > olim 
primaria . £t fegue quefto Autore in dire molte altre co- 
fedi detta Città. 

M. Antonio Sabellico nell'Ennead. vj. lib. ix. lafciò 
fcritto di Perugia . Vrbs olim vetufìatis iaude , c> nomi^ 
nis celebritate in Hetruria f vt bodie valdè injtgnis , 
Fra Leandro Alberti nella fua defcrittione d'Italia , par- 
lando de'luoghi diTofcana fri terrajchiam a Perugia an- 
tichifllma , & fa di lei longo difcorfo . li medefìmo fa Raf- 
faello Volatterrano nella fua Geografia libro quinto . 

Leonardo Aretino nel primo libro della fuaHiftorfaJ 
Fiorentinajfà di Perugia quefta mentione . Le Citta dun- 
que ) che per laTofcana erano fpente t particolarmente^ 
babbiamo narrate ; éf* quelle, ebe dopò tante cofe auer/è, ri- 
mafsro in pie d'alcun nome , furono Pifa . Fiorenza , Pe-- 
ragia , e Siena > Poco di fotto . / Perugini, per la ferti- 
lità del pae/e > e^* peri opportunità del luogo , sperano fat- 
ti affat potenti . Più di fotto . Prejfo quejii erano gli Are* 
^ tini , che di bontà de* Campii d^ di grandezza di Terri - 

torio pajTauano quafitutti gli altriima perche eglino era- 
no pofiitrà Perugini > e Fiorentini , due potenttjftmi po- 
poli t non baueuano facoltà di ere/cere in potenza • Poi 
l'Aretino colmando tutta Perugia di lodi maggiori, dice. 
^uejle dunque Città degne di memoria > dopò lunghe , ^ 
varie neee/sità i rima/èro falue ; ma di tutte quejle , cbe^ 
noi babbiamo nominate % la potenza de' Perugini èanti-^ 
chi/sima : percioche quefìa Qittà t e^ innanzi all'Imperio 
Romano fu nominata vna delle tre principali della To- 
feana , iy atlvitimo ha riceuuto il fecondo , ò terzo grado 
della potenza . La qual cofa né à Cbiujty ne ad Arezzotcbe 
anticamente furono ancora capi di Tofcana , è auuenuto • 

Ancorché nelle varie calamiti , & guerre , che Perugia 
SI moftracon ha in varij tempi fbftenuto , hora da %\i efterni , hora da' 
molte altre_j fuoi propri] Cittadini , ardeffero tutte le fcritture più an-» 

proue la pò- tjche,& perifsero con efle le memorie più remote da' no- 
^enza antica p, . ^. > ,. r» • ^ . j- r • 

diPem^'ia. "''i tempi; può nondimeno rerugia produrre diuerle vit- 
torie, che riportò dalie Città ài Caltelio, ài Aifiiì, ài Spo^ 

leto^ 



Libro Primo. ^5* 

leto , di Foligno , & di Todi , & di hauerle foggiogate^j ; 

pttò dimoftrare di hauere poco meno , che efpugnais^ 

Siena , come tedifìcano le :>errature , & Catenacci delie 

Porte di quella Città , che in fegno di vittoria , fecondo nl^ll^HZf^ 

che dicono il Campano, il Villani, Mano Podiani, & al- dpio dello 

tri , e come Trofei pendono auanti ad vna delie due Por- Studio . 

ti principali del noftro Palazzo . Mano Podfa- 

Li reltano ancora Icritture antichimme nella *^ancel- dell origine, e 
laria in dìuerfi libri, & particolarmente in quello del- lodi di Peru- 
Tanno 1 5 5 1« nel quale fi moftra,come nel giorno di S.£r- ^^ • 
colano Protettore di Perugia , veniuano à prefèntarlei ,i^cap.5.Vib'. 
Pali] in iègno di tributo,& di riuerenza, per mezo de' lo- s. cap. 47. 
ro Sindici ventidae Citta, che gli erano ioggette , oltre_j 
gran numero di Terre, & Cartella, de* quali tutti appaio- Ventidue Cft- 
noinftrumentidifommi/sioni. &dideditioni in cinque tJ^uco à^p^JJ 
libri di detta Cancellaria , intitolati , Libri di Sommif- rugia,come^ 
fio ni ; Parte de* quali luoghi, fu da' Perugini prefa,&fog- foggette à 
giogata , per eflere di parte Ghibellina , & in conièquen- ^"s^^** 
2a nemica di òantaChiefa; onde ciò non foioeraper- 
meflb da' Sommi Pontefici, ma eriandiocon Breui, 5i 
con Lettere Apoftoliche conceflb, & approuato . 

Màtornandoalle autorità de'^Scrittori, Fra Giacopo 
Filippo da Bergamo nel fiipplimento delle Croniche li- f J»'^ ,?^-* 
bro fcfto , dice , che da quella banda già G /petaua certif- Cauallericu* 
lima vittoria , doue combatteua laCaualIaria Perugina > Perugina, 
& che H foleua dire per prouerbio . Hàa^^iuntoil PerU" 
gino , quando fifactua l'vittma pqjh , Ecco le parole di 
querto Auree . 

Perù /ini Patrum noflrorum temporibus equeflrihus eev" 
tammibut adbeo claruercy^ìt futuram viSfonamcuSii in' 
de /perarenty vndè ^eruftnus pu^nareteqùitatui • Ut in 
prouerbps iam deduófum fuerat ^ PtrufinumvItueBrae-' 
cium addidit « cum fummn operi ntanus tmponebatur * 
Il che vien confermare da, Pio Secondo nella defcrittio- 
nedeirAfiavConrinfrafcritte parole. 

CoiovhQnjlnauàfifotfes fatis amplas hahu€re\ ^TÌn-^ 
iquffirihus tertammièus tantum tx^cellmre, vt vìBortam 
indi j^trarcnt , vndè Cohpbomus Pu^narèt equitatus, & 

iti' 



in prouerhys dìeerent^ Cohphomum addidhi cum fumine: 
Qperi manusim^onehatur - far gloria apud Ifa/òs Jupc» 
riore tempore Perujtnorum fuit . 
Pietro BerteIJio nel Teatro delle Città,fiferirce de'Peru- 
So?' s^ gini,che eglino fono communeraente chiamati, la miglior 
da del Papa . Spada del Papa ; il che prima di(^Q Aleflandro IV. Sommo 
Pontefice in vn fuo Breue diretto al Podeftà , al Capita-; 
T ode,cht_j "^ ' ^^ Confeglio , & al Commune di Perugia , & dato in 
dàa'Perugini Anagne l'anno quinto del fuo Pontificato , il qual Breue 
Alersàdroiv. conferuafi nella Cancellarla del noftro Palazzo. Et la- 
in vnfuoBrc- f^fando di far mentione di tutte le parole , le quali fono 
Anagne. altretante lodi de* Perugini , riferirò folamente quelle < 
Ex bae eùam Ciaitate incliti fimper ^tbieta , robufii Fu-- 
giles i & eleóii propugnatores ipfius Eeclefa prodierunt^: 
qui fide fulgentes , feruentes deuotione , ae experientid 
prtscipm ad praliandum pralia Dommit cantra tpfiusper» 
fé e ut or e s Ecclefia fub diuerfitate temporum fé intreptdis 
animis accmxerunt . Vos enim efiis populus Det egregtus. 
Gens magnifica , i^firenua multitudo > qui prò ipfius bo% ^ 
nore^, Ó* p'^^o obfequys Sponda fua vos totaliter manctpafiism 
Vos enim efiis Congregatto Forttum Regts Regum in quo- 
rum re vera manibus Gtady Junt ancipite s ad defenden- 
* damEcclefiami ^ cecie fìaiUcam Ubertatem , Confiden^ 

ter igitur tanta fortttudtnis ó" conftantia filtos . in qui^ 
bus Jufcitajst vtdetur Dominus forttum Maccabaorum^ 
fptritum . ^ aliorum fuorum Bellatorum , 

lì Giouio nella vita di Sforza , dice , che Perugia può 
gloriarfid'hauer ritornata in vita la fcienza militarej,^ 
Antonio Campano vuole, che da Perugia fiano vfcitipm 
Soldati, che huomini, & più Capitani habbia ella pro- 
dotti , che altre Cicti Soldati. Dice , che per ogni par- 
te vanno con fomma lode vagando TArmi, i Soldati, 
&i Capitani Perugini ; che per tutto fono ilor fatti va- 
Jorofi celebrati ; che ninna cofà magnifica , & egregiaj 
fafsi in Italia, che non fi faccia con l'opera, col confi- 
glio » & con la fcorta de' Perugini ; che effi difèfero il Re- 
gno di Napoli ', & dalle forze nemiche i Duchi di Milana, 
guidando gii e/Terciti loro i fcchecili fecero afprifs/m«^. 
'.■\ ^ guerre 



Libro Primo. ^7 

guerre per la Repu biica di Venetyia . Diedero i Perugini 
in. vari; tempi, rotte memorabili , hora a* Goti , & horà 
ad altri Barbari, eh mfeftauano l'itaiia; & di vna ftrage 
grandifsima» che fecero l'anno i5<?5.dVn efsercito Ingle- 
fé al CaJlkeììo di S.Mariano, non molto lungi da Perugia ; 
dice Bernardino Corio nelle Tue Hiftoric di Milano par.|. 
i Perugini fecero la vendetta d'infiniti mali,cbe i'itaita,^ 
4aque/ia gente pejpmabaueua /apportato» 

Il gran Carlo V.Imperadore, à cuiin infinite qualità 
fupreme non ha veduto vguale gran parte di quefti fecoli, ^arlo V.JJ'as 
ragionando vn giorno con Don Ferrante Gonzaga, col me Perugine» 
Marchefe del Vafto a & con più altri Signori, & Capitani 
Spagnioli , & Italiani , venuto à ragionare del valore nel- 
l'armi de gl'Italiani , & enumerando i\ valore notiflìmo 
de' Soldati di varie Citti d'Italia j nominò nel primo luo- 
go i Soldati Perugini , come racconta Girolamo Rufcelli 
nel Dilcorfo ftapato fopraTimprefa di Aftorre Baglione, 

In quanto poi alla profefsione delle Lettere, no è quafi 
Scrittore aIcuno,chefimilméntetrattado di Perugia, non p . .- ., 
gli dia vanto d'eflèrfi ella refa , mediante molti fuoi ^^ìi nemPin far{e 
jchiari in varie Scienze,e particolarmente nelle ieggi,vna le Scienze, & 
dclÌQ più famofe , &: lUuftri Città d'Italia . Pio II. ne' Tuoi pamcolarmé- 
Commentari; libro fecondo, parlando di Perugia , dice_». ^^j^ Leg^T* 
Claruit iatnpridem & armis , & litteris > eb* poti/simum ° ' 

feientia luris , in qua Bartolus excelluit , ^ poft eum.^ 
Baldus , ò* Angelus . Il Biondo nell'Italia illuftr^tajdice. 
Baldus patrum nqfirorum memoria in ea elarait prò vt 
magiSi magifq. eius nomen tn dies claret quicum Bartolo 
Saxoferratenfi ìurium Qiuilistéy Pontificif obtinmt prin- 
€Ìpatum,Viris vero paeisy ^ belli artibùs ,fed tn primis 
doeendo » ^ dicendo iure pr^fiantifsimis ea nunc abun-^ 
dati tnter quoti ouem Salufttum^ lo: Petrus fium 9 ^ 
Btaedi^um Bartium frimarios nouimuu 



a ^i' 



LIBRO PRIMO 

PARTE SECONDA. 



'Architeatfo 
della Chiefa 
di S. Lorenzo 
Duomo di Pe. 
fugia. 



Ih die tempo 
principiata_» 
oenafabrica» 







Di S* LoYenzp Cattedrale di Perugia l 
Cap.XIII. 

l A* dimoftrato habbiamò rieUaJ. 
Prima Parte di quèfto Libro , che 
in quel luogo, oue la cieca genti- 
lità adoraua Vulcano , Dio del 
fuoco , illuminata cfie fu dalla ve- 
ra Fede, ereflè vn'hoiiorato Tem- 
pio al Glouofb Martire Lorenzo 
abbrugiato dalle framtne di vili, 
lento fuoco. Fatto dunque il Tem- 
pio profano vn Tempio fànto , fu pofcia accrélciuto, ò per 
meglio dire, quafi tutto, dà' fondamenti rifatto l'anno 
i345.come appare per vno Statuto della noftra Cittdjnel 
quale leggefi,^^ che Benignate Mònaco Silueftn'no> fo di 
quefta fabrica Architetto i Concelfe Clemènte V Lttoh.*, 
folo liccza di potere accrefcere , & rinoùare quéftà Ghie- 
fa,mà etiandio volle , che di grande Indulgenza faccflc- 
ro acquifto tutti coloro > che detta fabrica, ò coneremo* 
fine, òcoalopere manuali aiutaiTéro ; cosi il giorno ven- 
tèlimo d'Agofto del detto anno, fu con grande , & reli- 
giofa cerimonia pofta la prima pietra , & con grande ar- 
dore fu lèguitata la fa brica, eflendo Sopraftanti di effsu 
Giouanni Conte della Pifcina, hoggi de'Bigazzini, & Ni- 
colò d'Armanno de'nobilili di Caftiglione Vgolino, Ca- 
nonico di quella Ch/efa. Non mancorono il Ve/couo di 
^laci tempo , iC4iionici, & i Beneiìf iati di contribuire* 

graa 



Libro Primo. 



TP 



re; 
darai 



di Vincenzo 
Danti Ptru-r 
gino.. 



gran Comma, di denari alia fpefa , come vedefi chiaro nel- 
jo statuto fopradetto, & nelle fcntture della Cancellane 
de Canonici > Vi cpncorfe anco iì popolo tutto con lar- 
ghe elemofine , per fin che vidde con Tuo contento lafa- 
brica al bramato fine condotta. 

òorge quefto Tempio in capo dell i Piazjtà grande fiu sua defcrittld 
(ito alquanto rileuato> d'onde quafi fcuoprc da ogni ban- n^^, 
da tutta la Città , & ben pare , che l'habbia fotto ia prò- 
tettione Tua; è collocato nelmezodilei , quafi /ìiocuOr 
d'ondeauuiene, che ad ognVno è commodo Tan- 
fi afcen dead eflb per vnafcala di marmo coii^ 
alcuni fcaglioni,che lo rende più riguardeuole ; nel pia- 
no di quefta à mano dritta della porta è fituata la fta- Statua di Giù 
tua di bronzo di Papa Giulio Terzo , alta quattro brac- ho ili. opera 
eia , che lèdendo nel Trono in habito Pontificio dà la. 
Benedittione , opera di Vincenzo Danti Perugino» il 
quale vi acquiftò lode non picciola , ancorché fcfic da lui 
fatta mentre era giouanetto, come efib dimoftrò con let- 
tere , che à piedi del Trono fc rifle . V I N C E N T 1 V S 
DANTESPERVSINVS ApHVC PVBER FACIEBAT. 
Quella ftatua fii in honore del detto Pontefice eretta dal 
Popolo Perugino , per effergh' fìati da lui reftiruiti ì Ma- 
giftrati , alle preghiere di Fuliiio Cardinale , & di Alcanio 
dalla Corgna Nipoti di detto Pontefice, il che tutto di- 
chiara rinfcrittione , che legefi nella baie ,. & è tale . 

lyLIO III._PO,NT. MAX. OB RE^HTVtOS MAGISTRAT. 
"pie DÈPRECAT. FVLVIO S.RE CARD FT ASCANJO 
CORNeIS EX SOR ÒR NEPOT. AD MVNFRIS.GRATIQ:, 
ANIMI PERPETVITATEM. P. PERVS DEDIC. 

Dalle due bande poi di dette ba/è leggefi , che quefta fta- 
tua,efiendo Legato di Perugia, & deirVmbrìa Giulio 
Cardinale della Rouere , fu dataà gitrare, & che l'anno 
1555. elTendo Gouèrnatore Giorlomafib San Felice-» 
Vefcouo della Cauà , fu in.quefto luogo eretta . 

Dalla parte finiftra della porta del Duomo, vede(ì tii_, 
Vn nicchio alto laftatua di bronzo di Papa Paolo II. 
fedente m^defimamente nel Trono in habito Pontificio , 

Ha in 



Statua diPao* 
lo ll.opera-» 
di Belhno <^ 



éè Libro Primo. 

in atto di benedire il popolo ; fu quefta ftatiia gitta'èi àà 
vno Scultore di gran fama, chiamato da Giorgio Vafa- 
ri, Villano da Padoua, il quale ponendo il nome fuo nelle 
brapcia di detto Trono , non Villano , màBellano nomi-» 
Uofsi » come fi vedrà da qtiefti fuoi verfi . / ; 

Hoc Bellanus opus eonflauit habenti $ 

In terrts Hauh maxima tur a Dei . 
A manofinilka è notato il tempo, che quefta ftatua fu 
gittata. M. C. C. C. C. LXVII. DIE X. MENSiS 
O C T OB R I S . Sotto i Piedi dei Pontefice n^ì Trono 
fi nota con alcune lettere, la cagione perche fofse quefta>i 
fìatua eretta . D. P A V L O 1 1. PONT. MAX. O B. 
-S.QVAT. P. AVG. P£RVS. AfFatigofsi fempre pa- 
ternamente quefto Pontefice per la quiete de' Perugini j 
ddl^'eolìe ^ ^^ ^^^^ di/cordi, & in vna fol volta riraife nella Città cin- 
de'Breuic-jd. duecento fùor'vfciti; Laonde per quefte gratie,& altre_f 
moIte,cheper breuità fi tacciono > vollero i Perugini, che 
reftafse quefto eterno monumento della gratitudine^ 
loro . 
Pulpìta nella ^'"^ quefta ftatua,& la porta rtà^d vn pulpito di mar-» 
facciata del mo con commeflure diligenti di altri variati marmi, il 
'Owomoìr\^ quale fu fatto da* Perugini ad honore òqì Gloriofb S. Ber- 
£e?^a^ljQ^° nardino da Siena dell'Ordine Ofleruante di S. Francefco , 
|ia Siena ^ chel anno 1425. &1441. vi fece al popolo molte predi- 
che,nè mai per veneratione di quefto Santo,hà voluto air 
cun'altro predicarui . 

In quefta iftefia facciata del Duomo alfa parte deftraJ 
della porta , vedefi molto in alto locato vn marmo coB-» 
l'infrafcritta Infcrittione in lettere antiche moderne , che 
chiamano Gotiche , & ridotte fecondo la forma delle no-^ 
ftrcjètale. T 

_ H.€C EST PETRA IVS^TITI^ SCRIPT A TEMPORE RAM- 
Marmo CQln BERTI DE GHISILERIS PERVSINOkVM POTESTATIS 
fcntttonenel- . TNDICTIONE VII. 

la tacciata del i^ NOMINE DOMINI ANNO D. M-CC. XXXIV. 

Puomo,eret- MENSE MAIL 

to per ordine CERTVM SIT OMNTBVS , QyOD TOfVM DEBITVM COWC- 
?w,A • ** MVNIS PEPVSII DE TEMPORE TRANSACTO EST AB IP- 

«leUAni. .50 GOMMVJSI PJ.£Nfi SATISFACTYM, AP£0 QVOD 

N£MO 



Libro Primo. 



Si 



kEMO INDE AMODO aVDIATVR . ITEM HOC EST CA- 
PITOLVM FACTVM PERPETVE A COMMVNl PERVSlf, 
SCILICET, QVOD NEC COLCTA, NEC DATA, N£G 
MiXTVM FIAI, DONETVR, NeC DETVR , IN CIVIIATE 
PERV^INA , NEC IN SVIS SVBVRiBUS , NISI QVATTVOR. 
-DE CAVSIS TaNIVM, SCILICET, PRO FACTO DOMINI 
PAPit, ET lMPERArORI>, ET ROMANORVM. VEL PRO 
GENERALI GVbRRA, QVAM HABbRET COMMVNE PE- 
RVSU PROPTER SE. TVNC SI FIET COLCTA, DATA, EX 
MIXTa FUT per LIBRAM . 

Per dichiaracione àx quefta Inrcrzttione,deiie faperfì, che 
eilendo U Città di Perugia per le guerre al tempo di Fe- 
derigo Secondo in grofsi debiti rimafta , con fuoi parti- si dJchiaia-i 
colari Cittadmijche ài denari i'haueuano in quella necef- detta lataicì: 
fitd fouuenuta , &per ciò hauendo ella trouati più modi "**"^ * 
àà fodisfare à ciafcuno , & hauendo pienamente fodisfat- 
to j tuttauia, perche di quelli v'erano, che più dVna volta 
dimandàuano i crediti loro , prefupponendo ella d'hauer 
pagato ogni vno, fu fatta queflapublicafcritturaja qua- 
le perche nò riceueffe contradittione , i Confoli dell'Arti, 
che all'hora gouernauano , vollero , che fi fcolpiflfe con.» 
lettere molto grandi , intagliate nel marmo fopradetto ; 
& acciò da niuno fi potefle pretendere ignoranza , e pec 
lo innanzi non ^ ponefìfero per ogni leggiera occafione.^ 
nuoue grauezze , vollero i medefimi Confbli con l'iftelÌQ 
Editto prouederui , e collocare il detto marmo nella fac-» 
ciata àtì Duomo , in luogo eminente . 

La porta principale di detto D lomo > in riguardo al- 
TArchitettura è quella,che è in piedi alla Chiefa,e di rim- 
petto all'Altare maggiore , non altrimente quella, chc-i 
riiponde verib la Piazza grande , benché moftrimaggior 
niagnificenza deH'alrrajper eflcre ornata di marmilauo- 
rati con molta politezza, e grafia da Lodouico Scalza da ,.p ^ 

Oruieto e dilpofti con difègno di Galeazzo Alersf Perù- Perugiafabri- 
gino Architetto Illuftre de* f-oi tempi;Per quella dunque ca di bella-* 
cntrandofi, fi fcorge la belJezza di tal fabr.'ca , la quale_> Architettura. 
ancorché di architettura Tedefca fia , come per lo più ^o- 
leuanofarfilefabrichein quei tempi, tuttauia è vaghif- 
fimaa 5; èdigiufta, & conueneuoleproportione ; Onde il 

fudetta 



6z Libro Primo. 



fudetto GaIca22o,che tanto nel]* Architettura auanzoSiV 
foJeua gr^demente ammirarla , lodando l'Autore di lej » 
come colui , che all'eccelienza di bramante auuicmato fi 
fofle . L^ ^.'Iknuta la volta a crociera nella naui ta di me- 
se da diece colonne ottàgolè,ornare ne' capitelli di mar- 
mi con belJifsmie fo^ìi^, & tutte variate con archi^ttur^ 
corinthia ^ La Tribuna pofcia fi foftiene da due pilaftre fi- 
miii alle colonne ; Interno al Coro , le braccia , e tutto il 
relto della C hiefa è cinto da vn gran rifalto di cornicio- 
ne di marmo pofto fopra modiglioni dell'ifteflTojche (erue 
perimpofta delle volte, per ornamento > e commodità di 
andarui attorno, 

òotto la Tribuna è fituato TAltare maggiore, fatto 
tutto di marmi rolli con macchie, Scifolato, al quale per 
fua maggiore maelH aflédefi per alcuni fcaglionidi mar- 
mo , che d'ogni intorno lo cingono ; Sopra l'Altare è po- 
Tabernacolo fto vn Tabernacolo di legno dorato , foltenuto da (ei Se- 
1^^!!^!'Y V rafini : ha tre ordini di colonne iVna fopra l'altra: l'archi- 
f-'gno di Bino tettura e corinthia , & e ricchimmo di Ita^uette di tutto 
Scoti) Perugi- rilieuo, di Cherubini, di felloni, di piramidi, liiJjalauftri, 
"® • ài menfole , di termini , & di tutte le co fé , che rendono 

Taga Tarchititturai ha tre cuppole, e fotto la volta di 
quella, che è nel mezo, è collocato vn'altro Tabernicolo, 
oue conferuafi il Santiflìmo Sagramento ; fotto ì l'a'tre^ 
due,che ftanno IVna alla parte deftra , l'altra alla fin iftra, 
pendono duelampadi ; rappresenta quefto Tabernacolo 
vn ben'inte{bTempio,& d'ogni intomo ha imedefimi or- 
namenti; l'altezza fua è di quattordici piedi in circa, nel 
cuidifegno Bino Sotij Perugino acquifloffi lode grande, 
come anche in molte altre fa briche fatte in Perugia, & 
in altre parti , delle q-i ali egli fu Architetto . 
r APPETÌ A Sono in qierta Chiefa diuerfe Cappelk,& Altari, Quella 
del croccfìi. ^^^ CrocefifTo è ornata dt\ Priuiiegio per rAnime de'De- 
fo in deticLj fonti, concefTo da Gregorio XIII. Le figure, che quiui fo- 
Chiefa. jjo attorno dipinte nel m'irò , farono %ii fatte da Pietro 

Perugino , & dì effe fa mentione il' Vafari ; ma effendo in-» 
buona parte dal ten^po confjmate, furono da Gio:Maria 
Bifconti ritoccate, fenza toglier loro punto della gratia-» 

pri- 



^A 



Libro Primo- ^5 



^ÒjmCTt . Era per prima il Prrjikgìo dt Derónri àl'^^ . 

Czppsiiz di S . Onofrio . ma percoojiE^do ie££<:o^5 -i 
con licenza del Papa > da qaeii» all'Aitare dr Cr^ceiiÌD 
lòpradettotcasferito. Giacomo Vanngrrì di C 3— - - a , 
giàVcfcooodiPenigia, &qa^, diede^coaderra^ c^S^ * 
C^5>eUa a S. Onofrio, Bcadomalla rafieme coaDècmigi ^■*^°»»- 
filo nqpote sclie gfi ^ccefìe nel Vdcoo^to . dcila l»eLIa_. 
Tavola» che (opra f Altare S ^rede, dspintzda. luca Sigoo- 
r^lli Ì2. Cortona fzmoh Piaort , & :o umendara m-Dtto 
daiVaiàriiicflaT!tadiLiicà. Sotto la detta TanDla fi»- 
aokttcFe^diédichiara^^ «aaato ii fo^-alio detto . 

U005V5 YANKVrrrs N35^I> CO?.TaN1>Bo . Oli!! £?!- 
SCOPVS P£ìPr?IS~.' > HO e D £ O M A X I %4 O ET DI '3 
HOiOFRlO SAC=LLrA H^DiZATlT . CH IS \ F.Cr-I.S- 
PuCOFTM NICtNVM ASSV'CTO N£P05 D ì O S i^ I V 5 

sv_C£S>n:. ET v::vANTA .tdss i^pènsa Ojs^ìahx 
ìEQva pietas, h cccc*lxxx:y. 

Il Cirr-el!! ir": ?r'-':: :!-:: . "; ::- r*: "^ * r"L ì: 

daflo Scaba;iie] ~ t : :_;- : :i:; :.: : t a- t i_ ^::il!0 
Oradini S de- tre .::::-: r : i- e :'i ; : :. : 7 : - : : ^::f : r- 
natc di pittET; i: i: :_::. :l : ;;:• :.;;-:.::.::. ii^ j-e:- 
--toSca!ia,&c. 7 ,; ::a I- : -i .ì 5 :: :itf ► La Ta-zola 
pOÌ>OQeèSav-r_:^ ir : :? - ::"::: : ri r ' Ar rlroSj 
fa dipmtada Ce.i:= Nr : : i, ^^ ^ :_;::. .. j_i„; t^ rt- 
traisc al natarììe GiilI: o C radini . 

AÌTmcotro i: ^-ir'tz C ir? r * tts ne ra akra cm^ra c5 Cjro£!!i ^ 
£m:If omaroc - : :: : ; : : r !i ; . 5l di lanorf di itacco. per or- ^^^ Sì::^ 
draed: Po5c!:- 0-zd:iso.ibyito da lauta emxIarfore_j ^^^ 
Yerfo Gfolio Ciò :r are So . Eaaì vn' Altare df ntann 3 r oT- 
fo >òipìJLtofto Arca > one ècoisocaro Tn granile, & bd. 
T^^ di racoc dorato,cfeefeneperiI Fonte dei tanto B^r- 
tf :^- ?: 5: scdoche 2:-:- —- TÌ fipD^i ': ^rfnte ac- 
corarci-- M Oi^ppciii "à* FU iraiìcfaQcife cì ; :-: -'ì --r^-^ ■ 

Li 



to, 



<^4 Libro Primo. 

Cappella , ò La Cappella j ò Altare de* Ranieri è opera di Minio dà 
Altare della Fieibie Scultore a' Cuoi tempi molto lodato, & è vna Piet4 
**^^ * di marmo di baflb rilieuo , con altre figure , con moJta^ 

poJitezzalauoratej di quei^'opera fa mentione il Vafari 
neJia vita di Minio . 
Ceppila,© La Cappella, ò Altare de* Signorelli, che commune-l 
Altare delia mente chiamali la Madonna del Verde,é di grandifsimà 
^^'^°""^^«^diuotione apprefso la Città tutta , & è illuftre per mira- 
coli ; onde per confuetudine antica ogni giorno co Can-», 
ticii & le Domeniche con Littanie cantate in mufica > la»* 
Gloriofa Madre di Dio meritamente vi fi honora . 
Succede à quefta la Cappella del Nobile Collegio della 
CapDelIa dv ^^^cantia, dedicata alGloriolò S.Bernardino da Siena. 
S. Bernardino Qs vedonfì molte ftatue di tutto rilieuo , 'maggiori déì 
da Siena. naturale, parte veftite, parte nude, fatte da Vincenzo 
Danti Perugino i qui fono belliCsimi felloni , & altri orna- 
menti di ftucco,lauorati dallo Scalza,di cui e anche iidi-* 
fegno dell'opera , la quale e di ordine compofito ; il tutto 
poi è mefso in luoghi conueneuoli ad oroj Ma quello,che 
maggior'ornamento aderta Cappella arreca , è la belliA 
fìmaTauola, nella quale il non maià baftaiiza lodato 
Federico Barocci da Vr bino dipinfe l'anno i55p. la de-. 
pofitione di Croce di Chrifto noftro Redentore; fi giudi- 
ca , che quell'opera per il gran dilègno , per il bel compi- 
mento di molte figure , & per la vaghezza del colorita, 
debba annouerarfi tra le più be]le,& pregiate pitture,che 
fiano in Perugia, & è grandemente commendata daJ 
Rafaello Borghini nel fuo Trattato della Pittura> & Scol- 
tura ; à piedi di quella Tauola conferuafi in vn luogo a/sai 
decentemente vna parte della Velie di S.Bernardino da 
Parte della-i Siena , il che dichiarono l'infralcritte lettere,che vi fi leg- 
VeftediSIBer gono HJC DIVI BERNARDINI SHNENSIS PARS 
Setta Cappd VESTIS CONDITVR . In vn lato di quella Cappella fo- 
fejj. no lèggi, fatti con bellilsimi intagli da alcuni valenti 

Artefici Fiorentini, & riccamente polli in oro. Di Co-* 
pra vedefi v^nainuetriata dipinta da Errigo Fiammxn-i 
go,& coperà molto lodata. 
La Cappella di S. Giofeppe , per rari; rilpetti è fegnala**' 



Libro Primo. é^ 

ta ; iVno per la beJJifsima Tauola, nella quale Pietro Pe- Cappella dì 
rugfno dipinfè Jo SpofaJitio deJJa Gjonofa jvladre di Dio; S.GiQkppe. 
la quale opera è commei^data dai Vafarii & io ne ho ve- 
duto il difegno fatto dall' Autore con fomma grafia, epa- 
fienzajcome fono per4Q4>iii i disegni di Pietro ; l'altro ri- 
fretto è l'hauere quefta Cappella bellifsimi C^g^ì dorati , anello pre- 
ferrata attornojcome l'altraideila quale habbiamo ragie- t>o/ìisimo, 
natowl terzo, per confèruaruifì la Pretiofìffima KeJiquia P" '| S"alc 
dell'Anello, col quale fu fpofata la Madre di Dio j^vitima- Gran Mad^ 
mente per efTerui fondata la Compagnia di S. Giofèppe, di Dio, con- 
ia quale l'anno i487.fu in quefto luogo iftituita dal Beato Ternato ìil-» 
Bernardino da Monte Feltro, il quale vi volfe eflere an- ®^*** 
nouerato,come fa kdQ la fua fottofcrittione ne* Libri de* 
Fratelli di detta Compagnia, & è quefta : lo Frate Berar^ 
ditto da Feltro Ordinis Minorum paruulus & paupereu^ 
ìuSf offhr i/comi adejjire della Fraternità , d^ Compagnia 
del Glorio/o Patriarca Santo Gio/eppe Spofo Virgineo del- 
i Immaeulata Vergine Maria , Nutriti o . éy Gouernaton 
di Nqftro Signore Qietà Cbriììo» lì medefimo Beato Ber- 
nardino ordinò , che iì giorno di S.Giofèppe fofle con fo- 
lenne Procefsione honorato iì Santo,come hoggi ancora 
o/seruafi,nò fenzagran concorfo,e diuotione del popolo. 

A quefta Compagnia è aggiunta quella del Santifsimo Co«?pagnie 
Sagramento, la quale fu in quefta Catedrale inftituita da sa^rató^e 
Fra Michele Lombardo Zoccolante, che quiui predicò diSGiofep'pe 
con grande applaufo ; ma hoggi ambedue quefte fanno ^a chi initi- 
vn corpo folo , & chiama/I la Compagnia del Santi/si- ^"dd'Ii'^^^^* 
mo Sagramento , & di S. Giofèppe ; HfTendo poi ftata.^ ' 

vnita l'anno 1 58 j. alla Compagnia del Santifsimo Sagra- 
mento della Minerua di Koma, viene a godere ampie In- 
dulgenze , & PriuiJegij . 

Doppo l'hauer de/critte le Cappelle più fègnalate , non organo gran 
deuo pafTarecon filentxo l'Organo , che è in vna parte di deméte cho 
quefta Chiefajcollocato in alto, il quale è di fuono do\ci(- rd\z in detta 
fimo, & per rfare parola propria, grandemente Chori- ^^^«^** 
Ica j per ornamento di t^o,yi furon fatte nella parte fu- 
periore alcune vaghifsfme pitture , le quali credefi , che.» 
fiano di mano di Gio: Nicola Perugino . 



de Libro Primo. 

Sopra la porta deJla Sagreftìa fi vede vn marmo , oue 
Cardinal Gal fono intagliate molte lettere , con le quali fi diinoft^a^, 
dìVctJ'^jL^ cheqiiefta Chiefa, & Altare maggiore , furono da*An- 
quaodo con* tonio Maria Gallo Cardinale,& Vefcouodi Perugia con- 
fagrafse data fegrati, il che fu l'anno 1 587. alli $. d'Aprile ; nel qual'at- 
Chie» . jQ folennifsi'mo, io mi reputo à gran ventura di eflfere (ta- 
to afll^^nte, come Canonico Subdiacono a quel dignif- 
fimo Cardinale,e Paftorerle lettere intagliate fono queftc . 

AN. D. M.D. LXXXVH. NON. APRII. PONI. D. N. D. ilXTl 
PP. V. AN. II. ILLVSTRISS. ET REVEReNDISS- D.D. AN- 
TONIVS MARIA GALLVs aVXIMANVS CaRDINALIS , ET 
EPISCOPVS PERVS. ECCLESIAM HANC, ET ALtaRB 
MAIVS IN HONOREM SS. MART. LAVR. ET HERCVL. 
SACRAVir, ET IN CONSECRAT. ANNIVERS EAM VISI- 
TANflB. XL. DI. DE VERA IND\^LG£NTIA CONCESSIT. 

Sagreftìa, & LaSagreftia è ftimata bellifsima, si per ilfuo corpo 
foa Cappella, ampio, & di altezza proportionata , come anche per ef^ 
fere tutta ornata di pitture fatte con molt*arte,& con va- 
ghezza di colorito da Gio; Antonio da Pefaro . Da quc-. 
lèa Sagreftia entrafiin vna Cappella tutta ornata di pit- 
ture, etiandio nel pauimento , che già molti anni fono>fc- 
ce fare Fuluio dalla Corgna Cardinale,& Vefcouo di Pe- 
rugia, per feruigio di coloro , che voiefsero in luogo riti- 
rato celebrare. HàlaSagreftia varij argenti, & parati 
nobilitimi per vfo del culto diuino, confèruati in Arma- 
rij , con buon'ordini dilpofti j alcuni de' quali argenti , 8c 
parati furono donati da varij Vefcoui , & particolarmen- 
te da Francefco Bofllo Milanefe, da Fuluio dalla Corgna» 
e da Francefco Armellini Cardinali . 
Corpi di tre -^^ ^&^^ ^ cofa fopra tutte l'altre notabiIe,il confèruarfi 
Sommi Poh- in quefta Sagreftia in vna cafsa i corpi di tre Sommi Pon- 
tefici in detta tefici , chiarifsimi per dottrina , per fantità di vita, & per 
Sigrcma . fmprefe fegnalate, i quali venendo à Perugia in vari; tem- 
pi , & per varie occorrenze , vi lafciorono la vita ; l'vno 
fu Innocentio Terzo Romano di Cafa Conti , l'altro Vr- 
bano Quarto Francefe della Città di Tercafsio , & il ter- 
zo Martino Quarto Francefe nato nella Città di Tours. ^ 
JNNOCIII. Innocentio Terzo creato Pontefice l'anno 119S. fa di 
bentà,ac di dottrina fingol4re,2« ne* cinque libri de' De- 

ere- 



Libro Primo. 6j 

frctalimoItiTuoiregiftri fi leggono ,* torto ch'egli aJfo- 
gifo di Pietro fi vide alzato , cominciò à promuouerei 
Prencipi Chriftiani al fbccorfo di Terra Santa ^ ^ yiia-' 
/pinfe moJti , che di varij luoghi importanti s infignorì- 
rono . Fece in Laterano vn Concilio,il quale per ìì nume- 
ro grande de' Vefcoui , di Arciuefcoui j di Ambafciadori 
de' Prencipi , & di altri perlbnaggi, fu chiamato Concilio 
Grande. Edificò in Roma la fuperba Torre, che hoggi 
chiamafi de' Conti , & per feruigio de'poueri i\ bello , & 
magnifico Spedale di Òanto Spirito, al quale donò grofic 
intrate. Mentre quefto Pontefice s'incaminaua per met- 
tere pace , & accordo fra' Genouefi, & Pifani , & fi-a alcu- 
ni popoli della Lom bardia , s'inferma per camino i Peru- 
rugia, &ranno 12 \6, vi lalciala vita,hauendo dicidotto 
anni , fette mefi , & fedici giorni retto \\ Pontificato jhuo- 
mo, come dice ì\ Platina nella vita ài lui , in tutta la yix.% 
approbatifsimo, & degno di eflere tra' Santi Pontefici 
annouerato . Fu in S. Lorenzo Chiefa Catedrale ài Peru- 
gia ièpolto , come racconta i\ Ciacconio , & ì\ Ciccarclli 
nelle Vite , che fanno de' Pontefici . 

Vrbano Quarto, eletto Pontefice l'anno latfr. ancor- VRBAN. IV. 
che ài bafib lignaggio folTchebbe nondimeno alto inge- 
gno , & fapere \ fbftenne grani moleftie dall'armi ài Man- 
fredo Ré di Sicilia, il quale conduceua feco vn'eflercito 
formidabile di Saraceni, contrai quali il Papa fècetofto 
venire ài Francia molta gente, ch'era %ii in punto per 
paflare in Afia,& fi chiamauano SoldatideUa Crocia^a-., 
Queftij fecondo alcuni Hiftorici, furono tutti fatti venire 
dal Papa per la Benedittione a Perugia, dou'egli l'anno 
1 2 54.era venuto ; & riceuuta con molta riuerenza talBe- 
nedittione , {è ne paflbrono per Viterbo su lo flato ài Ta- 
gJiacozzo , ou'erano i Saraceni > con i quali facendo bat- 
taglia , 2^ìi vinfèro , & ^r\2L\ Garigliano gli vrtarono . Or- 
dinò detto Pontefice inOruieto la Solennità à^\ Corpus 
Domini , hauendonc San Tomafib d'Aquino compofto 
rOffitio ; Partitofi poi da Oruieto , (è ne venne verfo Pe- 
rugia , & per viaggio infermatofi , dimorò alcuni giorni 
in Diruta Caftcllo di Perugia , oue dicono alcuni , ch'egli 



6È Libro Primo. 

morire , Mail Ciacconio.& altri Hiftorici, vogliono, eh©- 
factofiportareperconfìglio de' Cardinaiijin lettiga à Pe- 
rugia, Ci fermafle nel Monaftero di S. Pietro , oue prefi di- 
notamente iSagramenti deJJ'Eucarercia, &: deJl'i^ilrema^ 
Vnrione , rendeiìe lo ipirito à Dio l'anno 1 264. dopò l'ef- 
fere liato Pontefice anni tre, meCc vno, & giorni quattro . 
Fu il Tuo corpo da' Perugini con rontuofifsima pompa», , 
fatta a fpefe loro,condotto alla Chiefa Catedrale,& quiui 
hoaoreuolmente ièpoJto. 

Sì^knMO Martino Quarto fu l'anno 1281. in Viterbo afllmto al 

IV, Pontificato jincoriè in grauifsime turbolenze di guerre, 

fofcitate tra Carlo Rè di Napoli,& Pietro R.è di Aragona^ 
il quale fu per quefta cagione dal detto Pontefice fcom- 
mu-nicato ; aflfalito poi da molte cure , fé ne venne a Pe- 
rugia , doue poco appreflb , di vna lenta febre morì , nel 
primo mefe del quinto anno del fao Pótificata,& fu nella. 
Ckefa Catedrale fepoltoìMenò egli fèmpre vita cosi fan- 

f ta 5 che meritò dopò morte di operare molti miracoli » 

fu anco dotato di gran dottrina, come fi raccogli a-»' 
dalle ftrauaganti communi , oue nel terzo libro kg-^ 
gonfi alcuni fu^oi Decreti de Regularibus , &tranfeun- 
tibus ad Religionem. Fabbricarono i Perugini a quefta 
Pontefice vna fèpoltura,arnata di finiisimi marmiy& col- 
locaronla nel Choro della Catedrale in Kiogo eminente* 
ma l'Abbate Mom maggiore fèccia disfare, defiderando 
di ornare di quei marmi il Palazzo y che fece edificare pec 
la refidenza del Papa, dentro la Fortezza del Monte di 
Porta Sole,il che non puote el&guirej mddi alcuni di quei 
marmi fijrono fatti due Pergami a/sai belli:, che boggi ve» 
donfi alla parte deftra , Se finiftra del Choro del Duomo , 
Etm chiara prona della fantità di quefto Pontefice, oltre 

:?"?!*^' la. teftimonianza del Platina, del Ciacconio, del Volater- 
rano, & di altri Scrrttori,trouafi nella Cancellaria de' Ca- 
nonici vna Bolla piombata di Bonifatio Ottauo, con laJ 
quale (ì ordina,che il corpo di Martino fia in vn'aJtro hio- 
go trasferito dal Vefcouo Carnuteniè,2<^ dafsi Indulgenza 
di due anni, & di due quarauteae à chiunque farai qu e-- 
£la traslatione prefente ^ 

Sua-. 



^A 



Libro Primo. 69 

Stanno bora i corpi dì quQCn tre Pontefìcf in vna cafia 
pofatafopra l'ornamento de gJi armari] dtJlafopradetta 
Sagreftia ; & efsendo con alcune occafioni fiata aperta.,, 
io viddi più vo.te dae corpi con le Aiitre , & con i'ianete 
alia maniera antica , & con altri habiti da xUeisa , con^ 
Anella nella dita, & detti corpi efsere afsai bene confer- 
uati.Viddi ancora molt'altre ofsafeparatein vn'inuoglio, 
& pernonefferui Tcnttura alcuna , andai coniettarando, 
che quelle ofsa fofsero d'Innocentio Terzo,come deipiù 
antico , che il corpo dell'altro Pontefice fofse di Vr Sa- 
no Quarto , & lì terzo, di Martino Quarto, iì quale, co- 
me dimoftratohabbiamo , deue tra' Beati nieritiìmente 
annouerarfi. 

Poiché iìamo fncorfi nel ragionamento de'corpì ^s' p . „ .. 
Beati, qui feguirò di notare altre fante Keliq'jie,che con- ^ altre ReK- 
fèruanlì tanto nella ChiefaCatedrale, quanto inquetta., quie nella-* 
fua Sagreftia. Dentro l'Altare maggiore delia fopradet- Chiefa Cate- 
ta Chiefa , ftaflì in vna cafsa , qual pretiofa gioia, in oro , ^^^^^ ' 
Se argento chiufa,il corpo d^ì fecondo S.Ercolano Vefco- 
uo di Perugia,& Martire, la cuivìtii martirio,&: miracoli 
fono lungamente deferirti ne' libri in carta pergamena , 
che conferuan fi nelle Sagreftie,& di queftaprefente Chie- 
fa,& di quella di S.Pietro de' Monaci neri ; fu iì corpo di 
quefto Gloriofo Martire l'anno 1487. il giorno decimo 
di Febraro trasferito dall'Altare vecchio di rim.petto al 
Pergamo , all'Altare, chehora è fotto la Tribuna , e fi 
vidde nella cafsa aperta , efsere quello intiero , & hauere 
alcune fb'lle di fangue nella barba » ipirando anco gran- 
de ,&fbaue odore. 

Sono ancora nell'iftefsa cafsa le Reiiouie del pri- 
mo Santo Ercolano , il quale medefimamente fuVefco- 
uo di Perugia, & riceuette la corona del martirio l'an- 
no della noftrafalute 504. nella perfècutione di Diocle- 
tiano Imperadore da Fabiano Prefetto in Perugia nel- 
r Anfiteatro, come pia difFufarrente fi racconta nelle-* 
Lettioni, che fi recitano nell'Cffitio il giorno della fua 
fcfta_. 

(^uef^e sàte B,eliquie,furono vedute nell'aprire di detta 

cafsa, 



70 ^ Libro Primo. 

cafsa, da tutti quelli, che ali'hora erano preiènti,& erano 
conferuate in vno inuoglio, & perauentura erano quelle 
Reliquie , ò parte dieiìè , che Tanno 157B. furono con fo- 
lenne pompa dal Cartello di Anrognolla trafportate ina 
Perugia>non potendoli in modo alcuno dire ,che foflTero, 
fé non del primo S.£rcolano , fé l'altro fu veduto eflerc^i 
intiero. 

Sopra la Cappella di S. Giofeppe , fta riporto , come di 
Hellquìa pre- fopra detto habbiamo,in vna gran cafla di ferro, ferrata 
tiofifsimadel- con dodeci chiane, qual Ricchiffimo Teforo , TAnellojCoa 
cui"fufpofata ^"' ^" ipofata la Gloriofa Vergine , del quale non fi con- 
ia GIoriofa_j ferua , nèfi mortraforlè in alcun'altro luogo. Reliquia-^ 
Vergine . con folennità maggiore ; concorrendoui genti da remo- 
tifsime parti per vederlo . Elfo è di gemma pretiofa Oni- 
china , altrimente Ametirto ; Se diluì fa. mentione Clean- 
dro Arnobio nel fuo teforo delle gemme. Conferuauaiì 
già nella Città di Chiugi, nella Chiefa di S.Francefco,fo- 
pra la Cappella di S. Antonio; donde fanno 1474. del 
Come fi ar- "^^^ ^^ Giugno , leuollo vn Frate Conuentuale Tedefco, 
ricchifse di chiamato Fra Vinterio,con animo di portarlo in Alema- 
quelb Gioia gna , & arricchirne la fua Città ; ma venuto à Perugia, & 
rnS"^ '^^ ^^ conferito il fatto con Luca di Nicolò fuo amico , fu de- 
dotto a notitia de Priori , de quah era ali hora Capo 
Matteo Francefco figliuolo già di Gio: Petruccio Montc- 
Ipere Ili famofirtìmo Dottore di Leggi . Querti , hauuta la 
Reliquia pregiata nelle mani ,& confermata ottimamen- 
te tal veritàjordinò, che (i faceflero publiche fefte , & eoa 
molti fuoni di trombe, & pifari , fu /biennemente portata 
la Santa Reliquia alla Chiefa Cathedrale , & moftrata al 
popolo ; fu poi al Palazzo riportata , per maggior ^curto- 
dia di elfa, fin tanto , che luogo proprio ordinauafi d^ 
conreriiarIa,come poi fu fatto nella guifa, che fino alpre- 
Prìncipij di fentefivede. Venne à Perugia il Vefcouo di Chiugi, & 
guerra tra Se- p^j ^.y vennero gli Ambalciadori di Siena à ridomandare 
ni , fbpiti dal detta Reliquia, ma non ottennero nulla ; Laonde occor- 
Sommo Pon. fero in quel tempo, per querta cagione, molti dirturbi,& 
tefice Siilo principi] di graue,& pericolofa guerra tra la Città noftra> 
Qiimo . ^ quella di Siena , fotto il cui dominio era Chiugi. Com- 

mandò 



1: 



Libro Primo. 



71 



mandò Si0io Quarto Sommo Pontefice , che taJe Anello 
foflTe reftituito 3 informato poi da gli Ambaf^iadori del 
noftro Commune,che furono BaglionediGolino \/ibij,ds. 
Gentile di Cetile Signorelli Dottori ambedue, che Peru- 
gini no haueano tale Reliquia tolta,nè operato,che altri 
Utoglieflfero , di che appari uà prò ceffo i ma che era fiata 
portataloro forfè per di aino volere, pereffere inChiugi 
mancata affai la primiera diuotione à tanta Reliquia ; Il 
Papa quietoffi , come anche fi accordorono finalmente_j 
fraloro i Perugini, &Senefij&à fra Vinterio, &aLuca-« 
furono dalla noflra Città dati per feruigio cosifègnala- 
to degni guiderdoni. 

Nella Cappella di S. Bernardino confèruafì , come fi è 
detto , vna parte della Veite fua.NelIa Sagrefiia fono in 
Vn Vafo l'infrafcritte Reliquie . Le offa de* Santi Mario , 
Marta, & Abacuc . Vn dito di S.Giacomo Apoflolo . Del 
capo de* Santi Felicilfimo,& Agabito. Del capo di S.An- 
timo . Sangue di S. Gio:Battifta . Dito di S. Gio:Grifo- 
ftomo . Offa di S.Nicolò . Reliquie de* Santi Barnaba-j > 
Vincenzo,& Anaf1;agio Martiri. Reliquie di S.Leone Pa- 
pa. Reliquie de* Santi Simone, Andrea , Biagio, Nicolò, 
& Martino . Reliquie delle Sante Agnefè , & Goftanza_* 
Martiri. Di S.Giacomo Apofì;olo,di S.Moftiola, de '.Santi 
Adriano, Benedetto, Saturnino , & di altri molti Martiri, 
& Confeffori . Vi fono ancora molte altre Reliquie incer- 
te , ritrouate in vari] tempi nelle Pietre fagrate , & nelli 
Altari, delle quali fbgliono i Vefcoui alla giornata lèruirfi 
per metterle nelle Pietre, che confagrano . 

Sono in quefta Chiefa fepolti varie perfbne illufori , Sc 
huomini chiari nelle Lettere, &neIl*Armi,de'quafiio an- 
drò notando fblamente quelli, che fé ne vedono memorie 
di fepolture,ò che io ne habbia altra cotezza.'Tra la por- 
ta grande, & la Cappella del Battelimo èvn Depofito di 
marmo fatto con molta diligenza,& adorno di alcune fi- 
gure dì tnezo,& tutto rilieuo , oue giace Andrea Giouan- 
nlBaglìone già Vefcouo di Perugia,il quale fu eletto l'an- 
Eo 14^. & morì fanno 1 449. 

AU'incoatro del fuo Depofito a lato della Cappella del- 
la 



Altre fasta-j 
Reliquie nel- 
la Sagreftia-j 
del Duomo. 



Huoininì ilki 
ttrijcheripo- 
fano in detta 
Chiefa . 



Andrea Gio^ 
uanni Baglio, 
ni Vefc. di Pe- 
rugia . 



72. 



Libro Primo- 



TroIIo Baglio 
»e Vefcouo 
ài Perugia . 



Giacomo , & 
Dionigi Var- 
nucci Vefcoui 
a Perugia . 



la Madonna del Verde , era già quello di Trailo Baglio* 
ne Vefcouo ancor'eflb di Perugia> eletto nel 1 5oi. & ven- 
ne à morte nel j $o6. Nella Cappella di S. Onofrio fono 
ifèpolti Giacomo , & Dionigi Vannucci da Cortona, am- 
bedue Vefcoui di Perugia , i quali haueuano cdiifìcata , ò 
più torto abbellita detta Cappella ; Giacomo mori l'an- 
no i487.c{rendo d'età decrepita, e fu il Tuo corpo dallaj 
tiene del Vefcouo , oue morì, trasferito alla Città nella». 
Chiefa di S.Bernardino,& quindi alli Jo. di Gennaro con 
iblenniflìma pompa portato alla Catedrale, & dopòreffe- 
quiefatteglijfu nella Cappella fopradettafepolto.Dionigi 
fuo nipote, & che à lui nella bó^à della vita fu fimiliflìmo, 
moriranno 149 1. alli io. d'Aprile, & hebbe l'ifteflafepol- 
tura. Quiui in vn a facciata delia detta Cappella vedefì 
vna fèpoltura di fìucco, la quale fece con belli ornamenti 
fare da Lodouico Scal2a,Fuiuio Cardinale dalla Corgna» 
ad Ippolito dell'iftcffa Famiglia, gvÀ Vefcouo di Perugia» 
& su ni l'infìrafcritta infcrittione , 

hippolyto corneo episcopo pervs. 
fvlvivs cornevs s. r. e. card. jb. m. f, 

V. A. LV. RESEDIT A. IX. 
VETERIS SANCTITATIS EXEMPLVM, ^ 

Nella Cappella dello Spirito Tanto , vedefì à man de/Ira 
la fèpoltura di Giulio Gradini Decano della Ruota Ro- 
mana, & Vefcouo defìgnato di Perugia, fatta di marmi 
rofsi macchiati , con difègno dello Scalza 9 e vi fileggCLj 
J'infrafcritto Epitaffio . 

IVLIO GRADINO IVR. CONS. PRyESTANTFSS. PERVSIiCi 
AC PATAVri INTEPvPRETl EXIMIO, MVLTIS AD SVM- 
MOS PRINCIPES LEGATIONIBVS FVNCTO, ROMANIE 
ROi^ DECANO INTEGERRIMO , PERVSliE EPISCOPO 
DESIGNATO, ROM^ MORTVO, ET IN P ATRIAM RELATO. 
POLIDORVS FRATRI OPT. POS. 
VIXIT ANN. LXX. OBIIT Vili. ID. AVGVSTI M.D.LXXIII. 

-j.^ . ^ Oltra li fopradetti,fbno fepolti nell'illeffa Chiefa alcuni 

hlìioM . alttijche con l'opere loro,cófegrate all'immortalità, fi re- 
fero ancor eglino immortali , tra'quali fono BicciardQ 

Bar- 



Kippolitodal 
la Corgna Ve 
fcouo di Perù 
già. 

Giulio Oradi 
ni Decano del 
la Sacra Ruo- 
ta Romana.e 
Vefcouo de— 
fegnato diPe 
nigia. 



Libro Primo, 73 

Bartolim Canonico , Autore de Jl'Auftifiade Poema heroi- 

co,& di -altre cofe latine in profa . ChriHofaro SafTojchia- Chriftofaro 

ro per la Grammatica, & Rettorica, che lafciò alle Stara- ^^^^^' 

pe; Et nelle cofe di guerra,due famofifsimi,i nomi de'qua- 

li erano LigiQvi di Nicoluccio Andreotti, Capo della fat- Ligierì An- 

tione popolare , & Raggiere Cane de' Ranieri ; di quelli "^^^"^ * 

già vedeuanlìle cafse Sepolcrali nel Choro in luQgo emi- Raggiere Ca- 

nente , con molte infegne , &^?fefei militari attorno . "^ sRamen. 

Per compimento di quefto dilcorfo della Chiefa Gate* 
drale , mi refta dire alcune co/e delle perfbne dedicate-j 
al fèruigio di quella . Ella era a' tempi antichi Chiefa de' Duonrodi Pe 
Canonici Regolari dell'Ordine di S.Agoftino, de' quali rugia diftato 
dodeci erano chiamati Canonici intrinfeci; perche in det- ^o^q ^K "^J 
ta Chiefa riledeuano , & in efla haueuano altretanti luo- lare da Giu-- 
ghi , & portioni j Gli altri dodeci chiamauanfi eftrinfeci, lio 1 1. Som- 
percioche haueuano fuor di detta Chiefa si nella Città , ""-^ ^óttfice- 
come nella D/ocefì, certe Parecchie, oùero benefìcij 
ecclefiaftici , dipendenti però dalla detta Chiefa, &iui 
faceuano refidenza: Quefto flato regolare fu Ibppreflb , 
& allo flato fecolare ridotto da Giulio Secondo,con vna 
fua Bolla l'anno 151 2. il dì primo di Maggio , & del Cao 
Pontificato l'anno nono , e fimile fbpprcflione fatta fu 
dal Papa ;ad iftanza del Vefcouo à quel tempo di Peru- 
gia, deirArciprete,& del Capito loji quali oltre all'altre-» 
cole , elpofèro, che gli huomini delle Nobili Famiglie.di 
Perugia , non volendo eflere affretti al Voto della J^li" 
gione, non cercauano detti Canonicati ; onde auueniua, 
ch'erano da perfbne ignobili pofledutì , il che era difHice- 
uole in vna Chiefa così principale . Riduffe dunque il Pa- 
pa le perfbne di detta Chiefa dallo lìiato regolare al feco- 
lare,nella infrafcritta maniera . Che per lo innanzi vi fof ^^^^,? ■J^^f'^^- 
fero vn'Arciprete,& fedici Canonici,i quali conitituilfero canonica !"* 
il Capitolo,& di più vi foflero otto Cappellani perpetui,& 
quattro Clerici parimente perpetui,& vnJ alla detta Chie- 
fa tutte le Parecchie , &■ Benefìci;, che poflèdeuano i Ca-» 
nonici eflrinfeci, fenza pregfnditio però de'viuenti. 

Euui ancora la dignità den'Arcidiaconato,c5 iafuppref 
fione di vn Canonicato, talmente, che detta Chiefa refta 

K con 



74 



Libro Primo. 



Priore Clait- 
ftralejCfua-» 
facoltà • 



Veftire dell'- 
Arciprete,Ar- 
chidiacono , 
Canonici , e 
Cappellani* 



con due dignìtày & co quindici Canonici . AIU otto Cap- 
pellani perpetui furono da Giulio Gradini Decano della.. 
Ruota Romana aggiunti quattro altri Cappellani perpe- 
tui > chiamati Gradini ;& vn'altro Cappellano perpetuo 
della Cappella Gradina fu illituito da Polidoro Gradini 
fratello di Giulio . In progreflb poi di tempo Saluuccio 
Salu ucci Canonico di detta Catedrale, indotto dafanto 
delìderio di accrefcereiifl^iJ culto diuino, ha aggiunto 
quattro altri Cappellani perpetui , de' quali tiue feruono 
hoggi attualmente la detta Chiefa , riièruandofì à nomi- 
nare gli altri due àfuo beneplacito . Alli quattro Clerici 
poi perpetui , fono flati aggiunti due altri fimiii » con fan- 
to , & ottimo confìglio da Tiberio Taliani Canonico an- 
cor'eflo di detta Catedrale . Gltre i fbpradetti , fono in-» 
quefta Chiefa otto Cappellani,chiamati Amouibili,& mol 
ti Clerici parimente Amouibili.Et ne' giorni feftiui v'in- 
teruengono cinque Clerici del Collegio Oradino,& quel- 
li del Seminario , de' quali poco di fbtto ragionaremo, 
onde la detta Catedrale ne' giorni fèftiui è fèruita da ot- 
tanta in circa tra Sacerdoti, & altri Clerici . II Priore de* 
Canonici ritiene il nome antico di Priore Clauftralej Si 
ha infieme con i ConfoJi del Nobile Collegio della Mer- 
cantia giurilHittione foprala Sapienza Nuoua . Vi fono 
due alcri Canonici,i'vno de' quali è Penitentiero maggio- 
re , l'altro ha la prebenda teologale , conforme a quanto 
dzfpone il Sacro Concilio di Trento. 

Vertono l'Arciprete , & Arcidiacono per Indulto Apo- 
ftolico di Rocchetto , & di Mantelletta da Prelati . I Ca- 
nonici tutti , come anche i Cappellani , & Clerici perpe- 
tui tutti vfano Cappe , & Rocchetti, fecondo i tempi, per 
conceflìone Apoftolica , a guifa de' Canonici,& Beneficia- 
ti di S. Pietro di Roma. Ha quefta Catedrale vnite mol- 
te Chiefe Parochiali , & /empiici , & molte cenfiiarie ; Ha 
ampij, &fauoritipriuilegfjdi varijPontefici,come di Cle- 
mente Settimo,di AlelTandro Serto , di Celeftino Quinto, 
di Giulio Secondo , di Federigo Imperadore , & d'altri, 
come fi può vedere nel JSoHario 9 che lì conferua nella 
fua CancelUrÌ4« 

II 



Libro Primo. 7^ 

li corpo Capitolare è flato quafì femprc , come è an- 
co al prefente , formato ài membri honoratiffimi , & di 
foggetti non Colo ornati di fcienze , & per lo più Dottori 
di Teologia , & di Leggi Canoniche , & Ciuili j ma etian- 
dio Profeflbri di dette Scienze nel pubiico Studio. Et la- 
fciando di ragionare de* viuenti , noterò in quefto luogo i 
nomi di moiti,che eflendo di detto corpo, afcefero in va- 
ti\ tempi ad alti gradi di dignità , & con i parti dell'inge- 
gno loro dati alla Juce del mondo , il refero fempre chia- 
ri, & iiluftri . Eugubino , come leggelì nelle memorie ìil» Soggetti di 
penna di Perugia, fu fanno 1048. di Arciprete creato Ve- àttta. Canoni 
fcouo di quefta Città . Francefco di Gratia Gratiani era "' a^g^di^J] 
ancor elfo Arciprete, quando l'anno 1537. ^^ affunto al Dignità, 
Vefcouato di Perugia.Andrea di Martino de'Buontempi, 
di Canonico fu l'anno 1352. creato Vefcouo di Perugia, 
poi fanno i^SS.fu da Vrbano Sefto annouerato tra Car- 
dinali, & indi fatto Legato della Marca con fomma au- 
torità . Troilo di Ridolfo Baglione , mentre era Arcipre- 
te, fu fanno 1 501. aifunto al Vefcouato di Perugia. Ip- 
polito dalla Corgna dalla dignità dell'Arcidiaconato alce 
fé à quella di Ve^ouo della Patria fua , e fu fanno 1555. 

A lato alla Chiefa Catedrale è il clauftro con log^i^ , & Comraodità 
con le ftanze de' Canonici,& di altrifèruenti ; ma le ftan- di ftanze per 
2 e dell'Arcipretato fono cosi commode , & magnifiche , l'Arciprete.^ 
che già vi dimorarono varij Cardinali Legati, & a' noftri cappEi . 
tempi fono ftate degno holpitio di Fuluio dalla Corgna_# 
Cardinale . Nel primo ingreflb dì effe è la fala,oue per an- 
tica confuetudine daffi il grado del Dottorato. Egli è co- 
fa memorabile , che de' cinque Gonclaui , che l'hìftorie-> Conclauìfat. 
narrano e/fere flati fatti in Perugia , alcuni furono in que- "eJ]" ^'Uef ] 
fìe iftefle ftanze , & nell'altre della Canonica fatti j %\i altri Duomo? ^ 
feronfi nel Conuento di S.Pietro , come à fuo luogo dimo- 
fìraremo . Quattro di detti Conclaui furono fatti per ca- 
gìone di quattro Pontefici , che morirono inPerugiaJ » 
cioèjInno'cStio Terzo, Vrbano Quarto, & Martino Quar- 
to ; i corpi de* quali gii dimoftrato habbiamo ritrouar/l 
nella S a greftf a di quefta Chiefa. Il quarto Pontefice fu 
Benedetto Vndecimo, il cui corpo ripofa nella Chiefa.* 

K a vec- 



76 



Libro Primo. 



cvbi periculii 
$. hoc facro 
Concilio, de 
eleft.inó.ci. 
deeJeól lib.r. 
delle Clemét. 
§. fanècum_j 
iuxta. 



Somm.Pontt, 
eletti in Perù 
già . 
HQNORIO 

iir. 

CLEMENTE 
IV. 



HONORIO 

IV. 



CELESTZ- 
MO V. 



vecchia ài S. Domenico \ & i facri Canoni vogliono, che 
in quella Città, oue il Pontefice muore , fi venga all'elet- 
tione del fucceflbre . Vn altro Conci aue fu fatto in Peru- 
gia,quantunque i\ Papa morirsein Homa, perche i Car^ 
dinali giudicorono, fecondo che riferifce il Piatina)di po- 
tere con più libertà venire in quefta Città all'eiettione del 
nuouo Pontefice,cIiein Homa . 

Nel primo Conclaue fatto l'anno ^^\6, perla mortej 
d'Innocenzo Terzo , fu eletto Honorio Terzo Homano ; 
nel fecondo , fatto per la morte di Vrbano Quanto l'an- 
no 1255. fu creato Clemente Quarto Narbone/è in ab- 
fenza , i\ quale fé ne venne, come vogliono ì\ Platina , & 
ì\ Biondo , fconofciuto à Per«gia,in habito ài mendican- 
te , & efìTendouiricono/ciuto , fu Sommo Pontefice falu- 
tato > nel terzo feguito per la morte ài Martino Quarto, 
l'anno 1 2 8 5.fu creato Honorio Quarto della NobiJifsima 
Famiglia de' Sauelli ; nel quarta, l'anno i2p^. dopò la^ 
morte di Nicolò Quarto , partironfi i Cardinali ài Koma, 
oue giudicorono , non poter venire con la libertà , che 5 
deue, all'eiettione del nuouo Pontefice , Selcifero Peru- 
gia,cQme Città à queflo effetto? attifliina ; Ma per le grani 
difcordie de' Cardinali , fu menato m lungo il Conclaue 
più d'vn'anno , ancorché Carlo Secondo Rè di NapohVi 
quale ì\ danno della Cliiefa per quefìo longo indugio ve- 
deua,{è ne venifse dì Prouenza à Pertugia , & ipefìè volte^ 
^mmonifse i Cardinali ,enbrtandogIi alla concordia , & 
alla prefta elettione àoX Papa;FinaImente fu creato Sóm- 
mo Pontefice vn certo Pietro Morone dalièrnia j Terra 
nelfAbruzzo: , Monaco,=& Eremita , huomo femplice , & 
àWìX2i efèmplare,che chiamoifi Celei^ino Quinto,i] quale 
pofcia inpublicoConciftororinuntiò il Papato, per ri- 
tornare àg|i amati fuoi.bofc hi, &alla cara hMtnàmc 
Et (è bene I)ante imputò àlui quell'atto à codardia,, & a 
yiltà d'animo , mentre difse . 

VofeÌA ehf n*hebbi alcun rieonofeinto > 
Viddi i e conobbi Inombra di colai , 
Che fece ^r viltà lo gran riluto * 

Tilt- 




Libro Primo. 77 

Tuttauiaeffendoftato porto prigione per ordine di Bo- 

nifa-tio Gaetano Tao fucceflfore , & ini venuto à morte.» , 

fa tra' Santi annouerato . II quinta Conciane , fatto iiL_. 

Perugia , fu per la morte di Benedetto Vndecimo ; & fa 

eletto quel Clemente Quiato Guafcone , che con gran- CLEMENTE 

difsimo danno del Chriftianefimo tutto,& principalmen- V. 

te d'Italia , trasferì la Sedia di Pietro in Francia, f J che fu 

l'anno 1305. & vi ftette anni 74. 

Del Seminario , e Collegio Gradino . 

cap. xir. 

VluioCard.daliaCorgnaVefcouo di Perugia/rà se MIN A- 
molte opere fante , 8c vtili, che come ottimo, & RIO eretto 
zelante Paftore , inftituì in quefta fua Patria , & ^FuUdo^d"t 
Diocefi , fabricò vn 1 jogo , oue fi doueflero alle- ]l corcrna_j 
uare, & ammaeftrare cploro,che vn giorno i Sacri Ordini Vefcouo di 
prendendo» al grado del Sacerdotio afcendeflero ; il che Perugia, 
eflègui l'anno i $6^. il dì primo di Ottobre , fbtto il Pon- 
tificato dì I^io Quarto, eleggendo il luogo di S.Eartolo- 
tneo,Parocchia dellaPortaBurnea,con hauerui compra- 
te à qiiefì:o effetto alcune cafe vicine ; & ciò fecefiper fin 
tanto , che luogo più opportuno fofTe edificato : Crebbe 
in breue il numero di quei Clerici, & cominciò in varie 
parti à diuolgarfì la fama de gli honorati CoggQtti , che_i 
iui à buona vita attendeuano ySzà gli ftudi; conuenienti a 
perfbne elette per la Chiefa , fotto la cura , &cu{l:odia di 
Mario Baldefchi, & di Bino Pantani Venerabili Religiofì, 
che con i loro calli, & fanti cofl;umi,furono guida, & nor- 
ma di bene , & fantamente inflituire opera cotanto vtile, 
&lodeuole : PafTati pochi anni,fu al fine ridotta h fabrica 
nel lito del Palazzo antico del Gouernatore . chiamato 
Palazzo abbruqj'ato, nella qual fabrica fpefè il Cardinale 
grofla Comma di denari , hauendoui fatte fare honorate, 
& magnifiche ftanze, oue l'anno 1 5(J8. cominciarono i 
giouani del Seminario ad habitare , 

E*po- 



L 



78 



Libro Primo. 



B chiamato 
Seminarium 
Miniilrorum 
Dei. 



S.BafiUo Pro- 
iettore di det 
to Seminario. 



COLLEGIO 
Gradino, e_-> 
fuo Inftituto- 

re. 



E' poflo quefto luogo à lato della Catedrale , come dal 
fagro Concilio Tridentino è ordinato nelcap.iS.fcflCij, 
oue fi comanda, che 'i Seminario Ha propè tpjas Ecc/efias 
CaUdraliSivdin alio loco conuententi ab Eptjeopo ehg^do, 
lì nome fuo è Seminarium Mintììrorum Oet ; e fu proue- 
duto di quattro Benefiti; {empiici il frutto de' quali afcen- 
de alla soma di circa (?5o.fcudil'anno,che fèruono per fuo 
matenimento : Vertono quefti Clerici di veftipauonazze ; 
alcuni di loro chiamonfi Contribuenti, alcuni no Contri- 
buentiii Contribuéti fono quelli, che pofsiedono qualche 
facoItà,&ricchez2a,& pagano due, & tre fcudiper ciafcu- 
no il mele ; i non Contribuenti,lbno ipoueri della Citti, 
& Diocefiji quali non pagano cofa alcuna; fono in tutti al 
prefente di numero trenta, & hanno per Protettore , 8c 
Auuocato loro S.Bafilio,lacui fefta èda'detti Clerici con 
molta folennità celebratarattendoncà gii ftudij d'Huma- 
nita, diFilofoiìa, & di Teologia; hanno Conftitutioni 
fatte dal Cardinale dalla Corgnalnftitutore loro; Circa., 
poi il feruitio della Chiefa Catedrale ne' giorni feftiui , & 
circa reducatìone,&gouernolòro,ofleruafi in tutto quaii 
to commanda il fagro Concilio di Trento . 

Si come poi detto Seminario,del quale ragionato hab- 
biamo, è alla Catedrale ne' giorni feftiui di ornamento, 
& feruigio non picciolo ; così anche d'vn'altro Collegio 
dir fi deue , che chiamafi Collegio Gradino ;ancorche_f 
cofti folo di cinque Clerici , & di vn Rettore loro, inftituf- 
ti da Polidoro Gradino : haueua quefti anni 60. ficelfen- 
do del lume de gli occhi priuo , miraua con racute;Ezà di 
quelli della mete, che per ritrouarfi fenza figlioli,» {ènza 
Speranza di potergli hauere , tofto farebbe il fuo lignag- 
gio mancato , & volendo conformar/? con la mente di 
Giulio Gradini , già Vefcouo eletto di Perugia , Se Deca- 
no della Ruota Roman a,& di Marc 'Antonio Gradini Ve- 
fcouo di Vtica,& Sufifraganeo di Mantoua,ambedue Cuoi 
frateHi, determinò di lafciare nella Patria fua vn'opera_, 
molto iègnalata in honore diDio,in feruigio della Chie- 
fa Catedrale, & in augumento delle fagre lettere ; laonde 
con vn fuo vltimo teftamento l'anno 1582. il giorno 27. 

di 



Libro Primo* 7P 

di Gennaro, ordinò, ereflTe, & deputò nella Tua propna^ 
caCa. , porta in Perugia nella Porta di S.AngeJo, & Parec- 
chia ài S.Donato, vn Collegio perpetuo di cinque poueri 
Clerici fecolari , Cittadini Perugini » dotandolo , & infti- 
tuendolo herede di tutte le facoltà Tue . Mori Polidoro il 
giorno 1 8.d' Aprile dell'anno ifteflfo 1582. nel quale fece_. 
teftamentojfopraiacuifepoltura in S. Agofìino k^^tO. 
quefta Infcritione . 

POLIDORVS ORADIN.E FAMlLIvE 

POSTREMVS HOC MONVMeNTVM CLAVSIT 

XIV. KAL. APRILIS M.D.LXXXII. 

VIXIT ANN. LX Vili. 

Pochi mefi dopò , fu detto Collegio aperto , & fecon- 
do la pia difpofitione del Teftatore , chiamofsi , Colle- 
gium Oradinum, nel quale fi erefle vn'Oratprio , fotto il oratorio fot- 
titolo, & nome di S. Nicolò Velcouo . Di quefti cinque toil titolo di 
Clerici, quattro almeno fono obligati di ftudiare in Teo- S.Nicolò Ve- 
logia, &advno è lecito l'attendere aTagri Canoni, & [nXto^CoI- 
per intelligenza di effi alle Leggi Ciuilij deuono ne'gior-. legio . 
ni iè/liui, & in alcuni altri tempi determinati, in teruenire 
con Cotte alli Veiperi , & alle Mefle cantate nella Cate- 
' drale : Il tempo, che in detto Collegio poffono dimora- 
re > è per fino al Sacerdotio , tra il qual tempo fono obli- 
gati à prendere il grado del Dottorato. Hanno Confti- Conftìtutionr 
tutioni,& leggi fatte dall'Inflitutore loro ; La cura lìipre- di detto Col- 
ma di quefto Collegio , & l'autorità di deputarui vn Ret- {fS'o Ordi- 
tore refidente , come anche di aggiungere , & fminuire le 
Conftitutioni già fatce , & fecondo l'occafioni di farne al- 
tre,falua però la foftanza, appartiene al Vefcouo, al Prio- 
re prò tempore della Catedrale, 6c ni Priore laico del Col 
kgio del Cambio . 



no. 



Di' 



8o 



Libro Primo. 



De* Santi E nolano 3 (^Cofianzp Protettori 

di Perugia y (^ delle Chiefe loro , 

Cap. XF, 



Corpo di S. 
Ercolano pri- 
mo trafporta 
to dal Caftel 
lo diAntignol 
la à Perugia. 



Tempio di S. 
Ercolano fé— 
e cado . 



Gli dfmoftfato habbiamo nel Capitolo DecimO"^ 
terzo , che S. ErcoJano Primo , & S. Ercolano 
Secondo furono ambedue Vefcoui , Auuoca- 
ti , & Protettori ^i Perugia , & che le Reliquie 
del primo , & i\ Corpo intiero òqì fecondo ritrouanfì (ot- 
to l'Altare maggiore della Chiefa Catedrale; Hora mi oc- 
core di dire , che al primo S. Ercolano non è memoria.* , 
che in Perugia fofle Chiefa alcuna particolare eretta ; ma 
sìbenevna fi vede nel Caftello diAntignoila fotto il ti- 
tolo àiìm, oue %ii cohferuauanfì le Reliquie ài detto 
Martire i le quali furono pofcia l'anno 1 378. trafportate 
con gran pompa à Perugia , & fbtto l'Altare Maggiore-» 
della Catedrale collocate. Al fecondo S.Ercolano mar- 
tirizzato per ordine dello fpietato Totfla , ved^d nel.'a^ 
Porta di S. Pietro vn nobile Tempio eretto , il quale per 
fìn'all'anno 1297. era in piedi , come fi prona dall'lnfcrit- 
tione di vn marmo , che vi fu trouato , & è tale . 

IN NOMINE DOMINI AMEN . M. C C. I XXXXVlI. 

TEMPORE DOMINI BONIFATII PAPi^ Vili. 

NARRAT. B. GREGORIVS IN DIALOGIIS LIB. TU- CAP.XIV. 

T)ECOLLATIONèM S. HERCVLANI CORPVS EIVS 

sepvltvm f visse in hoc loco gvm eo^ infantem* 

qvem d o m i n v s svscitavit a mqrtvis 

meritis s.hsrcvlani. 

LAVS CHRISTO. 

Fu queflo Tempio eretto a Iato alle mura vecchie di Pe- 
rugia , &à quel luogo appunto , oue fu ì\ Santo Vefcouo 
decollato ; H fì:ruttura fua erutta di pietre quadre, & con 
otto faccie , hauendone cosi fatto il difegno Buonamico 
Fiorentino, come narra il Vafari nelle vite de' Pittori; 
afcendefì alla fua porta principale per vna fcala di meza.* 

ton- 



Libro Primo. 8i 

tondezza con molti fcaglioni di pietra teuertina jhaueua 
anticamente incimavn'ordine di balaultri, chea forni- Oratorio ch;« 
gJianza dicorona cingeuano la fua tefta,oue vtdtuafi vn ™°ii^^er 
picciolo Oratorio , chiamato la Compagnia del Buon-, liuSaGiesù, 
Giesù, il quale per l'occafione della l'ortezza ini vicina^ deftmtco per 
fu diftriitto ; Se effendo il Tempio ilèelTo di S.Ercolano ri- ^^f^\°^^J;f 
mafto anco quafi defolato, Napolione Gomitoli Vefcouo 
ài Perugia l'anno ióo6. riftaurolio,& c5 molti ornamen- ^^^polion^ 
tiabbelhllo ,hauendoui aggiunto vna Sagreina,& vane ihuracoredel 
danze per Sacerdoti^che vi s'haueranno da deputare . Tempio di S. 
Circa poi il Santo Vefcouo Coftanzodell'antichiflìma Ercolano fe^ 
Famiglia de' Barzi, non dirò altro per hora > fé non che_» 
dopò il martirio j che egli coftantemente Ibifrì fotto Tempio di S. 
Marc 'Antonio Vero Imperadore, fu da'fedeli datagli in ^"^^* 
Perugia fua Patria honoreuole fèpoltura alle mura di efla 
fuori della Contrada,e Porta di S. Pietro, oue fu edifica- 
ta al no me di quello vna Chiefa aflai decentemente or- 
nata , detta L'Areola , la quale al prefente è Parecchia, & 
è vnita à S.Pietro Monaftero de' Monaci neri ; "euui ìtlj 
quefta Chiefa l'Altare maggiore incroftato di marmi fì- 
niffimi antichi , e da dottiflìma mano intagliati , i quali 
crede/?, che fbffero leuati da vn Maufoleo antico , che_» 
era quiui vicino , e vi fono intagliate, quefle lettere an- 
tiche-» . 

ANNO M.CC.V. INDICT. Vili. IN DIE S- IVC^ EVANG. 

Dedicata est ecclesia s. costantii 

ad honorem s- marl>e,et b. costantii, et evsebii, 

b. michaelis, et ioannis, et s. nicolai. 

PRESBYTER ALESSIVS FECIT FIERI, 

Sotto riftefifb Altare fìafsi racchiufo il glorio/o Corpo, 
il quale è con particolar pietà da' fedeli adorato , mailì- 
mamenteil giorno feftiuo di S.Coftanzo, che celabrafiin 
Perugia , & nella Diocefi fua il giorno ventèlimo nono di 
Genaio con l'Offirio doppio , & con Ottaua , oue nellej 
lettioni feconde del primo Notturno Icggefì. la di lui vi- 
ta , & martirio, riueduta dal Cardinale Baronio, appro- 
uata dalla Sacra Congregatìone de' Kiti,& ftampata per 

L ordì- 



8i Libro Primo- 

ordine di NapoJione Gomitoli Vefcoiio di Perugia. Nella 
ho^no?ÌTs^ Vigiliadi detta fefla è queftaChiefavifitata conlumina- 
Coftanzo da ^^ (oIenniftinio,neI quale no folo concorrono le Keifgioni 
chiinftituito. folite, ma etiandiol'Arti,ò Collegi;*, tutti con torchi ac- 
cefi nelle m ani:E fu q adìo in minare inftituito per fìn'd al- 
. Tanno i^io. del mefe di Settembre a perfuafione di Fra 
Giacomo di S.Chriftina Perugino dell'Ordine di S.Dome- 
nico , dottifsimo , & gratiofìllìmo Predicatore, & di raro 
elTempio di fantità . 



S 



Delle Parocchie . Cap, X FI. 



|Ono le Parocchie di Perugia tra la Città,& ifo bor- 
ghi in numero quaranta otto, delle quali alcune_« 
fono tenute da' ReligiofìySc altre da' Preti lècolari; 
di quelle trattarò, quando occorrere trattare di 
dette Religioni ; di quefte ragionare in quanto alcune di 
loro mi porgeranno materia di confiderare ò l'antichità , 
Parecchia S ò altra co fa notabile . S. Angelo alato alla Porta della^ 
pio già della Città , che da lui prende il nome , è Parecchia molto fe- 
bea Velia . gnalata , e fono alcuni di parere, ch'efTa foffe anticamen- 
te vn Tempio dedicato alla Dea Vefta , per eflère di forr 
marotonda,come per teftimonianzadi Celio Rodiginio, 
del Giraldi,di Aleflandro ab Aleflandro, & di altri Auto- 
ri , fi foleuano alla detta Dea fabricare , conciofiacofa , 
ch'ella fignifica^e la Terra, la quale è di forma orbico- 
lare • Era già nel Tempio di Vefla l'Ara nel mezo fituata» 
& iui il fuoco perpetuo , &ineftinguibile con diligenza», 
conferuauafi ; cosìpofcia i Perugini, che la vera Religio- 
ne abbracciorono , vollero , per torre à fatto quella va- 
na fupcrftitionejcheneH'ifletìfo luogo fi erigeffe l'Ara allo 
Dio vero , oue il lume inefbnguibile foffe > che le noltre_i 
fofche menti illumina ; Attorno alle mura , che fanno vn 
circolo perfetto di figura ottogena , fono molte pilaflre $ 
che '1 tetto più baffo fb flengono , in vece delle quali pi- 
Uilre, io fono d'opinione , che anticamente foffero altre- 

tante 



Libro Primo. 85 

tante colonne , delle quali alcune per fin'ad hora ini fi ve- Colonne di 
dono in varij luoghi mezo fepoJte ; La Tribuna , che è à marmi africa- 
guifa di padiglione, è foftenuu da fedici colonne di or- "ofcheKn 
dine corinthio, delle quali diece fono di marmi africani gono la iri- 
di gran pregioj& fei fono di granitojQo^efte coióne alcuni buna . 
hanno creduto , che foifero trasportate dal Tempio della 
Dea Flora, che già era a Ciuitella d'Arno Caftello dei no- 
ftro Contado; In cima della fudetta Tribuna è collocata 
la Statua di rilieuo rapprefèntante l'Arcangelo Michaele 
in atto di vccidere con vn'hafta il Drago infernale : Ha- 
ueua già quefta Tribuna molte feneftre d'intorno, giufta- 
mente tra loro ripartite , fòtto di efla , che viene à punto 
^ad eflère nel mezo della Chiefa, è vn Ciborio da quattro ^jj\^^^® ^"^J" 
colenne foftenuto; di fotto a quefto ftaffi l'Altare maggio- chic".° ^" 
re,có vna tauola di marmo mifchio, la quale è molto no- 
tabile, per hauere fei Sigilli , e per fuo pofamento vn pie- Tauola dì 
deftalle di marmo bianco, che dimoftra hauer foftenu- ^amCc^ai 
to anticamente qualche ftatua, & contiene quefta In- pfedeftallecó 
fcrittion€-jt. Infcrittione 

antichiflìma . 
C. VIBIO C.F.L.N.TRO. GALLO. PROCVLEIANO. PATRO- 
NO . PERVSINORVM PATRONO .ET. CVRATORI .. R. P. 
VETTONENSIVM . IVDICI . D. V. DECVRIONI. ^DIL. PA- 
TRONO . COLLEGI . CENTON. VIBIVS VELDVMNIANVS . - 
AVO RARISSIMO. OB . CVIVS DEDICATIONEM. DEDIT. 
DECVRIONIBVS Q IL PLEBI. I.L.D.D.D. 

Nel medefimo piedeftalle nella facciata i mano deftra l 

DEDI.IDIBVS.JVLII . IMP. M- AVRELIO ANTONINO i 
AVG. PIO; F. IL P. P. 

Si dice in quefta Infcrittione , che Vibio Veldunnianò 
dedicafle al fuo carifsimo Auo C.Vibio,fìgliuolo di Caio, Si dichiarici 
& nipote di Lucio Treboniano Gallo Proculeiano , prò- *?^"^ Infcric- 
tettore de' Perugini , protettore, & curatore della Repu- "^"^ ' 
blica di Bettona , Giudice de' Decemuiri ,Edil€ de' De- 
curioni , protettore de' Collegij della Lana ; per la quale 
dedicatione diede a' Decurioni due denari , & alla Plebe 
Ttio; & che quefta dedicatione fofle ftata fatta a* 1 5. di 

X( » Lu- 



Cappella del 
CrocefifTo in 
detta Qkkk, 



^olla dì Papa 
Bonifaao Or- 
tauo, dipinta 
indetta Cap- 
pella . 



s; I V e A 

Commenda 
antichiffima 
deila Reljgio 
ne di Malta - 



Libro Primo. 

tuglio , Cotto l'Imperio di M. Aurelio Antonino Impe^' 
ratore_j . 

Sono in quefta Chiefa varie Cappelle di molta deuotio- 
ne,come quella nuouamente fabricata di elemolìne dalla 
Cópagnia del Santifsimo Sagramento, e quella del Cro- 
cefilTojnel cui ingreflb fono due colonne di marmi africa- 
ni , con capitelli di marauigliofa bellezza, e d'intorno al- 
la Cappella, alcune hifto riette vaghilsime, dipinte a irefco 
da Pietro Perugino , & altre nella volta, di mano del Pit- 
"turicchio dilcepolo di Pietro . Concorre à queft a Chièfa 
in tutti I tempi gran popolo , per le grandi Indulgenze-j , 
delle quali vi iìfà acquifto , e particolarmente nelle Do- 
meniche del mele di Maggio,&di Settembre,ne' Venerdì 
di Marzo,& in tutta rOttauadeU'Epifaniajper vn ipecia^ 
le Indulto delSómo Pontefice Bonifatio OttauOjil quale- 
ritfouandofìin PerugiaTanno i2P7.poco prima, che egli 
ordinafTe quel gra Giubileoin Roma, che fa il primo nel- 
la Chiefa ordinato , e che in capo di ogni cento anni ri- 
nouellauafi, con occafione ( dico ) di visitare detta Ch/e- 
fa,volIe arricchirla di vna pienifsima Indulgenza , ordi- 
nando, che fopra il muro della fudetta Cappella del Cro- 
cefìflfb jlamedefima Bolla fi dipingesse, come ancora^ 
hoggi fi vede dipinta (&ècofa molto notabile) coru 
noue Sigilli a' piedi , con vna mano fopra, e con quefte 
lettere , che dicono , 

BONIFACIVS 

- CONCE SSIT PLENARIAM INDVLGENTIAM 

OMNIBVS VISITANTIBVS 

HANC ECCLESIAM CONFESSIS,ET CONTRlTIS. 

PAPA OGTAVVS. 

• la Parocchfadi S. Luca nella Porta S.Sufanna , Com-*' 
m^da al prelènte della Religione di Malta,è molto fegna- 
lata,e^nobile.Qnefta nelle ìcritture antiche,cheneiruo Ar 
chiuioconferna, è molte volte chiamata, CAPVT TO- 
TIVS OKDINIS, ET VNIVERSORVM LOCORVJVI 
SACROSANCTI SEPVLCRi DOMINICI HIERO- 
SOI^YMITANI, erano qucfli Caualieri dell'Ordine di 

S.Ago- 



• Libro Primo, 85* 

S.Agoftino , &per fin'ad hora qui vedoniì aicuni marmi 
conia Croce di quei Caualieri del Santifsìmo Sepolcro, 
che quello iuogo poirederono ; & euui fopra vna porta.» 
vna lafcrittione, nella quale fafsi métfone di vii Cataneo 
de' Trauerfagiii da Sauona Arcipriore, &gran Maellro di 
detta Religione 3 l'Infcrittione è tale . 

CATANE VS DE TRAVE RS AG NiS DE SAONA 

ARCHIPRlOR, ET GEN. MAGISTEK . 
ORD. S. SEPVRCHRI HlEROSOLYMITANI. 
M. C C C C. X X X X I V. 

Chefofse Arciprioratcnefannoancorafedele fcrit- . . 

ture in penna anticlie,che iui fi conferuono,oue fafsi men- che^yo" ero- 
tione di Giacomo Manfìieti Vefcouo di Narni, Arciprio- no 'cietta-» 
re dell'anno 1^36. per finall'anno 1450. Di Teo baldo Commenda. 
Manfueti Arcipriore dell'anno 1450. Di Andrea Gioiian- 
niBaglioni Arcipriore dell'anno 1427. il quale fu ancora 
"Vefcouo di Perugia , come fi è dimoftrato .DiFrancefco 
della Kouere Cardinale Prete del titolo di S. Pietro inJ 
Vincola? Arcipriore dell'anno 1460. per fino all'anno 
1471. nel qual'anno il giorno nono d'Agofto fu creato 
Papa , & chiamofsi Siilo Quarto , le cui Armi in marmo 
col nome vedonfi nella facciata delle cafedi quefto luo- 
go. Fafsi anco mentione di Fabritiode gli Oddi Arci- 
priore nelfanno 1486. per fino all'anno 1491. 

Fu già quella Chiefa Collegiata, & refidenza de* Cano- 
nici Profefsi circa gli anni 1541.il che prou ano le fcri^tu- EChiefaCoI 
re fue antiche, oue falsi fpelTo mentione del Capitolo, del legiata de'Ca 
Prepofto,& fono nominati vari] Canonici; Ma quello che JLoniciprofef- 
è più notabile, è l'elfere quejRo luogo per alcun tempo fla- 
to refidenza del GranMaftro, de' Caualieri delSantff- Refìdenzadel 
fimo Sepolcro , quando da gl'Infedeli furono difcacciati Gran Mallro, 
da Gierufalemme , & di ciò fa tefiimonianza Bart. nella ti Jids^miì' 
1. 1. flf.ad municip. & de incoi.fotto il numero 12. con l'in- lìmo Sepol- 
frafcritteparole. ero. 

Caphutum Hierojòlymitanum 'ventt ad CiultatenL^ 
iftam , ^ pofuft fi in Bscìejia S» Luca . 

Il 



US Libro Primo. ; 

II mede/imo conferma Gio: Paolo LanceJIotti nellaj 
fua Iftituta nel tit.de conftruft.conrecrat.§.rolemnitates, 
in ver. celebrando . ^od/eruatur in bac nofira Qimta- 
te Perufinay in qua. die quintadecima menjis luly celebra'- 
tur Dedicatio Ecchjìa Cathedralis Hterofolymitana, qua , 
eb* cuius Capitu/um, occupata tlierujalem ab Injiaeltbus , 
futt translatum in nqfiram Ctuttattm tn Eccleftam S, Lu- 
ca , vtextant pub/tea monumenta in dióia Bcclejìa . 
Furono da varij Pontefici vnite i quefta Ghiefa , come 
E C DO della ^ ^^P^ ^^ quella Religione,moIte Chie/è , non folo d'Ita- 
Religione, li a, ma etiandio della Francia , della Spagna, & di altre-» 
partigli che vedefi chiaro ne' libri cenfuari di detta Chie- 
fa àx S.Lucajalla quale ancora concefTe furono quelle iar- 
h" lom> iiill §^^>^ ampie Indulgenze,che godófìin vilìtare i\ :>antiffi- 
V! filare deua mo Sepolcro j Fu ella confegrata da tépo immemorabile; 
Chiefa . hora come fi è detto , è Parocchia > & è Commenda della». 
Religione ài Malta , & à tempi miei fa con grolla Ipefa ri- 
ftaurata,& i bella forma ridotta . 
La Chiefa,& Parocchia di S.Croce nella Porta di S.Pie- 
Chieia edifì- ^^^ ^ ancor eflfa antichiflìma, &fu da' medefimi Caualieri 
cata da' Ca- del Santifsimo Sepolcro edificata , l'infègna de' quali è la 
ualieri del Sa- Croce rofla , come vedefi nella volta ài detta Chiefa,& in 
tifsimoSepol molti altri luoghi ; E' non folo la Chiefa confegrata , ma 
etiadio l'Altare m aggio re diìefsa,& gode le medefime In- 
dulgéze,che l'altra fbpranominata ài S.Luca, poiché am- 
bedue erano delfiftcfla Religione ; Poi furono a quella ài 
S.Giouanni Giero fòli mirano vnite dalnnocentiolV.con 
i beni di quella Religione del Santi/simo Sepolcro , ^àì 
alcune altre , come vedefi in vna Rolla ài detto Sommo 
Pontefice . 
S. ANDREA La Parocchia di S. Andrea vicino alla Porta di S. Su- 
ChiefaParac- fanna j è notabile , perhauere in vna Cafsa racchiufb il 
chiale . Corpo àt\ Beato Errico figliuolo del Rè di Datiajil quale 

Corpo delB- fu dopò la morte àt\ padre coronato àt\ Regno \ ma la- 

f "^S^,^2liuo fciatolo,prefe l'habfto ài S. Francefco, & venuto in quefte 
lo del Re di • „ • -r -i^ j i^i • r r? 

Datiaindet- parti pellegrino , per vintare il Corpo del Glonolo fran- 
ta Chiefa . cefco in Afiì(ì, & quelli de* SS. Apoftoli Pietro , & Paolo in 
Roma , infermofsi i piedi del monte di Per ugia,cioè,non 

molto 



Libro Primo. 87 

molto lungi dalla Porta S.Sufanna > & conofcfuCofi vici- 
no alla morte , riaelò chi egli folfe : morì il giorno deci- 
inocerzo di Marzo l'anno 1414. operando molti miraco- 
Ii,& fugli dato fepoltura con folennifsima pompajeflfendo jvijracolo oc- 
accompagnato dal Vefcouo, &: da gran popolo nella Pa- corfo nel!a_. 
rocchia di S.Andrea vicino alla Porta detta, perhauere Tua morte. 
le campane di quella da loroftefle fonato miracolo fa- 
mente à morto • 

Fu quefto Gloriofo Corpo portato in Pro cefsion e nel- 
la moria de'Bianchi , & in vn'altro trauaglio della Città > 
come appare nelle memorie di Perugia ; ftafsi hora in- 
uolto in vn drappo roflfo entro vna gran calTa di legno , 
adorna di pitture , pofta à man dritta dell'Altare grande 
in vna facciata , oue detto Beato vedelì al naturale di- 
pinto, & in quella guifa, & co'fuoi propri; veftimenti , che 
haueuain doflb . Fa di lui mentione la terza parte deìlo^ 
Croniche di S.Francefco libro primo, alle quali io aggiun- 
gerò folo , che venendo rimperadore Sigifmondo l'anno j^'S/"\®"'f^ 
14^5. in Perugia , volle vifitarlo, & abbracciarlo comeo venuto à*Pe- 
fuo parente , & riuerente mente come Beato adorarlo ^ fugia,vuole_j 

De' Parocchiani non occorre altro dire , fé non che-» vederlo, 2<^ 
cfli formano vn Corpo,capo de'quali è il Priore,che creafì ^^^^^^^ : 
per vn'anno j radunanfi nelle occorrenze in vna lor Chie- 
fa,il cui Titolo è S. Lucia , pofta nella ftrada Riaria ; Van- 
no nelle Procefsioni,& a' morti fatto la Croce loro parti- 
colare,& portano l'Almutie fbpra le /palle hora pauonaz- 
re , & hora nere ; tengono luogo , quando vanno proceC- 
fionalmente , dopò la Croce del Duomo , 

Di S, Pietro , Monaflero de* Monaci Capinenji. 
Cap. XVII. 

Ouendo trattare delle Chiefe di Perugia tenu- Sof^ak 
te da' Religiofi , cominciato da quella , che a prime , che_j 
S. Pietro Prencipe de gli Apoftoli è dedicata , ^^ ^ff ^^f' 

&dallaqualetuttalacontrada,oueèpofta, Srca^em^^^^^^^ 
preadeilaome: fu queflaChie^ delle prime, che già al z^^, 

culto 






88 



Libro Primo. 



Refidéza de* 
Vefcoui j e_j 
Chie/a Cate- 
drale . 



culto Diuino dedicate fonfero in Perugia , & vn tempo fu 
anco refidenza de' Vefcoui , & Chiefa CatedraJe ; Viene_j 
horapoflèduta da' Monaci neri di S.Benedetto detti Ca,C- 
fìnenfi, i quali antichifsimi fono , & nobilifsimi ; e ieggefì 
nella vita di S.Pietro Abbate, che '1 luogo, oue ella vede/ì 
eretta con il fuo Monastero, chiamaualì per prima Mon- 
te Caluario , &in altre memorie in penna trouafi, che fi 
chiamaua Caprario , & con altri nomi : Quiui era vna_. 
Chiefa antichifsima , la quale era ftata da' Pagani diftrut- 
ta ; Hora al tempo di Ottone fecondo Imperadore , viij 
Sacerdote Perugino, chiaro per fantità, & miracoli,chia- 
mato Pietro de'NobiJi di Agello, Caftello di Perugia,fat- 
tofi per "diuino volere Monaco, trattò ftrettamente con 
Honefto, Velcouo all'hora di Perugia, di volere la detta_,' 
Chiefa riftaurare, iHhe dal Vefcouo gli fa conceffo>& con 
l'agiuto di lai, & di molte altre perfori e pie,& elemofinie- 
re , diede Pietro non folo principio , ma compimento iiLa 
breue à Chiefa cosi fegftalataj la quale Honefto Vefcouo 
dedicò a'Gloriofi Apoftoli Pietro, & Paolo, & concefifela-* 
con le cafe contigue a' Monaci dell'Ordine di S.Benedet- 
to . Indi à non molto tempo , andoffene Pietro con Hone- 
iìo Vefcouo in Roma, & ottenne dal Sommo Pontefice 
Giouanni XII. la confermatione di detta Chiefa , con_. 
tutte le calè, & terreni , che all'hora haueua, ò che foflfe-» 
per h auere,& egli fa creato dal Pontefice, A b bate di que- 
fio Monaftero , il quale da quel tempo fu fatto foggetto 
per fempre alla Sede Apofìolica . Sufcitoffi poi grane lite 
tra Conone,che pure £ù Vefcouo di Perugia,& Pietro Ab- 
Princìpìi di li- bate,{bpra la giuri/dittione , e dominio di quefto Mona- 
te fra il Vefco ftero ; onde auuenne,che nell'anno quarto del Pontificato 
uo di Perugia, ^j silueftro Secondo , foflc Pietro Abbate violentemente 
eftratto da' Soldati armati dalle porte della fua Chiefa, 
e da ' Clanftri del Mon aftero , & che le robbe de' Monaci 
foffero mi/èramente faccheggiate :Trs sferifsi per quefta 
cagione Pietro àRoma, oue in publico Sinodo narrò il 
fatto ; ma fcufoffi Conone,dicendo, che non era per colpa 
fua fucccfso, & sforzofsi di moftrare, che la Sede Apofto- 
if ca non haueua ipecialità alcuna in quel Monaftero, per- 
che 



Pietro Perugi 
no Monaco 
Cafsinenfe re- 
ftauracore di 

detta Chiefa . 



& Abbate Tie 
tro, percaufa 
di Giurifdit— 
tione . 



Libro Primo. Bp 

^l^gquelpriui'Iegio, còl quale era flato prefo Cotto la. prò- 
tettionc della Chiefa Romana , fu ottenuto fenza il con- 
fcnfo del Tuo AntecelTore 5 n^àprouato , che tal confenfb 
vi era, Conone Vefcouo rinuntiò alla lite, epacificofsiin 
public© con Pietro Abbate ; Indi Silueftro Secondo Pon-^ 
tefìce determinò,che qualunque Vefcouo Perugino per Io 
innanzi, mouefìfe dinuouo lite fopra quel fatto al detto 
Monaftero, pagafle diece libre di |«ro oro al Palazzo La- • 

teranenfe . ;' 

Era Pietro Abbate per la Tua fanta vita in fomiti a ve»- Pietro Abba? 
neratione appreflfo i Perugini tutti,& varie perfo ne tiobi- te,faa fantitàs 
li, & ricchi gii donauano beni ftabili perii fuo Monaftero^ ^ nàracoli, 
Gride venuto à mofte, fu con vere lacrime pianto, &il fuo 
corpOjinfieme con quello del Beato Stefano Monaco pu- 
re di quefto luogo,fu decentemente riporto in vnacaffa«j , 
la quale bora vedelì , per modo di prouifione, locata nel- 
la i> acreftia di quefta Chiefa in luogo emine nte , e vi pen- 
dono lampade acceie . Operò Pietro in vita,& in morte-ji 
molti miracoli, peri quali fu poi annouerato tra' Santi, e 
fotto rimmagine fua dipinta in vna colonna di detta»» 
Chieia,in memoria di vn miracolo da lui fatto , leggonfì 
gi'infrafcritti verfì . 
*^^' EscprimiìurTetnpliq.hmus Pahricatonò' Abbat 

InelyiuSiVrbs genuitquemP^eruJinaPetrui 
Funibus hic ruptis peregrini pondera fa^$ 

Ere xit Jlgrtomox peritura Crucis 
HaSienus iffigies ionga cario/a feneBa 

Qernitur Artificis nunc reparata manu J 
Gregorio Quinto , prefè anch^eflb {òtto la protetti^ne^ 
8fi àiC^Cz della Sede Apoftolica quefto MonaAero , & vni- 
gli molte Chiefe curate,& non curate,che in vna fua Eolia Pnuìlegì/ di 
fi nominano,& conceiTegJi molte gratie, &priui1egi;, che ^' ^^"f/^f" 
iui fi vedono . L'anno 1207. Corrado Imperatore, riceuè d^*sóm^Pon 
rifteflb Monaftero di S.Pietro fotto la fua protettione,co^ tefici, àlm- 
meperprima fatto haueuano Ottone Secondo,& Terzo, Paratori. 
& Errico Primo fuoi predecefiTori , & ad imitatione ài 
Giouanni, di Gregorio, & ài Silueftro Sommi Pontefici ; 
ài quefto medefimo tenore vedefi vna.Bolla delflmpera- 

,, M tore 



T 

pQ ^ Libro Primo. 

t.ore Federigo l'anno II <J^. & altre Bolle conferuanfiiii^ 

gran numero di vari) Pontefici , & Imperatori, che gar- 

.^ * - reggiarono in nobilitare, &illuftr are quello luogo con 

[If gratie,&priuilegij. TrouafijchequeftpMonafteroèftato 

in Commenda di Abbati lècolarilo Ipatio di fettant'an- 

ni in circa. Eugenio Quarto l'anno 143^. vnillo allaJ 

; l ' Congregatione de' Monaci di S.Benedetto deirOileman-. 

il , za > altrimente di S. Giuftina , togliendolo per lo ca|ti^p 

i . reggimento ad vn certo Oddone Abbate perpetuo r con 

quefta conditione però , che egli mentre' viuefe , dell'en- 
trate di elfo , che à quel tempo alcendeuano à mille cin- 
quecento fiorini d'oro , godefle trecento fiorini fimili an- 
nui,& dopò la morte di quello > rltornafle il detto *Mona- 
ftero con tutte le fue entrate al fopr adetto Monaftero di 
S. Giuftina. . , 

Si defcriuela I^afcio di narrare molte memorie » Sciatti occorfi ne' 
Chiefa didet tempi antichi di queflo luogo', ppfciache ò nulla , ò por- 
to Maiuftero co importa, ilfaperli, & vengo alla fua defcrittione»/. 
S'apprefentano al primo ingreflb tre magnifiche porte^ 
-.di pie tra teuertina^, ornate con pilaftre , d'ordine dori- 
co nella facciata . Per quelle porte entrali in vn'ampio 
Clauftro , oue (opra alcuni gradini vedefi vn portico, da 
otto colonnefbftfnuto Viotto di elfo è collocata la por- 
ta principale delia Chiefa.y pmA^a.; di alcuni marmi aliai 
diligentementèintagliativ*v • N V V "• " 

La Chiefa è di conueneuole grandezza , nella cui 
parte interiore , dfcidotto colonne antiche di finilsimi 
marmi africani, &digranito di ordine ionico, con belli 
capx celli parimente antichijfoftengono le fa.eciate della»» 
nauata di n^zo:; Vogliono alcuni y the quefte coIonne_j 
già fac-elìèro ornamento ad vn Maulòleo qumi vicino , 
del quale per lino ad bora refta qualche veftigio . Nelle.» 
facciate di quefta prima nauata in alcuni quadri vedefi di- 
pinta in tela ad olio, la vita co' miracoli di Chrifto; di 
fopra nel fregio Ibno ritratti à frelco nel muro i Papi del- 
l'Ordine nero cii S. Benedetto , che per lo fpatio di più di 
cento anhi,come dico il Tritemio de Vins IJluilrib.lède- 
rono nejfolio di Pietro: A piedi della Chiefanella faccia- 

_ ta 



/ 



Libro Primo. pi 



ta. Copra, la, porta,fi fcorge m vn grandifsimo quadro l'Ar- 
bore della Religione di 5. Benedetto , oue fono molte te- 
fìe al naturale ; nelle due bande della porta , in quat- 
tro quadri nel muro , Orario Perugino dipinfe con mol- 
t*arte , & con vaghezza di colorito l'hiftorie de gli Apo- 
fìoli Pietro, e Paolo . A quefta prima nauata della Chie- 
fa fa cielo vn ricco , & nobile foffitto tutto polio à oro ; il 
pauimento è fatto in parte di marmi bianchi, èroflié 
fcacchi : foto la Tribuna , la quale è tutta dipinta à fre- 
fco , è collocato l'Altare maggiore, che foftienevn ricco, 
e vago Tabernacolo, &per maggior fua magnificenza ha 
d'auanti vn ordine di balauftri di marmo roflb macchia- 
to : alla mano deftra, &finiftrafono due Organi, co belli 
ornamenti meifi à oro:dietro l'Altare maggiore è il Cho- 
ro,icuifeggi,&legìo fono con marauiglioìo artifitio in- 
tagliati ; & oltre due belli quadri , dipinti à frefco nelle^ 
facciate di detto Choro da GiorBattifìa dalla Marca , è 
■molto celebrata dal Vafari, la tauola ad olio dell'Alcen- 
iìone,fatta da Pietro Perugino,la quale è hoggi colloca- 
ta nella facciata di mezo in luogo eleuato . 

Sono nell'altre due nauatediuerfe Cappelle bendiipo- 
{ì:e,& ornate,delle quali l'in frafcritte fono le più celebri,& Cappelle più 
principali. La Cappella' dell'Annuntiata gode il Priuiler ^fch^\^^^^ 
gio per i Defonti , conceflble da Gregorio Decimoterzo . 
Quella della Famiglia Vibia è ornata nell'Altare di vna.. 
bella tauola di marmo bianco, intagliata da Minio Fie- 
folano Scultore celebre,' ddla quale fa mentione il Vafari 
nella vita di detto Minio ,' & bora euui ftato collocato vn 
Chrifto in Croce , maggiore del naturale , che fi crede ef^ 
ferediEufebio Baftone Perugino, opera in vero belliflì- . 
ma,&deuotifsima;Ma per ornamenti di pitture,&per va- 
rietà di marmi diligentemente lauorati, è molto notabile 
la Cappella de gli Angeli, nuouamente edificata . 

La Sacréftia , la quale è tutta di pitture ornata, farre a sacreftia,&o 
frefco da Girolamo Danti , contiene ne'fuoi armari; rie- sàre Reliquie 
chifilmi paramenti, & nobile argentaria; come ancora le ^he li afieruo 
infrafcritte fante Reliquie .11 Corpo di S.Pietro A bbate,& "^ '"-^"^ * 
il Corpo d^l Beato Stefano Monaco , collocati come fi è 

H 2 detto 



. ; t 



w 



^1, Libro Primo. 

detto di foprain vna Cafra,in luogo rileuato, auantiàllJC 
quale vedefi vn quadro ad olio , oue iì Baflano Pittore iJ- 
luftre dipinfè , rapprefentando vna Notte, Chrifto coro- 
nato di /pine i del capo di S.Pietro Abbate, chiufo in vna 
gran tefta d'argento \ del capo éi S.Cloridonia in vna te- 
ila d 'argento; le braccia diS. Stefano Monaco in due_j 
braccia d'argento ; vn pezzo d'ofso di S. Biagio Vefcouo, 
& Martire -, & vna Reliquia di S.Lorenzo in altri belli or- 
iianienti d'argento. Già flette in queftaChiefa per alcun 
tgpo i\ Corpo ài S.£rcolano fecondo ài quello nome, Ve- 
fcouo di Perugia , & Martire,poi quindi fu trasferito nel- 
la Catedrale. La Dedicatione di quella Chiefa cele brafii 
alli2p. di Nouembre, & la fua fella principale è il gior- 
no delli Gloriofi Apolloli Pietro , e Paolo , nel "qua! gior- 
no è con fblenne Procefsionc vietata » 

AlatoallaChiefa,&alMonaflero,dirfmpettoaIlabeI* 
dìTtS^'Mof . Ja,& magnifica {lrada,che al detto Monaftero conduce-»» 
naftero... ' forge l'altera Mole del Campanile, la cui pianta ha di dia- 
metro piedi ventiquattro in forma dodogena i fono le_j» 
dodice ^2i.QZÌQ. in altezza, di piedi venticinqu-e ; gira nella^ 
cima vn cordone con il fuo liflello,fopra ilquale fi pò fa la 
ghfrlanda*,che fa corridore intorno all'efagono del fecon- 
do ordine : Quell'ordine di quarantotto archetti ha fei 
feneftronijin mezo de' quali ciafcuno ha vna colonna per 
ornamentOjche comparte detti feneflroni con due archi; 
dentro alli detti fèneflroni flanno le Campane ; nel fine di 
quello fecondo ordine , che è di piedi trent'otto, Ila far- 
■chitraue,il lregio,8c]a cornice di ordine corintio; fopra fi 
pò fa la Piramide, pur di forma efagona, ornata ne gli an- 
. goli di cordoni ; in cima della Piramide * la quale è di al- 
tezza piedi quaranta, è vna gran palla di rame, &;fbpraj 
Vna Croce di ferro , 

Può queflo Monàllero meritamente annouerarfì tra 
Si defcriue il pi^ belli,che habbiano Monaci neri, & è così abbondan- 

ró°q"udlo^che ^^ ^' ^^"^^ * ^ ^^ ^S"^ ^^^^^ commodità , che fpeffo è de- 
vi é di nowbi- gno hofpitiod.' Prelati, & Cardinali; anzi trouafinelle-j 
k^ memorie antiche , che già viflettero varij Kegi , Impera- 

to ri,Sc Sommi Pontefici , uà quali vi nìorl nell'anno i2<?4* 

aUi 



Libro Primo. p^ 

aUi 12» di Ottobre Vrbano Quarto Francefe della Città 
diTreca, e per la fua morte , fu da' Cardinali in quello 
JVIonaftero fatto il Conclaue > & eletto Sommo Pontefice 
, Clemente Qaarto di fantifsima vi^a , e come dice il Futi- 
na j il primo Giurifta della Francia», . 

Esporto in aere falutare, riguarda l'amene campagne 
irrigate dal Fiume Teuere, ha due giardini, & vna Libra- 
ria aflai copiofa di libri ; nel Refettorio ha tre grandi , Se 
belle tauole > dipinte dal Vafari, in vna , cioè , in quella df 
mezo , fono le nozze di Cana Galilea, nelle quaJi Chrillo 
fece il miracolo di conuertire l'acqua in vinojnelfa fecon- 
da a man deftra, è Elilèo profeta, che fa diuentar dolce-j 
con la farina, Tamari/sima olla , icibi della quale guafti 
dalla colloquintida, i fuoi Profeti non poteano mangia- 
re ; & in quefta tauola il Vafari ritralTe fé ftelfo; nella tei:- 
za à mano finiftra è S.Benedetto,à cui annuntia vn Con- 
uerfo in tem^o di grandifsima careftia, & quando à pun- 
to mancaua da viuere a' fuoi Monaci, ch'erano arriuati 
alcuni Cameli carichi di farina alla porta; i quali erano da 
gli Angeli condotti; a' piedi di vno di quelli quadri lì Va- 
fari pole il nome fuo , & il tempo , nel quale egli dipinf^-» 
queft'opera,che in vero è beiiiisima. 
GIOKGIVS VASARIVS ARETINVS FACIEBAT. 
M. D. LXVI. ^ 

Dimorano in quefto Monaftero per l'ordinario feffan- 
ta Monaci , i quali oflèruano con molto buon'effe mpio di 
tutta la Città , la Regola delloro Iflitutore S. Benedetto , 
& attendono anco molti di loro à gli ftudij di Filofof5a,& ^onne^tto 
di Teologia . Stanno fbtto la cura del medefìmo , quat- jg ^ura de'Mo 
trohonorati Monaflerij di Donne dell'ifleffo Ordine di naci diS. Bc- 
S.Benedetto , cioè, S.JVIaria Maddalena, S. Catarina, lo nedetto. 
Speràndio , & S. Margherita . Huomini il- 

So no da quefto 'Mona fiero in vari) tempi vCciti vari) luiln Perugi- 
liaomini chiari , & iJluftri per fantità,e dottrina, tra Perù- ^(jèttaReligio 
gini meritamente ponno annouerarfì il S.A bbate Pie- ne. 
trode' Nobili d'Agellojdi cui fopra ragionato habbiamo; J. Pietro de 
IlBeato Stefano Monaco, lecuioffa^fì con fc mano nel- Sió. 
nfteffacafsa , ouq ftanno quelle del detto Santo Abbate ; h.b, Stefano . 

Vgo-: 



94 



Libro Primo. 



Vgolino Vi- 
bjj Veicouo 
di Perugia. 

D- Girolamo 
Rolcelli . 



Quanto ope- 
rafi'e inferui- 
gio del Mona 
ìleroj e di al- 
tri luoghi del- 
ia Religione. 



Ingegno eìe- 
UKO di D Gi- 
rolamo Ro-- 
fcdli. 



Vgolino Vi bij, che fu aflunto al Vefcouato di Perugia Caa 
Patria) D. Gii olamo Rofcelli finalmente, il quale fu di 
grandiflima integrità di vita, di Angolare prudenza , & di 
tanta autorità , che meritò di effere creato' tre volte Pre- 
fidente; fu quefti peritifsimo nelle Mattematiche; tro- 
uò vn modo di fare vn Cimbalo , il quale con ventVna»» 
corda folo , fuonafì perfettamente , comeio ho veduto 9 
& fentito , per tutta la taftatura diuifa , così nel fuono > 
come nelfemifuono , & refultano in tutto in numero ot- 
tantVno tafti '» quefta fatiga,non credo,che per altro il d. 
Padre prendeflè,fè non per dare occafione a'Muficije ftu- 
diofi , di potere fonare per tutti i generijcioèjcromatico, 
enarmonjcOj& diatonico, il che ne gli altri cimbali è im- 
pofsibile di potere perfettamente operare: Fece vnmodo 
r^uouo da fegare m,armi fopra il fiume di S. Germano 
Città di Monte Caffino, il qual modo lènza aiuto de' ma- 
nuali fa l'effetto : Feccia ftrada > che va da S. Germano à 
Monte Gallino ; Mife in Claufura Monte Cafllno, con vn 
recinto di muraglia, che gira circa vn miglio, & in modo, 
che no fì. può fcalare ne di fuori,nè di détro: Fece in detto 
luogo vn Clauftro tutto di marmi bianchi, con fuoi pila- 
fìri d'ordine dorico intagliato, & diede principio advna 
nobiliffima aggiunta vicino al detto Clauftro : Trono, &: 
pofeinefTecutionein detto Monte , vnmodo di fonar e-j 
vna grandifsfma Campana , quafi che bafti di toccarla», 
da ogni picciolo fanciullo. In quello Monaftero di Pe- 
rugia fece edificare vn Nouitiato con molte ftanze;& con 
groffa fpefa; Si polè ad abbellire la Chiefa,facendo netta- 
re,& lufcrare tutte le colonne di efla ', Diede priticipio , & 
fine alla Cappella de gli Angioli,la quale riufcì alTai bella^ 
& poco dopò principiò di pietre roffe, & bianche a Icacchi 
vn pauimento , che hoggi fi vede difteCo dalla porta per 
mezo di tutta la naue della Chiefa; Fu intendenti0ìmo. 
d'Algebra; hebbegran cognitione delle coCc celefti, e'fa-^ 
bricò orologgi d'ogni forte in vari; luoghi, e fu raro cof- 
mografo; Fu (ingoiare nell'intenderfi delia materia delle 
AIluuioni,e del modo di diuiderle ; Fece gittàre Campa- 
ne di molti: confonanza^nel che fu intendentifsimo» cioè, 

in 



Libro Primo. ' pf^ 

in d3,re ad intendere il niodo,Ia mifura,& la qualità della 
grade22a,& principalmente nell'aliegare i metalliifu anco 
molto perito ne gli Itadij di f iJofofia,& appJicàdo l'animo 
'zìk facre lettere,& a Canoni>vi riufcì mirabile , & di tale 
confìderatione , che lo fpatio di quattro anni , che ftette_j 
Abbate in Fiorenza , non fi fece mai in quella Città Con- 
gregatione , oue fi trattaflero cofe graui, ^importanti , 
che daH'Arciueicouo j che fu poi Papa Leone Vndecimo, 
non foffè egli chiamato à dare il Tuo voto . Fec e benefìtij 
rileuanti alla Congregatione tutta Caflànenle, riordinan- 
do alcuni iuoghijfedando varie difcordie> & turbulenze , 
& riunendo alcune grofle Abbadiejquafi alienate ; Heb- 
be maniera, & deprezza fingolare in trattare con Pren- 
cipi j fall finalmente in tal credito apprefib il Gran Duca 
Cofmo, & il Sommo Potefice Clemente Ottauo, che Io * 
volle quello honorare con titolo diHofpidalingo in Fio- 
renza i l'altro chiamoIloàRoma, per hauerlo «^^^i^^-^^tiaJIurnnt' 
to Commendatore di Santo Spirito, ma egli fcufofiì,&: ' ^■ 

ricusò quel fauore , riputando fua maggior gloria lo ftar- 
fène pouerOj& /oggetto nella ReJigione,ehe fuor di efìa_, 
libero , e ricco ; fcrifse parimente con ogni caldezza, al 
Procuratore dell'Ordine , che ringratiafle Sua Beatitudi- 
ne del buon'animo , & della memoria , che confèruaua di 
luij& con tante ragioni feppe fcufarfi , che il Papa refìò di 
lui appagato. 

Della Chieja^e Conuento de Monaci Camaldolenjt 1 
Cap, XVIIL 

N Ella più eleuata parte di Perugia j che chiamafi 
Monte di Porta Sole, fopra le ruuine divn_. 
Tempio antico , dedicato da' Gentili, come_* 
vogliono alcuni,al Sole , fu edificata la Chiefa, 
& il Conuento de'Motiaci Camaldoléfi in honore di San 
Seuero , i\ quale dopò la morte del Bearifiimo Apollina- 
re, refle la Chiefa Archiepifcopale di R,auetìna. QueAa^ 

Chiefa 



p6 ' Libro Primo- 

Chiefa non e ben chiaro in,che tempo foflfe ediiicatajcre- 
San Sellerò ^^{i bene , che per ordine, & con elemofine d.QÌ Magìftra- 
nacT C '^r *^^ ^^ Perugia fofle , come buona parte dell'altre Chiefe , . 
dolenfi . ' eretta ; poiché foura la porta dì efla vedefi in vn marmo 
vn Griffone, con alcune lettere à piede, che per eflfere dal- 
l'antichità corrofe , non lì pofTono leggere . Habitauano 
per prima i Monaci Camaldolenfi in vn luogo non molto 
lontano dalla Porta di S.Pietro, che chiajnafi la Trinità; 
quindi furono dentro la Città trasferiti à quell'altro luo- 
go , del quale hora ragioniamo . EMa Chiefa Parocchia, 
& i tre Altari , che vi fono furono l'anno 1484. confecratl 
da Dionigi Vefcouo di Perugia, come dichiarala infra- 
fcritta Infcrittione,che in memoria dì quefto fatto vedefi 
nella facciata incontro all'Organo . 

Notum fit omnibus infpeBurisi^alHer Ahariahuius 
Ecclejìa S. Seueri , fuerunt eonjecrata per Reuerendiffi- 
mum D.Oiony/tùm, Dei gratta^ ò* ApqJfolicabedtsQi" 
uitatis Perujice Epi/copum . Nam maim ad honorem San- 
ili Seuert t 'fecundum in Septentrionet ad honorem Maris 
Virginis , terttum in Meridie, ad honorem SanBi Nicolai 
dediCatum . ^i Epifcopus omntbtis, qui diSìaconfecratio- 
ni interfuerunt , quadragtnta dies de Indulgenza concef- 
fit , quamvolmt omnibus deuotè vijttantibus banc Eech" 
Jiam SanBi Seuert die xx. Marty perpetuò duraturam^m 
Anno Domini M,QQQC.LXXXIV. 

L'Aitare biella Madonna è ornato di alcune vaghiffi- 
pìtcure à fre- ^^ pitture à fiefco nel muro , fatte da %\i eccellenti Pit- 
fco di Rafael tori Kafaello da Vrbino , & da Pietro Perugino ; fono le 
1°ì!1X?^"t?! pitture della parte fuperiore della diuina mano di Rafael- 
r. T^, ^^^^^ quale vi fcriffe i\ iiome fuo , & i\ tempo , che le dipinfc 
jnquelta maniera. 

RAFAEL De VRBINO, D.OCTAVIANO STEPHANI 

VOLATERANO PRIORE, 

SANCTAM TRiNITATEM ANGELOS ASTANTES, 

SANCTO^Q. PINXIT. A. D. M. D. V. 

Le pitture della parte inferiore furono fatte da Pietro j i\ 
quale mede/imamente vi fcriffe i\ fuo nome cosi . 

PE- 



e di Pietro Pe 
ragino . 



Libro Primo. 



97 



PETR-VS DE CASTRO PLEBIS PBRVSINVS, 

TEMl'ORE D. SILVESTRI STEPHANI VOLATERANI 

A DEXTRIS, ET A SINISTRIS DIV^ CHRISTIFAN^ . 

SANCTOS , SANCTASQv PINXIT. * 

A.D.M. D.XXi. 

Nelpredolino di quefto Altare fono cinque figure dipin- 
te molto diligentemente dal medefimo Pietro . 

Confèruanfi nella Sacreflia di quefta Chiefa in quattro 
Keliquiarij decentemente ornati, varie fante Reliquie, le 
quali furono molti anniibno trasportate da Roma, con-* 
Breue Apoftólico , da I^.Michele ieonardello da Cefenaa 
%ii Abbate di quefto luogo, & hoggi degniisimo Procu- 
j-atore Generale ài tutta la Congregatione Camaldolen- 
fe , & da lui donate furono a quella Chiefa > come n'ap- 
pare publico Inftromento. 

Il Conuento di quefto luogo caflaicommo^o diftan- 
ze j è pofto in aere falutare j rimira da certe belle ìoggic^ 
J'amenifsima Valle di lano ,.& ha altre belle vedute ; on- 
de il Sommo Pontefice Paolo Terzcquando trouauafiin 
Perugia , foleuadi vna diquefte loggie grandemente ài- 
lettarfi . Dimora in quefto luogo per l'ordinario vn'Ab- 
bate , con CqI , ò lette Monaci ; e dall ifteffo vicirono gii 
il Beato Manno Perugino, & iì Beato Antonio Confefto-. 
re , ancor'effo Perugino , i quali fono annouerati nel Ca- 
talogo de' Santi della Religione Cam aldolen le, e à^ì pri- 
mo vedeft vn'Qratorio di fotto la detta Chiefà* 

Dì Santa Maria ài Monte Morano e dd 

Conuento de* Monaci Oliuetani^ 

Cap. XIX. 



Sante RehV 
quie nella Sa 
creftia di det- 
ta ChiefaL.4 J 



II B. Manno , 
& iì B. Anto- 
nio Padri Pe» 
Tcigìni vrdci 
da detta Re- 
ligione, 



Chiara Od- 
duti; Matro- 
na nobile, & 
ricca inilitui- 
(ce in Perugia 



NEll'annb deirAuuenimento del Signore 1^63. 
vna dinota gentil donna di Perugia,chiamata 
Chiarajfìgliuola di Francefco Oddutij, & mo- j^ r eli^ìon 
glie di Pellino di Cucchio de' BagÌioni,perfon3 oiiuewnaT^ 
di grande autorità,& ricche22a,molfa da affetto diuoto , 

N che 



^8 



Libro Primo. 



Religione-» 
01iuetana__» 
quando infti- 
tuita in Mon* 
«e OJiueco , 



il Card. Cai 
pocchio,e fua 
aflfetdone ver 
(o Monaci 
OJiuetanìc 



che Tempre hauuto haueua alia Religione Oliiietana,ia- 
coininciata» fecondo più veridici Autori > J'anno isip, 
nello Stato di Siena , in vn luogo detto Monte OJiueto di 
Chiufure ; determinò di chiamare quei Monaci alla Tua». 
Città ; con offerir loro molti fuoi beni, & ricche22e,& an- 
che vn luogo > oue poteflero habitare ; il giorno poi ot- 
tauodi Marzo deiriftefTo anno , disponendo delle cofè 
fuejlafciò a' medefimi Monaci alcune terre, &pofrefsioni 
con cafe,& con altri beni pofti nel territorio di Corciano, 
in vn luogo chiamato Colle longo.» con patto , che ini fi 
fabricaflfe vna Cappella, & vi doueflero habitare dodeci 
Monaci. Pallata poi che fu la detta Donna à miglior vita, 
prefero i Monaci il pò (Teflb de' benilafciati, ne' quali ha-r 
uendo varie auuer/ìtà, furono coftretti in quei tempi difà- 
cili à lafciarne ilpoffelTo.Fra tanto nell'anno 1366.il gior- 
no ventèlimo fecondo di Etecembre , Nicolo Capocchia 
Rom ano Vefcouo Tufculanen{è,& Cardinale,come que- 
gli, che grandemente ftimaua quefta Heligione, determi- 
nò di fQndarglivnMonafteró nel Monte detto Morcinoi 
pollo verfo Occidente, non motto lungi da quella PortaL* 
di Perugia > che chiamafi S.Sulànna ; Il qualMonailero , 
6c Chielà , in breue tempo da Nicolò d'Andrea, & daL*. 
Francefco di Gieremia da Pifa /deputati dal Cardinale ,, 
furono nobilmente fatti fabnVare , & ridotti a perfettio- 
né , del che auuifato il Padre D.Saluio da Fiorenza, Ge- 
nerale airhora dell'Ordine , mandò due Padri à prender- 
ne il poflèiro,che furono D.Lorenzo di Arezzo , & D.Gia- 
como da Padoua, a' quali, oltre il Monaftero, & i terreni 
circonuicini, furono date tante terre. Se beni, che con elfi 
poteflero commodamente viuere ilPriore con dodeci 
Monaci ; OJtreà ciò , fu tanto l'amore del Cardinale Ca- 
pocchio verfo quefti Padri, chenon Ci ftancò mai di pro- 
carare,& concedere lorodiuerfiprfuilegij, immunità , dz 
gfun'lclitrioni , & particolarmente facendo nelfinfe dellaj 
fua vita reftamento in Monte Fiatone , volle , che'i go- 
uerno del nobile Collegio della Sapienza Vecchia, da lui 
inftituito in Perugia, fofTe del Vefcouo della Città prò 
tempore, 3c dell'Abbate di Monte Morcino, come per 

in- 



Libro Primo. 



P? 



infine al giorno d'hoggi ne fono in pofleflb.' 

Seguitauano ancora i difturbi,e trauagli,che qucfti Pa- 
dri haueuano ne' beni di Corcianojquando impetrarono 
da Vrbano Sefto , & da Bonifatio 1 X. quelli vniti foflero 
al Monaftero di Monte MorcinojConae appare perle Bol- 
le di detti due Pontefici i finalmente l'anno i448.otten- 
nero il libero,& quieto polTeflb di detti beni, per i'accre- 
fcimento de' qualiji Padri cominciorono ad augumenta- 
re il numero Ìoro,& molto piiiraccrebbero,quando fece- 
ro acquifto di S.Mariano, mébr'o della Badia della Pom- 
po!^ di Ferrara , Tanno 1457. nel quale elTendo Priore vn 
Francefco Mafci Perugino , procurò di vnire queflo Prio- 
rato à Monte Morcino, & ne ottenne la gratia da Califlo 
Terzo , di cui appare la Bolla,data l'anno 1457. e confer- 
mata da Pio Secondo, l'anno 1458. Quefli,& altri acqui- 
ili di minor momento, accrebbero talmente le facoltà 
del Monaftero, chefecódo ilgouerno d'hoggi, può com- 
modaméce mantenere il numero di venticinque Monaci. 

La Ghie fa di quelio luogo è molto vaga , & adorna ', è 
dedicata alia Gioriofa Vergine , di cui la fefta principale 
iui celebra.^ nelf Annuntiata di effa ; Vi è vn'Organo di 
fommaperfettione j L'Altare neifintrata della Porta à 
man deftra è Priuilegiato per l'Anime de' Defonti. Nella 
Sacreftìa in alcuni belli ornamenti conferuanlì Reliquie 
infìgni, &per feruigio del Choro fbnoin vna fcantia con 
bell'ordine collocati molti libri , i quali per le vaghe mi- 
niature, &per altri rilpetti, afcendono a gran valore . 

E^ in quefto Monaftero lo Studio di tuttala Prouincia, 
e vi è vna Libraria copiofa i ha poi tale comodità di ftan- 
ze , e d'ogni altra cofa, che non elfendofì potuto congre- 
gare il Capitolo Generale in Monte Oliueto, due volte_» , 
cioè, nell'anno 1572. & nel 1580. fu eletto fempre quefto 
luogo, come più honoreuole, e più commodo per tal 
funtìone_j. 

Sono da quefto iftefTo luogo vCciti Monaci Perugini di 
fìngolar valore , per la bona educatione , & per l'olTer- 
iianza della vita Monaftica , che qui fèmpre fi è principal- 
mente mantenuta : Tra i più chiari,deuono annouerarfi il 

N a Pa- 



Gràtie, e pri- 
uilegijconcef 
iì da' Sommi 
Pótefici a'Mo 
naci oHueta- 



Chiefa di det 
ti Monaci, & 
Reliquie, cha 
lì conferuano 
ia ella . 



Padri pprugì- 
nijChe afcefe- 
ro al Genera- 
to. 



UP.D.Loicn 



IlP;D.Giro- 
/amQ. 

lIP.D.Barna- 
ba. 

IlP»D.Gio; 

Fraacefco. 

Altro P.D.LO 
tQnzo (L 



loo Libro Primo. 

P^dre DXorenzojiJ quale nell'anno 13 93 fa creato Gene- 
raledi comniun confènfo di tutta la Religione Oliueta- 
na>huomo in vero di molta prudenza,& fantità. Il Padre 
D.Girolamo di non minor fantità, & valore,che pure me- 
ritò di eflèr creato due volte Generale della fua Religio- 
ne nell'anno 1405. & nell'anno 142 J. Il Padre D. Barn a- 
ba,creato Generale nell'anno i $6^. lì Padre D.Gio:Fra- 
cefco creato Generale nell'anno 1572. Vn'altro Padre_» 
DXorehzcperlbna aneh'egli di gran bonti , di fìngolar 
prudenza nelfapergouernare, & molto verfato nelle_3 
ìcienze matematiche, onde meritò l'anno 1601. d'eflfere 
di bocea propria del Sommo Pontefice Clemente Ottauoj 
di nuouo chiamato , & foftituito al Generalato . Q^efti 
dunque , & altri Padri Perugini , degni di loda , & di me- 
moria , oltre il benefìtib, &honore, che hanno fatto aliai 
Religione in commune, non hanno mancato ancora dì 
andar fèmpre abbellendo^ adorna^ndo quefto Monafl:e-* 
ro di Perugia ,. 



Di S. Fortunato ^ e àè Monaci SìheBrm,, 
Gap XX.. 



S.Marco dèi ' 
Sambuco pri 
mo Monaiie- 
ro de'Monaci 
Siiuellrinio 




Ebbero da principio i Monaci Silueftrini ne£ 
diftretto di Cocorano, vn nobile Monaftero, 
chiamata S* Marco del Sambuco , edificato 
dal Beato Silueitro Guzzolino da O/ìmo , 
Fondatore de' Silueftrini; Quiui il detto Beato menòvn 
tempo con molti Monaci vita eremitica; E quanto già 
fofCe magnifico queftoluogo,fì raccoglie da' veihrgij, che 
perfino a' noftri tempi di effo rimangono , Se prouafì dz 
vna fcrittura nell'Archiuio de' Monaci di S.Benedetto di 
Fabriano, nella calTetta intitolata, Cumulo commune. 
Fu edificato l'anno i2(5'o, nel Pontificato di Aleffandra 
Quarto, come appare per vn Inftrumento di donatione , 
che fanno i Conti di Cocorano al RSilueftrOi che confèr- 
uafi nell'Archiuio fudetto, nelruotolo fegna^to- AMV* 

Ab- 



Libìro Primo. lor 

Abbandonorono poi i Padri quel luogo , per eflere-i 
{pefCo moleftati da' Banditi,&per non eflerui l'aria molto 
faiutare,eflendo d'ogni intorno foprafatto da' Monti. Nel 
medefimo Pontificato di Akflandro , il Beato Silueftro 
edificò vicino a Perugia il Monaftero di S.Benedetto , del Monailero di 
che ne appare Bolla,che conferuafi nel fopradetto Archi- S.Benedetto 
uio, & erano in così gran numero i Padri,che iui dimora- g. sSro 
uano'\che da quello partirono, per la creatione del fuccei^ Monaco . 
fore dafarfi al B. Silueftro, il quale moriranno 1 2 58. do- 
deci Monaci vocali.Fu poi da'Padri lafciato d.luogo l'an- 
no 1404.& fu dato alle Monache della loro Religione , & 
che fotto la cura loro dimorano ', nel qualtem.po effi otté- 
nero S.Maria Nuoua détro Perugia in Porta Sole ; lì qua! 
Monaftero poi fu da Paolo Terzo dato aJli Padri de'Serui, 
in ricompenfa di quello, che fu loro defttutto, per cagio- 
ne della Fortezza , e detti Monaci ottennero S.Fortuna- Chiefa di San 
to, Parecchia pofta nella Piazza Grimana in Porta di Re5J""e!^che 
S. Angelo, oue al prefente rifiedono . E^nella Chiefa vn_. vi fono in e£ 
braccio di S.Giorgio, con altre Reliquie ; Euui ancora la_> fa. 
Compagnia de! Gonfalone , vnita alfArchiconfraternità 
del Gonfalone di Roma in Santa Lucia delia Chiauica^ : 
8c èftatoquefto luogo, ancorché picciolo , vtiliflimoà 
detti Padri , per eflerui fempre ftati ììiidenn , & tra quefìi 
vfcite perfbne molto fegnalate ; di tal numero fii il Beato 
Paolino Perugino della nobile Famiglia de'Gonti Bi- "^ 
gazzini , le cui Reliquie conferuanfi nella Chiefa Cate- 
drale ; D. Beuignate Perugino Monaco ancor elfo di 
queft'Ordincilquale fudifingolare ingegno, &illuftre 
Architetto de' fìioi tempi, & con fuo ordine, & architet- 
tura fu fabricato il Duomo della noftra Città,]'ingegnofa 
Fonte nella Piazza principale , con i fuoi Archi f iperbi , iì 
Ponte magnifico di Deruta, Maitre fabriche nobilifsime ; 
onde la Città di Perugia, per quefti bejjgfiti; , & per altri , 
fatti da diuerfi Padri di quelita Religione , donò al luogo 
loro molti beni ftabiJi,& ogni anno foleua offerire à quel^ Statut.della 
la loro Chiefa va Calice, mentre dimorauano in Santa ptfàvol. i. 
Maria Naoua. ^"'''^°^' 

Di 



102 Libro Primo. 

Di S, MdrU de gt Angeli j e del Cmuento de Co* 
Hcnici Ktoùìan Comrecatiojje dt S,Saluatore\ 

XXI. 



s 



Cap. 

Stanano anticamente alcune Monache deJJ'Ordi- 
ne di S. Chiara di .Monte Luce, nel luogo oue al 
preienre ftanno i Canonici Regolari della Con- 
gregatione di S.Saluatore; ma efiendo iai quelle-» 
Monache in poco ibario di tempo , quafi tutte morte_» ,* 
Tanno 146S. il giorno 2 8. di Ottobre, Totto il Pontilicato 
Canonici Re- di Paolo Secondo , fu conceflò quefto luogo a' Canonici 
go ali , £ loro Regolari, il che fi proua da fcritture autentiche, che con- 
<±t£.i2 ■ ieruanil da' detti Padri,con molte altre concefsioni fatte 

in diuerfi tempi alle fopraderre Monache . Fu quelia^j 
concefsionejò donatione confermata dal detto Pontefice 
nel medefimo anno per fuo Breue , diretto all'Abbate di 
S.Pi erro di quale mife quei Padri in pofleflb,come dei tut- 
to àDpare fcrittnra appreflb di loro . 

La Chiefa ^ quefto luogo è polla fuori d^ìle mura del- 
la Città, quaiì alato dì efl'e, in quella parte contigua alla-. 
Porta di S.Pietro , in fì:o bellifsimo , & è Itata tutta quafi 
riliaurata modernamente c5 buona architettura :£Me- 
dicata alla Glorio fa Vergine, chiamandofì S.Maria de_i 
g\ì Angejjjcome per prima fi chiamaua > & la fua fefta ce- 
le brafi alli 25. di Marzo, giorno dell'Annuntiata . Nel 
Choroèrna beliifsimatauola antica dipinta da ralente 
Altare ài>. Artefice i L'AJtare dì S.Anna 5 è ornato di rna tauola,di- 
>nn3,erntj pinta con bellifsima arte, dal famo^ Pietro Perugino, il 
Indal^ozs. qi^ak ri (ctìÌJ:- lì nome fuo,& l'anno, che la dipinfe, che fu 
del 1 5 D2. Gode quefto AJrare molte Indulgenze , onde è 
grandemente frequ fraro dal popolo. Il Conuento ài que- 
ftoluogo è commodo dì ftanze,&gode vn'aria cosi tem- 
perata, che Faluio Cardinale delJa Corgna habitouui 
qualche tempo ; & più anticamente euui memoria, che 
il Pico della arandola, chiamato perla fua mica dot - 

trina, 



J 



Libro Primo. 103 

trina j Fenice dei Mondo, aHettato dalia pariti di qa si 
CielO} viftudio qualche aaao . 

Di i". Dcmenko , edi S. Stefano ChU[€ iì Padri 
Domenicani . Ca^. XX I h 

ANcorche fi creda>cbe SXtomenico veniSs à Pe- ^j>oaKaac», 
mgia, & s 'incontrai j & s 'ab braccia/se coiLf eS-PraecefiLO 
S.Franceico nella via pablica di Porta S.An- <^Afe^^ 
gelo, come fi ha per traditione,&: dalle rnemo - ^S^ " 
rie antiche ; nondimeno il Conaento della Religione Do- 
menicana non fa cominciato ad edincare in Pemgis^, 
fé non dodeci anni dopò la morte di San Domenico , 
cioè,neli23 3.roccafioaefìi, cheflando àfìudioin Bolo- 
gna, m nobil giouane Peragino de gli Hermannijhoggi 
della Sta £a>ilqaaJe indotto dalle prexlichedelBeato Pa- 
dre fra Nicolò da Gioaanazzo , reo de'principali com- 
pagni di S. Domenico, fi era reinto dsl iàcro Habrto de' 
Predicatori, Tenne à Peragia coi detto Beato Padre rra 
Nicolò, di cui furono tatograte ie prediche, che il popolo 
Peragino tuttofi co n:m e flè, & aiutando afiài il fasore de' 
parenti di tra Chri^"ano,che cosi chiamofsi quei gioui- 
nede gli Herm anni, H Commune dicdQ ad ambedue c^izi 
Padri vno Stendardo Roflb,oue era dipinto il Grifibne_i , Stéiardo raf 
Infègna di Penigia,promettendo 'oro di edincare il Con- 2 *?^ ^ ^-? 
cento nel luogo ifteflb, doae haueffero qnelio Stendardo penEÈÌalÌ 
piantato; & hauendolo quei Padri pofk) nella Pentadi P. EtNàooSò 
S.P.rcpra !e mura della Cirtà in firo belHSmcche foara- <ia^»eaaz- 
fta a::a Valle di lano , & rimira ia Città d'Afifi, Fama dei aì^^Ì 
Serafico Padre S.Francefco;i.' Commtme di Perugia com- g^HsoBzo— 
prò qoiiii vn lue go per Tedificatione de] Te mpio , il qoaJe " • 
in breae , mercè varie ekmofiee di perfone pie, &amti PEssgbìnBr 
della Ca{a Hermanna , fii ridotto i pectèrrione ; EtTan- ^^^^* 
no li^-s-coniègratodaCkmenreQ^artcMiqciafenitan- J^^^^ 
to ar^trìonato alla Rehgiooe Dcmenicana^he femrre_» sDo«aàa»> 
fotto le refli ofdùiade portò l'habito di quella . 

Kebbe 



104 Libro Primo. 

PIat: nelle-» Hebbe quefto Conuento altre fegnalate graticci 
Vite de'Pon- da' Sommi Pontefici , & oltre alle due Canonizzationi di 
lefici e. 165 ' s.Elifabetta figliuola del Rè di Vngheria, & di S.Pietro 
^^^* Martire, fatte con folennitàin PerugiajlVna da Gregorio 

Nono nell'anno 113 5. l'altra dainnocentio Quarto nel- 
l'anno i2^^.3enedetto Vndecimo, il quale era pur di 
queft'Ordine, fauorì grandemente la detta Chiefa , con 
I dLiI<»e ze concedergli amplifsima Indulgenza, & quella iltefla, che 
che gode la fu concefTa àS.Maria de gli Angeli d'AfsifijIa quale volle, 
ChiefadiSaa chefncominciaflTe dal Vefpero delfècondo giorno d'A- 
^°%^"'J^^ V goftojinfino atterzo giorno del mede/imo meCe: Quefta.» 
Pap3 Bene- ' Indulgenza Tu poi confermata , & prolungata da Pio V. 
dittoXi. fino alli quattro dell'iftefsoniefe, nel qual giorno fi cele- 
bra la fefta di S.Domenico ; il che appare da vn vlux vo- 
cis oraculo del Cardinale Aleflandrino ,* Né contento il 
Sommo Pontefice Benedetto digratia così fegnalata», , 
volle , che il corpo Tuo fofse in quella Chiefa fepolto fotto 
l'Altare maggiore ; donde poi fu trasferito in quella bel- 
SeDokura di ^'^^^^^ lèpoltura di marmo, che hoggi iui (i vede, la qua- 
Katrnojcpe- le fi ftima , che fofse fatta fabricare per ordine del Cardi- 
ra di Giouaa naie Fra Nicolò da Prato fua creatura , da Giouanni Pi- 
DiPiTani.oue fani ili aftre Scultore de' fuoi tempi. Operò quefto Pon- 
po^^di Bene-- tefice,dopò morte,molti miracoli,fanado infermi, &cac- 
detto Xi. ciando demonfj da'corpi opprefsijcome narra il Platin: 
& ancora fi conferuano daquefti Keuerendi Padrii Pa- 
ra menti Pontificali, che vfaua il detto Pontefice, & il Ba- 
Bafi:one,àcui flone,à cui egli Ci appoggiauajil quale d fuole baciare dal 
ua'^iii'r-^oi'ó popolo dinoto ,*che vi concorre ne'giorni del Perdono; 
tefice Bene- Trou^fi ancora in vn libro antico Ja Colletta, ouero 
detto. Oratione, che fi dfceuainJode di quefto fanto Ponte- 

fice , & à laro della fua fepoltura , legge fi in vn marmo la 
fèguente Inlcrittione . 

quam iaudandus ; quam dulciter e fi venerandus 
Verfi Leoni- Inclytus ijie Pater , Prius extitit Ordine FraUy 

fàtuo Ponte- Sancii Dominici Chrifti vigilanùs amici 

fice Benedec- LeSior bonoratu s Prior extitit t^fi vocatus 

to . Bffeóìu s ta/f's fit Fratrum Dux G eneralis 

Sii 



Libro Primo. lof 

gif homo do^rinapofi bac fit Cardo Sahìns 

HofiiA Vdhtrum tituJum Jibi dant duo letum * 

Prafuit VngAria Legatus Gemma Sopbia 

Ptt pater tpfe patrum caput Qrbis gloria Fratrum 

Bft mertto diBus re nomtne Vir BENEDlCTf^S 

^rtutgij natusbìc primo Pontificatus 

/inno aecejjit fibt rrSiè fubdita rexit 

In nono menfe mortts projiernitur enfi 

Hxìne hominem tantum reddttnt miraeuls fanBum 

Jnnumeris fignis dant grata tuuamina dignti 

Le^or babefnenti eurrebantmtlle trecenti 

^attuar appojìtis dum traxit bic bomo mitis 

Menjt die Jexta lulij funi taiia Geja , 

In quefta Infcrìmone, è come m compendio , riftrerra la 
yita di detto Pontefice , & in quaranno, Se me/è egli mo- 
ri fl'e ; ma non fi dichiara iaqual maniera laiciafl'e la vita 
in Perugia ; deuefi dunque fapere , ch'egli vi venne per fe- 
dare i gran rumori,& turbulen^e, che in quel tempo era- 
no nella Tofcana , & principalmente in Fiorenza , doae à 
'quefto edetto egli mandato haueua il Cardinal Nicola.* 
da Prato : EraJ'animo del Tanto Ponteiìce , pacificata»; 
che hauelselaTorcana, mandare inSoria fbccorfo a' no- 
flri, che per lettere, & per mefsi ogni giorno lochiedeua- 
no , efTendo pacati loro , fopra i Tartari, nuouo inimico^ 
jiià egli fu chiamato à Taltra vita , & vacò dopò di lui la succede à Be 
Sedia di Pietro , dalli cinque di Giugno , fino alli fette di nedetto IX. 
Luglio delfeguente anno , nel quale finalmente dopò lon- Clemeace V. 
ga contentione fij eletto Raimondo Arciuefcouo di Bor- 
deos abfente, che Ci fece chiamare Clemente V. & fii 
quegli , che cond'jfle la Corte in Am'gnone. 

Ripofano fbtto l'A'tare maggiore i Corpi di due Beati'i 
che iui dimoftrano le lettere intagliate in vn marmo . ^ ■ . r 

^ Corpi delB. 

CORPORA B. NICOLAI DE IWENATIO, ET B. TOMA- K^'^^'^ ^^-* 

SELLI PERVSINI OR.D. PR^D. e dd^B^^' 

Già era in quefta Ch-efa la fepoltura di Francefco ^oggi ^^^'na^tS 
da Lucca frate dea'Ordine Domenicano , & Vefcouo di Uiieù. 



Fracefco Pog 
gi Vefcouo di 
Perugia, e fua. 
fcpoltura . 



ChJefa nuo- 
ua di S. Do- 
menico quan 
do edificata .- 



Sidefctlueil 
Tempio jcon 
moltecofi_j 
notabili in_> 
tiro. 



Libro Primo. 

Perugia ; fu quefta rftrouata l'anno 1 578. e fi vidde haue» 
re in vn marmo la figura di eflb Vefcouo,& due Armicoa 
fei Rofè, che fono Arme di Cafa Poggi nobile famiglia di 
Lucca ,.& intorno alla figura intagliati quefti verfì allaj» 
maniera Leonina . 

Afpiee Luca parens prolem /uh tegmine piarci 
Et tu Petujium Tumulum Pafioris bonqra 
Aim* r éy Oommiifa. plant<t fuct femindrora» 
Prancijeus viuat vsgnis catlefitbus , orA^ • 

Andana, tuttauiacrefcendo in Perugia a guifa di buo- 
na fementelparta in fèrtile terreno, il numero de* Padri 
Bomenicani; onde Benedetto XLàperfuafione del Beato 
Padre Fra Nicolò Brunacci i:'erugino dell 'iftefs'Qrdineji 
Domenicana , incominciò ;à edificare la Chiela nuoua_, 
l'anno 1504. la quale poi fu l'anno 1459. da Piali,, dedi- 
cata i S. òtefano Protomartire, per eflTere prima quiuils^. 
Chiefa , & Pieue di S.Stefano .: Queflafabrica è la mag- 
giore, che lìa in Perugia, & altrotie rarefLvedpao , che-e- 
ragguagli no :É^ la Chielain tre nauidiftinta> tutte in vol- 
ta,c fènza chiaue ; fiicon l'aiiito non Colo dèlpublico, che 
vi contribuì edificata, ma etiandio di molte priuate-i- 
famiglie , che preféro cura di tirare ì fine qualche parte 
di quefta eccelfa mele, come fi vede dalle. Armt,loro< 
nelle colonne , che Ibftengono il grandifsimo edifitio 
del Tempio . Vi fu ancora con groàifima fpefà fabrica- 
to vn Campanile, iì^sXe fi poterta meritamente anno- 
ueraretra \i piò belii,che fi vedeflero in Italia, poiché era 
alto 116. braccia per fino alla piramide , &: ella era aTta_; 
j^.braccia in circa i mi per cagione della Fortezza fatta 
fabricareda Paolo HI. , fu l'anno t ^^6. ^ittaxo a terra vn 
regolone,& la piramide di eflb.Adornano il corpo ài que 
fta Chieni alcune belle inuetriate,& principalméte quella 
del Choro, che è di fmifuratagrandèzza , & in Italia non 
è alcuna , che ì'^gs^vtz^li -, ella è tutta dipinta , &: figura- 
ta con l'imagini di diuerfi Santi,& Sante; le lettere, che-P 
vi fono a piede,& l'armi, dimoftrano,, che fìi fattaper or- 
dine di vn Fra Bartolomeo Gratiani Perugino , che fa 

Priore 



Libro Primo. T07 

l^riore diquefto Conuento . L'Altare maggiore è collo- 
cato fotto alcuni bejii ornamenti di archi, & colonne, & 
ha dietro vn^ampxo , &magniiico.Choro: Sono per ia«. 
Chiefadinerie Cappelle, ma tra le più celebri, e fcgna- 
late ^fono la Cappella di S. Vincenzo doue è fondata >a^ 
Compagnia del Santifsimo M ome di Dio, & in efla Igna- 
tio Danti Perugino Vefcouo d'Alatri ottenne da Gre- cappell & 
gorio Decimoterzo iì Priuilegio de' Defonti ; La Cappcl- Ahari ituleu 
la del Santifsimo Rofario illuftre per molti miracoli, ta Chida. 
^ per lo concor/b del popolo in ogni tempo > m^ prin- 
cipalmente nelle prime Domeniche di ciafcun mefe_» , 
nelle quale vi fi fa folenne Proceffione j La Cappella», 
de' Meniconi ornata di vna bella tauola di Herrico 
Fiammingo , e d'altre pitture di Gio: Antonio da Pe- 
roro ,* L'Altare de'Gfglioli con vna tauola di Lattantio 
da Bologna s L'Altare del Glorio fb S. Giacinto , il quale 
tilplende per miracoli , & è ricco digrand'lndulgenzej ; 
Xa Cappella finalmente di S. Catarina da Siena, oue ri- corpo dell 
pofa il corpo della B.Colomba da Riete , la cui imagine b. Colomba 
Yedefi iui dipinta nella tauola dell'Altare , con alcune al- àz Riete nel- 
tre Sante, & in honore diJei vi fupofta l'infrafcritta In- Jf Jp^PP^'!^ 

/. _• ^- _ *^ di S. Catarina 

fcmtxonc, da Siena. 



»EATA COLVMBA DE POENITENTIA S DOMINia 

INVICTA VIRGO CHRISTI, 

INNOCENS HIC , ET HVMILIS , PATIENS , 

dbvotisq. PR^DITA EXEMPLIS. 

lAM EELIX FVLGET IN Cy^LIS 

INTER ANGeLICOS CHOROS, 

i^THERElS REDIMITA ROSIS , 

PERVSIAMQVE VRBEM INCLITAM 

QVAM SVA PRiESENTlA CLARAM FECERAT, 

APVD DEVM ADVOCATIONE PROTEGIT, 

SVISQ^PIIS RELIQVIIS DITAT. 

OPTIMI VIRGINI, AC BENEMERITI F. S. P. MAGISTER. 



Quefta Beata Colomba venuta da Riete i Perugia l'an- 
no i488.alli 1 5. di Settembre , fu in fomma veneratione 
tenuta per la fua fanta vita da Perugini,e condotta in vna 

O a cafa 



^.Colomba 
quello chc-> 
©peraffe itu^ 
Perugia,& in 
quanta vene- 
ratione tenu- 
ta da! Perugi- 
ni.. 

Gonfalone-» 
dipinto à in- 
ftanza della 
B. Colomba 
in tempo di 
Mileuza . 



Perfonaggì il 
luftri Perugi- 
ni fepolti 
d-Chiefa . 



m 



Benedetto 
Guidalott! 
Vefcouo di 
E^canati . 



io8 

cafa , oue habitauano le Suore dette della Fenieenxa del 
Padre S.Domenic<>,non paffarono moJtibefi, che'] Ma-* 
giftrato co' denari dei publico erario/abrf cogli vn hono-» 
rato Monafterojii quaifu dotato di beni affai fufficiente^ 
mente , & in eifo infienie con la detta Beata Coiomba vi 
il racchiufero più di cinquanta Vergini , foctoThabito , Sd 
Regola di 5.Dotnenico ; Adiftanza di quella Beata fu di^ 
pinto il Confalone , che hoggi vedefi nella Cappella fotta 
il Campanile , ilquale fu fatto , à Bn che celfafle , come.* 
auaenne , la peftilenza r che Tanno 1^9^. fece gran ftrage 
in Perugia , & fuole portarfi procefsiOfìalmentein fimiii^ 
Oc altri bifogni per la Città. Mori la Beata^ Colombia fan-i- 
no 1 501. e dell età fua iì trentefimo terzo, alli 2o.di Mag- 
gio , nella notte dell' Afcenfìone , & il corpocon honora- 
rilfimo funere flidalPopolo Perugino accompagnato ia 
quefta Chiefa, della quale hora ragionama, & collocata 
in vna fèpoltura nuouamisnte fatta , fotto 15 fcabello del- 
l'Altare di S.Gatarina da Sièna,iiquafó all'hora ftaua po- 
co di (otto all'Altare del Rofario : di quella Beata vedefì. 
là vita in ftampa , & nel Mònallèro^ chiamato, del fiio no^ 
me confèruanfi molte fue Reliquie ,- 

E^ quefta Chiefa Parocchia,& hai! lacro Fonte del BaiP- 
tellmojche haueua la Chiela di prima di S.Stefano j il onoi>' 
in efifafèpolti molti huomini chiari, &illufl:ri; tra qu^eftlj 
è Benedetto Guidalotti Perugino Vefcouo di Racanati s.: 
Vedelì ilJfuo ritratto- di marmo in habito Epifbopale im 
vna bella fèpoltura fatta da Gio: Pifani » fotto della qua-j 
le fono intagliate queile lettere . 

REV. MEM. PATRTS D. BÈNÉDrCTO DE GVTDALOTTIS 

I. V. CONSVXtO, RA.CANATENSI EPISCOPO 

TANDENi MARTINO Vi VICECANCELLARtO APOSTOLICO^ 

QVI CVM IN PATRIA DECE[>ERET 

NOVAM S ^PTENT-IAM F ECIT . 

VIX. ANN. XL. OBilT ANNO CHRTSTI M.CCCCXXIX- 

DIE IX. AVGVSTI. 



^* 



D. ElXSABBTtl EIVS SOKOR FECIT,' 



■■■i,'- 



irà 



rcfp 

Fra Vincenzo Ercolani Vefcoiio di Perugia Tua Patria t Vincenzo Er* 
Hci/a cui iepoltura in terra ^no intagliate quefte lettere . ^°|j"^ J^^^ 
HIC DORVtlA^À, ET REQJIESCAM. diPerugia. 

E* /otto latefta fua di rilieuo porta in vn ornarnento nel- 
la facciata di mezo de 1 Choro^ieggefi quefta Infcrittionc. 

K VINCENTIVS ERCVLANVS 

PRIMVM SARNeNSIS, DhINDE IMOLEN. 

NVNC PERVSINVS EPISCOPVS BEAT.^ SP£l M,EMOR, 

ViVENS ADHVC LOCVM HVNC, 

VBI MORTALE SWM POST MORTEM lìVMARETVR, ELEGIT 

ANNO ìETATIS SV^ LXV. SALVTIS VERO M-D.LXXXL 

Poco lungi vedefi in terra quel marmo , che dicemmo 
cflère flato trouato nella Chiefa vecchia di S. Domenico, 
/opra la lepoltura di fra Francelco Poggi da Lucca , Ve- f. Francefdo 
fcGuo anch'eflfo di Perugia . Auanti all'Altare maggiore Poggi Y^fc». 
in vna fepoltura in terra fenza alcuno ornamento,& tito- ^* ^«'"S^^ • 
lo , fono fepolti coloro, che in vitahebbero tanti orna- 
menti, & titoli nelle colè di guerra, cioè, Simonetto, Sitii<)netto. 
Malatefta terzo ,& quarto , Horatio fecondo , & terzo, ^^'^"leitauf. 
& Ridolfo fecondo Bagiioni. In alcuni altri tumuli fono Horatio ij.Sf 
Vincenzo Ercolanijdetto il Fregio,& Guglielmo Fontani i'j 
Dottori Perugini famoHide'qualivedonlì molte Letture, Yfi^^v* '^' 
&Gonfegliallefìampe, & in penna. Nella Cappella di gHaBa«Sjna 
S.Vincenzo leggelì l'infra/critta Infcrittione in honore di 
alcuni della Famiglia de' Danti,quiui fepolti,che {? refero còlan^f ^^"^ 
chiari viuendo,nellaPittura,nella Scultura, & nelle Mate- Guglielmo 
matiche ; quefti furono Vincen2o,Giulio, Pier Vincenzo, Pomani . 
fc Girolamo Danti» 

VINCENTIO t)ANTl 
SCVLPT. PICT. ATQ^ ARCHITECTO EXIMIG VincSzo, Giti 

QVl PR^tCLARIS MVLTIS, VARIISQVE OPERTBVSj lio, Pier Vu}- 

QV^ SVMMOPERE PRINCIPVÌVJ ARBITRIO cenzo,&Gi- 

FABREFECIT RELICTIS • rolamo della 

FACILE DOCVIT, QVANlVM INGENII» Famiglia,^ 

AC SOLERTI^ MAGNITUDINE Danti. 

C^TERTS SVJE itTATIS ARTIS PRìECeLLVÈRTT ; 
VIXIT ANNOS XLVI. MENS. I. DlES Vili. 
QftllX ANN. M.D.L.XX VL Vili. iCAL. IVNII- 



no ^ Libro Primo. 

IVLIO. ET petro vincentio DANrr 

VIRIS INTfiGERRlMlS, 

ET GRAPHICA ITEM ARIE, ET MaTHEMATICIS DOCTR; 

ERVDITIS^IM1S, 

AC PROPTEREA PONTIFICIBVS , ET MA6NIS VIRlS , 

QVIBVS OPERAM NAVARVNT, CARISSIMIS, 

QVORVM ILLE OBIIT ANN. M. D LXXV. 

HIC. M.D.XII. 

P. EGNATIVS, ET HIERONYM. DANTES. 

FRATRI , PATRI , ET AVO , OPTIME MERITIS J 

ANN. M.D.LXXVII. 

SED HEV HIERONYME. 

dvm ambo MONVMENTVM MAIORÌBVS NOSTRIS 

FACIENDVM CVRaMVS, 

TV INTERE A ANN. NATVS XXXIII. 

PICTVR^ , AC FAMILLt NOSTl^iE EGREGIVM DECVS . 

MORIENS, FRAiER FRATRI LACRYMAS, 

PARVVLO FlLIO DETRlMENiVM 

OMNIBVS DESIDERIVM RELINQVIS 

OBIIT VI. KAL. SEPTEMBRIS M.DLXXX. 

jj o. ,. La Sacreftia di quefla Chfefa è ampia, & bella ; fono in 
dettfcSefa! efia dipinti i Beati, & i Cardinali dell'Ordine Domenica- 
e fante Reli- no,& è copiofa di paramenti,drappi,& argenti per vfo del 
quie,che fiaf- culto diiiino : Già vi erano due grandi candelieri d ar- 
effa^."^ ^^^ gento donatigli da Maftro Leonardo Manfueti Genera- 
le, & vna Rofa d'oro,donata da Benedetto Vndecimo la 
Domenica di lutare, che èia quarta di Qu^refima ,* md 
gli vni , e l'altra furono venduti da* Padri per ibuueni- 
mento de'poueri in vna grandifsima careftia . 

Vi fi conferuano con molta riuerenza in ricchi orna- 
menti le feguenti fante Reliquie ; In due belle tefle dora- 
te Capita duorum ex vndecim minibus Virg. & Martyr. 
S. Clareatiae filisi cuiufdam Principis Hi/paniarum , & 
S.Vidorias fociarum S.VrfulsEj vn dente di S.Domenico, 
portato da Bologna da F.Ignatio Danti Vefcouo di Ala-* 
tri , il quale vi fece la Ciboria ; il capo di vn'Innocente_); 
due dita di S. Anna ; vn braccio di S. Andrea Apoftolo ; 
vn piede d'vn 'Innocente ,* due grandi , & belli ornamenti 
con altre varie Reliquie j il bafìone di Benedetto XI. con 

facre 



Libro Primo. m 

fsLCte Kelxquie; ; va libro in ottauo in carta pergamena.^ , 
fcritto i penna perniano di S. Vincenzo, intitolato , Ser- 
monum S. Vincenti] ; vn altro libro in quarto ftampato , 
intitolato, Biblia facra , il quale era del Beato Beltramo, 
come vedefì nelprìncipio , oue fono lettere dcìlt mani 
del detto Beato . 

Il Conuento di que/^o luogo ha tre Dormitori; grandi, gj defcriue il 
& belii,mà bellifsimo è quello de' Studcnti>fabricatoran- Conuento. 
no 1 5 78. con parte dell'herediti di Fra Francefco Erco- 
lanijil quale fu de' più chiari,& fottili Lettori della Prouin- 
cia , e Priore di quefto Conuento . Vi fono ancora due-i 
Clauftrf, vno di ordinaria grandezza in volta, foftenuto 
da colonne di teuertino ; Taltro è molto maggiore, & di 
tale vaghezza,proportione,& architettura, che in Italia > 
forfi , non fi troua pari , vedefì intorno ad elfo dipinta la 
vita di S.Domenico per mano di GiorBattilla dalla Mar* 
ca, e tutti i P adri più fegnalati, che fono flati figli di que- 
fio Conuento : la Libraria parimente è parte molto prin- brari'a^dfdet- 
cipale à quefto Conuento , non folo per la magnificenza., to Conuéto » 
dell'edifitio ,poiche è di tre naui in volta , con grandi , & 
belle colonne di marmo , ma etiandio per la copia de' ìi^ 
bri di tutte le profcfsioni , i quali furono donati da Ma- 
fìro Leonardo Manfueti Generale,cheredificò, & a' tem- 
pi noftri da Fra Vincentio Ercolani Vefcouo dì Perugia. 

E^in quefto Conuento da tempo antichifsimo, Io Stu- 
dio generale di tutta la Prouincia Romana,& Tofcana, e 
per primo Lettore vi fu vn Fra Perugino da Perugia , Pa- 
dre religiofifsirao , di profondifsimahumiltà, 8c di tanti 
meriti, che morendo in Spoleto, fu veduto da perfona 
molto fpiritu ale, afcendere al Cielo fopravnalcala, laJ 
quale appoggiandofi al Conuento , arriuaua al Cielo, & 
notandofi l'hora, & il punto della vifione, fu trouato, che 
aU'hora era fpirato Fra Perugmo . Da Paolo IV. in qu^» 
euui ancherOffitio della Santifs.Inquifitione,che fi eften- ?-'°'^^T.'n' 
de per tutta la Proumcia dellVmbna. Dimorano per J or- do incomin- 
dinario in quefto luogo da fettanta Padri in circa , che ciata . 
mediante ntoltì beni ftabili,lafciatiloro da varie perfone 
pie , hanno a fufftcienza tutte le cofe al viuere neceffarie * 

Da 



ijz Libro Primò^ 

Da qvttùo Conuento hanno hauuto orfgme , oltre làj 
Compagnie , Cópagnia nobiJifsima di S. Domenico , & quella di S-Pie- 
\e^hàno oi- ^^^ Martire , tre Compagnie fecrete , & molto diuotej > 
gine dal det- cioè , quella di S.Catarina da Siena , quella di ò.TomalIb 
t© Gonuéto . d'Aquino , & quella della Croce ; delle kggi , & eflercitij 
delle quali più di fotto ragionaremo . Hebbe ancora ori- 
gine da quello luogo il Monaftero delle Con uertite, che 
l'anno i^^z.fa fondato per le prediche, & opera di J?ra-« 
Nicolò Alefsi, onde hanno l'habito, & officio Domenica- 
no. Cosi il religiofìflimo,& fanto Monaftero delle Capuc- 
cine , (ì può dire , che habbia hauuto principio da'Padrì 
Domenicani, da'quali le prime fondatrici di qiielluogo 
furono iftrutte, & alleuate nella via dello Ipirito, & tratte- 
Manafteri di nute in fanti elTercitij . Sono alla cura , & reggimento di 
Monache fot quelli Padri due Monafterij di Monache d£l medefimo 
tTpadr^D ^- Ordine, i quali tra i più ofleruanti,& honoràti di Perugia 
msnicnai . " ponno annouerarlì,cioè,quello della B.Colomba, & quel- 
lo di S.Tomaflb,5Ì cui già fì. vnì il Monaftero di S.Giorgio, 
& erano all'hora ambedue dell'Ordine Ciftercien{è,& fot- 
to la cura del Vefcouojmàedendo di due fatto vno,Papa 
Giulio Terzo, con vn fuoBreue, diede loro licenza dì 
mutare habito,& gouerno ( come fecero) & è hoggi que- 
fro Monaftero di Ò.Tomaflb numero(ò,ricco,& difbmma 
riputatione, per la vita religiofa, che ofterua . 
Padri Perugì- Ma no è cofa,che più illuftri quefto Conuento di S.Do* 
ni fegnalari menico,che la moltitudine de' Padri fegnalati, che da luì 
gione . ^^"^ ^^^^ prodotti; & s'io volelsi nominare tutti quelli, 

che eflendo ftati figlÌ3& allieui di quefto Conuento,fi refe- 
ro chiarijfareilbuerchiamentelongojperò Iblo reftringe- 
rommia far mérione di alcuni più famofi Padri Perugini. 
B F.Bonafpe- j] Beato Frate Buonalpene, eflendo huomo di moJraJ 
"^* humiirà, & «-ara prudenza, fu da Aleflando Qu^arto eletto 

Vefcouo di Fano; ma non volle quefto Padre accettare il 
detto Vcf Oliato, amando più tofto di viuere poueramen- 
te nella fua Religione, onde mandato Diffinitore nel Ca- 
pitolo Generale , che celebro fsi in Francia nella Città dì 
MetSjfui chiaro di miracoli pafsò à miglior vita» e fu nel- 
fanno 1252, 

n 



Libro Primo. 



II 



3 



IJBeato Frate Tomafello , ben dimoerò d eifer degno B.P TomafeJ- 
difcepolo di S.Tomaflb d'Aquino, poiché riufcì ecceJJen- I^ • 
tiHìmo & nella Catedra , & nel Pergamo , & lafciò molti 
icritti fopra i tre libri del Maeftro deJle Sentenze, che fa- 
-rono ritrouati l'anno 1 5S9.nella libraria di S.Domenico 
dìNapolijfoleuaqueftofantoReligiofo portare vn cili- 
cio di ferro fopra la nuda carne, col quale andò à Napoli 
al Capitolo, & tornò ièmpre caminando a piede: operò 
molti miracoli, & finalmente l'anno 1 28 5.morì,& l'offa 
lue furono , come di fopra dimoilrato habbiamo , collo- 
cate nell'Altare maggiore della Chiefa vecchia di S. Do- 
menico . 

II Beato Frate Andrea de Signori di Catrano,Cafl:ello ^^.^: Andrea 
di Perugia , eradi marauigliofa aftinenza, hauendo per Cairlnor * 
coftume digiunare la Quarefima intiera in pane , &ac- 
cqua,& il Venerdì , & il Sabbato di non prender cibo di 
forte alcuno : bramolb poi di fpargere il fangue per l'ac- 
crefcimento della fanta Fede , partifsi da Perugia , & an- 
doflene a predicare il Vangelo a' Tartari, penetrando an- 
co nelle parti Orientali, oue dilatò affai iì Nome di Chrir 
fio; ma prefb dagl'Infedeli olìiinati, fbpportòda quelli 
varijfuppliti;, e finaImSte fèntentiato à morte,& con dot- 
to al luogo del patibolo,catando iJ Te Deum laudamuSf 
quando fu à quel Vcrfo , Te Martyrum candidatus hudat 
escercHus , mettendo il collo fotto la mannaia, ottenne ìz 
palma del martirio, il e hefli l'anno 1500. Et hauendo 
quei Barbari lafciato il fan to Corpo infepolto,Iddio volle 
honorarlo con foauifsimo odore , che da quello vfciua_* , 
&con lumi,& fplendori grandi,che la notte ^\i fi vedeua- 
no fopra,fìn tanto , che alcuni Chrifliani con la debitari- 
iierenza gli diedero fepoltura . 

Il Beato Fra Tadeo Scalzo Conuerfo , fu deuotifsimo, B. Fra Tadeo 
& tutto dedito all'oratio ni, & alle continue \fiot\ÌQ -, egli S<^alzo . 
fempre fi ri/blueua in lagrime, tanto era il femore difpi- 
ritOjche bolliua in quel fanto petto ,* morì dtì 12^6. e pie- 
no dimeriti fé ne volò al Cielo . 

Il Beato Fra Nicolò Brunacci fu di raro ingegno do- 
rato, &di sì efquifìta fcienza? che hauendo ftudiato lòtto 

P U 



B. Fra Nicolò 
Srunacci . 



rt 114 Libro Primo. 

1^ difciplma di AJberto Magno,& tornando'^ Perugia fila 
Patria , liiteflo Alberto CcrifCc a'Padri deJJa Prouincia- 
vna lettera piena delle lodi di quello. Se incominciaua-. 
così. Remittovobts P.Nicolaum Perufinum alterum-^ 
in Ittteris F, Tbomam de Aquino : Fu vtilifsimo alla Re- 
ligione, poiché lefle molti anni Teologia , gouernò molti 
Conuenti,& la Prouincia Romana, & quella di Sìciììsl con 
gran carità,&prudenza;con non minor patienza foppor- 
\ tò i graui franagli della vecchiaia , la quale lo tenne gran 

tempo infermo,-, ma QgM non per quefto lafciò di ftarecon 
Ja mente riuolta al Cielo; Fu autore appreflb il Pontefice 
Benedetto X I. che fi defle principio ad edificare la C hieia 
nuoua di S.Stefano,detta di S.Domenico nuouo, oue t^M 
fu fèpolto,doppo 1 efier fantiffimamente vifllito nella Re- 
ligione anni fettantalètte . 

Il Beato Fra Angelo ài Porta Sole, fa communemente 
dip^t"^!^^ chiamato di GiesùChrifto, poiché fèmpre in bocca ha- 
j^^, "^ treua quel Ibauirsimo, & diUotifsimo Nome ; La madre_i^. 

di lui , mentre era grauida, hebbe vifione, che le pareua 
di partorire vnpicciol cane con lònghiflima lingua, che 
mandaua fiiori grandifsimi latrati ; il che fu fègno della 
predicatione,che doueua in diuerfe parti del mondo Ipar- 
gere,come fi narra,che alla Madre di S.Domenico auuen- 
ne, quando nel fuo ventre portaua quel Gloriofb Santo ,. 
che predicando, cotanto doueua giouare; Venuta poi 
l'hora del parto, non mai potè la madre di Fra Angelo 
partorirlo , fin tanto , che non fu condotta ad vn luogo 
della cala , oue più volte fi era veduto vfciremii-aco Io fa- 
mente vn globo di fuoco ; Poiché '1 parto venne alla luce 
dtì modo, nell'efler portato al fanto Battefimo, apparue 
dal Cielo vn lume marauigliofo , che accompagnò i\ fan- 
ciullo per fin'alla Chiefa : ÌSTell età fua puerile , non fi^id-^ 
dero in lui quei legni fanciullefchi & quelle inclinationi, 
che per lo più ne gli altri fcorgere Ci Ibgliono ; fi daua allo 
Hudio delle lettere,alle vigih'calle orationi, fpefib tutto fi 
rifolueua in lagrime,& d tratteneua nella contemplatio- 
ne delle colè celeftirRitirofsi alla Religione Domenicana 
nellanno dell'età fua decimoterzo , con quella purità ^ 

che 



Libro Primo; ii^* 

àìt è Cimile ad vn'Angeio , & rinCcì mirabile , tanto nello 
in/égnare,nel quale ofiìtio fu moitianni occupaco,quanto 
neJgouernare i più nobili,& grandi Conuenti della, Pro- 
uincia ; Ma nelgiouare allafalute deil'animejfu fopramo- 
do Angolare , poiché con le^ frequentiffitne , & affettuo-^ 
fiflime predicationi , conuertì più di cento mila perfone , 
Battezzò di fua mano molti Giudei, & Idolatri, &c6pofè 
varie paci traperfbne,che con immortai odio fi perlègui^ 
tauano i" laonde ne venne in così gran credito dc'popoli, 
che non cótenti di baciargli le manì,&i piedi, & co gran 
riuerenzatoccarlojgli tagliauano ancora leftremiti del- 
le Vefti ,& come pretiofe reliquie conlèruauanle t Inftituì 
in diuerfì luoghi diuotifsime Compagnie, & diede rego- 
lai modo particolare alli difcipJinanti ì Arriuò la fama 
della fantità fua all'orecchie del Pótefìce Giouanni XXII. 
il quale all'ho ra dimoraua con la Corte in Auignone,on- 
de creolio fuo Penitentiero in Iloma,poi chiamatolo à fé, 
lo fece Vefcouo diGrolfeto, nella qual dignità, doppo 
l'hauerdiece anni con fommo zelo, & frutto gouernata_* 
quella fua Chiefa , nudatogli da Dio il ilio fine, volo iOTene 
al Cielo , in Ifchia l'anno 1 5 5 4- 

Oltre alli nominati, fiorirono nella Religione Domeni- 
cana alcuni altrijche fé bene no heb bero titolo di Beato, 
furono però di vita inreprefìbile,& di religiofiflìmi coflu- 
mijco hauer lafciato al modo famia diftraordinaria bon- 
ta,tra'quali fi può meritamente il primo luogo dare à Fra Fra Giaco- 
Giacomo di Ranuccio Perugino, della cui fàntità , & rara "?^ ^^ ^^""^ 
virtù fa teflimonianza Monfìg. D. Vincenzo Borghini ne' 
fuoiDifcorfì della Chiefa , e Vefcoui Fiorentini car. 585. 
oue dicejche elfendo vacata quella Chiefa 12 anni,nèpo-» 
tédolì accordare gii Elettori,Papa Honorio IV.per leuare "' 
le cocorrenze,&: glifcandoli,che ageuolmentenepoteua- 
no nafcere5& liberare infìeme d'ogni fbfpetto i Cittadini, 
fi gittò a perfona di religione, libera difeguito , ^ di pro- 
prio ìnterelfe , che fu Fra Giacomo da Caflel buono! del 
Perugino . Nella Libraria di S.Domenico d'Imola , tro- 
uofsi l'anno pafTatovn libro intito\a.to,Sermones P. la* 
tohi Perujìni > il quale credei! , che fìa di quefl;o Padre.» ; 

P a ouero 



ii6 Libro Primo. 

Altro Fra_^ Ouero dVn'altroFra Giacomo da Perugia» che fueccef- 
vliu^if? ^^ lentilfimo Predicatore, & di vita innocentirsima ; Quefti 
poiché fa morto,apparue con vefte candida» con faccia ri- 
Jp]endente,& con fiori nelle mani à Fra Raimondo, gran- 
de amico fuo, de ni diffc, ch'egli godeua neJla Ceiefte Pa- 
tria vn felice, & tranquillo flato, doue in breue ancor effo 
farebbe andato . Il che auuenne, perche Fra Raimondo, 
doppo tre giornijlafciando.quefta mortale ipoglia, andoi^ 
iène al Cielo .. 
Fra Bonauen EraBiionauentuTa da Gaftel della Pieue,adimitatione 
'^** cK-S.Barcolomeo Apoftolo, ducento volte il giorno,& al- 

tiietante la notte s'inginocchiaua,&faceua orationejCe- 
Je braua ogni mattina , & il giorno tutto conitimaua ixut 
fante opere.. 
^•.? ..^#po Fra Filippo Vihìyfiidì prudenza fingolare,onde di lai fi 
^^'^ • ferui aflai Neapoleone Orfini Cardimele Legato del Papa 

nella Lombardia , in affari importanti apprdfo Signori, & 
vari] Prencipi d'Italia . 
Fra Pietro Ba Fra Pietro Baglioni fu anch'egli per lo fuo raro valore 
glioiij . molto adoperato dal Cardinale Fra Matteo Orfini,& da. 

Fra Pietro di Palude Patriarca di Gierufalemme . 
Fra Tadeo Fra Tadeo lacopi entrò nella Religione giouanetto dì 
Iaco|»i« dodcci anniì& vi vi((è cinquanta,con tal maniera di vira» 
ch'ella pareu a quafi vnrbratione continua,per la cui virtù 
fece aequifto di tanta dottrina , che fu dignifllmo Letto- 
re in Romas& in altri principali Conuenti,& fu Predicato- 
re feruente, famofo, & di fommariputatione . La morte 
fua fu^fìmile alla vita3CÌoè,fantiffima> rendendo lo Q)irita 
à Dio,mentre cantaua quelle parole del Salmo . '' Eg9 au^ 
Um in Domino gandgbo , é^ exultabo in Dso I^Ju meo . 
otttS^ Fra Paolo de' Giudici meritò per Ja virtù fiia d eflér 

fatto dal Cardinale Matteo Orfìni Vicario di Agrigento^ 
che era la Chiefadi quello i Iddio %li iècegratia diriue- 
largli il giorno della fua morte , la quale fèguìin Auigno- 
ne l'anno ijzp. & era in tanta ftima, che il funere fuo fu. 
honorato dalia preienza dìi fette Cardinali,da ventiquat- 
tro tra Arciuefcoui,& Vefcoui, da moJti PreJatijC daJpo- 
polo tatto di quella Cittd . . 

Fra 



Libro Primo. 117 

Fra Bartolomeo Sparuierojancorcheentrafle nella Re- Fra Bartolo. 
%ioneinetàcliannÌ3 5. & che nel fecolo fofleiminerfo n-eo Sparux 
iié'traffichi, & ne' guadagni temporali; nondimeno chia- ^° ' 
mato da Chrifto,à guifa dell' Apollolo Matteo,dal banco, 
fu cosi pronto,& feruente à feguitarlo, che nello /patio di 
antii65.che ville nella Religione, non fi fcorfegià mai in 
lui, fé non efltmpij di bontà , & d'innocenza , oltre che fu 
dotato di gran prudenza 5 & accortezza; ondefuama- 
tifsimo non folo da f .Guglielmo Arciuefcouo di Corin- 
tOjche creollo fuo Vicario generale,ma ancora da F.Lati- 
no Orfini Cardinale Oftienfe , il quale fi feruìin negotij 
importanti dell'opera fìia ; Morì in età di circa anni i co. 

Fra Nicolò Vefmefi nobile Perugino, fu d'aufterità , & Fra Nicolò 
penitenza.quafi incredibile, poiché molti anni veftì Co' Velmefi. 
prale nude carne vn cilitio di ferro, con il quale andofle- 
ne à Roma à vifitare i SS. Apoftoli Pietro, & Paolo, ipeffo 
con vna catena pure di ferro difciplinandofì; Auanti che 
folle Sacerdote,ne' giorni che prendeua il Santifsimo Sa- 
cramento dell'Eucarefìia , non prendeaa cibo di fotte^ 
alcuna ; il letto Ilio era la nuda terra , il guanciale legno, 
ò dura pietra ; AndolTene poi con grandifllmo femore. Se 
guflo di Ipirito nella Terra fanta,oue vifitò NazaretjBet- 
lem, Gierufalem,& tutti quei fanti luoghi,ne' quali adem- . 
piti furono i mifterij della noftra redentione ', Indi fu a vi- 
fitarelaChiefa, & il Sepolcro di S.Catarina nel Monte-^ 
Sina,doue Iddio diede la Legge à Mosè ; Morì in Nicofia 
Città del Regno di Cipri» chiamato iui dal Signore à rì- 
ceuere in Cielo il frutto delle flie honorate fatiche . 

Fra Franco Perugino , fu principalifiìmo foggetto di j^'^ branco 
quefto Conuento,non iòlo perla dignità Archiepilcopale, di'^gijj^aria? 
della quale fu ornato , ma anche perche fu oltra modo 
dotto , & zelante della dilatatione della fanta Fede , l^u 
quale andò à predicare in terra de' Barbari nell'Oriente > 
con autorità Ipeciale di Papa Bonifatio VHI. ; Creollo il ^ - 

Generale fuo Vicario fopra tutti i Frati, che andauano à 
quella fanta Imprefa ; Imparò la lingua di quelle genti , & 
predicò eoa tanta gratia , che anco quei Barbari doppo 
Je predichigli audauano a baciar le mani A co'l raro ef- 
fe mpio» 



n8 



Libro Primo. 



Fi*a Paolo 
Guafteri. 



Fra Allibale 
Guidalotci. 



Fra Domeni- 
co Baglioni . 



FraManfueto 
Maeftro di Sa 
cto Palazzo. 



fempio , Si con h confueta conuerfatione dmenne loro 
gratifsimo ; Laonde Papa Giouanni XXII. Io fece Arciue- 
fcouo in Soldaria>il qual carico hauendo egli portato al^ 
cuni anni con fbmma virtu,già fatto decrepito,rinunciol- 
lo , & pieno di anni » ma più di meriti , voloflene al Cielo 
Tanno iSSS- 

Fra Paolo Guafteri, Predicatore celebre, penetrò quafi 
vn'altro Paolo Apoftolojcon le fue predicationi,in remo- 
tifllme Regioni , in Pera>in Coftantinopolijin Negropon- 
te,in Alia minore,in Efefo,in terra de Tartari, & in .Cipro, 
oue fu di gran feruitio al Vefcouo di Nicofia;Tornato poi 
in Italia eSercitò l'iileflo offitio di Predicatore , & di Let- 
tore in Roma , & in altre Città,con marauigliofo applau- 
fojVifle nella Religione anni quaranta; Mori l'anno 1 3 54. 

Fra Anibale Guidalotti per la fua dottrina, & grajti-i 
bonti, fu gratiflìmo a* Cardinali Fra Latino Orfìni , 8c 
Fra Nicolò da Prato , e doppo l'hauer Iettò, & predicato 
in Roma, & in altre Citti nobili con moltalode fua, & co 
grande gfouamento de' popoli,fatto già vecchfo,diuenne 
cieco.nella quale infermità fu fempre patientiffimo,fègui- 
tando il Choro giorno ^ e notte , fino allVltimo di fua vi- 
ta, che fu fanno 133^. 

Quelli, & altri molti fiorirono fin a quei tempi, come-» 
apparifce ne* ritratti, cheli vedono dipinti nel Clauftro 
maggiore, &pià ampiamente nella Cronica del Conuen- 
to,la quale fu per lo fpatio di più di cento anni tralafcia- 
ta,nel qual tempo fi può credere , che molti Padri lègna- 
lati viueflero.de' quali ancorché non lia rimafta la memo- 
ria in terra, non è però perduto il merito in Cielo . 

II P. F. Domenico Baglioni , poiché tra quelli huomini 
illuftri merita di eflere annouerato , non tanto per la no- 
biltà del fangue,quanto perladottrina,hauendo (critto , 
De fuga Chi*ifii in Aegyptum, & comporto altre opere_», 
ripigliò la Cronica,& diede notitia ài alcuni altri,de'qua- 
liipi'ù celebri Ibno Fra Leonardo Manfueto , Fra Seba- 
fìiano d'Angelo , Fra Nicolò Colombo , Fra Galparo , & 
Fra Valentino. 
Il Manfueto , doppo feflfere /lato Priore, & Lettore in 

varij 



Libro Primo. iip 

vari/ Gonuenti , & anche Prouinciale , fu fatto per Ja fua 
eminente fcienza, Maeftro del Sacro Palazzo , &poi l'an- 
no 1474. Generale di tutto l'Ordine , il quale relTe fettej 
anni con molta prudenza,& integrità, e fu in gran predi- 
camento di Cardinale; celebrò vn Capitolo generale^ 
con molta magnificenza in quefto Conuento , il quale fu 
da lui arricchito,& ornato di fabriche,dilibri,di argenti, 
di Reliquie, & di altre colè pretiofe ; moriranno 148 1. in 
Roma,&fu fepolto alla Minerua » 

Fra Sebaftiano d'Angelo,fu difcepolo del Manfueti, & F^2 Sebaftà- 
Iplendore grande di que(^a Cafa,di cui fu Reggente,&an- "^ ^'^"^^ °' 
che Priore ; Cinque anni fu Prouinciale, Se efièndo Teo- 
logo celebre,e verfato in varie fciencze,lafciò vari; Icritti , 
particolarmente d'Aftrologia , di cui era peritiffimo ; Fu 
GonfeflTore della Beata Colomba,& fcrilfe la vita di quel- 
la ; Morì ottuagenario nel 1 5^2 r. 

Fra Nicolò Colombo fu di profóndi/sima {cienza,e per Fra_NicoI6 
il fuo valore meritò la dignità di Maeftro di Sacro Palaz- f^^^ì? 5^' 
20 ; Fu accettiflìmo al Sommo Pontefice Clemente V II. di s^cro Pa-- 
e dall'i fteflb fu in grauiflìmi affari impiegato; Mori nel- lazzo, 
l'anno ijiy.inFiorcnzajhauendo lo lo anni quattro por- 
tato quella facra dignità , ma però con molta fua gloria . 

FraGa/paro, ancorché entrafle nella Religione dia 2, 
anni, & fenza lettere , fi diede nondimeno a gli fìudij con ^* ^^.Iparo» 
tanto fèruore,che in breue diuenne Predicatore egregio , 
& perfona di tanta Ietteratura,che fu poi ftimato fra i pri- 
mi Maeftri di tutta la Religione ; Fu Reggente di quefìo 
Conuento ,& d'altri, SclclTepublicamente Teologia iri^ 
Padoua, eflendo gratiffimo al Senato Veneto ; Hebbe_» 
memoria tenacifsima , & ingegno acutifsimo ; Scrifse (p- 
pra gli Euangeli Quadragefimali , & vn'opera in difefaj 
del Soccfnate, già fuo Maeftro ; Morì in Fiorenza l'an- 
no 1 5^3 r. 

Fra Girofamo Guglielmi Venetiano delfifteffa fami- p^^ Glrola- 
glia de* Guglielmi, che fiorilcein PerujE^ia , eflendo orna- ,^0 Gugliel- 
to di molta dottrina , & eloquenza , fii creato Vefcouo di mi Vefcouo- 
Emonia ; Egli interuenne al Concilio Tridentino , & 
nella fua morte, che feguìin Venetia l'anno 1 58 j. lafciò 

vna 



120 Libro Primo. 

vn a fu a opera in titolata > De operibus fex dururn^ • 

Fra Vincenzo fr^ Vincenzo £;?coJani , dinrioltrò Jadottrina fua nel- 
louVdi ìal ^y^^^^ ^ Lettore , che eflercitò in Fiorenza , in Roma, & 
rad'rniola,e in altri luoghi principali; la prudenza fece palefe nel go- 
di i^erugia . uerno di varij Conucnti , & principalmente in quello del- " 
la Mfnerua in Roma , maflìmamente quando fu cagione 
nella Sede Vacante di Papa Paolo Quarto, che non ha- 
uefTe effetto l'empio difègno del popolo adirato,che vole- 
uà faccheggiare,& abbrugiarela Chieia,&queiConuen- 
to , come haueua fatto il Palazzo di Ripetta , il che vietò ^ 
l'Ercolani con la prudenza , con la deflrezza , & l'orationi Ijj 
fue ; Fu mandato à riformare varij Mon afterij; Nel 1 5^p. 
fu da Pio Quinto afllmto al Ve/couato di Sarno,& volen- 
do il detto Pontefice mandare il Cardinale Akflfandrino 
Clio Nipote Legato de Latere alle tre Corone di Spagna , 
di Portugallo, & di Francia, volle , che l'Ercolani infieme 
con alcuni altri Prelati fcelti, andane à tenere compagnia 
in q uel viaggio al Nipote ; Da Gregorio Decimoterzo fu 
trasferito dal Vefcouato di Sarno à quello d'ImolaA poi 
à quello di Perugia fua Patria, doue mori , correndo l'an" 
no 158^. 
Fra Igtiatio Fra Ignatio Danti,ancor*egli è flato vn lume chiarifli- 
^^'?" J^*^^9°' mo di quefto Conuento , poiché le iviatematiche fcienze 
oa4 aw. ^^jjg quali fu intendentiffimo. Io fecero famofb per l'Ita- 
lia tutta , & grato à diuer/ì Prencipi grandi, hauendo egli 
la. fpeculatiua,& la pratica di quefta profeflìone; lafciò al- 
cune opere di Aftronomia, & in Fiorenza , & in Bologna, 
&in Roma fece molte co{è,che dimoftrano quanto valef- 
fe con l'ingegno, & con la virtù fua ; l'opera marauigliofa 
della Galleria del Vaticano , fu fatta con la fua fbprain- 
tendenza ; fece anco la pianta , & defcrittione di tutto il 
Territorio di Perugia , che fi vede alle Stampe ; fu Mate- 
matico de' Gran Duci di Tofcana, Cofmo, &Francefco 
de' Medici, & dello Studio di Bologna, & vltimamente di 
P apa Gregorio Decimoterzo,il quale creollo Vefcouo di 
Alatri nella Campagna di Roma , oue vifse folo anni tre, 
venendo à morte l'anno 1 585.nel mefed'Ottobre,hauen- 
do non molto, prima mandato i donare à quefto fuo 
* Con- 



Libro Primo • tzi 

Connentò vn ben 'ornato KeJiquiario, oue è vn Dente de 
Patriarca S.Domenico . 

fra Nicolò Alefsi rinuntiò vn Canonicato del Duomo F^a Nicolò 
di Perugia fua Patria , che gli fi ofFeriua , & partitofi da>. Alefsi. 
Perugia , andò à prendere l'habito di S.Domenico à Fio- 
renza ne! Conuento di SoMaria, oue fece il fuo Nouitia- 
to,& datofi alio ftudio,diuenne molto dotto ; lelTe il cor- 
fo tutto delle fcienze nel Conuento della 2vlinerua y oue_» 
hebbe difcepoli fra Michaele Bonelli, che fu poi Cardi- 
nale AlefTandrino, fra Akflandro f rancefchi, che diuen- 
ìie famofifsimo Predicatore,& Vefcouo di Forlì, Se altri 
iègnaiatifoggfittij Dilettoffi della Poefia latina, &voI- 
gare,& nellVnaj & nell'altra lingua compoiè molt'opere ; 
In Perugia fu Maefiro di Studio, & Keggente j ridufle vna 
parte della Scrittura vecchia in verfi latini , & le vite an- 
cora di molti Santi ; valfe affai nell'arte oratoria, fu Pre- 
dicatore infigne , e di vna certa femplicità Chrifliana j & 
<ii tale innocenzajche pareua, come diffe il gran Pa dre-j 
S.Bonauentura, cheinluinon hauefìè peccato Adamo j 
VifTe più di $o. anni nella Religione, & effendo Inquifito- 
f e dell'Vmbria,& di Perugia, doue fu caufa, che il Cardi- 
nale dalla Corgna erigeffe il Monafìero delle Conuertite; 
morì l'anno 1 585. dell'età fua 77. & il Vefcouo Ercolani , 
che fempre l'haueua teneramente amato , volle, che folle 
fepolto nel monumento , che iì haueuaper fé fleffo appa- 
recchiato . 

Fra Timoteo Bottoni© entrò nella Religione in età di Ff^ Timoteo 
vent'vno anno in quef^o i&efCo Conuento di Perugia, oue ^^"onio . 
effendo flato molti mefi, fu mandato à Fiorenza nel Con- 
uento di S.Marco,fbtto Ja difciplina dell'Ercolani fuo zio* 
appreffo il quale fece profìtto marauiglio/b & nelle lette- 
re, & nello fpirito ; Finito ch'egli hebbe il corCo delle-j 
fcienze , lelfe per quattro anni cótinui la Filolòfia nel me- 
defìmo Conuento di S.Maria Nouella, poi fu fatto Priore 
di S.Maria in gradi a Viterbo,Priore d'Oruieto, di S.Ko- 
mano di Lucca , & diqueflo Conuento di Perugia ; Non 
fi può efprimere quanto egli foffe zelante , & defìderoCo 
deli'ofTeru anz a Regola re;Era con tutti alquanto auflero; 

a mi 



iiz Libro Primo* 

ma con fé fteflfo ngorofiCsimo,8c quafi crudele, inde/è/To à 
gli lludij , alle vigilie , & al Choro j, Due volte fu Vicario 
Qulto ftlma Generale di tutta la Religione» Gregorio XlILJo propofe 
to dalli due con tre altri per Generale di tutto l'Ordine, Sifto V. gli 
GrS ^xm^ commife la riforma, & vifita con fuprema autorità della.. 
& Mo V. Religione de' Monaci Silueftrini , i quali furono da lui ri- 
formati con molta quiete,& fodisiattione di quei Padri ; 
Fu Inquifìtore di Genoua,neÌ quale Vffitio accoppiò il ze- 
lo , & la carità , & tanta deftrezza , che era da tutti ama- 
to , e riuerito ; Mandollopoi il Beato Carlo Borromeo 
Cardinale , per Confeflbre del Duca di Sauoia , e con elfo 
fu in Spagna, quando vi andò per la moglie D. Catarina»» 
d'Auftria ; Fece egli dono alConuento di molti quadri > 
ài Reliquie,di libri, & d altre cofe, che acquietate fi haue- 
ua ne gli VffLtij da lui eflercitati in Rom a , in Genoua , & 
1 9il*"'p^^' nel Piemonte ; Dilettoffi di Poefia volgare , hauendo fìi- 
ifa ^volgarel ^^ facile, fbaue, & polito, & lafciò molti fuoi còponimenti 
" m quefta profeflione,partÌGoIarmente H Primo de' Kegi in 
R.' 't* Tv V'erfifcioltirVollerErcoranifuozio rinuntiarglilaChiefa 
fcouato di Pe ^^ Perugia,di che alteroflì tanto il Bottonio, che l'È rcola- 
rugia offerto ni hebbe molto che fare à (cufarfi; Eflendo anco chiama- 
gli dall'Etto- to a Roma da Gregorio XlII.che benifsimo conofceua H 
am uo zio^ ^^^ ^^^^ merito , & voleua guiderdonarlo , replicò con_Ì. 
tanta efficacia , che'iPonteffce non volle affringerlo à la- 
fciare la Cella : Oltre la lingua Tofcana, & Latina , che_> 
haueua molto buona,jpoflredeuaanco la Greca , la Fran- 
cefe , la Spagnuola, & di quefte due vltime tra^ortò 
molte cofè nella noltra Italiana; Haueua notitiagran- 
Lafciarrella; de dell'hiftorie delMondo tutto , come fi vede daquat- 
qu^tmTcenl ^^^ Centurie , nelle quali; fcriife quanto di notabile fuc- 
turied'Hiftor cefle in quefti vltimi quattrocento anni in varie parrti del 
rie» Mondo , in Perugia , nella Religione di San Domenico , 

nella Prouincia Romana, & in queffo Conirento : Lamor* 
tefùa lèguì l'anno i5pr. il giorno decimoterzo dì Giu- 
gno nella fòle nn ita del Corpus Domini, hauendo anni 
fefTanta ; e non fi può efprimere con quanta allegrezza , 
& diuotione facefle egliquell'eflremo paflTo ; Solo non ta- 
cerò dlrejche eflèndogli prefèntata l'Òftia Sacrata,& do- 
mane- 



Libro Primo. i2^ 

mandatogli Tecondo il folito, Credis quod hìe fit Corpus 
Qbrijli ì Riipofe quelle fonnalf parole , Ego aredo , ^ 
fempercredidiié^ multoùts de^deraui mori pra tamex-' 
teihnti Articuh Fida . 

De Padri Carmelitani , e Mia Chiefa loro 
MS» Simone, Caf, XXllL 



IN quefti miei Difcorfi delle Religioni , che dimora* 
no in Perugia , io ho giudicato ben fatto , i\ xlare ì, 
ciafcuna quelluogOache nelle Procefsioni,& in altri 
atti, oue fi attende la precedenza j è foJita dihauere 
in quefta Citta . Egli è cofa chiara , che la Religione de* 
Padri Carmelitani può annouerarfi tra le più antiche Re- 
ligioni, che fiano nella noftra Citta, perche fi proua inani- 
feftamente dalle fcritture,checonferuano detti Padri,che 
molti centinara d'anni ibno, efsi dimorauano in S. Maria carmelitani 
delia Valle,Parocchia al preferite in Porta Burnea,l3 qua- dimorauano 
le dalia fua ftruttura ài pietre quadrate, & da altri iègni,fi ^," S. Maria^, 
vede efiere antichifsima. Quefto luogo fii pofciada' Car- PaJocchia^ 
melitani venduto, con licenza di Benedetto IX.come ap- «chifsima in 
pare da vna fua Bolla, fpedita Tanno 105 a. allia.d'Ago- Porta Burnea 
fìo i Et ciò fu ottenuto con conditione , che quei Padri fi 
rinueftilTero ò\ vn'altro più decente luogo , come fecero , 
hauendo ottenuto quello, oue {bno al prefentcper Tedifi- 
catione,& accommodamento del qHa]e,Bolgaro Monte- 
melini Vefcouo ài Perugia , l'anno 1 247. concefle Indul- 
genze i coloro,che porgeuano elemofine,& aiuti : Attefa 
dunque quefta grande antichità, non è marauiglia,fè laj 
voce di quefto Conuento di Perugia tiene il primo luogo 
ne' Capitoli de' Padri Carmelitani . 

La Chiefa è à.ì giufta grandezza, & è modernamentaj Chiefa de* Pa 
ftata riftaurata ; Softiene l'Altare maggiore vnatauola». dri Carmeli^ 
dipinta con molt'arte, la quale, come alcuni vogliano , è ""* 5 
opera di Pietro Perugino , di cui anco fi vede vna beila-. 

Q^ 2 pittu^ 



1 24 Libro Primo . 

pittura à frefco nella facciata di fuori , che risponde' i>ella n 
ibada pubJica j L'Altare della Madonna del Carmine y è 
Immagine^ adorno di pittLirej& di lauori di ftucco ; in eflb è coUoea- 
della Madon- ta l'Imagine della Glorio fa Vergine,Ja quale è illuftre per 
na del Carmi niolti miracoli,e fu dipinta fan no iiop. con occafìonedi 
temp^'di pè? pertinenza ; & tal volta anco ne' noftri tempi è ftata por- 
Itilenza . tata ia Procefsione per la Città ne' fìmili bifbgni ; fuole»* 
moftrarfi in tempi determinati al popolo , che fèmpre in 
gran numero vi concorre;Et in quefta Cappella è fonda- 
ta la Compagnia del Carmine per vigo re delle Bolle, & 
de'Priuilegi della B,eligk)ne j ÈMa Chiefa Parocchiada 
tempo immemorabile , Scgodelarglk Indulgenze, con^ 
cefTele da varij Sommi Pontefici , come da Sii^o I V. daJ 
Gregorio XIII. & da Clemente VIH. 

Dimorano in quefto Conuento per l'ordinario dieci 
Padri , & da quefto vfci quelfamofo Paolo Perugino , di 
eui fa mentione ilTritemio, &iIGiouioj come anco 
BaKilla Zuc- ^^eftro Gio: Battifta Ziicconio , per origine ìlomano ^ 
conio • n^à Perugino può dirfi per eifere flato figliuolo di quefto* 

Conuento , per hauerui fatto i (noi ftudij , & per hauerui 
menata buona parte della vita iùa ; Hebbe quefto Padre 
nella Religione i principali Offidj r come il Pro uinciala^ 
to di Roma , &: Vicariato Apoftolico nel Regno di Na- 
poli, & nella Puglia; Donò à quefto luogo vna bella.,' 
Croce d^ebanoguernita d'argento , piena di fante Reli- 
quie, la quale fi congrua nella Sacreftia, come anco vna 
^ran fomma di denarij& vn ricco parato «Morì in Rom^ 
l'Anno Canto i6oq« 

De Semi y e di S, 2ì/faria ] e di S, Fiorenza 
Chiefeloro. Cof. XXIF\ 

Girando gli anni 1255. ottennero i Padri da' 
Semi a Perugia vn luogo fuori dèlia Porta». 
Burnea , non molto lontano dalla Città, quiui 
dimorarono fino al dì v^timo di Settembre-» 
<iel 13 15. nel qual tempo hauendo efsi comprato vn'altro 

luogo 



Libro Primo . 1 2 ^ 

jìtogo dentro la Città , pofìo nella Parecchia di S, Paolo 

di detta Porta Biirneajoue e al prefente la Sapienza Nuo- 

ua, che chiamauafi S. Maria de' Semi, come il luogo di ^ . ,, . ^, • 

fuori;ftettero in quefto lo fpatio di 2 2p.annf,molto fauo- fa annchifh - 

riti dal Popolo Perugino,& particolarmente da' Signori ma de' Padri 

Baglioni, che per lo piùhaueuano le cafe vicine a quella^ Seruiti . 

Chiefa; naà per cagione della Fortezza fatta da Paolo 

Terzo, bifbgnò demolire detta Chiefa, e furono i Pa- . 

dri conftreÈti spartire da quel luogo, benché il Pontefice 

hauendo pietà,& riguardo al gran dannojche patinano , 

non mancò di ricompenfargli in qualche parte, nel che 

adoperofsi aCai con l'autorità, & con l'eloquenza fua Fra 

"NTicolò Alfani del detto Ordine ; Furono dunque-^a-.. 

Paolo III. non iblo lafciate à queiìii Padri tutte rentrate,8c. 

beni ftabili, & mobiIi,& i priuilegi tutti, & gratie tempo- 

ra!i,& Ipirituali , màetiandio fu loro donata la Chiefa , & 

il Conuento di Santa Maria Nuoua , che alfhora poife- r ^ì 'F 

deuano i Padri Siluefcrini,con tutto il mobile, fcritture_», drf snueflahl 

beni ftabili, e con tutte le ragioni , & attieni pertinenti à in Porta Sole 

quella Chiefa , & Conuento , fi come appare in due Bolle couceffa a'Pa 

di detto Pontefice^ Laonde i Padri de' Serui,partendofi d"p^^j^ni* 

all'vitimo di Settembre 1 542 . dalla Chiefa loro di Porta ^ ^^^ ' 

Burnea,fe neandorono procefllonalmente all'altra Chie- 

fa,& Conuento in Porta Sole , oue ftanno al prefente ; Né 

fu picciolala perdita , che eflì fecero di molte Famiglie , 

che haueuano le fèpolture nell'altra Chiefa , con tutto dò Famiglie no- 

molte di quelle li fèguitarono nella Chiefa nuoua , come bili, che ha- 

furono alcune de' Baglioni , de' Vibij , de' Gratiani ,de tufe'nellTlo- 

Monaldi, de' Bartolini , &c altre , ro prima-* 

Fu quefta Chiefa fondata, & fabricata da Braccio For-* Chiefa . 
tebracci,come dimoftrano l'Armi fue in marmb,che fono 
nella parte interiore di elfa ; e perche fu ritrouata da>« 
detti Padri in cattino eflere , non {ò lo la Chiefa , ma anco 
il Conuento , fu loro di meftieri di fare poco meno ,che-^ 

da' fondamenti l'vni , e l'altra , come fecero , riducen-« 

doli anco in m eglior form a . 

Softiene l'Altare fuo maggiore vna tauola bellifllm^, 

ancorché fìa di maniera antica, oue è dipintala Gloriofa 

Ver- 



125 Libro Primo. 

$ì defctiuela Verone Annuntfata cÌaH*AngeJa; dietro al detto Altare 
chiela,conIe dalla parte verfo il Choro , è vn grande CrocefifTo di ri- 
lue Cappelle. Jieuo,lauorato con arte mirabile ; Di non minor bellez- 
za è vn'altro Crocefiflb pur di rilieuo , pofto nella Cappel- 
Ja , & Altare de* Baglioni , il quale è ornato di marmi 
bianchijrofsije gialli del Territorio noftro, & gode il Pri- 
uilegio de* Defonti j oltre à ciò in eflb è fondata la Vene- 
Com^agn^ rabile Compagnia delCrocefiflb, la quale hi horafabri- 
ib in deuaJ ^^^^ dalla parte di dietro vn nobile » & capace Oratorio , 
Chiefa . oue ingran numero i Confrati fi adunano in tempi defti- 

natijsi per far guadagno de' gran tefbri d'Indulgenze.* , 
che gode,come ancora per elfercitarfi in opere pie: Heb- 
bc quefto principio l'anno 1575. e fupofcia aggregato» 
quello di S.Marcello in Roma . 

La Cappella de'Bartolini, oue è il Prefepio, è di grafi-* 
Compagnia deuotione, & euui fondata la Compagnia deJJ'Habito de' 
deli' Ha biro Semi , oue fono aggregati huomini , e donne in gran nu- 
de' Serui . mero .. Nell'Altare de Perigli è collocata la Statua di San 
Girolamo. più grade del naturale, opera famofadi Nan- 
ni Bigio Fiorentino ; Poco di fotto fono in due Cappello 
due belle tauole di Pietro Perugino,& appreffo in vn'altra 
Cappella è yn'adoratione de'Magi,dfpìnta con grand'ar- 
te , & con vago colorito . In piedi della Chiefa dirimpet- 
to all'Altare maggiore è l'Organo, dall'altra parte vedefi 
in vn'Altare vn Confalone antico, che fi fuol portare ìhj 
proceflìone ne' bifogni grandi della Città , & dimoftra ef- 
fere filato dipinto in occafione di peftilenza , ò di altro 
flagello , 

E^ qnefta Chiefi Parocchiale, & Priorato, & ha vniteJ 
-^ _ ,. .^ moke Chiefè, & benefici; j Siritrouanoin efCa alcune fè- 
ch'e fi cotS gnalate Reliqu "e,?^ particolarmente vn braccio de gl'In- 
ìuono in efsa . nocenti , & vn pezzetto di legno della Santifiìma Croce , 
le quali Reliquie furono dalia Città donate à quefiia Reli- 
gione, à cui anche jfèce altre gratie,e fauori, come l'ordi- 
nare l'anno 145 1. che leRpaga-fTe ogni anno da tiittii 
Gabellieri vna certa fommadi danari per la fibrica della 
Chiefa , & del Conuento ', il che Cu confermato da Euge- 
nio IV. da Califto III. Se da Sifi;o IV. in perpetuo ; come 

anche 



Libro Primo. 127 

incheil confegnare à grilklTi Padri vna chiane della caf- 
fadoade fi cauano le palle , che contengono i nomi di co- 
loro» che hanno da eflcre efttatti di Magiftrato . 

Suole quefta Chiefa eflerevifitata procefsionalmente 
in varie folennità deiranno,& particolarmente nel gior- . . 

no della Santifllm a Concettione,nel giorno di S.Gio:Bat- luaSTerugiI 
tifta,&in quello deirAnnuntiata,per vn antico inftjtuto , ni Sepolti in 
dal Collegio de' Dottori tcgifii : Voi/èro in elTa eflfer fé- ^^etu Chiefa ^ 
polti Braccio primo , & fecondo de' Baglioni lluftr i nella^j Braccio j. & 
profefsione dell'armi » i corpi de' quali fotto coltre di ij^de'Baglic- 
broccato fono in due caffè pofte in luogo eminente del- ^J, ,, 

la, Sacreffia; come anco Baldo nouello Bartolini,& Baldo k Bartolini .' 
Perigli famofi lurifconfultr . Baldo Perigli. 

IlConaento è affai abbondante di ftanze , e tuttauia fi 
accrefce con altre commoditàjdimorandoui tra Sacer- 
doti , & miniftri per l'ordinario quarant'otto perfone ; Vi 
fi mantiene anco vno Studio fiorito,& in vari] tempi vici- 
rono daquefto Padri molto infigni , come MaeftroAn- Maefiro An- 
drea Perugino, che fu creato Generale nell'unno 1497. f^^ Genera- 
& vifle in tale dignità due anni,& dieci mefi, hauendo la- 
CcUto di Ce gran fama, di dottrina , & d'integriti ; Mae- 
firo Nicolò fimilmente Perugino, il quale dopò l'hauer 
fatti nobililsimi paragoni del valor fuo in leggere , & ìil> 
predicare in varij luoghi della Religione, fu l'anno 1427. 
creato Generale dell'Ordine in Fiorenza , & fu vno de' 
Teologijche con il Cardinale Colonna ritrouofsi al Con^ 
cilìo Coftantienfér, 

POflédeuano anticamente la Chiera,& il Conuento di IjMa^aVet. 
S.Fiorenzo i Ciftercienfi, alcuni de' quali vennero nel gine,eS.Fio- 
diftretto di Perugia, & habitarono vn luogo, detto il Bo- renzo Chie- 
fcodi Bacco,non molto lungi dal Ponte Falcino j & per- ^^^°^o. 
che queffo luogo era (peffo moleftato da certi Soldati , 
chiamati Sociali , i quali per poterui più commodamente 
^"f^ljare» & quando loro foffeà grsdo, haueuano gitta- 
te a terra le trura , che lo circondati ano j Supph'corono i 
Padri BonifatioNcno Sonnmo Pontefi( e, àvolerfi con- 
tentare , che efsi poteflero ridurfi dentro Perugia nel luo - 



izS Libro Primo .^ 

go diS. Fiorenzo , il quale era Priorato , Pafoccliia, & 

membro di S.SaJuatore di Monte Acuto , Juogo Joro; 

Conceffe quel Pontefice la gratia adfmandata , come ne 

appare vn a Bolla j nella quale ancora diede loro molte-j 

eientioni^ & Indulgenze , onde vennero i Ciftercienfì ad 

habitarein S.Fiorenzo ; Ma paflati alcuni anni, furono 

■ I V ^^ q^e^<> luogo priuati per giufte ragionijda Eugenio IV. 

nt^Ti Cifter il che appare per vna fua Bolla, data in Fiorenza il giorno 

cienfi della-, decimoquarto di Febraro 1442.; JEt per vn'altra Bolla del 

GhiefadiSan niedefimo Pontefice , data fotto il dì ventefimoterzo di 

di anf Padri Dicembre 1 444. ne furono inuefìiti i Padri de' Serui,det- 

Semiti. " ti all'horadell'Oflèruanza, i quali vi vennero ad habitare 

l'anno 1445. il giorno decimofefto di Marzo ; le parole-j 

della Bolla fono le infrafcritte . 

^od Ji disio termino elapfo id jacers negltxerint , fa 
de perfonts Qrdinis illius , cuius ejfe inueneris , fi idonei 
haberi potsrunt , alioquin de Religiofis Ordinis Seruorum 
SanSì fi Marta de Ob/eruantia Prioratum pradiSìum^ 
dibitè y Ò" fiifficienter r e formare Jiudeas , S'è* 
La qual Bolla è diretta a Domenico Prete Cardinale , & 
legato doì titolo di Santa Croce in Gieriìfàlemme_> : 
Due anni dopò l'iftefTo Pontifice con vn'altra Bolla , con- 
ferma quanto per prima donato haueua a' Frati dell'Of* 
feruanza , & ecco le fue parole . 

Jpfumque Prioratum » feu MonaBe.rium , cum bonìs , 

iunbus , é>'pertìnentijs futs , Fratrtbus diSìi Ordinis Ser* 

uorum Beata Maria fub regulari ob/eruantia viuenti-» 

bus contulerant; ^c» 

. Oltr£ la Ghiefa di S. Fiorenzo , concefse quel Sommo 

Pontefice a' detti Frati molti altri luoghi, come fi può 

vedere in detta Bolla, la quale fu poiapprouata per vn'al-p- 

tra di Nicolò V.fuo fuccefsore fanno 1448. il dì ventefi- 

mo fettimo dì Maggio é 

Sì defcrlue la £^fitiiato quefìo luogo nella Contrada Chiamata Pori-^ 

Cappelle^n ta Sole, in aria temperatifsima ; Auantialla Chiefa è vna 

effa . Piazza di affai giuf^a grandezza. , che più magnifica » & ri- 

guardeuole la rende; La Chiefa è fabricata con buonora 

proportione, & architettura ; Il fuo Altare maggiore è 

adorno 



Libro Primo. xzp 

adórno di vna bella tauola>& di alcune ftatue di riJieuo , 
& di altri ornamenti , fatti tutti da Vincenzo Danti Peru- 
gino ; Vi fono varie Cappelle , quella de gli Anfidei è più 
d'ogni altra riguardeuole, per hauere vna bella tauolaJ 
fatta dal .peritiflimo RafaellodiVrbino , & celebrata., 
da Giorgio Vafari nella vita di detto Rafaello ; Quella:^ 
de' Paolucci, & Sotij è tutta hiftoriata con la vita , & mi- 
racoli di S. Andrea Apoftolo , titolo di detta Cappella-. ; 
Quella de gli Almenni è ornata di pitture fatte da Orà- 
tio de Paris Perugino > il quale vi acquiftò molta lode-»> 
maffimamente nel rapprefentare in vna facciata vna bat- 
taglia fatta a cauallo ; foftiene l'Altare di quefta Cappella q e, 
vn Confalone,che fu dipinto l'anno 147^. comedimoftra de«VchieS 
il medefimo , elpreflb iuiin alcuni verfi rózzi in lingua-, dipinto in té- 
volgare, dalli quali fi comprende , che fu dipinto con oc- po di peftiien 
cafione ò di peftilenza , ò di altra auuerfità ; fi fuole que- ^^ " 
fto Gonfalone portare con gran folennità in procefiìcne 
per la Citti , qual volta à lei fourafta qualche grande au- 
uerfità , e l'Autore che lo dipinlè fu vn certo Benedetto 
Buonfiglio Perugino , del che fi confèrua memoria nel 
detto Cpnirento . 

Siritrouano, &;confèruanfi decentemente inquefìaJ 
Chiefa l'infrafcritte fante Reliquie i fbtto l'Altare mag- ^^f'^ ^^J^J^^ 
giore giace il corpo di S.Fiorenzo,infieme con quello de' j^^^ ^r Jfufe 
Santi Giuliano, Ciriaco , Marcellino , & Fauftino, i quali 
tutti furono martirizzati in Perugia l'anno 2 52. al tempo 
di Decio Imperatore , & di Cornelio Licinio Valeriane 
Prefètto, intorno al principio di Giugno , nel qual tempo 
in Perugia (ì celebrala lor Fella , & di eflì così parla il 
Martirologio Komano : Perufia SanBorum Martyrum 
Fiorenti/ , luliani Cyriaci , Mareellini , (r Faufiini , qui 
in perfeeutione Decy capite eafi funi . la vita , & marti- 
rio in penna di detti Santi» fi confèrua da' fopradetti Pa- 
dri,& i^i elTa fa mentione il Cardinale Baronio nel Marti- 
rologio. Leggefi nelle memorie antiche della nofiraJ 
Città, che Tanno 13 12. fu ordinato fi folennizzaff^ !a-. 
fefta di S.Fìorenzo,e che l'anno 1548. efifendo vna gr.^n-i 
peftilenza in Perugia/oire portato per la Citt^ il corpo di 

K detto 



T^D Libro Primo. 

detto Santo , e che ce/Tato quel maligno ìnflufTo , indila^ 
Città inftituifle in rendimento di grafie, la Procefsione à 
detta Chiefa , come per lino ad hoggi lì ofTerua > nel gior- 
no della fefta dd Santo , cheiui fi. celebra il di primo di 
Giugno. 

Isj ell'Altare de' Maflareiii lì conferiiano quell'altre fan- 
te Reliquie j che fi mollrano al popolo ne* tempi determi*- 
nati; gran parte delle teile, & di altre oda de' Santi Fau^ 
ftino,& Marcellino Alartirijcompagnidi S. Fiorenzo ; le 
olfa di S. Sebaftiano Martire ; diS.Eufebio Vefeouo , & 
Martire ; de' Santi VaIerio,&Vrb ano Martiri ; di S. Ghri- 
ftofaro Martire; di S. Vittore Martire ;di S. Aleflfandro 
Martire ; di S. Ganci ano Mar tire. ; di S. Biagio Velcouo ; 
di S.Omolo 'y di S.Efuberantia Vergine , & Martire ; di S. 
Giuftina Vergine j & Martire ; di S. Orfola Vergine , & 
Martire ; di S; Maria; Maddalena j diuerfe Reliquie de' 
Compagni di S.Fiorenzo Martiri; del lupgo oue Chrifto 
fu crocefiflb; dèi luogo oueChrifto afcefe al Cielo; del ci- 
litio della Beata Madalena ;.del luogo oue lo Spirito fan- 
to difcefèlbpra la Santifsima Vergine , & glìApoftoli. i 
Si Fiorenzo E^ queftaChiefa tra le principali di Porta Sole, & è Pa-'- 
tiSsL'^ ^^ rocchia COSÌ antica, chenon fi hanotitia,qHando comin- 
ptiuìk^hu ciaflfejattefo chejper fin quando la.teaeuanoiCifìercienfi " 
da'-sómi Poa foffe Parocchfa, come d legge in vn Breue d'Innocentio 
rchci Terzojuel quale concede a' detti Ciftercienfi, che neffuno 

porta edificare Chiefe, né Oratori] nella Parocchialoro ; & 
è anco chiamata in vanV. Eolle,Priorato . Hebbero poi i 
Padri de*^ Semi da' Som mi PonteficÌ5& altri,varie gratie , 
& fauoriin ptogrefTó di tempo ; Eonifa fio IX. conceffe^' 
alla Chiefa molte Indulgenze nel giorno di S. Fiorenzo , 
& nel Breue fafsi mctione de' gloriofi corpi de'^Santi Mar- 
tiri FÌQrenzo,e Ciriaco,dato alli 2 <5'. di MsLggio,8cdel fuo 
Pontificato fanno quarto; Pio IV. & Giulio HI. confer- 
mano àdett.T Chiefa i Priuifegi; ottenuti da gli altri So^ 
mi Ponteffci,& nelBreue fafsi particolarmente mentione 
d'Innocentio III. di Giulio Il.di Clemente Vi r.& di Pao- 
lo III. concedendo àqueftf Padri quégl'lndultì , che Cono 
concefìl alliMendicanti , & facendo loro altre graffe , che 
.. fono 



Libro Primo. 



i:^r 






fono e/prefìfe in vna BoiladatainKomail dì i o. d'Aptile 
dell'anno 1 5 5 i.VoJfero in quello honorato Tempio efìfere 
fepoki varie perfoneiHuftn, etra, Tamofi ,& chiari Dot- 
tori di Legge , Tobia Nonio,&; Ranaldo Kidoifìni, i qua- 
li, come che fbfTero in vita dalla profelfione fatti /grandi 
emoli, & concorrenti, furono nella morte dal luogo con- 
giunti. 

Il Consento di quella Chiefa ha habitationi affai com- 
mode,nelle quali dimorano per l'ordinario venti Frati, & 
euui , come efli dicono , lo ftudio minore , dal<]uale fono 
vfciti Padri di molto valore , e de' Perugini particolaf-^ 
niente vi /lori il P.F.Gio:Paolo,ilquarehebbe cariche im- 
portanti nella Keligione ; Et il P. F. Giordano vecchio di 
'Cento,e più anni,che per la Caa. incorrotta,& fanta vita, fu 
gratifsimo a Paolo Ill.dal quale ottenne le larghe Indul- 
genze, che gode la diuota Chiefa di Montorone ; Ridufle 
•quefto Padre al bel modello,che fi vede,la fabrica di det- 
ta Chiefa,la quale fu già vnita al Conuento di S.Fiorenzo 
Tanno i5i?.da Adriano VI. La memoria delle Ibpradet- 
^te Indulgenze fi vede eijjrefla in vn marmo iui dentro 
.alla Chie là collocato , & è tale«, 

PAVLVS HI. P O N T. IVI A X 

RELIGIOSI VIRIFRATRIS lORDANI PRECIBVS 

AD HANC MONTIS TVRRENI, 

QVAM SANCT^ MARIM GRATIARVM ^DEM 

NOMINARI VOLVIT, 

J^CCeDENS, INGENTEMQJVRENvE CRATERAM JEXCIPIENS, 

--V AC SVBINDE INVERTENS, , • 

TOT DIERVM, QyOT ILLI ERANT ARENVLit ÀTOMI, 
REMISSIONEM IN SINGVLOS DIES 
TERPETVO CONCESStT, 
ET INSVPER PESTO DIVI ANGELI 
DE MENSE SEPTEMBRIS, 
OCTAVOQ^ POST PaSCHA RESVRRECTIONIS , 
"ET QVO SANCTISS. VlRGINIS VISITATIO CELEBRATVR, 
NOXI^ , NOXLtQ:, VENIAM OMNIBVS DICTAM /EDEM 
A MERIDIE PR/ECEDENTIS DISI, 
AD HORAM VSQVE SERAM, 
ALIQVA ELEEMOSYNA VlSlf ANTIBVS , 
EX VALIDA ECCLESIA ROMANA FORMA 

PERPETVO DVRATVRAM 
ELARGITVS EST HI. iCAL. OCTOBRIS M.D.XXXV. 

K ^ Di 



Tobia Nonio 
e RanaldoRi 
doifini famo- 
fi Dottori di, 
Legge rjpo- 
fono in detta 
Chiefa • 



Fra 'Giorda-- 
no Semita ot 
tiene da Pao- 
lo III. Indul- 

géze ampiif- 
lìtne perla_» 
Chiefa di Mó 
torone . 



I^Z 



Libro Prim 



o 



Sin Bartolo^ 
meo nel di- 
fetto di Sol- 
fagnanoChie 
fa de* Frati di 
SjAgoftino. 



lì Card, ori- 
na deli'Ordi- 
ne di S. Ago- 
ilino iftaura- 
ratore di det- 
to Conwniio 



Di S. AgoHino y (^ di S. Maria ^Nouella l 
Cap. XXF, 

NO N fi ha memoria , in che tempo ediiicatàj 
foffe la nobiJ Chiefa , & Conuento di S.Agofti- 
no , ma per quanto dicono i Padri più vecchi 
. di quell'Ordine , che hora fono in Perugia , di- 
morauano per prima neJJa Chiefa di S.BartoIomeo nel di- 
ftretto di Solfagnano Caftello di Perugi3,& quindi venne- 
ro alla Città , hauendo eletto nella Porta di S. Angelo il 
luogo, oue hora fi ritrouano, il quale fi può credere, che 
fofife edificato a Ipelè del noftro Commune, poiché vedófi 
nelle mura vecchie del Conuento alcune Armi della no- 
fìra Città,e che fia Conuento antichifsimo,non v'hadub- 
bioyleggendofi nella Cronica della Keligione -Auguftìnia- 
na,fatta da F.Giofcppe Panfilo,che l'anno 127^. in quefto 
luogo fu celebrato il Capitolo generale; EfTendo poi det- 
to Conuento in progreflb di tempo aflai con filmato , e dt- 
ftrutto j fu con grolfa Ipefa riftaurato , & à bella forma ri- 
dotto da AlefTandro Oliua Cardinale del detto Ordin^yfl 
quale gli haueua molta affettione , & donògh' terreni di 
grofse rendite,per effere quiui dimorato circa venti anni, 
e lettoui pubicamente Filofi)fiajil che racconta Antonio 
Campano in vn'Oratione,che diede alle Stampe,in mor- 
te di detto Cardinale, eie parole fue fono quefie-»* 

Bononia reliSia 9 Perufiam petytad Tbeologiam perei* 
pìendam , vbi €odem candore vita; cum aut public è ìegsret 
Fbihfopbiamt aut Tbeologiam audirtt , 'vigintt commora- 
im armoì » per omnes gradus , quos babuit , in clarijp" 
mum nojirés atatis Tbeo/ogum euajit . 

^i diltendc auanti alla Chiefa vn'a/sai bella, e fpatfo/àJ 
piazza, &fa.Iendo alcunigradini di marmo, per due gran 
porte fi pafsa nella Chiefa, la quale è dì giufta, & propor- 
tionata grandezza, fi)tto la cui Tribuna è pofto l'Altare-j 
^aggiore4ella ngbile hm%)k^ della StaiFa^ ifolato, e che 



Libro Primo. 135 

foftiene vn bel Tabernacolo, & vna gran tauola dipinta^ 
da, ambedue le parti con molta diligenza , & arte dal fa- 
mofb Pietro Perugino j dietro v'è il Choro co Tuoi fé g-» 
gi ornati con intagli di marauigliofb artifìtio , & intorno 
alla Chiefà vi fono alcune Cappelle fcgnalate , & partico- Cappelle fe- 
krmente quella del Crocefìfso, perii Priuilegio concelìb- getta ^hj^- 
le da Gregorio X 1 1 1. per l'Anime de' Defonti ; La Cap- 
pella , ò Altare di S. Nicolò , per vna tauola di Pietro fo- 
pradetto , & vn'altra iui vicina del medefirao artefice-j ; 
La Cappella de' Magi della famiglia Dodda,per vna bella 
tauola di Eufepio da S.Giorgio^ Le due CappellCjò Alta- 
ri di S.Andrea, & di S.Catarina, iVna all'incontro dell'al- 
tra , per due tauole di Errigo fiammingo j La Cappella 
de'Danzetti, oue Gio: Battifta dalla Marca dipinfè nelle 
facciate l'hiftorie di S. Lucia, & Francelcoda Vrbino ni- 
pote di Federico Barocci dipinfè la tauola dell'Aitar e_i ; 
La Cappella finalmente de gli Eugenij , oue è vna tauola 
dipinta dal Caualiere Giofeppe d'Arpino,che hoggi viue, 
&viuerà nelle fue opere per molti iècoli,- poco di fotto 
nella facciata,che è volta verfo l'Altare maggiore è collo- 
cato l'Organo , fatto con molta magni£cenza,& con va-* 
ghi ornamenti . 

Sono in quefta Chiefa molti facri Pegni ripofti s In vna 
caffa collocatane! muro con grata di ferro , vie il corpo ^f^^^ ^f^' 
del B.Giacomo da Cerqueto,chiaro per molti miracoli, feruono^ ìn^ 
ma di lui di fotto più diffafamente ragionaremo ; Nella-i detta Ghiera. 
Sacreflia conferuafi vna Spina della Corona di No flro 
Signore , del Latte della Gloriola Vergine Maria, il brac- 
cio di S.Sebafliano , il braccio del 3eato Giacomo , il Le- 
gno dellafantiflìma Croce , la teiìia di S.Stefano con i ca- 
pelli, vna tefla de gl'Innocenti , la fpalla di S.Maria Mad- 
dalena > Reliquie di S.Sauino , Reliquie de SS. Filippo , e 
eGiacomo Apoftoli, Reliquiedi S.Bibiana, Reliquie di 
S.Vittoria > Reliquie di S. Marcellino , di S.Lorenzo , di S. 
Valeriana, di S.Antonio Abbate,di S.Cefareo,& molte-^ 
altre in vn Tabernacolo di molto valore , donato dsu 
Maeftro Aurelio Capofanti Perugino, già Frate di que- 
iJaRcligione-i.i 



134 



Libro Primo. 



Perugini le-i- 
gnalati ìnlet 
terc, che ripe 
fano in detta 
Chiefa . 



Nicolò de_j 
Merciari Ve- 
fcouo d'Or- 
uleto . 



Benedetto de 
Benedetti. 



Marc'Anto- 
nJo Gradino 
Vefcouo di 
Vtica . 



Marc'Anto- 
nio Eugenio. 



Tra gli huomini /ègnaJati , che fono in quefta ChieTaJ 
fepolti» JVno è Nicolò de' Merciarij ouero de' Braghi , ò 
Vghi) che neiiVno , & neJJ'altro modo hoggi fi nomina- 
no ; Queftifu nel 1380. promofTo al Vefcouato d'Oruieto; 
dal Sommo Pontefice Vrbano VI. indi trasferito a quelJo 
di Cagli , venne da Bonifatio IX. Innocentio VII. & Gre- 
gorio XII. adoperato in varij maneggi della Kepublica_* 
Chriftiana,& in gouerni importantilsimi ; auanti alla fua 
fepolturain marmo rofTcpofta nella Cappella del Croce- 
fiflb di detta famiglia, vedefi vn cappello verde appefoin 
memoria diluì , & nella fepoltura fono intagliate le infca- 
fcritte lettere . 

S. MATTEI,'ET PVCCIOLI NICOLVTII DE MERCI ARHS, . 
ET SVORVM DESCEMDENTIVM. 

L'altro è Benedetto de'Benedetti Dottore di gran fama, 
e detto dalla fottigliezza della voce,il Capra, il cui ritrat 
to al naturale vedefi auanti all'Altare della fua famiglia 
in vn marmo /opra la fepolturain terraUlcappello verde, 
che qui vicino pendente fi vede guanti alla Cappella de_» 
gli Oradini,fu pollo in memoria di Marc'Antonio Gradi- 
ni Vefcouo di \ tica,& Sulfraganeo di France/co Gonza- 
ga Cardinale , & Vefcouo di Mantua, nella qual dignità 
egli moriranno 15^8. Euui ancora lèpolto Marc'Anto- 
nio Eugenio celebre luris con fulto : & non lungi dal fuo 
monumento due gran lumi della Religione Auguftiniana 
fi vedono eftiati , Maeftro DionigÌ3& Maeftro Tadeo Pe- 
rugini. 

Il Conuento di quefta Chiefa è così abbondante di 
ftanze, & di tutte l'altre commodita,"che'i Panfilo nelle.* 
Croniche di quefta Religipnej&il Seripando in vn operet- 
ta,che fa, intitolata, Commentarium rerum Ordinis Fra- 
trum Ordinis SanBi Augufiini , vuole, che in vari; tem- 
pi vi fiano flati celebrati nuoue Capitoli Generali,cioè, il 
primo nel 12 7P. il fecondo nel i2po. il terzo nel 150J. il 
quarto nel 1554. il quinto nel 143P. il fefto nel i^6^.i\ fet- 
timonel i482.roctauo neli5p5.&ii nononeii^jO' . 



eco 
e-» 



Libro Primo. i^^* 

pimorano per lordinano in detto Cóuehto ^o.Padri » 
i quali hanno commodità di attendere allo ftadio , chcL^ 
qui è vniuerfale in tutte le Ccieaze : Vi fono due Clauftri , p^.^j.; peiueì- 
ia.vno de' quali è dipinta la vita di S. Nicolò da Tolenti- ni.che iurcno 
no , nell'altro la vita di S.Agoltino,con i Sanri,& hiiomini celebri in dei 
fegnalati.che dalla Tua Religione fono vfciri ; De' Perugi- ^^ ReUg'one. 
ni furono il Beato Fra Giacomo da Cerqueto Cafcello di ^ ^^* Giaco- 
Perugia , il quale pafsò da quella terrena , alla cekiie vita, ^'^^ ' 
circa gli anni 15 58. e fu celebrepermiracolijconie dice il 
Pantìio, & i> Seripando ', Il Beato Antonio , il qiialepure è ^- Antonio . 
annouerato dal fbpradette Paniìio nel Catalogo de' San- 
ti , & Leati dell'Ordine j Maeftro Dionigi da Sigillo , <di MacfìroDlo- 
lui ragiona la Cronica fudettaàc. i^o. Maefìro Tadeo ^r'.n.QY 
iìnalmente, il quale hauendo dato gran faggio della fua^ 
dottrina in Padoua , Napoli -e Bologna» e nelle molte-» 
opere , che diede alle Stampe , fu come gran Theologo , 
elètto Afleflb re del Sacro Concilio di Trento, & indi crea- 
to Generale di tuttala Religione j parla di lui la Cronica 
fudetta à C.127. e Marc'Antonio Bonciario in vn'Oratio- 
ne fua funebre , che è alle Stampe .- 

Ebbe origine il Conuento di S. Maria No uella Tan- CONVen. 
no 142 1. da vn Sacerdote chiamato D.Gio.-Battifta '^9* ^ chiefa 
d'Agubbio , il quale infìeme con alcuni altri Clerici , & ^5cudi^.^^~* 
laici habitaua inMontemalbe , nel luogo, che chiamali 
S.Maria del Saffo, ilqual luogo l'anno 13 58. era ftato do- 
nato dal Priore di S. Croce di Montebagnalo dell'Ordi- 
ne di S. Benedetto di Subiaco ,àFra Francefco di Nicola 
Perugino dell'Ordine di S. Agoftino, &a'fuoi fucceflbri ,. 
con tutti i beni contigui; ma per le guerre,che fucceflero, 
&per altri accidenti, fu abbandonato ; Hora doppo l'el^ 
fere D.GioiBattifta co'fuoi compagni dimorato quiui al- 
cun tempo, trauagliatl ancor effi dalle guerre,fecero pen- 
derò di ridurli in Perugia , Scmeflo ciò in efTecutione , fu 
loro concedo vn picciol luogo nella Porta di S. Angelo , 
chiamatovS.Maria Nouella , il quale, quali con le proprie 
manifabricarono-, aiutati dall'elemofine de' Ciftadini, & 
particolarmente di quelli della Porta di S. Angelo ■ Quiui 
^ vi(fero 



13^ 



Libro Primo. 



vìflero per alcun tempo vita Heremitica > non però fotto 
Religione alcuna , approuata dalla Santa Madre Chiefa i 
Congregatìo finalmente fatta deliberatione di eleggere vna Religio- 
ne di S.Maria ne , piacque à Dio, che eleggeflfero quella di S. Agoftino, 
del Popolo & ^i quella eleflero vna Congregatione , che all'hora vi- 
ni Aaolilia^ "^"^ ^^ grandiffima ofleruanza , chiamata la Congrega- 
na . ° ' tione di S. Maria del Popolo ; & per ftabilimenco di que- 
rto/u da loro, & da altri molti Cittadini , che in numero 
furono 85. fupplicato à Martino V. che piaceflfe conce- 
dere alla Religione di S.Agoftino,& particolarmente alla 
fopradetta Congregatione d'OiTeruanza , i due luoghi, 
cioè S.Maria Nouella,& ^.Maria del SafCo , & che D.Gio: 
EattiftajCoTuoi compagni s'incorporafiero nella Religio- 
ne Agoftiniana , pigliando il fantifsimo habito di quella ; 
il che ottenuto, fu. tale vnione fatta da Fra Matteo d'An- 
trodoco all'hora Vicario generale di detta Congregatio- 
ne,come appare nella fupplica, la quale conferuafì nel De- 
pofito della iSacreftia di quefta Chiefa, e fono in effa_. 
" icritti i nomi di tutti quelli Eremiti , che prefero l'habito 
di iS". AgofìiPxO , & anco i nomi di tutti quelli, che fuppli- 
. , caronoalPapa j Di quefta Congregatione così fcriueil 

Senp^do nsl ^eripando . Cangregatìo Perujtna jjiue Sanéìa Maria de 
cario della^ Popuh » bis temporibus incipit: Et dellVnione, Fra Pan- 
Religine de* filo nella fu a Cronica della Religione di S. Agoftino , dice 
Frati Eremiti ^ car. y^.quefte parole . Fratres nonnuìli attendentesfan» 
no 144^.*' Hitatem Augufiinì Romani Prioris generaìts effecerunt 9 
<vt non Jòlum Monafieria quadam coUabenÙa rejtceren- 
tur ijei ^ nouis ardo fedibus augeretur ; bine Congrega' 
tio Perujlna ^fiue Sanéia Mdrix de Popuh &e* 

Correndo l'anno della noftrafalu tei ^r. Bernardino 
Caftellario VefcouodiCafale, chiamato per Ibpranome 
Monf della Barba,il quale era venuto ì Perugia con tito- 
lo di Luogotenente Generale,& con amplifsima autoriti 9 
, péso di torre a quefti Padri i\ loro Cóuento, affine di dar- 
fnpzSmzì ^^ ^^^^ Monache di .5. Paolo, alle quale era ftato rouinato 
vedere il Co- i^ loro, per cagione della Fortezza , & hauendone data in- 
uétodiS.Ma formatione iPaolo III. volleilPapa in perfon a vederlo 
tiaNoeelIa. ^ l'anno feguente i H^* ^^^^ 9' ^i 5ettembre,trouandofì4 



Libro Primo* 137 

j>epugìaj & vedutolo diJigentemente, difìfe a'Padi-i, che 
ileflTero dì buona voglia, che mentre foflTero reiigiofamen- 
te vifTuti , m ai ne da lui , uè da' fuoi fuccelTorì , gii fare b- 
be flato leuato quel luogo ; Alcuni anni doppo, vacando 
la. Sede Keniana per la morte di Paolo III. , il Cardinale 
d' Vrbino, all'hora Legato di Perugia? & dell' Vmbria, or- 
dinò a quefti Padri , che doueflero impreftare il Conuen- 
to loro alle Monache di S. Giuliana , SceCsi doueflero an- 
dare ad habitare in iì.Chiara , che hora chiama/ì S. Ber- 
nardo, Collegio de' Conuittori,il che fu efseguitOjCrea- 
to poi Giulio IIL , i Padri alli i8. di Febraro 1 55o.torn a- 
rono al luogo loro , come anco fecero le Monache ; Oc- 
corfè ancora per la morte di Giulio III. , che per ordine^ 
del Vicelegato > i Padri di quefto Conuento andarono à 
ftare nel Monaftero di S. f rancefco deìÌQ Donne, & quelle 
Monache à S.Maria Nouell a, il che fecelì per timore delle 
guerre ; creato poi Pontefice Marcello 1 1.', ciafcuno fcc^ 
ritorno al luogo fuo . 

La Chiefa di quefto Conuento è di conueneuole gran- Chiefa dì s. 
dezza , (bftiene il fuo Altare maggiore vna tauola dipin- MariaNouel- 
ta con molt'arte,& vaghezza di colorito da ambedue Je«* lì'-^^y^^^'^' 
parti , & è opera di Oratio di Paris Perugino ,• Nelia Sa- ^^nquie . 
creftia confèruanfi finfrafcritte /ante Reliquie. Delle ofla 
de gl'Innocenti , e di S. Lucia > dell'Olio , che fcaturifce.» 
dalla ièpoltura di S, Catarina nel Monte Sina, di S, Hip- 
polito, & di S. Concordia Vergine,& Martire,della pietra, 
oue S. GiorBattifta orò nel de/èrto , Reliquie incerte di 
altri Santi , & Sante . Ritrouafi anco in detto Conuento 
vn marmo antico in forma dipiedeftalle , oue fono inta- 
gliate lettere Romane , in parte cortole dal tempo . 

e. B E T V O. C. F. TR. 

CILLONT MINVCIANO VALENTI ANTONIO CEIER. Piedea^ìlm " 

P. LIGVVIO RVFINO LIGVVIANO .^DILI II. VIR. conllttVtrt 

OVINO SACERDOTI II II. LVCORVM PRI. VMBRl/E XV. Romane ìif 

POPVLORVM PATRONO MVNICIPI, BETVA RESPECTILLA ticheindetrò 

FILIA PATRI PIISSIMO. L. D. D. D. Conuento 



Def/c 



m8 



Libro Primo-? 



MJ 



Delle Chiefi di S, Francejco de* ComentuaU , dfS, 
jj "Bernardino , dt S. Francejco del Adorne , di 

S.Girolamo de Zoccolantiy(^ de Padri 
CapHccinin Cap.XXf^l^ 

Glie cofa chiara,che i Frati Minori Conuentira- 
livennero adliabitare in Perugia al tempo iiìef- 
io , che vitieua il Serafico Francefco loro Infti- 
tutore , &c fama , chevmo de'primi luoghi,, 
che donato foflè a quel Santo in Perugia, fofié quello, 
che hoggi chiamafi S. Francefco delle Donne, e che quiui 
il detta Santo dimorafle qualche tempo; No-fcorlero poi 
molti anni , che i Padri dì quefìra Religione fi elefTero vn-* 
luogo vicino allo Spedale di Santa Sufanna, che dà il no- 
me i quella parte diPerugia, volta verfb Occidente; iui 
con le larghe elemofine, che vi cotribuì il popolo Perugi- 
no,cominciarono elfi ad edificare circa Tanno 12 jo. vna 
Smocentio nobile Chiera,nella quale Innocentio iV.in tempo,ch egli 
fé adonto al ^^^^^^^^^ era aflunto al Pontificato, gittòla prima^j»^ 
Ponàficato pietra, di che faffi teftimonianza in vna Tua BolJa^ , 
gittò la pri- con quefte parole : Nositaque^tquiineodemhcoyinquo 
T^cw^t^^- ^^'^hfi<*^^^^^*^f^^^ ^^^^^^^^^^^ primarìum pofuimus lH' 
I. Francesco! P^^^^f ^^^ adhut in minoribus eonfiHuH effemusy v(^ 
* firis fuppUcatiombus iuclinatt$ éts, Et perche non k pò*» 
teua quefla Chiefa fabricare con q^uella grandezzajSi pro- 
portione , che conueniua , (enza conseguire vna GhiefàL* 
picciola vicina, dedicata a S. Matteo,pofta in vn fito,dèt- 
to deirHorto,la quale apparteneua à certi Frati di Santa^ 
AkrsàdroIV. ^toce di Fonte Auellana , & al Vefcouo di Perugia , pero^ 
& Innocécio fi leggono molte Bolle di Alefiandro IV. & d'Innocentio 
IV. concedo- I V. , con le quali fi concede la Chiefa di S. Matteo , & il 
nori Cotó' Campo dell'Horto a' Frati Minori Conuentuali , afSnche 
tuali la Chie- poffino dar compimento alla Chiefa loro: Era per prima 
Ta di S.Mat- la porta principale in piede della Chiefa, d^X che le ne-» 
c^'Jli'H^*" veggiono ancor hoggi chiari fegnì, & così ricercaua il 
pò e or. 5yQjn:mQjiello,mi al prefentefafsi l'entrata per vna por- 
ta 



Libro Primo. ijp 

ta po^a ^^""^P^^^^ ^^ ^"^ bella, & ampia piazza, che^ 
rende non poca magnificénzaj& maeftà i queflo Tempio, 
dentro al cui ipatio giuftamente grande , vede fi fotto la- 
Tribuna l'Altare maggiore iCoUtOsSc fatto di marmi roA 
fi , il quale è facrato , come anche la Chiefa, fin dall'anno 
1 536. , il che appare dalle Croci rofiejche nelle fue faccia- 
te fi vedono ; Softiene quello Altare vn grande , & ricco 
Tabernacolo , ornato di molte ftatuette , dietro al quale 
e il Choro con i fuoi Ceggi attorno . 

Sono per ia Chiefa varie Cappelle, dehe quali nomina- pppelledel- 
rò folo le più fegnalate . La Cappella di S. Andrea deìl^ 5^ F^ncefco" 
famiglia della Corgna, ha il Priuilegio de' Defonti, otte- ' ' 

nuto da Gregorio XIII.,gli ornamenti di fìucco di dettai 
Cappella fono di Lodouico Scalza da Oruieto ; le flatus 
diriìieuo, parte fono di Vincenzo Danti Perugino, parte 
di Ferrante dal Borgo ; la pittura poi a frefco nel muro , 
tanto dell'Altare , oftanto delreftante di tuttala Cappel- 
la , è di Gio; Battifta da Modena pittore affai famoio . 

La Cappella del Gonfalone foftiene fbpra l'Altare fuo 
vna gran tauola , degna d'effere ammirata , non già per 
J'artifìtio della pittura, noneffendodi maeftro troppo ec- 
cellente,mà per effer fama affai volgata, che la figura del- 
la Gloriofa Vergine Maria , foffe vna mattina ritrotiata-. Gonfalone in 
finita miracolofamente da mano diuina; Quéftafùran- detta chiela, 
no 14(^4. dipinta con occafione di pefte, che in quei tempi dìpinro inté- 
affliffexjuafi tutte le Città d'Italia ; & i Perugini , che da^ P^o dipeftilé- 
quefto flagello furono grandemente percoli, fecero il 
detto ConfaIone,ilquaIe,quando proceflionalmentepor- 
tauafi con folenne pompa per la Città,fi ha per traditione, 
che per quelle ftrade, che paffaua, non folo non moriua in 
quel giorno perfbna alcuna , ma etiandio ceffaua la peftei 
&COSÌ continuandofi per alcuni giomi,ce/sò tanto male; 
Fupoiquefto Gonfalone dato in cura a' Frati Conuen- 
tuali dal Magiftf ato,& per effere flato fatto per voto pu- „ 
. blico , penfo che gli fi dia fempre nelle proceffioni, quan- df nSrS 
ào ne' gran bifogni fi caua fuori, luogo piuhonorato,an- cefsioni àgli 
cerche fia Gonfalone più moderno de gli altri, che fono ?'"* Coatà- 
in altre Chiefe di Perugia . ^^'^ ' 

S 2 AI- 



140 Libro Primo. 

, ^. Alcune zitte Cappelle vi fono riguardeuoli per tauolè 
bellifsime , dipinte da valenti artefici ; La Cappella de* 
Baldefchi ha fopra l'Altare vna gran tauola, nella quale 
Adone d'Afcefi dipinfe il Giuditio finale ; La Cappella, ò 
Altare di Adriano Montemelini , ha nella fua tauola di- 
pinta l'adoratione de' Magi , per mano di Errigo Fiam- 
mingo j In vn'altra Cappella è vna tauola aflai vaga, oue 
Gio:Nicola Perugino dipinfe vnChrifìo,che ora neli'hor- 
to, evi rapprefenta vna Notte ; Vi fono anco due vaghiA 
fime tauòle di Oratio di Paris , & alcune altre di Pietro 
Perugino j ma quelle, che di bellezza fuperano tutte Tal^ 
tre , fono due tauole fatte da.lVegregia mano di I^afael- 
lo Santto da Vrbino , in vna delle quali nell'Altaredi D. 
Maddalena de gli Oddi , egli dipinfe la Gloriofa Vergine 
Alìunta in Cielo, & il Figliuolo, che la Incorona, e di fot- 
to intorno al fepolcro i dodeci ApoftoJi, de' quali vno è fj- 
gurato al naturaleper fiftefso R,af^llo j fa di quella ta^ 
uola mentione Giorgio Vafari nella vita di Kafaello ; 
Nell'altra tauola di D. Àtalanta Bagliona, Rafaeilo vi 
dipinfe vnChrifto morto, portato alla fepoltura , & è 
opera verame^nte marauiglfofa , come quella , che 'fu 
dair Autore fatta > ,; quando era nell'eccellenza mag- 
giore. 
Carpì Santi ^^"° ^*" quefta Chiefa,'& nella Sacreftia fua vari; Corpi 
e Reliquie fel ^^ Beati , & altre fante Reliquie ; Nell'Altare della fami- 
gnalate in_» glia mia de' Crilpolti , giace il corpo del Beato Egidio 
detta Chiefa. di Afcefi, che fu il terzo , ò quarto Compagno di S'.Fran- 
Colpo del B. cefco ; la di lui vita. ,& miracoli vengono defcritti nelle-i 
ì^ndh^'c^'^^ Croniche di S.FrancefcOy&ner libro delle Conformità , 
peHa de'Gn- ^ F.Fran<:e(co Gonzaga nel libro che fa dell'Origine dei- 
fpolti. la Serafica Religione nel Catafogo de'Beati , dice di lui 

quelle parole . Egidius Af/tJ^nas Sacius Beati F ranci/ci^ 
qui Jpiritu propbetico elarus multa , ac magna fui in^^ 
Deum mutui amoris Jìgna , & indicia dfdit, obyt Peru- 
Jla anno\'^Ti'^ laeet ibidem in Beeh/ia Min&rum» LaJ 
fepoltura di quefto Beato, è vn marmo nobilifsimo, che 
dimoftra eflTere flato vn fepolcro anticOj& è di ftraordina- 
ria grandezza ; vedefi in eff* intagliata da dotta mano 

ihi- 



Libro Primo! 



141 



riifftoria di Iona Profeta in bafib rifieuo, &anco vi fono 
alcune figure di tutta tondezza.In vn aitro Altare incon- 
tro alla porta delia Chiefa > fono le offa dei Beato Ventu- 
rino, ouero Ventura, quefti mori ne'tempi delli Beati 
Egidio, & Corrado Compagni di S.Francefco, come nar- 
ra il primo libro delle Conformità al frutto ottauo , le cui 
parole fono . Indtóio loco Ferusijtacet 5. Frater Ventu- 
ra Laieus* paupertatis amator.cbaritate plenus,qui Fra^ 
tres forenfes recipiebat , eb* fanéìitate praclarus , qui iftis 
temporibus decedsns iiìunc corru/cat miraculis . IlGon- 
2aga dice il medelimo . BeatusVenturUi paupertatis a^ 
mator y atque churitate plenus iaceiPerusij . 

Dentro allaSacreftiain vnaCappelletta giace in vna», 
cafla il Corpo del Beato Corrado da Offida , dtì quale il 
libro primo delle Cóformità frutto ottauo,così ragiona < 
lacet Perusy in Conuentu FraUr Corradus de Offida/àn- 
aitate infigms \ & feguendo di ragionare di lui a lungo , 
àìct tra l'altre cofe , ch'egli doppo morte operò molti 
miracoli, clie particolarmente fufcitò cinque morti , & 
che ftandoilfuo Corpo in vn luogo d'Afcefi,in vocabolo, 
l'Ifola , i Perugini vi andarono armati, & lo trasportaro- 
no à Perugia . Leggefi nell'ifteflo libro delie Conformiti, 
che in quefìa Chiefa di S.Francefco ripofì il Corpo del 
Beato Nicolò d'Afcefi, chiaro anch'elfo per molti miraco 
Vit màhogginon fi hanotitia alcuna , doue t^\ì fia col- 
locato . ìiì conferu'a nella Sacreftia vna Spina della Co- 
rona di Noftro Signore , la quale è alquanto fpuntata., ^ 
& è afperfa di fangue, & fi fuole con gran cerimonia por- 
tare proceffionalmente perla Città il giorno dell'Afcen- 
fione; Si vedono anco ini decentemente conferuate tre 
colte de' Santi Cofmo, & Damiano , t: vn dito ài S. Lo- 
renzojDel Beato Domenico diTile àt%\ì A lefli Perugino, 
non ficonièrua quiui Reliquia, perche il diluiCorpolì 
vede intiero nella Chiefa di Monreale, doue in gran ve- 
neratìone è tenuto da quei popoli , & è celebre per mira- 
coli; La Fefta principale di quefta Chiefa èilgiorno del- 
l'Afcenfione , nel quale èl'iftefla con foleanifsimaprocef- 
fionevificata. 

Sa- 



Corpo del 

B.Venturino. 



Corpo del 

B- Corrado 
da Oifida « 



Corpo del 

B. Nicolò 
d'Afcelì . 



Corpo del 
B. Domenico 

Aklsi , 



142^ 



Libro Primo. 



Sarebbe hora cofa fouerchiamente longa lì narrare 
tutti gli huomiiii illuftri , che fono fepolti in queftaChie- 
S>efu<'Ini fé- fa>farò duque folo mentione de'più noti . Auanti TAItare 
f nalatl in ar- maggiore fi vede in terra in vn gran marmo iì ritratto al 
me, & inlet naturale di F. Angelo Perugino , &iui fotto giace il corpo 
fano in d«ta ^"^ » ^^^^ ^^^ ^^ ^^^ dottrina fopì vna grand^herefìa fotto 
Chiefa . il Pontificato di Eugenio I V. , fu huomo di Canta rita, 
€ fatto Generale di 'quefta Religin^ l'anno 1450. visi- 
tò l'Ordine fempreà piedi; leggonfì fotto il fuo ritratto 
gl'infrafcrittiverfì. 

Angelus , vt tenui nune mortuus ceeuhr vrna % 
Hte g^nitus PatrU gloria magna fui 

Cum Bernardini Tempio Celeratus , é?* ^ra e fi 
F rami/ci Cujlos tunc Generalis eram . 

Vonùjìce Eugenio GréeosH^rsJtmq. refelli» 
Et tetegifama fiderà self a me a* 

Gli altri quattro marmi» che tengono in mezo ilfopra- 
detto , fono per quanto fi vi conietturando , fepolture di 
alcuni Padri Prouinciali, che morirono in Perugia* Fu in 
quefta Chiefa fèpolto l'anno 1 5^S. i\ corpo ài Biordo Mi- 
chelotti Capo de'Kafpanti , che fignoreggiò Perugia^ ; 
Vi fono ancora l'offa di Braccio Fortebracci famofiffi- 
mo Guerriero , di cui fi vede l'Hifloria fì:ampata di Anto- 
nio Campano ; & ancorché ì\ fuo corpo fofie %\i portato 
à Roma, & fèpoito per ordine ài Martino V.in luogo pro- 
fano 5 éflendo t%ì\ morto fcommunicato perla guerra,che 
faceua alla Chiefa, tuttauia Nicolò , detto Stella, fuo ni- 
pote, lo fece ribenedire da Eugenio IV. dal quale in quel 
tempo era molto fauorito , &fl:ipendiato; Ondeiranno 
14? 2. il giorno terzo di Maggio,furono da Nicolò confè- 
gnate l'ofsa éi Braccio àgli Ambafciatori Perugini, ma- 
dati a qiiefto effetto dal Publico, che furono Francefco 
Coppoli , & Giouanni àx Vq^^mccio Monte (pere Ili, i quali 
le conduOTero ì Perugra,e quiui fattole vn funere co grof^ 
fiffima fpef??,vennero poi decentemente collocate in vjLì 
monumento ordinato dalia Venerabile Fraternità di 

S.Fran- 



Siordo Mi- 
chelotti . 



Braccio For- 
tebracci* 



LibroPrimo. 145 

S. Francesco > la quale era ftata darBraccio molto bene^- 
cata> &vi furono porti gl'infrafcritti verfi. 

Exciderat Lattfs bellandi gloria terris 

Nec pedes ad pugnam , nee futi aptus eques^ 
Trob fielus > externo populi duce ybella gerebanP 9 

Atque erat externt militi s illud opus. 
Mreptum Italia reddit deeus inclitus armis 

Braccius , ^ Ciues re^ituit Patria , 
Hojiili /celere birpina procul oecubat Vrbs 7 

Dum Capua Prineeps regia Jtgna gerii . 
Trifiia Jtc fempsr mifcet fortuna fé e undis^ 

Hic Patria pietas offa reueBa laeat » 

NeIJe fepolture de'Baglioni vi Tono fenza alcun ti- ^«^^^JJ. «^ 
Jolo quelli , che vìuendofignoreggiarono Perugia, e tan- J^j^^^g ' 
to abbondarono di titoli, ed*honori, vièancoErcoIe, cifmondo^ 
che fu Vefcouo di Oruieto , in memoria del quale , credo Adreano, 
fbflepc^fto il cappello, chefopra alla detta fepoltura fi ^^^^f^\ 
vede pendente ; Nella Cappella di S. Andrea della fami- BagUoni.*^^ 
glia da Corgna, è /èpolto Afcanio primo, che nella gran- 
dezza d'animo, &nel valore nell'armi non fu a neflun'al- ^^5?"'° i* 
tro fecondo , vi fono anco i corpi di Fabio , che fu Ghie- Diomede 
rico dignifsimo della Camera Apoftolica,. di Diomede Afcanio i/. 
figliuolo adottino di Afcanio, &herede délMarchefa- dalla Corgna 
fo di Caftiglione , & di Afcanio fecondo figliuolo d^ì 
detto Diomede, i\ quale hebbe in Francia , in Vngheria, 
& in Italia varie honoratifsime condotte di guerra., ; 
Ne fono da pafifarfi con fìlentio due chiariiììmc > & iJlu- 
rtrifsime Signore, delle quali, /è bene i corpij giaccio- 
no neiriftefibtiimulo fepolti, la fama farà fempre viua- 
cifsimaj Ivna è Portia Colonna , moglie di Diomede-i poma Colon 
fopradetto,& figlia di Camillo Colonna ; l'altra è Laura>^ na__,. 
dalla Corgna, moglie d'Ercole dalla Pènna, forella di Laura dalla 
Fuluio Cardin ale, & di Afcanio primo , & nipote ài Papa ^^^Sna. 
Giulio III. 

A piedi la Cappella de gli Aìhni , è la fepoltura dt\ fa- Bartolo Alfa- 
mofo Bartolo da SaflToferrato Terra di Perugia, fopra_. ni. 

queàa 



144 



Libro Primo. 



queftafepoJtura èpofto vn gran marmo rolTo > Oue fi vede 
più tofto JineaC3,che fcolpita l'effigie di Bartolo, con alcu- 
ne lettere attorno, le quali per eflere corrolè dall'antichi- 
tài non /ìpoflbno leggere ; M^ giudicando la famiglia de 
gli Alfani , quella Sepoltura fbffe alla grandezza dVn-tan- 
t'huomo difconueneuolejgli fece fare quiuifopravn altro 
tumulo, con gli ornamenti di molte ftatue , Ibpra il quale 
vedefi la flatua di rilieuo al naturale di detto Bartolo , e 
di Cotto leggefì quella femplice ifcrittione . 

OSSA BAHTOLI. 

Nacque egli l'anno 1^15. & mori di anni quarantafei» 
ouero come vogliono alcuni , di anni quarant otto ; Di 
fotto al tumulo di Bartolo, vedefi quello di Alfano Alfa- 
ni, il quale molti anni fu Teforiero Apoftolico , & fu huo- 
modi gràde integntà,& prudenza, & molto verfato nel- 
le Matematiche,onde fu gratiffimo à Paolo III. & ad altri 
Pontefici ; Nella Cappella de'Baldefchi fono fepolti, & 
eftinti quei gran lumi, che tanto illuftrarono coni dotti 
Commentarli loro la Legge Ciaile, e Canonica ì Vicino 
alla Cappella di Atalanta BagJione, vedefi Ibpravn'orna- 
mento di marmi la tefta di bronzo di Gio; Paolo Lancel- 
lotti Dottore celebre , come dimoftrano l'opere , che ha 
alle ftampe,e maflìmamenterinrtitutal Canonica ; egli 
viuendo,fi compofe il fotto fcritto epitafào, che fi vede^iui 
intagliato. 

QVI FVERIM, AVT QVID VIVENS EGERIM. 

FOK.TE SI QV^.RIS , 

HOMINEM SCITO F VISSE ME, QVE^VI PARANDIS VLVXJS. 

VnJE COMMODIS INTENTVM, NEC OPINANTEM 

morì OPPRESSI! . 

TV SI SAPIS, ALIENA STVLTITIA 

AD TVVM COMPENDIVM VTERE, 

IDEM ENtM TE CITO M ANET CASVS, 

QVA M DIV VÌXERIM, QVAVB MORTE OBIERIM, 

NEC EGO DIVINARE POTVI, NEC TVA INTEREST SCIR E. 

Vincézo Oni Poco lungi da quefto luogo giace lepolto Vincenzo , 
dsdei, Ondedei, il quale fu per origine d'Agubbio, ma fatto 

Cit- 



Alfano Alfa- 
ni. 



Baldo ,' 
Pietro , 
Angelo , 
Francefco , 
Aleffandrof 
Amadeo, 
Sinibaldo , 
GiotZenobio 
&: ^Itri della 
famiglia Bal- 
defehi . 



Gio: Paolo 
Lancellotti. 



Libro Primo. 



145- 



cuti. 



Cittadino della noftra Città , & apparentatofì in efla , di- 

moroauila maggior parte della vita Tua; Qgli fa eccellen- 

tiffitno Confulente , e ,le fue opere hebbero nellTionore-a 

delle Stampe ,rn generale applaiifb ; morì l'anno i6o^.8c 

di fuavita l'anno 55- Nella Cappella di S. Matteo, è fe- 

polto Francefco Coppetta de' Beccuti, che nell'età fuì^ FrScelcoCojB 

fcoprifli vno de' più chiari ornamenti, che haueflfeja., ^,^J|^^^*^^^3 

Poefia Lirica volgare , leggelì à piedi al Tuo ritratto , che 

è nel muro quefta ifcrittione . 

FRANCISCO COPPETTA BECCVTO, 

INGENIO, MANVQVE PRONTO, 

MVSARVM AMICO MVLTIS ANIMI DOTIBVS ORNATO. 

OBIir ANNO ^TATIS SV^ XLIV. 

ANNO VERO DOMINA M.DLIIL 

Il Conuento di quello luogo è copiofo di ftanze, & di 
molte commodità , parte delle quali fecero li Padri ifteffi, 
parte fu fatta per ordine dei Sommo Pontefice Giulio 1 1. 
il quale, mentre era in bafla fortuna, dimorò quiui alcuni 
anni, &inmemor(a di ciò , vedefì. nel Conuento vnJ 
marmo , che moftra lettere, che dicono , 



IVLIO IL PONT. MAX- 
LOCI HVIVS RESTAVRATORI. M.D.VI. 

Vi fono flati celebrati in varij tempi molti Capitoli r ■ y r 
Generali, come fi narra nella feconda parte delle Croni- nSi^àvdln 
che al cap. 1 1 . e Gio: Villani ne parla diffufamente nelie_» detto Con- 
fue hiftorie lib,p cap. 1 56. Ne fu celebrato vno da FMi- uento. 
chele da Cefena Miniftro Generale nell'anno 1^22. &fu 
il trentefimoquinto Capitolo doppo la morte di S. Fran- 
cefco .Nell'anno I45?.F. Angelo Perugino Miniftro Ge- 
nerale , celebroaui vn 'altro Capitolo,chefu l'ottantefimo 
primo , del quale Ca.Csi mentione nella terza parte de!'e_j 
Croniche !?b. 5. cart. S9' Nell'anno I4<^4 q'^i in vn'alrro 
Capitolo , fu creato Generale F. Francefco della Rouere, 
che poi afcefo al Pontificato chiamofll Sifto IV Qui fina '- 
mente in vn Capitolo dell'anno 1 581, fu creato Generale 

T Mae- 



14^ 



Libro Primo* 



Bolle de'Som 



Maeftro Antonio Fera dal Piano di Caftagnano /chej» 
fu poi Vefcouo di Marfìco i fi tratta. dell Vni, e dell'altro 
Capitolo, nelle Confornaitàc.p 7» 

Si confèruanoinquefto luogo, come in Conuento np- 
bilc&de'principali^niolte Bolle de 'Sommi Pontefici, del- 
le, quali no minaròfolo alcune più importanti, LaEolla.* 
mi PonteficT pJQnibata di Giouanni Vigefimo fecondo difl:ruttiua^. 
che fi confer-' delia; fetta de' Paupere vita^ onero de' Fraticelli» ò Bighi-- 
uono in det». ni , ò Bizocchi, datain Auignone Tanno fecondo del fuo 
to Conuéfo o. Pontificato ; Quefl:i Fraticelli, ò Bighini,ò Bizocchi pre- 
tendeuano di fiauer hauuta il priuilègio dello fìato lora 
da Celeftino V. j laBolla diClèmenteV. difìruttiua del- 
la fetta de' Caualieri Templari;, data in Auignone fanno 
fèllo del fuoPontificato,& diretta al MiniftroGenerale-r 
dell'Ordine de'Minorij La Bolla di Giouanni Vigefi- 
mofecondò diretta; à F. Michele Inquifitore , contraJ- 
iGarraboiti,ouero'Acerboiti, d^ta in Auignone l'ànna 
fecondò delfuo Pontificato ; Erano quelli certi Eretici, 
che viueu^^ano' fòtto Ipetie di fantiti, & ofleruanza , ef- 
fèndo nondimeno hu-ominifcelèrati > ta Bolla del dètto^ 
Giouahi XXII.dichiaratiua della Kifegolà di S.Francefco,: 
datain Auignone fanno feeondò, fa qua/e inGomincia_i $, 
^orundam exigit ^é^. ta^ Bolla dei fi)pra detta Giouan— 
nijcontro molti i^ratiEretiei di quell'Ordine, che hauea— 
no elpollo appreflb Clemente querele con tra l'Ordine-f 
tutto, come tralgrelfore dellaRegofa, &elsi fi erano fe^ 
parati da quello , &fottoouina pelle,- & coperta di fàn- 
tità diceuano». di effe re e fili veri Offeruanti , contro a*^ 
quali Clemente V. e Giouanni fópradetto commandano ,^ 
che fi prendano farm ; per la diflruttiòne ioro;£r;i di qiie- 
fli Eretici capo vn certo Prelato , che chiamauafi Fratejp 
Errico da Cena, è qaefla Bolla data in Auignone fanno 
fecondò del Pontificato di Giouanni, &in efia fi narrano 
molti errori dì quelli Eretici r La Bolla di Clemente V.di* 
retta al Capitolo Generale de' Minori, dacelebrarfi iti 
Barcinone, per l'ofieruanzadeJladichiaratione da liii /at- 
ta circa il negotio del dirturbo, & partita de* Frati auanti: 
^Cònciliadi. Vienna r e queftaBolla data in Avignone-» 

nel 



Libro Primo. 147 

liei Caftelnuouo l'anno ottauo; La Bolla del fopraiietto 
Clemente dichiaratiua della Regola .di S.Francefcojidata 
in Vienna l'anno fettimo , & incomincia, Extut de ^a- 
radijo/jj-c» la Bolla di Nicolò IV. data in Oruieto l'anno 
quarto, fopra il fufsidiodelpaflaggio della Terra Santa j 
La Bolla di Sifto IV, diretta a' Frati di S.France/co , nella 
qualeil Papa approua la Cappella di S.Bernardino , & ai^ 
ferìfce in efla, di hauer tenuto, mentre era in bafla fortu- 
najla Catedra di Teologia , & di Filofofìa in quefto Gon- 
uento di Perugia, e data in Roma fanno terzo dejfuo 
Pontificato ; La Bolla diGiouanniXXII. contra gli arti- 
;coli di Maeftf o Giouanni di ifóìizco , i quali furono dan- 
nati , è data in Auignonefanno quinto j La Eolla.di Cle- 
mente IV. che fcom m unica Corradino , data in Viterbo 
Tanno quartojLa Bolla d'Innocentio IV. concefla a' Fra- 
ti di S.Francefco di PerugÌa,con lìndulgenza,per.cagÌone 
di edificare la Chiefa,'& il Gojiuento lo ro,data in Lione-j 
Tanno quinto J Si conièrua anco in qisello luogo la dona- 
tione fatta da vn Giacomo di Buon Conte Coppoli al 
Conuentodi /S. Francefco di Perugia j, de' benidi Colle-» 
recijfb in Pattine , con l'Oratorio, oue flette il Beato Egi- 
dio; quefta donatione fu fatta alli i4di Febraro dell'anno 
i27<5.e detto luogo hor a chiamafiS-Francefco del Monte. 

Fiorifce in quefto Couento io ftudio generale,dal qua- Pa^drìPenigi- 
le fonovfciti in dinertì tempi Padri Perugini di molto "''^^^^o^'J^o 
valore , <:ome Maefìro Angelo , che già di fopra habbia- ReliSione!^ 
mo detto, per la fua gran 'bontà ,& dottrina afcefè alla.^ Z' 
dignità del Generalato , che (crifle fopra il quarto delle ^^'^Selo. 
Sentenze , & che fopì vn a grande hereiìa da' Greci fufci- 
tata, fotto Eugenio Quarto ; V, Monaldo Monaldi , che T.MonaId«. 
fu Tanno i^ió. VeTcouo di Amalfi j e tiel merito della fiia 
dottrina, fu ammirato come vno de' primi foggetti della 
fua Religione ,* Mae ftro Bartolomeo, che fu Teologo ce- m, Bartolo- 
lebre , ,& Miniftro della Prouincia di S. Francefco , ou€-» meo . 
mori Tanno 149 1. Maeftro Girolamo da Diruta, CafteJ- ^ Girolamo.' 
lo di Perugia, ilquale fu Filofofo di gran fama, e ver- ' 

Tatiffimo nelle lettere Greche , mori in Pifa Tanno 1555. 
In età d'anni feffanta J Maefiro Gifmondo , andi'egli M.Gìfmódo* 

T 2 da 



148 



Libro Primo. 



da Diruta, fu marauigJiofò in varie fcienze, hebbe polito , 
& facondo Ùik , & fu Teologo del Cardinale Madrucci^ 
M. Bartolo- ^'^^ Concilio di Trento,oue prima fi chiudeflepafsò ànie-« 
meo detto il gliorvitaj Maeftro Bartolomeo finalmente, chiamato 
Ciuitella. communemente il Ciuitelk , il quale fune'più famofi 
pergami d'Italia celebratifsim a Tromba del Nome di 
Chrifto , &c hauendo letto Theologia diecQ anni nel pu- 
blic© Studio di Perugia » quiui mori l'anno 1^05. edel- 
retàfua5^» 
leffenefloftu A'tempinoftri lefse alcuni anni in quefìo Gonuento 
dio di detto Teologia il Padre Maeftro Coftanzo dai>ernano , dalla_. 
Conuento . cui fc uola vfcirono valenti Padri , & particolarmente tre 
fègnalati, Maeltro Francefco,chefu Vefcouo di Gattaro, 
Maeftro Antioco Sardo, Velcouo eletto diSaflari, e 
Maefi:ro Franceico da Gualdo , che fu creato Generale-» . 
dell'Ordine , & poi Vefcouo di Afcoli in Puglia : Dalla let- 
tura di quefto Conuento, fu il Sernano chiamato nello 
Studio noftro public© alla prima Catedra di Teologia , la 
quale effercitò in fin, che chiamato da Sifto Quinto l'an- 
©onat' 'eh ^^ ^ ^^^' ^ -^^"^^ , nella terza fua promotione creollo 
fece il Sema- ^rete Cardinale del titolo di S. Vitale ; né dimenticoflì il 
no creato che Sernano,afcefo che fu a sì alto grado di dignità, del Con- 
fu Cardinale uento di Perugia , oue egli era tant'anni con fuo gran.» 
uentol^ ^^' contento dimorato, ma fece alla Sacrefiiia dono di vna-^ 
' bella Croce d'argento t e di vna gran fomma di dena- 

ri al Couento, per refarcimento di elfo . Dimorano quiui 
per l'ordinario feflanta Padri, ne deue tacerfi , 'che tre 
venerabili , & fante Compagnie fono fondate 'in quefto 
Conuento , due fono » la Compagnia del Gonfalone, Se. 
quella del Cordone, inftituite l'anno 1^07. la terza èluj 
Compagnia diuotilfim a di S.G/ro!amo, la quale non può 
m ai a baftanza lodarfi per i fuoi fanti eflerciti; ; ella fu in- 
. fìituita dal Beato Fra Giacomo della Marca, il quale fece 
le fue Conftitutfon j,e conferuafi in effa la Vefte, & il Cor- 
done di detto Beato. 



n 



LibroPrimoJ 149 

IL Gioriofo Bernardino da Siena, hauendo cori la faa s.^rnar- 
/anta vita tirato aliafua diuotioneiJ popolo Perugino, DiNO,efuoi 
raflrenò, e ridufle a megJiore flato i coftumilicentiofi de' |?a^""f ^^P" 
Cittadini, ordinando nuoiii Statuti, che furono pofcijL_, statuti della 
pofti, &regifì:rati con gl'altri delia Città; Venuto poi à Città voi. j. 
morte cele bre per miracoli, che furono da Dio dimoftr a-=- '^^^•^■os • 
tìàfuainterceffione, nella Città dell'Aquila l'anno 1444. 
i Perugini,come grati de' benefìtij da lui riceuuti,gii fece- E^Tequìe fatto 
ro vn'Jbonorato,& fontuofo Effcouie incapo delia Piazza, TÌk^'J'^^'"* 
ou egli ioleua predicare , ne contenti di queico , poicne_i j, 5. Beraaj- 
ISiicoiò V. Sommo Pontefìcejs'indufTe l'anno i45o.ad an- dino. 
nouerare Bernardino tra' Santi , gii ereffero con grofia-, 
fpeCa. à Iato alia Chiefa di S. Francefco vn'honorato Tem- Tempio eret 
pio, la cui facciata fecero adornare con beile hiflorie di toda'Perugi- 
baflb,& di tutto rilieuo di marmi da Carrara, lauorati 3|c£^^"^ 
da Agoftino della Robbia Fiorentino valente artefice, hq,' 
il quale intagliouui il nome fùo in quefla maniera . 

OPVS AVGVSTINI FLORE N TINI LAPICIDA • 

Quell'opera è celebrata dal Vafari nella vita di Luca/ra- 
telJo di Agoftino , & fli compita l'anno i4d>i. ^Jonpafsò 
longo tempo , che anco fu ordinato dal Vefcouo Andrea 
GiouanneBagiioni, che ciafcun'anno alii 2 o.di Maggio, 
che in talgiorno feguì la morte di S.Bernardino , fi cele- ^ 

brafle vna genetaie Procefsione à quefta Chiefa, la quale 
pure hoggi con la medefima foiennità fi oflTerua ; Nell'Al- 
tare maggiore di effa Chiefa,è vna tauola dipinta,fè bene 
con maniera antica,con diligenza grande,dietro è l'Ora- Confratcrnì- 
torio, con le fìianze della Venerabile Confraternita detta^ ta di S. Beri 
di S.Bernardino della Giuftitia, nella quale è annouerata nardino dei- 
molta nobiltà, e fbftiene iifuo Altare principale vna bel- ^a^iw^iwai 
lifsima tauola di Pietro Perugino.Hora tratterò de' Fra- 
ti Zoccolanti,! quali militano lotto Io 3tendardo del Se- 
rafico Francefco, & furono airclferuanza, & riforma ri- 
<ìotti.da Fr.Giouanni da Capiftrano, & dal fopradettQ 
S. Bernardino da Siena , circa Tanno 141 », 



E>- 



if^ Libro Primo. 

S.FRANCE- TTj» Porto il Conuento di S. Francefco deJ Monte ibpra 
SCO del Mo- Jf2^ il dorfo di yn pi^ceuoJ Monte,iI guaie verfo Setten- 
ia'e Connen- orione s'innaJzapoco lungi dalla Porta delia Città , detta 
IO. di S. Angelo ; Già guefto luogo fu à certi idrati jbttopofto, 

che fèntiuano male della. Religione JFrancefcana, dicen- 
do , ch'ella non viueua fecondo la Profe/sìone fatta , Se fe- 
condo il Voto fuofolenne j laonde furono chiamati Erati 
dell'opinione Clauafina » con i quali di/putando il Beato 
Padre Gentile,ò Paoluccio da Foligno, furono con leuidéti 
ragioni,& con chiari argomenti conuintij Per quefta ra- 
gione dice il Gonzaga nella fua Cronica,che eflendo quei 
Frati flati difcacciaci , fu quello luogo conceflTo da' Peru- 
ginij con autorità Apoftolica al detto Padre Paoluccio, ^ 
a.' F r ati fuoi l'an no 1 5 ? 5,. 

La Chiefa dìqiefto luogo ha nel Tuo Altare maggiore 
Chfefa >ef«€ ^^^ bella tauola dipinta daPietro Perugino in ambedue 
Cappelle. ^^ ^^^.^^ ^ ^^ j^m banda , che rifponde verfo japorta , è 
nel mczo di alcune figure collocato vn CrocefiiTo di rilie- 
vo, lauonato con mìrabirarte , e credefi opera di Eulèpio 
galloni Pertugino , che in fìmili lauori trouo al fuo tempo 
•pochi , che reguagliàflero -;^ La Cappella de gli Aleilì , ha 
pure vna bella tauola di Gio: Nicola Perugino , e gode il 
i'riuikgio per l'Anime de" Defonti; Nel Clauftr-o ananti 
;a11a Chiefa fono due Cappelle, dipinte dal fopradetto 
tPietro,e vengono celebrate dal Vafari;invna €l*hiftoria 
de* Magi .^ nell'altra il martirio di alcuni Padri dell'Ordi- 
ne di S, Francefco, 
. j-^j^j. ^ Tra' facri Pegni , clie fi conreru ano in quef?:a Chiefau. 9 
Reliquie Xe ^ racconta il Gonzaga nella Cronica , che fa della Religio- 
gnalate ìiuj jne , che qui lì ripofail corpo del Beato Padre Bernardino 
deuaChiefa . ^ ^ Gualdo Miniftro già di detta Prouir7cia,la cui felice ani- 
ma fciolta da' legami del corpo , fu veduta adorna divn 
chiariflÌT:^© fplendore . quafi inalzarli àvolo, lafciando 
apertifUma tefUmónfanza della fìia Beatif^dineiRaccon- 
ta il medefìmo Gonzaga, che qui corifèruafi l'offa del 
Beato Padre Lodouico Teutonico , il quale per lefue (ìn- 
golarj virtù , fu vno fliecchio terfì/Iìmo nella Religione , 
e la di lui anima» il Beato Padre Francefco da Paui3> vid« 

de 



Libro Primo. 15't 

d& nel Ca& trinato andarlene al Cielo > Nella Sacreftia», 
fonièruafi decentemente vna Goecia di Sangue d^iia»^ . ,. ^ 
Cfrconcifiane di Noftro Signore, ia quale vedefifparfa^^d^na'cir 
i^pra vna pietra, & era già nelle mani di vna nobile Ma- concifìone di 
trona Venetiana , la quale ritrouandofì da molto tempo Nollro Sign© 
in vari) tramagli, e giudicando ciò fuccederlejperefTere-^ '^^-'! 
ella indegnai^di tenere appréfso di se Reliquia così fegna- 
fata , & il primo Sangue, che per noi fparfe il Noftro Ke- 
cfentore, fece di quella donoalPl^Gioféppe Rofcioli Pe- 
rugino,che airhora:predicaua in Venetia? affinchè la col- 
locafle in luogo conueneiiolè,come fece, portadola à Pe- 
rugia,&ponéndoIaitt Monte Luce, Monaftero veneran- 
do del Ino Ordine ; Fu poi in progreflb di tempo tal Keli- 
•quia f rafportata a quelio' fuogo , &il Sommo Pontefice 
Faolo Terzo , arricchillo d'Indulgenza plenaria nel gior- 
no delia Circonciffoney nella quale (blennità particolar- 
mente moftrafi detta fanta Reliquia alpopolo, che in gra 
frequenza vi concorre ? Siconlérua ancora in quella Sa- 
€reftia il Baftone di S. Bernardino da Siena » e vi fono al- 
tre Reliquie, che per breuità tralafcio di porre v 

Volle in quarta Chiefa efler (épolto Riftoro Caftaldi , . . 
Dottore neire Ciuili, e Canoniche Leggi molto celebre,^ ^euaChfeS 
nella Cathedra ftimato rarifs^imo ; fi legge in vn marma Rjftoro Ca- 
tella fua lépoltura quefta memoria*- ftaldi , &c> 

Luc'Alberto 

RESTAVRI CASTALDI HOC TVMVIO CLAVt>VNTVR OSSA, Podiani r>CF&. 
ET QVALIS IPSE FVIT . IPSsi FAMA DOCET. «ornaligai» 

NONv DECEMB.^ M.D»LXIV. 

Vi fona ancora fepofte loflfa di Luc'Alberto Podiani, che 
fii Medico a'fuoi tempi di gran nome, e nella fua fepol- 
tura ornata di marmi^lono gl'infrafcritti verfi intagliati-* 

I^RIEGE QyiSQVIS ADES LACRYMIS PROPeR ANTlB' ATRO 
SARCOPHAGO TEGITVR HOC MEDICINA TVO . 

*^^?i'^ ALBERTVS LVCAS PODIANVS APOLLO, 
EXCelLeNS fama, re QVpC^E MAIOR ÉRAT. 



i& 



ifz Libro Primo. 

In terra poi fopra ii marmo ^ che chiude la. fepoltufa, fo- 
no intagliate quefte parole , : - 



IO A »0 3f'OM:!r;:.)n- 



VIVIT VITA FVNCTVS MEDICVS SE IPSO EXCELLENTIOR, 
qvi HVNC SIBlj.SVISCLPOirERlS TVMVLVM PR^l^ARAVIT. 

IJ Conuento di quello luogo è così copiofb di ftanze-i, 
che vi dimorano perl'ordmano circa ièflTanta Padvi \^Cr- 
{et:iimti\ a vno de'fuoi iati , è ynfpatzofo muro , dencro 
il cui circuito fono folti cipreiìi , & vna felua di remoli 
elcijche co'lperpetuo loro horrorepar) che rapifthino, 
&Tolleuino altrui alia contemplatione delle colè xelefti; 
Fu quello Conuento particolarmente ftanza del Beato» 
Egidio Compagno diletto del Serafico ir rance/co> qui 
«- , . eglioperò molti miracoli, & in quello, medelimo luogo 
Rè di Fràcii ^^^^atòin habito di Pellegrino dal S. mto Rè Lodoui co dì 
viiìca inque- ^i'ànci'a.èflendo iVni Gl'altro incognito,n5 prima il San- 
JJ^J"9go Ji toRèaccollolIi al venerabile vecchio , che ambedue-» 
•Egidio . ftretta mente lì abbracciarono , &lblo i cuori hauendoli 
parlato , fenza mouer punto le labra i fece rvnidairaitro 
dipartenza . E* queffca luogo il lècondo di nobjlta,doppo 
Padri Perugi- quello de gli Angeli, nella Prouincia di San francefcoj 
jiì celebri per JEauilo Studio generale , dal quale vfcirono Padri Perù- 
trm^!'^ ^^' »^^^ P^^ dottrina celebri , e per fantità ; Il Beato Euan- 
j>P „y geliflia Baglionifuilquadragelìmo Generale,nellaquale 
ftaBaglwnt 3ignità vifitò l'Ordine tutto fcalzo , mori in Ragufa l'an- 
no i4P4.alli 5. d'Agofto , & al Tuo elTequie veduti furono 
B-Bernardino g,- ^^^^j. ^-^cenfare il fuo corpo; Il Beato Bernardina 
pafsò da quella vita con fama di grande innocenzaj 
nella Citta di PozzuOlo * e fagli data fepoltura in Na- 
poli nel Conuento della Trinità de gii Offeruanti, coaj 
B.Humile. iflanz a grande ricercato,che iui lì lepell/lTe ; Il Beato Hu- 
mile mori in Fiorenza l'anno i?4o. & fu lèpolto nela^ 
^•Gregorio. Chiefa de' Frati Conuentuali; Il Beato Gregorio, fu di 
vita immaculata, di cui intefa la morte, diceua il Beato 
Francefco da Pania, cantando co gran femore di Ipiriro, 
// mio figliolo Fra Gregorio è in Paradìjò ; I! Beato Si- 
BSimone. ^^^^ ^^ Trofciano , Caftello poco dillante da Perugiaa 

giace 



Libro Primo; i^^ 

giace fepolto in Amelia s II Beato AleiTandro, fi Beato B. Aleffan(frd 
Giouanni , &la Beata Felice, fono annouerati nelle Cro- B- Giouanm . 
Biche della Religione Francefcanafra' Beati dell'Ordine. ^^^^ ^^^'®' 
Non deuonoeflerpaflaticon filentiodue Venerabili Pa- 
dri Fra Felice Ranieri dalla Fratta, il quale fu Teologo di ^' Pel'cede' 
molto valore, e l'anno isp5. fu mandato Guardiano alla ^'^'^*- 
Città di Oierufalemme,oue arriuato,ftette quattro gior- 
ni continui nel Santo Sepolcro, & quiui datofi alia con- 
templatione , poco reftò, clie nelle aflidue lagrime ncn^ 
fuenifle j L'altro ,' Fra Paolo de Birnetti , il quale doppo F.PaoIoBifv 
hauer hauuto le prime cariciie della Religione , fu ad in- oetii. 
flanza del Rè Cattolico promofifo al Vefcouato di Trìuen- 
to'Città dell'Abruzzo 9 e riufci /oggetto si eminente, & 
Prelato di si gran deftrezza in maneggi di qualunque aJ- 
tifsimo affare, clie foprauiuendo, fareb be anco falito al- 
l'honore di quella Porpora, alla quale oltre il proprio me- 
rito,lo portaua il particolare fauore di quella Maefìà, ap^ 
preflfo ilbommo Pontefice Clemente ; Mori in Perugia 
l'anno 1^20. e dell'età fua 5 J. 

POco lungi dalia Porta della Città» che chiamafì di j.girolA- 
S.Pietro , nella Ibadà , che conduce a' S. Maria degli mo chiefa 
Angeli , fu à fpefe del Pòpolo Perugino l'anno 1 502. edifì- de' Frati Zoe* 
cata la Chiefa', & il Conuento di S.Girolamo , in feruigio ^°'^""v 
de* fopradetti Padri Offeruanti ; non so poi in che ma- 
niera, ò per qua! cagione, sUe mani di certi Prati Clareri 
dell'Ordine medefìmo, quefto luogo peruenifTe ; Ma que- ' 
fti poco doppo effendo flati difcacci^ti , ritornarono à 
quello imedefìmì Parili Offeruanti fan no t 558. per ope- 
ra del Venerabile Padre Giofeppe daCiflerna Miniflro 
in quel tempo di queù^ ^**MÌncia • & per commiffione-i 
dei Sommo Pontefice Pio V. ta Chiefa è di giu^a gran- 
dezza, & il fuo Altare maggiore fnO*'<riie vna bella tauola 
di Pietro Perugino ; Nella Sacrefliafì confèruano molte 
Reliquie di Santi Martirijil Conuento mantiene per Tor- 
(dinario quindeci Padri , è pofto in luogo , che fburafju 
alla bella , & diletteuole Valle di lano , *& ha vn Ciauflro 
dipint9 d'ogni intQrno con la vita di S. Francefco , & 

V coA 






I5'4 Libro Primo. 

con i ritratti a piedi dogU huominifégnalatìjche da quel* 
la Religione vfeironojtra' quali fono quei Beati Perugini, 
che di fopra nominati habbiamo. 

PV^GINI^" T A Religione del Serafico Francefco, ed guifadVnai 
loro Chiefe*i£ JLi Pianta feJice, che ben radicata nella terra, s'innalza 
Conuenci . con vari; rami al Cielo ; Così ella piantata da Fra Mat- 
teo JBafchi nellaMarca Anconitana in Camerino Tanno 
2 52 5. hauendo ben iiffe le radici fue>mediante la Regola» 
con la quale è retta , crefce a marauiglia,& ftende i rami 
fuoi , due de' quali fèliciflimf dirli poflTono quelli de'' Padri 
Capuceifttjchetrafpiantati in queftonoftro terreno Pe- 
rugino , & irrigati dalle coniofe acque dell'elem oline di 
Montemalbe perone pie, producono frutti in grande abbondanza^ 5 
luogo de'Pa- LVno ramo è il Gonuento di detti Padri, pollo nel Mo ntc 
dri Capucci» vicino à Perugia , che communemente chiamali Monte- 
* • malbe , al quale conuienli la loda de primr , Se pia antichi 

^ któghi di quefta Religione * L'altro éjl Conuento pofto 
^^'^^'^^j^J': fuori di Porta Sole> chefuràKnoijyj. èdificato> la cut 



uento I 



Padfi fuori di ^hiela è di bella proportione,& di conueneuole grandez- 
Porsa Soie^ za ; Sono à mano lìniftra del fuo mgreflb alcune C appelle 
molto diuote, l'Altare maggiore Ibrtiene vna tauola alTar 
diligentemete dipinta da Durante d al Borgo» oue fi vede 
' la Natiuità di Nofl:ro Signore,c5 l'adoratione de'Paftori 5 
A lato di quefto Altare luole ftare vn belli fsimo quadro» 
di Luca Cangiato , detto il Pozzauerafcp: da Genoua, nel 
quale vedefi dipintala Had«^jilena in atto di partfrfi ,, al-* 
I.'hora conuertita dalla predicatione di Chrifio , dietro à 
hi fta Marta marauiglìatadi'cosifubJtamutatiòne; que- 
fìo quadro 111 già quVii depofitato da Benignate A lefli , e 
pofcia da Galeazzo delfiftisCCB ^^migUa donato a^Padri 
Gapuccini j IJ Conùéwto d'^I^^*^^^ luogo è cosi capace.» 
éi lianze. & d'altr.e^ommodità necefiarie, che vi dimora- 
no per l'ordinariQ quaranta Padri v Euui lo Studio gene- 
rale,& in varif tempi vi lòno fiati fatti varij CapitoIiiCin- 
ge per buono fpatfo quefto luogo vn'alto muro> dentro al 
quale fono hortij & felue di folti alberi > con molto artifi- 
cio dirpofti.» ^^ 

De Fra- 



Libro Primo. 



«rr 



Di FratidiS^Francefìodi Pmla in S.Sprito 1 
Cap XXFIL 

Córrendo fanno i57<^. vennero alcuni Padri di 
S.Francefcò di Paola à Perugia,oue defidefan- 
do d'hauerevn luogo , palefarono il defiderio 
loro à varie perfone pie , che fi adoperarono in 
trouar loro ftanza opportunaj&giudicaronojch'efler do^ 
ueflfe nella Porta Burnea, ia quale non haueua altraj 
ChfefaprincipaleAgran danno patito haueua9 per la^ 
ruuina di S.Maria de* 5erui, & di altre Chiefè diftrutte.^ 
per cagione della edificata Fortezza 1 Su dunque elettaj 
là Chiefadi Santo Spiritcgià gran tempo abbandonata» 
Ja quale quefti Padri impetrarona dalle Monache di S. 
Margheritajche n'erano pofleditrici,& da Francefco BoC- 
fio Vefcouo in quel tempo di Perugia ; Il giorno duode- 
cimo di Luglio dd Ibpradetto anno 1 575. ne furono i Pa- 
dri con molta cerimonia mc£si in pofleflb, del che ne ap- 
pare icrittura autentica in quel luogo , &: vi andarono i 
Padri proceflìonalmente,accompagnati da' Superiori,dal 
Magiftrato, &da gran popolo j Non pafsò molto tempo, 
che con lejlarghe elemófine,che cominciarono à concor- 
rer e, fi diede principio ad vn a magnifica fabrica perla-. 
Chiefa; ma in tanto fi feruono i Padri della Chiefa antica, 
la quale lia concorfo di perlbne, quafi in tutti i tempi dcU 
l'annoiper far'acquifto delle larghe Indulgenze , che vari/ 
Pontefici hanno i tutti i luoghi di quefta Religione con- 
ceffo ; Jlilplende la Chfelà per molti miracoli, che tutto 
dì opera i\ gloriofo S Francefco di Paola , e dimorano nel 
Conuento di effa da Tedici Padri in circa . 



ChIefa di S.' 
Spirito, dalle 
Monache di 
S. Margherita 
cócelTa à' Pa» 
dri di S.Fran- 
cefcò di Pao- 
la. 



V z 



DiPa- 



1^6 Libro Primo. 

De* P^dri della Compagnia di Giesà ^ 
Cap. XXV HI. 



N 



On era à pena ò nata , ò nelle fafcie la Compa- 
gnia di Giesù, h^ìia. del Beato Ignatio, che iai 
breue , per diuino volere , crefciuta i maraui-» 
glia, mandò fuori della Citta di Roma, oue-i 
hebbe il fìio natale, qiiafi da Metropoli, le Colonie fue in 
diuer/è Prouincie , & Regni , penetrando per fin ne' paelì 
Orientali, & neWKòÌQ remotilfime del Giappone,e nume- 
rauanfi dodeci Prouincie,per fin quando il Beato Ignatio 
diLÓyo?^° di loyola nobile Spagnuolo viueua,da lui iftituite, nelle 
Wanda in Pe- quali erano da cento luoghi , ò domicili; , da' Padri fuoi 
rugia Giaco- tenuti : l'ifteflo Ignatio fapendo , che Perugia era Città 
mo di Lain^z principale in Tofcana , & che in eiTa lo Studio vniuerfalc 
pagao. fioriua, giudicò mandami Giacomo Lainez terzo fiio 
Compagno , che pofcia nel Generalato §ìi fuccelTe , del 
quale dicefi nella vita di detto Beato Ignatio , ftampata_» 
dal Padre Pietro Maffeo nel libro primo circa il fine-» , 
Porrò Xaueriumt & Fabrum imitati Junt lacoBus Laines 
Segunttfìus t (lui deinde Societati noiira proximus ah 
Ignatio prafuit Vir de Qbrijtiana Repuhliea in primis 
optimi merittts i Q^jefti con le fruttuofe , & dotte predica- 
tioni fue , fatte nei Duomo della Città, ditàQ mirabiltj 
II Cardinale fodisfattione non Colo à Fulufo dalla Corgna Cardinale» 
dalla Corgna che alj'hora reggeua nell'Ofiitio Pafìorale Perugia , mi 
Sà"^di p^ etiandio ad Ogni ordine di perfbne, & hauendo elpofto 
rugia vn Ino- al Cardinale , che l'iftituto della nouella fua Compagnia , 
go per i Pa- era di andar predicando in tutte le parti del Mondo la_* 
pagifa^if^ parola di Dio , di rinouare con gran femore IVfanza di 
6issii. frequentare i Sacramenti della Confèfsione s & della.» 

Communfone , d'iftruire H giouentù nelle Icuole in tutte 
le fòrti di fcienze liberali , d'in/egnare alli teneri fanciulli 
nelle Chiefe, & alla rozza moltitudine nelle Piazze i pri- 
iTii elementi 3 & i Precetti della Fede noftr^ j d'andar pre- 
di-" 



Libro Primo. 



r7 



dicandone' CafteIIi,di vifitar le prigioni, gli Hofpedaii,!* 
Mona^^^^i » ^ ^^ Confraternite , ragionando , & ferino- 
neggiendo loro delle cofe diuine , di confoJar grinfèrnii , 
di afllfterloro nelpaffaggio alla morte,& di fare altri fimi- 
li offitij di pietà j il Cardinale , che ad altro non era mag- 
giorniente intento, che à quello, che foflfe per eflere bene- 
fitio del popolo a lui commelTo , fi aceefe di ardente de/ì- 
derio , d'introdurre a Perugia così fanta, & fruttuoÌa_. 
Compagnia; alche fu maggiormente indotto dalle elì- 
caci preghiere di molti Cittadini Perugini, i quali erano 
reftati à pieno edificati del frefco eiTempio del Padre Gia- 
como Laìnez j AndofTene indi à poco tempo il Cardinale 
à Koma,o uè trattò ftrettamente quefto negotìo col Bea- 
to Ignatio» il quale moftrofsi prontiffimo infodisfareal 
pio defiderio del Cardinale , & come ch'egli fi trouafle in 
gran penuria di foggetti fufficienti à tante , & à così di- 
uerfeProuincie, alle quali era fìato meftieri mandarli, 
fcelfe nondimeno alcuni Padri di gran valore , per man- 
dare à Perugia , tra' quali fu iì P.Euerardo Mercuriano 
Fiammingo , à cui diede il carico di Rettore , huomo di 
fingolarprudenza,dottrina,& bontà di vita , che per le-j 
fìie rare parti, meritò doppo la morte del Padre Francefco 
Borgia, di eflere afllinto al Generalato ; Kiceuè l 'anno di 
Chrifto nato 155*. il Cardinale, & la Città di Perug a^ 
Sidìp' di Maggio, benignamente lanuoua Religione, a 
cui dati furono i publfci antichi granari , che fano à quel- 
la parte volti, che chiamafi Campo della battaglia,& oue 
vltimamente erano le fcuo'e publiche di Grammatica, & 
difcriuere; Si ritrouaronoi Padri in quei principi) in-» 
grande neceffità, ma furono fèmpre aiutati, & fòUeuati 
con elemofine dal Cardinale dalia Corgna , & da molte 
perfbne pie ; Voloflene in tanto l'anima del Beato Igna- 
ri© Fondatore di quefta Compagnia, al Cielo, il che fu 
l'anno I5f6, fiffucceflegli nei Generalato il P.Giacoma 
Lainez , il quale come quegli , che molto affé ttio nato era 
a Perugia , fempre di ottimi foggetti la prouidde , & egli 
quafi con diuin prefagio dire foleua , che quefto Collegio 
farebbe in progreffo di tempo ftato di gran feruigio à Dìo« 

noa 



Il Cardinale- 
dalla Corgna 
va in Roma» 
e fpiega al B. 
Ignatio il Tuo 
defiderio d'io 
nodurre la^ 
Cópagnia is 
Perugia . 



II P- Eueian- 
do Fiammin- 
go primo Re? 
tore defti na- 
to al Colle- 
gio di Peiii- 
gia. 

Quando ve- 
nire in Peru- 
gia detta Có- 
pagnia. 



Morte delB. 
Ignatio di 
Loyola, . 



1^8 



Libro Primo. 



non folo per JVtile di quefta Città , ma etiandio del paele 
circonuicinó, & de gli itudenti fofaftierf,che da tutte lej 
parti vi concorrono , che per quefta cagione era il luogo 
degno di mantenere buon numero di fbggetti, & di farfì 
capo deJJa Prouincia, oue no foJo s'infegnaflero la Gram- 
matica,&laRettorica, ma l'altre fcienze tutte, conforme 
ali 'vfanza de' Collegi) delie Vniuerfità . 
. . . Venne in tanto il Padre Giouanni Cola , natio del Re- 
Col*a^*apoii ^^° ^^ Napoli , huomo di molto valore dotato , & che.^ 
tano daprin- due volte meritò dieflere Prouinciale della Prouincia^ 
cipio ad vna Romana; C^efti vedendo, che la Chiefa di prima non-» 
nuoua Chle- ^j-a molto à propofitOjSÌ perla fua poca capacità, come.» 
per l'incommodità di andarui , fi diCpoCe à dar principio' 
ad vn'altrain vn fitoiui vicino , con configlio , & agiuto 
del Cardinale di Perugia>che diede per quella fabrica al- 
Il Cardinale cune migliaia di feudi ; L'anno dunque i $dz, nel mele di 
dalla Corgna Maggio,fa con grande folennità fatta la ceri^nonia della 
?ro£'n^'«lt Benedittione della prima pietra da Girolamo Marcelli 
ri per detta V efcouo di Nocera, e Vicelegato del Cardmale Ippolito 
fabrica . de' Medici, con licenza del Cardinale di Perugiaall'hora 
airente,& vi furono prelènti cinque Canonici del Duomo, 
che vi vennero procefsfonalmen te , e v'interuenne anco il 
Magiftrato de' Priori , con molto popolo ; Durò quella^ 
fabrica per fin'ali'anno 1 571. > nel quale il giorno fettimo 
di Ottobre , mouendofi il Cardinale fudetto in Proceflìo- 
ne dalla Catedrale, venne alla nuoua Chiefa, benediflela 
rolennemente,& dedicatola al Saluatore,vifèce intonare 
con bella muficaTHinno, Te Deum laudamus% &eiro ce- 
lebrata nd ^^^"O""^' ^^ pnma Mefla, il che appunto in quel felicifljmo 
Ja nuoui-!. giorno faccefse, che congiunte l'Armate Chrifi'iane , d:e- 
Chiefa dal dero nel Golfo di Lepanto sdl'lCole Ztrcholari quella per 
Card, dalla-,» ferapre memorabil rotta alla ftiperba Armata Turche- 
Corgna . fca ; Et perche quefta Chiefa è quafi in tutti i tempi daj 
gran numero di per/ònefrequentata,si perii luo commo- 
do fito,eflendo pofta in c^po di vna delle Piazze principa- 
Ii,come ancora per elTer Chiefa diligentemente officiata » 
& oue con gran fèruo^'e (\ elTercitano le Prediche, le Coti" 
fefsioni, &ieCommunioni, & s'infegna la Dottrina Chri- 

Aiana » 



Libro Primo. i^p 

foana,/? attende al preiènte ad accr efeerla co vna magni- 
iìc3,& quafi regia fabrica, per agiiitó dcJla quale fi cótfi- 
buifcono da perfone pie gradi eiemolìne, & ipecialmenre 
dalle Confraternite di ^, Agoftino , di S. Domenieo , & di 
S.Francefco, & da* no bili Coìkgij della Mercantia , & del 
Cambio , che Ipeflfocon molta prontezza porgono agiutj 
notabili di denari , del che conlèruafi perpetua memoria^ 
ne' libri di quelli Padri. 

^ EMa Chiefa prefente in tre naui ditota>quella di mez© §j (j ^ ^ i- 
éToftenuta da alcuni pilaftri, fopra i quali da due bande^ Chiefa' co' 
rifiedono i Chori , nel mezo fa Cielo vn fofHtto aflTai dìli'^ luci Altari, e 
gentemente intagliato ; t'Aitare maggiore fosfene vna Cappelle ► 
bella tauola , oue Durante dal Borgo dipiafe con molta 
diligenza,& vaghe2za la Circoncifione di Nofìro Signore, 
fella principale di quella Ch/efa j Euui ancora vn grande, 
& Vago tabernacolo lauorato da vn Padre di quella^ 
Compagnia ,* fanno d'intorno ornamento alcune grandi 
colonne di ordine dorico , co' fuoi archi , & frontelpiti; 
mefEad oro; alia mano delira vedeli in vn quadro ritrat- 
to iJ Beato Ignatio Fondatore, come fi è detto,di quella 
Compagnia,&i piedi VI fono varij miracoli, che Iddio fi 
degna Ipefib operare ad intercefitone di quello Beatojalla 
l?niflra in yn'altro fimi; quadro,é il ritratto del B.France- xaueriS fec6 
fco Xauerio,lècondo Compagno del B.lgnatio ^ delquale do Cópagno 
oltre molte altrecole , dice il P. Pietro Maflt o nella vitSj del BJgnati© 
flampata dei detto B.Ignatio lib. i. Hk efi Xaueriusilley 
qui non fnnìtodeìnàe pofl, loannts Lufitania Rej^is roga* 
tu f ex auóìorftate TonUficis Romam m^Jfus in Òrtentem p 
p^enufJpoJoJùo/piritUrfofAlndiaf^aritfmaJrtr^mis 
labortbus^f ^e. periculis peragrata , in 'vltimas taponiorum 
t^r^Ay^MMgfl^ lumen , pnmus intulit afqUe ingenti 
Jnjtdehum numero ad ChrtJiumadmnSio.muitiselarus 
miraeuliSf in ipfo ad'tu Sinarum excefsit ex vita. Sotta 
1 altre dae; naui Ipno due Altari benifsìmo ornati; La^ 
J^acreftia àfornit;a di fufficienti parament/,& vi fi confer- Sate Reliqine 
nono decentemente varie fante Reliquie, di S. Antonio da che fi confer- 
Padoua,dt S.GiuIiano Martire,di S.Bonauentura,di S Fa- ^.^"^.Ì° ^^«=^ 
termano,di S.Stefano Proto martfre,di S.Biagicdi S.Pao- ^'* 

lino» 



i6o 



Libro Primo. 



^adri di va- 
lore, che fono 
à detto Col- 
fegio , e nella 

Chjefa.eSa- 



Congregatio 
ci,& Oratori) 
che fono in 
detta Chiefà. 



Gongregatlo 
ne de' Nobili 
tra le prime» 
che fondate 
follerò ne* 
Collegi; de* 
Padri eh GiC- 



hnOidi S.Hflariosdi S.Dainafo Papa,di S.Marfa Maddale-^ 
iia>di S. Agata,di S*Anail:afia » due tefle delie vndeci miìz 
Vergini, vna tefta di vn Martire della Legione de'Tebeit 
Tn pezzo della Santiflima Croce di Noftro Signore , vna 
colia > & vn dente del Beato Luigi Gonzaga ; vi G. vedo- 
no ancora alcuni quadri d'infinito valore, che furono la- 
fciati per tefèamento l'anno 1602. à detto Collegio , e fo- 
no opere di Kafaello da Vrbino,di federico Barocci, del 
Pozzauerafco, del Rofso Fiorentino , e di AlefTandro Al- 
lori del Bronzino] gode la Chiefajcome molti altri luoghi 
di quefli Padri, larghiflìme Indulgenze in varij tempi del- 
l'anno , concenTe dalli Sommi Pontefici Giulio HI. Pio V. 
& Gregorio XIU. ; L'habftacione de' Padri, che chiamafi 
Collegio , hacommode ftanze , è pofta in aria falutare> 
da vna parte è volta verfo la Piazza,detta comunemente 
Sopramuro , dall'altra rimirala bella, & amena Valle di 
lano ; qui è vn grande,& bel giardino per vtikjSc recrea- 
tionc de' Padri , i quali viuono dell'entrate de'terreni la- 
fciati loro a fufficienza , e fi elTercitaiio conforme all'ifti- 
tuto loro, in Prediche,iri Confefsioni, & infegnando nel- 
le fcuole lettere humane,Filofofia,e Cafi di Confcienza . 
Ha quelì:o Collegio alcune Congregationi di molto 
frutto nelle cofe di lpirito,& di ottimo effempio alla Citti 
tutta ; LVna è de 'Giouan etti fcolari, i quali pafTano anni 
quattordicijl'altra e di perfone m aggio ri,neJla quale noa 
entrano fé non quelli , che paflano anni venti , & vi fono 
annóuerati fcolari Perugini, Scforafiieri, Dottori,& altre 
perfone nobili; Quefta Congregatfone è delle più antiche 
che foffero fondate ne' Collegi; di quefti PadH,i& ha diuol- 
g-ata la buona fama non folo per Vltzlia tutta ^ ma etian- 
dio per paefi lontani, Bz vari; Egli di ki per la fàìita yita_. » 
che hanno in effa apparato , fono tìzti fatti degni di elfere 
aflTunti ad alti gradi dì dignità ecclcfiaftiche , & hoggi Cei 
dì loro fono nel numero de' facri Purpurati ,* Conuengo- 
no ambedue quefte Congregationi in due Oratorij ogni 
Sabbaro verfo la {èra,& ogni fefìa la mattina, & la fera per 
varij elferciti; /pirituaJi , che fanno tra loro , con laflìflen- 
zsa. di vno di auefti Padri j godono diuerfe Jndu/genz 



e_; 



come 



Libro Primo. irfi 

come la Congregatione Primaria di Roma,aIla qua/e fo>^ 

no aggregate, & con le cui Regole fi reggono, eccettuane 

done alcuni particolari statuti; L'Oratorio delle perfone 

maggiori è fotto il Titolo dell'Annunciatala cui fetta fuo- 

le da loro con molta foiennita celebrarfi , &iui fi confer- 

jiono molte fante Reliquie; L'Oratorio de'Giouanettì 

fcolari celebra per fua fefta la Purificati one, la quale da_. 

loro a folennizza con Oratione Latina , 5c con Poemi 

Greci, & Latini . L'anno 1603. fa in queflo iikflb Colle- np^ pietr'An 

gio iftituita per opera dei Padre Pietro Antonio'Spmello tonioSpinelIi 

Prouinciakjvn'altra Congregatione di Artegxani,la qua- Fondatore»* 

Je con molto feruore fi'effercita , & per fin'hora è in gr^a^ ilmm^d^'^^ 

numero di fu ggetticrefciuta* celebra ella per fua feiìa-. gii ArtegS^ 

principale l'AÌfunta. ni. 

Nondeueeirerepaffatafonfìlentió l'Accademia Par- 
thenia,detta della Congregatione de 'No bili , nella quale Accademia 
radunandofi'i giorni di vacanza ad hora determinata i Parthenia,de€ 
Giouani ftudenti della Congregatione , trattano di cofe ^^^f ^'^ ^°*" 
àgli [ftudij loro appartenenti , & fi eflèrcitono nelle dil5:)u- de^Nobili^^ 
te ; Fa quefta Accademia per Imprefà, come è noto , vìi.* 
pezzo di Calamita , la quale con la llia occulta virtù fol- 
lieua da terra , & aYe tira in modo di catena alcuni di 
quei molti anelli di ferroyche le fono apprefib, col Motto, 
ARCANIS NODIS. prefo da Claudiano Poeta-i imprefadid. 
celebre, in vno Epigramma» oue parlando dQÌh CsUmì- Accademia. 
ta,dicc, 

Areants trahitur gemma de coniuge nodis . 
La Calamita rapprefentalaBeatifsima Ve rgine,gli Anel- 
li fignificano i Giouani della Congregatione , & dell'Ac- 
cademia], la Catena l'vnione, e concordia, &Ja virtù oc- 
culta attrattiua della Calamita , il fauore della prefata.. 
Vergine: Ilpenfiero de gli Accademici in quefta Imprefa, 
fi pud con quefiia comparatione raccorre; SicomeiaJ 
Calamita con la fua occulta virtù attratt/ua, il che è dal 
Motto accennato, Arcanti Nodis , aiutata dainflufso 
celefte , tira i fé, & incatena marauigliofamente gli anelli 
Ai ferro,così la Santifsima Reina del Cielo Maria,co*fuo£ 
fauor/?& gratie , dependenti da Dio, iaalza dalla terrx^ 

JS con 



i6z Libro Primo. 

con la dottrina , tira à /è con l'amore, & lega in/Tema-» 
Procefsione ^nell'Accademia i Giouanf della Cógregatione: Ha la me- 
chefalaCó' defimaCongregationede' iNJobilipervfo lodeuole di ac- 
gregatione_-> compagnare veftita di facchi ogm' anno il Sabbato sàto , 
Sabb^^'^'d"^^ con proceffione folenne , vna fua Statua belljrsima, & 
Re/iurettiol D^o^to diuota di Chrifto Kefufcitato , & Trionfante , la^ 
n^»» . -quale dalla Chiefa di Giesù portata al Duomo , iui fi la- 

fcia fi^no al terzo giorno di Pafqua , nel quale con la me- 
defima procefllone viene riportata alla propria Chiefa», , 
oue da innumerabile popolo, che vi concorre,per fare ac- 
quifto delle grandi Indulgenze , che vi fono , è accompa- 
gnata», . 
Padri Perugi- Ha dato Perugia in vari/ tempi molti ottimi Coggetti i 
Ài di gran va- quefta Compagnia di Giesù , de' quali nominare i più fe- 
Co^pagnia^ gnalati , lafciando però di far mentione de' viuenti , che 
Ilp p- . * P"^ ^"^ molti,& chiariffimi; Il P.Pietro Angelo Confoli 
gelò cófo^' ^11^ ^iceutito^ella Compagnia, viuente il Beato rgnatio, 
■" egli doppo l'elfere arriuatoà gran perfettione , &doppo 
relTerfi molto affaticato nell'aiuto de* prolfimi, fu gratif* 
fimo Confeflbre di molttSignori , & particolarmente di 
Ottauio Farnefe EXuca di Parma, mori in Roma , doppo 
l'effere flato Rettore di quel Collegio,in opinione difan- 
titi , dalla cui fepoltura molti fentono per fino à quefto 
tempo fpirare marauigliofo odore; Il P. Gio: Battifìa.» 
tóhi Q^^"^^'" Gratiani,ancorche in Napoli,doue haueua letto Rettori- 
ratiani ^^^ ^^^^ j^jj^ morte in età florida eftinto, viuerà fempre-j 
nellementidi coloro, che guftaronoi dolci frutti della»* 
Orè^or?!!*'^^ fingoIàrebontà,& dottrina fua; IlP.FuluioGregorij.fu 
** fegnalato nelle virtù dell'cbedienza, della modeftia, & 

manfuetudine, pafsò nell'In die Orientali, oue mori, dop- 
po l'eflVruicirca venti anni dimorato, /èmpre in perpetui 
trauag)i,8ir pericoli della vits propria per Chrifìo^huomo 
P. PierPa T inuerafantifs/mo, & che fece a Dio acquifto di molti di 
Saracini . 9^^^ Barbari , & Infideli . Il P.Pier Paolo Saracini > ha- 
uendo fatti mirabili progrefsi negli fludijMefle Rettorica, 
& per diece anni Filofbfiain Pàdoua , & in altre Vniuerfi- 
tà , fu carilsimo à Ranuccio Farne/è Duca di Parma , di 
cui fttConfeflfore, andòin compagnia fùa nell'Armata.. 

rerfo 



Libro Primo. 16^ 

verfo Algierf, indi in Spagna, &in altri viaggi , fopra- 
giuntopoidagraue malatia, pafsò in Parma avita. mi- p. prancefco 
gi/ore j li P.Francefco Maflfarelli , fin da principio viflej MaflarelU. 
nella Compagnia congran lode divftareiigiofa, JdTeL.» 
Rettorica » Filofofìa , Teologia , & Cafi di Confcienza, fu 
Rettore di alcuni luoghi della Lombardia , dimorò fei 
anni, come Superiore in Candia per aiuto di quei popoli , 
oue doppo molte fatighemori : iaisi di lui mentione dal 
P. Sebaftiano Berrettari nelle lettere annue Campate di 
quella Compagniadeiranno 1 55?4' ì II P- GiocBattiita^ P. Gio:Battì- 
Aleflandri entrò nella Compagnia al tempo del Venera- ^^* Aleffandà 
bile Padre Francefco Borgia terzo Generale , eglicoiL* 

I eflempio fuo buono 9 & con Tagiuto , & indu/lria fua.» 
iftituì varie Congregationi di giouani ftu denti <lejle^ 
fcuole della Compagnia jhebbe da Dio dono particola- 
re in conofcerele vocationi di coloro , cVerano alla Re-^ 
ligione chiamati, & molti ne condufle à quelfejice Porto 9 
reflcper alcuni anni quefto Collegio della iùa Patria , fu 
mirabile di/pregtatore di fe fteflb , afflifse con gran peni- 
tenze il corpo fuo , finalmente pafsò da quefta mortale.» 
all'eterna vita , in Perugia l'anno 1 5^4. & è celebrato con 
lunga memoria nelle {bpradette lettere annue Campate; 

II P.Francefco Orlandi fii huomo eccellente in molte vir- o,Sf"""^® 
tu, /pecialmente neldilpregiodi fèftelfo, fu ornato di 
dottrina, predicò con molto frutto a* Popoli, faJi lui né- 
tione il P.Nicolò Orlandini,iJ quale riferifce anco,che al- 
cuni diflèro dihauervedutb Tanìma di luivolarfène al 
Cielo, ' :■ - '': ■ " ■■ > 

De chierici l^golari di S, Paolo Decollato ^ chiamati 
^armhiti, Cap, XI XX. 



Oilandi « 



P 



Oca cotezzahabbiamo per fino ad horade^Chie- 
ricidi S.PaoIo Decollato,chiamati Barnabiti, per 
effere effi nuouamen te venuti in Perugia , laonde 
ho giudicato elTer ben fatto il difcprrere bora-» 



1(^4 Libro Primo. 

breueiwente dell'origine , & dell'ifìituto loro , & poi venj-I 
re à dimoftrare il tempo, & il modo con il quaJe furono in 
Chierici Re- quefta Città condotti ; Hebberoquefti il principio nella 
golaridi San Citti di Milano l'anno del Signore 1J28. Il principale-j 
Pàolo decol- jftitutore loro fu il P. Antonio Maria Zaccaria nobile»» 
éimht, ^~ Cremonefe Dottore di Leggi , il quale dato bando à tut- 
' te le colè mondane, fi diede à menar vita ab bietta, & tut- 

ta fpirituale,dal cui eflempio fi molTero à fare il fimile due 
litri nobili Milanefi, iVno de' quali chiamauafi Bartolo- 
meo Ferrari,& l'altro Giacomo Antonio Morigia; Quefti 
tre con vn medefimo fpirito attendeuano con ogni lor 
potere al disprezzo del mondo , & alla conuerfione dell'a- 
nime , predicando per le publiche ftrade , & piazze , inge- 
gnando la Dottrina Chriftiana , confèffando , & facendo 
^Itri tìmili eflerciti;,non folo ini Milano, ma etiandio in^ 
molte altre Città d'Italia , & ogni giorno acGoftauanfi 
loro altre perfone per nobiltà,per ricchezze, & per valore 
riguardeuoli; laonde deliberò il P.Antonio Mariajdi for- 
mare vna Congregatione di Chierici Iliformiati,& he^bbe 
da Clemente VII. l'anno 15^3. facoltà di fare quella nuo- 
ua Keligione , la quale da altri Sommi Pontefici fu con- 
fermata con l'aggiunta di molti priuilegij: Tutti vnita- 
mente i Padri fecero le loro Conftitutioni , le quali furono 
vltimamente fotto il Pontificato di Pio IV. ftabilite con 
fintérùento del B.Carlo Borromeo Cardinale,& Arciue- 
fcouo di Milanojche con quelli Ipefse volte conuerfaua,8fi 
Vxueuaj Con queftc Conftitu rioni fin'al preferite fi gouer- 
nano i Fanno i tre Voti con elprefib giuramento di nonJ 
accettare mai dignità,Ce non con comandamento elpreA 
fo del Sommo Pontefice j hanno il Choro quafi alla ma- 
niera de'^Càpuccini , fantiooratione mentale , attendono 
afsai alla mortificatione , alle Confeffioni , alle Prediche , 
alle Lettioni , & à tutti quelli efiercitij , che giouano à ri- 
durre l'anime al ièriiigio di Dio j s'impiegano à'gliftudi; 
Pferche detti delle facreletteré,& della Teologia , per mèglio fftrufre-j 
?l^'^!}^c^"' few a^ltri , & ■ loro medefimi ; Sono cognominati Chierici 
Paolo decol- Kegoliri ài S.Paolo, per raffettione loro verfb quell'Apo- 
fìolo, & perche fin da principio prefero gra diletto di leg- 
gere, 



Libro Primo. i6^ 

gere,ftuclfàre,& predicare l'EpiftoIe fue,& fi denominano 
di S. Paolo Decollato, sì per eflerelaDecolIationeprin- 
cipal felta di quel Santo Apofìolo, come ancora à diffe- 
renza, di alcuni altri , che dal medefimo Apoftolo fi deno- 
minano j Sono anco communemente chiamati Barna- Pe^'cHe detti 
biti,dai titolo della Chiefa primajche prefero in Milano , ^^'^"^•^i" •. 
di S. Barnaba, oue per fin'hoggi è la ftanza del Generale , 
come nelprincipio,& nel fondamento diquefta Religione, 
h quale in varij luoghi d'Italia fi è dilatata . 

Haueua Napolione Gomitoli Vefcouo ai prefente di 
Perugia , firetta amicitia conquefti Padri , de' quali no- 
tifsimo gli eral'ifìiituto , & il modo di feruire à Dio , & di 
agiurare il profsimoj laonde deliberò di chiamarli alla 
fila Citta, si per agiuto fuo , come anco p§r feruigio della 
Greggia a lui commefiaj&eflfendp egli fanno i(^o4.anda- 
to à Roma ad Limina Apoftolorum,& per foccafione del- p^j^j Barna- 
Taffuntione al Pontificato di Paolo V.nel ritorno fuo,me- bìti chiamati 
nò (èco due di quei Padri di conofciuta bontà,& dottrina, à Perugia dal 
i quali circa lo fpiatio di dire anni dimorarono apprelfo p^f^^^^^^" 
lui , e fra tanto nella Catedrale predicauano, confeffaua- titoli; 
no, kggeuano Cafi di Conlcienza, attendeuano afiai alla 
cura de* Monaftefi; , & continuamente eflercitauanfi nel- 
l'opere di cariti verfo il profiìmo : Era già dal Vefcouo 
fiata al bramato fine ribotta lariftauratione della Chiefa 
vecchia di S.ErcoIano ,~pofl:a nella contrada di S. Pietro , 
della qual Chiefa ci « occorfo particolarmente ragionare 
nel Cap. XV. di quefto Libro ; Laonde l'arino 1607. il gior- 
no prinHj di Marzo * dedicato alla Decollatione di S. Er- 
colahojche da' Perugini grandemente fi folennizza, cele- 
bfouui il Vefcouo la prim a Mefla , & vn 'altra ne fece fo- 
lennemente cantare da Bartolomeo Spada Protonotario 
Apoftolico Vicario fuo generale , ritrouandofi detto Ve- 
fcouo prefente , Lodouieo Seréga Referendario dellVna » 
8c délfaltra Segniatùra, e Gouernatore di Perugia, il Ma- 
:giftrato de' Priorj,& molto Popolo ; Il giorno ventefimo- chieh di s. 
fecondo di Maggio dell'iflefs'anno, hauédoui il Vefcouo Evcolai^ijus' 
fpedito Vtì'Bccue Apoftolico 1, donò, -& conceffe quefla-i ^^« cóceffaa' 
Chiefa, conakunicerrenìxjomprati co' fuoi denari in-, ^«"i^^dri. 

mi' 



i66 Libro Primo. 

numero di mille quattrocento feudi , aJJa Congregatione 
ibpradetta de' ChiericiRegoJari dì S.PaoIo DecoiJato , in 
nome de' quali preièro il poiTeflb i Padri D. i iiacomo An- 
tonio CaroJi,& D.Gio.-Tomaflb Riccio,che furono i primii 
che vennero à Perugia , & hora vi fi trouano con vniuer- 
fal contento,& fodisfattione della Citti tutta, la quale ha 
ferma fperanza di douerraccorre alla giornata copiolb 
frutto dall'ottima (emente , che quefta nouella Keligioae 
va tuttauia nel terreno Perugino ipargendo . , 

Di Monafterij delle Donne . 
Cdp, XXX, 

SOno nella Citta di Perugia, & ne' fuoi So borghi di" 
cifètte Monafterij di Donne , otto de'quali ftanno 
fotto la cura dei Veicouo , & fono gi'infra/critti ; 
S. Giuliana , le Gonuertite » le Pouere, le Capuc-* 
cine , S. Paolo , S. Francefco delle Donne , S. Agnefe_* , 
S.Lucia; None ftanno fotto la cura, &regginiento, de* 
Regolari, cioè, de' Monaci neri di S.Pietro, S. Maria-. 
Maddalena, S. Catarina , lo Sperandio, S. Margherita ; 
Sotto la cura de' Padri Zoccolanti, Monte Luce, S. An- 
tonio da Padoua ; Sotto la cura de* Padri Domenicani , 
S. TomafTo , la Colomba ; Sotto Jacura de' Monaci Sii-» 
ueftrini di S.f ortunato , S. Benedetto : Tutte quefte Mo- 
nache iì:anno in Ciaufura , fi reggono con le Regole delle 
Beligioni loro r viue parte di effe con l'ipntrate proprie»» 
de' Monafì;erii,& parte non hauendo ricchez2e.à.fufficien-< 
2a, viue di eiemofine, fono in tutto al pre/ènte in numero 
circa ino. 

S GIVLIA- 1 1 Monaftero dì S.Giuliana pofto ne' Borghi della Por- 
^^ • Jl ta Burnea , è molto riguardeuole, sì per la fua grande 

antichità, come ancora per molte Indulgenze, priuilegi/, 
& eflcntioni,delle <juàli già fu arricchito j il fiio fondato- 
re fu Giouanni Vefcouo Portuenfe Cardinale del titolo di 
S.Rufina,circa gii anni di Chrifto 1 25>2.in<iotto dalle per- 

fuafioni, 



Libro Primo. 



\6y 



fiiafionf , fe^preghiere di Fra Raniero Frate Domenicano 
Perugino , il quale per la purità fua, & innocenza, fu mol- 
to grato à 6. Pietro Martire , & fu ancora familiarifsimo 
dQÌ fopradetto Giouanni Cardinaie,il quale dicefi, fofTe in 
quel tempo Legato di Perugia ,* dì lui è fcritto in vn libro 
antico di carta pergamena, nel quale fono le Regole del 
Monaiìero ; Die dtcimatertia lulyfit commemoratio fdtli- 
€tr eommtmorationis Reuerendifsimi in Cbrtjlo Patris , 
& Domini f aera Tbeohgia profeforis Epi/copi Portusn- 
JtVy iy titu/f Sanéla Rufina^ Epifeopi Cardinalis butus 
Monafiery &pif Pundatoris, ^ Patris; Fu quello Car- 
dinale dell'Ordine de' Monaci Ciftercienfi,& commune- 
mente chiamauafi il Cardinal Biancojfu di natione f ran- 
cefe , &hauendocon grofifafpefafabricato quefto nobf- 
le,& magnifico Monaftero,vnillo in quei tempi alla Badia 
di S.Galgano in Siena , luogo già principalifsimo de' Mo- 
naci Cifl:ercienfi,màfa pofciafottolacurade' Vefcoui ri- 
dottOjche fecondo l'intiera ofTeruanza del Sacro Conci- 
lio Tridentino,lo gouernano ; La Chiefa fua è grande, & 
ampia, il cui Altare maggio re fu l'anno i$93' aUi vndeci 
di f ebraro con/ecrato da Napoleone Velcouo al prefèn- 
te di Perugia j fbpra quefi:o Altare è vn grande', e nobile 
Ciborio fbftenuto da quattro colonne con molto artifi- 
tio lauorate, & alcuni altri Cibori] fono per la medefim a 
Chiefa,che della fua antichità fanno nonpicciòla fede^ ; 
giaceauanti l'Altare maggiore la fepoltura di vn Vefco- 
uo , il quale vedefi in vna gran lapide ritratto in habito 
Pontificale , ma dalle lettere , che iuj fono intagliate , per 
effere dal tempo corrofè , & lacere , non fi può difcernc- 
re,chi egli foire,& come,& in qual tempo qui moriffe . 

EViccaquefla Chiefa di molte fante Reliquie, euui laJ 
Tefla della gloriofa S.Giuliana,titolo della Chiefa,Ia qua- 
le fi hebbe già in dono da' Fra»-idi S.Oomenico,come di- 
moftranole lettere', che fono fcritre nel nobile Taberna- 
colo, che détta Tefta racchiude , & fono tali . 

ANNO DOM, M.CGGIXXVi; DFE XXV. MENSE AVGVSTO. 
D GABRIELLA ftBBATISSA RECIPIT CAPVT S. IVLIAN^ 
A CQNVBNTV FRATR. PR/EDICATORVM DE PERVSIO. 

La 



Il Cardinale 
del titolo dì 
S.Rufina det- 
to il Bianco 
Fondatore di 
detto Mona- 
ikio . 



Chiefa di S. 
Giuliana an* 
cichifsima . 



Sante Reli- 
quie in detta 
Chiefa. 



1^8 Libro Primo. 

Traslatìone la trasktforie della quale Reliquia fi celebra'Cón molta 
della Teda di folenniti aJli 2 S' d'Agofto , il giorno di òan Bartolomeo 
^.Giuliana . ^poftolo, & la fefta fi celebra , in quanto all'Offitio nel]a_,- 
Città,e DìqccG. alli ly.di Febraro;£uui ancora vna Telra 
dVno deili dieci mila Martin , vna Spina della Corona^ 
di Noftro Signore, rAnello,& il Cilitio di S.Emando Ar- 
ci uefcouoInglelè,la cui vitafcrittain penna confèfuafi in 
detto Monaftero , & molte altre Reliquie vi fono in due. 
ben'ornatixReliquiarijracchiufe ; èquefto luogo Badia,&. 
vi dimorano per l'ordinario ottanta Monache ,fotto la.- 
Kegola, & habito di S.Bernardo , 

M ONTE T T Abbiamo detto altroue, che fuori di quella Porti^,' 
I- V e E. JTjL chedal Soie trafle il nome, doue hora è il Monafte^ 
ro , chiamato S. Maria dì Monte Luce , foflfe già il Tem- 
pio delia r>ea Feronia , & che iui vicino fbffe vn Bofco à 
lei facratojcome à Dea de' Bofchi ; Hora vogliono altri , 
pervn marmo antico, che nella Città ritrouano coH-p 
lettere Romane intagliate. 

AVGVSTO LVCVS SACER. 

Che in honore diOttauiano Augufto,foriè in grata-i 
memoria della riftauratione da lui fatta di Perugia» fa- 
crato fofle quel Bofco , e che dalla voce , Lucus , fìà-. 
pofcia deriuato il nome di Monte Luce , mafsimamen- 
Giotto de_j te,chequefto Monafteroèin alcuni luoghi delle Croni- 
MonaIdi,e-j che di San Francefco, chiamato Monte Luce; ma la- 
ne^al Monal fciando quefte memorie profane troppo da noi remote, 
ilerodiMon- dico, che quefto luogo l'anno 12 18. 'fìi donato da vn_. 
te Luce. Giotto de' Mon aldi nobile Perugino, con queflacondi- 
d" L V 3 t^ion^jche vi fi edifìcafle vn Monaftero di Monache dette-< 
de"ngotorn.i Ciauiffe ; Quella donatione fu a nome delia Romana^ 
F.egift.Pont. Ghiefa accettata da Vgo , onero Vgolino Cardinale Ve- 
c.i8p. fcouo Velietrenfe,alI'hora Legato di Perugia,che poi afce- 

fo al Pontificato , chiamo fsi Gregorio IX. e fu da Hono- 
aózagilhift. rio IIL l'anno 12 22. ratificata, come appare per Boi- 
Minor, ann. jg dd Papa,e del Legato predetto, che in quefto Monafte- 
'*°^* ro fi conferuano , ne molto tempo fcorfe , che il mcdefi- 

mo 



Libro Primo. i6p 

•mo legato commciò à fabricare co'l conlènro deJJa Jsede 
Apo/ioJica quefto luogo , à cui Innocentio I V. venuto à 
Perugia eonceffeeon vnafuaBolla diretta alVefcouodi 
guefta Città, Indulgenza particolare à tutti quelli,che nel 
giorno deirAfifuntavifiteranno quefta Chiefa » & infiema 
commandò al medefimo Vefcouo , che fcommunicafle-a 
coloro s che d'impedire ofafiero la folenne Proceflione , © . 

Luminare , che la Vigilia, di detta Fefta egli à quefto luo- dV^càpiiita! 
goinftitui; Fu quefto Monaftero riformato dal Beato notiforma_I 
GiouannidaCapiftrano, all'hora Generale della Fami- detto Mona- 
glia Cimotana l'anno del Signore 1448. fotto il Pontili- ducea1h°£ 
cato di Nicolò V. Se fu. alla feconda Kego la ridotto del- conda Rego- 
la Beata Chiara , con la quale al pre/ènteviuono quefte^ la di s. Cha- 
Monache, conioro molta lode. Se fono in numero daot- ^^-^' 
tanta in circa* 

La Chiefa loro può meritamente aìinoTserariì tra 1 e^ Chiefa di dee 
più belle, & ornate , che fiano in Perugia, per la fuabelk ^^ Monaile- 
proportione , & per elferetutta nelle facciate vagamente J^bUiln effa" 
dipinta , ma molto piùper la bellifsim a tauola dell'Affun- 
ta pofta fopra l'Altare maggiore, laquale fu l'anno 1 52 T^ 
da Giulio Romano,&da Gio;Prance/co detto il Fattore, 
difcepoli delfamofo Kafaello da Vrbino dipinta nella.^ 
parte inferiore,& nella fuperiore,come credeii commune- 
mente, dall'ifteftb Rafaelloj Conferuafi in quefto Mona- 
ftero vna parte della Tonica, che raflembra vn'afpro Cili- 
tio del Beato Fi-ancefco da Pauia,e fanno dell'ifteffo Mo-- 
naftero mentione le Croniche di S.Francefco , & quellej? 
vltimamente ftampate dalGonzaga-. 

FV piccioh forigine delk Capuccine in Perugia , mi j^^^j^i e A- 
in breue crebbe a marauigliaàguifa di vnpicciol PVCCINE. 
rio, che per l'accrefcimento dell'altre acque , talmente»» 
«*ingrofsa, che ne diuiene vn fiume nobile, e regio . Vol- 
gendo gli anni 155^. nacque nel petto di alcune Gioua- 
nette Vergini , ardente defiderio di feruireà Dio nel per- 
fetto flato della Verginità', & non potendo , per effere effe 
pouere , confeguire il fine del buon defiderio loro di fard 
Monache , perfeuerauano in quefto fanto penfìero , fre- 

Y quen-^ 



\jo Libro Primo- 

quentando la Chiefa ài S, Bomenico , confeflando/ì da^' 
quei Padri,& da ioro eifendo iftrutte, & indrizzate nelia.* 
^ via dello ^Jirito, & trattenute in fanti eflèrcitij , finche la 

^idleTapuc^ Venerabile Confraternita ài S. Eernardino della Gì\x^iti2. 
cine fabrica- COQ molto ardore iì diipofe di procacciare vn luogo , oiie 
to per opera poteflTero quefte Vergini menar vita ritirata , & religiofaj 
fracerniw'di ^^^^^^^ cominciò la detta Confraternita con larghe eie- 
s.Bexnardmo mo/ìnejche dahuQminipij furono contribuitela fabrica- 
delia G'iv&i- re vn Monaftero nella Porta ài S.Sufanna, in vn fìto , oue 
iia«»« gy^ 3^ Confraternita %\i loro di S. Andrea, & eiìèndo ìxU 

breuequefto Monaftero ridotto quali a perfettione,furo- 
no Xi^t^Q anno nel giorno fèttimo di Giugno,le fbprano- 
minate Vtt^mx nel Duomo publicaniente ve/lite dell'Ha- 
bito di Capuccine da Ippolito dalla Corgna Vefcouo inj 
queltempo ài Perugia , & pofcia con folenne Proceflìonc 
vennero accompagnate ^ quel fanto Iuogo,oue per qual- 
che tempo furono prouii!e del viuere , & ài tutte laltre-» 
cofe necelTarie dalia fopradetta Còfraternita della Giu- 
ftitias che di continuo con ìmmenfa carità procacciaua 
clemofine a quefto effetto i Ma giudicando quelle Vergi- 
ni , che molta differenza era appreflb Iddio l'eflere nellaJ 
Keligione profelfe 3 dal non effère , iì rifoluerono a farlsJ 
Profelfione con /bienne voto in mano àsX Vefcouo, per Io 
che vennero fottolaprotettione di quello, come al pre- 
lènte fono, viuendo dielemolìne, conforme allaprimaj' 
JRegoIa di Santa Chiara; ma non contentala fama ioro 
ài ftarfi racchiufain sì breui confini, corfè in varie parti 
d'Italia , diuuigando ia fantità di quefte nouelle Mona- 
Ma odono le che, onde eflendo fìato fondato vn fìmil Monaftero nel- 
loro Regole Ja Citti di Napoli, fu àquefto luogo di Perugia manda- 
ler^o dei mei ^^ per la regola , & no rma 1 Arriuò ancora il grido dei- 
demo Ordi- la bontà ài quefte Madri airorecchie àtì Beato Carlo 
ne in Napoli. Borromei Cardinale , Se Arciuefcouo di Milano , ì\ qua- 
le fece iftanza a Gregorio Decimoterzo , che lì conten- 
tafire> che alcune di quefte andaflero a Milano ad inftrui- 
re conia fanta regola loro, vn Monaftero da lui nuoua- 
mente fondato del mede/imo Ordine , fotto il tìtolo éi 
S.Prafèede, al che il Sgmmo Pontefice Gregorio con-i 

Breue 



Libro Primo. 171 



Breue Àpofìolico acconrentì,& ranno 1 578. partirono da Vanno à Mi 
Perugia quattro venerande Madri di molto gouerno, & lano per ìn- 
di gran bontà , due delle quali erano della famiglia-. M^^'^^ft!'^ 
Vghiforelle carnali , e prime Inftitutrici di quello Mona- eretto in quel 
ftero di Perugia : Nonfipuò con parole elprimere, co nj la eittà 'dai 
quanta humanità follerò eglino dalBeato Carlo accolte Cardinal<u 
in quella Città, bafta il dire,che iui lo fpatio di circa noue ^^"^"^^^^^^ • 
anni dimorarono , & con ottimi ammaeftramenti , & 
fantadifciplinaftabilironoquel Monaftero, nel quale.* ^j^j^^g ^^^ 
pofcia entrarono Zitelle Vergini in gran numero, & tra raaìgliofa^'al 
l'altre vna Nipote dcìViGicCso Beato Carlo , Vergine bel- vna Nipore 
lifsima, , e di quella prima nobiltà, la quale dando ban- ^^^ Car^.Bor 
do al Mondo , & à tutti gli agi fuoi , volle feguir Chrifto , dnTdi fanu 
teftita Ibpra le nude carni di ruuido facco , & in' quella-, vita, 
ftretta Kegola,& gran pouertà ; Narrali dilei,che venuta 
indi à pochianni à morte , ne potendo le Madri ferrarle in 
modo alcuno gli occhi , alli comandamenti elprelsi della 
fìia Superiora j incontanente ellaliferrafle, moftrandofi à 
quella non meno obedientc in morte, di quello , che ftata 

era in vita. ^ La città d' 

Ritornarono poi le Madri Perugine da Milano l'anno Milano dona 
i587.nelmelè d'Ottobre, con hauer hauutoin dono da^ alle Madri Ca 
quella Città in fegno di gratitudine d animo, & in teili- f"a^"?^£'?^ 
monio della Religione loro , la Tefla di vna Compagna-, d"i°vna^Comt 
di S.Orfbla» della quaIe,come di pretiofiifima Gioia , ar- pagna di.S; ' 
ricchirono il Monallero di Perugia , oue fu con gran fo- Oiioh. 
lennità fatta di quella la translatione > che poi ogni anno 
da riftefle Madri celebrafi la terza Domenica di Settem- jj.„ ^ ^ , 
brej Pochi anni doppo, volle SiftoV.che alcune di quefte daa°ciin^* 
iftefte Madri Capuccine andaflero à Racanati , & quiui Madri Capuc 
c5 le regole,& iftitutiloro ftabilifsero vn Monaftero della ^'"9 'P ^^'^^- 
loro Religione , onde Tanno 1 5P T- vi andarono tre Ma- go^ la vr^ 
dri,&con JaDiogratia» l'eifetto bramato conlèguirono. Monailero 
^ Sono gli altri Monaflerij ancora » de* quali per cagione »"» eretto . 
ài breuità , fi lafcia di ragionare, honorati, di ottimo eA 
lèmpio , & di grande oflTeruanza , & da elfi furono in varij 
tempi riformati varij Monafteri; di altre Città, comc-j 
quello di San Cofmo in Trafìeuere di Roma Tanno 145 1. 

Y 2 Vn 



172. Libro Primo e 

Vn Monaftero in Fiorenza nell'anno 145^, Vn' altra m 

Monafìeri dì Vrbino. nel 145^. Due in Arezzo, & al Borgo S. Sepoi- 

forma^rda" ^^ nQÌi^6i, enelijoo. Il Monaftero a Monte Falco 

Monafteri di detto- S. Leonardo nel 1 500. Due in Agubbio , & in Cit- 

Periigia. tàdi Caftello nel 1 52^. e nel 1 580. Il Monaftero in Nor- 

fcia detto S.Maria della Pace nel 1 5ri 8. Quello finalmen^ 

re ài S. Pontiano in Spoleto nel 1 520. Non voglio fìmil^r 

mente tralafciare di porre , come (èi Monache di Santa 

Catarina Monafterio di Perugia,per la. loro btiona,& sa^ 

ta vita furono da Pio V. l'anno 1 570. chiamate i Roma, 

oue riformarono le Monache diSanta Maria di Campo 

!Marzo 5 J^ quattro Monache del Monaftero detto Spe- 

randio di quefta iftefla Città , vennero- inuitate l'anno 

1 5^7^.da Marc'Antonio Colomia Cardinale,& dalla Con- 

felTa di Pepoli , a dar prinGÌpio,.come fecero^uad va nuoua 

jMtonaftero nella Terra di SubiacLo.. 



Be^ Luoghi Vij dìs^Cdpucctnellii dèh ZìtelU 

Verelkte , (^ di qptelle della Carità, 

Cap^ XXX r»^ 

Collegio de* ^^. r mofìTercKi Perugini per lè vefiementf prediche , St- 
CAPVGcr- ^^ efTortationi di.Fra Bernardino da Siena Capucd- 
N£LLI. ^ j no 5 chiamato l'Occhino , à dar principio l'anno 
'^^ ^^ I 5 5 p, ad vn Collegio nelJa Porta di S. Angelo , per 

fcruigiade' pouerifancialli Orfani,! quali paflati che han- 
no otto aniii,fbno capaci di entrami ; Qui fi alleuano col 
rimore di Dio, per fin chearriuati fono ad anni venti rà 
tutte fpeiè , SI dei viueré , come del veffire , del Collegio 
de* Notarij , che ne ha la cura , con mandare parte di lo- 
ro alle fcuole , parte all'arti , & col prendere di efìì, quan- 
do fono in etd matura alerò partito j Sono al prelente in 
numero di venti , fotto la cuftodia di vn'huomo a ciò de- 
putat0)& dairhabit05& veftito,che portano con Capuccf» 

iònocjommunemente chiamati Capucinelli. 

~ ■■ Né 



Libro Primo. 175 

Ne meno vtil configJio fu queJJo , che '1 medema Pa- Zitelle De^' 
dre Capuccino diede a Perugini ,. che faceflero operai RELITTE . 
d'inftituire vn luogo-, oue poteflfero foggiornare, & al- 
kuarfi con buona educatione alcune Zitelle pouere , ri-* 
mafte fen2a i padri , & le madri loro ; onde per le molte 
cflfortationi di detto Padre,fu nella Porta di S. Pietro fa- 
b ricato à quefto effetto vn luogo,nel quale al prefente di-' 
morana quaranta Zitelle nate di iegitimo Matrimonio ,, 
che dall' effer priue di madri,e di padrij&dirobbaychia- 
manfi Derelitte; Stanno fotto la cufìodia di alcune don- 
ne di buona vita > &cdi età matura > & ha di quefto luogo 
curala Venerabile Compagnia di S. Tom affo d'Aquino > 
k quale prouede loro le cofc al viuere , & al veftire ne- 
ceffarie, & le marita al tempo conueneuole ^ 

Il Padre Fra Stefano da Faenza deirOrdine ancar ef^ zitelle dèlia 
!ò de' Capuccint y cognominato il Faentino, predican- GARXTA'i 
do nel noftro Duomo con molto frutto, & con gran con- 
cor/b di popolo , fu l'anno 1 570. Autore , & perfuaforej , 
che fi fonxlaflfe , come fu adempito , nella Porta di S. An- 
gelo , vn luogo, oue poteffero viuere , & alleuarfi eoa»» 
buoni coftumi quelle Zitelle Vergini,che ftanno iperico'- 
lo di effere violate ,0 per la pouertà , ò per la occafionej 
delle loro cattiue madri ; Prefè cura di quefto luogo l^ 
Venerabile Compagnia di S.Girolamo , la quale mantie- 
ne dette Zitelle, che fono alprefènte in numero circaj 
quaranta , con Telemofìne , & con i legati lafciategli da_» 
perfone pie , co' quali ancora à tempo debito le marita » 
e chia monfi Zitelle de Ha Carità ♦ 



Della Pia Caja del T^fu^k 
XXX IL 



N 



Apoleòne Comitoli noftró Paflore^ non eC- 
fendo àniuna cofa pili intento , che a ritorre-? 
al Lupo Infernale quelle P€corelle,che fono gii 
quafì nelle fue ingorde fauci per efier deuorate. 



hi 



174 Libro Primo. 

ha nel prefènte anno i^o7.inftituito in Perugia vn luogo l 
oue poflano ibggiornare quelle Donne , che vogliono le- 
CASA DEE ^^^^ ^^^ ^^^ ^^^^ ' per viuere vita buona , & honefta ; & 
REFVGIO per quefta cagione con l'autorità di Paolo V. Sommo 
eretta da Na- Pontefe, hàfuppreflTo laParocchia di S.Nicolò nella^ 
m?toS"vefc* Porta di S.Sufanna, & iui ha eretta vna Cafa , Iaquale_j 
dfi Perugia-.», chiamafì Cafà del Kefugio, oue dilicentia della Sacra^ 
Congregatione de' RegoIari,h^ introdotto due Monache 
Conuertite di età matura j &di vita elèmplare, le quali 
fìando quiui inclaufuraa habbiano dainftruire quelle^ 
Donnesche fi cuftodirannoin probatione , per monacar- 
le nel Monaftero delle Conuertite , ò per maritarle , ò {e 
fiano maritate,per renderle doppo l'emendatione a* ma- 
riti loro ; II giorno dunque 2 2. di Luglio, dedicato à San- 
ta Maria Maddalena deU'iftefs'anno i<?o7. furono dalla 
Catedrale procefsiofialmente accompagnate da vnaj 
Compagnia nuouaméte inftituita lotto il titolo di Com- 
pagnia del Refugio , cinque Donne , leuate dalla m alaJ 
vita, le quali andarono volontariamente a racchiuderli 
in quel luogo Pio, oue fìanno claufurate lòtto pena di 
Scommunica, rifèruata alVelcouo, Scvinono conia-» 
Conftitutioni, & Regole fatte da quello , al quale appar- 
tiene il gouerno lupremo di detta Cafa, & il vitto è loro 
con elemoHne procacciato dalla Compagnia dilòpra.^ 
nominata del Refugio • 

Delle Confraternite 3 (^ Compagnie de* Laici • 
Cap. XXXI II. 

t'yr E bbe in Pefugfa principio Tanno la^fo! à per- 
^M lìialìone di vno' Eremita di conolciuta bont^, 
Tj illodeucle, &fanto Inftituto delli Difcipli- 
•*• nauti, Initsum autem buius rei à Perufinis ìtt'^ 
duSiunty dice il Sigonio nel libro decimonono : quefta 
vfanzapofciafcorrendo^guifa di fiamma dì CittiitU 
Città, Cìi apprefa quafi per mano da tutta Italia, , S^ 

iGe- 



Libro Primo. 17^ 

i GcnoaefijClie da prima ciò fchernironojpofci a co fom- 
mo àudio lo abbraccioroao ; furono tali huomini, per 
teftimonianzadel medeiimo Sigonio , chiamati commur 
nementei Diuoti j & quell'anno fu chiamato Anno di ge- 
nerale deuotione, & quindi hebbero principio,& origine 
ìnolte Confraternite in memoria di quella Religione de' 
Difciplinanti , ecco le parole del Sigonio , Manfit indi^ BisciPir»-^ 
in multis Ciuitaùhus dar a buius Reltgionis memoria fa^ l^ antLc Io- 
erisV^rherantium Sodalitjjs, eius rei monumento, ali- pgr^g^'"^ '"^ 
quot injlituùs , l^itengono per fino hoggi quefto nome-* 
de'Difciplinanti , Se ne vfano l'infegne per lo più le Con- 
fraternite di Perugia , indotte & dallbrigine primiera,j'&: 
dal conièruare ancora al prefente cosifanto coflume»i, 
macerando , S^afiligendo Ipeflb la carne nuda con aljjrc 
difcipline , Sono le Confraternite in quefta Citti in liii- 
mero di dicifette , lì denominano da' Santi , che hanno 
per Protettori, & foteo i quali militano , veftono di Cac- 
chi ò bianchi , ò neri , ò rofsi , ò d'altri colori , ranno 
nelle Proceflioni con l'ordine loro preiìflb , e ne gli Ora- 
tori] celebrano a* tempi determinati le diuine laudi , & 
fanno altri lodeuoli eflercitij , & cialcuna fi regola con Je 
Jeggi > & conftitiitioni fue - 

La Confraternita antichifsima dell'Annuntiata fosfe- 
ne il carico di mantenere con l'elem oline, che va per la 
Citti mendicando, il poueriflimo Monaftero delle Con- 
vertite ; fa due folennifsime procefsioni , 3.lle quali con- Cófratemìte 
corre gra popolo per la diuotione di vn diuotiflimo Chri- tiata^^^ 
fto,che in forma di Pieti portali il Giouedì iàntoda que- ' 

fia Confraternita al Duomo,& di CrocefìlToje morto,che 
la fera ièguente l'iftelTo riportali al luog^o predettole tre Dì s.AGO- 
Confraternite di S. Agoftino,di S.Domejiico,& di S.Fran- STIno . 
cefco, con Tintratede' beni ftabili, che pofsiedono, dan- S;DOMENr- 
no in ciafcun'anno le Doti a pouere Zitelle, fanno :55efre , s. FRA^fCE- 
e gradi elemofine, &ciafcana diloro mantiene vno Spe- SCO. 
dale , oue fi riceuono poueri paflaggieri , i quali per tre-» 
fere vi fono con molta carità alloggiati * La Confrater- §. bernar- 
nita di S. Bernardino della Giuftitia hala cura , de carico Dino della 
di confortare qjBeimifen'a che muoiono per Giuftitia, te- GjuUma-^^ 

^endo 



\j6 Libro Primo: 

nendo per Io manco iti ài loro continua compagnia al 
dannato la notte , & accompagnandolo al patibolo tutti 
veftiti ài vefte n^rafotto lo Stendardo del CrocefifTo , il 
che non folo offerua nelle Giuftitie, che fannofì in Peru- 
gia>ma etiàdio in tutta la Legatione,nè poflededo cofa 
alcuna, gouerna con le elemofine i prigioni tutti poueri, 
procura , che i Superiori vifitino fpeflb le Carceri , & che 
venghino prefìo alla (peditione àx t{ii\ ha la<:ura anco,& 
cuftodia di dette Carceri? & liberai! Venerdì fanto alcuni 
f . prigioni dannati alla morte. La Confraternita della^ 
u deC^' ^orte, con molta pietà. Secatiti Chriftiana, dà fepol- 
MO R T E. tura à tutti i morti poueri > che non hanno modo di pò- 
terfi fepeilire , fbuuenendogli ancora di cera > & àìi tutto 
quello , che fa ài meftieri, leua i\ morto all'hora deputa- 
ta dal luogo della Giuftitia , fbpra %\i omeri lo porta alla 
fèpoltura Eccleliaftica , fa vna volta ilmefeTOratione-j 
àtWt quarant'hore in vn fuo bello » & magnifico Orato- 
rio , che però chfamafi, CONF R ATERN ITAS 
MORTlS,ET OKATIONIS. LaConfrater- 
Conjraterni- ^ita àtì Crocefiflb ha per laudabile confuetudine , di ma*- 
CE FISSO ritare in cialcun'anno alcune Zitelle , & di liberare alcuni 
* poueri Prigioni , %oàQ. molti priuilegij , & larghi tefbrì 
d'Indulgenze , per eflere ella .afsieme con molte altre , à 
quelle di Roma aggregata , 

Dì alcune Compagnie i eCongregamni^che 
fino in Perugia . Cap, XXX 11^, 

■ ^""^ ^^*^^ ^^ Confraternite, che di fopra narrate-i 

di^^MAfxi- f \ Gabbiamo , vi fono in Perugia alcune Com-, 

NÒ\ ' ^ 9 pagnie 5 che non meritono di eflerepaflate con 

^^-''^ filentio , poiché fanno opere fegnalate,efono 

di grandiffimo vtiie a' Poueri; traquefte, celebre è ìtu 

Compagnia ài S.Martino , la quale fa l'anno 1 574» iftitui- 

ta dal Venerabile Padre Maeftro Damiano Fiorentino 

dell'Ordine de' Serui,chein quell'anno predicò nel Duo-. 

mo; 



Libro Primo. lyj 

mo ; Giudicò egli , che cofa vtihfsima fiata farebbe , che 
alcuni in Perugia haueiTero con elempfìne fouuenuti i pò- 
ueri miferabiJi Infermi dellaCittà, & de' fiioi Borghi ; 
laonde conferìil fuo penfieroconFrancefcoBofsio Mi- 
lanefe Vefcouo airhoradiPerugia,&pregolloàdarprin- Quando erèt 
cipio,fauore,& agiato, còme fece con ogni prontezza fuó"Slc^ 
ad opera cosi pia , e fanta 3 Furono dunque eJetti alcuni & ©pere pie 
ì^obiliper ciafcheduna Porta j i quali contribuirono lar- i" feruitio de* 
ghe eIemofine,& pigliarono fbpra di loro carico tato im- ^^^^^^ • 
portante , eleggendo vn Priore, & facendo alcune Con- 
ftitutiom, che dal Vefcouo furono approuate; Chiama- 
ronla Compagnia di S. Martino , conciofiache iJ detto 
Santo fofle , come à tutti è noto, molto eiemofiniero ; La 
cura di quefta Compagnia è ài vifitare tutti gl'Infermi 
mifer abili della Città, & de' Borghi vna volta la fettima- 
na» dando loro elemofine de' denari i ài panni, agiuto 
ài medicine, ài Medico, & di altre cofe neceflariejcol me- 
zo di due Vilìtatoriper Porta , l'Offitio de' quali dura due 
mefij Oltre ciò, fuole eleggere alcuni Vifìtatori feparati 
da gli altri , i quali fbuuengono ài elemo/ìne i Cittadini 
poueri vergognol?,onde la Cópagnia chiamali ài S. Mar- 
tino de' Vifitatoride' poueri Infermi, & Vergognosi mi- 
ferabili J Si Ipende in queft 'opera circa cento feudi i\ TXit^c 
ài denari , che cauanfi da' benilafciati da peribne pie^ , 
da' frutti de' luoghi de' Monti, che la Compagnia M ^-O-» 
Ko ma ,& da' Legati Pi j é 

V N'altr a Compagnia di perfone Nobili dellaCittà, ^- 
che chiamali deile Vergini,\éneinftituita daFran- an^n vn- 
cefcoBoflio Milane/è Vefcouo, l'anno i 5^5>.nelqualtem- TI A t A , 
pò egli era Gouernatore di Perugia; La cura ài c^z^i <^^"^ ^f^l^-» 
Nobili è di maritare in ciafcun'anno Zitelle in maggior V^^^*^'^.- 
numero» che fi pofla, ma non mai meno di cinque, & vna 
per Porta ; Fall! queéà {óìtntiitì con bella cerimonia rie! 
può mb'il giorno dèlia Sahtifsima Annuntiata, &però 
crédo , vehghi ella chiamata Compagnia àtìì^ Annun- 
ciata delle Vergini di Perugia; Sono i Fratelli in numero 
cinquanta , dieci per ciafcheduna Porta, & eflere deuono 
dieta matura, diottimacofcienza ,&timorofi di.Diò . 

2 Ol- 



178 



Libro Primo. 



Oltre le dette due Compagnie, ve ne fono alcune altre.» 
fecr^te di huomini pij , & diaoti, i quali a* giorni , & tem- 
pi determinati conuengono infieme, & fi elTercitono iiù» 
Orationi> in Difcipline ,& in altre fante opere , come è la 
Ck!oce'^ Compagnia detta delia Croce , che più volte la fettima- 
na adunafi nel Conuento di S.Domenico , fondata da fef- 
fant'anni in circa, da Fra Lorenzo Bernardini Luccbefe 
dell'Ordine Domenicano j La Compagnia di S-Catarin^ ^ 
Compagnia che fegretamente ritrouaiì ogni Sabbato al tardi in dep-*^ 
di 5. e ATA- to luogo, inftituita da Fra TomaflTo Buoninfègni Sen^fe 
^^ * dell'ifterfo Ordine , & circa fiftelfo tempo ; La Compar 
gnia di S.Tomafso d'Aquino , la quale fu inftituita più di 
TOvfA^o^* ^"^^"^^ anni fono, & oltre all'attendere allimedefimi ef^ 
D'ÀoyiNO ^^^^^^^ì Q'irituah', ha la cura delle Zitelle Derelitte; La^ 
Compagnia finalmente di S.Girolamo, che alcuni giorni 
^ p. della fettimana fi eflercita nel Conuento di S. Francefco 
di S. GIK.O* in fimili eflercirjj ,& ha cura particolare de'poueri Infèr- 
LAMO . mi dello Spedale della Mifèricord/a » e come fi è detto 
delle Zitelle della Carità ; Vifono ancora alcune Congre» 
gationi , & Oratorij , delJi quali non farò quiuf più longa 
mentione , per hauerne altroue trattato , vengo dunque 
à difcorrere di altre opere di Pietà. 

De gli Spedali , che fino nella Città , ^ne fmi 

'BorghÌ3€ di quello de Padri de gUncHrabtUw 

Cap. XXXV. 

SI numerano per fin* a venti Spedali in Perugia , & 
ne' f loi Borghi , ne* quali fi riceuono per tre ferej 
ipoueri Viandanti, & vi fi effercita con molto fer- 
g'a,ejuoiBor uore l'hofpitalità ; Sonoquefli prouifti, &gouer- 

gtii* nati parte da alcuni Collegi) , chs communemente chia- 

manfìArtf , & parte da alcune Confraternite, che gli 
" edificarono } Più d'ogni altro è celebre lo Spedale-j 
grande, chiamato Santa Miria della MiTericordia , per 
ie varie fegnaUte opere dipiecà^cheeifereica^^peril 

nu* 



Libro Primo. i7p 

mumei-o grande di perfone , che gouerna , & mantiejieJ ; 
Di quefto non ci fiagraue il raccontare l'origine, & altre Orìgine del» 
co fé degne dafaperfi . Circa gli anni di noftra faJute^ ^o spedale-* 
ijoj. alcunihaomini della Città Clerici, & Laici, fece- ricordia 
ro vna dinota Compagnia , ò Confraternita fotto il ti- 
tolo di Santa Maria Vergine , & à loro Ipefe fondarono 
vna cafa > ò luogo vicino alla Porta antica della contra- 
da di S.Pietro,oue hoggi quella vedefi ,crefciuta in gradif- 
fimo circuitosi! chefecero,moflìàcompafsionedi mol- 
ti pò neri Infermi, che ipefsotrouauanfì morti per le fìra-' 
de della Città , & de' poueri fanciulli non nati di iegitimo. 
Matrimonio , li quali tal vòlta erano dalle proprie madri 
foffocati, & con molta impietà gitcati in luoghi fetidi , & 
immondi, ouero veniuano elpofti ^d effere cibo delle-j 
fiere ingorde^ per non vi cfserluogo alcuno da riceuerli , 
&da prenderne di loro particòlar cura; Poiché fu quefta 
tanto lodeuolc , & pia Cafa fabricata , Bolgaro Monte- 
melini Vefcouoin quel tempo di Perugia , infieme con-* 
l'Arciprete, 8c co' Canonici del Duomo capitolarmen- 
te congregati , concefle Tanno 1505. il giorno quinto di SMam-xlelIa 
Gennaro alla nuoua Compagnia , di potere fabricare la Mifencerdia 
Chiefa,offitiarÌa,& fatui le ièpolture, & feccia da mol- chi^j^^ ^ * 
ti oblighi efente , chiamandola Santa Maria della Mife- 
ricordia , di che appare InArumento celebrato il giorno 
Yndecimo di Marzo dell'anno detto * 

II gouerno di quello Spedale appartiene ad vn Priore-^ Gouemarorì 
Clerico refidente in eflb , che nel fine delI'Offitio rende ^» f "^^^jP^" 
conto dell'ammintftratione, & fi elegge per tre anni da eletdone?'^^ 
cinquanta huomini per Torta, che fanno ilnumerodi 
ducento cinquata Laici, da tutti i Parocchiani della Cit- 
tà, e So borghi , & da tutti j Dottori dell'vna, & dell'altra 
facoltà , conia prefenza del Vefcouo : Da gl'ifteffi ancora 
neirifteflb tempo fi elegge vn Priore Laico, & due Vifita- 
tori Clerici , & due Laici perle corlb di tre anni , i quali 
interuengonointuttiibifogni di detto luogo , lovifita- 
no due volte il melè,& hanno libera facoltà per Breue del 
Sornmo Pontefice Sifto IV.di vendere,& permutare i be- 
lli di detto luogo, fenza licenza della Sede Apoftolica . 

2 a I^i- 



8o 



Libro Primo; 



Ordine del- 
l'ifleiTo in ri- 
ceuere, 8cin 
fare nutrire»,» 
i fanciulli, e 
Se fanciulle.^ 



Spedale de'' 
1 E P RO S I 
aggregato al 
lo Spedale-^- 
grande della 
Miferic&i'dia. 



Rjceue quello Spedale tutti i fanciulli, & di qualHuo- 
glia conditione , e luogo eipofti, tenendo molte Nutrici 
per alleuarli,&; nutrirli, &prouedendoli di vitto , oc di 
veBito; Li m afchi iì tengono per finall'età di anni dici- 
dotto, ò venti, nel qual tempo polTono per loroiftefsi 
attendere a procacciarli il vitto , tri tanto lì dà loro vji_* 
Maeftro prò uifio nato , per inftruirli nelle lettere, & ne' 
buoni collumi ; Le femine poi fi tengono per fin che , ò 
fi maritono con dote di cento fiorini , data da detta^ 
Cafa à ciafcuna di loro , ò che fì. muoiano , non trouan- 
do , ò non volendo eglino maritarfi j Sono in tanto pro- 
iiifte alcune Donne del terz'Ordine , che di elTe hanno 
cura , & leinftruifcono ne gli eflercitij à donne conuene- 
uolij Si riceuono altresìin quefi:o Spedale Infermi ditut- 
telefbrtij&diqualfifiapaelè, i quali vengono prouifti 
di Medici, di Chirurghi , di Medicine, & diSeruenti, & 
di tutte le cofè neceffarie ,& euui ordine neil'accettarli > 
che auanti ad ogni altra eofa , fi coofeftino . 

Ha quefto luogo pio vn'altr'Oipieio fèparatojoue fi ri- 
ceuono le pouere donne inferme > alla cura delle quali è 
prepolia vna donna nominata Priora , con lue Cerne : Ol- 
tre à ciò è à quefto luogo vnito vn'altro fimilcjdue miglia. 
lontano da Perugia ,&chiamafi, Hofpitak leprofbrum» 
nel quale fono varij Infermi,gouernati,& prouifii di tutti i 
bifogni dal fbpradetto luogo,& ha i Miniftri fuoi necefla- 
ri; . Sono in tutto circa ottocento perfone, che mantiene, 
& gouern a per l'ordinario quefto fanto Spedale della^ 
Milericordia, le quali tutte vi uono dell'intrate de' beni 
filabili lafciati al Luogo da perfone pie , de che tuttau/a d 
lafcianaj Gode molti priuilegij , &elèntioni eonceffeli da 
varij Sommi Pontefici , & da altri , di che conferuanfi va- 
rie Bolle, & Indulti; La Chic fa di q uè fio luogo fu non_. 
molti anni fbnorifiaurata, & à bella forma ridotta, è oi^ 
ficiata dal fopradetto Priore,da cinque Cappellani perpe- 
tuivi da quattro amouibili, éParocchia, &ChiefaBat- 
tefmale, Ja fua Fella principale è quella de' Santi Inno- 
centi , il giorno auanti de' quali> è da.folenne Proceisione 
militata. , _ ■ :%^'" 

Giouanni 



Libro Primo. i8i 

Glouanni cognominato di Dio , inftituun Granata^ 
fanno r 53^. vna Compagnia di huomini pij , con i quali padri DI 
fi diede ad hauer cura de' poueri Infermi, & àfouuenir- GIOVAN- 
U di quanto loro faceua bifogno ; Mori quefto Giouan- ^.^ p^ ■^^^» 
ni l'anno 1 5 5o. il giorno quinto di Marzo , & i Tuoi molti j^^^^^ ^^^ ^" 
meriti lo dichiararono nel numero de'BeatiiPio V.Som- 
mo , & Santo Pontefice, fu il primiero , che quefta Com- 
pagnia approuaflfe , gli diede l'Habito , che porta , volle , 
che viueffe fotto la Regola di S.Agoftino , &: egli medefi- 
mo dal feruitio del Choro habilitoUa , acciocbe meglio 
attender potefTe alla cura de gflnfermi j Dilatoffi quefta_. 
Compagnia in breue , non folo per tutta la Spagna > ma 
etiandio per altri Regni , & Prouincie , penetrò per fino 
nell'Indie Orientali , e nell'Italia fi enumerano circa qua- 
ranta luoghi, che fono da detta Compagnia tenuti , vno 
de'quali cominciò àìnftitiiirfi in Perugial'anno 1 584x011 
pccafione di alcuni Venerabili Padri di lei, che vennero à 
quefta Città , a' quali fìi aiTegnato vn luogo , & prouifto 
dalle tre Fraternite di S.Agoftino , di S.Domenico, & di 
S.Francefco,di tutte le colè à tant'vtile,& lodeuole opera 
neceflarie ; Si trasferirono polcia quefti Padri l'anno (e- 
guente il dì primo di Gennaro nella Porta Burnea in vn 
pili commodo luogo, comprato da Vincenzo Ercolani Vincenzo Et- 
all'hora meritifsimo Vefcouo di Perugia, & vi andarono ^j* p"* Y^^f.* 
proceflìonaImente,& con molta cerimonia» accompa- prouede de^l 
ti dal Ve{couo,e da molto popolo,coducendo nelle fèdie. Luogo , oue 
nella guifa,che effi far fogliono, molti Infermiji quali tut- J^o"^^ ^Ip^^ 
tauia ve ne concorrono in gran numero , e vengono da^ ente in P, Sj 
detti Padri, con Tagiuto deirelemofiJie,che procacciono, 
con molta carità mantenuti, & gouernati ; Il titolo del- 
la Chiefa > che hanno in detto luogo quefti Padri è S. Ni- 
colò , e chùmafi communementc de gl'Incurabili. 



Z?*/ 



iSz 



Libro Prima 



tlrettlone del 
MONTE 
BELLA PIE 
TA' opersut 
del B. F.Gia- 
como da_j 
^5óte Feltro. 



A chi fpetti il 
gonerno. e la 
cura di detto 
Monte, 



Del Monte della Pietà , e Confilino ^ 
Cap, XXXFI. 

TEà tutte l'opere Pie , che fi fanno fnPerugisLi^ 
per fortentamento de* Poueri , è molto fegna- 
lata quella del Monte detto della Pietà, infti- 
tuito fin dal tenjpo di Paolo II. alle predica- 
itfoni di vn Venerabile Padre dell'Ordine OfTeruante^j , 
.chiamato Fra Giacomo da Monte Feltro , il quale perla 
fua integrità' de' coftumi , e fantayita, fu annouerato fra* 
Beati 5 fa di lui mentione il Gonzaga nella feconda parte 
delle Croniche di S. Francefco à carte 35 5. 3c tra l'altre^ 
cofe dice , chea lui attribuire fi deue /opera così pietofa 
del Monte della Pietà eretto in Perugia vper.folleuamen- 
to de', Poueri; ecco le paroli fue. Pimtijjmum il/udopus, 
nempè Phtatis Mpnth erepio , atque injiitutio , pauperi- 
bus equidem fuhueniendis peropportunum remedium de- 
hstur'i Laonde da queft'opera , eglUÌYede in PerugiJLji 
con vn Monte nelle mani, oue è Motto, che dice_^ , 
M O N S P I E T A T I Sj Lacura , &gouerno 
ài detto luogo appartiene al Vefcouo , al Gouernatore, 
all'Abbate di San Pietro , all'Abbate di Monte Morcino, 
& al Guardiano de' Frati OflTeruanti, i quali creano gli 
Ofifìtiali 5 che durano yn'anno ; Fuquefto Monte dotato 
dalla Città di Perugia di dicidotto mila fiorini in circa»* , 
diuifo in tre corpi , & pofcia affinchè ininori follerò le.» 
fpefe , fu in vn £ol corpo tidotto , oue fiprefla a' Poueri fb- 
pra loro pegni,& fi ritengono due anni,alla fine de' quali, 
fé no fono quelli rifcofsi. Ci vedono all'incanto, & il fopra- 
uanzo del prezzo fi reflituifice al Padrone , detrattone fb- 
lamente qiielpoco frutto aflTegnato a' denari, cheèàra- 
gione di tre per cento , i[ che fèrue per qualche recogni- 
tione di coloro 3 che con molta carità vi affaticano ; Et 
dubitandofi fin da principio , che queflo vtile non fblfe-* 
centra cofcienza, fu molto bene confiderato , &coflJ 

lon^a 



Libro Primo. 



185 



longa Ccrittara. approwato dalli Collegi) de' Dottori Teo- 
logi > & Canonifti, come vedefi nella CadcelUria di Peru- 
gia , & ne appare ancora vn libro ftampato,ilcui titolo è. 
Di Defenfione àiontis Pietatis . 

Non meno lodeuole opera è quella dell'altro Monte.» 
chiamato Confolino,dal cognome del Capitano Kaniere MONTE 
Confoli, che l'anno 1 593. rmftituì,& dotò di tutte le fuej ^5^^"^^^" 
facoltà > ftima/ì , che*! corpo Tuo arriui à lèdici m«la feudi 
in circa ; Si preftano in efsi denari a Poueri > riceuendone 
due baiocchi per feudo , & fono i Hoi Gouernatori i due 
Priori Confoli del Nobile Collegio della Mercantia,i 
primi Confultori di detto Collegio ,il Priore Clerico del- 
lo Spedale della Mifericordia > & il Priore de gli Eremiti 
Agoftinfani. 



Il fine del Priaio Libro ; 




dei; 



i84 

DEL TÉRRITOR 

Vàri) flati , e Reggimenti di 

Perugia , e della ferie 

de' fuoi Vefcoui. 

LIBRO .SECONDO. 



Mcntemalbe 
mòre de' Re- 
fponfì . 




^alitadelTerrìtorio , Cap. I. 

ARE in vero, fé lì riguarda ì\ Ter- 
ritorio di Perugia > che'] Cielo, Is^ 
Natura, & l'Arte habbiano gar- 
reggiato infieme, in adunare in lui 
tutte quelle gratie, &doni,chej 
fparfamente hanno diftribuitoal- 
troue , poiché IVni dato gJi ha^ 
vn'aere temperato , & benigno , e 
co'Pianeti infonde largamente Je 
virtù Tue fopratutteIecore,cheinIui fi producono; hi 
fatto l'altra i colli ^ le valli , 5^ i campi , non so s'io dir mi 
debba, ò più vaghi, ò più fertili, &hà voluto,che i mon- 
ti ancora non fianoaìpri, &fcofcefi, ma che co' piani 
contendfno in eflere vtilijproducendo felue,cacciagioni, 
herbe pellegrine, pafcoli , forgenti d'acque, e quello che_j 
apporta più merauiglia , vene de' marmi pregiatifsimi > 
co' quali arricchita l'Arte , ha pofcia per tutto il Territo- 
rio , non con minor diligenza fa bricati edifìti) , che quelli 
della Città iftelfa ; In propofito di ciò, lungi vn miglio da 
Perugia X'-erfoTOucafo, forge alTai piaceuplmente vn-*' 
Monte, che chiamali Montemalbe,& anticamente diceafi 
Malot,ò Malotiche fuon a l'ifìefTojch e Monte de' refponfi, 
Uli ed'irl- 



Libro Secondo. 185' 

e d'inclouinamenti ; quiuì è fama , che Malot Tagete R" 
glmolo di Auruno eflercitaffe l'arte Auruipicina , nella., 
quale Ibleualì porre gran ftudio nella Tofcana, per ca- 
gione della Republica, &della com mane Religione, & 
altro non era > per quanto M.Tullio riferilce , lib. 2. de_i 
Diuin. che , Vitcognojcenst à"vidensy ^ expUeans Ji- 
gna I qud d Dys bominibus portenduntur ', Vi fi {bleua-j 
principalmente attendere nel me{è di Settembre , onde 
per torre via affatto ogni Tuperflitione di quei fallì riti, 
vi fu eretto da* Chriftiani vn Tempio , non già ad honore Tempio dé- 
dc\ bifronte Giano ano di Malot , ma della Santifsima.» dicato alla^ 
Triade,la quale è quiui adorata in tutti i tempi, & in par- Santifsimai_. 
ticolare le Domeniche di Settembre da gran concorfo ài S^-^'"^ ^^, 
popolo ; Ritrouafi in quefto Monte vna vena di marmo ^ ^^^ ^' 
nero , con vene quafi fimile all'oro , & tal volta con ven>e 
bianche, con le quali la natura fa vari; fcherzi , e non è ,^i"p *^"^^^i^" 
punto inferiore all'altro marmo fereno bellifsimo , la cui nel medefì- 
vena ènei diftretto del Cartello chiamato Cibottola^; mo monte. 
Euui ancora vn marm giallo mifchio, ritrouato vltima- 
mente da Vincenzo Dante celebre Architetto , e Pittore 
Perugino, come anco vn marmo roflbpuro, &vn 'altro 
mi/chiato divisalo , di bianco , dirofso , & di verde, che 
chiamafì Breccia , & in vn luogo detto il Piano di S. Sa- 
bina , pofto alle radici dsU'Uk^^o Mante , Ja vena del 
teuertino . 

Cinque fiumi , che tutti menano pefcf , irrigano il me- 
defimo Territorio , cioè il Chiagio , la Caina, il Neftore, Territorio di 
il Nicone, &ilfamofo Teucre , che Albula più ^^^^<^^''^J^^^^^^ "•"" 
mente chiamoffi , & è come difife i\ Poeta , dalo gratijp' ^nz^miìT' 
mus Atnnis ; /corre quelli da Settentrione verfo Auftro 
trenta miglia in circa per il Territorio noftro , diuiene-» 
polcia ricettacolo di quarantadue fiumi, come narraj 
Plinio , & è alla Citti di Roma vn Mercante piaceuolifsi- 
mo,& gratilfimo di tutte le cofe, che nafcono al Mondo; 
Fecero i Perugini fopra di elfo fei Ponti reali,e molti an- 
cora ne gittarono fòpra gli altri nominati fiumi,ma tutti 
con ottima architettura , e quafi con regia fpefa . 

Ha quefto Territorio abbondanza d'ogni forte dVc- 

A« celli, 



iSó Libro Secondo: 

celli > è copfofo di carni grofle da macello , come di baci, 
de' quali fomminiftra gran copia a Roma , il che ancora», 
fa de'polJamii e de* colombi , e d'altre cofe necefTarie al 
vitto ; Vi fi fanno in diuerfi fuoi Caftelli moltifsime fiere, 
e mercati di grandifsimo (paccio, & commercio ; parte- 
cipa quefiio Territorio del clima ifteflb della fua Città, e 
per fua maggior fortezza furono faftein eflb da'noftri an- 
tichi con grolla (pefa nuoue Rocche in luoghi opportuni , 
le quali ancora hoggi fono in piedi; Gira intorno a cento 
Fuochi,&ani trentotto miglia ; i fuochi fuoi fono vti deci mila duccnto 
me del Xeni- dicifétte, & l'anime cinquanta/ette milìa trentaquattro y 
mSìf ^^' i-eggonfi di lui nel Teatro di A bramo Ottelio l'infra- 
_ * fcrittefodi» 

Agro Firufinù 9 & fi nfulias adiuerit , d^ luBrauerH 
"Regioms y loanneiCampanus t nuilam tamen aliam cui- 
tioretn\ amcenioremque [^ cognoutjfe 'onquami fcnbit . Va* 
Jia omnia ^ montuofa procul mtuenttbus , cum autem^ 
proprius acCidas i ntbtl y tum culftu agrorum y tum beni- 
gnitauCaHt turno' terra vl^ertate falitiui, Tyberis flu-» 
uius bunc agrum medium fetat % rtgatque . 

Antonio Campani nel fecondo libro dell'Hifiioria di 

Braccio,difle del medefimo Territorio . Vrbem letti &itiiO)' 

Teftimonìan pettdenteS exetpiufft Colle (^ htnc vineta , oliuefaq, dorjìs 

ze in lode del iatè confita cum ipfii Collibus dilabuntur , Mira omnium 

medefimo rerum fertthtas.nec mtnor amoenitas . Hac omnia paula- 

ewitorio . ^^^ ^^ Orientem, & Meridiem in amaemjjimam dejtnuflf 

planteiem $ tam quoque Tfberis fluutus mediam prater- 

iabitur > qui alueo lato magis y quàm attoy perpetuis ad 

Cbiajium vfque tran fiturvadiSi inde maiores tneipiehs 

pioltri vndas , aìttore/q. flf^ens gutgite rara pr afiati <^ 

profunda vada . Ntbii bae ipfa Cyberis ora faltesuft nibit 

proximu à piante ie fiirgentibuS eltuis Utius . ^aenim.^ 

parte Perufia ad M eridtem JpeSiat > perpetui qutdem illì » 

fed non multum editi fiant tolles .* eorum coUtum magna 

ferttlttas cum amcsnttate certatio > qutppè duodecim mfllia 

pajfaum y tantum enim fi porrtgunty duodecim Qaftelia 

part interuaUo dfiantia reóio ptr iuga, vi/untur traélu^ 

queemUttamlem^simo difiejfu, ne e dijfimili^ cultu y ad 



Libro Secondo. 187 

Tranjtmtnum OmàenUm ^erftis frofiruntuf* , tanta^ 
foH aquabiHtate » vt coUes Jint > an campi , non facile di- 
gnqfias . Tranfimmi ora nulla hatiort velutivlfi mul- 
tum terra peragraueris in mariùmam pìagam tepetio- 
rem , amoenioremque definatur ; I^iturqui benigni^s fen- 
fiunt, agrum Ferufinum totius Italia tenfenti fultut^ 
amcenitate pulcberrimum . ^i vero 9 Patria fua fiudifi 
quicqnam detrahunt , hoc afflrmant > nulìam montanam 
Italia Regi onem buie ejjhy neqae aJpeSiu % neque vbertate 
tomparandam . Sed qua inter ^eptentrionem 9 Ò' Oeci-^ 
dehtem vergit , loca funt paulò vajiiora ,quibus rara ,0"^ 
,ea ip/à , a/pera f atque montuofa prominent Cafielìa ^ v$ 
nec lignandiquidemi pabulandiq. copia dejìt* 

Del Lago Traftmeno , Cap, I f, 

VN O de' maggiori ornamenti del Territorio di 
Perugia è il Lago Trafimeno , il quale fu co 11^ 
vari; nomi da gli antichi Scrittori chiam ato , 
perche da alcuni C/itonio, da altri Agillina^ , 
U da. altri Plefìino fu detto , né mancano quei, che Stagni 
Lidijf ScAuno lo chiamarono ; Strabone nellibro quinto 
delia fua Geografi3,& T. Liuio nel libro yentefimo fecon- 
do d^ll^ fue Hiftorie, lo chiamano Trafìmeno , e quefto 
nome fi crede egli prendeffe daTrafimeno vaghiffima 
giouane , che iuì annegò , amato dalla Ninfa Agellina , 

Hinc dotale Laeus nomen ylatèque Hymeneo Silio italica 

Gonfila lafeino Trasymenus dicitur vnda > ^'^'^• 

Gira il circuito luo circa trentacinque miglia > é fatto 
dalla Natura > & non dall'Arte, vfcendo , come alcuni 
credono , occultamente varie vene nel Zeno di elfo ; lac- 
qua fua è limpida, 8c chiara, come Ce fcaturifle da vn viuo . 

fonte, non riceue acque di ftumiefterni,il fuo fondo èfat- 
to à guifa di vna conca » & è di bianca aren a coperto , il ^^^"'^^^ P^^ 
che è cagione della bont4 de'Pefcifuoi,che fono Tinche, La^o^e loro 
iucci, Albi , Scarpete, Anguille , & Lafche ia tanta gran bontà. 

A a a copia > 



i88 Libro Secondo. 

copia, che fi portano non Colo nelle CittàiSc Prouincie vi- 
cine , ma etiandio fin su i luoghi maritimi ; deJJa qualità > 
Se bontà particolarmente de* Lucci da Jui prodotti, così 
paria ii Giouio in quel fuo trattato , che L D^ Pifcibus 
jRomanis . Transymenus Lacus eius generis longè ma.^ 
ximos y atque opttmos nutrii y pocodifbtto, Htìrypifcts 
ndmodum falubris omnium Medicorum iudieio putdtur» 
Moke fono le maniere dej pefcare, & in tutto l'anno vi iì 
attende , etiandionelmezo dell'Inuerno , il che di alcun 
altro Lago d'Italia non auuiene ; Sono ancora in varij 
modi fabricati i legni , co' quali quello Lago lì nauiga^ , 
fenza pericolo di fommergerfl , ancorché tal volta gran-, 
monti d'acqua s'alzino in eflTo , quando agitato viene da* 
venti. 
,, , . Sorgono in mezo alle Tue acque tre iCok , due dclle-> 

all'acque di ^^i*^" ^^^ ^^ ^^ro vicme , fono volte verfo Settentrione , e 
detto Lago. IVna chiamafi Maggiore , l'altra Minore, quefta èinha- 
bitata, quella è habitata quali da ducento famiglie , &:..è 
d'aere aflai felice ; nella fommità di elTa e vn Gonuento di 
Frati Offèmanti df S.Francerco , edificato- per memoria^. 
d'Àflir/hab*- ^^^^^f^^co Padre,il quale dimorò iuivnsQuadragelim a 
ta longo tem ^^ di%ixiw\, in orationi,in lagrinie,& in difGiplinej&fu ca- 
po neirifola gione, che fi habitaffe l'Ifolayond^ chiamai detto luogo 
detta Mag-- Monte Satolla Chiefa diquefto Gonuento fu l'anno i54J, 

2iorfi /* ' » -^ 

confacrata da AleffandroVefcouo di Camello, come di- 
Chiefa.e Co- chiara la feguent-e ifcrittione pofta iui in vn marmo . 

uento fabri- ° 

r<^S-t^t "°" ANNO DOMINI M DCXXXXIII. XI. MARTII. 

SS • a' tempore s anctissimi je>. n. p av li p a p, ^ 1 r I. 

iSi *" ^"* PONTIFICATVS SVI ANNO IX. .»^." . 

-"^^" ECCLESIA HJÌC CONSiECRATA FViV 

PER D. ALEXANDRVM CI VITATIS CASTELLI EPIS»^OP\^M, 
CVRA, ,ET SOLLICiTVDINE FR. IO:BAPT. DE FRATTA 

.... .' . ~^c^.^\i. ' . HVIVS SACRI .&C. 

• aTcune^Itre lettere non fi polTonò leggere per elTere cor- 

II B. Corrado ^^'^J ^ lacere ; Dimorò in quello ifteflb luogo per alcun^ 
àa Aufida vi tempo il Beato Go'rrado da Àufida,vi rifufcitò tre morti, 
refufcità tre e quiui'if medefimo Beato venuto à morte, pafsò all'eter- 
morti. j^^ "viidi,^ còme raccontano le Conformità ; Dimorouui 

ancora 



Libro Secondo. i8p 

ancora S.Bernardino da, Siena,di cui vedefì J'imagfne di- S. Bernardino 
pinta al naturale nella Sacreftia, & vi fece molte prediche, ^^^ qùakhe 
laonde per diuotione dì così fègnalato luogo , volle Pio tempo m dee 
Secondo vifitarlo , &aIloggJaruivna notte , comelafciò to Oonuéco. 
fcrittone'fuoiCommentarij. La terza libla, chiamata», . - 
Poluefe , è volta verfo Mezo giorno , & è maggiore del- po°nte"fice vi^ 
l'altre due , ancorché non tanto habitata i nella fommità fita detto co 
di efla èpofto vn bel Conuento de' Monaci Oliuetani, la uen^o,e vi al- 
eni Chiefa chia mafiS.Secon do, evi rifìede vn Ab b:atej no^Jè! ^"'^ 
con alcuni Monaci. 

No lafciarò di dire,come il fbpradetto Iago,perche ve- 
deuafi tal volta di maniera accrefciuto dalie gran piog- 
gie,cheinnondaua, con gran dano de'popolicirconuicf- 
ni , le campagne d'ogn'intorno ; Braccio Fortebracci , in. 
queitempo j -che fìgnorreggiaua Perugia) fi difpofe , per 
euitarefimili inondatiom' , d'incanare ievifcere di vnj 
monte iui vicino , & a dar'efito per eflb all'acque fopra- 
bondanti , che vanno pofcia à raccorfj , & fanno il fiume 
Cainaj & fono tali , che humettano vna valle , per prima_i 
arida, & fanno macinare molti molini, che iui furono fa- 
bricati ; di queft'opera heroica di Braccio , così ragiona 
Pio Secondo ne' fuoi Commentari/. 

Huius Lacus temperate no /ira nullus erat exftus^ae 
fropterea decurrentibus ineum muitis riuuiis , paulatim ^ ^Y ^ ^^ 
creuerat , ^ adiacentium oppidorum magnam partem^ tebracctatdo 
demerjerat , Bracctus effhjfo Monte , inundantibus aquts ne heroica, e 
iter per altos curricuios prabiiit . ^ vallem , qua alioqutn lodata da_j. 
arida erat , bumeSìauit , moltfque pìurimis dttauit , ^^ llneTuoi 

Ma più diffufamente è defcritta queft'oi^era Segnalata rij>edaLcÌ- 
da Antonio Campano nel fefto libro dell'Hiftoria di eflTo pano, 
Bracciojoue raccontali la cagione di detto accrefcim^n- 
to, & innondarlo ne . 

Suffò/ìus ad Transymenum Monticulus ♦ ^undè edu- 
Ba in Ferujinum agrum aqua , UùUi increfiere 9 éo* tn-^ 
Cortonenfem latiùs funài , atque expandi mn pojfet opus 
buie f^Qulo,^ Ji nulla alia rei certi magnitudine ipfo-^ 
.€Qnfpiciendum:o£ìingentos pajfus in longitudinem prO" 
duSia fojfa , qua eentum oBoginta cubitorum contifiens 

alti' 



ipo Libro Secondo. 

ahitudinem f perpetuo compaia muro alusu$ efi hyhernt 
fluminis , Nam atate nec reeipit Transymenus alienas 
aquas, nef fundtf/uas . Tunc vero continuts auiìusplu- 
uys , htè oecupat^erat loc^ » & finitima^ littori ytUaspaf- 
firn ohrutas i ac mer/às abfconderat . Monte s enim altijp' 
mitircum prominent > inde prarupti» ficciq. afiatet tor- 
rentes byemg ad conuexa Lacus ingen^t fragore delabun' 
tur . Nec duHus vfque patebat » vndè defluens montium 
iugis aqua deeurreret > fed quantum bybernis creuijfet 
flu6iibu^ , tantum aftiui foles haurìebant . 

Ma il tempo, che il tutto confuma , e guafta , hauendo 

non molti anni addietro con alcune mine impedito J efi- 

to all'acque , & per quella cagione eflèndo ritornato il 

Trafimeno, come prima faceua , ad innondare non foJo 

i campi , ma etiandio le CafteJla vicine : Clemente Vili. 

Mafteo Bar- colmezo deH'induftcia di Maffeo Barberini , all'hora., 

f)erini Com- Chierico di Camera, &hora Cardinale dignifsimo, ripa- 

SrSe 1 ^^' ^^ '" buona parte à dette ruine , & diede all'acque il libc^ 

mine del La- ^o»^ spedito cor/b , in memoria di che leggefi la ièguen-? 

go Traiìme- te ilcrittione in vn marmo , pofto fopra il luogo iftelTo , 

meno. ^he communemente chiamafi la Caua del Lago . 

CLEMENS vili. PONT. MAX. 
VETVS EMISSÀRIVM CHASMATE 
Ifcrittìoneà PIVRIBVS IN LOCIS INTERCLVSVM PeNITVS ADAPERVIT 
Clem. Vm. OPERE CONCAMERATO MVNIVIT 

fopravnmar P VTE VM PROFVNDISSIM VM EFFODIT. 
mo nel ino- ILLINC VBX SOLI VITIVM MAIVS DEFLECTES 

£^0 dettoli^ NOVViVJ l'RAMITEM VETERI CERTVM SVBSIDIVM 

faua. " DVRISSIMÒ PERFORATO L A P I D E PATEFECIT. 

vt agri, et oppida transymeni 

svperstagnantibvs aqvis obrvia 

pristino cvltvi, ac decori' restitverentvr , 

anno m.pc. ii. pontif. xi. 

Cingono, & adornano , come vaga corona, illitodi 
quefto Lago molti Cartelli , che quafi con egual diftanza, 
fonolVni dall'altro lontani , & èia loro riuiera fatta feli- 
ce , & beata dall'alpetto del Trafimeno, il quale non Colo 
quello che bagna , ma etiandip ciò che rimira? rende-» 
ottimo , & fèrtihTsimo . 

La 



Libro Secondo . ipi 

La grofla Terra di Cafììglione entra nelle Tue acquea 
fno/to auanti , àgiiiTa di Promontorio, & èinfieme col 
Chiugi , Marchefato di ^uluio della Corgna, il quale vi ca{lH,one 
ha. ili efla Vna forte Rocca,& vn Regio Palazzo,fabricata & n chiugi' 
gii cori dilegrio di Galeazzo Alelli Perugino , onde è ho- Marchsfato 
rioratiflimo albergo di molti Signori, & Prencipii che_j j^'^"'^|j^ ^^^'' 
fpeflTo per godere gli fpaffi , & la bellezza del Lago , quiui * ^^°^^' 
fono dalla liberalità, & magflificenzà di quel Signore-j, 
iplendidamente riceuuti, Volieirifatri là Natura; colma- 
re quefta riuiera di tutti i beni , chedefìderare fi poflìno , 
sì che a ragione Antotìtio Campani dilfe : Totiui agri Pe^ 
TU fini mira fertilità^ , éius autem ora qUd Tranfymenum 
€Ìaudtt , tanta refum vhertas , atque còpta , tanta ettarn^ 
amoenttas i vt tdter4 quidem bomtnum ^ bac autem Oeo^ 
rum domicilia ejle videantur . Mi Ibpra il tutto iì Trali* , 
meno è illultre per lo notabile fatto d'arme , che vi feguì ?^J^^ à^^tmt^ 
dalla banda Occidentale dì Vernazzano verfo l'Offaia, &;^ no al Lago* 
lo Sfato di Fiorenza , tra*Komani> fotto la condotta di Trafimeuo* 
Flaminio Confolo , &: tra'Cartagineli, lotto quella di 
Annibale , oue tanto fu l'ardore del combattere , & l'ani- 
mo cosi intento alla battaglia,che ninno de'combatten- 
ti Centi quel TerfemótograndifsimO, il quale gettò per 
terrà , come riarra T. Liujo j parti grandi di raolté Citti 
d'Italia , & con gran ruinà /pianò alcuni monti ; Occorle 
quefto fatto d'arme nel nieè d'Aprile,& vi rnorirono coni • 

Flaminio Cori/blo quirideci mila Rofìiani , fecondo Limòs 
& Polibio,& iecorido Eutropio, Venticinque tìiila ; de'ne- 
micipoi millecinquecento , per lo più Frànceiì ; èiì luo- 
go ^n da quelgiornO , per la quantità de'riiórti, & per 
Jo fasnguefparfouijchiamatoSangUinetò, vn'aitro luogo OTsaia, San» 
iuivicinó,J'Olfaia,&vn'altroIà Valle Romana. Dique- \^'^^l^^ 
fio fatto d'arme , dopò che T.Liaio nelventefìmop'rima luoghi oue_j 
libro ha lurigamerite' rag: ionato , dice circa il finé-^ : feguì larotta 
tìnte tjl nobilis ad Tranfymenumpujina , atquéitiier pati- ^' Fjamì"io 
e ai memorataJPopuU Romani ti ade s; Fu quiui gli anni *^°"^°°* 
addietro dall'acque correnti fcopertà Vna bella flàtua 
di bronzo alta due palmi incirca, laqualeèhora àp- 
pr€ll0 di m^ .' Rappfefenta quefta vn fanciila ridente ìil^ 

àt- 



ipz Libro Secondo. 

atto di ftarfène aflìfo in terra , ha vn Vccellfno nella, cfe- 
Statua di bró flra j Si vna balla nella finiftra , egli è ignudo con bella_#- 
neMuo^o^di patena, porta pendente la bolla puerile al collo, e nella 
decta atta- gamba delira ha alcune lettere etruiche ; che fofTe quella 
gIja,appre(so yn'antica reliquia de' Tofcanihabitatori delpaele, non 
Cefare Cri- ^'|^^ dubbio » ne altrimente può creder/ì opera Romana» 
^ ' la quale ini rimanelTe nel fangue , e fra l'offa fepolta nel- 

l'accennata ftrage de' Romani, poiché reflfer'elia regnata 
con caratteri etrufchi , denota maggiore antichità . 



Di alcuni Cajlelli pia mtahili , 




Cap, 



Ono in numero i Calvelli , & le ViWt dì Perugia più 
notabili 234. fenza annouerarfi altri Cafteiletti, 
& Villaggi ài minor conditione j alcuni ve no-t 
fono tri quelli fegn alati per antichità, altri per 
fortezza di fito , altri per eflere à guifà di Terre gro/Te-j, 
efTendo di trecento , & più fuochi iVno , altri finalmente 
ibno celebri per opere, &lauorj, che vi lì fanno 5 e per- 
che farebbe cofa fouerchiamente longail dffcorrere dì 
ciafcuno , Sciì dire tutto quello , che fi potrebbe, arfdare- 
mo diicorrendo di quelli folo , che fono più fegnalati , & 
toccheremo di eifi alcune co/e non indegne da faperfi. 

H così antico iì Caftello di Corciano , che appena ce- 
de di anni alla Città di Perugia, madre fua i vogliono al- 
il NO Caftetló c^"^^'%enti inueftigatori dell'antichità, che da Crano 

* ' molto ftima- %huolo di lano , iì principio , & il nome egli trahefle-i : 

to da Braccio Antonio Campano nel libro terzo dell'Hiftoria di Brac- 
ll Fortebracci. ciò , leggiadramente lo defcriue ,& dice, che Braccio, 

i: dandoglivnaipra battaglia, non ne riportò alla fine al- 

tro , che ferite, & morte de' Soldati , 

Oppidum in arido , ^ oharum feraci njonticuìo Jìtum, 
totius agri Ferujlni natura magis , quam opera eft munì* 
pi tijjìmum: coUe^um propemodum, acrotundum fupre» 

^ mum 



Libro Se condo • i p 5 

9fium Mentis vertieem eompleSittur . Muri edcterìus fr^^ 
alit . ffftus vero denfijjtma completi terra aquabtlt aeetn^ 
gunt , atque excurrunt fola . Addttus etiam ad muros non 
vndique Itberi : qutppe magna ex parte praruptfs , atque 
aUtlstmis thuutur ruptbus Poco di fotto . Hoc oppU 
dum oppugnare ad ortuscommjjlopralìo , nibUpraier mi'- 
ìitum vulnera , cedejque reportauit . * F r a TT a 

V chiamata la Fratta da' noftri Statuti , InfigneOppi- ^alleilo, oue 
dum , Ò* Vukanti fabris celebre , non per altro , cred 'io, fi eflercita__. 
fé non perche Jefsercitio fuo principale è intorno alfer- l' Arte del Fet 
ro , eperche ella à tutto il Territorio porge commodità ^^ ' 
di opere rurali , e ciuUi , che lauora con molto artifìcio » statuti di Pe- 
E* detta CaiìrumFraSìa Jiliorumy berti % òperche ifì- rugiavoUi. 
gliuolidi Vberto rufsero ^i edificatori, òparei Signori di '^"^.197. 
efso luogo ; Vicre anco così defcritta ne* Statuii di Cor- 
tona, fa.tti gi4<daSil.uio J^afsprino Cardinale di quella^ 
Cit-ti . 

Prò Porta SanBi Angeli in ìnjtgni Oppido TraBafili<i' 
TumVbertì ^ U ulcanis fabris celebre^numero/o aejolerti statuti diCor 
populo 9 Ctuibus adequando ipradtSìo vberi gleba ac eX' tona allacub> 
€ulto agro fulto Jingulari loco in Jito , cuius masnia ad à. 
Occa/ùm Tebrts lambii ? ad Ortentemiae Mertdiem Regia 
€Ìrcuit t ad Septtntrionem /anóìi Fontts aqua perlabttur * 
JéOcus quidem feregregtus , amasnus , pohticus , ornatus ^ 
aeomnt iaude dtgmjfimus , Pmejiates m eo njldere fole- 
bantf vnÀ cum eorum Vicarys , ae fàmtlys ^e. 

Vedefi in capo di quefto luogo vna forte Rocca , nellìU. 
quale fu per alcun tempoprigioneiJ famofo Braccio f or- 
tcbrajcci, co nae narra AntonioCampani nellibro primo 
deJHe Hiftorie^ che fa di lui ? D moro ancora qualche (pa- 
tio di tempo nella fratta il Pico dQÌÌa, Mirandola, del 
|;he fanno fède molte fue lettere latine , fcritte in quefto 
I luogo , che fono a Jie Stampe tra l'altre fue opere . 

Diruta,.co5' è defcrittadalCampani nellibro fecondo DIRVTa 
dell'Hiftoria di Braccio . Deruta in collie uh paulo editto- £e plx Ua- 
re fita planietem babet ad Portas late tacenim » in quA^ uori di terra , 
€Ùm alia quidam edificia . thm Meritoria Tabemapluri- che vi fi tar- 
iwrf viam f qua Romam itur » h$nc , atque bine ctngunt , "<>• 

Bb Nel 



1 p4 Libro Secondo , 

Nel medefioio libro dice quefto Autore. Oppiduvt f»j- 
gts jhu '/ed tamen ettam opera mtinitum . Ha queito Ca** 
Itello eccellenza particolare ne' lauori di njaiolica,! quali 
VI li tanno fìnirsinii , &in tanta copia , e dj tal vaghezza» 
che fé ne fjrniiCv^no le menlè di tutta Italia , e fi trafpor- 
ti»noinliaa di là da' monti , 

Racconta Cipriano Manente nel libro primo dell'Hi- 
ftorie d'Oruieto, cheTannopyj. Ottone Secondo Impe- 
ci ARSCIA ratore , venne con potente eflercito in Italia, & tra l'altre 
S^ComiBuì cofe, che egli fece, concedette a' Bulgari Montereale.*,- 
garelli, védu- 0"C efsi edificafleroil Caftello di Marfciano ; 1 Bulgari, 
to alla Città io credo fiano quelli,che nel quarto vorume de'noftri Sta- 
di Perugia . ^ m-j rub.yi. fono chiamati Bulgarelli , & fioggi Conti ài 
Marlciano , i quali vendettero il Caftello , &la giurifdit- 
tione > che vi haueuano, a Perugia, come appare in quel- 
lo Statuto, Scia vendita fu fatta Tanno 1281. ì\ giorno 
decimoquinto d'Aprile , per cinque mila libre di denari j 
_ è celebre quefto luogo per i lauorf > che vi fi fanno de* vafi 

di terra,! quali fomminiftra in gran copia j non fblo i, Pe- 
rugia, ma a tutta rVmbria,e Tofcana ; éceiebreancora> 
perche come racconta Paolo Giouio nella vita dì Sforza, 
Sforza da Co- in tempo , che Biordo , & Ceccolina fratelli Capi della.. 
tano^d.Brlc* Fattionede'Rafpantt, reggeuàno Perugia, cacciati da 
ciò s'innamc- cfTa i NobiIi,fu condotto allo ftipendio de 'Perugini Sforza 
ra di Lucia-, fopradetto i cui fu aflegnato ì\ Calvello ài Marfciano per 
Caftdlo 2ì^ faernarui , oue egli fieramente innamoroffi dì vna nobii 
Marfciano . donna chiamata Lucia Trefènia,daira quale fu poiaccre- 
fciuto di vna fortunata , e vaforofa profapia di Heroi , e 
Prencipi, come puofll vedere apprefso il detto Giouio nel 
fbpracitato luogo alcap 5p. & ^J. Intorno al medefimo 
luogo, mentre Braccio Fortebracci guerreggiando co* 
Raipanri , procuraua d\ ritornare con la parte de* Nobili 
nella Città , fèguirono alcune notabili fattioni col Conte 
éìi Carrara, \o Sforza, & altri Condottieri, e per vna vni- 
aerfale mortalità , chetrauagliaua il Territorio noftros 
perdetteiui Io Sforza due fììoi cari,& amati f-atelli,Tvno 
chiamato Bartolo , & l'altro Fraticefco , come racconta 
il medefimo Giouio . 



Libro Secondo . ip^ 

Tietattm quoque cum incredibili ebaritatt ergapropin" 
quos f & TArtfJimo quiiem exemplo oftendtt Bartolum 
fmm iyPrancifcum fratreSitud^ante Perujtnum agrum 
lui pefiifira » apud iiiarfianum epcttiali eorreptos morbo 
adeò conjtantef inuifit . vtvel depreeantibus amtcis ab hts 
dtuelU nequiuntt > quia de/jertif , Ò* morientibus venas 
tangfret » fom*ntaque praberet . §lu$bu$ demum eelertter 
exptranttbus fepuichrum extrujit » addiditque Aram , ^ 
Sacerdote! , qui eertts dtebus inier /aera eorum mambus 
farentarent . 

Ilpriitiiero fondatore ,ò for/?riftauratore del CaHielIo 
dei Piegalo, fu, fècoado alcuni diligenti inueftigatori del- 
ranticbiti, PicoGraio , dal quale pofcia denoxninofli clMlo\ni 
Piegaio ; Vedefi poco lungi da qaefto Cafteilo via ièpol- tich.fsimo , e 
tura antica di tnarrno > pofta in vaa Chiefa alJa Gratta lui Nobiltà, 
Madre di Dio dedicata > nella qjale foao incile lettere.^ 
Ibernane ) che dicono 9 

Q. T R E B O N r V S P L A. 
<5VASI q;^TR£BONIVSPLAGARl. 

Trouaiì ancora altroue in memorie anriche fcritto 9 
P/agarium,la,ondc vogliano a.lcani, che da principio que- 
fto Cartello lì chiamaflTe Piagarlo > & che hauendolo po- 
fcia riftaurato Pico Graio , alterafle alquanto ilnome-»; 
òpuredicono j cheP/<i^4>«i«w, liaper auuentura deri- 
uato à Piagis , cioè dalle Kqù , che fèruono per le caccie 
delle lèluaggeiiere^alle quali gra parte de gl'h abitatori di 
quel luogo con gran cura vi atte ie;Chiam ali hoggique- 
fto Caftello communemente Piegaio , Se erano già dì lui 
Padroni i Conti di Mar/ciano, che l'ottennero dairim- 
peratore Federigo Secondo , & fu loro confermato da_. 
Innocézo Quarto fanno ii$\.i\ giorno lèttimo d'Aprile, 
come anco da altri Imperatori, dalli quali hebbero la-. 
confermatione, non folo di quello Caftello, ma di molti 
altri luoghi importanti , & parficolarmente di Marfcia- 
no , del PoRgio dì Aquilone , d( Caftello della P eue , & ii 
altri,che efprefsi fi vedono nelle Bolle Pontcfìcie, & Impe- 
riali, che detti Conti conferuono . 

Bb 2 Si 



Conti Bulga-_ 
rclli padroni 
del Piegaio , 
del Poggio dì 
Aquilone.e di 
Caftello del- 
la Pieue. 



ip6 Libro Secondo. 

Si diftende il Piegaio /òpra la cima di vn colle , é ifH- 
Caftdfo "del S^^o alle radici v^rfa Occidente,dai FiumiceJio Neitorei 
Pie^^aio. iiqaale nafcendo lungi da queftoCalteiioc/rca due ripi- 
glia, & entrando nel Tenere fbtto Mar/ciano, perde ij 
nomefuoi Dalla parte d'Oriente èirrigato da vn'altra 

piùtpiccioloFmrnicello, chiam'ato communemente JiL* 
Quercia groffa , il quale vàà raecorfì nel Neftore v dalla 
banda di Mezo giorno , & ài Orienfe scinto dalle felue , 
& da' monti , che lo fouraftano , foJo e aperto, & fi difcen- 
de in vn poco di piano dalla banda di Settentrione; Gira 
il circuito Tuo circa m^zo miglio, ha dentro afìTaicammo- 
A«e del Ve- ^^ habitationi , & ab bondanzadìi acque; vi fi^eflbrcitau 
tro, che fi ef- con gran diligenza l'ai-te à^ì vetro , i\ quale è portato iit^ 
fercira ineiTo gran copia non folo à Perugia r ma ancora in molti alcri 
luoghi , e Cittd ,* Reftano ancor hoggi i -^Mgì del CaflTa- 
Conti Bulga- ro , Udì vna forte Torre , che circa gii anni 1 2^95. vi poi^ 
rellialloggia- federono i Conti di Marfciano , & èfama , che eilFquiut 
Callello vn* alloggiaflfero à loro fpelè vn'Imperatore , ma qual fofle.»- 
Imperatore quefto Imperatore , non. fi ha certa contezza , è ben chia- 
ro , che Papa Giulio Secondo, con l'occafione della guer-' 
Giulio 1 1 1. e r^ ^^J^a Mirandola , furiceuuto iief Piegato, e che Vi ffet- 
Paololll. al- te ancora più volte Paolo Terzo, &ilDjcaOttauio; 5è 
4ogiati più che finalmente quiuiGio: Paolo Baglioni, Pandblfo Pe- 
defimrca-" ^'""^^^ ' ^ Bartolomeo Aluiano conchiudeflero , & facef- 
llelio. ' fero quella gran lega p^r rimettere i Medici nello Staro dì 

Fiorenza. 

PANICALE ^^ Panicale , per quanto ^ può f accorre dalle memo- 

CaiteJJo et e "'e antiche, furono già Padroni co titolo ài Contea alcu- 

bre . e Patria ni Signori della Città d*Arez2o > che fi chiamailano Conti 

fam^ofiillmo *^' Manicale , quefìfa famigh'a è eftinta , & già J'iftefs'Arme 

guerriero . v/^nia , che vfa quefto Caffello, cKe {òno tre R ocche, di che 

confèruafifin hoggi memoria nel Palazzo d' Arezzo iiL» 

alcune tauole di marmo; è quefto CafteJIo celebre,rer tf^ 

fere ftato P<'?triadi BoJdrino Panicagliafamcftffimoguer 

riero , & Condottiero d eserciti i di cui i fuo luogo trac« 

taremoo 



Fatti 



Libro Secondo. 1^7 

f atti à' Arme , ^ altre co fé memorahili > JuccefTe 

m rvarij luoghi del Territorio dt Perugia . 

Cap. JF. 

SAri fempre memorabile il Carfelfo di S. Mariano y 
per ja gran vittoria , che quiui l'agno iS^5'i Peru- 
gini riportarono d^gl'lngJefi.- era queltagenteia 
gran numero diicefa in Italia , oue facea per tutti 
quei Juogbi ptr i qiiali paflaua grandifsimi danni , & per- 
che ella era in opinione di bellicofiflìma^» neffimaGittà 
haueua ardire di opporfègli, fo lo Perugia non dubitò di 
mandargli le fue genri contro, fbtto la guida del valoTofo ^^ - ^^^.^ 
Boldrino , il quale hauendo affrontati i nemici vicino al ^j^. perugini , 
piano di S Miri ano, cominciò à combattergliy ma elfi e fatti prigio- 
ritiratifi, fi fecero fòrti dentro quel Caftello, oue penfaro- "i ^""o.'^ ^* 
no di trouare vitttouaglie , delle quali grandemente pa^ Mariano . '^ 
tiuano , ma ingannati , e vedendofi di già aftretti da'no- 
ftri con duro afledio, cominciarono fortemente à temere, j. 

onde prefèro partito di fcriuere vn a lettera al Generale Manente hb* 
Boldrino, raccomandandoli le vite loro, & premettere- 3x271. 
doli, che fe lafciauali andare falue le vite,non hauerebbe^ 
ro mai per tempo alcuno moleflato quel contornojlafot- 
toicrittione della lettera loro eraquefta , Vejtri ^ auperes 
Carcerati Seruitores Anglici . Boldrino rifpo{è,che fi do- 
ueflero rendere à defcrittJOne , come fecero ; onde i no- 
ftri entrati nel Cartello , pi fualig'arono , & ne condaffe* 
ro prig;oni à Perugia in gran numero, tra'quali vi fu 
Andrea Belmonte , che era di fchiatr a Reale, e loro prin- Andrea Bet- 
. cipal Condottiere.In memoria dì così fegnalata vittoria, JITuo^ pri!* 
perconfìgliodVno della famiglia Pelloli, deliberarono i gione ia_j 
Perugini di edificare nel Cai^e.'lo di S. Mariano vn Tem- Perugia . 
pio ad honore della Beata Vergtne,mà traf urarane dal- 
i'iliefli felfecutione, Iddio' ner ciò forfè permrfe, che due 
anni dopò,ì Perugini haneffero vna rotta dalla wedeCmz 
N^ione , vicmo al Caftellg di Erufa , & di Miralduolo , 
- . delU 



ipS Libro Secondo. 

della quale poco di fotto ragionaremo ; Ma non fìa hora 
|)cr auuencura difcaro l'intendere il fìto del Camello , ouc 
fi ottenne si memorabile vrtcoria. 

Sorge nella falda del fruttìfero, & ameno colle, ne Iqua^ 
le è riedificato il Cartello di S.M iriano,vn fico naturale^ 
Sì defcriuejl tutto di (cogli di pietre , che li diftende quindecipafsi di 
CaftellodiS.. lunghezza,^ cento vsntidi larghezza,tutto quello (patio 
~ *"*"°' era già occupato dal Caflxllo antico , che hoggt fi yede^ 
ruinato dalle foniameota; è poi sii la punta di vno fco- 
glio riedijficato yerlb Mezo giorno, & ètantodelprimo 
Cartello minore>ci>e vn muro,che nel foflTo dd Cartel vec- 
chio fta fondato, è hoggi lontano dal Cartel naouo qua- 
ranta p ifsi ; tutti qaeftì liti corrono dritti da Tramonta- 
na àMe^o giorno, &daquefto miro comincia il Borgo 
piano , hoggihabitato, &è di longhezza fin'alla Chielèt- 
ta di S, D^naenico, ducento pafll j da detta Chiefa comin- 
cia ad innalzarfi l'altro poggio , chs poco più alto forge 
del fico del Cartello verlb Montemalbe a Tramontai SLii 
dalla banda di Leuante è l'altro poggio alquanto più baf- 
fo, nella cui fommità rifiedela bella habitatione de' Mo- 
naci Oliuetani : hanno qaerti tre colli di ogn^inforno il 
piano , onde eflendo à tutte le vedute efi?orti , & à tutti i 
venti, auuiene,che '1 luogo gode va 'aere molto falatifera; 
Haueua il Cartello antico, per quanto fi fcorge nella pit- 
tura , & di legno fuo in vn Borgo di detto luogo , quattro 
Memorie an- ^.IteTom : in detta pittura rapprefentafivn a battaglia^ 
tiche di alcu fatta da due eflèrciti à cauallo , & al dritto della fronte-* 
ne pitture, e de' combattenti su in aito è folpefa da vna cor.dajò beij- 
J^'^^J^^"^^. da . vna tabella , nella qualei fcritto , 

dettoCafteU OMILSVS OB C IB IT A. PE I^ A M EN A. 



lo. 



il carattere è fatino , m t ilìi^g laggio è forfi Inglefe , il 
per' he non ho mai potuto intendere il fentimento fuo . 

D le anni dop?>,che quefte colè fe^u irono,! ! Cardinale 
Egidio Albetnozzf Legato fop-a le co^ d'Italia d'Inno- 
c^ntio Serto , che all'hora rilèdena in Auisnone , per al- 
cunf fde^ni , che hebbe co* Perugini, fpinlè Ir>ro contrà , 
fotto la condotta di Giouanni Acutho Capitano eccel- 
lente. 



Libro Secondo • ipp 

leotcmolte migliaia di foMati Inglefi, iqfaalf ricordeuoii j^^^y^ ^^^^^ 
deJ danno, chela Natione loro haueua da' Perugini pa- c-.to irgiefe' 
tiro , faccheggiaronojSc arfèro buona parte dei Contado iouo ilcom- 
Bofb-o;ond€ fa rifoluto di mandargli contro vngroflo «^adod-do- 
fiumero di ro\datefca,con ordine precifo, che fi douefTero adanmdi'p^ 
combattere, come fi fece , mi con finiftro eiiento, poiché rugia . 
venuti al fatto d'arme, i noltri reftarono perditori; Seguì 
la giornata tra Colle, Brufa, & MiraIduolo,i!quaJe dicef?, goni aTfltto 
che daqueftodolorofo fatto prendelTe pofcia iJnome_» , d'armcefono 
e fu fatta grande ftrage de'noilri, particolarmente ne' rotti, 
foflì di Brufa, che chiamauafi in quel tempo Carte! Griffo- 
ne, 'pere he la guardia, che vi era dentro, non li volle tice^ 
uere mentre veniuano perfeguitati da* nemici, temendo , 
che gli vni , & gli altri nori entraffero nell'ifteflo tempo 
nel Cartello. 

Poiché i Perugini viddero di hauer ricetruta queflàJ 
fotta , & di hauere perduti molti C aftelJi, il che tutto im-^ 

putauano al Cardinale Egidio , fcriflerovn a lettera ìilj ^"^^''^ <J'I»- 
. . ^ noccnzo V I 

Auignone ad Imocentio Serto Sonmò Pontefice , ram-* a' Perugini,' 

maricandofi f co amaramente del Cardinale , chefciTcLj che fi doleua 

ftato cagione della morte di tanti huonini, & della per- "^, ^^^ ^^'^^• 

dita del/e Terre loro. RifpofeilPapain quefta n-aniera . p^J'YJ^^^f/^» 

De morte hominum dolemùSi de reeuperatione nofìrarùm hauuia . 

T errarum gaudemui . 

Nella pianura dei Cartello di Colle, &- dì ^X^iòÀo (wC'^ 
certe vn'altra battaglia , che fu l'vltima f^tta tra Braccio ^ 
e Perugini Tanno i4i<^. alli il. di luglio; fi luogo viereu Vittoria di 
cosìdefcritto da Antonio Campano nelle f^^e Hirt. lib. ?. ftrettTddci 
Pianieies iongè tnagis,quam late iaéens a flutnme Tyberif ftellodi Col- 
ififì a Septentrione deflutt tn Meridum , reSio iraéiu ai 1 » edelCa- 
Oruntemtn Affiati um perttfiet finti Non gracula flu rtelIodiS.E: 
mtnehme C oliti i wde SanBlutn Qilmm^ parua Oppia a à ^ * 
latere promtnent :quo fit , vt catero traStu phnè paten^ 
tes campi hòc in loco paululum deuertf demtttantur . ^ua 
vero a Merico te in Colle atto liufitur y par uti t fed tamin.^ 
Jrequentibui arbuiculti tncreutufiluà . 

Paolo Giouio nella vita di sforza aicap. 45. varia al- 
quanto il luogo di quefta giornata > dicendo , che feguì 

nella 



aoo Libro Secondo : 

pella campagna d'Aflìfi ; ecco le Tue parole . Ni^fnulté 
fofì Braecius in AJpfiatum campii » mtmorabili pugnau» 
€arIo Mala- faperatot Qarolum Malate fiam > ^ Qeebohnum vtuos ce» 
t«fta,e Cecco pitt rtfuperatatss ea viSiorta Vrbe Perujt* , Ca^otfim^ % 
KHoMichelot fanguam bofiem ingenti pecunia ndimt perm^Jit , Qtcho- 
Bmccfo'"* * /m«w autem vttinimteum, ò* aduerfarium partium^ 
acerrtmum Oucem m carcere necamt , Lifciarò per bre- 
Ulta di fare qui altra mentione di detta battaglia , e pa(^ 
farò alracconto di altre colè notabili pccorie aell er- 
ri co rio di Perugia . 
TRO=;ci\- Il Cartello di rrofciano era detto da'Homani, Tru- 
MO>efua_^ fiamnum , perche come dice Monfig. Agoftino Steuchi, 
defcmcione. ////^ multi amn^s fé trudunt in Tyberim • E§h Ci diltende 
Steuchus in ^^^^^^^ dorfo di vna piaceuol collina, gira il circuito fuo; 
Orat.adPau circa trecento pafsi, dalla banda ài Tramontana nguai- 
lum Ill.de re- da la Città di Perugia , da Mezo giorno è volto verfo il 
^■""t" b^ "^' Chiagi fiume , da Leuante verfo Afsifi , da Ponente verfo 
= ' ^" ' il Teucre , e verfo quella diletteuoi parte d^ì no/èro 
Territorio, che chiamali Collma : ha due Porte, iVna a 
Leuante , l'altra à Ponente , & ha due forti Torri, l'vna-ii 
fopra la muraglia » l'altra in luogo opportuno , lontana., 
intorno à cinquanta pafsi ; fcorronoi fiumi Teucre , & 
Chiagi , l'vno da vna parte , l'altro dall'altra dt\ Caftello, 
& vanno a congiungerfì infieme fopra i\ Ponte nuouo.che 
è quindi non n^iolto lontano, ma il Chiagi, come mino- 
j*e , cede al Tenere non folo le fue acque , ma eriandio il 
proprio nome. Braccio mentre guerreggiau a co' Perù» 
gini , efpugnò con ftratagemma militare quefto Cafteilo, 
Sforza da Co alla cui guardia po/è Sforza da Cotignuola, che in quel 
«igtiola porto (empo militauain fua compagnia : e vogliono alcuni,che 
def Cartello iui Sforza rapifle quella vaghi/^ima Donna, dicuihebbe 
di T'-ofciano tra gli altri valorofifsimi (i%\i , quel Francelco Sforza, che 
da Braccio fu ilpnmoDjca di Milano; mail Gion io ferine , che^ 
Fortebr^ci. ^^^ noni Trofciano , ma à Marfciano fèguinfe , mentre 
iui alloggiando Sforza , ftaua al foldo de' Perugini, come 
noi ancora di fopra dimofì:ramo,parlado di detto luogo. 
Fu di grade di/jjiacere a'Perugfni la perdita dì quefto Ca- 
mello, per la fua vicinanza alla Città, & per elfere à guifa di 

vn 



Libro Secondo . ^o i 

vn forte baftione di tutta la beila , & amena Campagnai. 
del Teucre , la quale è da lui in luogo alquanto eminente 
vagheggiata, onde procurarono con ogni loro potere dt 
ritorlo a* nemici , mandando à quella volta Ceccolino 
Michelotti con cinquemila combattenti, ma vano fu 
ogni loro sforzo 5 &invna fattione lèguita fra le genti. 
Braccefche , e quelle di Ceccolino, furono quefte con tal 
impeto inueflite , che reftarono sbaragliate affatto . 

Andò poi Braccio nella Romagna > & venuto in quelle 
parti Ladislao Rè di Napoli con grande enfercito , chia- 
mato da' Perugini, mandò Fabritio da Capua con buon 
numero di foldati ^ ricuperare tutti quei Caflelli, che.^ 
s'erano refi à Braccio , & àfarlijritonare fbtto lai Signoria 
de'|Peruginijcosì Fabritio meflblì intorno a Trofciano,in Caftello di 
breue ricuperoHo , non hauendo voluto i Terrazzani Trofcianocó- 
afpettareraffaltoimà ritornato Braccioindi à poco tem- ^^j^^^? f'" 
pò nel Territorio di Perugia , gli huomini di Trolciano cio?ecfa^Peì 
gli (i fecero incontro , pregandolo , che fi ripiglUffè quel rugmi deJiaJ 
luogo , ch'era già Tuo , fcufandolì anco grandemente, che fattione con- 
ia neceffitd (pinti gli haueua ad arrenderli contra il loro ^^^"** 
volere ; si che Trofciano vSne di nuouo in potere di Brac- 
cio,& gli fu di Ceraigio grande,per fin che durò la guerra, 
& ch'egli rientrò in Perugia. Esanco molto chiaro nel- ^ 

l'Hiflorie, come nei gran moti della noftraGitti, chaj ^ . 
fucceflèro l'anno 1 540. Afcanio' dalla Corgna mandato coTgm/^dil 
da' Perugini alla guardia di quefto mede/imo Caflello , fende vaJoroI 
con eftremo valore lo defendefife longo tempo contro roia;nente_j 
reflfercito poderofifsimo del Duca Pier Luigi, ondeac^ wo^Mf^^^' 
quifionne gran loda, evolòcelebratifsima la fama del del Duc^^ 
valor fìio j Lafciato dunque quefto luogo da parte , con_» Pier Luigi . 
molti altri,che pure fono celebri per vari; Caccefsi memo- 
rabili fèguiti in efsi , non voglio mancare didire, che«i Magione dd 
memorabile èil luogo chiamato la Magione del Piano di P»ano di Car- 
CarpaneperlaLega, che l'anno 1502. del mele di Set- P^"eCaiteJio 
tembre ìui fu fatta; Era quefto luogo all'hora Badia di per"JagVnL 
Grò: Battifta Orlino Cardinale,come è al prefenre di Sii- Lega fatraui 
ueftro Aldobrandino Cardinale del titolo di S. Cefareo J^°""° ^'^fa- 
Gran Priore di Roma* onde fu giudicato molto opportu- '^^ "^^ * '• 

Ce no 



zoz Libro Secondo . 

no à pocerfì iui ritrouare tatti quei Signori^ che W ^oue- 
uanointenienire ; vi vennero il Cardinale Orfìno,& Pao- 
lo della medefiraa famiglia per tutta la Cafa Orfina, Vi- 
telo zzo Vitelli, Gio: Paolo Baglioni,Liuerotto Signor di 
^ Fermo , per Giouanni Bentiuogli Ermes fuo figliuolo , & 

per PandoJfo Petrucci , & Senefì Antonio da Venafro mi- 
niftro confidentifTimo di,Pandolfo; Quefti accorgendofi, 
che Cefare Borgia Duca di Valenza , incitato dall'ambi- 
tiene jtniniftra potente ad ogni grande iraprefa,cercaua 
dileuarfi dmanzi tuttii Signori d'Italia, ch'haueuano 
Stati , per farne eflb acquilo, fi vnirono , & collegarono 
infiemeàcommunedifefa, & ofFera del Borgia , &con- 
tr o chiunque volefle turbare ilioro felice ftato , & ancora 
al foccorfb del Duca d'V rbino^ obligandofi di mettere-/ 
tra tutti in campo certo numero di fanti, &d'huomini 
d'arme, con i quali poi diedero vnanotabil rotta alici 
genti del Borgia vicino alla C itti di Cagli ; ma fecero er- 
. rore non picciolo in non profèguire la vittoria, &ind3r 
di Sfare Bor ^^'"po al nemico di rimettere in/Teme le fue forze ; onde 
già per fpo- ricorrendo il Borgia alle fue fo lite aftutie, &fimttlationj, 
gliare della vi perche vidde di non potere refifìere all'vnione de'Colle- 
ta,e dello Sta g^^j ^ cercò prima di difunirlf , & di far na(cere<fifFerenza 
contro ^itil! *Ta loro , di poi fece con efll vn finto accordo , & tiratili al 
fbldo ftio , con dar loro condotte honeftiflìme di guerra; 
quando egli vide l'occafìone opportuna , vendicoffi deì" 
foltraggio , che fatto gii haueuano , fpogliando'iquafi 
tutti infìeme della vita , & dello Stato, così infègnò à non 
fìdarfi di vn Tiranno ofFe/b , & am bitiofb , & che per ac- 
crefcere lo Stato flìo, faflì lecito il non guardarealman- 
camento della propria fede , ò ad altro ri/petto ; Non in- 
corfè ne'lacci del Borgia GiorPaolo Baglioni , prefago di 
quello , che fìiccedere doueua , ò perche erariferuato ad 
cflère fatto morire per altre cagioni» 



Di^Ttm- 



Libro Secondo . zo 3 

XJieTempij profani, che erana nel medeftmo Terri^ 

turw, e dt quelli , che hoggi confìerati fono 

al culto del <'vero Dio , 

Cap. V. 

AMmaeftrati i Perugini tuttamapiù ééìa. (ùper- Superilitione 
ftitione de gli altri popoli di Tofcana, ofièrua- neire°e«ione 
rono neireretrtione,che faceano de' Tempi; a' de* Tempij a* 
loro faifi Numi > di non tutti collocarli dentro ^of» ^^^^ Nu- 
la Citf i » mi qvttWi particolarmente , che ereggere fi do- *"' * 
ucano a* Numi da loro creduti gfoueuoli , come Gioue , 
Pallade , Giunone, Mercurio , & altri ; così fuori d&ììo^ 
mura , e ne* contomi della Citti, per io piùerigeuano 
Tempi; all'altra ferie de* Dei , che eglino fh'mauano noci- 
ui, come Marte , Vulcano, Bellona , e Venere , e benché 
altrouefìafì danoimoftrato, che il Tempio di Vulcano Vulcano ado 
I>o del Fuoco/ofTe gii entro la Citti,anzi nella più con- ^^^^^? ^^*^f '"j: 
^'cua parte di efla colk)cato,airhora, che egli folo intat- f^"^/^' alzata- 
ro rima/e in queJi'vniuerfale incendio accagionato dal gli vn Tem- 
MacedonicOi non èperci^.che all'ifteflo Nume fuori del- P'o anco fuo 
le mura dedicato non fbflTf-vn 'altro Tempio,e ftimafi co- ^^ '^^^'^ ^"^^' 
munemente fbfTe la Chicfa hora detta S. Angelo di Caf^ 
fagIia,oue fin al giorno di hoggi antichissime velfegra ap- 
parifcono. CosìapprefTor ilCaftello di Ciuitella d'Arno, 
che qu attro miglia difcoftafì da PerHgia,era An'altro no- . 
bile , e famofo Tempio alla Dea Flora dedicato , dì che-j de' Roma^t 
fòn no fède lafamapubhca, e le reliquie di altre noteuoli adoracaanco* 
antichità , che mal grado éc\ tempo ini ancora fi fcorgo- <la' Perugini . 
Ito . Era quefla Dea, s\ parere di Lattàntio , vna famofìf^ 
fima Meretrice de' Romani, la qua/e in morendo , lafciò 
loro alcune f^ie facoltà , acciò in Tuo nome fi celebr^lfTO g^^ Temo' 
Ogn'anno certi giochi, che come riferifce Agoftino fanto, appreffo il 
drfrolurirsimi erano,epTeni di lafciuiaimd ftim^ando il Se- CallelJo diCì 
nato folTe indecenza^chc in memoria dVna Meretrice, fi i"j^^^ ^ Ar- 
faceflèro detti giochijintrodufTero quelli vn nuouo Nume 

Ce 2 con 



no. 



204 Libro Secondo^ 

con il nome^di Flora,il quale adorarono, gli ercflfèro Tetti-» 
pij,e grinftitukono fefte . Fiora cum magnai opes ex arte 
vìeretricia quajìuijfet Populum Romanum fcripjtt bare^ 
dem y certam pecuniam reltquit > cuius ex annuo foenore 
fuus natalis dies celebraretur editione ludorum, quos ap" 
pellant Fior alia » quod quia Senatui flagitiofum videba» 
tur ab ipfb nomtne argumentum fumi , pìacuit » vtpuden • 
da rei quidam dignitas adderetur , Deamfinxerunt eJSe ^ 
qua floribus pntfit , eanfq opportere placari , vt fruges 
eum arboribuSyae vitibus benhprorpertq^fhrefierent^ cosi 
dice Lattando Firmiano nel libro primo , oue diftinca- 
mente defcriue gJi atti di quefta impura, e vana Dea.,; 
L'iftefTa vanifsima fuperftitionepaflata indi i poco i Peru- 
gia, venne neJ detto luogo eretto da' Perugini l'accenna- 
to Tempio , oue con ibzzifllmo culto quel Nume adora- 
uano,credo fotto nome di Dea de' Fiori, poiché non v'ha 
gran tempo,che mi furono trouate due ftatuette di bró- 
20 di eccellente maeftro,e con ottima vernice, l'vna à^iXo. 
■ ■ qaalirapprefentauavnaVittoriajcferuiua per manico di 

bron2o^& d- V'ia patera da fagrifìcio>l 'altra fìguraua vna Dea di gran^ 
tre amichifll- dezza di vn palmo , & era inghirlandata àx fiori i Vi furo- 
me reliquie no trouati parimente in diueriì tempi vn vafb grande di 

della magni- bronzo , due candelieri altresì di bronzo di altezza vn_i 
ficenzadidet , ,» • • . „i r ^ . j» 

to Tempio . Plinio 1 vno in circa j vna lucerna con lua catena d ap- 

pcderla,fimile ad vna,cheè appreflb di me, vnaconchet- 
ta con alperforio, e molti fragmenti d'antichità ancora 
hoggi reftano in detto luogo, come pezzi di cornici di^ 
marmo>colonne,bafì, capitelli,& altre cofe fimili,che del- 
la molta magnificenza ài detto Tempio fanno fede . 

Nel Territorio di Preggio Cartello pure nel diftretto di 
Perugia,vi hi vn piano afliai /patioib,che chiamafi fin'hog 
Tcplj di Mar- gi Piano di Marte,come anco vna Villa quiui vicina, che 
te, e di Bello- di Bellona W nome ritiene, onde io mi dò a credere , che-* 
"^d^'c^n" ^"^ anticamente fofTero i Tempi; i quelle due Deità eret- 
ìodfpregg^ió ti><^o"^^ raltro,checon maggior magnificenza vedeafi ài 
rimpetto alla Porta fuori della Città detta Martia,il qua- 
le Augufto dedicò ì detto Marte > come à Nume fopra-^ 
ftantc alle cofe di guerra . 

Ma 



Libro SeGondó . 20 ^ 

Mirerei fouerchiamentelongo, {èvokffile memorie-» 
apportare di tutti quei Numijche nel Territorio della P a- 
tria con fiiperftitiofb culto adorauanfi da* Perugini pri- 
ma , che eglino rifchiarati foflero dal lume della Legge_» 
Eaangelica,farò dunque paflaggio a Tempijsche ripurga- 
ti>e coniècratijhoggi vedonfi eretri al culto del vero Dio, 
apportando le memorie più notabili di eflì , delle quali io 
ne habbia hauuto qualche cótezza; non voglio però tra- 
lafciare di porre, come nel diftretto del Caftello di Pila, fu 
gli anni addietro dalle acque correnti fcoperta vna fta- statua di btó 
tua di bronzo di marauigliofa bellezza, Ja quale portata zo dimaraui- 
di nafcofo al Gran Duca Cofmo Primo di Tofcana, ven- glìofa bellez, 
ne dall'ifteflb nel più riguardeuole luogo della fuaaugu- J-J"o°"icV 
fìifsima Galleria collocata ; è creduta da molti per fimu- ftgiio di Pila» 
lacro di Malot Tagete, il cui nome è molto celebrato da 
Lucanojda Ouidio,da Cicerone,e da altri Scrittori,perla 
peritia,che egli hebbe de gli Auguri; ; Altri lo ftimarono > 
ma non so con qual particolar ragione , fimulacro di Sci- 
pione Affficano; Altri finalmente congetturado dall'ha- 
bitOjche hauea in doflb, e da alcune lettere Etrufche in- 
cifè alla falda di quello, lo credettero vno de i Lucumenir 
che come Regi dominarono la Tofcana ; che che fìa,cer- 
to è , che la ftatua è opera di maeftro eccellentifsimo , il 
che è gran marauiglia , poiché auanti à i tempi de gl'Im- 
peratori, nei quali fu gittata, non fioriuano, particolar- 
mente in Italia, maftri di gran valore . 

leggefi nella Cronica dell'Eremo de' Camaldoli, che j^jonte 
l'anno i2op. Raniere Beltramo Cittadino Perugino, fece corona 
libero dono all'Eremo di alcune fue terre pofte nel Mon- luogo de' Ca 
te Corona, nel luogo, oue poco dopò Guido Generale de' "ial<^oJi • 
Camaldoli edificò il Tempio , che vi è al prefènte ad ho- 
nore della SantiflìmaTrinità,nella cui edificatione fu git- 
tata Ja prima pietra da Giouan ni della nobififlìma fami- 
glia de' Conti Vefcouo di Perugia, & il luogo fu fatto Raniere Bel- 
efente dalla gfurifditione Epifcopale *, le parole , che fono trami Perugì- 
fcritte nella fopradetta Cronica,fono le feguenti . Raine- "° '.e &i do- 
mi Behramus Ciuis Perufinus, ad illud P/almi elogium Eremo^di det 
Qfftium mentis inundem* Pormhrunt fomnum/uum,^ ù Camaldoli. 

nihii 



20^ Libro Secondo, 

nibiì inuimmnt viri diuttiarum in manibus fitis dt /à-^ 
^. - . luU anma fuM multum coBptt tjfe foUieitus ; Itaqus aceita 
fcoucf di Pe- Tabt/Uonededomoy oc bonis fuis facram Eremum bars^ 
rugia getta la dtm fiat , fnqutbus Guido Generanti mojc Tempium, ae 
prima pietra Ocenobium in bonorem SanBit TrtnitaUt tniìttutt f vt 
de'Ca''^' '?~* /a.- Epifiopo , ipfiqu$ Rdyntrto , muittfque alyt nobiltbus. 
li, efaeffemè f^^Jorùs mortm gereret, lecitaittem primum lapidtìit^. 
rÈremo dalla ipfe Ep$fcopus, K^otnobtumqut à iurì/MBìone B^ifcopaìi 
giurifdittioDe zxemit . 

Epifcopale. p^ pofcia queflo luogo deputato,per decreto del Capi- 
tolo Generale 4p' Padri , come Rocca ^ & capo ài tuttala 
Capo de gli Religione > che in eflb il Capo de ^ìi Eremiti , checJua- 
maTil" Mag- ^^^^^^ Maggiore , facefle refidenza , U che ancora vi rife- 
giore,& è Ca deflero i Vifitatori , & il Priore del luogo , fopra i quali ftà 
po di tutta la tutto lì pefo àz\ gouerno , & da i quali %'\ altri luoghi , & 
ileugione . Komitorij tutti traggono configlio , agiuto , & modo di 
ben gouernarfi ; il che fu deterniinato , non folo per l'al- 
tezza dQl Monte,& per la temperie dell'aria, che per que- 
llo vogliono fia chiamato Monte Corona , quafi C<?rpi»<^ 
Monl^tumjmà etiandio pereflere i luoghi d'intorno ame- 
ni , & di tutte le coCe neceflarìe abbondanti , Erano per 
prima ftate fatte da akuni Eremiti certe piccloie celle-* 
nel medefimo Monte in vn fito in mezo l'a/cefa dieflbi & 
erano oue alprefente fi vede l'antichiflimo Oratorio del 
Beato Sauino' Martire ; ma perche pofcia fu conofciutQ 
poco atto , & capace al deft/nato fine, giudicarono i Padri 
non poterui altro uè con piùi{ano,& maturo giuditiofbn- 
darfi il desiderato Eremoi che doue bora fi vede. 

Si dfftend^effo fbpra il dorlb dei Monte , il qualfe édaJ 
Si defcrìuffj ognf parte alqiMnto fcofGe(b,&dirupairo, mipiàdalli^ 
L'Eremo . parte verfb Mezo giorno ;gU arbori' coirle loro kykc fo- 
glie lo rendono^ riuerendb,8c pieno dr vn grato horrore ; 
da Oriente fi vede quafi per tratto di trenta miglia iJ fa- 
mofb Fnime Teucre , con tuttala bdJa, & diletteuole-i 
Valle SpoJerana* qi-iìndì ndla. medefima Valle (coprefi di-- 
ftf nta-nientela Città d Foligno, & quei/a* di Affifi, patriaL» 
di S. Francesco , & quindi d veggiono gli ecccìR Monti di 
N<>rfcia> Otte nacque il Beato Padre Benedetto ; da^ 

Mezo 



Libro Secondo* 1107 

Me2<j giórno fi fcorgeil celebre Lago Trafimeno,&J'Au* 
gufta Città di Perugia , dalla quale c<5[ueilo Eremo dieci 
Hiiglia diftante ;dall*Occidente,& da settentrione fi vcsde 
l'ameno Territorio del nobile, Scgroifo Cartello della-, 
fratta , che giace alla riuadel Teucre ; vedonfi ancora i 
tortuofi giri del fiume Afino, molte valii pfofonde,& colli 
ombrofideIJ'Appennino, & la Città di Agubbioftanza^ 
dei Beato V baldo . Era già quefto Monte in guifà aipro ^ 
e dirupato , che folo era atto ad eflfere dalle fere faluati- 
che calpeftrato , & non fegnato da veftigio humano j mi 
mercè rinduftria, Se ilfudore de gli Eremiti , è hora à talt* 
ridotto , che per quanto fi diftende l'Eremo , vi fi può age- 
uolmente andare , perche vi fi aprono quattro picciole_j 
ftrade, che all'Eremo conducono, due delie quali àfortif- 
glianza di cinta , circondano dallVno , e dall'altro fianco 
tutto l'Eremoi l'altre due poi Cono drizzate perdritto fen- 
tiero dalla Chiera per fino allVItima chiufiira , l'vna nella 
fomniità del coIle,raItra giù à baflb nel fianco : Gli {pati/, 
che Cono tra queflie vie , fono da Coìti bofchi , da fi-uttiférì 
arbori,e da gran numero dicipre/si,& di abeti occupati ; 
e là doue le vie nell eftreme parti fi congiungono * ione 
piantate a/te Croci di legno, le quali innitanoi riguar- 
danti ad adorarle j & fono il confine , oltre il quale è vie- 
tato, Cotto pena di Scommunica , alle Donneil paffare-j . 
Chiude vltimamente , come di Copra, fi è detto , l'Eremo 
tutto vna perpetua fofla , & vna fiepe , contefta con arte 
marauigliofa dì roui, & d'hi/pididumi, la quale gli fèrue 
à guifadf forte àrgine, ne altroue puolsi air£rem.o anda- 
re,che per vna fola porta à tutti commune , la quale per 
dritta via conduce alla Chiefa , che Corgt In capo di vna 
amni'a , & bel'a piazza . 

E^quefia Chiefa perla grandezza fua, 6c perrartifitiò 
con la quale fu fabricata , di non picciola lode degr fU % Chiefa del 
fu confccrata Cotto l'inuocatione del Safuatore nofiro detto Ere- 
fanno i5^s. il giorno decimoquarto d'Ottobre; Euui "iOi& altre 
l'Altare Priuifegiato per TAnime de' Defonti, &vifono bX. "°^" 
molte fégn alate Reliquie in vn decente ornamento ripo- 
ne. Sono àquefla Chicfà congiunti verfb Oriente il Ca- 
pitolo 



F.Mauro Cib 
bo Perugino 
cjuattro volte 
a/Tuntoalgra 
do di Mag-- 
gìare . 

Ridolfo de^ 
gli Oddi Pe- 
rngino trean 
ni confìrmato 
nel grado di 
Maggiore . 

Reclaufura in 
detto Eremo, 
che cofa ila . 



208 Libro Secondo. 

pitelo > che chiamafi delie colpe , con vno aflai bel Sacrai 
rio , & fopra due cdiRtij il Definitorio , cioè U luogo , oue 
ogni anno fi celebra il Capitolo Generale, & à vno de'fuoi 
Iati euui vna copiofa Libraria i verfo Occidente diften- 
defivna piazza, nel cui mezo è vna magnifica cilterna, 
laquale è di ottime acque abbondante; appreflb vedeii 
vn portico,aI quale fono congiunte le Cellette de gl'Infer- 
mi jeuui ancora vn bel R,eiettorio, eoa molte ai tre com^ 
mo iità 5 e poco lungi dalla porta principale é l'Albergo 
de' Pellegrini molto bene ornato aliVfanza Eremitica..; 
Nella parte inferiore è la Cafa de'Nouiti; , da ogni com- 
mertio remota,conle fue Cellette, & con tutte le fue cole 
neceflariefabricata , oue effi, con il Moderatore loro iiu, 
perpetuo filentio , feparati fé ne dimorano ; Sono neiia^ 
fommità del Monte appreflb le ftrade, delie quale di fo- 
pra habbiamo fatto mentione , moite Calette , ouero fo-. 
ìitarij Romitorij , iVno dall'altro circa trenta palli lonta- 
no, oue habitano i più vecchi Padri , & quelli, che di 
maggior quiete, & folitudine fi dilettano ; Ciafcuna di 
quefte Calette ha il fuo horticino , da i medefimi habita- 
tori pereflercitio di propria mano coìtinato ; Sono hogi 
gì i Padri , che habitano nel Monte, di numero circa qua- 
ranta^ gouernati dal Venerabil Padre Fra Mauro Cibbo 
Perugino , il quale per valore , & bontà divitay è bora ia^ 
quarta volta, che èftato aflunto al fupremoj grado di 
Maggiore , che così chiamafi , come di Ibpra fi è detto , 
il Capo di queflia Reiigione , laqual dignità per tre anni 
continui fu confermata in Fra Ridolfo de gli Oddi , che_j 
queft'anno i6oj. fé n'c volato al Cielo . 

Non fi deue tacere , che in quefto iCìeCso Erem3 è vru 
luogo , oue alcuni Eremiti tal volta , con licenza de' loro 
Superiori, attendono a menar vita più perfetta, &più 
fublime, che chiamafi Claufura, ò Reclaufura, oue gli 
Eremitidefiderofi di maggior quiete, & tirati dalla dol- 
cezza della contemplatione, di loro Ipontaneo vo)ere, 
fi racchiudono, offeruando però le Conflitutfoni, &robc- 
dienza, fenzaparlare già mai ad alcuno , eccetto ad vn 
folo Padre,al feruigio loro deputato neH'amminiftratione- 

de' San- 



LibraSecondd . 205? 

de'SantiTsimi Sacramenti, Se delle cofe al vitto necefla- 
rie, & in qiieflo ftato dimorando, tanto effi maggiormen- 
te procurano di conuerfare là sii ne' Cieli coi grande Dio, 
quanto più in terra dallaconue^fatione humana fi fèque- 
ftrano . Quefta Keclufione fuol farfi, ò concederli non fb- 
lo fin che fi viue , ma etiandio à tempo determmato , & il 
primo,che cominciò ad ofieruarla fu il Beato Romualdo • 
Ala è tempo hormai , chedifcendendo già dal Monte«» , 
veniamo à ragionare della Badia vnita all'Eremo , cheu 
pofta alle radice del medefimo Monte , fomminiftra gli 
alimentii gli Eremiti, che nella Sommità foggiornano; ,. .. 
ella era già dell'Ordine Ciftercienfe , & chiamauafi S, Sai- saiuadore vnl 
■uadore di Monte Acuto, dimolka da molti veiìigij gran- ta al detto fi- 
de antichità,& he b be per i tempi addietrv) molte ricchez- '««^o • 
"Ze, non fdlo de' poderi, ma di Vafaili, di Vilkidi Caftella, 
& di giurifdittioni, il che chiaramente vedefi in vn'antico 
inftromento , il. cui tranfunto confèruafi neli'Archiuio di 
Monte. Corona, & già fu ritrouato in Perugia nel Mona- 
ftero della Beata Colomba ; Venne poi in progreiTo di te-- 
po quella Badianelle mani di Galeazzo Gabrielli da Fa- Galeazzo Ga 
nojil quale hauendo confiderato Tiftituto Camaldolenfe brielli da Fa- 
rà tutto da gl'inganni, & da gl'intrighi del mondo fuilup- "^ ^?"^ ^""» 
pato,non contento di dare fé fteflò i Dio , gU diede infie- rEretn^'^ 
me tutti i beni fuoi tanto ecclefiaftici, quanto fecolari , & prende l'ha- 
prendendoThabito Eremitico, & mutado il nome di Ga- ^'^5* Carnai- ^ 
leazzo in Pietro, fi votò in guifatale à Dio , che non volle "^^^"^^' 
^flere in cofa alcuna dall'Apoftolica conuerfione diicre- 
pante-» , 

ta Chiefa di quefta Badia , la quale fu Tanno 1 505. alli 
a.d'Agoftofotto il titolo di San Saiuadore coniecrata.. , 
-è per la grandezza Tua , e bruttura molto riguardeuoltj . 
Sono nella Badia varie, & molto commode habitationi. Eremiti, che 
sì per i Padri E remiri , che per lo più vi habitat! o circa- ^^^^3 i"^-^" 
venti in numero, iquali perla vecchiezza,© per rinfermi- loro^Mitun^ 
tà fono habihtati in parte dall'ofleruanza così ftretta, co- 
me e quella del Monte , sì per feruigfode* Pellegrini , che 
quiui co molta carità fi rieeuono j l'entrate fue,che afcen- 
dono circa i du€ mila feudi , fi Ipendono per vitto,e man- 

D d teni-1 



BADIE, E 
COMMEN- 
DE delicj 
Religioni Mi 
li cari tf 



CHIESE 
curate,Cano- 
nica,e Priora- 
to di Preggio, 
e di Marfcia- 
no. 



Vicarij Fora- 
nei , & loro 
Otfifij . 

Benefitij ,e_j 
Cappelle feri- 
na cura * 



ZIO Libro Secondo: 

tenf mento de gli Eremiti del Monte , & di quelli , che iuù 
quefto luogo dimorano , &perconruetudine laudabile.^ 
della medefima Religione , (ì diftribuifcono in fare ogni 
giorno in quella Badia elemofine vniuerfali, alle quali 
concorrono giornalmente ducento, e più perfone pouere. 

Si numerano nei Territorio di Perugia tredice Badie , 
cioè Pietra Fitta , Monte l'Abbate , Eremo dei Piagai© ^ 
Colle di Pepi, Montali, Schiuanoia, Sant'Arcangelo., 
Val di Pierla , Colle di S.P0I0 , Monte Morcinó > S.Pietro 
di Perugia , Monte Corona, Ciuitella di Benezzone . Le 
Commende fono dodice, cioè none della Religione di 
S. Giouanni , & due di quella di S. Stefano, & vna di S.La- 
zaro. Di S.Giouanni fono finfraicritte. Magione, Santa 
Maria Rofsa, S.Gifmondo,S.Lucain Perugia, Mugnano, 
Bettona,S.Giuftino à Pilonico,S.Caffiano di Monte Colo*- 
gnola,S.Chriftofaro nel Chiugi. Di S. Stefano lbno>Vico- 
lo , Monte Alari ; di S. tazaro Colle della Strada . 

Le Chiefè curate /òno ducento, delle quali duepiùrf-- 
guardeuoli hàno titolo di Priorato, come quella di Matr^ 
fciano , e faltra della Canonica di Preggio; leggefi del 
Priore di quefta ne* Configli di Federico de Senis vna^ 
Bolla direttagli da Benedetto Papa,nella quale gli fi com^ 
mette vna caufa,come à perlbna conftituita in dignità ;hà 
il medefimo Priore fotto di Ce quattro Canonici, e già ha*- 
uea molte collationi de*Benefitii,& antichiffime memorie, 
e (eritture ficonfèruauano in dettò luogo, dell'origine, e 
nobiltà fua,Ie quali perirono in varij incèndij mi occoi-fi » 
e mafiìmamente in vno accagionato dal CpateGaiJo 
Fòrtebràcci nipote del famofo Braccio * ' > ;'- ^ ' r«^ si 

Sono tra i Curati di fuori dieci Vicari;, che chfamonii 
Decani ; e quefti vengono eletti, e rimoffi dal Vefcouo,fe- 
condo l'arbitrio fuo, & offitio loro è di fare , che fiarao of- 
feruati , & adempiti gli ordini , & i precetti, che fono loro 
impofti : Vi ibno ancora itìolti Benefitij , e Cappelle fenza 
cura ♦ che tra la Città, fuoi Sorghi , « Territorio a»rÌHOBO 
al numero di òttantacirique , oltre i quelli, che vnhi-'/bna 
idiuerfe Religioni ,& luoghi PiJ . 
■ i Conucnti de' Frati, MonacijS* Brcmfci fono in nume- 

^ ' ' ' ■-" ■ ro 



Libro Secondo. ut 

ro venti, alcuni de 'quali y de* Frati Ofleruanti diS,Fran- 
cefco/bnofegnaJati,per haueruf qualche tempo dimora- Conuentr,Mo 
ro il detto Santo, come il Conuento difola Maggiore , & dahT&nfr^ 
ìiGònuento delf arneto, oue ripofa il Corpo del Beato ternite,& ai- 
Martire Giuftino, & bue e la Cappella, nella quale appar- «" Tempij il- 
ue il Gloriofo Francefcod'Aflifì al Padre Elia j oltrei ciò ^^K *^^ITer- 
fono nel Tierritorio di Perugia due Monafterij di Mona- "^®"®* 
che, vndeci Spedali , e circa quaranta Confraternite-j ; 
Nèdeuonopaflarficon iìlentio alcuni facrati Tempii fa- 
bricati con grofla ipefa, e con ottima architettura in ha- 
norc della Gloriofa. Regina del Cielo, particolarmente-i 
quelli di Mongio nino, di Caftel Kigone, di Pa/signano, e 
di Pilonico , i quali per lo concorfo grande de' popoli , ]& 
ì gran miràcoJi, che la Madre di Dio ^uiui fi compiàce-j 
d'operare ^ fi rendono denoti, & iliuftri . .v . ■>■ 

Vengo hora àlacri Pe^ni , che iiè afficurano, e rendo* e n v 
no liberò da qualfiffa inimico infiiltoquefto iftefsò Ter- § a n t i 
torio , & a guifa di fortifHmi feudi da ogni ria, & auuerfa_, & alcune fel 
fortuna ne difendono ; Poco lungi dalla Cittàie daquelia gnalate Reli- 
Porta, che dal Sole prende il nome , é il luogo,e la Chfefa ^tò^no di^^é' 
drS. Beuignate,'che tornei trouafi nellememorie antiche rugia . 
in penna-rfii concelìa l'annb 1Jti4.il giorno primo idi Set- 
tembre in Auignone dal Gran Maftro dello Spedale de' pL- «■ J.<, 
Caualieri di S. Giouànni di Gierufalemme, advh Mercà- Beuignate-» 
te Perug'ino chiamata Riccio di Cartolo , & a Catarina». Monaco Perù 
fua moglie, accioche vi erigeflTero vn Monaftero ,« lo do- S'"*\ ^"l?"" 
èalTero ini modos; die viuerì vi'poteflè vna Badefla co ven- spedale ^d? 
tiquattro rMo'naGhfi dellal<»jedeiìma'RciJigibfl'e d'i SaiL* Caualieri dì 
Gionanni ,^ e'con patto i rchè «feìfmtti de' beni di qucfta S.Giouanni. 
Chiela , e Mon after o » fé ne douefle dare la terza part^-* , 
da taifarfi d'accordo il primo anno per tutto il tempo fu- E donata dal 
ttrro; fi Vogàro rio d? ^H!^ con tratto in (?em e d uè Nota- ?1f " Maftro 
tìi,èfaftiirt jeflbnientiòne, che laChiefa hàii titolo di à RiSo'^lf 
S.^éuignatf,y^'-^.^iról^ che élla fu anticamente CorboloMer 
della Religwhéàé^CàùMiéHTehi^^^ dai quali fu pò- "ntePerugi- 
fcfà trasférft^aill'o Spedale di S, tòouanni , & a' tempi pia rT^^f vViIf 
moderni fu collatìVnedel/a R%li§^ion e di Malta, fi òonfe- na&o. 
rifahpr^come Beneiìtio femplice dal Sommo Ponte/lceJ^. 

Dd 2 &al 



za UhroSecondoL 

& al prefente e poflèduto da Vinciolo Vincigli Preiata , ict 
"Viene conFe- cui fanno molte virtù /ìngolari honorato concorfo, e che 
"enr^^ Vili" P^^ eflètftato intimo familiare di ClementeOttauoinJ 
come Benefi tutto il fuo Pontificato,&: à Itti molto accetto, meritò co- 
-tio séplice à (èguire oJtre a molte entrate ecclefiaftidie , ia dignità di 
VmcioìoVja Pfotonotario Apoftolicoparticipante, 
ctoi emg'- La Cliiefa in tutta la ftrutturafuadimoftra grande an^ 
■tichit^e le Croci, e he nelle facciate di eflTa H veggono fan- 
no fede della fua Confacratione j auanti il fuo Altare-^ 
maggioredavna picciola feneiftravedefi vnacaflapofta^* 
Corpo dis. ibtto il pauimento della Chiefa , in cui giace il Corpo di 
^^ll'^ChW^ S.Beuignate Monaco, ilquale tienfi communemente fof- 
fotto il fuo ^ Perugino,€nelkfcritture antiche fi ìha memoria, che_ji 
cìeoIo. gli Ambalciadori Perugini , fecero iftanza a Oiouanni 
Pontefice per la Canonizatione di effb, la quale fi ha da_. 
credere,che fi ottenere, fé non da lui, almeno da altro fuo 
Succeflbre, pofciache à S.Beuignate fu eretto il Tempio, 
e di luifafsi in Perugia , e nella Diocefi rOffitio doppio il 
giorno decimo di Maggio, come di Confeflbre non Pon- 
tefice. 

Similmente vicino alle mura della Città fuori deJIaJ 
Porta detta di S. Pietro,nelIa Chiefa lotto quel titolo ripo-^ 
Cotgo diSaa fanoi Corpi di S.Pietro Abbate, ede^B. Stefano Monaci 
^'ctro Ahbar Perugini , de' quali fu dilcorfò nel Primo Libro di quella^ 
fano Monaci ^^ opera .Nella Chiefa iui vicina,che al Santo Vefcouo 
Perugini. Coftanzo è dedicata , conferuafi in vna ricca tomba il 
_ Corpo di quell'intirtto Martire , come anco i Corpi di^ 

cXnzo Pe ^^^^ Michele , E ufebiò, Nicola, cGiouanni , i nomjde- 
rnginoicon al qualiintomo i quella raedefim^ tomba vcdon/ì dndfiitf 

tricorpl Bea quefto tenore^ i "o . <■ ' ^ ) 

tinellaChie- , , 

&j!5?'UÌ? anno domini MCGV. .INIMCTIONE VIIL IN DI£ 

$. LVC>E EVANGEUST^, DEPICATA EST ECCIESIA 
S. COSTANTM AD HONOREM ^ANCTORVM M A R^; 
TYRVM, ET OMNIVM' SANGTORVM, ET S ANCTARV^< 
DEI, E T B. COSTANTI! , EVSEBII , 3. MICHAELIS , 
ET S, IOANNISj E^:^. HICpMfr 



Io del S. Mar- 
cire 



Libro Secondo . ^ ^ ? 

Alcuni altri gìoriofì. Corpi ripofti fono, quai pr«tiofi te- 
fori in quefto noftro Territorio ; entro iJ CafteJJo di Preg- 
gio, dei quale tì è fatta altroiie mentione, con ogni decen- 
za viene nella Chiefa di S.Nicola de' Monaci bianchi cu- corpo delEi 
fiodito il Corpo delB. BigarelJo snella Chiefa di S. Fran- Bigarello nel 
cefco de* Padri ConuentualientroilmedefimoCafteJlofi 'a Chiela di 
afleruono altre fegnalate Reliquie,]e quali,per quanto di- ^^^\^c^\^^q 
cono i Padri,che in detto luogo dimorano , furono di già diPreggio. 
approuate da Fuluio Cardinale dalla Corgna , e Vefcouo 
di Perugia ; Le Reliquie fonovna Spina delia Corona di ^ ReSS 
Noftro Signore > di S.Pietro, di S.Andrea , di S.Gio:Bat- ndh Chiefa 
tiCta^di S.Romanojdi S.Chiara; Ripofa iì Corpo del Bea- di s. Fràce/co 
tó Martire Giurino nella Chiefa dcìli Padri Offeruan ti di caiielfo.^""^ 
Francefco Santo nel Conuento de] Farneto , il Corpo di 
S. Feliciflimo Martire nella Chiefa fottoil fuo titolo pref- Corpo del^: 
fo il Ponte Felcino, che lungi circa due miglia difooftafi J^^'^"'^^.^^" 
dalla Citta, di lui dice il Martirologio Romano nel gior- ^gj^^Q ^jgj p^^ 
jio 24. del mefè di NouembrevPffr«^« S,Felieifsimfmar neto. 
tyrit f & Vfuardo, ^pud Perafiam Ciuitatem Tufeia San^ 
éii Fetìeijpfni'y Ma tempo è hotmai , che lafciato in di- teSfimo 
iparte il Territorio con le memorie fiie più notabili,delle nella Cliiefa 
quali pure à baftanzalì^ ragionato, facciamo ritorno iotcoilfuou- 
alla Citta. •^«^®' 

De ^ggìmenti temporali y che hehhe Perugia nefiei 
frincipij . Cap, V /. 

SVole la Luna,col fuo vario corfoireggerejcommuo- 
uere, & quietare iì mare , & quafi, che fìa vn de- 
ftrieroji fuo talento spingerlo, & raffrenarlo , cosi 
per l'inftabilità della fortuna, & per l'imprudenza»* 
Humana, gli Stati publici hor s'accrefcono, hor fi fminui- 
fcono, hor s'inalzano, hor s'abbaffano , hor fi cambiano, 
8f h^r fì.diflruggono, teftimonio ne fia la Città di Roma ? 
che in minor fpatio di 500. anni , cioè dal Regno di Tar- 
quinio, fino alla Dittatura di Cefare , prono vari; riuol- 
amenti, A iìmite varietà di fortuna foggiacque vn tempo 

Pe- 



214 Libro Secondo; 

Perugia,& come naue da cotrarij venti agitata, fa quan- 

Perugb prò- do in. va Iato , & quando fa vn'aitro rifofpinta , ma come* 

giiSlmà che , al paragone dell'altre Città d'Italia, fofle à minore.» 

femprecófer tempeftaefpoftajfemprein riputatione,& grandezza con- 

ua/i in riputa feruofli>per teftimonio del Biondo neJia fua Italiana doue 

none, & gran parla di Perugia . E^que bae fola , inter omnss Italia 

^^^' yrbes fasltcitatem naóia penitus inauditam f quod ean-* 

dempenè fìatus , iy rerum eonditìonem , quam^ ante con- 

ditam Vrbem Romam^ ^ poftmodumi Romsi fub Regibus 

Confulibus > dJ* Impfratoribus , à* Tyrannis adente , ha- 

butt f nune retinet , 

Hebbe ellanel fuo nafcimento, & nella fanciullezza , il 
Reggimento più no biJe,il migliore,& il più lodato gouerno di qualfiuo- 
di Perugia», gij^ ^i^^q ^ ^|^g è quello di vn folo,chiamato Monarchia i 
cipio. ' ^ P^^ ^^^ ^ punto da marauigliarlì, fé con fondamenti 
cosi Caldi , & ftabili , crebbe in altero , & nobile edifìtio . 
Coloro , che da principio la gouemarono , furono , come, 
nel Primo Libro dicemmo , Giano, Tarconte, & altri, ii 
nomi de' quali non fono alla noftra notitiaperuenuti , pe?^ 
la penuria de gli Scrittori delle cote noftre ; Bafta,che coiu 
nome di Lucumoni, &Xartifichiamauano , fotto iigo-^ 
uerno de'quali la Città felicemente gran tempo lì man- 
I.ucumoni, o tenne . Lucumoni , fecondo che laCciò fcritto Seruio nel- 
Laertichi fof- fottauo deirEneide,erano dodeci Kcgi, fopraftanti ad al- 
na! '^ tretante Città de' Tofcani , & di loro €o$i fcriue Gio: An- 

. niolib. 2. Inft.y. CsterumLueumo /ubfiantialiterjtgni- 
ficai veterem Regemj qui etiam imperio, ^ fuffragijs Im • 
perialibus prafidet . Laerte poi, fecondo iTofcanijfigni- 
fìca grandifsimo, &era come Capo rupremo,& Dittafotìs 
de' Lucumoni. Appreflb di Liuio fi fa mentione di vn To-' 
, lumno Veiente Larte, & di Porlènna dalla Città di Chiu- 
gi ; & appreflb ad altri Autori, di Mezentio . 
Reggimento Mentre poi i Tofcani hebbero guerra coni Romani, 
di Perugia al che fu lo fpatio di più di 2oo.anfìi , C\ puòcredere,che Pe- 
xSgu^ rugiafoflfe oda gh'Ottimati, òdal Popolo gouernatà^ , 
reggiauano ' che fono modi di gouerno buon/,& approuatiialtrimente^ 
co 1 Romani, non hauerebbe potuto cosHongo tempo mantener/i, & 
oppor/ì ai7e forze infuperabili di Roma , & quandofofle 

fiata. 



J 



Libro S econdo . i r y 

fiata, efurante detta gnerra, fbtto il gouer no di vn folo.Ci 
trouarebbe fenza alcun dubbio appreffo àgli Autori,che 
delle cofe di quei tempi fcriflfero , mentione del nome di 
quel Capo , ò K.è , che all'hora gouernaua . 

Comporta finalmente la pace tra i Romani,& i Tofcani, ^.^"^^ ^'^^^'' 

^ . ^r ri • f r • J- - • • ?^'i fatta mu- 

Perugia le ne flette quietamente lo fpatio di 2 50. anni m nicipio de' - 
circa, fino al tempo del TriumuiratOjfotto il placido go- Promani . 
uerno de' Romani ,• &in quefta Tua quiete fu loro in molte 
guerre vtilifljma , onde può gloriarfi, comVna delk Città Quello che» 
primarie di Tofcana , che Roma, come narra Liuionel Romaappre- 
primo libro della Tofcana, ha bbia da M prelb la Pretefta, f^j^^^^l^^^'^* 
le' Trabe, le Falere, le Toghe dipinte, le Palmate , i Carri hauerloappre 
Trionfali i i Fafci, i Littori, le Trombe, la Sella curule.» , (o anche da' 
& altre Infegne,che faceuano più riguardeuoli i Magiftra- Perugii^i* 
ti fuoi . Potrà dire , come dice Liuio nel libro nono della, 
Tofcana , che Roma mandafle i fanciulli fuoi ad appara- 
re in quelle fcuole le lettere Etrufche ; Et che quèirArte_j» 
Arulpicina , di cui tant ella H ferui, & fecondo la quale«» 
maneggiò le più ardue imprciè fue , in quefta Città perlo 
più,& nel fuo Territorio fi eflercitafle, di che ancora qual- 
che legno refta , & alcuni luoghi ferbano per fin'à quefto 
tempo il nome da dett'Arte Arulpicina deriuato ; &vri 
marmo fi vede con quefta ifcrittione in vn giardino fuori 
della Porta B urnea » oue fi fa mentio ne di vn 'Augure . 



A. LYSIVS AMARANH VI. VIR. ET AVG« SIBI, 
ET LYSIi£ EPHYRE. 

Finalmente haurà Perugia ancor parte di quella Io de,che 
liuio attribuilce alla Tofcana , mentre dilcorrendo, con 
che forze fi foffe pofTuto refiftere ad Alelfandro Magno , 
quando entrato folTe nell'Italia , fu vno de* principali fon- 
damenti neirarmi di Tofcana. Ma lafciando quefte cole 
generali, vengo à narrare quello, che nelle hiftorie ho 
trouato Perugia particolarmente hauere operato per 
Roma. 

Quando i Komani mandarono Scipione Affricano à 
debellare I4 Città di Cartagine, emula grande loro, i 

Pe- 



Zìo Libro Secondo, 

Perugini , oltre le perfone , & Tarmi , fomminiftraron(> 
S^ruoini fom gran copia di vettouaglie di grano , & di abeti per fabri- 
^o^^^-^^Q^^ c^^^^^^3,m>cot£iQia,ccotita.Livdo nel libro ventefimo 

touaglie,5o ^^^^^^"^^^^^^^^ 

abeti perl^^ Softennero quattrocento fèflTanta valorofi Perugini,in- 

naui. fienae con cinquecento Preneftini , & con pochi altri Sol- 

dati Roniani>& del nome Latinojl'afledio di CafalinojCa- 
Perugini fi fteJio in Capagna, hoggi detto CafteJJacciòjIuogo anche 
e ame" t ^^^^ ^^ ^"^^ tempo picciolo , debole, & pofto nel piano . Ha- 
foftenere Taf- ueuapoco prima Annibale rotto i Romani ^ Canne j & 
fedio di Cafa fatta di loro miserabile ftrage ; onde doueuano i feguaci 
''■"°H ''V^"^" ^"^f^^^' Roniani perderfì d'animo ; fu nondimeno ta/e-la 
|io e orna ^oftanza, la fede, & la brauurade'Perugini, & de gli al- 
tri , che fi trouarono alla diffefa di Cafalino,che da prima 
ributtarono ifalta Capitano de Getulf, mandato da An^ 
nibale ad oppugnarli j poi né anche Maharbale , chej 
andouui con maggior sforzo di get>te , fòften ne l*impeto 
loroj tanto che Nrltimameixte l'illeflb Annibale con l'ef- 
/èrcito tutto apparecchioflì di combattere cosi piccola^ 
Terra* &così pochi difensori : Hora mentre ch'egli fa 
ognifuo sforzo , & che da ogni parte con i fuoi Soldati 
circonda le mura , vi la/cia morti molti de'fuoi , Se ca- 
dono eftinti i più valoro/ì , & arditi ,per vna gran tempe- 
fta di faette, & di altre armi 4a lanciare venute dalle mi^ 
ra . Seguirono in altri giorni varie fattioai, & fjron dati 
... più aflalti ,& adoperate molte machine da guerra] Ma 
parte'dairAf- fempre il tutto fu refo vano da quei di dentro , checoii-. 
fedio di Ca- marauiglioiàbrauura il difesero, laonde Annibale per h 
falino . vergogna fi tolfe dall'imprefa , hauendo la/cia to in campo 

vna mezana guardia di Soldati, accioche non pareflè ài 
hauere intieramente abbandonata J'impre/à ; Sceffo an- 
^Tomaall'af- doflTeneifuernareà Capua . 

ifno'! & gUU ^^^^^ ^^ ^"^ deirinucrno , richiamati i Soldati dalle-j 
fediatipetpe- ftànze , tornò iftringered'afledio più che mai Cafalino, 
«uria de* vi- oue quei didentro ,eflfèndo condotti ad vna eftremape- 
Tciì^f^"^ nuria delle cofè da viuere, furono per alcuni giorni /be- 
buone con° ^^^^ da, Gracco con alcune botre piene di farro,mandate 
d'tioni . à feconda giù. per il fiume Volturno, poi con le noci»maii- 

date 



Libro Secondo. ziy 

date per il medefimo fiume . Vennero finalm ente gJi a(^ 
{isédaxi i taie,che fi prouarono à mangiare le coreggie , & 
ìcuoi leuati da gli (cudi,& macerati con l'acqaa boJJica; 
né ancora fi aftennero da' topi, oda aJcun'aJtro fchiiio 
animale , fuelfèro ogni herba)& radice,che potefTero ha- 
uere , & G. polèro à fèminare rape nel terreno fuor òqW^^ 
mura , si che diedero cagione ad Annibale di efclamare . 
Dunque debbo io foggiornare à Cafalino tanto,che que- 
fte rapenafcano ? La onde colui, che per fino all'ho ra«» 
non haueua voluto dare orecchie all'accordo, fi difpofe»* 
à contentarfi, che fi tFattaflfèro le conuentioni,le quali fu- 
rono alTai honefle per quei di dentro, & furono lafciati ri- 
tornare falui alle cafè loro ; Tutto ciò è raccontato da». 
Liuio nel libro ventefimo terzo, oue fòggiunge,che i Pre- Soldati Prene 
nertinifurono da' Romani guiderdonati con pagadop- iJfg'tn^jlf !* 
pia , con efler fatti effenti per cinque anni dalla militi a, & „eUa ci,fjèfa_, 
con eflfer donati per merito della virtù loro della ci uilti di Cafalino ri 
Romana , ma eflì non volfero mutare la Patria ; X>q\ cafb ^"nerati di' 
de' Perugini, dice Liuio,la fama è più ofcura,perche no fu ^*'"^'*^' 
da quei nobilitato alcuno di alcun fègnale di memoriamo 
di deliberatione fatca da'Romani;eceo le parole di Limo, 
Ptrujtnorumcafits obfcurior famaefìt quia nec ipjorum 
monumento vllo eft tìltt/iratus , hec decreto Romanorum . 
intorno à che diciamo , non effer di ciò marauiglia , poi- 
che i Perugini attefèro per \o più in tutti i tempi ad ope- 
rare bene per amore della Virtù , non dei premio , & è 
come dice Seneca , affai premio l'hauer fatto bene . ReBt Senec. ep.81. 
faSìifeciJfe merces e fi : & poco conto tennero di erigere-j 
ftatue , ò porre vani titoli ne' marmi, ò ne' bronzi , che fi- 
nalmente il tempo col fuo dente lacera , & connjma_.,' p „- -r > 
fé non diciamo , che eglino pure in Roma , oltre l'effere mmìiìcip' de" 
ftati fatti municipi de' Romani, comehabbiamo dimo- Ro.nani,forfe 
ftrato nel Primo Libro di queft'opera, riceueflero reco- P" {^ gene- 
gnitioni nobiliffime, e quella particolarmente in marmo tT neliriff ^ 
eretta à Caio Vittricio Capitano della Cohorte Perugi- la di Cafalino 
n a , che pure hoggi H conferua in Roma , & e riferita da- 
Aldo in quefta forma a 

Ee C.VIT. 



21 8 ^ Libro Secondo. 



Ald.Manut.m 
ortogr. verb. 
Arretium__j 
f.iS. 



Reliquie del 
l'efferato Ro 
mono rotto 
al Lago Tra- 
simeno, firi- 
couerano à 
Perugia . 



Diftendono i 
Perugini L. 
Antonio Co 
fo!e dalle fot 
ze di Ortauia 
no, perfìa_j 
quafi aH'vlti- 
ma ruina lo- 
ro, perferb?.- 
re la fede al 
detto Confo- 



C. VITTRICIO.C.F.TRO. MAXIMO 
D. PERVSIA MIL. COH. V. PR. MUIT. 
ANN. ini. VIX. AJSIN. XXIIII. 
. H. V. F. 

Narra Fra Leandro Alberti nella defcrittione d'Italia 
là doue tratta di Perugia , che dopò la ruina fatta nell'ef- 
fercito de' Komani da Annibale Cartagiaelè al Lago 
Tralimeno , faggifCcrok loro mifere reliquie a Perugia, & 
quiui fì. falualTero ^ ouero -fi ricoueraflero in quei CafteJLi>ò 
luoghi forti del noftro Territorio , oue prima poteflerori- 
fuggire,il£he anco fi raccoglie da Silio Italico nel 6. libro^ 
oue dopò l'hauer narrata quefta memorabil rotta, dice » 
NoSiis iter tacitum Ptrujina ferebatt in a raa. 

Riceuette Perugia dentro alle fue mura L. Antonio 
Confòie con le fue genti , che per vederfi inferiore di for- 
ze ad Ottauiano , non volle con lui venire i giornata-. ; 
Vidde i\ Confole Romano nel duro afledio , dal quale fu 
cinto , la fede , la conftanza »&ilvalore del Popolo Peni', 
gino , che più volte affrontofsi co' nemici di fuori , che_f 
mife tal'hora , vfcendo ali'impròuifb dalle Porte, in ri- 
fchio deJia vita l'ifteflo Ottauiano, & che non dubitò di 
fahre ne' propri; ripari di quello , ancorché forti , & quafi 
inelpugnabilifoflero; né il patimento di tutte le cofoj 
al viuere neceflarie , ne altri aipri» & intollerabili difagi 
J'bauerebbe giamai indotto ad arrenderfi, & à manca- 
re dell'aiuto fuo al Confble, quando quefti non haucAT*-» 
prima trattato ,&.conchi ufo l'accordo . Diftruflero inue- 
ro le fiamme Perugia, ma dalle ceneri ella, quafi Fenice, 
riforfe più bella ; vccifè il Vincitore molti Cittadini Pe- 
rugini, ifdegnato perhauergli eflì fatto sì longo contra- 
ilo , ma la cagione fece la morte loro gloriofa ; tratto- 
nodi quefta guerra Dione nel lib. quarantefìmo ottano. 
Appiano AleifTand. nel libro quinto delle guerre cinili> 
Velleio Paterculo nel libro fecondo, L.Floro nel libro 
q«arto cap. primo . 

Mentre g "Inorerà tori rifedeuano in Conftantjnopoli» 
.altre barbare Nationi , vaghe di predare U bella Jta;lra-*, 

'di- 



Libro Secondo. zip 

diCccCero in eflTa, oue con quell'inhumanitd , ch'era loro 
propria , riempirono ogni cofa di vccifìoni , & di ruine-i j 
diftruggendo per fino le ftatue antiche , & quei nobili, & 
fuperbi edifitifrcheconimmenfalpefa erano Itati fabri- 
cati . I Goti forono i primir carne alcroue ho dimoftrato, 
che , quafi impetuofi torrenti , fcorrendo per l'Italia , oc- 
cuparono vari) luoghi , che trouarano sprouifti delle de- 
bite guardie, & furano cagione nanfolo delle mutationi 
de'gouerniì, maetiandio de^coftam*. Conobbero eifi , 
che molto importaua loro il buono , Se forte fica di Perù- Perugia è oc- 
gia, & però iene infignorirono ; ma non indugiarono c"patada;Go 
troppo i Perugini a fcuoterfi dal collo cosi indegna gio- ftofi1ibeÌla°e 
go j f^ibellandofi dunque da efll , riceuettero lietamente ritorna fotto 
dentro le muraCanflrantino Capitano di Belli fario, che_i i'inipsrio . 
conduflfefeco buon numero dilòldati. Hora meatre_* 
qiiefti Tene dimora alla guardia di Perugia, Vittige Kè 
de' Goti ipinge due fuoi Condottieri Vmila, & Pafso con 
grolToeirercitoà ricuperare la Città perduta» contro li 
quali fi mofle Conftantino con le fue genti , & con quel- 
le .de' Perugini , & attaccò la battaglia fotto qua^ le_» 
mura di Perugia : Erano i Barbari di numero fuperiori > 
ma di valore,& di fito del luogo, inferiori a' noftri , onde 
quantunque fofse da principio !a pugna eguale , i Goti fi- 
nalmente porti infug3,reftarono{confftti,& quafi tutti ta- cóbatte pet 
gliati à pezzi,& Vmila,e PaflTo Capitani principali, venuti i'imperio , e 
villi nelle mani de* noftri , furono mandati prigioni a Bel- dà vna rotta 
lifario. Queftanotabil rotta, & la perdita di Ci tt^ cosi ^^^^^^^^ ^ ' 
importante, fecero rifoluere Vittige ^ muouerfi furiofa- 
mente da Rauenna con numero grandifiimo di caualli, & 
fanti contro Bellifario, non hauendo altro dubbio,come 
egli diceua , che non gli faggìCse dalle mani . Narra Pro- 
copio nel libro primo della guerra de* Goti , che le genti 
di Vittige erano in numero cento cinquanta mila;Et Leo- 
nardo Aretino nel libro fùo primo della medefinia guer- 
ra fcriue, ch'erano ducento mila . Quello che poi ièguifse, 
fi può in detti Autori leggere . TotilaRède' 

Si volfc ancora Totila Rè de* Goti col penfiero ad in- fedioTperu- 
fignorirfi di Perugia, ondeandouui con pofsente e^er- gia-j^ 

Ee z cito. 



zzo Libro Secondo. 

cito , & la cinfe d'afsedio > accoftandofi aftaf alle miiraJ l 
Perugini tolle LraaH'hora dentro la Città, per l'Imperatore, Cipriano 
nU'aMo^di ^^^ afsaifufficiente numero di difenfori j àcoftui mandò 
Totila . Totila vn flio merso, pregandolo à voler dargli nelle mani 
Ja Città , & alle preghiere aggiunlè le minaccie ; ma non 
riufcendogJi il dilègno , tentò di corrompej-e l'animo di 
Cipriano con offerirgli gran fbmmadi denarijilche anche 
efsendo flato in darno , vokofS à gl'inganni, & alli tradi- 
menti , &per denari fece vccidere Cipriano da vn foldato 
fuo proprio, chiamato Vli£rio,il quale vrcédo fecretamen- 
te dalla Città, fu da Totil-a propofto alle genti, che erano 
deputate all'aftedio di Perugia , & dati quegli ordini, che 
bifognauano , & fatti diftruggere i molini tutti , ch'erano 
vicini alla Città, & disfitti i Ponti Ibpra il Teucre, andof- 
fene Totila a.lVa(sedio di Roma , la quale prefè , e disfat- 
' ta vna parte delle mura , tanto defoloUa , che fono alcu- 

ni, che dicono, che ella flette quaranta giorni vota irL* 
tutto di habitatorij fivolfe poi contro le altre Città di 
Tofcana, e farebbe longo à raccontare le fattioni, che 
occorfero particolarmente intorno à Perugia, in tanto 
tempo , che la tenne assediata , cioè n^llo ipatio di fet- 
te anni continui , che che lalciafte fcritto incontrario il 
Opinione del Cardinale Baronio nel fettimo Tomo de' fuoi Annali 
Catd. Baro- Ecclefiaftici, làdoueparla di queflo afsedio di Totila, 
nio circa det- g^ deìh morte, che vi fbffri,per commifsione diqfuello, 
futat^S? ^ xlgloriofo Vefcouo di Perugia Ercolano , volendo che_» 
per fcorrettione della flampa , fiano pofti gli anni in ve- 
ce de' mefi j tal che » fecondo lui, dir fi debba , che det- 
to afsedio durafse non fette atmi, ma fette mefi , per 
l'auttorità di Procopio, il quale fu diligentiflìmo in narra- 
re le cofe di Totila , apparendo in efso , che non prin^a^ 
dell'anno della falute 545. fu da quel Ré tentata Perugia » 
efsendo egli intento ad efijugnare altri luoghi muniti; 
Ma con pace di tanto huomo , il dire , che per fcorret- 
tione della ftjmpa, fìano portigli anni per i mefì , pare.» 
che repugni manifeftamente alfautrorità di San Grego- 
rio Papa nel libro terzo de* fuoi Dialoehi cap. i?. il quale 
dice , parlan do dell'afsedio di quefla Città , Toti/a autem 



Libro Secondo. 2.2.1 

'perfidi Regts temporibus eandem Vrhem annh vij, conti- 
fimsX^othorum e xercitus obfidit ^ V oca dicono. Anno opinione di 
tvero fiptimo nondum finito > obfejfam Vrbem Gotorum^ S. Antonino > 
exsrenusintrauit» àx S.Grego- 

Ripugna ancora all'auttorità éi S. Antonino nella fecó- j^'^» ^ del Ve- 
da parte delle Tue hiftorie, ouepone quefte formali parole. ^^ paffediodi 
Demum Perufium a Gotbis abeunte Bellifario iongo tem- Perugia . 
pare obfe/Ium > deficienti vtóìu y Jeptimo anno obfidtonis » 
vi armis capitur , Anno Domini CCCCL. vel circtter . 

Il Voiaterrano/ìmilinéte dice ài Perugia nel lib. 5.della 
fu a Geografia . Septtm deindi annts objidtQnem crudelij- 
fimi Totila pajfa ad vltimum direpta eìì , tnierfsóio ems 
Prafule fanSìiffimo Hereuiano , nattone Germano, ^t 
molti altri Auto ri,che per breuiti tralafcioiconfèrmano 
il medefimo . 

Ne è punto da marauigiiarJfì , clic l' afledio di quella-* 
Città fofle così tirato in Iongo , attento il valore de'de- 
fènfòri , le efTortationi efficaci delfanto Vefcouo Ercola- 
no , & la gagliardezza del fito , & dtìÌQ mura fabricate 
di groflime pietre fenza calce , le quali diificoltà ben co- 
nobbe Totila j quando animando i fuoi fbJdati à quefta 
imprefa , diffc, come narra Procopio, & noi nel Primo Li- 
bro riferimmo . Egli è nec&ffario asoldati} che pò fìe in 
difparte ì* altre co fé tutte , rifiretti infisme con ogni pron- 
tezza d animo vi accingiate eontra Perugia , la quale fé 
ridurre potrete in mia balta , riputerommi per Jempre for- 
funaio . 

Circa l'auttorità addotta di Procopio , rifoondo, cbe»^ 
egli non dice mai, quanto durafse J'afsedio di quefta Cit- 
tà ,• ma bene ferine nel libro terzo . Toti/as vero iam pri' 
dem copias Perufiam mifirat , qu£ pofitis circa mosnia ca* 
iìris Romanos acerrime obfidebant; é^ quia deficere bis ne* 
cejfaria fenftrantì ad Totilam mittunt precatum^ vt cum 
vntuerfoeffercitu ad Je confefiim veniret : nam copys tun- 
£iis -, factltùj fare rebanturt Perufiam pOjffe, Romanofque Narfetevjoce 
oppiai eius cufiodes , in potefiatem ventre , TonIa,e ricu- 

Fu poi rotto , e vinto Totila da Narfete eunuco man- 5riuioca«)à 
4Ì^to dia Ciuftini^ao in Italia > e cosi ^inta iiktutto , e ù. 

.di-, 



zzz ^ Libro Secondo. 

disfatta la natione de' Goti , ricuperò Narfete flicceflcr 
à Bellifario , vari; luoghi y che erano da' Goti pofleduti, 
Kitrouauanfi allhora alla guardia di Perugia Vlifrio , 
&r Melidio, quegli vcci{brey cerne di fopra dicemmo, 
£fSf Ki^' ài Cipriano ,& quefti fugitiuo de' Romani. Hora Nar- 

m lotto i itn- /. /!./-,/« • N r» X .. . 

petio. *^fs accoltatou con le fue genti a Perugia, tento lam- 

ino ài Melidio , che voleflfe rendergli la Citri ; al che egli 
acconfèntì, Se mentre, che di ciò tratta coni Tuoi fol- 
dati, accorgendofène quelli di Vlifrio, %[i fi aggiungo- 
no ancor effi; Viifrio vi accorre, &èvcciiò, il quale-» 
caftigo pare, che per diuino volere dato gli fofle , perche 
in queirifteflTo luogo cadde morto , nel quale egli haueua 
ammazzato Cipriano . Diedefi allhora Perugia à Narfète, 
& cosi di nuouo ritornò fotto l'Imperio . Vedafi fbpra di 
ciò Procopio , Leonardo Aretino , i\ Sjgonio, & altri. 
1 Lonf»ob3rdi Scacciati i Goti d'Italia , feguì in efla il Regno de' Lon- 
menano gran gobardi , i quali vi Iparfero la catti uà feméte dcìÌQ barba- 
ruineinTofca rie loro J Scacciarono dalla Citta parte de' nobili,& par- 
rifconodiPc- ^^ "^ fecero tributaria; diuennero quafi Signori aflo- 
rugia. luti dei tutto ; verib i Tempi) facrati, & i Vefcoui-, & 

leperfbne à Dio dedicate , vfarono, gemendone l'Ita- 
lia tutta, gli eflempij vltimi di crudeltà. Simoflfero co- 
Sigon. hb. I. fioro l'anno della falute 579. eoa gran forze contro la», 
Itafixl^* ^^^ Tofcana , oue fecero molti facchi , ruine , & vccifioni , poi 
fi diedero ad aflfalirele Terre,& Città , & tra effe Perugia 

■n .^ -nr venne in potere loro, oue pò (èro alla guardia Mauricione 

RomanoEfar ^v i j-tx ^ i» ^ , . j r» 

co toglie Pe ^^^ titolo diDaca, ma lanno %9Ì- volendo Kommo 

Jugia a' Lon- E^rco far qualche notabile imprefa , d dilpofè di torre-» 
gobardi. a' Longobardi Perugia > & le Città circonuicine, laonde 
trattò fecr^tamente con Mauricione* ch'era, come fi 
diflre,ana guardia della Città per i Longobardi , & il trat- 
tato fu tale, che facendolo ribellare da effi, tirollo aUaJ 
parte fua, & infigaorifsi, per mezo di quello, di Perugia . 
Si valfe ancora dell'aiuto di Mauricione, & de' Perugini , 
ad acquifìiare iluoghi,& Città vid'^c , come vien raccoh- 
tato da Paolo Diacono delle co/e fatte da' Longobardi 
lib. 4.cap.8 &dal Sigonio nel fòpradetto lib.i.de Regno 
Italiìe ; Ma fdegnato di ciò grandemente AgiM(o Rè de' 

Lon- 



Libro Secondo . zz 5 

Longobardi, radunò grand'eflercito ,& l'anno > che fe- 




gran guaito nel Contado , poi accolto j eiiercito alla Cit- ^^q^^ P^^u- 
tà,!a quale, come che foflefoccorfa da alcune genti man- gja,&occide 
date da Roma da Gregorio Prefètto , & da Caftorio , ef- Mauncione , 
fendo .afpramente,e con animi oftinati combattuta, ven- tuaSlfa^deiia 
ne dopò longo tempo in potere di Agilulfo, infieme cc>n_» Qua . 
Mauricione, il quale fu da quello fatto Yccidttt , &in Pe- 
rugia fu lafciato il prefidio de* longobardi: Tornò poi 
(otto il gouerno de gl'InTperatorii i quali vi mandauano 
alcuni con titolo di Conti per ammtniftrarui la giuftitia > 
e leggefi in proua di quefto in alcune Bolle antichilfim e-f 
d'Imperatori , conferuate ne'noftri publici Archiuif. 
In Territorio Verufias Indite rejtdente Domino Adalbev" 
io Cotnite , ^ Euerardo Comète ad factendam tujiittam » 
ér cujiodiendam legem , Doue ancora fono nominati al- Giudici intria 
cuni Giudici intrinfechi , & alcuni «ftrinfèchi, quelli ve- fechi,& eftrin 
deuano le caufedella-Citti, & quefti le caufe, che nel Ter- fechi mandati 
ritorio otcorreuatio. Sotto fimile gouerno flette Perugia forfalgouerl 
con fbm ma quiete per fino alla ti uou a venuta in Italia de' no diPerugia 
longobardi, i quali, perche alJhora gl'Imperatori rìfe- 
deuano in Conftantinopoli , riputavano l'Italia come de- 
relitta, & pofta a defcrittionedi chi l'hauefse voluta oc- 
cupare: onde hauendo trouato detta Citt^come vna^ 
pofTeffione vacante, non fu crudeltà, che in effanoii-» 
lafciafTero , e finalmente abbandonarono lei i & altre^ 
Terre ali Imperio domano . 



Ahrì 



224 Libro Secondo : 

Altri flati, e 2(eggimenti di Perugia , in/tm chejf 
fittofofè ijolontanamente alla Chiefa . 
Cap, FU. 



JLtmmJt 



'Anno della falute 727. mentre Tempio Impera-^ 
d^t^^lìt?*"^ I to re Leone Ifauro , che fu detto Conone , mo- 

za^di Leone i_i uendo afpra, & crudele guerra contro le facre 
Imperatore» ~ Imagini,& facS iole abbruciare nel mezo della 

piazza di Conftantinopoli, come viene narrato da Paolo 
Diacono nel libro fèllo de' fatti de' Longobardi al cap.4P. 
Perugia deteftando sì nefanda herefia > come quella , che 
deditifsima era alla vera ReIigione,partjfs' dall'obedien- 
za di Leone , già che Gregorio Secondo Sommo Pontefi- 
ce dichiarato l'haueua fcommunicato , & aflfoluti i Popoli 
a lui foggetti dal giuramento di Valsallaggio, & fi Ibtto- 
mifè la prima volta alla Sede Apoftolica , giurando di 
diffendere il Pontefice Gregorio con ogni fuo potere dal 
detto Leone , che cnn varie flrade machinaua nella vita 
di lui . ^od igitf/r, dice il Sigonio , iam pridem j^rauibus 
Sigon. lib i^ JìagityiLeonisimpulfi fpCyM ftudio deftinarantf id hoc 
de Regno Ita jnaxtmè tempore , vt facerent pr a/enti Pantifieis yEcele- 
' Jiaque induSit pericuh funi . .^ippè rebus eommeworatis 

e xa/perati certa animi fent enfia iimpiumyfauumque Leo- 
pis Imperium reipu&runt % ae fohmm Sacramento fé Fon- 
tificis vitam , fiatumque in perpetuum defenfutos , atque 
eius in omnibus rebus auóìorttati obtemperaturos iurarut ; 
Ita Roma , Romanufque Ducatus à Graeis ad Romanum 
Ponttficempropter nefandam eorum hterejìm impietatem- 
que peruentt ; fuerunt autembac Oppida Roma eum Ca- 
y Jìelìis 9 Oppidts , ^ VicuUs in TufctapaHibus ideft Por- 
tus y Centumcellai Cercy Bleda , Maturarum , Sutrium-^t 
Islepet , Qafteìlumy Gallesy , Qrta , Pohmartium, Ameria, 
Tuderì Perujìay N arnia ^ éf Oreiculi^ & in partibus La- 
ti/ Signia , Anagniay Perentmum » AUtrium > Patrteum > 

Frujìno > ae Tyber . 

In 



Libro Secondo . ziif 

In tàlcMatoh confirmata da, lodouico Imperatore.^ 
figliuolo di Carlo Magno Tanno 817, pervn priuilegfo, Lodom'co, è- 
che ne fecei PapaPaiquale, doue tra l'altre concefsioni , fon'confetf' 
quella di Perugia viene così elprelTa . Ptrufium cutn tri- mano Perugia 
hus Infulis fms 9 feiUeet Maiorem t Minorem, ^ Fui- àvanj Sommi 
uinfim i (ar Latum i £t altri Imperatori ancora, chefe^ Poteftci. 
guirono, fecero à diuerfi altri Ponteiìci di efla nuoue Ta- 
uole di confermatione. : . ;!5J 

Prouò Perugia circa gli anni \z66. vn altra forma dì come Perù 
gouernoj-.percioche efafperata dalla troppo rigida, & cru- già prefe il go 
dele amminiftratione dell'Abbate Mómagiore f rancefè , uemo dimoi' 
e he in quel tempo gouernaua la Città i nome dt\ Papa». , " * 
cherifiedeua in Auignone , fi refe in libertà , U abbrac- 
ciò il gouexno di molti , che è quanto il dire , fecondo il Poliaàtìa-» , 
Filofofo , Policratia , onero gouerno politico , & è quan- no^polfdco'" 
do da molti,che reggono , fi confiderà principalmente ì\ commendato 
bene commune .fecondo lo ftato di ciafcuno , lì qualgo- da Bartolo, 
uerno è giudicato da Bartolo nel fuo trattato de regim. 
Cìuit. gouerno più tofto diuino, chehumano , &fog- e Iodato ìl 
giunge , che quando egli andò Ambafciatore in nome di <i^"o ^Jg&*- 
Perugia à Carlo Quarto , che allhora ritrouauafi in Pifa , carbOuIrco 
lodò, & commendò l'Imperatore grandemente fimil^-» imperatore. 
•Reggimento. 

Creb be in quel tempo Perugia marauigfiofamente iiaJ» 
ricchezza , &in potenza , & hauendo fatti gagliardi ef- 
ferciti ,& grandiprouedimenti di machine da guerra,co- 
minciò ad affalirele Città circonuicine ,le quali in breue Varie Città,& 
fottomiiè al fiio dominio, come furono Todi , Spoleto, luoghi, che_j 
Oruieto,Afsifi>i'oJigàojSpello,Nocera,Gaaldo,Gubbio, \^^^^ .[ót- 
Caftello , Citerna , Montepulciano , & altri molti luoghi Dombio • 
di minore conditione, i quali, in (ègno di iòmmifsione, & 
Vafsallaggio , folcuano portare à Perugia i\ giorno ex 
Santo Ercolano , palij di varie forti di drappo , come ap- 
pare nella noftra Cancellarla ,* Poi fi diede ad adornarej 
con molte belle fàbriche la Città , & ad accrefcere eoa* 
nuouo,& longo muro ì\ circuito di quella : Allhora fu fat- 
ta la Fonte nella Piazza , furono alzati con ottima archi- 
tettura i Ponti , che fi veggono fopra i\ Teucre , & tante 

Ff altre 



zz6 Libro Secondo. 

altre fabriche fègnaJate furono fatte, cfae iongófar^be 
àracGoatarie tutte. Eieggeua m quel tempo Perugia il 
Podeftàper fuo Superiore , & Goucf natore, iJ quaJe fecQ- 
pre mterueniua ne gii atti pubiiciv ficienza iì fùo confen- 
fo non fi amminiftraua co/a alcuna deJla I^epubJica,iìco- 
«le per gli atti de' iibri antichi fi dimoftra . 

In quefti tempi , cioè circa gii anni i^ 5o.Giouanni Vi- 
fconti Arciuefcouo , & Signore di Milano , era fonnida- 
reraV'peru' •^^^^^^""^^^^'^'P^teflerediuenuto patrone di ^wnri- 
gia,e sie na_* ^^^ Citti, onde peropporfi^ a' fuoi rafti difegni 5^ ch'erano 
conerò il Vi d'infìgnorirfi deJ reftante d'Italia > fi collegorono infieme 
diMl^no"**'^ fiorenza,Perugia,&Siena;&ancorcheil detto Arciue- 
fcouo mouelle loro gran guerra,no hebbe però mai forza 
di fare ad alcuna delle dette tre Citta danno rileuante-j ; 
Nacquero in tanto in Perugia grandi diicor-die tra '1 
Popolo , & i Nobili , 8r preualendo quello , furono fer- 
ii Popolo 3r zati i Nobili ad abbandonare la cara ,.& amata Patria, 
Peiugia lìlot- & fé ne andarono in efiiio , fpoglfati anche dal Popolo di 
Duca."d' Mi- ^^^'^ beni loro r Allhora fbrfero le fattionr tanto perni- 
lano . " Jcioff de'NòbilT, & Kaipanti , & perche i Nobili cercaua- 

^. ' , .nodirrcuperarelaPàtriav Sèi beni occupati, mediante 

G'otGaleaT- . /- ,. ■- « • •• x^- t r r- 

zo Duca di fc forze di varjf Potentati , iJ Popolo per lua iicurezza-x 

Milano elet- eleffe l'anno 1400. nel mefèd; Gennaro per ilio Prencipe 
toPrencrpe-^ Ofouanni Galeazz^o Duca di Milano , i cui fotto certi Ca- 
PooolSf pjfO'ii di^àQ iì dominio della Citti ; £t così poi in nome-» 
del Duca» allf 20. del predetto, entrò in Perugia Pietro 
?^"*f4'n? Sermfgero , ?c Oto Terzo con 500. Lance , con Jc qualeu» 
f S^uS fornirono lefortezze , & fecero quanto era efpediente , & 
S^ ^ ' '- ^^^^^ ^^^^ ^^^^ a:-^}\3^liuit^ con titolo di Pi^torefii^m andato 

tv;..;. .. j^ntonfo donato dà Pania. 
Perugia toma '' -^^^P^codurò la Signoria de' Vi/co ntf nella noftraj 
in libertà. Città, perche ella d? nuouo fi refe/ libera, & in quefto 
tempo di'ienne pot^entifsimo Biordo Michelo ttidel la fat- 
eidnede'ilarpanti,!} quale era Signore di molte Cttàcir- 
««luicme, orrdf^ creato Capitano Generale de' Fioren- 
tini, roller oC^i con moiti Pofentati, &T?»fefe per moglie 
▼na%lia d' Bertoldo Orffno cHiamaraConteffaJa qu.-?le 
venendo à marito nella noilra Città , fu accompagnata-^ 

con 



Libro Secondo . z^7 

con grande , & vniuerfale applaiifo > & con apparato ma- 
gnifico , & fontuofo i effendóui preiènti gli Ani bafciatori 
de' Ven&tiani , de' Fiorentini, & di tutte le Citt4 vici n e-» ; 
QueftoBiordo jdiuermtoquaftaflbJuto Signore di Peru- 
gia, porto ili fempre con tanta modeftia, che meritò più ^^gj^^jy^gf*'" 
tofto nome di Cittadino , che di Signore ; Mane anchtj g^ore quafì 
in quefta maniera potè fuggire l'in uidia, malecommu- affolutodiPe 
ne -delia felicitàhumana , & incorfe nelle infidie di quel- ^"8*^ ^a^^^' 
li deJla fua fattione ifteffa , & de' proprij parenti, poiché c«t|. * ^^ 
mentre egh teneua con fomma fòdisfattione dd Popolo 
il primato in Perugia , vn'Abbate fècolare delia fami- 
glia de'Guidalotti , & parente del detto Biordo, pen- 
sò d'veciderlo , indo^tto più torto , come è commune pa- 
rere» .daile grandi offerte fattegli da alcuni potenti Si- 
gnori , inimici di Bfordo , ò dal pen fiero di prendere per 
lui quella Signoria , che dal defiderio di riporre in li- 
bertà la Patria: Communicò dunque quefto fuo pen- 
fierò con quindeci compagni , & con due feruf tori fi- 
dati , & con quelli tutti, partendofi vna Domenica^, 
mattina da San Pietro alii dieci di JVIarzo , mentre fi 
predicaua per le Chiefè , andoflene al'e ca(è di Biordo » 
pofte fu'l Monte di Porta Sole, lotto pretefto di haue- 
re da trattare negotij con Biordo j Arriuatoalle dette 
calè , inte/è , che egli non era ancor leuato da letto , ma 
fattogli imbafciata , egli Cubito , non ancor ben veftito , 
venne all'Abbate , ch'era nel chipftro. Se faluta.tofi in- 
fìeme, poiché hebbero alquanto ragionato,mentre l'Ab- 
bate fàmoflra di licentiarfi , che era il fegno dato a' Biordo vccifa 
congiurati , quelli Tub/to gli furono alle Ipalle con pugnali dall'Abbate 
auuelenati, & datoli molte ferite, l'ammazzarono , & im- 4^*G'"^j[®^' 
mantinente fi ritirarono alle calè de 11' A bbate in fu*l Col- congiurati, 
le Landone ; Poi vennero in piazza gridando : Noi hab- 
biamo ammazzato il Tiranno , & non. mouendofi alcu- 
no per quefta voce , efsì pieni di paura tornati i cafa , Ce 
ne andarono chi i piedi,&chia cauallo à S Pietro , & indi 
fi ritirarono alla Rocca di CaCalinò , come in luogo più 
ficuro,& membro della Badia di S.Pietro. 

VditQ così brutto homicidio , tutta la Città fì po{c 

Ff 2_ in 



azS Libro Secondo. 

in arare , & corfe alle cafe di Bfordo , il quale era amato 
Ceccolltio da tutto il popoio;C^coIino fratello di Biordo à si atro- 
Bbrdo/vé"^^ cafo non fi perfe punto d'animo , ma li fouuenne di 
dicade'con- celare il corpomorto, &moftroffi al popolo dalle fene- 
giurati , e fi -ftre, con dire ad alta voce, che Biordo era vino , il che fu 
fa Capo de ottimo penfiero , perche tutti lì mantennero in fede , 8c 
Raipantt^ il aftennero di far nouità alcuna*, Poi vedendo ad ogni 
hora più crefcere il popolo intorno alle fue calè , fèruen- 
dofi di quefta buona occafione , vfcì fuori ancor elfo ar- 
mato, &fecefi Capo di quella fchiera, con la quale an- 
doifene verlb le calè de'Guidalotti , & poi che l'hebbaj 
faccheggiate , farle con alcune altre de* congiurati , 
tagliando à pezzi in furore il padre, & il zio dell'Abbate; 
Indiandocene il popolo verfo la Badia di S. Pietro ,la^ 
quale medefìmamente faccheggiò , & a? fé tutta ^eccetto 
la C hiefa , & non molto dopò fc aricò la Rocc a di S.Àpol- 
Jinare membro di detta Badia , perche lìcomeilmare, 
che per fua natura è tranquillo, tuttofi co mmuo uè, & ri- 
uo Ige Ibfsopra per la forza de* venti , così il popò Io , an- 
corché di fua natura quieto , daHe voci di vno di qualche 
aiittorità,conH: da violetifsime tempelk è Cpinto ad ogni 
^jran cola i allhora egli fu ole aggiungere, come (ì Cuoi di- 
ire, Jegne al fuoco, le cofe modelle gli paiano codardia , & 
le circonfpette, & prouide,pigritia, & dapocagine ; per lo 
contrario le colè di gran rifchio , & vicine al precipitio , 
^li hanno fembianza di fortezza , & virilità: Con quello 
fauore dunque del popolo , & con la memoria del buonJ 
gouerno di Biordo > fu cofa facile a Ceccolino fuo fratel- 
lo il farfi Capo , & guida di quello , il quale intimorito 
da' Nobili fuorufciti , e dal fofpetto di quelli , che: erano 
di dentro , confideraua elfer vero il detto di colui , che-i 
faggiamente fcriflè: Vulgus Jme ReBore ipraceps, pa» 
uidusifeeort • 

Fu il corpo di Biordo lèpolto la notte , che feguìin-. 

S.Francefco del Conuento, mài'eflfequie folenniflìmefu- 

Honore fatto rono fatte alli ip.di Marzo a (pefe del-publico; la Conlbr- 

all'effequiedi te di Biordo fuveftitade* panni da lutto dalli Priori nel 

^' ' Pergamo dd Palazzo del Podeftà , nel quale fk^tte la cafia 

fu- 



^ Libro Secondo: zzp 

funerale ; Intemennero ali eflequie tutte ie Religioni , &: 
Collegi) con torchi atcefì , come ancora tutti quelli delU 
fumigtiz Michelotti, veftiti di nero , con tutti i feruitori, 
& amici di Biordo ; La cafla fu portata priinieramente_i 
dal Collegio de' Dottori, & poi da' Confoli del Collegio 
della Mercantiai furono in quefta pompa condotti molti 
caualli conerti di bruno , & ftraginate molte bandiere , 
& anche vi fu portata l'Inlègna del Commune . 

Si mantenne Ceccolino dopò la morte di Biordo , iii^ 
•quefta grandezza , & preeminenza in Perugia, amato da^ 
tutti, & adoperato con molta fu a lode nelprincipalca- Quanto tem- 
rico della guerra, che la Città he b be con Braccio,il quale ^^ duSlelj 
faceua ogni sforzo di rientrare infìeme con la parte de' Capo della 
•No bili nella Citti j Et in quefta guifa durò per fino alivi- facnone Po- 
tima giornata , che fu fatta col detto Braccio tra Colle , PJi^'^f ^"^^' 
&S.GÌ1ÌO Cartelli di Perugia l'anno 141^. alli 12. di Lu- 
gho 9 nella quale giornata Ceccolino reftò prigione di 
Braccio, & fu fatto morire, come im'mico particolare:, 
& Capo della fattione Popolare . 

Eftinto Ceccolino , Braccio fu riceuuto in Perugia con 
la fattione de' No bili , li quali erano ftati in efiliocirca^ 
24. armiy 8c fu data à Braccio dal Popolo l'aflbluta Signo- 
ria della Citti, con le fèguenti Capito laaioni , polle da 
intorno Campano nel quarto libri) dell'hiftoria , che fy 
del detto Braccio, * v^ 

Popafus PirufinusVrbem i AgrumyVias fTempla^^ 
FonUs ì fiipjùm Bracbio dedit . UH Ciues parento Dòmi- 
num bona fide appesanto. Ad eum de rebus Vrbanispu- 
blicè referunto . Concilia , ccetufue , mjl quos ilie iujferit 9 <^apitoIatioi 
nefaciunto, ^i non paruerit rebel/is e fio, Rebelhm^ iTB^raSpfc 
qui vis impune oeeidito • Escules quique rediere, quique (e laSignoria 
fvdìturi funt , fua teBa , fortunafque adeunéio Nullus di Perugia^r 
impedito , Caterum pax eum Cine efio . ^«ì feditionem-^ ^"* ^*"i^ * " 
fxeitaJItt tinaia eruce Jujpenditor^ aut fecuri percutitor . 
Bracbius publicaVeéìigaìia 9 nifi qua publieis impendijs 
Jùperfuerintt in rem Juam ne vertito .Vrbanos Magifira- 
tus ipneter ^aftorem^ Pratoremque Populus hgito, crea- 
itaque I ^ quem volet rtui vokty cooptato . Suffragi a libera. 

[unto. 



*5o Libro Secondò. 

funto . Prouoeatto ad Bracbtum ttiam rtrum eapitalium 
iBo- Si quts prouoeattom objttterit t fraudt ejio . Nouas 
exaéiiones , inutto Popuh , ne cogito . DeUSiui in Vrht^y 
nifiPopulus wj/erit , mbabeto Dtcemutros ne iontem- 
nito, Maiorum deffreta/eruato . Ciuitatis tn/inuta y ntfi 
qua Populus obrogajstt , tp/e nt violato . 

Poiché Braccio hcbbe ricuperata ia fua.amata Patria , 
& che {è ne vide fatto aflbluto Signore, moffe guerra pri- 
cc'ofotto "^'^ranJ^'it^ à i luoghi yicini , de'quali in breue s'impa- 
mette moke 4ronì ; dopòfoggiogò , & fece tributarie molte altre Cic- 
Città,eIuo tà lontane , pnde4iuenne potentifsifno Signore ; fu 
ShjJ'^P?"^'' parte de' dettiluoghi confermata à lui» a figJi,& a'nepo- 
fermftà la St! ^^ ^^ Martino V. con patto , che egli ricuperafle , come-jj 
gnona dsu« fece , Bologna alla Chiefa, la, quale confermatione appa^ 
Maràao V. re dalle CapituIationi,che Braccio fece <;on il detto Pon- 
tefice, & fi leggono nel fine del quarto libro dell'hiftorià 
di Braccio , defcritta dal Campano , oue tra l'altre fono 
quefte.parole . i 

Perujìni % Afifiatei , CanarisnfiSf Spel/ani, EfinitGual- 
denfes > Tuderùni , Jitb Brachy > libérumqui, neppfftmqut 
imperio manento . Qajtellu m Plebis, M ontem aìbpddi > Roc- 
cam cqntratam ipje , Jiiiique , nepotefque in potè fiate ha- 
bento* ^ibusvelmtvenduntoJargtuntorue; Et poco di 
fotto . Viees fonttficum bis tn ioets geruntp Vita > ne" 
ci/que in Munietpes pote/fatem babento , §lui non pare- 
bunt , iis etiamjìad Ponttfices perfugerint,bel/um,quai^' 
tum velini 9 inferuntp . 

Mentre Braccio guerreggiaua ài fuori co i Popoli lon- 
tani , dentro Pejrugia ancora fi combatteua tra i Rampan- 
ti, &i Nobili, sforzandofi ciafcuna di quefte fattipni, 
Rumori in Pe *^*^"i^n^ente quella de' Nobili , che più riputauafi de- 
rugii tra la_f gna> di gouernare a fuo modo il .tutto>è dalle difcordie fi 
Plebe,&ifJo venne allarmi j Hora effendo due volte natiquef^i rumo- 
^'^* d B^^"' ^^ ' ^* prima volta furono quietati da coloro, a' quali 
jy^, ' Braccio haueuaraccommandatal^ cura della Cittij la 

feconda fu dato fine ai rumore con la morte di alcuni deV 
Rafpanti, & con l'eflìlio di vna parte de medeflmi ; §^i 
altri, che erano inetti ^\h guerra, & bramofi della pace i 

fu 



Libro Secondo à sl^i 

iafermdso y ciie reflaflèro nella Città ; Co5i la fortuna.* 
cangiò volto, coJoro» che prima regnauano , furono cac- 
,ciati in efSh'o, & quelli , ch'eranoineffilio , furono refti- 
txàti al Regno , eflèmpio manifefto , che qua giù non vi è 
cofa alcuna ftabile , come cantò vn Poeta • 

Fortuna nunquamjifiìt in eodem Rata » 
Stmper mouetur > variat , é^ mutai vtces , 
Et fumma in imum vertit , ac ver/a trtgit. 

De* beni di coloro , che andarono in eflUio , parte fu fac- 
cheggiata ,& parte mefla nelpublico erario, ma Braccio 
fntefa la cofa, commandò, che i beni fi reftituiiTero a' 
propri! padronr, e con fuo decreto volle fo lo conferma- 
re r efliiio à gli auto ri del tu m ulto <. 

in quello mentre la Regina Giòuanna Seconda di Na- 
poli , apprefTo la quale ninna cofa era flabile , che non-i 
folfe iflabile , hauendo poflo in oblio i gran fèfuigij , che 
haueuariceuuti da Braccio, dechiarollo fuo inimico ,& 
mentre, ch'egli con fì;rettifsimo affedio flririgeuala Città 
dell'Aquila' nel Regno , niarìdogli contro iì fuo effercito s 
vnito con le genti di Martino Quinto , col quale Braccio 
era nuòuamente venuto in difcordia j fu fatto tra li due 
elTerciti la giornata , nella quale , mentre Braccio ià l'of* 
fìtio non meno di fbldato , che di Generale , refla ferito » 
& prigione ,& le fue gènti fono fconfìtte , non hauendo 
egli mai , fé non in quefla vltima pugna, prouata la for- 
tuna auuerfa . Durò la Signoria fua in Perugia circa otto 
anni»& futaleyche viuendo, concilioffi l'amore di eia- 
fcuno, & morendo lafciò alla Patria fua defìderio di fa- 
pientiflimo ,& ottimo Prericipe . 

Dopò la morte di Braccio , Perugia l'anno 1424 preua- 
léndo già in efTa i Nobili , fbttomifè di fuo fpontaneó vo- 
lere fé ftefra,.& tutte le cofe fue publiciie à-Martino Quin- 
to Sommo Pontefice , & aUa Chiefa Romana^, fatti al- 
cuni Caprt^x)!icortil detto Pontefice, & tra gli altrf,che 
giudicati , & dechiar^ti ribelli i Michelotti con alcu- 
tiiloro feguaci , nominati erpreffamente, & confirmati 

con 



Morte di Brac 
CIO alla Cirtà 
dell'Aquila . 



Quanto tem- 
po durafTe la 
Signoria di 
Braccio ìtìs 
Perugia . 



2^2 Libro Secondo * 

con lettere ApoftoJfche , gU altri della fattfone de' Ila>- ' 
Spanti rimaneflfero nella Città infìeme con i Nobili. Cosi 
hauendo Perugia efperimentato , come fin qui fi è detto , 
varie forti di go uerno , ma tutti poco durabili , com e^ 
quelli , che per lo più erano violenti , e che per effere do- 
mini; confparfi col fangue de propri) Cittadini , & fabri- 
cati con gli efilij , & con Japriuatione de' beni, & dellej 
ricchezze altrui , andarono in breue in ruina}& conforme 
a* loro cattiui principij, hebbero ancora efiti infeliciflìmi. 
Gode hoggi il gouerno della Chiefa, col quale per fua al- 
^. ^ ta ventura da molti anni in qui fi regge, degno inuero 
«fa della Mo- P^" ^^ qiialfiuogh'a altro , & in tanto migliore , in quanta 
narchiaEccle è maggiore la virtù di chicommanda,che è vn Monarca, 
fiaftica. e Monarca Ecclefiaftico, la cui virtù è maggiore di quel- 
la de gli altri huomini communi, per hauere dipendenza 
immediata da Dio . 



De Aiagiflrati dependenti dalla Sede Apofiolica^ 
the fino al reggimento di Perugia , 
Cap. FUI. 



VArij Cono i Magiftrati,che in quefta Monarchia 
Ecclefiaftica fono deputati al gouerno di Pe- 
rugia , alcuni de* quali hanno dipendenza^ 
dalla Sede Apoftolica , & alcuni dalla noftra 
Citt^iftefla i Hora ragionaremo di quelli, che dipendeno 
dalla Sede Apoftolica , che fono i Magiftrati fupremi. 
Al prefente gouerna vn Cardinale co titolo di Legato de 
Latere , & quefto tiene il fuo Vicelegato , il quale e lèm- 
pre Prelato ,& alle volte regge vn Gouernatore pure-» 
Prelato : Tutti & il Legato , & il Gouernatore ritengono 
Giudici ciuili , & criminali , con nome di Luogotenenti , 
& Auditori, hanno Barigello , & carceri , & Procuratore 
Fifcale, l'auttorità loro è più ampia, &riftretta, fecondo 

che 



à 



Libro Secondo . 2.3 3 

che vien data dal Sommo Pontefice , che li manda ; fan- 
no residenza nel Palazzo , che è neUa Piazza maggiore > 
oue hanno commode , & honorate ftanze a'ccrefciuté , 8c 
abbellite nuouamente da Bonifatio Beuilacqua Cardina- 
le Legato j il quale con bellifsime opere mofìra la fua ma- ^ Cardiate 
gmficenza , & e Prencipe degno di eirere paragonato a Legato di Pe. 
gli antichi Heroi per pietà, per giuftitia a per Splendor di mgia.efue^^ 
vita, &per clemenza. ^°^^* 

Tra i Magiftrati , che hanno dipendenza dalla Città, Si 
ne' tempi paflati, & ne'prefènti, tiene il primo luogo iJ 
Magiftrato de' Priori , i quali fono dieci in numero, onde 
<:hiamonfi Decem uiri, & fono eftrarti per facco ;. Per in* 
teliigenza di che deue faperiì,, che. varie forti di Magi- ^npR^^^ 
ftrati erano appreffo i RomamValcuni chiamauanfi Quar- ^j ^ e^Ioro^u-. 
tumm'ri » &era vn Magiftrato , il quale afcoltaua le caufè thorità , 
delle Appella tioni , onde nelle memorie antiche vedefi 
{critto I I I I V I R. A P. alcuni Duumuiri, come 
dice l'Alciato nel Hjo Commento fopra il tit. de iur.omn, 
iud.nu. 160. e fono cosi defcritti . Duumuiri funt Ma^^ 
gtfiratui excelji y babentts fupremam potefiatem ; .h.a.ue-f 
pano coftoro poteftà fopra la vita , &la morte , onde^ 
fi legge appreffo Liuio nel libro primo delle fùe hiilione-*, 
che i Duumuiri fèntentiarono HoratioTergemino^ad 
eflere appefo nel fico , per hauere vccifo la forell^ , '^ì che ...x 

ancora vien raccontato da Dionigi Alicarna0eo, 5$dà^ 
Pomponio Leto nel libro de' Magiftrati Romani, ouaj 
dice , che i Duumuiri furono i primi , che in Eoma die-, 
dero fententia capitale^ haueuano auttorità di farfi por- 
tare auanti i falci , & il loro offitio viene elprelìb dal detto 
Aiciato nel //V. ^f «u^r^,^»//?!?. con le lèguenti paro'eLj « 
Jn Latinis Municipys Dutimuiri , primi in albo defcribe- 
bantur , hi career ìbus pr^erant , pub/ica loeabant , jafii" 
bus vUbantur > & nel libro fecondo de' Paradofsi num. 5, 
dice di loro il medefimo AJciato .Omnino dignijpmust^ 
maximus inter Dtcuriones bonor Duumuiralis babebaiurt 
erano quefti Duumuiri di vari? forti, & in varie occafioni 
ficreauano , come fi può vedere m Alelfan^ro ab. Ajeffan-» 
4ronellib.sp.cap.i6.DÌer.Genìal. , J 



^1 



2^4 Libro Secondo: 



Decemuiri , 
chi fofferojlo 
ro authorità, 
e perche così 
chiamato il 
Magiftratofu 
premo di Pe- 
rugia. 



Capo d'Offi- 
tio, Coda* e 
Cambio, per- 
che cosi det- 
ti* 



Priore della 
fèttimana , e 
fuo Officio . 



Mantelli lon- 
ghi di porpo- 
ra , e coltane 
d'oro da chi 
cócefseà det- 
to Magiilrato 



Erano ancora i Seftamairi , i quali trattauano deilojr 
cofè apparteflenci alla Repablica , & i Decemairi e^•aQO 
fopraftan ti alle liti, i quali erano detti XVIKI STI, IVD. 
cioè Decemuiri ftilitii>us iudicandis, de* quali fa men- 
tion e Sparti ano nella vita di Adriano ; quefto Magiftrato 
esèrcito Q^Cecilio Plinio» & con quefto nome di De- 
cemuiri chiamafi il Magiftrato della noftra Città. D^i- 
rana già J oifitio loro due mefi , ma da Giallo Secondo 
Sommo Pontefice l'anno 1 5 1 1. fu ridotto atre ; Quefti (t 
eleggono dalle Arti, & Collegi; della Citti, che fono in 
numero quarantaquattro , cioè dal primo Collegio , che 
fi chiama della Mercantia , Ce ne eleggono fempre due ^ 
vrno de* quali fi dice primo Priore,ò Capo d'Offitiojl'altrà 
fecondojdal Collegio poi,che (ì chiama Cabio,fe ne cìeg^ 
gè vno , che ritiene il nomexli Cambio , siche di quefti 
due Collegi) neceffariamente in dalcuno Magiftrato iti- 
teraengono tre Collegiati, il qiial priuilegio a gii altri non 
èconceflb » fifortifcono però due per cialcuna Portar 
& ciaì^uno di quelli hanno il loro Notaro; Il primo Prio^^ 
re , come fi è dimoftrato , G dice Capo , perche lèrtipre-» 
precede i tutti , il fecondo (ì dice Coda , ouero fecondo 
Priore; Coda,perchegotierna la feconda fèttimana if Ma- 
giftrato , & fecondo , perche è dell'ifteflb primo Collegio,' 
dafcuno Priore gouema i fuoi giorni proportionatamen- 
te, & quefto chiamafi Priore della fettimana , il quale_> 
óltre al gouerno , è ancora primo nel proporre, & ri- 
{pondere ne' negoti; , che R trattano ; tutti vertono con_r 
mantelli longlii dì colore di porpora, i quali furono loro 
concelsi da Pio Secondo Sommo Pontefice, come rac- 
conta Antonio Campano nella vita,che fa di detto Pon- 
tefice ; il Capo d^Offitio v^efte dirobbone di velluto ne- 
ro, ò di altro drappo più leggiero, fecondo i tempi , 
& il medefimo habito fuol veftire ancora if fecondo 
Priore , Sili Cambio r portano tutti collane d'oro bene- 
dette , 'Se po'fte loro al coUo per le mani del loro Cappel- 
lano con quefte parole, AC CI PE SCE PT R A IVf 
lVSTtTIJ&, QVOO DAT TIBI D OMI- 
NVS 1NVIR;TVT£ S!>lB,tTVS SANCTt. 



fl 



Libro Secondo . z^^ 

Hailfopradetto Magiftrato giurifdittione in molte cofe , 
delle quali lì ragiona diffiifamente ne gli Statuti della no- 
ftra Città; rifiede nel medefinao Palazzo della Piazza^ 
maggiore in honorate ftanze , & èferuito da famiglia af- 
fai numerofa)etutta veflitailiurea . 

Tiene il fecondo luogo il Magiftrato de' Confoli , Au- 
ditori>& Camerlenghi, che fono in numero quarant otto, 
fortitivno per ciafcuno Collegio de' fudetti, con nome_* -ì^^i^'r^^ 
di Camerlengo, quafi arbitro della Camera della fua^ loli.Auditorr 
Arte , eccettuandone il Nobile Collegio della Mercantia, e Cameden-' 
il quale ha quattro Rettori chiamati Confoli ,cosìdet- ghi. 
ti à confulendo, perche in ciafcun Configlio, fatte le prò- } 

pofte da i Signori Priori , effi fono i primi a conGgliare : I 

come anco il nobile Collegio del Cambio, il quale ha^ 
4ue chiamati Auditori , dairhauere giurifdittione di 

vdire, & decidere le caufeciuili, che fono auanti al lo- j 

ro Tribunale: fi adunano nelle occorrenze della Cit- ! 

tà , & al Configjiio non vanno altrimente , che con vn»# ii 

mantello nero longo fino à terra j tal Magiftrato dafsi ! 

per fei mefi , & perche fauttorità fua fi fìende in molti i 

capi , |>er non e(ìère fouerchiamente longolafcio di ra- 
gionarne. 

Ilterzo Magiftrato , onero Configlio , era nominato il il 

Configlio di trecento Cittadini, il quale duraua per tem- Altri Magi, 
pò di tre anni, & vi erano perfone di ogni grado , & qua- fìranVò Con- 
lità , cioè Gentilhuomini, Dottori, Mercanti , Notarij , & ^p^* <liPeru- 
Arteggiani, tanto ferirti nelle Matricole , quanto nò; ^'^ ' 
quefto Configlio non fi congregaua fé non in colè di gra- 
deimportanza , & haueua così grande auttoriti , che po- 
teua ancora ritrattare le cofe fatte da' Signori Priori , & 
Camerlenghi , ma perche era di così gran numero , & per 
con/èquenza difficile à congregarfi, fu ordinato vn quar- 
to Configlio, onero Magiftrato di cinquanta Cittadini, 
i quali tutti firmo del numero de' fopradetti trecen tp > & 
quefto loro offitio duraua per tempo di fei mefi , con Isu 
medefima auttorità , & facoltà di quello di prin-a-. : 
Fu fatto ancora in altro tempo vn Magiftrato , ò Confi- 
glio di venticinque perfone elette cinone per Porta , &; 

Gg^ co- 



J 

! 



Ruota, fua__t 
elettione, & 
«uthorìtà . 



z^6 ^ Libro Secondo. 

coftaua di ogni ordine, & grado di Cittadini, con ainpia^ 
auttorità , m^ tutti i fopradetti Magiftrati andarono iri^ 
diflTuetudine , e non molti anni fono, mentre fu Legato in 
Perugia Domenico Pinelli Car din a]e,tra l'altre fue fegna.- 
late opere, & degne d'eterna memoria, inftituì vn nuouo 
Configlio di quaranta huomini, fceltiotto per Porta de* 
migliori Gentilhuo mini, & Cittadini, nelqual numero 
interuengono ancora , come di Copta. , Dottori , Procu- 
ratori , & Notarij , afìiache vi fiano di tutte le profeilìo- 
ni, per potere meglio configliare ne' negotij, &cafi oc- 
correnti . 

Ha la Città noftra vn'altro Tribunale , che da efla im- 
mediatamente dipende , chiamato della Ruota, nel quale 
MAGISTRA ^^° quattro Dottori foraftieri,che deuono effere lontani 
TO dellsu. per Io manco venti miglia da Perugia , & Dottori alme- 
no di diece anni prima, & non poflbno hauer parenti fi- 
no al terzo gfado nella Città .-dura l'offitio loro due anni, 
& per l'ordinario fi riferma per altri due: l'vno di quelli 
«^iamafi Podeftà , che è Capo di tutti , & dura per lo cor- 
fo di fei mefij dando audienza ogni giorno a' litiganti ; 
l'altro chiàmafi Capitano , che dura pure fèi mefi , & è 
Giudice particolare /oprai danni dati, & quefti cffiti; gr- 
rahO fra di loro à vicenda : hanno diftipendio venti feudi 
il mele per'^iafcheduno; ilPodeftàhàobiigo di veftire_j 
di robbone longo di drappo , & fi manda auanti vn Pag- 
gio veftito à liurea , con vno ftocco in mano , & con vn_j 
cappello di broccato d'oro alleljjalle, & egli porta in-» 
mano vno Scettro nero con vna Palla d'oro ,• gli altri tre 
Offitiali ancoì-a vertono di rob boni loighi di drappo, e 
dalla Città ifono prouifti di vn Palazzo appartato nella.» 
Piazza minore , oue hanno Bargello , Eflecutori , &Pre- 
g/oni: tutti quattro infieme ne' giorni giuridici rendo- 
no ragione ad vn Tribunale nella Sala del Palazzo mag- 
giore, & ciafcuno e Giudice particolarmente di vnaJ 
Porta della Città , eccetto il più giouane , il quale è Giu-^ 
dice di due Porte le minori ; Cono obligati di vfcire con il 
Magiftrato ne' giorni folenni , & all'hora il Podeftà va di 
istiezo fri li dae primì^riori ,il Capitano fra gli altri due , 
-^ . > che 



Libro Secondo". 237 

«éliefeguono immediatamente, & gli altri due vanno die- 
tro à tutti i Priori. 

Vogliano alcuni , che li Collegi/ , ouero Arti della no- 
fìra Città, che fono in numero quarantaquattro , & da* 
qualifi cauono detti Magiftrati , 8c Offirij , che la reggo- COLLEGir, 
HO, foflero inftituiti per introdurre nella detta Città il go- ^^^^^ A"* » 
uerno popolare, conciofìache da principio in detti Col- Peruwil^.'"^ 
legij foflTero folamente annouerati coloro , che effettual- 
mente l'Arte di quel Collegio eflfercitauano , ma io cre- 
do , che dell'eflere ftate introdotte dette Arti , & del non 
poterli fé non da eflì eftraere i Magiftrati , fofle cagione 
iiàedderio de' noftri Maggiori , che Perugia douefle Ro - 
rire per l'eflercitio di varie Arti , fapendo eflì, qnanto im- 
portijper accrefcere vna Cittàj& per renderla & numero- 
fa di habitatori, & douitiola di ogni bene , l'induftria de 
gli huomini , & la moltitudine dell'Arti , del che fanno 
piena fède in Italia molte Città , ma principalmente Luc- 
ca , Fiorenza , Genoua , & Venetia ; Di detti Collegi; , ò 
Arri fifa longa mentione ne' noftri Statuti volume primo 
rubrica 80. con molte altre rubriche , che feguono ap- 
preffo. 

Tra quefìi Collega jJprfncipale , come fi è detto di fo- 
pfa,équelIo, che chiamafi Mercantia, nel quale hog- 
gi non fi aggregano che Nobili, & al prefente, come an- Collegrj della 
Cora per lo addietro vi fono ftatiperfone titolate , come Mercantia, e 
Conti , Marchefi , e Duci , onde raffembrano per la loro ^9] Cambioi 
maeftà tanti Senatori, & è chiamato ne' detti Statuti , fiano°nel£ 
Ars Mercantia Pannorum Lana, Ltrii^ é^ Mereiariorum; città* 
il fecondo Collegio è quello del CamJbio , pure riguar- 
deuole, per non ammettere anch'egli fé non Soggetti no- 
bili , e perfòne titolate, & chiamafi ArsCampforumi 
ièguono poi gli altri con quell'ordine , che fono pofti nel 
detto primo volume de ^li Statuti.* Ciafcuno di detti Col- 
legij ha la cognitione delle caufe ciuili, fpettanri alle.» 
dette Arti , & alcurri di effi rendono ragione nelle lo- 
ro Audienze , auanti a' loro Confoli, Auditori, & Ca- 
merlenghi refoettiuamente , hanendo ancora Notarif 
Icparari. Cùfcun Collegio ha entrate feparate, delie.* 



2^8 



Libro Secondo. 



quali parte fì difpenfa in mantenere Spedali,parte in fare 
altre eJemofìne , & parte per le fpefe neceflarie de' Lumi- 
nari , a' quali per antica confuetudine ha obligo d 'inter- 
uenire ; le ricchezze , & facoltà di detti Collegi) poflbno 
efler loro venate da più capi,come dal pagare il decimo > 
che fafli da' litiganti a' detti Tribunali » dalle rifponfioni , 
che già haueuanojcioè la Mercantia dalla ftadera groffa, 
il Cambio dal bollo delle monete,& cosi l'altre Arti dalle 
Douane , che pagauano glieflercitanti di ciafcun'Artej; 
furono ancora lafciati da varij CoHegiati molti beni a 
loro Collegij , & anticamente era ordine , che ciafcuno 
Collegiato , teftando , lafciafle al fuo Collegio venticin- 
que lire. 

Da tutti I gouerni fopradetti , che dalla Citta dipendo- 
no , fi comprende , che Perugia in quefta parte fia Repu- 
blica , la quale altro non e, che vna miftura comporta di 
Ricchi, & di Poueri> poiché <ii tutti quefti coftanoi fo- 
pradetti gouerni, per Ricchi intendiamo i Nobili, & Vir- 
tiiofijconciofiache la ricchezza faccia preiìintione della 
Virtù , & nelle ricchezze , & virtù rinchiudemo la No- 
biltà , poiché quefta , fecondo il Filofofo , è virtù antica, 
Sidiicorre fo- & è ricchezza . £Megna dilodequefta Republica, per ef- 
Fopraletd""' ^^^^ temperata , hauendo in efla parte i pochi Potenti , & 
che dependo- il Popolo con proportione , perche i Potenti , ancorché^ 
no dalia cit- fiano pochi, hanno dominio maggiore, & il Popolo è in 
^' maggior numero nel gouerno, onde le cofe con egual bi- 

lancia fi pefano :; così veggiamo in noi ifteffi il cuore no- 
biliflimotra gli altri membri tenere il prencipato , mai 
membri ancora adoprarfij in particolari ofiìtij , altri iiu 
più degni , & altri in più baffi , ma non meno necefTarij, & 
tutti finalmente mirare ad vno ifieffo fine, cioè alla falute 
del corpo : in oltre diciamo , che quello ftato ha più ion- 
ga vita , nel quale tutte le parti fi contentano; Tale è la 
Republica , della quale ciafcuno R contenta, perche-i 
ogn Vno vi ha la fua parte de gli honori ; la doue nell'Oli- 
garchia il Popolo lèmpre machina , & fi folleua, non con- 
tentandofi , e he '1 tutto fi tratti da pochi; così nella De- 
mocratia , i Potenti, & Ricchi nonpoffono tollerare, che 

tutto 



Libro Secondo . z 3 p 

tutto il goaerno rifìeda appreflfo il Popolo , & effi non-. 
habbiano potenza alcuna : oltre à ciò fi raccoglie, la Re- Si loda il go- 
publica eflere migliore dell Oligarchia, & Democratia.. , ^^Jpyifi^^a^^ 
perche in quella i Magiftraticaiionfi ad elettfone, &con 
hauer riguardo à coloro , che pofledono le ricchezze , in 
quefta à forte , & (ènza mirare alle ricchezze , ma la Re- 
publica oflTerua vna ftrada di mezo »« perche piglia i'elet- 
tione dall'Oligarchia , & lafcia la forte , la quale fuoleeP* 
(ère cieca; prende bene dalla Democratia il nonbauere 
la mira alle ricchezze , &così elegge altrui a' Magiftrati ^ 
fènza hauer riguardo , che f?a ricco . Dal fine ancora fi 
comprende , quanto fia buono il gouerno della Republi-» 
ca > perche , fé l'Oligarchia ha per fine le ricchezze la De- 
mocratia la libertà, & TAriftocratia la virtù , nella Repub- 
blica tutte fono quefte cofè vnite : all'hora fi conorce,che 
vn gouerno è ciuile , onero Repubh'ca , quando non ap- 
pare alcuno eftremo , onde molti dubitano , Ce quel go- 
uerno fia Oligarchia , ò Democratia , anzi pare, che par- 
tecipi di tutti li due flati , & veramente non fia nìuno,ma 
la perfettion e di tutti in fé ritenga . 

Attìoni generofè de Perugini a fattore della 
Sede Apoftolica . Cap, IX, 

ESfèndofi Perugia leu ata dalla deuotione dell'Im- 
perio Greco , come d è moftrato , epoftafi da fo 
medefima fòtto il foauifsimo giogo di SantaJ 
Chieia * operò fompre a fauore de' Sommi* Pon- 
téfici , e tanto fègui la parte Guelfa Ecclefiaftica, che cir- 
ca l'elettione de' fiidetti Magistrati , anzi del Capitano 
iftefib , e d'altri Offìtialf , cosi parla Io Statuto al volume 
pwnjo rub.47?. Cum PerufinaCiuitas antiquitus Guelfa 
fuerìt , ^ Gueìfam partem , ^ affeBionem feruaueritf 
fouerity é" tutata futrit 9 iy fmgutis annis Capitaneus 
partis Guelfa in generali publicatiene officìorum diSia 
Ciuitatfs publicatus ftterip , ne publtcatio pradióia irri- 
ta 



i4^ Libro Secondo. 

ta videafur » cmgruum vtfum fuit pr^tfenti Capituh 
inferers > vndè pars Guelfa^ <!^ Gtbellina emerfire . Scien- 
dum ed igitur i quodoltm orta difcordia inter Roma*- 
nam EceUfiam , S'Federicum Barbarojfam Romanorum 
Jmperatorem <, tuius agnatìo , Ò* parentes appellabantun^ 
Dommt de Gthello . Inuakfcente di/eordia pradtéia » ma- 
gna pars Italorum ^dhafttdiSìù Federico » tune ab Im^ 
perio frer Romanum Pontificem depojko , é^' ^ih adbéeren- 
tes i diSii fuerunt GebeUtni, qunjt adb urente s ilU Domtm 
de Gebello- Aljfverò Itali s adhaferunt Pontificii ^ San- 
£ìa Romana Ecelefia y Ò* vacati fuerunt Guelfi > quafi 
Z elatore s Ftdn , ^ Fidem gerentes . Et ficut Gebellus 
ìnterpretatur locus fortitudinis, ita Gibellini interpre- 
tantur confidentes in fortitudine temporali Militum i ^ 
Armorum. Et ficut Guelfa interpretaturoshquens > tta 
Guelfi tnterpretantur confidentes rationibus t ^ dtuinis • 
Gum igitur Perufina Ciuitas tunc indivia ftditione Pon- 
tifietf ^ Sanéite Romana Ecclefia adbafijfet, ^Guelfam 
partem acceptjjet , tutaretur » &• defenderet , prout baSie* 
nus fecìt; tdeò Qapitaneum pradiSìum finguìts annis pu-^ 
blicari voluit quod tn extgentibus partes Guelfa negocifs » 
ad diSiam partem tutandum , eb* conferuandum tnfurge- 
ret , ^ Caput , ^ Dux omnium Ciuium ejfet , ad quem^ 
omnes confluerent ; qui in quolibet generali confiUo di Sìa 
Ciuitatis tnterueniebat t aderat Colationibus , feu Simpo- 
fys Dominorum Priorum 9 ^ Camerariorum , ^ quo- 
itbet generali Luminari vnam faculam cera ponderistriu 
Itb. babebat , ^ ìtSieram aurgam » Guelfam partem indi- 
eantem fupra biretuportabat. Dimifsis tgitur altentgenis» 
éy priuatis affeBibus , Guelfis ^ & Sedi Apofiolica contra- 
rys f qutcumque intra Augufia Ciuitatis mcentà , illiujq^m 
esccuhum , (sr facundura Agrum , Jè , parente fue fuos or- 
ios effe dtfcerit ,bahc Guelfam partem , ^ SanSiam Sedem 
Apofioìicam profiteatur 9ÌIIÌS adbereat , ipfas amplerà- 
tur , & foueaty ^ ab antiquo > nobtlifsimoque Perufino- 
rum fangutne non degenera . 

JNarra il Piacina neJia vita di Gregorio Nono > 1 origi- 
ne de'GiieJ/ì, & Oih^ìlinii con le reguenti parole-», 

■ . ^- M ■ 



\ 



Libro Secondo . 24*^ 

jit<oirolniperatoryquitunc Pijls eratt cum non fatìs 
Jthi conjarèt , qui parte s fuas , quiue Ponttfiàs /equere- ^^•"jf*"^ ¥\ 
tùr.CiuUates Italia tn duasfaóiiones tumprtmum diuifit: GhMinil^' 
N am qui Pontifici fauebanti Guelfi t quitte Imperatori 
Ohtbeilini appellati funi . Hac quidem teterrimarum fa» 
Btonum nomina ad perniciem bumani generis inuentu^ 
primum apud Pijiorienfes audita funi , cum Canee tlary 
Panzaticosab Vrbe tiecijfentt cumqMteri fazioni Guelfa^ 
alteri Gtb^l » Teutonici fratres fauerent, vndè tanta per* 
nieieinomina indiSìa font , Il Manente nellibro primo 
delia Tua hiftoria , celebra parimente i Perugini per gran 
defenfori della parte Guelfa Ecclefiaftica, & apporta mol- 
te attioni loro heroiche , che fecero à faaore de' Pontefi- 
ci, i quali hauendoricorlb all'aiuto delle loro arme ìtl^ Attionìgene- 
graui turbolenze, e diflenfioni accagionate da' Barbari, rofede' Perù 
particolarmente nella Tofcanaj furono con prontezza», gini dfauore 
fouuenati j noi ne accenn aremo alcune, lequali benché dejSómiPon 
/eguiflero in tempi remotiffimi, viuono nondimeno ìm-« ^^ ''* ' 
mortali nelle memorie de gli huomini , e dell'hiftorie-* / 

Nell'anno 1080. i Perugini con le genti di Matilda >ve 
con altri agiuti liberano Fiorenza aflediata da Errico 
Terzo Imperatore, e maledetto dal Papa , %\i ftefli, aflie- / 

me con gli Gruietani nell'anno 10^ j. leuano gl'Imperiali \ 

da Chiugi, che perturbano la quiete della Tofcana , vi 

rimettono la parte Guelfa, ripigliono Valdipaglia, e Val- _ 

dichiane per O mieto , occupate dal detto Errico , e per- 
che nel iop8. fono occifiin Chiugi i Bouacciani,che ade- 
riuauo a* Guelfi Ecclefiaftici , da gl'Imperiali , vi vanno i 
Perugini con molta gente, i quali ripigliono Chiugi, e 
vi fanno grande ftragej Nell'anno 112 5. i Perugini fi 
muouono a campo verfb Oruieto contro la parte ereti- 
ca, doue congiunti con gii Oruietani Ecclefìaflici, attac- 
cano ì\ fatto cl'arme,& refìano di quelli vincitori jgl'iflefii 
nell'anno 1185. vanno in aiuto de gli Oruietani Ecclefìa- Man.Iib.i. 
ftici contro Federigo Barbarofs a , che \i teneua afle- ^'^"^^ 
diati , ?£ che occupato haueua quafì tutto il Territorio 
loro , con l'aiuto de* Todini , Ametini , & Folienati j 
Nel 1210. per fofpetto di Ottone Quinto , che folléuaua.. 

Hh l'Ita- 



2i^ Libro Secondo. 

ritalia tutta , fu mancato GuaJfredo C^e^in^^ di Santa 
i'^'à^^^' Maria in Portico da Innocencio Sommo. ^oniceiic^^ati-ai^ 
^Q^l^^'^^^ tzreU pace tra Perugini, ùpuietani , &.>.T<>dini, & fu eoa* 
chiufa in Marfciano , Cartello di Perugia , preènti li Ve- 
Ccouidi quelle Città ; haueua quelto Ottone riceuuti bie* 
netìtij fegnalati da Innocentio , perche in grandifljm^ij 
competenze deH'Imperiojfu da lui confermata, &approt 
uata l'elettione fua , come legitimamente fatta, &daj^ 
mede/imo Pontefice fu in Roma in coronato , ma l'ingra- 
to Imperatore, contro ogni debito, occupò moltiluo^t 
ghi di Santa Chiefa, &fi mofle poi fopra il Hegno di Na- 
poli , il perche concitofsi l'ira del Pontefice , il quale pa- 
ternamente ammonitolo , & egli rieufando di o bedire_i , 
fcommuhicollo , & lo priuò dei titolo dell'Imperio ; Vdito 
quefto, fu da*4*rencipi d'Alemagna eletto Impetatore-j» 
Federico Secondo Rè di Siciìiz , & ritiratofi Ottone nella 
Germania per rimediare alle colè fiie j lafciò ad Inno- 
centio,che fi ricuperafle in Italia quanto pei^duto haueua» 
c6me fece, e jparticolarmente con l'aiuto de' Perugini; 
Nel i245.fbtto il Pontificato d'Innocentio Quarto Geno- 
uefe della faftì%Ha de'iFiefchi , reltano fole nella Tofcana 
alla deuotiofie delPapa Perugia,Todir& A-ffifi,il che okre 
al Manente,confèrma U Platina rieliarita di d.Poatefice ; 
Nel it^il doppo la morte di Corrado, figliuolo di Fede* 
vico Imperatore , h lUendo prefo il reggimen to deJl'efler- 
e?'to Manfredo figliuolo naturale di elfo , ficolJegarono 
fnfiemeper la parte GuelfaMilano, Parma,. Bologna»., 
Cipr.Manent. Fiorenza, Iucca , Faenza, Perugia, Druicijo ,Spoleti*: 
}'l'-^'<ielle_, 0rti,Tofcanella, &Narni àfeuore della Chiefa, Nel 
luehiltcìio. ^^^^ j^ p^^^^ Guelfa difcaccfata , rientra in Fiorenza^ 
con l'aiuto de' Peruginr; fanno quefii eflercito , e vanno 
a' danni di Todi , che eraà fauorede'Colonneficontiola 
Chiefa , voltano poi a' danni di Afiìfi, & hauendo per lo- 
ro Generale Gentile Orfinii fi muouono di nuouo con- 
tro Todi , &■ accampati à Colle Pepo nel Piano della Me- 
Gio:ViILlib. ta , lo facchee-giono , e danno i! guafto all'intorno,; Nel 
^'^'. *44. il ^tij.tPet'ugini danno vna rotta alla parte Ghibellina di 
Spokti , fanno poi con l'aiuto de gli Ocuietani, & Agub- 

bini 



Libro Seconda. z^^ 

bini grande eflj^rpto per foccarrerfii Guel/ì di SpoietQ, 
& p^f racqu^iiUrèÀflifi s ^occupato da Cibi bellini, e doppp 
hauere tenuC9 JlongameACe arsediato AiH(i,& quello e4>^- 
^nato, entrerò no neilla Città > e vi fecero molte vccifio- 
ni , portarono le Porte della Città a Perugia, fcaricarono ^^^j'^^"^"^' 
le mii^ra , & la fortezza di quella , & ciòt per efiferfi quella», ^ **' *^°^* 
Città ribellata di nuouo dalla Chiera,& diuenuta Cihibel- S Antonin. p. 
lina ; Nei 1326: a^ij,^d^rono i Perugini trecento caualli à ^' "^'* ^ ^' ^"^' 
Fiorenza in aiuto dvCarlo Daca di Cala bria , primoge* 
nito del Uè Roberto r iJq tuie era fautore della parte-* Hill, di Cìpr. 
Guelfa ; ricuperarono Città di Caftelio , la, quale era fta- ^JJ^"^*'''"'^* 
ta loro tolta dagli Aretini, presero Chiugi, il Caftelio di 
Citerna,& altri luoghi; fi collegarono di mi ouo nel 13$^' 
co' Fiorentini,&co* Senefi contro i'Aranefcouo Vifconti iÌÌJ^,^"c^^"^"'^' 
Ghibellinojandaronocon VaiutodeVf iorentini aiii danni 
di Cortona, la quale fi teneuaper il detto Arciuefcouo, 
^eflendopoili Cortonefivenuticpntro Pera^gini,, &: ha^ 
uendo prefa Bettona , & cacciatone la Guardia > iPe- 
pgini andarono torto à vendifarfene , perche afiedia- 
ta > prefa > & abbruciata quella, Xerra , tornarono di - 
huouo alli danni di Cortona > chf^tì^auafi l'Arciuefcoud 
fopradetto Giouanni , il quale fu grande fatttore della>. 
parte Ghibellina , o bediro'n o à ìaii Genouefi , infigno- ^ 
rifsi di EolognaCittà della Chiefà. Se afpiraua a'I'Im- Lb" * 
perio di tutta Italia , il qual diiegno gli farebbe forfe-j 
riuscito, quando oppofti non R foffaro alle fie forze i Fio- 
rentini, i Perugini , & iSenefi collegati infieme, & non_» 
hauefle^o , guerreggiando con lui longanlente con varia 
fortuna » interrotti i fuoi vafti penfieri , 

Venne Gregorio Nono più volte a Perugia , tenendofi 
pili ficuro in quefta Città,che in Roma, doue in quei.tenr^ dèzTd-^Som- 
piturboleatiera^peffoogni cofa in rfuolta, perle folle- mi Pontefici 
uationijche vi faceuan^/cere Federico Imperatore, ne- nell'arme ds* 
mico capitale della Chiefa , & dichiarato fcommunicato Perugini . 
dad.Gregorrò»:hèbbe qùefto Pontefic» neTuoi fpcfìi bifo- 
gnigrandi aiuti da' Perugini, & nella fedltione degli An- 
nibali , nata in K^^ma contro di lui , fu in vn tratto foc- 
corfo daqueftaCittà con ottocento Caualli , come fì ve- 
■ . Hh 2. de 



244 Libro Secondo . 

de neJle rcritture confèruate nel nòftro pubJico Archiuio. 
Innocentio Sefto, mentre che la i)ede ftaua in Auignone, 
manda Egidio Carillo Albernozzi Cardinale Spagnuolo 
in Italia à ricuperare quafi tutte le Terre, & Città dì San- 
ta Chiefa , occupate da diuerfi Tiranni, & hcbfae à quefta 
imprefa il Cardinale grofsi aiuti di gente da guerra da' 
Perugini ; Preièro (èmpre gl'iftefli l'armi à fauore de' Pon- 
tefici , e furono for ti fsimi difenfori di quelli contro gl'Im- 
periali, tenendo à quei tempi a loro ordiharij AipendJj 
non meno di cinquecento , di feicento , & taluokapiù di 
mille caualii, il che da diuerfi Breui,che nella Cancellaria, 
e nell'Armario di quefta Città fi raccoglie,oue appare an- 
cora,che ricercati i Perugini dalla Sede Apoftolica in va- 
AI f 'JrollI ^^^ occafioni , e bisogni di efla, fu largamente proui/ta di 
e IV. Sommi g^ofse fomme di denarijeecone il teftimonió di d le A'ef- 
Ponteficiatte fandri Sommi Pontefki Terzo , e Quarto . ^uoniam Ec- 
ilonoconlo- plej^a Romana, fono parole di Aleflandro Terzo, nel prin- 
deS^dc'Pe- *^*P^^ ^^ ^^ ^"^ Breue diretto a' Perugini , in fitis aduer/t- 
rugini verfo tatìbus Populum Perufinum adbeò eli ^xpertafidelem^ , 
la Sede Apo* quod ntbil adexperìmtndum Jìdelttatts , ad meritorutn-^ 
ilolica. eumuiumy feu augumentam fieri potuti pramtorum quod 

ipforum non impleutrit pìenitudo, mbil eB quod ipforum 
votis eonfonet > vel proficiat eommodis , quantumque fit 
grande ^ dummodo pojpt deipfius Eechfia liberiate con- 
cedi , quod per nos debeat quomodolibet denegari» 
Segue il Breue di Aleflandro Quarto in quefto tenore* 

ALEXANDER EPISCOPV^ 
Seruus Seruorum Dei . 

ì>ìketis filijs Pote^ati, Capitaneo,Confilio, & Communi 
Perufinis fideJibus Noftris , fafutem , & Apo-- 
ftolicam benedidionem . 

in» Xperta deuotionis , é* prtìbata confiantia CiuitasPe» 
Jji rufina fic Je femper erga Romanam Ecclejìam fin- 
eeritatis affeìiibus feruiuit ijie immaculata fidei purità-^ 
te Hit af luti tncomufsè t quod honoris etus^lata, afstduè 

ipfiui 



Libro Seconda . 24 <j^ 

ipfius obfequijs opportunitatis tempore rsuennter fé obm 
tuiit;& exurrexit ad expertendum prò ippifuarum quan- 
titate viriutn anmosèj dum Vexìllo Jidelitatu expitcito -, 
prauia Ctuttattbus rdtquis , inpradióìa Sedis ob/equium , 
quoties expediuit > ardenur occurrens , ^ fuos iiitus fer- 
uttiis bumeros indefejjos expofuit , eb* Ctuftates tpfas ad 
promptiortm famulatum Sedis eiufdem, exemplo fuorum 
Qperum » exeitautt , Ex bae vtique ej^re^ia Ciuitate fufce- 
pitfimper , ^ ft^fitpit mater Eeclefia filios benedtéiio- 
nis , dr gaudii filios faSlis^ò' f^ma pollentes^ filios op' 
portuni auxilii y ^7* fauoris , in quibus fuauem deltbat 
dulcorem reuerenti<efiiialis^^ de quibus ettamaufit con- 
tinue amosnum innata finceritatis odoretn . Ex bac etiam 
Ciuitate incliti femper Athleta robujìi pugiles , ér deSii 
propu senatore s ipfius Eeclefia . qui fide fulgentes feruen- 
tes dtuotione, ac experientia praci^uè ad praliandum pra- 
Ha Domini contratpfius perfecutores Ecchfia fub dtuerfi- 
tate temporum fi intrepidis animis acemxerunt, Vosete- 
nim efiis Populus Dei egre gius » Gens magnifica > Ò' fii^^- 
nua multitudo , qui prò ipfius bonore , ob/equti Sponjafua 
vos totahter mtncipaiìts ; Vos efiis congre inatto forttum 
Regis Regum 9 in quorum re vera manibus g/adit Junt an- 
cipite s ad defendendam Eeclefiam > ^ Ecclefiajiicam-^ 
libertatem ; Confidenter igitur tanta fortttudints , ò* 
eonBantta fihos , in quibus fufcitajfe vtdetur Dominui 
fortium M aecabaorum Jptritum , &• aUorum Juorum-^ 
hellatorum inprafentt necejfitatis arttculo prò defenfione 
Terra memorata Eeclefia t quam Hanfredus quondam.^ 
Trinseps T arenttnorum pirfeeutor ipfius Eeclefia manifc' 
ftusperjuos intendit occupare nunctostduximus requtren' 
dos ) Vniuerfitatem <veftram roganttSy à^ bortantes atten^ 
tè^aeper Apofiohcavóbisfcrxpìa fub debito fiielttattSyquo 
Ecchfia pradiéìa tenevttni » diiìri£iè practpiendo man- 
dantes, quatenus expertentes more joltto vipes veflra pò» 
tentia aauerfus pradiBos ip/tus Manfredi Nuncios , qui 
iam Aneonitanam Marcbtam inuafijfe dicuntur, cona» 
tibuseorum magnanimiter refifiere fiudeatis ^ veBrunu^ 
auxilfum f à'fauorem d$ie£ìn filiti Orlando de Ferentino 

Con- 



2^6 ^ Libro Seconda: 

Con/òbréno , é^Capitaneo Ducatus &poletanit '& nobili 
'Viro Anibaldo nepoti Nojiris Marchue pradtéia Re^ort^ 
huSi quoties opportunum fuerit , Uberai tPer exhibendo . Et 
cum dileSìumJìlium fratrem Bonuieinum Cubiculariurn 
Nojirum ad vos ,0* 'Jiuitatem vejtram, pronai k Hobtspr 
vepras petiuiftts litteras ydefiinemus , valumusyvt etdem 
fratriBonaicinatntif , quavobis fitper pramijpt expar" 
te Nofira dixerit » vos jìrmam adbtbere fidem , iliaqui.^ 
efficaeiter adimplere cureth • Dat\ Anagnia Idus lattUA* 
rii PonUjìcatus Nojiri anno quinto i a 5 y , 



Gratie , che da Sommi Pontefici riporto in njOìnf 

tempi la Città di Perugia . 

'Cap, X. 



Enuto in penffero ì Rachis Rè de'Longobardi, 
che per il paflfato amò Tempre la quiete , & era 
flato in fomma pace con ZaccJiaria Pontefice 
vnico di quefto nome, di allargare i conjìni 
dirpSugr," d-lf*^o Regno, &di emulare la gloria nell'armi deTiioi 
&à perfua/ìo predeceflbri, con poderofo eflfercito l'anno della falure^ 
ne del Ponte- 749.fi mofTe contro le Terre della Chiefa, molte delle-. 
ici(M[tìli^ ^^^^^ ^ ^^^^ foggette , e finalmente poferaATedio à Perugia, 
afltfdio. ' la quale fi difefe per buona pezza con gran valore, ma 
perche erano grandi le forze di Rachis , & ella non fpe- 
raua foccorlb da parte alcuna , {àrebbe forfe venuta fii_. 
potere delnem/co, quando il Pontefice Zaccharia non., 
hauefse prelb vn partito impenfato : R parte egli con ho- 
notata comftiua da Roma, viene nel campo, & nel mezo 
all'armi nemiche, non ha timore di morte, ma confiden- 
za di Chrifi:o , di cui sa d'efiere Vicario in terra , ammal- 
lifje col dire l'animo di Rachrs in guifa, che gli perfuadè 
non Colo forvia \'a.isQdìo da Perugia, maetiandio a ren- 
der le Terre tutte,che occupate haueua del dominio £c- 

cle-. 



Rachis affé- 




Libro Secondo. 247 

cjefiaftko^DiflegH il Pontefice, che co fa. ftrana gli pare- 
M,^P^e vMiR^ j ii Qwaie faceiia profeffione di eflere difen- 
fpr«e'deJJa Cattolica f ede, /ìhaue/Te potuto indurre jn_, 
animo di fare ingiuria a' Chriftiani , fenza ch'egh fofle»* 
flato con ingiuria alcuna da gJi fìefsi prouocato : Entrò, 
poineJ Jarghillimo campo deJJa Giuftitia > & dell'ingiufti-. 
tia hamaJia, deJJe pene , & de' premi; Diuini, Se con tan- 
ta maeftà di parlare, &con sì efficace eloquenza trattò 
la caufa di Dio , che Rachis , moflfo dalla Religione , & 
dalla riuerenza verfo la Santa Sede , liberata , come fi .è 
detto , Perugia dall'aflèdio, s'indufle l'anno, che lèguì ap- 
prefio 750. ad andar-e con la Regina Thetia iìia moglie, 
Sccon Ratruda figlia primogenita a Roma, &àcondurfi 
alianti al colpetto di Zaccharia , al quale , egli profìrato 
in terra , fecondo il folito , adorollo . 

Narreròhora cofa appena credibile à coloro, che non 
fanno , quanto fiala forza , & potenza di ISlume Diuino , 
& di tacita Religione ; Reftò Rachis talmente prefo dalla 
Mae ili Pontificia , & dalia prefènza del Vicario di Chri- 
ilo , che incontinente ardendo d'amore della Religione , 
diedf bando al Regno, diuenuto Clerico , votofsi alla vi- 
ra Monailjca , e prefo Thabito afiìenre con Thetia, e Ra- 
tnida , andoflène aJ Monte Cafinoa menar vira fottola_," 
KegoUdi S.Benedetto^jDal Sigonio nellib.3. del Regno 
d'Italia , e da altri graui Autori è narrata più diftinta- 
menterHiftoria, che però lafcio il più diffondermi nel 
racconto di efla, efò paflaggio ad altre gratie,deL'e quali 
la Città dji Perugia benemerita della Sede Apoftolica , fu, 
riconofciuta in altri tempi. Innocentio Terzo della fa- 
miglia de' Conti , hauea molti anni prima confermata la 
gratia a' Perugini, fatta loro da Aleflandro Quarto del 
Contado di Agubbio ,il che appare nell'Armario al fac- 
chctto fegnato per N. in vna Bolla con piombo penden- 
te ^i-l medefimo concede a' Perugini il Chiugi , & il Lago 
Tra-fimeao^per fernigi da loro prefl^ni alla (ède Apoftoli- 
ca ; Innocentio Quarto circa l'anno 1198. canonizza in., 
Perugia S. Pietro Martire Veronefe Frate dell'Ordine de' 
P|-e4ic4tori 3 e S.Stanislao Vefcouodi Cracouia , che ìtu 

vita 



Rachis alle_-» 
ammonitioni 
dei Pontefice 
rende tutte le 
Terre della__» 
Cliiefa da lux 
occupate • 



Abbandona il 
Regno, & af- 
fieme con Iz 
moglie, e fi- 
glia prende 
J'habito di S. 
-Benedetto - 



InnocétioIII. 
e IV.partialif- 
fimi della Cic 
tàdiPeiugia- 



248 



Libro Secondo. 



vita fece moiri miracoli ; il medefìmo Pontefice riceué la 
Città di Perugia fotto Ja fuaprotettione, edeJJaSede-* 
ApoftoJica . Gregorio Nono circa l'anno 12^0. fi muoùé 
anch'agli da Roma, e viene i Perugia per raffettare, e 
quietare Je cofè di quefta Città, cheaflai turbulenti per 
cagione de' fuorufciti fì. ritrouauano , il medefìmo vi ca- 
nonizza nella Chiefa di S.Domenico S.Eiirabetta figliuò-" 
la del Rè d' Vngheria , di che fanno fede le memorie , che 
fìconferaono nel jvlonafterio di detta Chiefa > e la pit- 
tura con lettere , che in memoria di quefto fatto fi vedo- 
no auanti alla porta di eflTa . Giouanni Papa Vigefimo- 
fecondo concede a' Perugini il mero , e mirto Imperio fo- 
Quanto ar- prala Città di òpoleti, appare ciò in vn fuo Breue amplif- 
"Sé^fci? fimo,&notabiliffinio alfacchetto fegnato perO. Cie^ 
ta di Perugia niente Sefto compone la pace tra i Vifconti, & i Perugini, 
i Sommi Pon Paolo Secondo fi affatiga fimilmente perla quiete de* Pe- 

^^^i\pJi^.S°: rubini tra loro difcordi, accrefce il falario dello Studio 

no IX.Gioua . o • • fi • • /» 1 1 ? 

nixxii. eie- *^ ^°°' horini ranno , rimette m vna lol volta cmquecen- 

méte.vi Pao- to fuorufciti,laonde i Perugini in grata memoria gli eref- 
loii.eMani- fero vna Statua di bronzo, come appare nel Regiftro j. 
"® ^* delle Bolle, e Breui cóferuati nel noftro Palazzo carte 56, 

e noi ancora nefacémo mentione nel Libro Primo, men- 
tre ragionammo della Chiefa Catedrale. Martino Qurnto 
di Cafa Colonna venne à Perugia, per ridurla à pacifico 
rta'-o , doppo ledifcordie, e guerre ciuffi, appare nel 4, 
Regiftro delle Bolle , & de* Breui à carte 1 77. accrebbe la 
dote dello Studio in 200. ducati d'oro di Camera l'anno , 
concefle Montemalue alla Communità,riuocando tutte 
le conceflìoni fatte da lui a' particolari , fiberò in perpe- 
tuo i Cittadini tutti Peruq:ini dalfi fufsidijfoculari, come 
fi vede indetto Regirtro à carte 178. Pio Secondo di 
Cafa Piccolomini, eflendofi risòluto di andare perfonal- 
mente à condurre le genti della Cruciata contro le forze 
Ottomane, G partì di Roma l'anno 1459. & tenne il ca- 
mino per quelle Città , che per le loro ciuifi di(cordie pìii 
all'armi, che all'I qiifete haueuano gli occhi; & peròefib 
alla concordia, & alfa vnione affai caldamente animolle; 
venne il di primo di Febraio à Perugia, & haueua /èco 

Cei 



Libro Secondo-. 2.4^ 

fei Cardinali , cioè Vilhelmo Rothomagenfè di Regia^ 
fìirpe» Alano A uiniorienle nobile di Brettagna, Filippo PioILvieneà 
Bolognefe già fratello di Papa Nicola, Pietro di S.Marco , ^«'^"g!^ • 
Profpero Colonna, & Roderico Vicecancelliero , i quali 
-erano ftati nipoti di Pótefici Romani, cioè di Eugenio, d£ 
Martino , Se di Califto . Arriuato il Pontefice alla Porta di 
S.Coftanzojfu incontrato da* Priorf,da'Confoli,& Camera 
Jéghijdal Collegio de'£)òttori,& dalle Religioni tutteUen 
tr ata fu fatta con queft ordine ; A ndaua' il P apa in Sedi^.» Ordini tenuw " 
& il Baldachinó fopra gli era portato da* Con&Ii , & Ga- ^ ««uerlo. 
merlenghi à mah dritta,& da* Dottori alla ftanca; prece- 
deua il Santilsimo Sacramento j le ftrade delia Città era- E riceuuto c5 
no con ricche tapezzarie ornate. Dirò quello, che Pio ^""V^/^^'T 
iftefso laiciò fcritto né' fuoi Commentarij allibro fecódo. ^Citti,^ 
Gli furonoiatti tutti quelli honori, che ingegno humano 
feppe ritrouare j andò il Papa ad alloggiare nel Palazzo 
de' Priori , e dimorò quiui tre fettimiane, doue femprej 
furono fatte per la Città fede, tornei ; & gioftre ,. fu appre- 
ièntato con ricchi doni , & fèmpre vifle con la Corte tut- 
t3L à ipefè del noftroCommuné; viCitò leChiefe principa- 
ìi , cominciando dal Duomo, ouevdìMeflfaj&per et- 5^^P^ ^^^^ 
fere ìa Purificatione ^déllà Goloriofà Vergine , fece iui la delle Candefe 
cerimonia d,d|a diftributìóné delle Candele-, in S.France- nella chiefa 
{co il primo giorno di Quàrefima diede la Cenere , & ìhj ^^ Duomo , 
S.Damenico fece la Dedicatione della Chiefa grande di ^oni inliité 
S.Stefano, che communemente chiamafi S Domenico chiefe prin- 
nuouo , & vi concefle molte Indulgenze , di che egli fteflTo pipali della.» 
fa teftimonianza ne' fuoi Commentari; . ^"^^ • 

Vennero in quefti giorni à baciare i piedi al Papa Federi- 
co di Vrbino,il quale-fli cortefemente riceuuto à Ipefè del 
noftro Commune j come ancóra furono riceuuti gli Am- 
basciatori di Lodouicó Duca di Sauoia, & quelli di Siena? 
Fece il Papa varie grafie alla noftra Città , & tra le altre p^orUa^po^rì 
Concedette a' Priori, che veftiflero mantelli longhi di por- pora,e le col^ 
pora , & che portaflTero collaned'oro al collo, come nar- lane d'oro . 
ra Antonio Campano tiella fua vita; Prendendo poi il 
camino verfo Siena, arriuò il Potefice al Lago Trafimeno, 
è per quefto viàggio fece la Città noftra i prouedimenti , 

li af- 



"Patte da Perù 
gia,evàalLa 
go Tfafime- 
no. 



L'acque del 
lago da' ven- 
ti agitate, fi 
femionojefi 
tranqutllono 
all'arriuo del 
Pontefice • 



Venuta di 
'Giulio IL é 
Perugia, e fue 
gcatié fa«e-5 
alla Città . 



ira nafcere 'pu 
ce tra i Ba- 
glionijOddi» 
Staffa,, e Ra- 
nieri . 



z^Q Libro Secondo • 

affinchè meiatre ii Pontefice can la Corte ù tratteneua^' 
vedendo il L^Q ^[{^ffé ifpeCQ del tioftroComm une, & 
«con tutte queJ;tp<:ommodita, che iì|)otefrero maggiori : 
hebbe il Papa gran diietto ^eUavifta del Lago , deìk ma- 
niecé del pefcare , & <leJ vedere le due Ifole Poluefe , & 
Maggiore , che forgono in niezo all'acque , & volle allog- 
giare nel Con uento di S.Franeefco, in memoria delòe- 
rafìco Padre , che quiui dimorò-vna Quarefima intiera in 
orationi,& in digiuni. Narra IVfteffo Pio Secondo me* 
fuoi Comiaacntarij, ch^eflendo ftate in quei giorni Tac- 
que da furiofi venti agitate in guifa » che illagx) fiera», 
refo affatto innauigabiie , incontanente ceflfafle allarrao 
dd Pontefice la forza, & il furore de* ventijl'acque accen- 
ni di lui fi ièrmaflèro , quafi domato animale , & che na- 
ta vna marauigliofa tranquillità, fiprendefTe grandiflìma 
copia di pefci. 

X'anno i5o6. Giulio Secondo della Rouere hauendoia 
penfiero di ricuperare Bologna dalle mani de- -Ben tiuoglf, 
fé ne venne ancb'egli a Peri^gi^ , dpup jfu riceuuto con^ 
quello apparato > che conaeniu^i Sommo èonteficcLj i 
Èrano in faa compagnia ventiquattro Cardinali, i Duchi 
di Mantoua ^ & di V rbino > il Prefetto , ;& altri Perfonag- 
gi,vi erano ancora molte ge^ti^da, guerra , cioè fanti, ca-r 
ualli leggieri , Sihuomini d'arme ; Fermofli ii Papa^akunt 
giorni in Perugia > oue lafciarò ^i narrare tutto quello , 
che operaflèjànnouerado iblo le gratie,ch'egli fece à oue- 
fia Città j fiiformò i M^LgiUrm tutti, folo quello de 'Die- 
ci deirarbitriojaonullando , ^Qn^e inflituito f^nz^ hcen^ 
za dèlia Sede Apòftolica, e pfrhaujerfi arrogata t;roppa^ 
authorità, chiamandolo il Ponteiice governo tirannico; 
Diede ad interceffione di Antonio della Kouere Cardia 
naie noftro Legato , à vent'otto Dottori* che in queltem» 
pò erano di Collegio , vn dohatfuo di buona Ibmmadi 
danari ; Fece radunare (efiiveramente opera molto le«», 
gnalata ) nella Chiefa di S. Pranc^rco» tutti i BagliotuVjSp 
ifuorufciti \&rO nemici , trai qu^K op^ro^cheviiiarceffe»» 
pace>tan celiando i batìdi di;C!-a(fcimp:>& rimettendogli à 
igK hoaforì y&ojflkij deilà P"4iwa i jP,3Ìtacft ir^òco-;iviia fua-; 

Bolla 



Libro Secondo • x 5* i 

Bolli òrdM > che tutti i beni tolti l^to » fi deflèro aJIa- 
<}4mcra ApÒftofiea , I4<ìu4fé poi Ir refe^' propri padroni , 
^rtegrftrata détta Bolla rte gli Af cliiui/ publici diquefta.* 
Cittàj aifiem'e con molte altre ì &yna partico/armente-» 
molto notabile, dalla quale fi raccOglìe-qaanta hìv^^^ det- 
to Potiteficé faceiTe di PerUjgift^^i di «jueìfto cenar e-^ . 

GJuitatemÌfta^iÌófifamdÌh0ifflinamfmqHa fhru Bfeue diretto 
</o/ ad&lefcentia no /ira dnnos Uttefis oper4m d^ntes > ^^^^ -^"^^ * ^ 
fonfumpfimus i inrnmorthui^ùhfiitutir ^ Qardinala^s teftimonKfdi 
honore fulgentfs yad quam dig,nitat,emapud vos agentes , detto Spm- 
VocaH ffpi^us ì S* inde ad S^mmi Àpctiìoiatus (ipicenL^ mo Pontefice 
ajfutnptf iimmsn/ò amore femper profe^uuti fuimus , vt' 
potèdeNobis^S^baeSan&a^'ApoJioHeaSeàebmimeri' 
tam , oc iliius ^iaium cpmttiada defiderauimus > 0* quie- 
tem% ^pacem inter %ìosalfre,p^tfrnavtgthntia}& cura 
fonati fumus yfidsique iveRra in orniti rerum^ ac temporis 
varittau nulla vnquitm f<fpbìffuip.dt»bitaiio\ fQtmiMfnifi^ 
nullas Vrbes , nullo fue Fopuios eidem SanSia Sedi /ubie- 
00$ }Jide} atquede^QtioneposJuperare^Cm'ày 

L'anno ì52^.:nelnìe(e d'Ottobre , Clemènte^ Sèttimo ClemqntoL-j 
venne i Perugia co occafione 4ì andare ancor egli i Bo-^ VIJ. viene-» 
logna i coronar iui Carlo Quinto Imcpratore , e nell'in- ^"^ ^?^*^ 4 
trare nella Città feceipargere al popolo- ttiOlte monete , conclde'mol 
quafi Congiario Pontificio ; Andò vn'altra YoJta l'ifteflo se graiie. 
Pontefice à Bologna per abboccarfi iui co'i detto Impe- 
r.atore, il jche fu fanno i5.?i-fìej ifjefe di Nouembre , e 
pafsò pjer Perugia cOn cinque Cardinali, & con moki 
Prelati ; concefle quello Pontefice» che fierigefse ilTri^ 
buniile della Ruota, in Perugiìi , com'iè in molte Città flo- 
ride , & iUuftri , <»pplicandolo di ciò m nome publico Gu- 
glielmo Pontano Dottote di molto valore, U dì rara pru- 
^enaaj^cfmcc^^ncora alla Città l'anno rijjf J.alli iètte.* 
éì Settembre di potere battere iei«onete > cioèiQrofiì 

li z d'ar- 



"Gratìe, die«j 
xiceue la Cit. 
là di Perugia 
dal Sommo 
Pontefice-» 
Giulio III, 



Starua con-ji 
ifcrictione^ 
erettagli da' 
Perugini . 



z^^ Ubro Secondo* 

d'argentò fol^mejit;^, & quelle, che ali'hora chiamauanfi 
Clementi ;, confermò aVperugmila-n'Cupeiratione del 
-Chiugi , il quale eri ftato occupato da particolari j, éc ^ce 
molte altre gratie, che nel quinto Regiftro delle Bolle à p 
de' Breui Pontificii fono raccolte . 
Giulio Illreftituì a'Perugini rarme,che loro tolte hauea 
Paolo IlLcome anco i Magillrati, & gli altri òflitij , àtUi 
quali eranoiì:itiprìuati,percagioij"e della guerra dettai^ 
del Sale,e di tatto ciò ne fece il Papa decretp^ l'anno 1555, 
il dì vltimo Febraro i in grata memoria di tal grafia ri- 
ceuuta , erefsero i Pèrtigini al- detto Pontefice vn a fìatua 
di bronzo , e la collocarono à vno de' lati della porta del 
Duomo in vn gran piedeftallc:cpn quefla I/crittione. J, 

. OB RESTITVTOS M\^t^ISTR*A*M- *^*^'^^'^'J 

PIE £) E P R E*é #"^ T. ?? V^.J. V l& S.'R^E'..,'e Aft D,-' :^ 

■ • ■■ ' ■.■>&T- AS''G.A-Nl.<r.,.CORiMBlS -.-^.V <,' •,,':. 

EX SO, R O R. Jtf B^Pj Q X.. AD, . M Y "N.RR1. s' - - -- ^ ; 

GRATiQv AÌSIIMI TP^RPIETVITA'TE'M 

^ PERVSi'-ì>i£0ÌCi' » ' • - 



J>a vnà;bah^<li d^tóbàre le§^onfi.qtte(biettere . 



'5^ 



IVLXO F-^LTRIQ S.R^B. CARD. , . ■■> 
P E RVS I ^, V MBRli!ì(i L E G STO lUL VSTTtt^'S,''- 
BORGARVTLVS RAINERIVS,ET COLLEGA 
PR^lNlé -XVlRr SiVMPTìY; pyBL.f-, '' 
C OISll=L AN P'A M, L Q CA^R. 



Pairaltra.bat>^a Jlggefì^ 



^.■ 



' PER V^S tM\ V MBRliEÒ^«VB P'A YL© UX^/ c'I 
PRitSlDE DI GN-lSSIN?0. r I, ^ .,^ 

«I-NVS SIGNOREtLVS, ET CÒLLEÓ^ XVIRT 
':.v • ERÌCeÌsìDAM CVRAV". A.D.M.D.LV: '-t^ 

Siilo V. e era ^^^ Librò jJrf ftio di ^uefta noftra opepa^ lidoue ragio- 
ti'e conie qua «afliititì» de' Priuile^ij , che dalla Sede Apoftólica riportò 
Ji riconobbe in vari) teWjj^ilo Stùdio di Perugia, fu fatta méntionéj 
Ja Città di Pe Jel Som mo Pòhtefice Sifto Quinto , il quale per ha«erej 
™fi'* • augundétataia dote al detto stadio ^^aWegeritaiaCitt^ 

' ^ ' no- 



Libro Secondo. ^^3 

néàrst di «qgiait due mila feudi àunui di gra^iézze , che da.j 
Gr^orio XHI*gli erano ftatiinipofti per cagione de'Banr- 
cfi¥i, mértèò fi migcfCe ancorai lui vna^ran ftatua di brp- 
ro fedente fopr a la Porta di eflb Studio , & in atto di dare 
labeneditttone; migiouahofa di porre l'infrafcricte iit- 
tere ititagliàte in marmo roflb (otto di,eflajJafciaodoiiu . . 
proua d'infinite altre grafie , che laCittàdi Perugia ri- pied^ddh^j 
portò da varij altri Pontefici » Idi addurre i Regiftri delle siama eretta. 
Bolle , e de' Bretii , che ne gli Armari) , e ne'jJublieiAr* àSifto Quin- 
thiuii da noi diligente naeiite fi coaferuono A - n porude/fe^" 

STA-rVAM- HANC AD SIXTI V. MEMORI AM 

OB BENEFICIA IN GYMNASIVM COLLATA 

ERIGI M ANDAVIT 

DOM. S.R.E. CARD. PINELLVS LEGATVS^ 

MDXCL 



Serie de F'ejcoui , de quali fì promfla la Chic fa 
dt Perugia da Sommi Pontefici , (^ aUune 
attiom loro più notabili . 
^ii^~^;- Cap: X /. 

VtteleKepuèliche, Prouincie, & Natjonidei 
Mondo per barbare , & ignoranti , che foflero, 
fecero (èmpre più d'ogni altra co(a 9 ftima della 
ReligioBe;,;p%ftn^lo perchq giudicauano ,<:iaT Non cNitla 
fcuno 4(fcr tenii»-© di rjfc^^cere , & riuerire quefto grai? ne al mondo* 
Prencipe , & Sourano M-onarca di tutte le cofè r <& ren* chenon llìmi 
dergJiil debito cuko , mi etiandio,perdieperlùadeuan/f, "^«"S*one* 
& con ragione , che non poteffero le loro Republi^he , i 
Ke5iji,,(& gli Stati ^^nfèruarfi, fenon coleonferuare in^ • 
effl Va Religiotie ; in confèrmatione di ciò difk Plutarco . 
, Sf per molti ìuoghi andrai pedendo^ iromerai ahuni^ 
gjìtlàjfinza mufja^ fèrzA calce ^finza lettere ,Jenza Rhfen- 
za f^$fin9i^riefifefize,/emiaJiuo/e, <^ teatrhfianfuno 




2 5*4 Libro Secondo : 

ha veduto già mai Città t che non babbia Tempj, ^hefioL^ 
fenzaDei , che non vfidi porger pi fghure %^ che nan.^ 
fàccia figrifitif % per impetrar da Oto iìbtnt'r^perJupT 
pUcarh > che ognt male > Ò* danna tenga, da lei lontano i 
credo, cbepfù tojio potrà vna Città fondarjt tn aria i ^ 
Jenza fiala , che mat pojfa fenza Religione mantenerfi • 
T p V ^^ ^" ^^^^ ^ ^^ Keiigione vn fondamentò>Xopra i\ cpa^i 
gi^nepiS" left^redifìtiodi tutte Je Monarchie^& Signorie, è laba-J 
paTmqrite fd- fé dèlie leggio deli' obedieat a de'fudttiti, della riuerenz ai 
no ifoiìdatc»j & rifpetto , che^ a* Magtftf aèi fi deue^i è vn6 {pron^f che-j» 
narchie^. ^®" incita al bene , vn freno , che rattiene dai male, 5c è final- 
mente vno ftretto legame della prattica» à^\ commercio, 
& deiramicitia> che è tra %\i huomini; Ma tra tutte le Na- ^ 
tieni del mondo, niuna fu , che più amafle la Religione_i, 
che più profeflafle d'intenderfene,epìù magnificamente le 
cofe ài lei trattaflèjche Ia.Tofcana,e nella Tofcana Peru- 
gia Città principalifiìma per teftimonio ài lauio nel nono, 
e à^cìmo libro della fu a prima Deca , la quale era come-* 
vna publica fciiola , doue letrerimonie iàcre s'infègnaua^ 
no , & dotte gli altri Popoli., & particolarmente i Somanf 
Perugia più ^^ veniuano a J apparare l'arte arii/picina , i\ modo di fic- 
d'ogni altra care ì\ chiodo per notare %\i anni, ^'mB.n.itì altri riti i Noi 
Città delli., ciò habbiamo prouato con haiier* fatto mStione di tanti, 
bra"Sa Re ^ ^^^^ magnificiTemp'jjche erano & nella Città,& nelfuo 



Kgione . 



«tf«H; 



Territorio in honore de 'profani Numi, de* quali ancora 
il vorace tempo /èrba qualche veftigioj maiè t\\^ hcbbe 
nel tempo delle tenebre in tantógi-ah p>regi^ le col^ ap- 
ì>ati^n enti af culto di' qi?ei Déi>.cf^"pui-e"&lfi^rano^ vi- 
ciofi , 8^ t^ili , ap|)arf^póila Iu'<à3^1a ^^errti;ienneitì 
hiaggforcpn^<>>' più (feftofll/^^l?»Ì''-niaggiop pietà, &df* 
Jigenza impiégoàl nel ieruitiò'^^grande , fofo , Sc-yerci 
'DWy , 3^in tutto quello,' che riguarda la fantiffima > ^pu- 
rifHma Religione fja , K\nmà\ fòpra le ruine iftefle di qu^i 
* profani Tempi; elfa eref!e facrate Chidè airalfo V>\o, & ^' 
fuoi glòriofi Santi ,' accioche dòue era {òprabohdat'al JàU 
mafftia jiuifòprabondaflela gfatia : In ^SLtti^w eHaiem- 
prèreligfofilsima, e racconta Pietro Gallefinò flelle/u«ià 
ahnotàtiohi af Martirologio' RomàtiO V cWà Qiìti 4r 



Libro Secondo . 2 f f 

F«tigiaaÉ>^r^^*^^ Ja Keligione Chrìftiana per fìiu. 
qii^idatttmp0degU A^oiìoLi. Hac Vris » dicecgìi, Perugia per 
Jtaiia amiqfttfftwa m Vmbi4afta , hodie Perafia , i2«/i- ilno aJ rem- 
gtoms (ubrtjttanafaeris iamjerè vjqu^ ab A^oftolicis Um- ftoli fbb^fc^ 
fo/Tr^«iì»»^«^4 . Potrei addurre in confirinatjone Ai ciò aalaReligio 
altre proue , ma Jafciatele in diparte, come fùperiìue, di- «s Chtilliaiu 
ccchevnadeilegratie più Angolari , cheJ^eriigia ripor- 
tafle da' Sommi Pontefici , fu ( forfè in premio della fua 
gran Keligione ) l'e/Tere ella iìata prouifta mai fèmpre-» 
di ottimi, e fanti Paftori : non fi a difcaro d'intendere la^ 
fèrie diquefti , & alcune attioni loro più notabili , àtVo^ 
'qualiionehabbiahauutoconte2za; & ancorché auanti 
S. Coftaxizo , altri Vefèouiilluftriper bontà di vita , e per 
tutte quelle parti, che ad vn tanto, e così alto gra- 
do fi ricercano, pofti vi foflèro al medefimo Paftora- 
le Offitio,il che manifefliamente appare dalia vita Campa- 
ta di eflb Santo , tuttauia , perche non fi ha memoria»,, 
per la grand'antichita , e per efière perite le fcritture de' 
nomi loro ,farommi da eflb Coflianzo, òxQvìii\ Gallefino ' 
nel Tuo Martirologio così parla; Cìarifsimos habuit Epi- 
fcopos f Confìantium Martyrem , Herculanum , Vtnan- 
tium , jé^ aUos , de quibus in Jibro Epi/coporutnfertpfimus, 
Cofi:an2odunque, nato in Perugia di opizone de'-Barzi 
Signore di S artiano, di Tp trita, di Monte aifallonico, < r\ n 
& anco di Montepulciano, ediChiugi, come narrano deBar^iFem 
antichiffimi manufcritti , che fi conlèruono nel Monafì:e- gmo creato 
ronoflro di S.Pietro, erudito nelle buone arti, (tct iri^ Vefcouodel- 
breue tal profitto in ogni forte di virtù , che arriuato al- ^ *"*^ * 
Tanno trentefimo dell'età fua j fudiconfenfo , &con fuf* 
fragjjdi tatto il Clero , & del Popolo , creato Veicouo 
della Città, nel qual carico portandofi ilrenuamenr«_j , Quanto làntà 
molti con la predicatione della dottrina Euangelic a , & mente rergd' 
con fanti effempij della vita fua , &con miracoli fatti, ri- ^rvP{^ '"* 
traffe dalculto de gVldoìi alla vera Fede , la qual cofa ri- 
portata a M. Anto^'HìO Vero , operò ch'egli defiinafie à 
Perugia Lucio Coniòl^pe , il-quale communicato, ch'heb- 
ixejConCarifio.^frefidfi configli dell'Imperatore, cora- 
, , imafìdo. 



z^fS 



Libro Secondo. 



mandò primieramente , che Coftanxo fofle prefo> egittaf^ 
Tormétìjche to nelle Terme accefe fette Volte pi ù: del folito , ma quelle 
il sàto Vefcoi eflfendo a' cenni di Dio diuenute tepide > & nella notte da 
h Fede? ^^^ infolita luce illuftr ate, le guardie del luogo , con le mogli 
lorojfìgli, & parenti, abbracciando la Religione Chriftia- 
na > liberarono Coftanzo , e lo sforzarono àprouedere-* 
conia fuga a* cali Tuoi , laonde vbbedendo egli al confi- 
. glio di Chrifto, andoflene ad vn luogo del Territorio no- 
fecuuone Sf"^ ^^^ ' chiamato Monticello , d'onde poco doppo fu à Pe- 
M. Antonino rugia ricondotto affieme con Anaftagio Carpoforo,& ai- 
Vero Impera triChriftiani, & fu fatto caminare fbpra carboni ardenti 
fore. per commandamento di Carifio, e poi in vn'horribile-* 

carcere rinchiu{b> dal quale doppo hauere egli fanaro 
molti oppreflì da varie forti d'infermità, effendo ftato per 
preghiere , & opera de' Chriftiani liberato , inufofsi alla-i 
Cittd d'Affili, & eflendo per ftrada fatto di niiouo prigio- 
ne dalla Corte dell'Imperatore yil quale all'hora per cafo 
di morau a in Spoleti , fu di maniera da quelli tormenta- 
Fatto prigìo- ^^ » ^^^ ^^ quafi per paflare all'altra vita » ma incontanen- 
ne da'foldati te ricreato dall'Angelo , & vefagìi la priftinà fanità, fu ri- 
dell'lmpera - condotto ad Aflìlì , & per diain configlio in quella mede- 
mentafo ^i^ ^"^^ prigione racchiufb, nella quale erano perprima ftati 
morte. racchiufi Concordio Prete , & Pontiano j Poco doppo 

Coftanzo cauato di prigione ,& tirato coni compagnia 
Spello > con propofito di condurlo a Spoleti, iitiiì fanto 
Ve/couo fece di molti acquifto à Dio , laonde temendo 
quelli, che lo conduceuano prigione, che tuttauia non.» 
E decapitato coniiertifTe altri, gli troncarono finalmente la teftaap- 
daghìleffiap preffb ilTriuio Fulginato» & egli coriftantiflìmamente-» 
mo Fulgìna^ hauendo folFerto quel martirio, volofsene fpedito al Cie- 
co . Io m che feguì imperando M. Antonino Vero , & feden- 
do nella Sedia di Pietro Sothero Romano Pontefice l'an- 
no dairincarnatione del Signore cento fettantacinque-i: 
Ammoni l'Angelo in fogno vn certo Beato Liuiano da,* 
Foligno , che in detto luo^o ritrouauafi il fanto Corpo , 
fafciato iui infepolto dagl'inimici, il quale andouui» e 
fitrouatolo da vn Coro di Angeli circond«tO| adorollo j 

&ac- 



Libro Secondo^ 25*7 

!& accommodatolo con fingolare vencratione fopra^ 
Vn fèretro , lo pofe fu gli homeri di quattro ciechi, li Come il cor* 
quali al folo tatto di quelle facre Reliquie , incontinente^ P? ^.^' ^?"^^ 
ricuperarono il primiero Jurae de gli occhi ; venne all'ho- dotto Vpem 
ra vna voce dal Ci^lo,che il Corpo del beato Ve/couo ré gia,e miraco- 
der à douefle alla Città di Perugia , laonde quelli , che lo **»«^5 op«'® - 
portauano.cantando diuine iodi, prefèro quel viaggio, & 
arriuati>che furono à Perugia,fu il Corpo con fom ma pie- 
tà,8c religione de' Chriftiani riceuuto , & honoratamente 
ièpolto appreflb le mura della. Città in luogo oue e al pre^ 
/ènte vna Chiefa alfuo nome dedicata , &oue con pietà 
4>eciale da' fedeli fi adora : Gelebrafi la fefta fua il gior^ 
no 2p. di Gennaro, de il giorno auanti , doppo il primo 
Ve/pro è quella Chiefa con /bienne Luminare vlfitata-.5 
di quefto gloriofo Santo dice il Cardinale Baronio nel- 
fannotatione, che fa al Martirologio Romano. Aceepi- vita dique= 
musala SanSìiConftantijmanufcriptaabEcelefiaperu^ fto Santo ìk 
finat tademque apud nos afferuanturtex quibus trroris ar- ftampa fatta 
jiuitur,qu i C onfiantium Hereulani difcipulum , ò' fueeep- 5^'^""^'"* » 
fortmfutjfe dutt , Et nel primo lib.de fuoi Annali e. ip^. ^^^zi e da-» 
icriue . Tunc tùam luiianus > Wufìris martyr , paffus tìì altri . 
Sora S-poleti Ci)ncord$us Prtsbyterj (r Pontianus, Ptrujìa 
Confianttus eius Ciuitatis Eptfiopus : quorum omnium.^ 
a^a in Jiiis EceUsySi quibus coluntur , txtant , aliaque tO" 
rumdtm certammum monumenta , die/que annìuerfaria 
forum nataUtijs con/ter ata in Romano funi Martyroltgio 
annotatici qu od notationibus auximus • 

Dall'anno 175. fino all'anno del Signore 25 j. non fi ha 
contezza de'Vefcoui, che refieroJa Chiefa Perugina, & 
fi può credere, che nel corfo di anni ièttant'otto ve; ne^ 
fbisero de gli altri . Decentio dunque fu Vefcouo di Pe- DecentioVe- 
rugia l'anno del Signore 2 5^ il che fi prona dalla vita in fcouodiPcru 
penna di S.Fiorenzo Martyre, la quale Ci confèrua iii^ &^* 
Perugia nella Chiefa aderto Santo dedicata , e dal Ca- 
talogo de* Santi d'Italia del Ferrerio, oue fi dice, che egli 
in Perugia raccogliefle le Reliquie di S. Fiorenzo , e de' 
compagni, 

K k Dal 



S.Ercolano 
primo eletto 
Vefcouo di 
Perugia . 



Vitaefempla. 
re di £rcoU- 
me Santo '. 



E torneare— 
toper U Fc- 
>de% 



z^S Libro Secondo. 

Dal d.anno fino alla morte di S.Ercòiano pnmo,corr(^* 
no anni 51. ne' quali credere pur ii deue,che vifoflerò al- 
tri Vefcoui, ma perche non fé ne ha notiria , parliamo di 
detto S.Ercolano : fu egli primo di quefto nome, Vefcouo 
di Perugia » venne di Ì>oria con otto fuoi fratelli carnali» 
nominati Carpoforo, A bandio,Lorenzo,Proculo>Giouaii- 
ni, Teudiia, Ifaac, & Eraétale , & con due fratelli cugini, 
per nome Britio , 8c Eutichio , fotto la fcorta di Anaftafia 
2Ìo,capo,& maeftro di tuttijandoflene quefla eletta fchie- 
raà Roma, per cagione della Religióne, circa Tanno di 
Chrifto trecentefìmo, Se fa cortefemente riceuuta dal Ro- 
mano Ponteiice,il quale poi creò Sacerdoti Britio,& Car- 
poforo, maggiori di eta\ Abundio, & Lorenzo Diaconi,& 
gli altri fette Clerici > & mandolli in diuerfì luoghi i colti- 
tiare la vigna del Signore j Ercolano per diuin confìgliO' 
fé ne venne a Perugia , oueeffendofì per alcun tempo ef- 
fercitato in diuine funtioni nella Chiefa Gathedrale-i , 
diede tal'atra della fantit^ fua , che da tutti era tenuto, Se 
ftimato > come perfona fatta alla maniera della vita Apo- 
ilolica, laonde morto il Vefcouo della Citti , fu da S.Bri- 
tio fho cugino Vefcouo Metropolitano ordinato Vefcouo 
della Chiefa Perugina J portofyi in quefto carrcb talmen- 
te Ercolano, cheniiina di quelle colè tralafcfd, che ad 
ottimo , & zelante Paf^ore s*appartengan o , molti co n-» 
la gredicatione tirò alla Religione di Chriflo, confer- 
mò,& ftabili quellijche nella Fede vacillauano, flirpò i fè- 
midi molti viti; , riduffe i Tempfj de gfldoli , tolta via fa.» 
ifnperflione, al culto del vero Dio » era alliduo nelle ora- 
tioni , dedito à.ìle vigilie > fuperaua tutti nell'efìèmpio del- 
rhumilti,della patientia, Se della, benignità , non folo eflb 
offeruàua fèuerifUmamenté il digiuno, ma etiandio ordi- 
nò , che i Clerici digiunafsero la quarta , & la fefla feria^ J 
Hora Tanno della Natiuità di Chriflo trecétefimo quar- 
to,incrude]endo ancora in tutti i luoghila perfecutionej 
dì Ofocletiano contro Fedeli di Chriflo, Ercolano venne 
condotto auanti à Fabiano Prefide di Perugia , &ncu- 
iàndo egli di facrifìcare a gfldoli , fugli data quella forte 



Libro Secondo; z^ p 

di tormento, che da* Romani chianìauaiì equuieo » epoi 
fu pollo nell'Anfiteatro per farlo iui diuorare daJle beftic, 
maquefìeper diuino volere, diuenute manfuete,n difte/è- 
TO ^' piedi deJ fanto Velcouo , in guifa , che gii Tpettatori 
ad alta voce diflero, che grande era Io Dio de'Chriftianij 
aJl'hora vn certo foldato» vedendo che Fabiano Pre(ìd^^ 
infurjauaper ia grandezza del dolore, giudicando di do- 
»ergli far cofa grata, faltd incontanente armato nell'An- nia^def mard 
fitearro , & con vno fpiedo pafsòda vna banda all'altra i| rio nell'Anfi- 
beato VeicouOiChe ftaua in ginocchia orando>e per quel'? k*?»^® • 
Ja ferita JErcoJano coronato d&l martirio , voioflene $1 
Cielo ii giorno fettimo di Novembre ; Jafuavitaè de- 
scritta da F. Gio: Batt/fta Bracefchi Fiorentino dell'Or- 
dine Domenieano>& anco fi recita nell'Oifitio , che in tal 
giorno fi celebra doppio in Perugia» eneila fua Diocefi, 
approuata dalia Sacra Congregatipne de' Riti . 

Palla morte di S.ErcoJano primo , fino alla lècondsu» 
Sinodo Romana , fatta lotto Papa Simmaco l'anno 5oz. 
corrono anni ip8. e furono in Perugia varij altri Velcoui, 
ma è perita ogni memoria loro.Siicceflè dunque Vefcouo Mafsimiano ' 
di quefta Citti circa l'anno 4p8. Mafljmiario,il quale tro- & Ercolano' 
uoflì nella leconda Sinodo Romana» lotto Simmaco, ce- fecondo Ve- 
Jebratainquelmedefimo ann9,efi/òtto/criflreparimen-^ ^^°"' ^ ^*' 
te alla quarta, &lèfta Sinodo lòtto i| detto Pontefice, al '^^*'^* 
tempo diTeodori<;oRè ,&diAnal^afio Augufto, il che 
appare in quei Concili; . Segui doppo la fua morte S, Er- 
colano fecondo dì quello nome, e dilìii così è racconta- 
ta la vita, & il martirio : L'anno della Redentione huma- 
na cinquecento trentaquattro , elfendo Sommo Pontefi- 
ce Giouanni Secondo,& I^ peratore il Grande Giuftinia- 
no , radunatofi vna Ichiera di trecento huomini appreflb Xrecéto huo- 
Cefarea , ^ Laodicea Citta della Siria, arriua per^agio- mini efpógo- 
ne diuota à Roma,& hauendo con gran pietà , & religione J?JJ ^^■^Ytìlfl 
Vifitato le Chiefe de' Prencipi de gli Apodoìi , le ne va ad p^j d,iatare 
hono^are il Pontefice , ^ cui narra» d'elfer con queftp fèr- la Fede dì 
mo propofito venuto in X^alia, dì efporre Ja propria vitsit Chrifto. 
fé il bifogno Io richiedéfle , per dilatare la FedediChri- 
fto: Per configlio del Pontefice, efcono tutti infiemedi 

Kk a Roma, 



2.^0 Libro Secondo: 

Roma,&duedi iorofeparatidagliaitri, iJiuflfarono eoa 
fanti eflerapij delia vita loro , & con ia cejefte dottrina ,li 
Tofcana , l' vmbria, il latio ,Ia Sabina, & ia Marca ; tri 
queftifu Ercoiano fecondo di quefto nome, Ve^ouo di 
Perugia , il quale hauendo con gran faa Jode menata viti 
Monadica nei Monaftero di S. Pietro , iftitnito fotto J^l- 
Regola del Santo Padre Behedetto,& fondato in Perugia, 
finalmente fu ordinato Vefcouo di detta Città ; Hora ef- 
(èndo doppo longa diflPefa la Città di Perugia ftata e/pu- 
gnata d ili elfercico di Totila Rè de' Goti, vn certo Con- 
te,che in aflènza di Totila goueraaua l'eflercito,per com- 
EfcaTano è *" andamento di quello,come riferilce S, Gregorio, kc&^ 
decapitato troncare la tefta ad Ercolano , con hauer fatto tagliare à 
percdmman- quello già morto > la cotica dalla cima per fino alxaica- 
Torila R^ d* gno,in guifajcheparefle leuata vna coreggia dal corpo di 
Coti . quellojpoi fece gittare il corpo fuor delle mura della Cit- 

tà in quel luogo appùto, oue hora vedefi eretta vna Chie- 
ÙL in honotfi del Santo Vefcouo; furono all'faora akuni, 
che indotti dalia pietà ,pre(èro il tronco capo» & lo acco- 
flioronoalla ceruice , & infieme con vn fanciullo,chequi- 
Èripofto il uitrouarono morto , diedero vicino alla muraglia lepol- 
Corpo del tura al corpo del Vclcouo ; erano già fcord qu arata ^or- 
fetìio Vefco- jii , che i Cittadini Perugini, doppo la ftrage fatta >riror- 
Fa** muraglia ^arono per commandamento di Totila alla Città,& ram- 
oue fii deca- mentandofi elfi di qual vita flato fofle il Veicouo loro, fe- 
pitato. cero diligenza di fapere , oue foflTe fiato (epolto il Corpo 

di quello » per poterlo col debito honore fepeIJire nella.. 
Chiefa deificato Pietro Apoftolo, & eflendo eflì andati 
alla fèpoltura »& hauendo canata la terra, trouaronoiJ 
corpo del fanciullo, co me quello, che quaranta giorni era 
ftato quiui lepolto,corrottO) & pieno di vermi, & il corpo 
del Vefcouo ertere in modo , che (è quel giorno rfieiTò foflc 
fiatò fepolto ; &quello,che fu degno di gran marauigliat 
& veneratione jfu veduto eflere talmente congiuto il ca- 
po al bufto,come fé non fbflè ftato diuifo dal ferro, &J(co- 
prendogli le ipalle per vedere,fe fi fcorgefsc qualche fegno 
di taglio , trOHorono il Corpo in tutto fano , & intatto ; 
j>£rquefto grati miracolo attoniti t Chierici , fepellirono 

hono- 



Libro Secondo: t6i 

honoratamehte il Corpo del fanto Vefcouo neJia Chiefz 
di S.Pietro al Monte CàJuario , oue fu ancora portato H e trasferito ì! . 
tórpo di quelfanciullo morto , che di già era da* vèrmi Su'^P/* jfi* 
confumato , il quale , come fé folfe flato da vn profondo pierwalMq* 
fonno dettato , ritornò in vita j occorfero ancora molti te Caluario, 
altri miracoli di tutte le forti, & eflendo ftatfo molto tem- «u^ refufcir» 
pò quel gloriofo Corpo in detto luogo , finalmente fu nel- mono"TfS 
la Chiefa Cathedraie trasferito , ouè hora con grande.* poUo con-» 
veneratione , & pietà del popò lo tutto, s adora ; la fèfti_. elfo lui. 
del fuo Martirio , & della Traslatione fi celebra con OF- j^^^^f^ 2] pjg 
fitio doppio in Perugia,& nella fua D/ocefi il giorno pri- fente nella^ 
mo di Mar2<-ì, & il Martirologio Romano dice di lui que- Chiefa Ca- 
fte parole . Vtrufia SarBi He f eulani Epifiopù & Marty- «hedrale . 
ris t qui ìufiu TotUa Qothornm Regis àecollatus eft , cutui ^.Gregor. ne* 
corpus ita capiti vnitum y atquefanum quadragefimo poft Dialogilib.^é 
ahfàjjtomm ditt'ot Jeribtt San£ius Gregonus Papat reper- ^^P* >4« 
tumefty ae fi nulla ftrri incijio illud tttigijfet . Sopra le viSftro^ 
quali parole il Cardinale Baroni© fa longhe annotationi : din,S.Bene<ii^ 
della Traslatione dice il detto Martirologio Komano ^i. 
jfotto i\ dì primo di ÌAzxio.Verufi* trami atio Sanéìì Her- \^^^^u^Jt 
eulani Epi/copi 9 à'Martyris; Nèécofainconuenientei pjat!nei1a vi- 
nè nuoua nella Ch iefa , che il giorno incerto del martirio ta di Pelagio 
di vn Santo ficelebri in vn giorno certo , & può eflere»/ , Primo « 
che il martirio, & la traslatione cadino nell'iftefib giorno, 
6ccosì concordano i Martirologij , che fanno mentione 
(jjeciale della trs slatione , con altri , che fanno fèmplice.» 
mentione di detto Santo . 

Neli'annno cinquecento cinquantacinque Giouanni plouanniVe- 
fti Vefcouo di Perugia fua Patria , quefti infieme con Be- ^JalSa^^p^^rS 
neferentino Vefcouo , & con Andrea Prete da Gftia ordi- 
nò Papa Pelagio Primo , di che fa teftimonianza Anafta- 
fio Bibliotecario nelb vita di quefio Pontefice , one dice. 
Bt dum non ejfet Bpif eopus , qui eum ordinarne inuenti 
funi duo Epi/eopiy Ioannesde Perufia, é^ Bonus deFlo' 
rentinf>,^ Andreas Presbytèr de Hofiiafé^ ordinauerunt 
eum Pontificem . Tunc non erant in Ckro , qui poterant 
eum promouere , timpTindo de vltis Pontificum dice-# 
l'ifteiTo .• Hipcf 4um nvn f£mt Mpifièpi , qui eum debereni 

ordì' 



2^2r Libro Secondo. 

0rdtnant ordina^ts efi àloannt Ptrufino^, e!^ à Bono Pe^ 
retftinaEpifcopiSi S" ^f^ Andrea Oiiienfi Presbyiero . il 

medefioio conférma il Ciacconia nelle; vite , ^ gefti de' 

Pontq/ìci, & il Baronia nel fùo Martirologio ^tto il gior- 

Vacail Verc<> ^q (ettimo di Nouembre . Dappo la morte diquefto'Ve- 

go?épo dop^ ftono vacò la Ghiera di Perugia per alcun rempo; , come 

po la fua_ji" fi pFo«a da vna Epiltola di S. Gregorio Papa,, (critta al 

morie « . Ciero ,& al Popolo Perugina , elfo rtandolo i fare elet- 

tione del Velcouo ; quefta Epiftola è nel primo libro del 

Regiftra tra l'opere di S. Gregorio j^ & è rinfrafcritta . 



■g- .V.-30-^; 



G R E G O R I V S, 

Clero , & Ordini , & Plebi conliftenti Peru/ìar . 

MXramur, tarijpmi fratres in Qhriftù , quare Et eie- 
Jiam Dei tanto tempore abfque Remore confpicitii > 
^"■^SonoPa aedevefirOi totiufque Plebis regimine minime eoj^itatis , 
& Popolóse ^^^'*^ ^^ ^^^"^ » quodGrex i ^ Paftoris^ cura defuerit 9 
lugmo » f^r auiagradiatur r & ob hoc familiartui inimici laqueof 

injtdiantes incurrat . Vndeneeefiè efi de bis f qui Ecchjt<9 
mtiitantfVnum babìto timore Domini perquirerCf quiPa-- 
{torit mmtjierium pojpt dignè fufcipere r atque iUic prò- 
tegente Domino Saeramentorum dtuinorum dtjpenjàtor 
infifien ,' quatenus > é)f pf^o filiii Ecelejta •vefira purè 
quotidiè mentis bolocauftum offirat » ò' viam Gregi quo^ 
modo ad jupernam: grattam gradiaturojiendat. 

Seguì poi Venantio nel Jpo.in circa,& é annouerato dal 
Venan2o Ve^ Galefinio nel Martirologio tra i Vefcou* iDuftri, &ecÉtel* 
fcouo diPem jenj.j| ^i Perugia, à coftuiil medefimo S. Gregorio Papa^ 
^\i. Grego! aerine vna lettera in vi^rtju della quale egli /bccoriè ad 'al* 
fio Papa . cunr bifogni del Velcouo di Chiugi nell'anno 6joa^, i^ede^ 
nel decimo libro del Regiftro > & è quefta %'\, • * '^ •• 

G R E G O R r V S, 

Venantio Epilcopo Perufino. 

FRatrem , é^ ^ oep\fifi^um noftram , Eeelejlam frigo-» 
re omnino laborare cognouimut prò eo tquod byema* 

(fem 



IbibroSeconda, i^Si^ 

^em^flemn<ai^<éeat^^ ^uia attì^id tihià nobis ffetiifi 
ggòft^tranfihim; frattf>niÌaH tuit ad hoc per ìatoremfrra^ 
JitttiùmiranfmJlfaturEniphibaiumi Tunitam » vei Pe£Ì0' 
rak^ sviateti dtheat fine mora tranfmitti j ò' ideo ad 
pradiUum fràtremnofirufub^mni illud aUritaUfiude 
tranfmtìterry atqur boe ipfum nobis s quia tranfmi ferii: » 
tuis reimntiare ^pfjtoiis noti omm/ttas t ftd ita fac ) syjp 
ad traì»fìntUtnduin , quia vebemens Jrigus ejt > rnoranL»* 
^iqtìfammpntmè facias» 

Fu aiTunto S, Gregorio ^1 Pontificato, fecondo che na*- 
ranoil Bibliotecario, & Luitprando > fanno di Chriflo 
5 90. & k) rels e a ani tredid, mefi ièi , & giorni diete j dal 
clie fi raccoglie , che Venantio viuefTe in quei tempi. 

V Circa l'anno ^^9. hovtnzo hebbe la. OhiefadiF«ru- 
giaj& è annoueràto tra quei Veicoui, che furono in vH-* iwenzo Ve- 
Conciilio celebrato in RomaneUa Chiefadel Saluatort-» fcoiio di Pe^ 
appreffb il Lateranoda Martino Primo, che fu poftotra' **'^** * 
S anti'jtrouaronfi in quefto Concilio, come narra Ana- 
iliafìo Bibliotecario , cento cinque Veicoui , i quali coja- 
dennarono Ciro Ale/sandrino , Sergio , Pirro , & Paolo 
Patriarchi Coniiantioopolitafli , cheofarono di fufcitare 
nouita contro la Fede immacuUta;fii Martino primo al^- 
funto al Pontificato Tanno diChrifto^49. & Iòre0*eanni 
feijvn meft , & ventifei giorni , & inquefto tempo gouer- 
nauala Chiefadi Perugia Lorcn2ofopradettOtla;cui sfoi:^ 
tófcrìttiotie fi vede in quel ConcrJto, 

Bèueniate, onero Beuenato fu fimilmente eletto Ve- J^^"®"***'» 
fcóno di Perugia, &firQttorcrifseairEprftola3inodieadi aEio* 
cento venticinque Vcfòoui; per iftfuttione de'Legati,che Epifanio ,* 
doneanfi mandare agl'Imperatore per la celebratiorej reodorico 
della fefk Sinodo circa fanno «72. e la rortofcrittionie-. pgfug"^^*^ 
^icez e 0^1 : Seueiti^M3 ^pfeopius Sanila EteUfite Perujì' 
^^'^roumcìieTufim in barn Juggefiimtm ^ quam pro' 
'^poJifoHcojmftrii^PidevtMnimittr^of^TuximuSyJìmtli- 
ÌUrfubfinpJì, , v 

■ Koggìepe , é nomili ato' ti ella vita di S.Ercolano fecon- 
do « che fi conferua nella Sacrtftia del noilroPuomo j & 

in 



I 



2(^4 



Libro Secondo. 



Attaftaf.BibI. 
VgheII.in ad- 
dir, fel.z^i/ 



Honeflo, & 
Cenone Ve* 
fcoui (li Peni. 
gu . 



Andrea Ve'» 
(cono di Pe- 
rugia , e fua^ 
munificenza 
verfo Cano- 
nici della Ca- 
thedraie • 



in quella di S. Pietro ,Chiefaxle* Monaci neri.per VeCconé 
di Perugia . In quefti medefìmi tempi tra gii Annali del 
CardJBaronio fi ritrouano gl'infrafcritti VeicouideiJ'iftef- 
fa Citta', Audentio, altrimente Gaudentia forto Zac- 
charia Papa , circa gli anni 745. Epifanicfotto Paolo Pri- 
mo 9 circa Tanno 76 1 i Teodorico , fotto Eugenio Secon- 
do, circa Tanno 825. ma nelle tenebre diquei cempi infe- 
lici, appena habbiamopofsutohauere norrtia de*nomi 
di detti Vefcoui , non che delle loro attioni j D* Epifanio 
(ì troua quefta memoria, che nel 7^1» efscndo Paolo Pri- 
mo tutto intento ad eftirpare Therefie, radunando vìl» 
Concilio in Roma didicinoue Cardinali, e di ventotto 
Vefcoui, tra quefti Epifanio Veicouo di Perugia v'inter- 
uenifse, ii cui nome nel nono luogo cosi vien notato: 
Epipbanìus peecator Epi/iopus Sanéia Eccìejìtt Perujintè 
buieconfiituto ànobis faSio interfui , & fub/eripfi, 

Honefto,eConone furono fimilmente Vefcoui diPe- 
rugia,queIlo dal Pontificato diGiouanni Decimorecódo, 
fino i quello di Benedetto Sefto , & é nominato nella vi- 
tadi S.Pietro Abbate Perugino, il quale vi{sc circa gli 
nniP4o. quefti nell'anno looi. nei tempo di Siiueftro Se- 
condo Sommo Pontefice, eritrouofsi nel Concilio Late- 
ranenfe Tanno 1002. &hebbe alcune controuerfie coji_, 
San Pietro Abbate, per cagione digiurildittione , & le»» 
controuerfie furono ridotte d Koma, ouc le parti fi ac- 
cordarono . 

Andrea circa l'anno 10^ 2. venne eletto per Vefcouo da* 
Canónicì',e Clero delia Citta', e dal Sómmo Pontefice Be- 
nedétto Nono fu confermato, & in alcune fcritture anti- 
che conferuare nella Canceliaria del noftro Duomo , fi * 
tratta di alcuni don atiui, che nell'anno 1040. fece qiiefto 
generofo Paftore al Capitolo de'Canonici della Cathe- 
drale, e fpecificata mente à Leone Arciprete , 5ci Vidone 
Arcidiàcono di efsi, acciò potefsero agiatamente con-, 
loro Canonici far menfa feparata da quella del Vefcouo, 
con il quale per prima quella vfauano communi, &da-« 
altre memorie, con diligenza cuftodite nei Moriaftero'di 
S. Pietro, fi ha, che egli ^ prieghi di Pietro Ve/Iouo di 

Citta 






Libro Secondo. z6^ 

Città di Caftello , interuenifle alla confecratfone deila 
Chiefa di S. Florido pofta in queIJa Dioceiì . 

Eugubino è nominato Vefcouo di Perugia in diuer/è Eugnbma, i 
fcritture fotto l'anno 104^. egli in tempo , che era Arci^ Ridolfo Ve- 
prete, impetrò vna Bolla da Clemente Secondo fopra^ fcouidiPem- 
l'obedienzada preftarfi à quella dignità; fu inUomaal t^JJ^^^'^*^' 
Sinodo, nel quale fu dannata l'herefia di Berengario /òt- 
to Leone Nono , e vifle fino all'anno 1054. Nel corio 
poi di molti anni, che (èguirono, non habbiamo con- 
tezza de^Vercoai di quefta Città, perfino àglianniij*8. 
ne'quali viueua Ridolfo , come fi proua dalle fcritture-» 
conferuatc nella Cancellarla del Duomo , le quali trat- 
tano diurno accordo fatto fra quefto Vefcouo, 3i il Ca- 
pitolo, & era all*hora Arciprete vn certo Gionanni, . 
non so (èli medefiino nominato di Ibpra , ò pure vn'al- 
tro di quéfto nome , il quale pure fu acclamato Vjslcoiio 
della Città, & il Sommo Pontefice Eugenio Terzo con- Gjouanni. e 
fermolloi molto egli affatigofsiin feruitio della fua Cfaie- ^/"^Jf^"-^ ^^' 
fa, diede grandemente opera di (grauarla in tempo di Canonici, e " 
Alèflandro Terzo ^ di molti pefi, che ella hauea , fbpi Clero di Pe- 

con felicita alcune differenze, che fra il Vefcouo, e Cano- 'HS'^ Vefco- 
. . -v f -/T- • 1» ui della Qt» 

mei verteuano già molto tempo; vriTe circa 1 anno 1193, i^^ 

e gli facceife Viuianó, di cui falfi mentione in vna Bol- 
la , confèruata nella Cancellaria del noftro Duomo , nel- 
la quale fi contengono certe conuentioni tra il detto Ve- 
fcouo» & il Capitolo, & particolarmente da:Csi a' Cano- 
nici piena auttorità di eleggere il Cuftode del Corpo di 
S.Ercolano. 

Giouannitertò di Cafk Conti Romano, e Saluio Pe- 
rugino refJèrò parimente la Chiefa di Perugia, e quegli Giouannìrer- 
diede nel i i^ i.come appare di antichifsimi manu(critti, zo di Ca/a_. 
J'habito di Santa Chiara alle Monache di Monte Luce, e vetaidi"pe 
conceflTe le (èlue del Vefcouato, che erano nel diftretto del rugia . 
Cartello di Corciano à gli habitatori vicini, con alcuni 
patti , é conuentioni , che appaiono nella Cancellaria.. 
JEpifcopale ài lìb. A, c,6$. Segui alla (aa morte Benaudito 
nell'anno 1 2 S 3» e poi Jbrigerxo , del quale fallì mentione 

Li nelU 



Benaudito, 
Fngerio , 
Stetano , 
Bernardo , 
&Giouanni 
quarto Ve- 
Icoui di Pe- 
rugia . 



Bolgarq Mò- 
temelini elet- 
to Vefcouo 
di Perugìa__» 
fua Patria* 



Vt. Francefco 
Poggi fuc«- 
de a Bolga- 
ro. 



z66 Libro Secondo. 

neJIa Cancellana;deJ Duomo , fotto J'anno 1 2 54.13 dovt^ 
fi tratta deJJ'ammini/tratione déJla Canonica di S. Maris^ 
di Villageminij quefti tra^ortò lofladiS, E reo J ano fe- 
condo neJIa Chiefa Cathedrale, e trouo^ aflìeme con al- 
tri Vefcoui circo nuicini alla CongregationedeUVlonte_j 
Aiuerna> doue il Gloriofo Francefco d'Aflìfì, poco prima 
riceuuto hauea le facre Stimmate. Nel libro de gli atti 
delIaCittàdi Perugia al fègno f £p. i! 20. fi troua, che 
Stefano foffe Vefcouo di Perugia Tanno 1167, ma per- 
che fotto ilmedefimo anno nella Bolla 33- regiftrata«é 
nella Cancellaria del Duomo in vn libro chiamato il Bol-^ 
Jariojfafn mentione, che Bernardo reggefle la medefima 
Chiefa , puoffi credere , che quello appena ne pigliaffe il 
poflèffo j Bernardo dunque trouafi > che affunto al Vefco- 
• uato , procurane per mezo di Ambafciatori mandati dal- 
la Città al Sommo Pontefice Giouanni Vigefimoprimo, 
la Canonizatione di S.Beuignate Perugino * e fu nell'an-^ 
no circa 11^6. A quelli fucceffe Giouanni di Campagna » 
e vifTe fino all'anno i2pò.nel qual tempo Bolgaro Monte- 
melini fu eletto Vefcouo di Perugia fua Patria;fafli di lui 
mentione in vnà rifbrmain detto Bollario f. 4.2. concefle 
cgliy infieme con l'Arciprete , & Canonici del Duomo 
Capitolarmente congregatijTanno 1 505.il giorno quinto 
di Gennaro , di potere fabricare la Chiefa dello Spedale.» 
grande > & Cafa della Mifericoriia , di poterla officiare , 
& di faruì le fepolture , & fècela efènte da molti oblighi , 
& pefi , & da ogni cenfb, eccetto da vn.fiorino d'oro l'an- 
nojda pagarfi al Vefcouo la Feftadi S. Ercol^no-nel inefc 
di Marzo , conchiamarequeriuogo"SpiedalediS. Mar/a 
della Mifèricordia> di che appare pufelico inflromento, 
celebrato il giorno vndecimo di Marzo l'anno 1^05, 
vifTe per fino all'anno 1^08. & gli fucceffe nel Vefco- 
uato Fra Francefco Poggi da- Lucca dell'Ordine di San 
Domenico ,quefl:i, effendo la Beata Chiara di Monte 
Falco morta , e tutti ad vna voce efsaltando la ffia fan- 
ti tà , fìi dal Sommo Pontefice Giouanni Vigefìmoterzo 
mandato à procefeare kt wta.^iella (anta Vergine ;;nel- 
' ' . ' l'an- 



Libro Secondo. %6j 

l'anno ijip. trasferì con molta folennità i Perugia i\ 
Corpo del Beato Corrado da Offiia , i\ quale poco de- 
centemente confèruauafi allaBaftia, luo co vicino alJa 
Città ài Alfifi iinftituì varie proceffion?, e particolarmen- 
te quella folenifsima alla Chiefà ài San Coftanzo ; mo- 
ri nel j[^5o. &hebbeperfucceflbre Vgoiino daÀgijbb- Vgolfno Gi- 
bio della nobile famiglia de' Gabrielli , fu quelli Mo- bndii Vefco- 
nacoprofeflb nelMonaltero ài San Pietro, & anco Ab» "^ é^^f^J 
batedeli'iftelTojinalzato poi alla dignità Epi^opaIe,mo- fioni. 
ftroffi vera idea dVn perfèttiflìtiìo gouerqo ecclelìaftico j 
fi \&%%Q in memorie in penna anticlie , che egli prefe l'an- 
no 15 3 2. in protettione la Confraternità ài S.Pietro Mar- 
tire incominciata in dett'anno in Perugia > e che alta- 
mente hauendo operato fempre in fer uigio della fua Chic 
fa>paflrafseàmeglior vita nel 15^7. venendo eletto .per „ .. 
la fua morte Vgoiino di lUnuccio de' Vi bij Perugino , i\ v,b1° 2°^ ^^ 
quale era Abbate di San Pietro, &huomodi gran dot-* da* Canonici 
trina , è allegato dal Prepofito nel cap. Gemma de_> del Duomo 
Iponfalibus , & da Federico Petr ucci Senelè nel con. 1P4. %^^^^^^[^l^ 
& da Giouanni Vvlfangi nel fuo Elenco de gli Autori,che patna . ' 
hanno {zxìtto in lje%%Qy & dice,che Vgolino fcriflfe Ibpra i\ 
jDecreto j venuto à morte fu {èpolto nella Chiefa di Saru. 
Pietro auanti alla Cappella de Vibi; , oue in vn marmo 
in terra yedelì il fuo ritratto in habito Epifcopale , coru 
molte lettere , che per efsere dal tempo confumate_* , 
non fi poflbno leggere ; dell'ifteflb vedefi ancora in vna 
cella del Dormitorio di San Pietro vna caffa grande ài 
marmo collocata nel muro , oue fono due Griffoni Inlè- 
gn a di Perugia, che con ambe le branche tengono l'Ar- 
me della famiglia VM] , & di fopra vi fonoquefte lettere , 

■ .1 

HOC OPV-S FACTVM FVIT 
TEMPORE VENERABILS PATRIS 
POMINI VGOLINI DE MONTE VIBIANQ 
ABBATIS ISTIVS MONASTERII. 

A.D.M.ccc xxxvini. 



L 1 » Fran- 



zóS Libro Secondo. 

France/co di Grafia de'Oratianf gouernò doppo Vgow 
Tracefco Gra ^ino Vihijìa. Chkfà di Perugia fua Patria, era egli per pri- 
*''""'' '^* *"*'' ma Arciprete del Duomo , & da quella dignità fu da' Ca- 
noniei chiamato ai carico Epifcopale , neJJa quale aflurv- 
tione , per quanto fi trou ansile memorie in penna > ri- 
portò molti honori , & prefenti dal Popolo Perugino , e 
moriranno 15 57. 

Ottenne doppo Ini la. medefima. Chiefa Andrea di M4p* 
tino di Lello de Bontempi , pure Perugino conferitagli 
da* Canonici) e Clero della Patria l'anno 135S. e fu dal 
Sommo Pontefice Vrbano Sefto confermatagli , & indi 
Cardinafe°e dalfiftefib honorato delia fàcra Porpora , e della Lega- 
legata della tfone nella Prourncia della Marca , in vna fua prima prò- 
motione, che fece il giorno ventefimo di Settembre ìtl^ 
Fiorenza; moriranno i^po^in Recanati» che fu il prima 
del Pontificato di Eonifatro Nono , dal quale Sommo 
Pontefice venne anco confermato iadett^Legatione-rj 
ferine di lui cos-ì il Ciacconia. 

Andreas Bontimpm Cims , é* Bpìfeopus Verujinus^ 
Vrtib. Card. TiU SS, Mar celi ini, é* Petri, bla Perula 
bone/io loco genitus ex PrafiSìo Prioratas S, LueU vltrà 
Arnum Fiorenti^ t in Cardinaiem affumptus eJiahVrh, 
VI. & ab eodem Picani Legatus , JUteVìcarius generatisi 
eonftitutus ; Interfuit autem Bonifacij /^. eomitifs > euiui 
primo Pont, anno lì 90 Kit. Augufii Reeanati in eodem 
Legatione deeej/tt, ibidfin Catbtdrali Eeelejta tumuìatus, 
Agoflinx) Napolitano tronafi nelle meniorie afitiche^» 
che fucceflè nel Vefeouato di Perugia ad Andrea de.» 
1 j?^* n^ Buon te mpi > e fli eletto l'anno della fàlute 1391. Doppo la. 
dicui morte fucccfleOdoardia Michelptti, il quale eflén^ 
do Vefcouo della Città diChiugi , l'anno 1400. ottenne 
laChiefadi Perugia fua Patria, conoccafione della re- 
conciliatione,e patti farti tra il Sommo Pontefice Bonifà- 
tio NofK>, e fuoi adherenti da vna banda, & il Gommane 
di Perugia, e Ceccolino, e frzteWi Michelotti dalfaltra»* ; 
porto ffi egli con molta integrità,e con gran feruore,e ze- 
lo ÌQgeriiìfi in fedare le difcordie del popolo, grandemen- 



trani di Arci 
ciprete del 
Duomo di 
Perugia^elét- 
to da" Cano- 
nici Vefcouo 
deiraCitrà^ 



Andrea Fon- 
tempi Vefco- 
oo dì Pèruaria 



Marca. 

Bollano- del 
DuomoCfOf. 



Ciacc* nella 
vita di Vrb. 



Odbard© Mi 
chcrptti Ve-- 
fcoui 4À Perù 



Libro Secondo; 2.69 

te alterato % per la morte feguita di Biordo fiio frateJio > 
fiìorìi'atmo 1411. &hebbe per fucceflTore Antonio Pucci 
pure Perugino , iì quale effendo Abbate dc\ Monaikro di Antonio Puc* 
S. Giouanni di Marzano Diocefi di Città di CafteJlo,fu in ^* ^ ^' o^d*ij 
occafione di Sede vacante del fu detto anno , eletto Ve- uVa^ria.^" 
icouo dal Clero , e Capitolo Perugino , e confermato poi 
dal Sommo Pontefice Giouanni Vigefimoterzo, fu quefti 
zelantifsimo della R,eligione , e non mancò di fare ogni 
opera per pacificare iJ popolo con la Nobiltà efule , e di 
placare poi Braccio Fortebracci,quando vittoriofb entrò 
con la Nobiltà nella Patria ; mori l'anno 14^4. e per la.* 
fila morte reftò per qualche tempo vacante la Chiefadi 
Perugiajfliccedendogli finalmente Andrea Giouanni Ba- Andrea Ba- 
glioni pure Perugino, il quale quanto operafTe per la Pa- S^^^m Vefco- 
tria in quel fuo Paftorale Offitio, lo dichiarono i fèguenti & ifcrftt^onfr 
verfì > che (ì vedono intagliati nella fèpoltura fua in mar- in (uà lode. 
mo in vna facciata del Duomo, tra il Battiflerio , eJaJ 
porta , che rifponde verfo la piazza maggiore . 

Hac breuis illulìri BaUiona ob orìgine cntum 
Andream tetigit vrna grauem vfnerada loannem^ 
' Ingènti virtute virum , quijin ìurt jacrorum 

DoSior Pontifoum » S" T)}Sìis furgmtibus Auóior 

Laurenti Ecclffia » Perufinus Pratful , eb* ingem 
Antiiìts vigcit > nunc alta pa a quie/ctns • 

Vnì quefto Vefcouo al Monaflero di San Francefco del- 
le Donne due altri Monaflerij pofli ne' S ©borghi di Porta 
Sole , de' quali vno chiamauafì Mon afiero di S.Agnefe, & 
haueuafolo cinque Monache, l'altro era detto il Mona- 
ftero di S. Giouanni, &haueua limilmente cinque Mo- Bollarfo nella 
nache; Ottenne da Eugenio Quarto il fufsidio di <Joo.fio- del^DuornV 
«ni d'oro per la fabrica , & riparatione della Chiefa Ca- c.io^. 
thedrale , da pagarli in tre anni dal Clero , & da altri Re- 
ligiofi, eccetto dalli Oflèruanti , concorrendoui ancoi 
Laici con elemofìne . Mori nel 1449. nel qual'anno Gia- 
cpmo Vannucci d^ Cortona > prima Vefcouo di Rimini, 

fu 



%jo Libro Secondo. 

fu da queJIa Qhìt^z trasferito i quefta di Perugia fècej 
Giacomo Và- egJi la Cappella neJ Duomo dedicata à S.Onofrio i lato 
fcoSto^irRi aIlaSagreftia,fu accettiflimo al Sommo Pontefice Ni- 
mini, trasferi- colò Quinto, come anco aJli fucceflbri Pio,PaoJo Secon- 
toà quello di do , eSifto Quarto , il quale particolarmente eflendo 
Perugia . Cardinale , mentre venne i Perugia con Federico Terzo 
Imperatore neli47i. fudalui riceuuto con molta ma- 
gnificenza, & afcefo poi al Pontificato, dall'iftefìb fu crea- 
Fatto Ardue- to Arciuefcouo di Nicia ; Morì in età decrepita l'anno 
fcouo di Ni- 1487. i\ giorno ventottefimo di Gennaro alla Pieue di 
PerS'^alS ^^rciano, luogo fuori della Città , oue t%\x era/ì ritirato, 
Pieue' del Ve- per elfer libero da ogni Ibllecitudine, hauendo renun- 
fcouo. tiata la Chì'efa à Tiìoni^ì fuo nipote,& il corpo Ai là ripor- 

tato alla Chiefa ài San Bernardino entro in Perugia, fu 
quindi con molta pompa trasferito al Duomo, e ripo- 
fto nella fua Cappella di S. Onofrio . Succeffe dunque»» 
nel Vefcouato di Perugia Dionigi Vannucci, il quale_* 
Dionigi Vati- adornò detta Cappella di vna bella Inuetriata , & fece 
nerUfcoul- '^^"P^n^ere da Luca Signorelli da Cortona , illuftre Pit- 
to à Giaco-, tof^ ^^ <iuc' tempi , la Tauola , che bora vi fi vede {b- 
mofuozio . pra l'Altare , {otto la cui cornice fi leggono in memori^ 
àx ciò quefte lettere , 

lACOBVS VANNVTIVS NOBILIS CORTONENSIS ,. 

OtIM EPISCOPVS P^RVSINVS, 

HOC DEO MAX. ET DIVO HONVPHRIO 

SACELLVM DEDICAVIT : 

evi IN ARCHIEPISCOPVM NICitNVM ASSVMPTO , 

NEPOS DIONISIVS SVCCESSIT, 

ET QVANTA VJDES IMPeNSA ORNAVI! 

ìEQVA PIETAS. 

M. CGCC. LXXXIV. 



Confecrò quello Vefcouo li tre Altari, che fono nella-, 
Chiefa ài S.Seuero pofta nel Monte di Porta Sole , come>* 
dichiara i'ifcrittione , che £\ \q%%^ in vna facciata della»^ 
Chiefa incontro all'Organo; non fu punto difiìmile dal 
ilio zio nella candidezza de'coflumi , & nell'integrità àér 
la vita , e come quello , che incontrò à gouernare n^ìVOi- 

fitio 



Libro Secondo . :t7 1 

Edo Paftoralela Città 4i Perugia in tempi difficiiiffi mi , 

ne' quali fufcitarono le faiiguinolenti fattioni de'Bagljo- Si adopra__. 

ni, &, Oddì,non reftò di afFatigarfì con ogni Tuo pocere-j , ^^f^^^-^J^^^. 

per fedare così gran tempefte; morì J'anno i49i.iigior- [bodieVa le 

no decimo di Aprile, & ottenne il Vefcouato vacante,j due fatnoni 

Girolamo Balbano Lucchefe da Innocentio Ottano, di 5^fl'°"^' ^ 

cui era Secretarlo , ne fi legge di luì alcuna memoria»,, ^* 

perche credo ,(èii3pre fìeflea'ièruigij del Papa , maffima- ^irolamoBal 

mente ardendo all'hora ia Città noftra di guerre ciuili. da^innocen^ 

Gliruccefle poi Giouanni Lopez Valentiano Spagnuo- tioVill.Ia_. 

Io Cardinale Prete del Titolo di Santa Maria in Trafte- ChiefadiPe- 

uere , & Datario , la cui Arme , che è vn Lupo , fi vede in ^^°^^ ' 

marmo nella facciata del Vefcouato , che rifponde nella GiouanniLo- 

piazza, & ancora in vna facciata delpalazzo della Pieue P^zCardina- 
Zi- r> • a- ^ -1 r>^ • it leDatariofuc 

di Gordiano; quelh, come raccontai! Ciacconio nella_^ cede all'iftef- 

vita di Aleflandro Serto Sommo Pontefice, fecd ò più (o nelvefco- 

torto rirtaiirò in Roma vna bella fonte nelia piazza di "*^® diPeru- 

S.Maria in Traft.euere , auanti alla porta del fiio palazzo , ^'* - 

& vi pofe quefta ifcrittione , con vna epigramma di fotto. • 

ALEXANDRI VI. PONT. MAX. 

FELICI AVSPICIO. 

IOANNES LOPIS VALENTINVS 

S. MARIi?ì TRANSTIBERIM'CARDINALIS, 

ET EPISCOPVS PERVSINVS, 

FONTEM VETVSTATE INEORMEM 

AD COMMODITATEM POPVLI ROMANI 

RESTITVIT. 

^0 blando faeilem pradueit murmure fomnum % 

^ua eadityé' tremutos «fficit vnda lacus , 
^od yùmit puros baufius t nitidèq. lauaris 9 

Infiaufatori gratta hahendaLupo, 
iles animumq.fuum fptBans , die , Romuìt vtruml 

An minusbte pater eB , quàm Lupa mattrtrat i 

JvelJe Conftitutioni della Sapientia Vecchia formate Tati- 
P^ I4P5. fi proua , che 4 quei tempi era Vercouo di Peru- 
gia 



Eafeunto al- 
l'Arciuefcoua 
iodi Capua>e 
gli fuccede^ 
per Vefcouo 
di Peragia_* 
TtailQ Baglia 



Antonio da.^ 
Sauona Car- 
dinale Data- 
rio eletto Ve- 
fcouo di Pe- 
rugia w 

Emàdato Le 
gato de Late- 
xeà Bologna, 
donde é ri - 
chiamato per 
varie imputa 
(ioni dategli. 

Matteo Bal- 
defchi eletto 
Auditore del- 
la Ruota Ro- 
niana,poi Ve- 
fcouo dtNo- 
cera , & viti, 
inamente di 
Perugia fua^ 
Patria . 

Muore in Ro- 
ma, & è fepoJ 
io in Araceli. 



Z7Z Libro Secondo .^ 

già il Lopez; ma no tene egli molto qucfta noftra Chiefaì 
perche fu afsuto alI'Arciuefcouato di Capua, &poco dop- 
po il giorno decimoquinto di Agofto mori in Roma, 8c 
nella Bafilica Vaticana di S. Pietro hebbe honorata fe- 
poltura ì Così l'anno 1 5oi. eflendo di nuoao vacato 
il Vefcouato di Perugia fu dal Papa conferito à Troilo 
di Ridolfo Baglioni, il quale era all'fiora Arciprete del 
Duomo , Protonotario Apoftolico ,- Se huomo dì au- 
torità, perle aderenze grandi della famiglia fua Baglio- 
na,&per le giurifdittioni, che haueua di varie Terre, 
e Cartella j tenne egli il Vefcouato fino alfine quafi del- 
l'anno I $06. nel quale venne à morte , & fu nella Cathe- 
drale {èpolto à lato alla deuota Cappella della M adonna 
detta del Verde ; Diede all'hora Giulio Secondo, che- 
fedeua nel folio di Pietro ,U Vefcouato ad Antonio daj 
Sauona , che da lui era ftato fatto l'anno 1 505. nella fe- 
conda promotionc Prete Cardinale Datario , & Velcouo 
di Agubbio, queftiiftefib dal Vefcouato di Perugia, man- 
dato Legato de Latere a Sologna, fa improuifa mente ri- 
chiamato a Roma, & ini arreftato in Cartel S. Angelo , e 
priuato dell'a^etto del Pontefice,venne finalmente con- 
dennato à pagare venti mila feudi d*oro, dicono, im- 
putato di hauer abufata l'autoriti del Papa , & di erteriì 
fraudolentemente portato in quella Legatione, sì ch«»j 
per lo fouerchio dolore , H mori in breue , e iènza pom- 
pa alcuna > e titolo , fu fèpolto nella Chiefa cU S. Ago- 
rtino. 

Matteo Baldefchi , che dal Sommo Pontefice Alefian- 
dro Serto- hebbe il Vefcouato di Noccra, meritò da quel- 
lo elfere trasferito à quefto di Perugia fiià Patria nell'an- 
no 1 508. fu quefti fimile à Nicolò fuo fratello Auditore-» 
della Sacra Ruota Romana, non tanto nella dottrina», » 
quanto nell'integrità della vita, e nelle altre parti lode- 
uoli, che poi inalzarono ancor lui alTribuna'e deliaj 
Ruota Romana doppo la morte d» Nicolò fuo fratello; 
morì ottogenario in Roma, e fu il ilio corpo con quel- 
lo honòré riporto , che conueniua > nella Cftiefa di 

Ar*- 



Libro Secondo ; 27 3 

Araceli» nel medefimo tnonutnetito di Nicolò Tuo fra- 
telio > e di Roberta BaMefchi fua madre , con l'infra- 
/cr/tra memoria in vna lapide ibpra . 



ROBERTA VB/VLDiìE NOBILI MATRONA PERVSIN/E, 

ET 
NICOLAO, AC MATIH^O FiLII>, IVRB CON5VLTISSMI S , 
B'\LOI ATAVI DOCrORVvi PtUNCIPtS, 
FRATRVvIC^ElS GLORIAVI PeNS A^SECVTIS, 
ROMi€ VlRTVrrS MERfTO PATRITI ATVM ADSPrK, 
DOCTRINA, INTE3RIT^TE, RER.VM VSV, 
A PAVLO ir. ET INMOC'ìNTlO VIIT. PONT. MAX. 
STIUTiBVSiVDICANDiS INTER ROT^XII.VIROS ADLECTIS, 
QVORVM ALTER A SIXTO IV. 
IN SVMMIS REI CHRl^TIAN^ DIFFICVLTATIBVS 
AD LVDOVICVM XI. G.ALLORV!^ REGEM 
ORATOR MISSVS , 
TANTVM MVN5RIS PRO VOTO EGIT. 
ALTER VXORE PRIMV>\1 DVCTA, INSIGNI PROLE AVCTVS, 
INDE RELIGIONI ADSCITVS , 
AB ALEXANDRO VIL NVCBRIN/€, 
MOX A IVLIO IL PHRVSIN^ ECCLESl/€ PR^FBGTVS EST, 
CVM NeC Ax\1BIRET,NEC QyiCQyA'v4 JOGITARET MINVS. 
PLENVS DEMVM KONORIBVS , 
PLENVS FAMA, ET ANNI> OCTOGEN\RlVS, 
MATRIS, AC GERM'^NI OSSfBVS EST ILLVSTRATVS . 
IO: BAPTISTA VBALDVS , TANTA LVCB OK.BATVS, 
NE QVl DOMV3, AC PATRlit DECVs, 
AC NOVIFN AVXERANT, 
SINE STEMMATE. SlNE MORTIS HONORE IACERENT. 
hYiMt PATRVOQ; AC PATRI BENeMER. POSVìT, ET SIBl. 
M.D.XIX.XVI. GAL. AVGVSTi, 



Araceli à Ro- 
berta Balde- 
fchi, NicoIó,3 
Matteo luci 



Diede Giulio Secondo il Vefcouaro di Perugia vaca- 
to per morte di Matteo , ad Agoftino Spinola da Sauo- 
na, interuenneqjeftf alla (èfs. nona del Concilio Late- 
tinenfe fbtto Leone Decimo l'anno 1514. & allafefs. 2 r. 
& 22. fu pofcia da Clemente Settimo nell'anno 1527. 
creato Prete Cardinale del Titolo di San Ciriaca nelle 
1 erme, ediir'^efTo fu anche fatto Camerlengo di Santa 
Chiefa : di Ili dice iJCiacconio. /^uj^ujiinuf Spinola^ 
Sauonenfis Ligur » Epifsopus ftrufinm > Prtsbyter Car- 



Agoftino Spi 
noia effondo 
Vefcouo di 
Perugia , è 
facto Card. 
daCIemViI. 
e Camerlégo 
di S.Chiefa . 



Muore in Ro- 
ma , & il cor* 
pò è riporta- 
to à Sauona 
Tua Patria. 

Giacomo Si- 
monetta Car- 
dinale ottiene 
da Paolo HI. 

il Vefcouato 
di Perugia . 



Francefco Si- 
monetta fuc- 
cede neldet- 
toVefcouato. 

Muore in—» 
Milano, ela- 
fcia molti ar- 
genti al Duo- 
mo di Pera, 
già , e l'altro 
Tuo mobile al 
Je Zitelle De- 
relitte . 

Fuluio dalla 
Corgniacrea 
to Cardinale , 
e poi Vefco 
uo di Perugia 
da Giulio UI. 
fuo2io. 
Ippolito dal- 
la Corgnia ha 
perraffegnail 
d-Vefcouato 
dal Cardini. 
ie Fuluio * 



274 Libro Secondò: 

dtnalis Tit. SanSii Cyrìaà in Tbfrmit.pofi San£Ì£ Ru- 
ffiana Ecciefia Camerarius 9 vir d tuxu abborrms , jtd 
in ahorum fuhUuandA tnopia profufuSy Morìn f^oma 
l'anno 1 537- e vacata per la Tua morte la Chiefa di i'eru- 
gia,il Sómo PoteHce laprouidde divn'ottimo,& vigiian- 
tiffimo Paftore , che fu Giacomo Simonetta ; quefti nac- 
que in Milano dì nobiiifsima ftirpe » e fu per lo fao valore 
nelle lettere , inalzato a varie dignità ecclefiaftiche, Giu- 
lio Secondo lo fece Auuocato Conciftoriale , & vno de* 
Giudici della Ruota Romana > Clemente Settimo lì con- 
ferì il Vefcouato di Pefiro , e finalmente Paolo Terzo lo 
promoflfe al Cardinalato nella feconda fua promotione, e 
Io fece Vefcouo di Perugia : Andò poi Legato per la Sede 
Apoftolica al Concilio di Trento , come vedefi nel Bol- 
larlo della Cancellarla noftra del Duomo icart. ip6. 3c 
hauendo molto affaticato in (èruigio delfiftefla Santa^ 
Sede , pafsò ì miglior vita in Roma l'anno 1 5^p. e fu ri- 
pofto con molta fblennita nella Chiefa della Triniti nel 
Monte Pincio . 

Ottenne iJ Vefcouato vacante , per la morte di Giaco- 
mo Simonetta , Francefco dell'ifteffa famiglia > & lo reflc 
fino all'anno 1 55o. nel quale mori in Milano Patria fùa», , 
con hauer lafciato per teftamento i quefta Chiefa Cathe- 
dralediSan Lorenzo, cornea fua diletta Spo (a, alcuni 
argenti, & tutto il mobile fuo al luogo pio delle Zitelle-» 
Derelitte . Diede all'hora Giulio Terzo il Vefcouato di 
Perugia à Fuluio della Corgnia fuo nipote, & creollo Car- 
dinale l'anno 15 51. alli 20. di Gennaro nella terza pro- 
motione ; dice di lui il Ciacconio nella vita dì Giulio IH. 
Fuluius Corneus Ciuis , ér Epifeopus Perufinus ,PP Ju* 
ifjllt, fororis fiìiusi Presbyttr Cardinalis Tit, S. Maria 
in Via » pò fi S, Stepbani in Calia Monti . Rjf gnò poi il 
detto Vefcouato l'anno 155^. con il regreffoad Ippolito 
della Cprgnia fuo parente, il quale era in quel tempo Ar- 
cidiacono del Duomo , &per l<rfue fìniRolari virtù era ri- 
putato degno di vn tanto honorc : AI fuo tempo hebbe-i 
in quella Città principio l'Ordine delle Capuccine , & ciò 

fu 



\ 



Libro Secondo l zy^ 

fu Tanno i55^. le prime delle quali furono da lui veftfte^ 
nel Duomo, Scpoicia con folenne proceflione vennero da 
moiro popolo accompagnate al Monaftero , che per fer- boH, ^^\\^^ 
tiigio loro era ftato nuouamente edificato à lato alla Por- cancél. del 
ta di S.Sufanna ; egli fminuì le pompe , & apparati troppo D^iomo à e. 
fontuofi , e di fouerchia ipefà , che ibleuano farfi nell'ef - ^°i' 
ìik(]{iU , e funerali de' morti ; fu in ogni fua attionc colmo 
di carità , & adempì tutte quelle parti , che ad vn'ottimo» 
& fànto Pallore conuengono; moriranno 1 5^i.nel gior- 
no 1 5. di i^^ebraro, & il corpo fuo fu fepolto nella Cappel- 
la ài S.Onofìio nel Duomo ,in vn'honorato tumulo > or- 
dinatogli da Faiuio della Corgnia Cardinale, il quale^ 
iiauendojcome fi e detto , ilrigrefTo neifudetto Vefcoua- 
to,edefiderando , che il fùo Popolo Perugino fofle di 
vn'ottimo Paièore prouifto , voltò l'animo 4 Giulio Ora^ Giulio Gradi 
dini Auditore dellai Sacra Ruota Kom ana,e pensò di ag- dèlIa"sacraL 
giungerle quell'altra dignità , & parlandone con il Som- Ruota Roma 
mo Pontefice Pio Quarto , lo pregò ftrettanrente i volere n^ eletto Ve- 
aceon (èntire i qnefta rinuntia : il P apa volontieri conten- [^ ^"5* r^ p^" 
tofsi, e,co$ìrOradini Tanno 1562. delmefe di Aprila^ [Jjf. 
venne eletto Veicouo di Perugia Patria fua , con aflègna- 
mento di parte dell'entrate d^ì Veicouato > & i\ rimanen- 
te col regreflo» al Cardinale Fuluio venendo rilèruato-* 
doppo due anni l'Orad/ni rinuntiò quello Velcouato al R'nuriailVe- 
medefimo Cardinale della Corgnia, allegando, che per la caSnale Fui 
fua indifpofitionc , non lopoteua più tenere , laonde^ uio dalla Cor 
nel giorno 2 j. di Settembre dell'anno 1 5<^4. il Card»- gnia, il quale 
naleprelè dinnouo il poflTeflb della Chiefa , & continuò "^ Prende di 
d' gouernarla per fino all'anno 1 T75 l^ quefio tempo egli S?? * ^° ' 
ftdoperoftf in riformare i\ Clero , in riordinare fecondo la 
maniera , 8^ le cerimonie della Chiefa Romana» meglio 
ieru ite , la. Chiefa noftra Cathedrale ,de!b quale e^li era 
ancora Arciprete, in ridurre alla vera Clausura i Mona- 
fterif delle Monache, togliendo da loro molti abufi , fe- 
ce y^ftil-i» inhabito Clericale in vn luogo determinato 
dodeo giouinef ti , i quali iui viueusno con rinuam ente, 
aerano iftruttidaperfbne difonofeiuta bonti, &dot- 

Mm 2 Orina 



Opere pìe_-> 
fatte dal Car- 
dinale dalla 
Corgna dura- 



rio. 



Libro Secondo. 

trina nelle lettere, & ne gli ottimi coftumi, aiEnche còl 
tempo potefTero feruire nella cura dell'anime di quefta-i 
Citti , & DioceH 3 il che fu alcuni anni auanti, che lì facro 
Concilio di Trento ordinaffe , che in ciafcuno v tfcouato 
fi erigeflè vn Seminario di fimili Clerici;& perche tuttauia 
^Itri bramauanod'incaminarfiperquefto buonofèntiero 
allo ftato Clericale , & di afFatigarfi à fuo tempo per ferui- 
llora/"*Offi" ^'^ deiranime nella vigna del Signore ; edificò que- 
fto buon Paftore con groflTa fìia ^efa , il Collegio del 
Seminano , chehora fi vede a lato alla Chiefa Cathedra- 
le : introdufle in Perugia i Padri del Giesù , & diede loro 
in varij tempi tanti agiuti per la fabrica della loroChie^ 
fa nuoua » che elsi nelle ifcrittioni lo chiamorono Fonda- 
tore di detta Chiefà , nella quale eflTo l'anno i57i. alli/. 
di Ottobre, che fu il giorno ifteflfo memorabile, che nel 
Golfo di Lepanto fu da'Chrilliani rotta l'armata Turche- 
fca, celebrò la prima Mefla:riftaurò, &quafi rifece di 
nuouo il palazzo della Pieue detta del Vefcouo,& accreb- 
be notabilmente l'entrate del Velcouato, rifece la Chiefa, 
& il Palazzo della Badia di Pietrafitta , quafi da' fonda^ 
menti , adornò in Perugia, & nella Diocefi varie Chielkj, 
& particolarmente la Cathedrale, a cui fece dono di va- 
ri; ricchi parati per il culto diuino , in fbmma non lafciò 
indietro parte alcuna, ad ottimo Paftore con uè niente^ , 
sì nello fìairituale , come nel temporale , che egli ottima- 
nutia dal Car mente non adempisse ; Rifegnò poi l'anno i 57.?. quella»» 
Cofsvifl^ Chiefa à Francefco Boffio Milanefe Vefcouo di Grauina , 
Chieta *di Pe^ & ^^o > ftando per Io più in Roma , fu fatto Vefcouo Por- 
rugia. tuenfè, oue pure edificò vn nobile palazzo, & adornò 

Il Cardinale Quella Chiefa ; morì finalmente in Roma l'anno i s^s.alìi 
dalla Corgna due di Marzo, & fu (èpolto, com'egli ordinato haueua nel 
è fatto Vefco tcftamento , nella Chiefa di S. Pietro Montorio , vicino 
Tl?^^1!! al!e fepolture di quei di Cafa Monte fuoi parenti, oue fi 
Roma* legge fopra vn a lapide queftaifcrittfone. 



Fràcefco Bof- 
Hohàper re. 



FVL- 



Libro Secondo • zjj 



D, 



o; 



M. 



FVLVIVS CORNtVS EPISCOPVS PERVSINVS CARDINALIS, 

SACELLVM HOC AB ANTONIO CARD. DE MONTE 

ERECT VM, 

ET A IV LIO III. PONF. MAX. ^VVNCVLO SVO 

EXORNATVM, 

I N SVI CORFORIS SEPOLTVRAM ELIGENS 

ANNVO PERPETVO REDDITV 

PRO ORN-XM NTIS ALTARI SVBMiNiSTRANDIS. 

DVOBVS ANNIVERSARIIS 

PRO SVA , ET EIVSD v- N l DE MONTE ANIMA CeLEBRANDIS 

LOC V PLt TAVIT. 

OBIIT Dld II. MARTIl M.D. LXXXIII. 

vtTAlIS iiV^ ANNO LXVI. 

Il BoflSo dunque Vefcouo dì Grauina , %ìì conofciuto 
dal Cardinale della Corgnia, per fin quando fu manda- FracefcoBoC, 
to da Pio Quarto Goucrnatore di Perugia , & predicato fiolalciaiivc 
fempre da lui per huomodi fantavita, ottenne per ri- craStu 'per 
nuntia di detto Cardinale! anno 1 573.quefto Vefcouaco, queijo di Pev 
con prouifione annua ài mille icudi ; portolfi t^Yi in tutto rugia . 
il tempo , che refle quefta Chiefa , con /bmma carità , & 
ottimo zelo , fu amato da ogni ordine di per/bne, come 
egli ancora amaua teneramente il gregge à lui commefTo; 
Vennero à Perugia l'anno 1 576. ì Padri ài S.Francefco di 
Paola j & aiutogli à prouederfi àt^[ luogo , oue al pre/ènte 
dimorano ; iftituiil Collegio de* Conu/ttori in vna parte Opere pi€_ji 
à&Wc ftanze à.t\ Seminario > & al tempo fuo vi entrarono ch< fece ia_# 
molti nobili no folo di Perugia , ma di varie Città circon- ^^^o^^^ 
uicine; celebraua ogni giorno di fella nella Chiefa del 
I>uomoMefra priuata ad vna Cappella, oue fermoneg- 
giaua,&efsercicauala Santifsima Communione jbafteri 
il dire di lui , che in tutte le lue operationi moftrofsi ài- 
gniflìmoallieuo , & imitatore perfetto del Beato Carlo IlCardmale 
Borromei Cardinale, il quale finalmente per hauerlo più Borromei ira- 
da vicino , gli fece rafsegnare la detta Chiefa , con impe- |^"J xm. fa 
trargli dal Sommo Ponte ^cequella di Nouara » e fu nel- chiefa di No 
l'anno 1579 partitoiì dunq-ie nel mefe di Ottobre del uarapetFran 
detto anno da Perugia , oue haueua fatto xeiìdenza anni *^^^^° ^^^^^' 

cinque 



Z78 Libro Secondo. 

cinque , e me(ì quattro j l'iftefso Cardinale Fulmo procu- 
rò lì confèrifse da Gregorio Decimoterzo il Vefcouato 
Fr. Vincenzo ^^* J^^^tria à Fra Vincenzo ErcoJani , Perugino dcU*Urdi^ 
Ercolani ot- ne Domenicano, che aii'hora,e molto prima era Vefcouo 
tiene per me- d'Imola; E COSÌ venne Tfircolani a prenderne ilpofleflb 
dalia C<S^^a ^*^^"^^5i8o. il giorno ièttimo diFebraro, non volendo 
il Vekouaxo ^^.re i'jòntrata fblenne , per non dare Tpefa alla fua Citt^^sc 
di Penigii-* accioche per cagione fua non nafceflè qualche difturbo , 
iUa Patria • come altre volte nati erano circa le precedenze i Kiftaurò 
egli il Vefcouato , & la Cappella, &rabricouui moite^ 
ftanzedinuouo; non volle mai à coloro acconlèntir e.» , 
che lo confìgliauano a dare qualche co fa a'parenti Cuoi 9 
ancorché moftraffe di amarli , & di tenerne conto ; fu 
grande elemofiniero, &: circa quefta parte non voglio 
reftare di rammentare due fìie nobiliflìme attioni , Tvna 
... fìi l'ordinare, che delle lue entrate fi pagaffero i debiti 

fole, che fece t^itcijche i poueri della-Cittd , eDiocefi doueano alle-* 
in kmitio de* botteghe de' Spetiaii , per medecine tolte nelle loro in» 
Poueri delia fermiti , i quali importarono circa fèicento fendi i Tal- 
* "«la* fj.^ l'ordinare al Monte della Pietà, cherellituifte i pe- 
gni tutti de' poueri,fàcendo lacerare le pò lize,& cancella- 
re dal libro il nome de gl'ifte/si, la quale opera fimilmen- 
te importò più di ottocento feudi; poche parole vfciua no 
dalla bocca {ùa , & quelle erano tanti oracoli; nelle^ 
fcic^e diFilolb/ìa,& di Teologia era l^imato vno de'mag- 
giori /oggetti, ch'haueflè la HeJig/one Domenicana , Scia- 
Vita, e coftu- ^^'^ in effe var/j /uoi fcritti» non vsò argenti, ò tapezza'*ie 
mi delI'Brco- di forte alcuna, ma con^rme a* ^acri Concili] foftenne la.» 
lani. dignità fua con la vita, $c con i coftumi , lembraua la ca- 

mera,oueftudiaua, &dormiua, quafivna cella da Frate, 
nel ietto vfaua lézuolidi lana, di cui anche erano le tona- 
cene fue,8c camifcie & in tutta la vita ^la mantenne quel- 
la pouerrà,fèmpIicità,& oflfèruanza reJi^ìofàvche haueua.. 
in tanti anni apparita nell'Ordine , & Rehgione fìia, della 
quale non fi potè cgii dimenticare già mai , anzi dì cui fu 
fempre corantoamatore , che piii volte fece opera di ri- 
nuntiare iigrauepefb del Vefcouaro , per far ritorno al- 
l'antica fua cella : compofe vn Rituale per ièruigio di que- 

fto 



Libro Secondo . 2.J9 

do Tuo Clero, iJ quale e ftato più volte riftampato, & fu da 
lui cosi bene ordinato , che molti Vefcoui fé ne (èruono 
nelle Docefi loro ; fece diftribuire ogni anno cinquecen- 
to feudi, che i\ Papa riferbati gli haueua ài penfìone fbpra 
lì Vefcouato d'Imola,a' poueri ài quella Citta > nel terapo» opere di can 
ch'egli gouernò quefta Chiefa , vennero à Perugia! Padri tà verfo po- 
di Giouan ni di Dio , che hanno cura de'poueri incura- ""^* 
bili,a*qualir£rcoIani comprò con quella caritàjch'cra di 
Impropria , alcune cafèin Porta Burneain aere falutare, 
& atto à poteruefì allargare,oue i\ primo di Gennaro del- 
l'anno 158 j.quei Padri vi andarono à ftare, &vi códufTe- 
ro alcuni infermi, &à quell'atto interuenne il Vefcouo 
col Clero proceflìonalmente, & con interuento digran-t 
popolo ; mori lèttuagenario Tanno 1 585. il giorno 2p. ài 
Ottobre , e lafciò la Libraria fua , la quale era ài molto Muore l'Ercow; 
pregio, al Conucnto di S.Domenico, hauc Ione prima ot- lani,& é fepol 
tenuta licenza dalla Sede Apofiolica,come anche àx elTer /-°^-\'^n^*^'* 
fcpolto nella Chiefa di detto S.Domenico,oue fu co gran ^^^ ^ ' ^°^^ 
pompa funerale portato il corpo fuo : vedefì nella faccia- 
ta di mezo del Coro la teflafuadi rilieuo al naturale,& di 
fotroeuuiqueflaifcrittione> che viuendo fi haueua da fé 
ùeffo compofìa . 

FR. VINCENTIVS HERCVLANVS 
PRIMVM SARNENSIS, DEINDE IMOLENSIS, 

nvnc pervsinvs episcopvs 

beat* spbi memor vivens adhvc locvm hvnc, 

vbi mortale svvm post mortem hvmaretvr, 

elegit. 

ANNO itTATIS SVM LXV. SALVTiS VERO M.D IXXXf. 

Nella lapide pofia in terra fono intagliate quefle lettere « 

HIC DORMIAM, ET REQVIESCAM- 

Antonio Maria Gallo da Ofìmo , Scalco prima , & al- 
rhoraTeforierofecreto di SifloV. ottenne Tanno 1586.il • »» ' 

Vefcouito vacante di Perugia, ou'egli venne perprSder- ria" Gal?© ce- 
ne il pcffeffo il mefe di Nouembre;fcce il giorno a^.di det tiene da Siilo 
to mefe la fua ìntrata Pontificale co ogni forte di magni- V.ilypfccua- 
ficenza , & dimoftroffihumaniffimo con tutti, partico^ar- ^^^ Penigia. 

mente 



E creato Car 
dinaie, e ritie- 
ne j1 cogno- 
me di Cardi 
naie di Peru- 
gia. 



z8 o Libro Secondo • 

mente moftrò con viai t£etti quanto amaflè laChieÙL 
Catedrale,Ja quale eflb chiamaua fua cara,& diletta òpo- 
fa,aila cui Sacreftia donò buona Comma, di denari per ca-^ 
celiare akuni debiti; Richiamafo indi a poco a Koma,per 
ordine deJ Pontefice, fu l'anno irte/To 1585. tra' Cardinali 
Preti annouera to, & hebbe iJ Titolo di i>. Agnefe in Ago- 
ne,& il cognome di Cardinale di PerugiajcornoflTene poi 
à quefto Tuo VefcouatOiOue fece fpeCe notabili in far nuo- 
uè fabriche nel Palazzo del Vefcouo, & parendole ftrano, 
che la Chiefa Catedrale non fofle con(acrata,fi accmfe adi 
opera così egregia,& adempiila l'anno 1 587.ÌÌ giorno 5di 
Confacra la Apriicconfacrando non folo la Chiera,ma etiandio l'Al- 
Chiefa Cathe tare maggiore , quai cerimonia fece con grande appara- 
to,& folennità : ne contento di gratia così fingolare fatta 
à quefl;aCliiefa>procurò Tempre di adornaria,& abbellir- 
iajfu egli cagione,che fi collocaflfe fopra l'Altare fiio mag- 
giore il belIo,& magnifico Tabernacolo,cIie hora vi fivC" 
de, per feruigio dei quale fece fare vn ricco padiglione , & 
donò molti feudi per ornamento di detto Altare, &> alcu- 
ni fuoi parati ; aflegnò vna prouifione di cento fendi l'an- 
no alla Cappella della Mufica,accioche tenere d poteflera 
più Cantori , perche poi non era nel Duomi la prebenda 
Teologale,come co nmanda il facro Concilio di Trento, 
eflb ve ia ereflr^,dando vn Canonicato a perfona di tal ca- 
rico degna ; fi preparaua tuttauia di fare altre cofè p'ù Ce- 
gnalate in honore della fua Spofa , ma Sifto V. mandollo 
Legato nella Romagna,oue venuta nuoua, ch'era vacato 
il Vefconato di Ofimo Patria fua,gli fu da.Grego'-io XIV, 
fanno 1 59 1. con ferito, e fucceflè à quefta Chiefa Napoìio- 
tiene il Vcfco ne Comitoli Periigino , il cui infinito merito , perche egli' 
uato di Olì aiprefenteviue , eh molta fua modeftia mi sforza hora 
jfua, à tacere , repigliarò in altra occafione, eJodarolioà 

pieno . 



drale.e l'Aira 
re maggiore 
di quelJa . 



Simolira gè- 
nerofilsimom 
adornare , & 
abbellire det- 
ta iua Chiefa. 



E màdato Le> 
gato de Lace- 
re in Roma 
gna. e poi ot 



Il Fine del Secondo Libro . 



' .. 2.8l 

D E GLFHVOMIISI I 

ILLVSTRI PERVCmi. 

LIBRO TERZOr 



Il uomini llluflri nella Profeffione dell' Jrmi. 
Cap, /. 

Ndrea Montemelini creato 
Podefta,ó Generale Capita- 
no in Fiorenzajl'anno Ii28. 
(ì mo(Tècon pouei-o(b efèrci- 
to a danni deila Citti di Pi- 
ftoia 1 e faccheggiato quel 
contorno, dirocchò anco il 
forte Cartello di Carniigna- 
no, nel quale fopra vn'altifll- 
ma torre , PiftoJefipofto ha- 
ijpano., due gran braccia c{i 
marmo , che con le loro mani faceano le fiche à Fiorenza, 
per vfare il prouerbio , che all'hpra correua , e che JVfa 
anche Dante in bocca di Vanni Pucci da Piftoia nel prin- 
cipio del Canto xxv. dell'Inferno , dicendo , 

Le mani alzò con ambidue le fiche . 
Quefti ifteffb nell'anno 122?. hebbe in forte dì ritróuarfì 
alla publicat'one dell'Indulgenza, che il Sommo Pontefi- 
ce Honorio Terzo concefie al Glorio fo Francefco d'Aflìfi 
nella Portiuncola df S.Maria de gli Angeli, & egli afiìeme 
con VguJino GJiri/Ì3olti pur nobile Perugiro , fu teftimo- 
,nio i queUa miracolofa publicatione . Huius rei te- 
ifies futre fuper nominati Bptfcopi , cumays V iris Ma 
gms, é?' Dominisi tamdePtrufio quàmde aiijsCiuitati' 

Kn busy 




Ricord.Mab- 
ipm neJIa iuz 
Hilhdi Fioré- 
2a,cap. 11(5, 
c.zoj. 



Gfo;Viì.Jib.(?, 
cap.y.c.109. 



Antico peco- 
rino nella Sa- 
crelhafecreta 
de' Conuen- 
tuahdiS.Frà-. 
cefcoinAflìff, 

luc;VàdingH. 
— fuoi -- 



ne' 
tom.i 



ann. 
c.zpi. 



z^z Libro Terzo. 

buf9 Domini nìmirum Andreas de Montemtìinop ^ Vgo . 
linus Qhrtjpoltus , 

ARmanno ài Nicolò de %\{ Armani, hoggi delia Staffa, 
fu di gloria militare auidiflimo,e per fatti generofii 
iotto ranno qua/fiuogiù de più lodati guerrieri eguagliar (ì puoteivie- 
5 1^57.^^ ^^ anuouerato nella Cancellaria di Pifa fra cinque Capi- 
tani Generali Perugini,che (bruirono in varij tempi quella 
Republica, e fi vedea ritratto nella gran fala de* Paladini, 
che fece Braccio Baglioni in Perugia . 

AGamennone degli Arcipreti,hoggi della Péna,fu de* 
_, _... primi Condottieri diBraccio forte bracci, al quale 

Cip.nella vi- con lì configlio >e con l'opere giouò grandemente in mol- 
ta di Braccio, tegenerofe imprefè fatte da quell'inuitto guerriero ; era 
^•^7* Patrone di Penna Terra preflfo Amelia, e nelpaflfaggio di 

Sigifmondo Imperatore per Perugia nell'anno 1455. fu 
f p^^"'?' c^'' creato Caualiero nella Chiefa di Monte Morcino> con al- 




FrancefcoMa gnorc _ ^ 

turanti© nella cinino Generale di qucll'imprefa j con l'iftefib militando» 
fuahiH. doppo la morte del famofo Braccio > hebbe il Titolo ài 

fuo Tenente Generale, e nell'anno 1442» Spedito Amba-, 
fciatore i trattar pace , & accordo fèco , oprò con la dia., 
prudenza, e gran dcftrezza, che egli accettale il baftone 
òt\ Generalato ài S.<]hiera , e fu per tal conto in gran Iti- 
ma tenuto dal Sommo Pontefice Eugenio Quarto* eiùoì 
Succelfori . 

A S torre di Guido Baglione vno de* Condottieri del- 
l'efercito Aragonese , fi oppofè brauamenteconle 
Khm^^' Tue genti al Rè Carlo, che pafifaua per Lombardia in Ro- 
magna ; nell'anno 1 5oo. fu afliemfe con Vitellozzo Vitelli 
^"d'^ ndPW^ ^ ^^^^^%^'^^^ Alefiandro %tSko , & in tempo , che il DucaJ 
ftor, d'Italia ' Valentino s'impadronì quafi di tutta la Romagna , iènza 
CI I- che nelTuno ardiffe ^ opporfele , dubitando Aftorre , che 

l'ani- 



Libro Terzo. 283 

fani'mo del Duca, non foiCe anco di opprimere il Signore 
di Camerino, come era con effetto , egli per fodisfare»» 
all'obligo della parentela , oprò di maniera con il Papa , 
& il Duca , che venne afligurato quello Stato , affieme-» 
con la fua perlbna ; ma per tal beneficio no fminuì quegli 
l'odio , che portaua a Cafa Bagliona , & in occafione di 
nozze,perlomatrimonioconciu(btra Aflorre, eLauinia um n- ., 
Colonna, per mezo del Kè di Napoli , gli ordmò contro turanrio nX 
vnafieracongiura, la quale, benché poinon partorire., JaTuahiftor 
come era fuo intento , la totale deitruttione del fangue^ ^'^ *• 
Baglione , fii nondimeno caufa delia morte di Guido ,81- 
monetto, Gifmondo , & del medeiìmo Aftorre , contro il 
quale tanto incrudeii vn barbaro paricida , ehe caccian- 
do li la mano in vna larga ferita, che data gli hauea nel 
petto , à yiua forza gli fuellè il cuore . : 

ADriano primoBaglionf, detto Morgante, nel 14P2. 
fu dal Sommo Pontefice Adriano Serto, inuitato ad 
honoratifsime Condotte , e poco doppo , per parte del R,è Francefco Ma 
Carlodif-ranciajfugli offerto il comando di 700. huo- wrantio nel- 
mini d'arme , ma egli per ritrouarfì obligato al Rè di A^ ^* ^"* ^'^' 
ragon a, ricusò JVna, e l'altra offerta, e porto/fi ^ quel 
foldo i aflieme con Aftorre fuo fratello i Comandò in al- Panuin. della 
tre occorrenze per Fiorentini 1500. Lancie , &hebbeda fw^o' cello" 
Senefi il comando generale dell'armi , mori in Pacjtano 
Caftello di Perugia , & il corpo riportato alla Citti , con Cacellarìa dì 
pompofè eflequie fu riporto nella Chiefà di S.Prancelco Siena dell'an- 
delConuento. 001470. 

Storre (èco do di Gentile Baglioni,andò in'Vngherfa Mamb. Rpfs. 
\con joo.fànti fotto il comando di Aleffandro Vitelli, ^^^^ ruahift, 
militò Auuenturiere per Carlo V. alla Città di Affrica, libl^^cJr!^^' 
e di Moniftero , fu Generale Capitano d^Ue fantarie Ve- Comp.hift.di 
netiaae , à Bergamo ,à Padoua , &in Cipridi Famagofta, ^'^'' ^'^<>^^ 
la quale; manceone lo fpatio di vndeci mefi, controvne- ^^fi!^"'^*^ 
fercito Tiirchefco di ducegtjo mila combattenti, ;niorJ in Frane. Sanfo. 
detto àffediofatto decap/tare da Muftafà Capitano Gè- delle Fam. HI. 
neralediSelimlfiap^ratore de" Turchi, contro la fede ^'^^^''a c.2^. 

N n 2 d^ta 



zS4 



Librò Terzo. 



"^".Pariita nel- 
rhift. diVen. 
lib.i. 

Bsmar. Tom. 

nella vita di 
Allorre . 

Atit. CicKar. 
nella vita di 
PioV. 

P. Gioii io né' 
faoi Elogij . 



Comment- di 
Monluc Ma- 
lefcial di Fià- 
cia ]ib.4. 

Giouìo ne gli 
Elogij de gli 
huomini Illu^ 
ftri dì Cafa__. 
Bagliona . 

Frane. Saniiii- 
no delle Fa. 
miglie Illullr. 
d'Italia Ub.i. 



Vita di Carlo 
'Quinto lib. 5: . 

Hift.Venei.di 
P.Parwtali. ». 

Comment. di 
Biagio di Mó-^ 
lue Marefcial 
di -Francia.^ 
lib.i.c.ój» 



data nelle capitulatfonf prima della re(a delia piazzàVcd^ 
faifo preteso , che egli, &ilBragadino, conti oieragjoni 
di guerra , e le leggi di humaniti , haueflfeio dato morte 
allf Tuoi Monfuimanif che teneuano prigioni. Non man- 
cò chi difife , che la Vrtcoria N anale , ottenuta pochi meli 
doppo da' Chriiliani contro Turchi à Lepanto,ficaufafle 
dalla gran perdita d'huomini , che fece Muftafà in quella 
eijjugnatione , il numero de'quali, dieoso, afcendefleà 
quattordeci mila Giannizzeri,& à quaranta mila auuen- 
turieri de' foldati veterani , & de' migliori della militi a.» 
Turchefca. 



ADriano di Gentile Baglionì fratello del detto Aftor- 
re,in Alemagna fa contro il Duca di Saflfbnia,e l'An- 
grauio d'Affia , & iti quella gran fcaramuccia feguita al 
Prenz, moftrò tal valore, che fu ammirato dall'ifteflo, 
Carlo Quinto i In Francia nella prefa di Cale3,& di Tian- 
uilla, lo riconobbe il Rè Henrico di 8000. Franchi, e 
creollo CauaJiero dell'Ordine ; hauendo finalmente mi- 
litato quafì tutti li fuoi giorni priuato Auenturiere , heb- 
be in Vngheria dà Mafsimiliàno Imperatore Ja dignità 
di Capitano di quelli, à punto in tempo, nel quale e molti 
erano in nnmero,e tutti i primi Signori,e Baroni di Chri- 
ftianitaj mori in Roma Luogotenente di Giacomo Buon- 
compagni Generale di S.Chiefa, nell'anno i574. dell'età 
fua 47. e fu con gran pompa ripofto in Araceli.' 

AScatììo primo da Corgna Marchefe diCaftfghonèifa 
all'imprefa di Gafale di Monferrato,oue perde nella 
battaglia vn 'occhio, e co quefto diruantaggio fi códuflTein 
fteccato a Petigliano con Giannino TadeiFiorentirio»ftf- 
mato gran Capitano,^ amaizollo j fu in Germania con-^ 
tro Luterani , & hebbe carico di comandare , oltre allej 
file genti , à tutti gli Archibugièri dell'altre Còmpagnie-J 
ItaUané in qualfiuoglia fattio né j fu a' feruirij del Ré di 
Boeniia Generale della Cauallerià; nella guerra di Siena» 
il Rè ì'ìlippo di Spagna, & il Duca Cofmo de' Medici, non 
rapendo Tvnitiell'alcrò, lo «leflero Capitano Generale-» 
■'^« della 



■y- 



LibroTerzo, 2,85: 

della Fanteria ; nella, guerra di J\apoJi fu Generale della 
Gaualieria per il Sómmo PQntefic?> e poi Mauro di Ca m-- Mairbllffio ' 
pò Generale delle genti di Sua Ma^ftà .; per lo fuo valore ^f'^f j^** ^^*' 
à tempo dì Pio Quarto» liberofsi Malta dali'afledio terri- 
bile de' Turchi , e finalmente i^ K.è Filippo, crrepUo vno 
dt'Còagìicri delie cofedi fiandra, Capo dplle fortifica- J'^gJ^.'^^J* 
tioni di tutti i fuoi Regni , e Maftro di Campo Generale^ lò Doghoni 
in ltalia>cari-ca,che nella Tpeditione dell'an nq 1 57 1 .fugli ^f -j:-? 05 p^ ^^ 
confirmata da Don Giouapni d'Aufìria Generale di^quel-j k^cVa^ 
l'imprefa ; mori poco doppo inKoma, d'età^d'anni 5^. 
hauendo hauuto anco il baftone-dei Gieneraliato di Santa 
Chiefa da Giulio Terzo fuo zio,& il corpo tran :jlètito con 
folennitiin Perugia, hebbe fepoltura nella Ciìiefa di San 
f ranccfco del Conuento^ 

A Scanio della Penna,Tioggìda Corgna,per Tadottione 
del fudetto Afcanio di (ègnalata memoria, andò in 
Francia con l'efercito madatoui da Greg.XiV. nel quale 
hebbe il comando di cento Lancieibtto il Duca di Mon- 
te Marciano» licentiato poi lefercitoEcdefiafèico, fu dal 
Kè Henrico Quarto offertegli più honoreuoji condotte , 
ma egli recufateJe , .per moftrarfi fedele aJ Papa^^ , & al Rè 
ài Spagna , di cui era Vafallo, per lo Stato , che hauea nel 
Regno di Napoli, transfèrifsi inrFiandra,.^t-to lafcorta Comp. Hìfì.' 
del Grande Aleflandro Farnefcefu tenuto ingJ^ati conto; di Gio.- Ant. 
aiutò poi l'imprefa di Vngheria per Clemente Ottano, ^^É^'^^^''^^ 
hebbe in Ferrara carico di Generale de gli Arciiibugieri, '^ 
Si il còmando.diquindeci Compagnie di Fan;ti-,&vltimar ..:/i : ; 
mente fu dechiarato Luogotenente della Guardia dei ':'> > ' ' >n 
Conciane nellelettionedel nuouo Poqtefice , che fu Leo- 
ne Vndceitóo inori ki^^wji*. Tanna i6p<^. dcJlìet^ l 
&a5J. '' <■ ■- ■ .'^' •> 

BE rardo di G uido della Corgn a, vìen clii am ato n e gli ^^^ d'peh 
annàlideUa Canceliaria di Perugia , Nobilis » éfpo- a,a neìl'ann! 
ffw ^r/M: Tu Generale Capitano nell'imprefa <ieiranno del 15 io. e 
ii^i2^ contro Spjoletini^ € yei^utio alTaWO d'arme con.» ^^^ 1312' fot 



z%6 Libro Terzo. 

Brufcamante loro Signore nel piano del Caftello di San 
lib.roffonel- Britio pofto in vicinanza della Citti di Spoieti, reftò con 
fok It ^^dei '^ ^^^ efercito vincitore ; l'iftefTo nell'anno 1320. creato 
J5i5^fol.ii2. Podeftà,ò Generale Capitano in Ormeto.prefè Monto- 
del ijzó.fol. rio i Sanfauino, liberò Benedetto Gaietano pregioniero 
4c. &5i; de' Colonne/i , e difcacciati tattili Ghibellini dalla Città 
nelh Ss. ^^ Cornerò , e di Tofcanella, fece chiaro di quanto valo- 
d'OruietoIib. refofle la Caualieria reggente à parte (iheJfà, e partico- 
a.c.ro4< larraente quella di Peirugi a Tua Patria. U;, 

B Ecello di Guairreduccio BagHoni, nell'anno 1^28. an- 
dò co ^oo.Caualli Perugini,eletti, in aiuto di Roberto 
Sfi*.e^i"del- d'Angiò Rè di Napoli, fautore della parte Ghelfa, & kc^ 
h fui hillor. attioni generofe cótro ilBauaro Generale Capitano de* 
f„i%$. Ghibellinijcon il quale venuto à fronte nel piano di Nar- 

ni , valòroramente combattenio , lo ruppe , e pofèlo ia_» 
Cane, di Perù fuga ; in altre occorrenze andò a' ièruigij della Città di 
già dell'anno Oruicto» e meritò il titolo di General Capitano ; fu anco 
'^*^^^°^' celebre in tenipo di pace , poiché gouernò togato Affifi, 
Nocéra, Spoieti , e l'ifteflTa Città d'Oruieto, oueridufleà 
gran tranquillità di ftato quei Cittadini , che diui/ì erano 
nelle due fattioni tanto pernitio le all'Italia. 

BOÌdrinò Paneri nel 1 5 5 i.fu Capitano di ventata nel- 
la Marca di mille Caualli , e di molta fanteria a' fer- 
vila dì sforza ujgijdel Cardinale Buontempi Perugino , &haufea (otto 
a cap 7. ^j ^^^ comando Sforza da Cotignola,che poi riufcì famo- 
Lud. Aurei, fiffimo guerriero ,* VrbanoSefto creollo Generale Capi- 
nelfuo Cóp. tanocontro Clemente Settimo antipapa, honore, chcj 
clefiaftTbaV ^^^^^ anicoda'Pémgini, éripòrtò4oro vna fegnalats-. 
C.400. vittoria cóntro Inglefi nel Territorio del CaftelJo di San 

Mariano ; nell'anno i?pi. creato dal Sommo Pontefice 
CipManent. Bonifatio Nono Generale di Santa Chiefa.Gfannel!oTo- 
nellafua hiih macelli fratello del Papa inuitollo 'ad vn fT^*5ne banchtftJ^' 
lib.j.z7 1. to in Macerataj e nel d'are Inacqua Alle «i ani , lo fece i>arV 
<; Anron:,^ bàramC!*»te hioHre , ftìdòtWjfì 4 ciò , perche fi ere feir^ii 
nella luàhiih nfòrto Bofdn^Jlr; tli potate 'Con pia ncure^za reggerei! 



Libro Terzo. 287 



goiierno della Marca > della quaLProuincia egli era nuq- 

uamente fatto Marchefe : di lai Ci leggono l'in fraCcr iti e^ Coriuzzaro. 

lodi. ■•• ■■ •' ■.■■■ \ . /--■ ./; i mi) 

Boldrinus Panicalis Pontificia Militi^ fèeptra tene- 
bat , eo nemo Dueum felteior fuitt num dum viueret a eie 
fsmper viSior , eùam pò fi morttm faptus viiiorits, trium- 
phifq. militum fuorum tnterfuit : ij Jlqutdem Vueis fui 
cadauer exjlccatum , condttumq. aromatibus in feretro 
ctrcumjerfbant > cum mmmem, qui fueeedent militi* 
imperio dignum putarent ; tendgbat et pratorium non fé' 
cus , ac viuo 1 & cireufnpofìtis vexillis beili texera pete- 
bantur > itautmortm CQtifiliji quadam forte exeepttf /eli- 
titervterentur» 

B lordo Mfchelotti Cote di Val di Chiana,fì fece Signo- ^^^ ^ 
re di Perugia fua Patria, e di tutto il dominio di efla, tit.j. 5. 17.^ ' 
ruppe con lètte mila Caualli condotti da Lombardia j le ^ 
genti di Papa Bonifatio,fece attioni fegnalate nella Fran- Cip.Man.h-s. 
eia > guerreggiando fotto il Conte di Virtù ; in varie oc- ^' ^®* '^"^ ^^' 
eafioni H colkgò co'primi Potentati d'Italia , e parrico- Giou.nella vi 
larmente con fiorentini , da' quali fiianco eletto in Gè- " ^^ Sforza. 
nerale Capitano j finalmente ritiratoli alla Patri^ j prele Leonar. Aret. 
per moglie vna figlia dtì Conte bertoldo Orfitii , e la ri- jib.x.dell'hift. 
ceuettecon Ibntuolìlfimo apparato > ellcn do venuti ad f*'^'- e- 114. 
honorare le nozze gli Ambafciatori di tutte le Citta vici- ^'^^^' 
ne , & anco quelli della Republica di Vcnetia > & di Fio- pJat. della vl- 
renza ; morì nel 1398. vccifo à tradimento da tre fratelli «a di Bonifa- 
della famiglia Guidalotti fuoi parenti , li quali ftimarono ^*° ^^' 
quell'attione douer effer grata a' Cittadini, per ricupera- 
re laliberta , ma reputoffi loro in luogo digrand'ingiuria, 
eftì la morte con eftremo dolore lèntita quali vniuerfal- 
mente > e vendicata toiìo con gran flrage , e feuerità . 

BRaccio Fortebracci Contee Signore di Montone,così Alfonfo Ciatf' 
chiamandofi egli in alcune lettere , che fi vedono di ^°"^° dell'an 
ilio pugno , fu vno de' primi , che illuftrafle la Militia tta- "^ ^"^ ' ^* 
Jiana , dominò Perugia fua Patria , eia maggior parte-j 
dcii'Vmbria,e della Marca , hebbeil comando Generale 

da'Fio- 



■aoiBP 



288 



Libro Terzo. 



' Giilcc nella 
C.58. 



da' Fiorentini , fu Generale Capitano del Papa, di Lodo- 
Camp, nella uico d'Angiò , e de' Collegati , contro Ladislao potentif- 
c.^^!lloio7 ^"^^ ^ ^* Napoli , il quale y'mCe,e difcacciolJo non folo 
lib.4, e. 174. da Roma, madaTofcana, e da tutto il Latio; gli venne 
iibtJ. c.z6o. offerto dal medefìmo Ladislao , quando egli hauefle va- 
e 176. im-Q accoftarfi alfuo foldo > trecento mila ducati , H go- 

Carlo PafTo nerno di tutto l'cfòrcito , & vna Città in dono à fua fcelta 
Iib.i.c.i7. nel Regno, eccetto Napoli, del che ringratioilo Braccio, 
per mantenere intiera la fede al Prencipe ,che egli ièrui- 
Piar, delle vi- "^ Js'impatròriì diBolagna,e di R,oma,efu chiamato , 
te de' Pontef. Alma ^rbh defen/orihebbs in Perugia, l'anno 1425. ia^ 
e zo6. 54i. Contea di Foggia , & il Prencipato di Capua da Corrado 
Signore di Foligno , offertogli perord ne della Regina^ 
Lodou. Aur. Gioaanna,fu creato Generale Capitano dell'ifte(fa,e Go- 
Iib.i5; ' ' uernatore CO ì mero , e mifto impero nclJ vna , & nellal- 
'■■'■■ tra Proiiincfad'Abrn2Zo;rannoi428.portatofi da gran- 
dezza d'animo verfo l'Aquila; Città del Regno , fi ha per 
traditione , che egli in licentiandofì da Bitta de Varrani, 
fceltifSfmà Dama , e iua carilSma Conforte , gli lafcialfe 
Doglionind inferigno figillato , con ordine , chellanonraprilfe, fé 
fuo Compen. non dòppo intefa la fua biorte , la quale , perche fuceeife 
l^',4;C."*ii« ; ilei fat-f ò d'arme , che nel medefìmo anno fegui tra lui , e 
,, "; ;;; Giacomo CaldoraiottoPAquila , giunta la nuoua à Pe- 
GiocTarcagn. r'u già dèi finiftro eaento, fìi Braccio compianto dal/a Cit- 
nell'hiihd 1 tà tutta» e particolarmente dalla Conforre, la qualein», 
eflecutione dell'ordine datoli , diUIgilJandolo fcrigno, vi 
trouò dentro ràcchiufb vn Scettro, vna Corona, &vrL* 
Manto ;VedoUifé , oggetti, che fé diedero materia di la- 
grime à(]fuella genérofifsf'ma Darna, caufat-ono anco con 
la marauigiia terrore , e fpauento a/Rè Alfonfb ,cheda_, 
quelli argumentò li fpiriti magnanimi del morto guer- 
riero ; in memoria della vittoria hauuta da quei popò h', 
fu inrtituita rjelJ'Aqui/a , &in tutte le Tene di quel Do- 
mìnio vn3'diàotiofìé,la quale inffno à hoggi fi mantiene j 
detfàda loro f'Aué Maria di Braccio^ fu il corpo per or-- 
dine di'Pàpa'Mtrtiho , poj:£.at(i in Ròrri r, ma indi a òtto . 
an ni , Nicolò Pòi tt'ebràcp, ottenne da Eugenio Quarto , 
dipòteriòti'ansferii'e a Perugina e fu collocato nel Coro 

della 



Módoiib.17 
d'Ho. 42,7. 






Librò Terzo 



2.8p 



della Chieia di S. Francefco , in vn'honoratirsinio fepoJ- 
ero, con molti Stendardi, Corone, e fregi militari d'in- 
torno, il che fu nell'anno; j.4J2. '■ 

BRaccio primo Baglioni figliuolo di Malatefta , e ge- 
nero di Braccio Fortebracci , dal quale non degene- 
rò nel valore dell'armi , hebbe il Generalato di S, Chiefa 
da Califto Terzo Sommo Pontefice, erefofi formidabile 
con il Tuo efercito , forzò i Prencipi d'Italia , benché po- 
tentifsimi ,é deporre l'armi , & ^ far pace ;fu con il Cootp 
Carlo Fortebracci l'anno 145^. contro Francefco Sfo^z^ 
Duca di Milano , al q naie diede y.n a gran rotta nel Lpdi- 
giano ; Siilo Quarto gli confermò per fé , e fuoi Bgliuoli 
Spello Terra deli' Vmbria, altre volte concefla a Malatefia 
filo Padre da Martino Quinto , nell'occafione , che ricu" 
però Perugia perla Chiefa ; morì nel 1474. in età 4'40n 
ni 5 1. e fu ripol^p nella Chiefa di $, Maria de' Serui,. , ;:; , 

BErnardino Fortebracci nepote di Braccio,e figliuolo 
di Carlo, fu in ablènza di Gio: Paolo taglioni Capir 
tano Generale de' Venetiani, eportofsicon talvalore-j 
nel fatto d'arme del Taro , che fu caufa , che gl'Itahani , 
mediante il ilio configlio * non furono {confitti da' Fran- 
cefi, an2i, entrando e'gli per fianco con la CaualleriaJ. 
nislk /quadre di elfi, ìì attribuiflero la fama della vittoria 
contro quellijonde hauendo per prima la carica di mille 
CaualJi , per lo valore dimofiirato in quella fattione , gli fu 
accrelciuto il comando di altri cinquecento, & in oltre-, 
la Republicadonogli vn bellifsimo Cauallo , con forni- 
menti ricamati d'oro , e di gioie , che poco prma ella.* 
hauea hauuto in dono da Baiazet Imperatore de'Turchi. 

Bino di Ridolfo S/gnorelli , nell'anno 1 507. fu creato 
Maftro di Campo del terzo della Prouincia di Ro- Comment.dì 
magna , e porGouernatore dell'armi nella Città di Rimi- fu?°Marefc^Ì 
ni; hebbe dal Collegio de' Cardinali il gouerno delie-# di Francia, 
Compagnie de Caualli , che hauea Fabritio fuo fratello ; 
fu Capitano di MalateftaBaglionipntroin Fiorenza,Luo- 
- O o go 






Hift. d'Italia 
del Guicciar. 
lib.i.c 58. 
Hill, del Béb. 

lib.2. 

Comp.hirtor. 
del Doglion 
' p.4. c.47<?. 



Plat. nella vira 
diAl.ei"s. VI. 



E 



2po Libro Terzo, 

gocenente Generale dei Marchefe di AfontebeUo nepote 

li i2.e'i5?Fe^ Corgna nciÌ4 guerr4 di Sièn-a, e di Cat«ia(i Or:fini slfer^ 
brarò 150*7, uigio de' Venetiani; hebbe anco condotte honoratiflìme 
Inilruttione dal Rè f rancefco Prittio in f randa, ^e Giulio "Ttaf 20 Sootì- 
djAfcaniodj flio Pontefice mandoUp Afi^bài^iatòre^J Viceré drNa- 
a Bmoln ma- P^^^' P^^ trattare moJte tofe appartenenti a'primi'raotiui 
no di Frane, della guerra dì Si^qa; rr^Qri l'ai^ao i ffo, in età d'4noi'$^ 
Sigfioreili , K^ "^ii:>.v,3tj , aliali i^ViiDOOi^i i ostoi", Oviv:j'j'Ì3 oiil li no; 

^llàcaoTecòndb '^rCriifoné Bégliòhe,^^^ 
"^ mo Potefìce Leone X. per ièruigi predatili nelle guer-* 
'Platina delle r^^e' fuói tenjpi,il Caftéilo di Montaleravla Torre Chiù- 
vite de Pon- gina, eia Torre di Andrea.con titolo di Marchefato,poA 
telici , fedute anticanaiente da fuoi antecelTori ; con il fauore-* 

defl'ifteflb Fontefice j entrò aflieme con Sforza iuo fratel- 
Marco Guaz- Io in Perugia, e furono come Padroni della Gittà -, fu con 
zi nella iua«. n Cardinale de' Medici in Vngheria,& alla guerra di Sic- 
hjft,c.84- n^f jj (Quella gran rotta,che hebbe l'eflercito del Papa,egli 
j(b lo combattendo fece prigióne Camillo Colonna ; fu 
nelle guerre di Napoli Colonnello de gl'Imperiali', e l'anri 
ho i'527. ffloftrò incredibile valóre nel Fiorentino, oppo- 
ni; .ili} i nendolì con folicento Cauallia Borbone,dìnah2i al qua- 
' le fuggiùia il Campo della Lega ; morì nel 1 55P. à Monte- 
cpìògnola Caftello di Perugia , è riportato a'ia Città , fu 
foférinementc ripofto nella Chiefa di Santa Maria de' 
Serui. 

BÀrtolomeo Borbortide' Marchefi" del' Monte , fu p^ 
grandezza d'animo , e per ardire jnilitare tenuto in 
delTorigine"* §**^" ftima dal Cardinale Ippolito de'Medici , e dal Duca 
delle Cafcj Cófmo, a^cuiferuigimilitò in Fiorenza con honoratif- 
Ulull. d'Italia fìme condottejandò con trecento fanti in Vngheria,epoi 
C16X. ^^ Franda con Pirro,e Stefano Colonna ; fu Luogòtenenj^ 

te di Malatefta da Rimini, e Capitano di quattrocenrb 
Fanti; tenne in honoratifsima difèfa Pinarofo contro»^ 
Màrchefe del Vafto famo^ffimo Capitano di Carlo V. 
milito anco preflTo il Duca Ottauio Farnefe in Germania, 
Se vltimamcnte per il Sommo Pontefice Paolo Q'iarto in 

J^oraa, 



Libro Terzo . zp k 

Koma 5 donde tras%itqfi a' feruigi del Gran Due a in^ 
To/cana» hebbe iprimi gouerni dello Stato , e procac- 
ciofti honoratirsimo nome apprefTo quell'Altezza. 

CEftio , vno de' primi > e più ftimati Cittadini di Pe- 
rugia, hauen do militato per li Romani nella guerra 
di Macedonia , &in quella fatto generofe atfioni , fu co- 
gnominato Macedonico; nell'affedio dì. Augufto contro 
la Patria, c^\ì per non foprauiuere al fuoco , & al ferro, 
mife fuoco alla propria cafa, e col ferro trapaflacofi il 
petto , morì , & inceneri fra quelle fiamme , e fu anco ca- 
gione dell'incendio della Città tutta; altri vuole , che egli 
venifleà quella gran reiblutione per non romper? la data 
fede , ma non fi dice , che fedefofle quetta, e come., Sci 
chi data. \ ' 

CHrilpolto Chrifpolti , hauendo con le genti Perugine 
valorofamente militato nella guerra di Puglia , e ne* 
tumulti di Roma contro Confoli , i fauore di Giouanni 
Sommo Pontefice ; fu da Ottone Secondo Imperatore-j» 
lafciato Vicario Imperiale in Bettona,e vogliono alcuni, 
che all'hora egli fondafle la Famiglia de* Chrifpolti iii^ 
Perugia, ma il Ferrarlo nella fua hiftoria pone , cheeffi 
tragghino la loro origifiedal Santo Vefcouo Ch'-ilpolto . 
Extat etiam Familia Cbrijpoltorum Nobi/ts Biconi/ , ^ 
Perula 9 quam à S.CbriJpoito originem trax'tjfe duhium 
non eli : falfi mentione di vn fuo diicendente nel!a Can- 
cellaria dei Palazzo , il quale fi pone foflè Confble in Pe- 
rugia in due Inftru menti, IVno d'vna iòmmiflìone di Roc- 
ca Flea alla Citti, l'altro dVn a Lega feguita tra' Perugi- 
ni , e Todini nell'annp 1208. 

ob>,:ia! ib^moniabaiK 

GEccolinò'Michefofh" fratello di Biordo , nel i;?p7, 
fu Gran Capitano di Galeazzo "Dìca d? Milano; fer- 
uì Ladislao Rè di Napoli , la Repablica di Fiorenza , & i 
Sommi Pontefici; fuprii vokc Confaloniero del'''^flercito 
Rafpante Perugino , e Gran Capitano della Regina^ 
^iouanna M'anno 14154 in vn fatto d'arme feguito tra^' 
' Co a lui. 



Appiano A- 
lefsànd. lib.5. 
delle guelfe 
ciuili . 

Veli. Patere, 
lib. 2. deil'hi- 
Itor.Rom. 

Dione Mice^ 
nolibi48. 



Fan. Camp, 
nella fua hiit. 
lib.15. 

Filippo Fer- 
rariù nell'lii- 
Itor. foprai 
Martirologij 
e. ij?4. 



Libro delle.-:. 
ioni.nilsioni 
legnato f lol. 
ii8.A.tòi.4i, 



Plac delle vi- 
te de* Ponte f. 
C.3:6. 



Ant Cap, lib. 



zp % Libro Tèrzo. 

lui j e Braccio Fortebracci nella Campagna d'Àfljfi,pr;e- 
p. Giouio nel ualehdò la fortuna di quefti , reftò Tuo prigione , e come 

zacap.4f. P^"^^^*^^^*^"®"^^^?^^^^"^ morire; fi ÌQ^^tdiìm , Sedi 
altri fuoi frateJJirinfrafcritta memoria. Inter Ra/pantes 
. , €umCiuitatis regimins potirentur , quatuor fratres fuB' 

ComnSif ' ^'^ quorum matrem prudenujfpmam fcemmam , fitpidi- 
lib.i, xifiè tradttumtHiJìbi quAtuQrfilmejJi%Btordum^qu.ì 

^ dicendo^ & faeienda exceUtrit . Ceecoitnum , qu$ face- 
re quidem egrepìnojfètfeloqut nefciret , Antomum ^ cui 
dieendt copia cumej/et jfaeiendt^nofiejfett &Eganufn^ 
qui , & jasere y & dteere tgnoraret . 

GHeru bino de gli Armannr i ò delia Staffa > fu cogna- 
u.v, ucicmia to di Braccio Fortebracci, militò Tempre fottoJaj 

da GioiAnr. dilui difciplina, e come Capitano di valore , fu in parte 
Camp. lib. 4, di molte vittorie , e particolarmente di quella» che ripor- 
C.145.179. tò queirinuitto guerriera di Carlo Malatefta nei piano 
di Colle , dalla quale ^oi lùccefle la ricuperatione deJla_« 
Patria per detto Braccio , e fuoi Nobili adherenti ; man- 
dato l'ifteflo con le genti di Braccio al conquìfto di molte 
Terre , e Caftella ne' contorni della Citta di Qruieto , e 
po-i à Caftel della Pieue, fi refe con poco contrago patro- 
ne di tutte , e tornato alla Patria fu in molta /lima tenu- 
to , e tra' primi capi della No biltà . 

CArlo Fortebracci figliuolo dì Bràccio,hebbe diuerfe. 
vjiu. xa.v ..r condotte di Fanteria,e Caualleria > fu Luogotenen-. 

deirhillof.del te Generale del Piccinino , con il quale ritrouoffi aliai. 
Mòdo lib.ro. rotta data allo Sforza fotto Iodi l'anno 14 5 5. doppo la.» 
C-4P9» morte del padre, hebbe il comando di cinquecento Lan- 

cie da* Venetiani , e licentiatoiìda quelli , di&gnò di ve- 
M.Ant.Sabel. dere , fé con la reputatione dtl nomedi Braccio , poteua 
Ìib"ìo dew5. "^'^° ^^^^^ ^^ Perugia riporfi , ma troiata nmpfirefa mol- 
c.zir! to difficile , portofsi in Tofcana > e Cotto colare di molte 

pretenffoni , ch'egli hauea contro Senefi , per h^ ftipendij > 
ch'eglino doueano a fuo padre , mofle a Siena la guerra > 
e con tanto impeto , che pofe in gran timore quel Domi- 
nio , onde fu forzato ricorrere a* Fiorentini* li quali poi 

tanto, 



m 



Libro Terzo w 2^3 

tanto operarono , che Carlo ritiròfli » il quale Tdegnato , 
portatbfi'di niiouo al foldo de' Venetiani, tornò co n.» 
trentacinque fquadre di CauaJIi a'danni di Tofcana, ma 
nella prima giunta, infermoflì, epocodoppo mori ina 
Cortona ; à quefti ifteflfo il Sommo Pontefice Martino ad 
inftanza 4elJa Città di Perugia , conceflTe Cartello , Gual^ 
do di Nocer a , e Montone,e da E ugenio Serto fugli con- 
firmàto Gualdo predetto, e Montone jin Vicariato per- 
petuo, . 

C Ario Bacciglia figliuolo d'Oddo di Braccio Baglio- 
ne, fu condotto aflieme con Aftorre fuo cugino da' Ffancefc.San- 
Venetiani, in tempo , che la Kepublica defideraua rimet- Yn^ioheiiin- 
tere nella Patria Pietro de* Medici fuorufcito Fiorentino, Hre 3' Italia 
& hebbero il comando di cento feflanta huomini d'ar- c.21. 
me , & di altretanti Cauallileggieri ; fu con D. Virginio 
Orfini a'feruigij del Rè Carlo di Francia, & fatto prigio- ™^f„I;"^^' 
ne dal Duca d'Vrbino Condottiere Aragonefe, fu perii- e. 35. " 
berale beneficio di Griffonetto Baglioni, che era al foldo 
del Duca,ripofto in libertà ; eflèndofi finalmente collega- 
to con fuoru/citi contro Baglioni regnanti, fece di loro in 
Perugia vna gran ftrage , e reftò Signore della Città, ma 
in breue ini combattuto da Gio: Paolo , che con podero-* 
io efercito gli fi fece incontro , fu forzato à cedere , & à ri- 
laflarne il dominio, in memoria di che, con occafione di 
refarcire le muraglie della Città , s'intagliarono quefte.» 
lettere fopra le porte di efia . 

EXACTIS NEFARIIS PARRICIDIS, 

victoribvs BALLEONIBVS 

VETVS INSTAVRATA V R B S. 

r 

CAmfllo Borboni de* Marchefi del Monte , fu de' pri- p^-^^^^^ 5^^^ 
mi Nobili , che pigJiafle l'Habito di S. Stefano alile- f^^-^^ j.^^^^' 
me con il Gran Duca , quando egli fondò quell'Ordine in ^ , ^ 
Pifa; mandato dal padre alle guerre di Fiandra , iui fi fé- para.UbX'c! 
guaio grandemente con il valore mortrato in varie.» loo. 

fìat- 



294 Libro Terzo. 

fattioQÌ, Scimprefe; fu in Vngheria contro Solimano, & 
al foccorfo di Malta con honoratifsiniecondotteitorna- 
to in Fiandra» hcbbe il comando di tre mila fanti , e la»» 
tenenza generale della Caaalleria fotto il Marchefe di 
Risbruch Generale di quella . 

Macteo Vili. /^ Hrifpolto di Pietro Chrifpolti, è chiamato dal Villa- 
lib.j. cap.25. \^ uj Gran Capitano deH'ArciuefGOuo v^ifconti, hebbe 
cicell di Pe '^ «^^n^mio di Bettona, & in vn grande aflfedio, che vi pofe 
rugia dell'an- l'anno 1 2 5 i . l'efercito Perugino collegato à parte Gheifa, 
no ISSI. fol. con il Commune diFiorenzajla tenne in tale honorata^ 
Ub'r ff ' ^^^^^^» che doppo longa oppugnatione, caduta per tradi- 
jjtoiato Ma- ^^^nto orditogli da'diTenlbri, venne egli affieme con vn 
gnates pedo- Capitano de'BagIioni,perordine de' Alagifèrati, decapi- 
ne, delanno tato in Perugia, e la Terra fu mandata à Tacco, &à fuoco, 
lióotol.iót. afiìeoie eoa i( forte Caft-^llo diPomonte,poftoin quelJa_> 
vicinaaza, la cui Signoria fu poi rimefla nella medeffma 
famiglia de* Chrifpolti , In nobile feudum , da Nicola V. 
evireftaal prefente, confìrmata dalli Sommi Pontefici 
Adriano Vi. Clemente ViL Leone X. e Paolo III. come lì 
BreuediCie- vede dalle Bolle Pontifìcie , che efiì Chrifpolti conferua- 
mente Vii. no , & anco da vn proceffo regiftrato nell'Archiuio publi- 
lotto li 14A.- codi Perugia, oue appare , che effendo loro occupato 
gofto 15 '-4- detto CaHielIo da' Signori Baglioni, all'hora potentifsimi, 
ordinò il Sommo Pontefice Clemente VII. fé gli reftituif- 
fe, e feguinne l'efTecutione . 



Tomede di Ercole dalla Penna , ò dalla Corgna per 
_ l'adottionedel fudetto Afcanio primo di fegnalata^ 
memoria , fu Marchefe di Caftig.'ioneandò Auuenturie- 
ro nella gran LegadeJl*anno 1 571.& vltimamé'e fu crea- 
to Generale delle genti del Papa in Auignonedi Francia, 
grado , che egli foftenne con gran fplendorce magnifi-^ 
cenzs;torna*-oin Italia, fi accasò con vnafbrella d? Mar- 
tio Colonna Dacà di Z.?!?arofa,e d-^ppo molti anni, che fi 
trattenne af/a Corre di Roma, pafsò a miglior vita , e 
Venne ripoflo fra' fiioi chiar/flimi anteceffori. 

Euan- 



I 



Libro Terzo. zps; 

EVangelifì^ Tofti , detto il Vecchmo, doppo haiier 
militato in Francia , in Fiandra , & in Gernìania-* , Tj-a j p q- 
fcitto ie prime difcipiine di guerra» chefioriffero a^ùoi uannicàprla 
ténipi,pafsò a'/èruigijdeJrAltezzadi Sauoia nelle guer- tàìib.6. 
re di Prouenza , Piemonte , e Monferrato, e iàiiin tal gri- 
do preflb il Duca Carlo EmanueUe , che il Prencipe To« 
maflb Tao figliiioJo fotto Ja di lui fcorta volfe iì ammae'- 
ftraflenel mifticro dell'arrnij nel quale poi riufci eminetj- 
tiffima > riportò dairilìeflo honofatiisirae condotte,e par- 
ticola rm^en te iì Gouerno di Crefcentino, & ij comando di 
tre xnila ianti, con iì quale fece imprefe di eftremo valore, 
& in vn fatto d'arme jfeguito tra le genti del Duca,e quelle 
deJl'AIdighiera Generale di Henrico JV, l'Infanta P.Cat^ 
tanna d'Auftria , Io riconobbe d'vna collana d'oro , do»- 
riatali , come à conferuatore deìls, vita di Carlo fuo con- 
forte ; richiamato dal Sommo Pontefice ne' biCogni della 
Valtellina, hebbe la carica di Co mmiflario Generai cu» 
della Caualleria , con il particolare comando d'vna fiori- 
tiflima Compagnia di Perugini, e con la ritentione del 
titolo di Gouernatore dell'Arme nella Prouincia del-" 
l'Vmbria > mori iti Roma fanno 162 8. e dell'età fu a ^9* 

Filippo de' Bigazzini figliuolo del Conte Giacomo , e 
di Baronefca de' Signori Varrani, chiamato dal Rè di 
Vngheriaconhonoratidìma condotta, fi moffe à quella ^""^^j,^,',.^^*! 
volta, e fu da quel Rè con fommo honore accolto j torna- J^^" J^ f^^ |^j' 
to in Italia hebbe dalla Città di Perugia il titolo di Con- 115. 
faloniero , e con la fua auttorità , l'anno 1304. ritenne 
i Cardinali in Perugia , che doppo elferfì in quella Cit- 
tà, oue morto era Papa Benedetto XI. adunati in Sedeu* . . 
vacante ,& hauerui eletto Papa Clemente V. abfentej, v[fj'3e.^^nt 
voleano , da lui chiamati in Francia , andarfeneàdimo- cigo. 
rare^ con quefto ritegno de' Cardinali, e con il mandare 
Ambafciatori al Papa , acciò voleffe qurui , oue era flato 
eletto , venire à prenderui la Corona , & il Manto , fece iì 
Conte refUrel*ItaUain qualche fperanza, ma forzato fi- 
nal- 



a: 



zp6 Libro Terzo. 

naJmcnte cedere ai] *auttorftà Pontificia, permife Tanda- 
Cacellaria di tade* Cardinali i ecco le Pontificie querele^, 

Perugia nel li- 



bro di diuerfi 

D.loi!!?^'' Domini Cardinales detinebantur inuiti 
in Ciuitate Perufij . 



FAbritio Signorellijhauendo per molti anni niilitato 
in Francia , & in tutte le guerre d'Italia, venne chia- 
Gio:Antonio mato dalla Republica di Fiorenza con honoratifsimej 
vi^rSi Brac- condotte , e Giouanni Vigefimofecondo dichiaratolo 
ciò . Generale Capitano, riacquiftò con le Tue armi moltiluo- 

ghijfii carifsimo alla fua Patria,& in quel grandefilio de' 
fanullo Ca- Nobil],il Popolo,perlabeneuolenza,che liportaua,con-- 
pano neIJa_, tentofsi non folo che egli reftafle nella Città; ma gli offerì 
Cuahift.Iib.ia anco ramminiftratione,& il gouerno di efla, il quale , per- 
*^'7°' che egli ricusò , pernon mofteare al mondo di hauere-* 

Annali e ma- ^^^f^^^o "i^^^ a quella grande ingiuftitiafatta contro No- 
iiurctitti and- ^^^^ ^uoi Concittadini , toltofi con efli loro in vn voloh- 
chiflìmi de;Ia tario qÌìììo , (vigli detto dalli Miniftri della Città , in par-- 
CiHà di Pe- tendoCidzqiìe\ìa.j f^à, che pOj^ tornare perla via delli^ 
rugia . Rondini ; sì che partito dalla Patria , vsò {èmpre nelle-» 

Francefco Ma ^^^ Bandiere le Rondini per Imprefa, e fu detto , \\ Signo- 
ruramio nel- rello dalle Rondini ; morì nel i4T<^&hebbehonoracare- 
ia fua hirt. poltura nella Chiefa di S.Francefco del Conuento . 

FRancefco Piccinino , fu Luogotenente Generale di 
Nicolò flio padre, ferui la Republica di Siena con_, 
^.deca 3 quattrocento caualli contro Fiorentini , miMtò a' ftipen- 
Fra Leandro d\]àQ\ Rè Alfbnfo di Napoli con cinquecento Lancie_j, 
Alberti nella yinfe più volte lo Sforzajdall'iftefTo vinto in vn fatto d'ar- 
it* »a • me , e reftato Tuo prigione , venne rifcoflb per liberal be- 
GiorBattifta neficio da Filippo Duca ài Milano; fu Capitano Generale 
vh^di^NTco- d^^^'i^effo contro Venetianf, aJii quali diede vna gran.» 
lo Piccinino rotta , effendo loro Condottiere Dudone Procuratore-* 
c.zja. della Republica, e Carlo Forte bracci ; liberò dall'afledio 

Gre- 



Libro Terzo. z^j 

Cremona, ricupej'dI,a4;fCaral Maggiore, eprefc Pia- 
cenza; i'anaQ 145 !• inori carico ci'anQi^ma pili di giorùf 
in Milano, 

FAbrido fecondo di Kìdolfo SignoreUi , hebbe lì co* 
mando di quattro Compagnie di Lance da Lzovi^ Xm 
nella ricuperatione delia Cicci di Parma; fèrui inaltre^ 
occorrenze la ^cdt Apoilolica» e per lo Tuo valere venne 
riconofciuco da Aleflandro VLdella giurildiccione ^ Ko« 
fciano^come anco della Pofta del Vaiano nelChiugi;i'an« 
no 1 522. fu am azzato da Carlo Palauicini i Caftel vetere 
di Lombardia f in tempo di Sede vacante dei detto Pon- 
tefice, ftintefala fua morte dal Sacro Collegio de' Car^ 
dinali , /crilTero i Capi d'ordine lettere di condoglienza i 
Kidolfo fuo padre» è per moftrargli anco qualche gratitu*» 
dine , airifteflTo confermarono la Pofta del Vaiano,conla 
giurifdittione di RofcianOje le Compagnie de'Cauaili,che 
haueua Fabritio , volle t che le comandalTe Bino fuo 
fratello. 

Exemplum litetarum Sacri Collegij 

Cardi nalium. 
2(oJulfo Sifftorello de morte Fabrìtij fl^ ,' 

Miferatione Diuina Epifcopi, PresbyteriJ 
Diaconi S.R.E. Cardinales. 

Diledilsimis Nobfs in Chrifto Rodulfo de Signorellis i' 
* Se eius filijs Nobilibus Ciuibus Perulìnis ,falutem 
in Domino lèmpiternam . 

OVam forfifiima indolii 9 ae virtuùs tuuenis Fa- 
britius di Signore Ili s tuus Rodulfe JUiu$ , nu^er in 
Aemiìiaifeìi Lombardia fiipendys,S,R.E.milifanSypluraq, 
^ praciarabof billo aufus fortiUr occubutrit, Noiìro 

Pp quì^ 



zpH Libro Terzo. 



quidem /ummd fum dohn qui fofnjlt'fnuum , fy Mtìi^ 
tu» > à* Dueem Nobn^ aiS* Rf-B^àdemptùmvidimiin 
Kos ob iìHus virtutii mtmorlam daturiMiquod filammo 
loeum militi^ , ^eonduHam ipfifts Fabrity Bino eius 
jrAtri tuo , Róduìfi tfilto , tribuìmus , ipfumq, Binum ,$h 
Fabrity hcum /ubrogamutiU vero Roduìfi ■» é'tuos fi. 
tìos omnes tanquam de Nobis > ^dt Sede Apùfiolica fan- 
guimeiufdem Fabrity aìtìsriùt tui fily ademfdem Sedis 
firiiitìa profu/ò 9 èpììmèmèritos patenti éBatftatisfinu % 
ér paterno affeBuin piculiares ^ ^ dartftimot filios fu^ 
fìeptmus ^ tenóre pràfentiumfitfeipimus . gratam tante 
virtutiitaefidei DÒ. tuorum filiorum memoriamfempert 
éy continuò in animi s nofìris b abituri ; needum S,0, 
Nofier veneriti ae eomwendatione vefirum omnm ot ? at • 
tefiationeque vefirorum-merUtorum continua eejfabimus : 
Jedvtiiìe pari animo % ae gratitudine erga voi Jitvefiris 
tummeritiu tum nìifiris preèibuiobtinebimutyinterim^ 
quodpauxHlUmquiàmunuseenfemuSf eum audierimus. 
D.Fabritium quandam pojjìjponem yfek tenutami in,^ 
TerritoriaCìufinofibif eiutvxori à Camera ApoiìoUsa 
in eertumiempus ^nondum effuxum reonceJ[am tenuijje i 
Nos te K ÌUotfi:ióiómnes:Juperiìites maftuhs lantum^^ 
in luribus diBi Fabrity: fuperdèBa pò fi eJponeQlufii vf- 
quead tempus diHo Fabritio eonceJj[wnttenore prefentium: 
fine vxorii, iyeuiujq, praiudiciafubrogamiii^ mandante s 
vniuerfis ad quos fpeBaty vttey j^ filiot prò tempore pra^ 
dtBo in dtBa pojf^one manutfneanti et t^eantur con* 
trariis nonoÈfian, quibufiunque, Tuverakodulféiquem 
duorum fimuìfiitorufn mm^aturaté^àcerha tmrs affltxit 
filare dolorem tuum > tumratione, Ó* tua yrudentia, tum 
Nofira bae prona voiuntate , quieum^omnia bonorei, ér 
eommoda, quapotutmus à mortuoFabrttiO'imfuperfisteà 
alias filios tuos tranfiulerimtts,vitametfam fipotuijfemut 
mortuo reddidijpmus . Dat.Roma in Palatio Apojiolts o in 
NofìraXJóngregationedff zyìMap t^s*ufitbjub/criptión^ 
Seeretarf Nofiri infra/cripti f à$ figilHe Nofiroruni^ 
trium ^f,^ à Nobts deput* 

BioHus. 

Fan- 



1 \ 



Libro Terzo. 



Zpp 



Commétirj 
di Biagio di 
Monluc Ma- 
reiciil di Fra- 
cia'Ii.4.c.ii9. 
jir. 

Lettere della 
Rep. di Siena 
(otto li 50. 
Nouembre 



Lettere del 
Duca Alfon- 
so d'Elle fof- 
to ìi^» Giu- 
gno iy7i. 



HJli|ftino di Perotto Ghri(polti hebbe titolo di Colon- 
fireilo dal Capitano del Popolo , e Deputati alia dik(i 
della liberti di Siena, e doppo che i'inuitto Carlo di Spa> 
gna con poderofo efèrcito paflato in To{cana > fi refe Si- 
gnore di quella Citti, e donolla al Gran Duca Ferdinan- 
do , portoffi Eauftino a* fèruigi della Coronadi Francia^ , 
in quella medefima guerra, e tanto {ègnalofsi nellimprCf 
fa particolarmente della Città di Pienza>che i'ifteflb Man- 
Tuc Marefcial diFrancia , e Generalifsimo di queJi'cfèrcr- 
to, attribui/ce l'acquifto di quella piazza al di ìm partico- 
lar valore , e non fdegna ne* Tuoi Conimentarij di /are-» 
fy^^c volte d^Wi^Qi^o honoratilsinia OTentionceonje-* 
anco di Bartolomeo della Staffa Capitano, come egli di- 
ce , che hauea vna dtìì^ più forti Compagnie , che fofle in 
Italia; militò in altre occorrenze con il Duca Alfbnfo 
d'£fte in Francia,e dairifteffo mandato Tanno 1 572.Con- 
dottiere dVna grofla banda d( Franzefi per lo Marcfaefe 
di Vmena , a' feruigi della Republica di Venetia , fece at- 
tieni generofiilirae , e Cali in maggior grido, onde n el fuo 
ritorno in Italia , fu dai D uca Alfònib honorato del Piat- 
to, e ft/pendiato invita. 

GTouanni di Auerardo dì Petruccfo Nero Montelpe- 
relli , fu dim andato per Podefti, ò General Capita- Càcellarja di 
no da' Pifani,airhorapotentifsimi,q9ail Commune di Pe- S memjo"ni'^ 
rujgia non lo permile .,. che gMditdc ilGeneralato, per ri^ d'altti Capi- 
trouarfiin quel tempo infettata la Chie(à,€particoÌar-; «"> Generali 
mente rVmbria,ela Marcadairefercitodi Federico im- ^^"S«ni. 
peratore, e fu quando S.Chiara fece i\ Miracolo dei San- 
tifsimo Sacramento in Aflifi ; ma nell'anno 1274. fatta.» 
nuouainftanza da quella Republica al Commane di Pe- 
rugia ygli fu conceflb Giouanni per Podefta, e nel iùo ar- 
riuo, diedefi principio alla guerra tra* Pifani , e le Citt^ 
Ghelfc di Tofana. 



^P 



Gioùan* 



^oó Libro Terzo; 

GIouanniOrf<>(Ie*Monte{pereII! acqm'ftò t^l famaS' 
neirarce militare apprefa da' fòoi chiarirsimi Ante! 
Domenico di celfbri » che meritò nella Patria i primi gradi di guerra , 
Perugia . e gouernò per la Sede Apoftolica molti luoghi,e partico- 
larmente la Città di Afcoli ; quefti afsiemecon Cecchino 
de'VincioIi, &vn altro de'Baglioni,fo nella Marca a* fer- 
mane. Mawr. ^'^Si àcììa, Sede Apoftolica, e poi in Regno per lo Rèdi 
nella fua hift! Vngheria , d'onde tornati , crel>bero in tanta auttorità , 
& altri maou- che il Popolo Perugino ingelofito di eflì , li fece decapi»- 
fcritti . t^re ^ quafi , che eglino affsttaffero la tirannide della Pa- 

tria , h qual crudeltà deteftando Vrbano V^ommo Pon- 
tefice, cosi fcriue a*M agiftrati »* 

Feciftis cedem de deuotis EccìcCix, &c» 

Glouanni Signorelfi hebbe in Roma afsieme co altri 
primi Sig.e Baroni d'Italia il facto Ordine Dragoni- 
ìib"^" d*?^ ^® ^^ Sigifinondo Imperatore Tanno della Tua incorona- 
Card. Pifàni ^^one 1452. queft'Ordihe di Cauafleria fa in{iitmto daj 
oel ii6ó. detto imperatore in Aquiigrana , quando fu coronato , e 
fbtto alcuni giuramenti era dedicato à S. Giorgio ; aHilie- 
uanoqueftifmo al numero di cinquanta in guardia dfella 
fliaperfona * e portauanocoHana pendente, alfa qual&j 
era vn Drago d*oro con motto, S E M P E R j haueuano 
anco licenza di potere alzare detto Drago neìlì toro Scu- 
df,e di poterlo vfare ne' propri] Cimieri,come al prefente 
fi vede vn 'Arme di marmo della Famiglia Orfina m So- 
riano, oìie nello feudo intorno alia Rofa, vi è il detto 
Draga con la coda in bocca « 

Giacomo pfìttia cfe'Bfga«itftii,'fegtti le veftf|ia deTuoi 
maggióri n^H'alfettiotìe verib la Patria, diede fé m- 
vxgSd^^96. P^^ ag'uto airarme Perugine, non folo co darle gente de* 
c»4i. ^^^^ Caflelli , e Terre , ma anco con impiegare le forze^ 

del famofb Gentile de* Varrani fuo (bcero,che fu il primo 
Duca di Camerino » il quale poi per feruigi preftati à Pe- 
rugia* 



Libro Terzo' 



301 



ragia»' nelle guerre, che ella hebbe, particolarmentej 
cq'F oJjgnati , e loro fèguaci , meritò gli fi concedeflfe la-. 
Cittadinanza , e l'Infegna del Griffone : A tempo di que- 
iìo Gzacomo vifle il Gloriofb Francefco d* Affili , il quale 
come molto Tuo amoreuole , più volte egli riceuetce a^ 
luogo di Caprignone> e di Cocorrano , che hoggi (bnoia 
molta veneratione, per Io Miracolo , che detto Santo vi 
oprò ad vna fonte , à cui inginocchiatoli a beuere > lafciò 
cauo il faflb , per la forma del fuo ginocchio , e l'acqua G 
relè vigorofa à render faiuce à gl'infermi, che n'attingono, 
per ie benedittionia ch^ detto Santo vi diede * 

Giano terzo de* Bigazzini Conte di Cocorrano, &c. 
prefè coftumi, e conditioni ne' primi anni giouanili 
fotto rinuittifsimo Capitano il Zitolo da Perugia » e poi 
con Malatefta Baglioni nelgouerno di tutte le fue Lance 
fpe2zate,3cquiftò luce di grandifsima auttorità, e magio- 
ranza ; armofll con le genti di Tuo Territorio in fauore di 
S. Chiefa nella guerra,che fra Paolo III. & il Ducad'Vrbi- 
no,(ì mofle per occasione del Cartello di Valfabrica,doue 
quefto Conte nel diftretto di Cocorrano,con ogni fauore 
accolfe l'efercito Ecclefiaftico , eperquattordeci giorni 
alloggiollo , e di prouifioni , e di vettouaglie d'ogni forte 
lo fouuenne; L'anno i J40. fuTifteflo mandato da'Perugi- 
ni à Ridolfo Baglioni, per ridurlo alla Citta, e confultare 
con lui le cofè pertinenti alla guerra,che*da Paolo Iir.per 
occafione della recufata gabella del Cale, loro fu moflTa, e 
faelettovno de* cinque Capitani dell'elèrcito Perugino . 



Platina Ci 47' 
X51. 



Cane, di Peni 
già ne gì n« 
naiidel iSSù 
fol.$.Ub.i. 



Cófta da vna 
commiiTione 
del Card Ve-, 
rulanoila qua 
le incomincia 
BJfenda ilCS 
te lano . 

Appare da^ 
vn Chirogra- 
fo fotto l>n« 
no 1539- >ìdì 
é.CencaEO» 



Giacomo di Nicolò Wcinino , detto da Paolo Secon- 
do, il Ghìdice dell'Appellationi j fu Generale di Lo> P- Gjouio ne 
douico Terzo d' Angiò,contro il Rè Fernando di Napoli, ^^ ^^^^'^ ^' ^' 
con egual fortuna combattè con Scanderbecho inuitto , S. Antonino 
e gran Capitano in agiuto del detto Fernando? andò "fcbc '^ 
Generale de' Venetiani,e de'Milanefi in Lombardia,douè 
trauagliò fortemente Francefco Sforza, con il quale pò? piaiinacij? 
congiuntifiiMilanefi, eg!ilJcentioffìdanorofoldo,ere 
Of Tenne con Tefercico in Tofcana a' danni della Kepubli- 

ca 



Gio: Tarcag. 
delfhift. del 
Modolib.ao. 
C.498. 

Comp.hiftor. 
di G*o: Ant. 
I>ogIioni p. 
4C4yi. 



Fanuf.Camp. 
nella fua hilh 
hb.12. 

Antichi a lina- 
li^emanufcnt- 
ti della Cicca 
di Perugia . 

Cipr.Manent. 
Ijb.j. C.Z74. 



lib- roffo dsl 

Ricord.Ma- 
lafpini nella 
fila hiftor. di 
Fiorenza cap. 
119 C.105, 



302./ Libro Terzo. 

cadi Siena; neiranno i4<5^o. fu dal Rèdi Francia nuoirab-, 
mente creato Generale , e paflato nel Regno di Napolry. 
venne al fatto d'armi co'Sfbrzefchi , e datagli vnaj 
gran rotta, fcorfe vittoriofb l'Abruzzo, e la Puglia i poco 
doppo riftefTo Sforza > non fcordatofi di per/èguitare la^ 
FftCtione Braccefca , con pocaffncera fede, lo fece fao 
genero, & ingannitolo col pegno di quei parentado»die- 
delo in mano dei detto Fernando, dai qaale fa fatto bar- 
baramente morire ; di lui fi racconta , che nefllmo era_i 
più atto à reprimere la contumacia. Se irauinare, e di- 
ftruggere l'Imperio di Fernando , poiché eg /.era di tan- 
ta auttoritd nelle co (è di guerra , che con la morte fua > fi 
venne i fta bilir e quel Regno » 

GRazino di Grafia de* Gratiani, acquiftofli fama n on 
folo di valorofo , e prode, ma di faggio, e prudente 
Capitano , onde meritò principal/isime condotte da va- 
rij Pre n e ipi d'Italia, e nella Patria l'anno ij 68. fu eletto 
General Capitano de' Perugini, perrefiftere i gl'impeti 
di Giouanne Acuto che con dodici mila Inglefi vcniua^ 
per il Sommo Pontefice Vrbano , a moleflare il pacifico 
flato della Città, dalla quale poco prima, il Cardinale-» 
Egidio Albernozzi , Anteceflbre dell'Acuto , haueua ri- 
ceuuti grand'agiuti di (bldatefca lotto il comando dsU 
l'Andreotti Perugino ; liberata da quell'inuafioni laj 
Città, l'iftefloGratia, con l'agiuto di quattrocento Lan-» 
ce , mandategli da Barnabò Vifconti , fcor/è a' danni di 
Viterbo , oue era il Papa , ma ad inftanza de gli Amba- 
fciatoridelRèd'Vngheria» che all'hora erano preflbii 
Pontefice , ritirofiì à Perugia , e fu da.ìli Haipanti , che al» 
l'hora reggeuano , come vittoriofo ricciiuto . 

Giacomo da Perugia pad e, come credo, ò aiK>di 
quell'VfFreduccio Gratiani, che nella Cancellaria-. 
noftra è poflo tra' Magnati, egrandi MiiCauallerefca-d"' 
prole, fu nell'anno iijz. Generale Capitano in Fioren- 
za , e con poderoso esèrcito moflTofi a' danni delia Città 
di Siena, disfece molti luoghi in quella vicinanza, e par- 
ti- 



ci 



Libro Terzo; 305 

ticolarmente il fortiCsJmo Cartello di Quercfagrofla , il 
quaJedoppo ìnplti afl2ci geiierofamente foftenuti dSi'ài^ 
fenibftjcafcò in {no potere,e fu dall'ifteflb (Tiroccato i tro- ^'<^* ^'^' ^'^• 
uandofi per tanto là Città di Siena in gran timore,per ve- ^'"^ ^ ^'^^^ 
derfi vna sì gran potenza inimicai fronte , richiefc^ 
di pace i Fiorentini, e fugli fermata , non prima però del- 
l'anno i235.econqueftacondicione , che douefleàfue-* er 
fpefe rifarcia Terra diJMontePulciano i e quella quie- 
tare (fogni fua ragione) e dimanda « 

Giacomo de gli Arcipreti, hoggf della Penna, aflle- 
rae con Braccio Fortebracci,e Fabritio Signorelli , 
nell'anno 1408. fu Condottiere di cinquecento Lance , e Lìb. »• «^'I"" 
ducento Fanti , a* fèruigi di Gregorio Deciraofecondo , il g^f jj/ * 
quale, per moftrare quanta ftima facefTe di quefti tre Ca- 
pitani, delegò fuo Commiflario Ranuccio Pudianida-. 
lTBola,chè in virtù di vn Breue Apoftolico , promife loro ^^^^^^1^ 
^rlnftrumentohonoratiflìmi ftipendij, concedendogli ciò. 
particolarmente priuilegij , che altre volte hebbe Paolo 
Orfìni mentre fu con la medefìma condotta » a' ièruigi 
della Santa Sedejeflèndo poi Braccio f ortebracci creato 
Generale nell'anno 141 4.hebbe la tenenza generale del- 
rifteflb, e gouernando con fomma pruden tia queireferci»- 
toa fu accettifsirao à PapaGiouanni Vigelìmoterzoj e 
fuoiSuccefsori.' 

GIoLBittifta Borboni de'Marchefi del Monte y fotte 
la djfciplina di Chiappino Vitelli fuo zio , diuenuto . 
Capitano di valore, fu alle guerre di Parma, e Ferrara,& ^'uinodefle" 
al foccoric» di Malta , con il comando di due mila Fanti j FamJegJie ii- 
Pio Quinto d; fanta memoria creollo Capitano della fua luft. d'italia-j 
guardia , e fece per ordine deiriftcflb Pontefice quattro- ci^i. 
cento Archibirgieri à Cauallo ne'moTÌui dei Turco , che 
airhbra con poderofa armata,era fotto Lanciano ; mili- 
tò anco ilcorfodi molti anni in Fiandra, e da D.Giouan- 
md*Aaftrìa,hebbe il comando dì molte Terre nella Bra- 
bantia , & vltimamente il grado di tenente generale del- 
la Caualleria>di tutte quelle Nationi. 

Gxo:Pao- 



304 



Libro Terzo. 



S^.Gìouio nel 
la vita delii 
tre Capitani 
llIurt^diCafa 
Bagliona lib. 
5. 

Giro?. Rofcel 
li nel fuppli- 
niéto dell'hi 
llor. del Gio- 
rno. 

Fracefco San- 
ibuinoczo. 

Onofrio Pan- 
delle vite de' 
Ponc.c.zói. 

Frane Guicc. 
lib. ij»c.59tf. 
lib.io.c.z^j. 



Frane. Guicc. 
nella Tua hiil. 
d'Italia lib. 8. 

C.Z27. 



Hift.delBem 
bo. 



Ffanc.Matur. 
& ilManent. 



GIo: Paolo.di Ridolfo Baglioni, andò nell'anno ijfop. 
a'(èruigi della Lega contro Vcnetiani , e ricuperò 
moiti luoghi, e Circi nella Romagna ; hebbe honoraciili* 
me cariche da' Pifaai , il comando di fecranta huomini 
d'arme da* Senellt e nelie riuolce , che fi fecero in Roma^ 
contro Cefare Giorgia da gli Or/tni, e da gli altri Baroni ; 
Fu condotto dal Cardinale di Roano per nome deliìèdi 
Francia concento cinquanta huomini d'arme ; afibluti 
poi li Venetiani della Scommunica»andò alloro foldo eoa 
grado di Gouernatore Generale, Scacquiftò Vicenza» e 
molte Terre nel Frioli ; Signoreggiò Perugia fiia Patria, 
feceferuigi notabili alla Republica di Fiorenza>e partico- 
larmente alla Cafa de' Medici, ne' tempi dsl Tuo efìlio, fi- 
nalmente hauendo acquiftato gran fama in tutte le guer- 
re di Tuo tempo , vinto dall'inuidia de' fuoi più proffimi» li 
quali riputauano , che la grandezza flia, per altra via,non 
è potefTe abaflare ,che con la Tua morte, fu fatto compli- 
ce della congiura del Cardinale Petrucci, Scaccufatodi 
altre caufe capitali in Roma» onde per ordine di Leone 
Decimo venne decapitato, 

Glouanni de' Gregori} detto ilZìtolo , lotto la disci- 
plina dell'Orlìni » e del Vitelli, diuenuto Capitano 
di gran fama, fece prone di (e molto generòlè contro' 
Maffimjliano nell'AÀcdio di Padoua,dQae creato Colon- 
nello di due milafantida' Venetiani, per moftrare l'ardi- 
re,& il Valor fuo, disfidando l'efèrcito innumerabile del-"^ 
l'Imperatore » fece ligare vna Gatta fbpra vna gran lan- 
cia, eia polè nel forte fatto alla punta della Porta di Co- 
dalunga > che egli fi era prefb à difèndere, hauendoui ap- 
pefoquefteRime, 

Su sa y chi vuol h Gatta» 
Spauentòcon fìmile bizzaria , e con altrimarauigliofx 
artcfìtì) delle machine ordinate daIfuoingegno,i fanti 
Tedefchi, e Spagnoli, che fi erano prcfb ad efpu^na'-.e-i 
quel forte , e fu cagione , che Maffimiliano perdefle affat- 
to la fjjeranza di ricuperare la Città , & indi CcioglicCfe^ 

con 



Libro Terzo-; 305' 

con pòca fua gloria queirafifedio ; morìfotto Verona inj 
vnafomta fatta da* f racefi Tanno ì 5 ip.e deli'eti fua 40. 

LOdoufcoBaglfoni nell'anno iitfr» xn quelle gran dif- 
fenfìoni , e guerre , che l'Imperatore Bar baroflTji ba- 
uea con il Sommo Pontefice AlelTandro 1X1. fulafciato 
Vicario Imperiale in Perugia « e nei Breue > che gli fa det» 
to Imperatore > lo chiama Dui:a di òueiiia , e fuo confan<- 
guineoj di queftagran Cafa di Sueuia,fu quella Udigarda 
moglie dell'Imperatore Carlo Magno, e tnoiti Imperato» 
ri , e B,egi diCccCero daififtefla « come Corrado 1 1. Arri» 
go III. I V. e V. Corrado lil. Federijco I. Arrigo V I. Fi- 
lippo II. e Federico II. e tra i Regi di Napoli $ e di Sicilia, 
Corrado, Manfredi , e finalmente Corradino , nel quale 
fi eftitife quel ramo de' Duchi di Sueuia , eflfendo recato 
queft'altro de* Baglio ni > che poi germogliò, fé non in Re- 
gi , & Imperatori , almeno in gran Conduttieri d'eferci- 
ti, che per valore , non degenervono da quel primo 
ftipite-j. 



L 



Igiero di Nicoluccio Andreotti , fa , mentre fèdeua-» 
Vrbano V. gran Capitano del Cardinale Egidio Al- 
feernoz2Ì , &acquiftò alla Chiefà Viterbo ; fu al gouerno 
della Città di ACcoìi nella Marca , & iui fatto Signore da 
quei Popolo; nell'afledio di Cortona fu Capitano Gene- 
rale de' Peruginijoue Cotto Torrita ruppe Anichino Mon- 
gardo Tedeico , che con ducento huomini d'arme, e con 
groflb numero di fantaria andana à (occorrere Cortona » 
hauendo guadagnato in quell'imprefà molte Inlegne de* 
Senefi, le quali con gran pompa portò à Perugia; morf 
l'anno i?6i, percoflb qual Pirro Rè degli Hepiroti , da.. 
vna pietra gittatali da vna feneftra , ò à calo , ò per quale 
altra cagione non fi si , e fu con infinite lagrime del po- 
polo fepolto nel Duomo di Perugia. 

LE andrò Sìgnorelli atteTe nel/a fua giouentii alle fòr- 
tificationi , e diuenuto in quello ftudio eccellente, li 
Diece di liberti , e pace della JRepublica Fiorentina lo 
- C^q con- 



Franc GwcC 
hb.i.c.7S. 
Volacerano 
ne'fuoi Cora 
mentarj . 
G ouio negli 
elogi/ . 
Leandro AI. 
berti. 



Frane. Sanfo- 
uino o 

Tomaflb Por 
cacchi neiJa 
vita di Aiiot" 



Matteo Vili. 
lib.i.càp.$. 



Antichi An* 
nali, e memo 
rie di Perugia 



Confcniano 
gli heredi la 
Patente lotto 
li 4 Settemb < 



^oó 



Libro Terzo. 



conduflero a* loro ftipendij in carica (òpra l*ArtegìUricÌ 
con vna Compagnia in piede di trecento fanti ; hauendp 
Panuino del- P°* JSo limano Imperatore de' 7'urchi , ftretta con afled:o 
le vitedeTó- Tifo la dì Rodi , Adriano V I . Sommo Pontefice mandoJlo 
cef.c.rf f , ^ quel Gran Maftro, come Ingegniero, e Capitano di va- 
lore , ma inui^tofi egli à quella volta > intefe la perdita-, 
dèirifola , onde tornoflène in Italia , e l'anno 1 5 J^. morì 
in Fiorcn2a,in età d'anni 40. fi vedono del fiio. molti So- 
netti , e Canzoni leggiadnTsime » al quale ftùdio anche-» 
attefè fra le occupationi militari ,, & in particolare vna^ 
fu a gétiropera intitolata,^/* Amori di Erofihte di Emiha». 
parte in profa, parte inverfiadim^tatione dell'Arcadia 
(kì Sannazaro ^ 

Ant. Camp. TV /f Alatefla primo di Pan dolfb Baglionf ,. doppo hauer 
nella vita dì IVA militato aflìeme con Braccio f ortebracci »per a.» 
Braccio lib.5 . recuperatione della Patria» Se in quella reintegrato i No- 
Canc. di Pe- ^^^^ delfantico loro decora , e fpJendo re » meritò il titola 
rugia dell'an- di Capitano Generale de gli hwomini d*arme di quella.. 
no ^393' Città , e moflbfì a' danni de* Rampanti , che poco primi* 
Comp. Hill, con mfametradimento> fotto la pace fatta r per mam" di 
del Doglioni Bonifatio IXL dato haueanoi morte Pandolfofòo padre, 
P-5.C. j ix. ^ Pellino Baglioni fùo parente, fece di loro grande ftrage» 
Frane. Sanfo- e (cacciatili da Monte Leone, prefequelIaTerra>comfc> 
SelllSft.^ anco il Piegaro, Monte Gabbione, la Città di Affifi , & 

altri luoghi , che (1 teneaano per Michefotti , e loro Fat- 
h^l' ^^"o" ^^^^ ' '"®" nelfanno 14^7. in Spe]fo,e riportato à Peru- 
3 1 j. ' ^°'^* già, fu del (ìio corpo honoratilfima Sepoltura la Chiefa dì 

S.Francefco del Conuento . 

Miccia de gli Oddi, fu da* Perugini creato /ùpremo 
Capitano di guerra contro la Città di Cortona» slC- 
fieme con Oddo fuo fratello , la quale da lui , doppo va- 
rie fattioni felicemente fuperata > venne fommefla alla^ 
Signoria della Patria ; fu Capitano Generale de'Fioren- 
tini, & à lui ricor/è il famofo Braccio Fortebracci» coni 
Nobili di Perugia fcacciati, e banditi dal furiofb impeto 
de' Kaipantijche erano Capi Popolari in quella Città; mc^ 

tixò 



i 



Libro Terzo. 307 

mò anco per lo fuo valore eflcre inueftito della Signor/a 
di Lauiano, Ja quale pur'hoggi è neJJa Famiglia con ti- 
tolo di Contea > & è celebre, per hauere dal detto luogo 
tratti li fuoi natali la Beata Margherita, detta da Cor- 
tona , per cflère in quella Citti jfepolto il fuo Corpo • 

MAlatefta fecondo figliuolo di Gio: Paolo Baglioni , 
militò Condottiero della Chiefa in Homagna , e 
fece attioni generolè <:ontro il JVIalatefti,- fu Capitano P-Gìouìolib. 
Generale delh Fanterie Venetiane, e Capitano Generale * *^*''*' 
neUafledio di Fiorenza, la quale difè/è valorofamente^ 
vn'anno intiero , tiauendo /èco cinquanta Capitani Perù- ^ift.di Marco 
gini^- (ì acquiftò gran nome in combattere Cremona , & "*^^° ^^^' 
in cacciare gl'ImperialidiLodi . Sinredeua in Perugia vna 
medaglia di bronzo, nel/a quale da vna parte era latefta p*"."'"f "fl- 
di lui coronata con corona Ciuica, aguifa de gì Impera- mente vii. 
tori antichi, con lettere intorno, MALATESTA B AL- ciós. 
LEO WS PATER PATRIiE, e nel rouerfcio , l'ifteflb 
MalateSa armato fedente fopra alcuni trofei, ne*qu ali fi frane. Janfo- 
appoggiaua con vna mano , e con l'altira tenea vn Icettro, uino delle Fa- 
conJettereintorno,INVlOI^MQyOQ VE CALCAVI. *"'g'ie Ulul*. 
Mt)rl nel 1528. due anni doppo detto afledioin et^ d'an- ^'*'' 
Ili quarantafètte^ 

Montino di Girolamo Borbone de* Marchell del 
Monee » hebbe la condotta di fèfTanta huomini 
d'arme da* Venetiani ibttoil Prencipe Prancefco Maria 
d*Vrbinoioro Generale t fu creato Mafèro di Campo Gè- Archiuìo de* 
nerale in Roma da Giulio Terzo , in tem^^o delle reuolu- JJ^^'^^^..*^^ 
tioni di Siena , che fi era data a' Franzefì 5 ftante le me- ^^^^^ ^' 
defime guerrein Tofcana hebbe titolo di CoJónello dal- 
rifleffo Sommo Pontefice , con laritentione di Maftro ^ ., 
di Campo , e goaemo dell'armi di Gruieto , di Perugia , e léo. ^ °"* 
€ di tutto il Patrimonio ; queQa carica fèguita la morte-» 
dclìi due Sommi Pontefici Giulio, e Marcello fuofucceflb- 
re, fìigliconfìrmafa da P/oQuarto, apprelfo il quale, fu 
anco Refidente Ambafciatore in Roma. 

Q^q a Ni- 



3o8 



Libro Terzo 1 



Nicola die gli Armannì, hoggì della Staffa, doppo 
haiier militato, il corfo di moiti anaipriuato Auen- 

Pifa dell'aa- turiera nella Francia , pafsò a' fernigi della Uepublica dì 
oo 'ijr* Pifa,^ con titolo di General Capitano di quell'eflèrcito i 
Lib.delle-^ Tifteflo honorehebbe anco da'Ferugini l'anno 153 J.con- 
^"^ u "cPn "el ^^^ ^* Città di Arez2:0 , fàcra loro coatuna a ce , alla quale 
iTria di Pem. "S*"^ ^" ^^'^'"^ gran parte delle miiraglie > e forzacÉ^la toc- 
già . nare Cotto il loro.gioga, la Città di Perugia ," in fegnodi 

Cip.Manent. vero dominio, vi fece battere moneta, & auantilepor- 
lib.a.c.iii. t-e della Cittàordinò ,, ficorrcffero ipalii . 

^ Atttv Camp, -^r Icolò Piccimno, e cfiiamato ih vna Patente (pedital* 
lib di^^izl ' -'•^ ^^ Filippo Maria Vifconti eoa titolo di Conte , e di 
_; ./ Marchefè^ & in Perugia fi vede vna medaglia. , che nel 
Fr^.Sa^ou. j^jcto ha l'effigie ftta.,c®n-queftc parole .^NiC Q L A V S 
C.2.». VlcmiNVS^r COMES yRT MARCHIO^ 

Leonar.Aret. GA^ITANEVS MAXIMVS, ET 1VI.AH& 
iiD.*i,c.2.z7. ALTE Hj ibcon Braccio^ Fwtebracci fottola Gitti del. 
Plat,deIIeyir rAquila,.edoppo quell'infelice fuccclfo, (àliin takredito, 
V. ed?SIge- ^^? "'■^ ^ ^ ^"^^^ '^ Fattione Braccefca r e fu Generale-* 
Rio iV- de* Fiorentini ;.andò. Generale de' Vi/èonti al fbccorib di 

Bologna, e diede vna gran rotta all'èfercit®. della Lega j 
Pigna Eb. 7. ^" ^" agiuto del Ré Alfbnfo di Napoli, e meritò dall'ilèeC^ 
c.ji5» fo^eflere adottato nella Famiglia Aragona^bauendone le 

. PatentiRegiein Perugia , fotto li 27. Giugno dell'anno* 

fuara4CM7 ^'^'^^' nel mede/imo- anna, creato Generale Capitano 
della Lega, del Papa , Rè Alfonfo, e Daca di Milano,fece 
neiluocó'p! attionigenerofecontrolo Sforza, e lo-tenne così ftret- 
de gli Annali temente ailèdiatò dentro in Piacenza , che poco mancò » 
Ecclef.iib.i6. che non girli rendefle prigione ; finalmente per hauer li- 
C5 4S • berata', econfcruata la Cjctidi Lucca daireftercito Fio- 

lib?i 8.^4jj*. tentino , gìt- ordinò quella Republica vna flatua Equeftre » 
40.45,60.66. ilcuifitnulacra, perche non gli ftpuotc fare di bronzo» 
Comp. Hift. boggifivede ancora dipinto in quella pi azza; mori inj 
del Doglroni Confico Cartello def Milancfè, & il corpo riportato à Mi- 
p. 4- e. 4^3* lano ) fu con foleanici ripoilo in 4|uei Può tao • 



Libro Terzo." 30^ 

NIcoIòFortebraccì detto Stella > fu gran Capitano 
diBraccio , ricuperò alla Chicfa Città di Calteilo, e M.Ant.Sabel. 
moltiluoghi del Patrimonio i fa Generale de' Fiorentini » 5. dee hb. z. 
perlìquali tenne aflediata la Città di Lucca, epofegran e 15^. 
timore a Prencipi d'Italia > eflfendo in concetto di Capita- 
no non inferiore à Braccio (uo zio , & eguale al Piccinino Lodou. Aut. 
fuo cognato ; militò a' ftipendij di Filippo Duca di Mila- »jel f^o Cóp. 
no, andò con quattrocento Lance , e con due mila Fanti £cc1\l>"i 6,* 
della Regina Giouanna inagiuto di Eugenio Qaarto, c.514. 
dal quale poi ottenne il titolo di Generale di S. ChiCfa^ ; 
Tanno 143^. il Concilio diBafilea, lo eleffe Generale del pj^^^ delle vì- 
fuo efercito , e due anni doppo, nella battaglia, che fegui te de Pontef. 
ne' -contorni di Camerino tra lui , & AlefTandro , e Fran- c.2 1&. 
celco fratelli dello Sforza, doppo elferficon {cambieuole 
fortuna longamcnte combattuto , pcrcortb mortalmente 
da vn colpo di lancia, e cadutogli morto anco il cauallo, 
fu loro prigione , & india due giorni, mancò divit^, 
correndo Tanno 1 45 5» e dell'età fua 46. 

ODdo di Gigaro de gli Oddi Marchefe di Valiana ,fu . 
l'anno i?i5.Capitano di treccto CaualiiOltramon- ^tf'i^oxio 
tani in agiuto di Carlo Duca di Calabria, che creato Si- iii.i'ig!* 
gnore di Fiorenza, andò con gente della Lega contro 
Caftruccio Càftracani :>ignore di Lucca, e {Potente ini- gìo.VìII. iib. 
mico de' Ghelfi; l'anno 1313, firmata lega tra' fiorenti- 2. cip. 37. e. 
ni, Bolognefi, Perugini , Oruietani , Agubbini , Senefi ,e 33. 
Conti Guidi Ghelfi rper far guerra contro la Città di Ca- 
fìello , & il Vefcouo di Arezzo , fu creato Capitano Ge- 
nerale dell'Hofte , e per tre anni à fua richiefta firmoffi ta- 
glia per tre mila Caualli, c6 li quali fu in fauore de'Ghelfì 
d Agubbio, nel fóccorfb dì Cagli cótro il Conte Gabriel- 
li, & alTimprefa di Fabriano contro il Tarlatti,ftrinfe con 
àffedio la Citta dì Spoleti , che fi teneua per Ghibellini , e 
doppo molti aflalti la riduUc in fuo potere, e finalmente-» 
infi^norìflj della Città di Caftello,e di altri luoghi, li quali 
dal Sommo Pontefice Giouanni Vigefimofecondo furono 
concéfsi a' Perugini in libero dono . 

Oddo 



3 IO Libro Terzo* 

Volat. nella /^^^^ Fortebracci figliuolo naturale di Braccio, he b- 
vita di Brac v^ be la condotta di quattrocento Lance da Fioren- 
do lib. 4. . tini eriendo d' anni 1 7.e poi fa Generale Cap;taao de gj 'i- 
llbJij x!!""*. ^^^^ * ^ ^^^ ^^^^^ Braccio per moglie vna figliuola del Sf- 

Gio: '\nton. gnore di Foligno , il che fece nafcere itrettiiSma amicitia 
Camp. lib. 4. fra Perugini,e FoJignati ; morì l'anno 141 J.nel fatto d'ar- 
G'^-^Tarcaff ^^ ^^ Lamona , feguito con H Soldati dei Ouca di Mila- 
Iib.18. c.4jf! no,ch'erano traicorfi nei Fiorentino,e fu il corpo portato 
Doglion.p.4. à Perugia , & indi trasferito i Montone fua Contea, douc 
C.4Z1. con pompa funerale fìi riporto • 

Coftno Bar. A^Ttaufano di Ridolfo Signorelli fu Luogotenente ge- 
fo^if ^^^°'" ^^nera'ediMalatefta Baglioni nelfalT dio di Fioren- 
za , e morì in quella fa.mnC^ C-^^fit^a. . ci; cui dice il Giouio. 
Hift.diBcrar. Sed M aiate/fa ntbil eo cafu permotufCate/tna portai ^ 
Segni lib.4. o^autanum Signoreltum tnter Perufinos prafeSios nobi- 
*^*J°^' htatetvtrtutefacttèprineipem, erumpere iubgt . Q^^Otì 

Hill di Mar hauendo fatto prigione i\ Conte di Pitiglfano , quafì su 
co uazzo gj^. q^^JjI j, I Pontefice , & amazzati molti fuoi feguaci . 
hebbeordineconl'infrafcrtto Breue del Papa, di riporre 
ag^par.i. detto Conte in liberti, al quale egli non vol/èobedire, 
* fintanto, che ilinòlfb Signore di CafteJ Lutiero fii > co- 
mgadelS' &"^^<* ' "O" ^ perordine dt\ Conte fcarcerato , il che (H- 
noij^o. moflìattione di gran magnanimità, poiché Otrauiano 
con la morte di Sinolfb , hereditaua quel fuo Stato . 

CLEMENS PAPA VII. 

Dlleéèe fili /àlutem , & Apoftolicam Benediéèionem l 

V Aide mole Rum Nohis fu$t yproutdehuit id quoiin 
oeulispene Noftris aufui es ^omitem Pttigltant cum 
fnultii eaptiuando f complures oceidenda ^ omnffque fufs 
honii exuendo i quare te paterna monemus tìbique Cub 
pcenadeeem miiltaducat. aurrfino NofìroaPpltean pr<r- 
€Ìptmus%<utJinoflram j^rattam habeascaramttndtenatto* 
nemcupiseuitare , diSiumQomttemp €um /uh omnibus 



C.I4é. 

P.Giou. lib. 



Libro Terzo. 3^1 

perjònisf & rebus hbtros fafias » eb* ad Nos remittas . 
Dot. tn CiuttaU Vrbeuetana /ub Annulo Ptfcatorisdtt $• 
Februarti i j z 8 . Pontificatui Ai ojìri anno quinto • 

Bloiìus* 

O Ratio Baglioni fratello dì Malatefta fecondo > e fi- 
gimoJo di Gio; Paolo» fu Capitano deile Bande-» Hft. di Mar- 
Nere doppo la iRortc diGiouanni de'Mvdici Capo di g°^^";^"^*^ 
^ quelle , e lìreiè chiaro per molti fu oi gefti , e particolar- 
mente per hauer prefo falerno ; Clemente Settimo man- commem.di 
dolio con duemila fanti, contro quei prefidi Spagnuoii, BiagiodiMó 
cheriteneuonoilKegno di Napoli m tède di Carlo Quin- luc]ib.i.c.x8 
to , efcòrrendo vn giorno fino alle porte di N apoli,iafciò ^^q^q^^^yò^ 
jn effe vn pugnale > in teftimonio dtì valor fuo *, fu l'anno ^ j.p.^. ' \ 
1525. Capitano delle Fanterie Tpfcane,pure all*afledio dì 
Napoli'fotto Lautreco Generale de* tràcefijouem adato „. ^^^.^o^ 
a ricognokere vn fito, che prefo hauea il Nauarro, accio j^i,.,,, yoi.^. 
meglio all'opportunità àcììt fcaramuccie , poteflTe indriz- 
iarei fuoifoldati, tolto in mezodavn'imbofcatade'nc- pj^ncOuicc. 
mici, fu ferito, e morto nef medefimo luogo, il corpo eoo hb. ig, 
diJHcoità ricuperato da'fuoi , fu ricondotto al campo » e 
di là , per ordine di Malatefta , riportato i Perugia . 

OKatio dì Gio: Paolo fecondo Baglio ni,fu in Vnghe- 
ria con Ridolfo terzo fuo zio , e di là richiamato dal H'fdi P.Gio; 
Sommo Pontefice Clemente Ottano , andò all'i mprefa di Capr. hb.4- e 
Canizzacon titolo di Colonnello; tornato in Italia,hebr \'g*^^^'^ 
be ìì comado di tre mila fanti fotto ì\ Priuji Procuratóre 
Generale della Repub. Veneta , & egli con il fuo terze, af^ 
fiemecon Camillo Triuifano Proueditore della Caualle- 
ria Alban efè , fu i\ primo ad attaccare ne' propri j allog- 
giamenti l'eftrcito Arciducale ,& occupò Malborghetto, 
Treuifi , Chiauaretto , Lucenifo, Fara, & altri Cartella > e 
luoghi pofti in vicinanza dì Goritia , e dì Gradifca ; l'an- 
no 16 17, fu con la medefima condottane! Frioli , e man- 
dato d opporli con cinquecento fanti ad vn groflb /qua- 
drone de' Ca}i4lli Auftriaci fui Cdcfo^ mentre portauano 

foc- 



312^ Libro Terzo .^ 

foccorfo al Forte Stella , per indi traghettarli à GradiicaJ 
reftò morto affieme con D. Verginio OcRni da Lamenta- 
na,eflendo poco prfma morto anco dalla parte nemica. 
il Generale Traunftfort nella difeCa, di vn forte>detto Bar- 
co di Rabbia» da quello occupato , e ridotto in buonidi- 
ma fortifìcatione, per non hauer voluto accoa(èntire H 
Medici Gouernatore dell'Arme in queirimp'efa» alcon- 
figlio dei Baglioni , il quale voleua di prima occuparlo , 
per non hauere poi ad obiigare Tefercito alla ricupera- 
tione di efCo , come in effetto obligofli, ma inutilmente^* 
fino alla concIulìoQe della pace . 

P E traccio Nero de' Montefperelli , e Ciutio fuo nepo* 
te,fa l'vni Capitano Generale de' f'erugini nella guer 
rugia lib.tof. ra di Chiugi, l'altro Generale de gl'ifteffi a' feruigij di Bo- 
ic dell'anno pifatip Ottauo Sommo Pontefice , contro Colonnefi : 

: erano dipinti fra Cauallierigenero(ìneJl4 Caladi Braccio 

Baglioniii? Peru|ia , , 

F " Q f Ti ^^^^^ ^' Vgolino Borboni de' Marchefi del Monte , fu 
c!i^9, Jr ne' fuoi tempi de'piu rinomati Capitani d'ltalia,e per 

* lo fuo valore venne con /ingoiatiti de'fauoriricogno- 

fciuta la fua gran Cafa da gli Augufti/simi Cefari Federi- 
co Primo , Arrigo Settimo , e Carlo Quarto ; militò per 
Fiorentini > e diede vna notabil rotta all'Aluiano Gene-» 
rale del Rè di Napoli al fbccorfb di Pila ; neila-guerra di 
Triefte fu Condottiero de* Venetiani contro l'Imperatore 
Mafl5miliano,e vaiutofi di alcune aftutie militari in quel- 
li guerra , fece attioni generolìflime , e fall in tal grido 
appreflb la R?pu blica ♦ che dicdegli anco titolo di Gene- 
ra le dell'infanterie i mori nel fatto d'arme di Ghiara^ 
d'Adda, e fu il corpo, per ordine del Ré Lodouico De* I 
cimo/ècondo, ripofio con Reali effequie. 1 

Rlnierp Burgarelli Conte dì Ma''fciano,per rmueftitu* 
radàra da Otfone Secondo Imperatore a Burgaro | 
dell'HiÙor di Mo ntereale déll'ifteira fa. m iglia , he b be il grado di Pode- J 
Ormaolib.i f^^^^ ^^ Capitano Gcneraìe in Verona,& anco in Perugia 

fua 



N 



Libro Terzo. 31^ 

CasL Patria» e con la fua auttorità , forzò CafteJlo deJJa., 
Pieue, che nel paflTaggio di Federico Imperatore , fi era Pigna dell ili 
ribellato da Perugini , à fottometterfi , & à tornare alla ^^°'^- ^' ^""^^^ 
loro obediéza , il che fegui circa l'anno della falute 1250. 

RAnaldo de' Eigazzini Conte di Cocorrano &c. fu a! 
tempo de'gloriofi Kegi di Gierufalemme Goffredo, Cane, di Pei 
•e Balduuino , dalli quali venne molto beneficato, perle '"§'* l>b. di 
valore , chemoftrò neJl'Imprefa di Terra fanta ^"cceffa-,; g"J,"jJ^*"g'^^^* 
l'anno di ChriHo 1099. à quello, ò ad altro Ranaldo del- 71. 
l'iftefla famiglia, viene attribuito, che auanti detto 
tempo, anco pafiaffe in Afia contro gl'Infedeli, fotto il 
fantifsimo RéOdoardo d'Inghilterra , dal quale puie^ 
acquiftò lafamiglia de'Bigazzini fauori, egratie ,come 
fi vede da molte memorie antichiffime nella Cancellarla 
di Perugia , e da vna particolarmente , che incomincia^, 
Promittuntetiamdd, Comites ^e, 

RAnuccio fecondo Borgarelli Conte di Mar/ciano, fu 
Condottiere di mille fanti, e di ducento huomini p.Gìotiionel 
d'arme per la Republica di Fiorenza; hebbe titolo di lafua hiilor. 
Duca di Grauina da Federico Rè di Aragona, e fu al fuo l^b 4 csi.iib, 
fbldo aflìeme co Fabritio CoIona entro la Citta di Capua ^'^-^^' 
con trecento huomini d'arme , alcuni Caualli leggieri , e ^^^^^ q^^- 
tre mila fanti ; moriranno 1501. nella prelà, che fecero Jib.j. e. 75. 
Franzefi di quella piazza , ferito da vn colpo di frezza^ , lib.5.c.ii7» 
non lènza fofpetto, che la ferita gli veniffe auuelenata dal 
Duca Valentino , che fi trouò come Luogotenente del Rè 
i quella efpugnatione, ò pure da Viteliozzo Vitelli , eh e_j 
volle vendicarfi della morte di Paolo fuo fratello, chej 
dalla fattione di Ranuccio fu fatto morire in Fiorenza . 

RAniere Vibij detto il Frofìna , fu Condottiere d'huo- 
mini d'arme per Giouanni Vigefimoprìmo , e Gre- l^i<^"<^<> ero. 
gorio Decimofècondo Sommi Pontefici nell'anno 1408. 
militò generofamente con Braccio nel fatto d'armi fegui- 
to fotto l'Aquila tra lui , & il Caldera ; fu Generale Ca- vita diBrac-' 
pitano de' tucchefì > e chiamato dnUi Duchi di Milano, e ciò lib.i. 

Rr poi 



314 



Libro Terzo. 



Ant.Camp. 
nella vita di 
Braccio 11^,4. 

e- 175. ; , 

Cornazzaro 

C.J. 

Vita di Brac- 
cioc. 8i. 



Vin di Carlo 
V-lib.j.c.j25 

P.Gio.Iib.44. 
par.i.c.377. 

Fl.RoiTeoneI 
l'hiil. della-, 
guerra di Sie- 
na . 



Cominent.di 
Biagio di Mó 

lue CI IO. 

Hill, di Mar- 
co Guazzo e* 
Jj^i.205. 



poi dalla Repubiica di Fiorenza nell'anno 145 r, in difèfa 
della Città di Fifa contro foldati del Piccinino , fèrui e 
quefta, e quelli in grado di Generale della Caualleria. 

RVggiero Cane de' Ranieri nell'anno 1420. coman- 
dò cinquanta fquadre di Caualleria Venetiana_#, 
e fece vnmuro del corpo fuo àVenetia contro vn'efer- 
cito numerofiflìmo , che hauea condotto d' Vngheria^ , 
per Sigifmondo Imperatore , quei Pipo fiorentino , che 
corrotto poi con buona quantità d'oro a laiciata l'impre- 
fa, e tornato in Vngheria, fu da Sigifmondo fatto morire 
con nuouo modo di tormento, hauendoli fatto colare_j 
per bocca l'oro liquefatto , del quale i huomo hebbe lete 
così ingorda ; fu anco con 600, Cauaili, che hauea nella 
Erouincia della Marca , in fbccorfo di Braccio forte- 
bracci , mentre egli teneua airediato CafteiJo S. Angelo 
in Roma ; finalmente morì in Perugia l'anno 1440. e fu 
riporto in quella Catedrale , oue vedeuafi la llia caffa fè- 
pplcrale, con molte infegne > e trofei militari intorno • 

Ridolfo fecondo di Malatefta Baglioni, fu a'/èruigi 
dei Rè f rancefco in Francia, e moftroifi non putìto 
tralignante dalla gran fama , che acquiftata vi haueuano 
li fuoi AntecelTori ; nel 1 534. mofle l'armi à Perugia , che 
doppo la morte di Malatefta fuo padre teneuafi per il So- 
mo Pontefice Clemente Settimo ,e s'infignorì di quella-. 9 
venédone indi a vn'anno {cacciato da Paolo Terzo ; mo- 
ftrò gran valore in quel fatto d'arme feguito fanno 1 544. 
alla Ciregiuola, doue,benche gl'Imperiali rfceueflero vna 
gran rotta, Ridolfo honoratamente (atisfece ai Duca^ 
Cofmo , che mandato l'hauea iquelfimprefa , mentrej 
combattendo da quella parte, egli Colo fece prigione-^ 
Monsù di Termes Generale della. Caualleria Francefè; 
richiamato alla Patria in occalìone della guerra moffa da 
Paolo Terzo a* Perugini, oprò con la fiia autrorifà,e con- 
iglio, che la Città tornafle in gratia del Pontefic e; e fi- 
nalmente fu con l'efercito di Giulio III. alia ricuperatio- 
ne del Ducato di CaOro > con titolo di Capitano Genera- 
le, 



Libro Terzo. ^15* 

le, & in premio ottenne dal detto Pontefice Jo Stato Tuo Dogllone p. 
nuouo, e vecchio confifcatoli giada Paolo Terzo; mori 5C.565. 
l'anno 1 5 5^. nel tentare la forprefa della Ciuà di Chiugi , ^""^ ^^^°"* 
oue reftò anco prigione Afcanio da Corgna . 

V Colino Borboni de' Marchefi dei Monte diCceCo dal 
fangue Regio del Santo Rè Lodouico di Francia»^ , 
hebbe origine da quelI'Arimberto Capitano della Militia p ^.. 
Regia , che pafsò in Italia quando Carlo Magno andò in foJ.zj8. 
Romaadincoronarlì Imperatore per le mani di Leone-> o^j^q 
Terzo Sommo Pontefice , e da eflfo Arim ber to lanciato H ^ nèìh rua_^ 
primo cognome di Borbone , pigliò il fecondo de' Mar- Hill de' Rè 
cheli , per elTere flato fatto Marchefe di Tofcana da det- ^» Francia-^ 
to Imperatore, e creato in Italia fao primo Vicario Im- "^ P"ncip» 
perialej ritenne l'Arme di Borbone,cioè li tre Gigli d'oro ^' Emilio del 
in campo azzurro , diuerfata dal primogenito di quello » e ^^^^^ ^ ^'* 
da tutti i Tuoi defcenden ti con vna sbarra roflra,non eflen- 
do lecito fé non ai Rè medefimo di Francia 5 vrarlafem- 
plice , e fchietta » fecondo , che Tulli data miracolofamen- 
te dal Cielo. 

Guiccione di Filippo Borboni de* Marchefì del Mól- 
te , come gentiJ/fsimo r'ampollo di quella profapiaJ 
Reale di Francia , ottenne ancor egli vn'ampiezza di Prf- 
uilegij da gl'Imperatori Carlo Magno, Berengario Secon- 
do, e Federico Primo , il quale particolarmente gli diede ^u'r'^^?^-'^ 
la. Signoria di Arezzo, di Montefiafcone, e di Arimini , e tel,\ ^ ^ 
nelle lettere Imperiali , gli giura fedeltà nelle mani di Ri<- 
dolfo Arciuefcouo di Colonia, & Archicancelliero d'Ita- 
lia ; la Bolla fi confèrua da detti Signori , 8ciì Sahfbuino 
fcriueefTere fiata data nel Campo fbtto l'afTediodi Mi- /f^"c. Sanf. 
lano. foi.zj.258. 

Vlncfolo di Vguiccfonello Vincioli, hebbe il coman- 
do generale della guerra fatta da' Perugini contro Annali di Pe- 
il paca di Spoleti, fj Condottiere de gl'ifteflì in agiuto del mg. del 15 io 
Rè Roberto cótro Arrigo Settimo , & all'Imprefa di Ter- J'^^* ^8. 1 1 1. 
rafintaTanno iS4<5. doue attaccato da vna gran moki- '* 

Rr a tu- 



V 



%i6 



Libro Terzo. 



FrancMatur. 
nella Tua hiit. 



Lib.di diuerfi 
anni nella_j 
Cancellar, di 
Perugia . 



Cìp.Manent. 
lib.3.c.504. 

Annali di Pe- 
rugia dell'ào 
no i39ì' 

Ant.Camp. 
nella vita di 
Braccio nel 
principio . 

platini fiella 
vita di Boni- 

&CÌ0C.104. 



tudfne di Turchi venne al fatto d'arme, e vaioro fa mente 
fempre combattendo , fu alla fine , non potendo più refì- 
itere alla gran furia , e numero di quelli , vinto , non però 
prima, che morto , alle Smirne; era ritratto fra'Caual- 
lieri Perugini di valore nella fala di braccio Baglioni nel 
fecondo luogo dopò quello di Eulilte Troiano , che fu ri- 
flauratore, ò fondatore di Perugia , e fi vedeua anco l'hi- 
floriadi quefto fatto dipinta nel Choro della Chiefa di 
S. FrancefcodelConuento, laqual pittura non è gran-, 
tempo fu per occafione di refarcimento di quel luogo 
fcancellata. 

Vlnciolo di Beuignatede' Vincioli, fu mandato dal 
Commune di Perugia con groflTo numero di Caual- 
lii e due mila fanti in agiuto d'Innocentio Quarto Som- 
mo Pontefice ; hebbe la fopraintenden^a di cinquecento 
Baleftrieri contro Carlo Rè di Napoli, in agiuto di Lodo- 
uico di Francia a Tunifi j andò Capo di molte fquadre_j 
Perugine all'afTediod'Afilfi nel ijaz.fotto gli aufpici del- 
l'ifìieiTo , più volte (piegò l'Infègne , con fortuneuole euen- 
to , la Città di Perugia, per foccorrere luoghi , che fi te- 
neuano per laChié/a , contro Ghibellini, e particolar- 
mente la Città di Spoleti , nella quale reflò con titolo di 
Podeflà nell'anno 1324. 

V Colino fecondo de^Bigazzini , ricettò , e difefe ne' 
fuoi Caflelli quei Nobili , che da quella gran flrage 
fcamparono , che fotto la pace con folennità fatta per 
lemanidiBonifatioNono, fece con infame tradimento 
il popolo , contro Tifteflìin Perugia ; andò dal medefìmo 
Som mo Pontefice per impetrare agiati contro detti po- 
polari, dal quale honoratamcnte accolto , rammentogli, 
che eflendo flati ottanta No bili su gli occhi fuoi taLgHati 
à pezzi y contro la pace per mezo di Ini fatta , meritaua^ 
ben l'infido popolo, eflere dalle fue armi caftigato , dalle 
quali parole mofTo il Papa , fpedi fubito vn Broglia cele- 
bre Capitano di quei tempi, che con molta gente a'dan- 
ni de* Perugini Rafpanti ,, alàieme con il Conte di Cocor- 

ranoj 



Libro Terzo. i^\y 

rano Ce ne venne, & indufle loro tanto terrore, che furo- 
no forzati di ricorrere all'agiuto di Galeazzo Duca di 
Milano, il quale moflTofi con gran moltitudine de' fuoi più 
fcelti guerrieri, prefe la Signoria della Città , e fece , che 
il Broglia , 8ciì detto Conte VgoJino , daquella guerra^ 
defilleflero . 

Dignità Ecclejìafìiche, 'L^^gi Ciuilt^e Canoniche , 
Cap. IL 

ANdrea Buontempi, corfo, che he bbe felice- 
mente lo ftadiode' fuoi ftudij nella Patria, fece 
rifolutione , di mettere, l'alto Tuo fa pere alla.^ 
proua nella Corte di Roma, oue trasferito/i, 
fu molto accetto al Cardinale Arciuefcouo di Bari , il 
quale afcefo al Pontificato , chiamofsi Vrbano Sefto , e Ce- 
guita nell'anno 13 57- la vacanza del Vefcouato di Peru- 
gia , per la morte di Francelco Gratiani Perugino, venne 
eletto da' Canonici del Duomo Vefcouo della Patria, e 
dal Sommo Pontefice fu l'elettione confermata : portaua 
egli quella facra Mitra con molta carità , e zelo , quando 
Vrbano defiderofo tenere in grado maggiore la fua gran 
fufficientia impiegata , volle nell'anno 1388. annouerarlo 
frd Purpurati del Sacro Collegio, creandolo nella fua_. 
prima promotione fatta in Fiorenza Prete Cardinale, & 
indi àpoco fuo Vicario Generale, e Legato Apoftolico 
nella Marca ; in quefta Legatione altamente egli ope- 
rando in feruigio della Santa Sede, venne da Bonifatio 
Nono conferrrato , ma poco doppo pa/sò i meglior vita 
in Recanati , e fu vniuerfalmente (entità la fua gran per- 
dita , ma con particolar dolore della Patria , che fi viddc 
eftinto nella fua morte, il primo lume , che con lo Splen- 
dore della Porpora la illuAralTe « 



Anco^ 



3i8 



Libro Terzo. 



ANtonjo di Puccio Michelotti , fu l'anno 141 1. creata 
Vefcouo di Perugia fua Patria , e lafciato il Mona- 
ftero diS.Giouanni Manzani nella Diocefi di Città di 
CafteJlo , oue egli era. Abbate, venne a prendere il pof- 
fèflb delh fua Chiefa , e fu con grand'applaufo riceuuto j 
moriranno 1434. effendofì per prima ritrouato al Con- 
cilio inCoftanza, doue fu condennata l'herefia de gli 
Hufsitani , & eletto Pontefice Martino Decimo , in luogo 
di Giouanni Decimoterzojil quale rinutiò al Pontificato. 

ANdreaGiouanniBaglioni, hauendo alla nobiltà del 
fangue congiunta l'integrità della vitaja candidez- 
za de'coftumi , e l'ornamento delle Leggi , e de'iacri Ca- 
noni , fall in tal eredito neHopinione di tutti, che vacata 
la Chiefa di Perugia nell'anno 1^36. venne da' Canonici 
del Duomo, chiamato al Reggimento Paftorale diefla, 
& il Sommo Pontefice Eugenio Quarto , appreffo il quale 
era piena notitia del fuo gran merito , confermò lelet- 
tione; leggonfi di lui alcuni verfi in vn marmo del fuo 
depofito à lato della Cappella del fanto Battefimo nel 
Duomo di Perugia, li quali fi tralafciono di porre, per ef- 
fere riportatine! Secondo Libro di quella medefimaope- 
ra , là doue fi tratta della ferie de' Vefcoui . 

AMadeo Baldefchi non degenerò per lo valore mo- 
(Irato in varie feientie dal famofo Baldo fuo Auo, e 
fu in sì grande ftima appreflb il Sommo Pontefice Marti- 
no Quinto , che venne dall'iftefib honorato di molte ren- 
dite Ecclefiaftiche, e finalmente delVelcouato di Città 
di Cafiello, ma nonpuote, che pochi giorni godere il 
frutto dell'elettione Pontificia, venendo a morte, appena 
prefodiquel'o ilpoflèfib, onde non fenzainifinitelagrime 
diquelfifteflTo popolo , che poco prima con fèfte, & alle- 
grezze riceuuto l'hauea, fu in quella Chiefa Catedrale.^ 
riporto . 



Alufffi 



Libro Terzo. ^ip 

A Luigi di Francefco Alfani molte virtù hebbe in gra- 
do eminente , onde fu ancor egli accettiflimo al 
Sommo Pontefice Martino Quinto , dal quale rimunera- 
to della Chiefa di legi nella Marca > non può elprimerfì 
quanto Tantamente egli la reggelTe, bafta il dire, che_j 
per dottrina, fu vero nipote del fa mofo Bartolo,e per l'in- 
nocenza della vita, puote eguagliarfi a quei primi Ve- 
fcoui, che nella Chiefa di Dio, furono puri /pecchi di 
fantità • 

\ Lberto di Pirro (ècondo Baglioni, creato Re/èren- 
yik dario delle due Segnature, e fatto Abbreuiator€_# 
ài Cancellaria,diede alla Corte nome honoratifsimo dej- 
J'ineftimabilè\valor (ho ; meritò anco hauere dal Som- 
mo Pontefice Paolo Quinto,il gouerno di due nobili Cit- 
tà Camerino, &Oruieto, le quali reflTe con fomm a in- 
tegrità, e prudenza, fin'allVltimo di fua vita, che feguì 
in Koma nell'anno lóz^. effendo poco prima fcgaita^ 
anco la morte del Cardinal Montaltofuopartialifsimo 
Signore. 

Ngelo primo Baldefchi emulando il valore di Baldo 
fuo fratello , portò tal grido di se nella Lettura Ci- 
uile, cheeflercitò in Perugia , Bologna , e Padoua , che 
fu chiamato vno de'Triumuiri de' Legilti , {criffe quafi fo^ 
pra tutto il co rpoCiuìle, emaflìme fopra i ff. glivkimi 
tre libri del Cod.e /opra J'Auth. Lafciò anco alcuni Trat- 
tati , & vn volume de' Configli , li quali appena rapiti dal 
torchiodellaftampa, furono in tutte le parti d'£uropa_, 
Iparfi , e con fomma auidità riceuuti ; mori in f iorenza 
correndo l'anno 1424.6 dell'età fua 75. 

A Ngelo fecondo , & AlefTandro Baldefchi, fu quefti in 
gran conto tenuto per lo valor fuo ne'fludij Legali, 
e Biordo Michelotti, in quel tempo Signore di Perugia » 
gli diede vna fua forella per moglie ; fu l'altro Auuocato 
Conciftoriale 3 Conte , e Soldato per priuilegio di Federi- 
ca 



A 



320 Libro Terzo. 

co Terzo Imperatore, leffe con molta gloria del Tao no- 
me in Perugia, & in Padoua, oueprefè per moglie vna^ 
Dama Venetiana delia famiglia Marcella ; morì l'anno 
1492. hauendo dato alle ftampe Commentane ducci(5mc 
fopra il Cod. e diece volumi de' Configli. 

ANgelo, e Baldo Perigli, ha quelli al/e ftampe yn^ 
trattato de Qu^eltionibus , & Tortura ; fu l'altro ot- 
timo Catedrante,e disi gran valore, che tenne in Padoua 
concorrenza a Paolo de Caftro ; fcnflfe fopra buona par- 
te del corpo Ciuile , mandò alle Itampe alcune Repetitjo- 
ni,&vn volume de' Configii;mon in Perugia l'anno 14^. 
& hebbefepoltura nella Chiefa di S, Maria de' i>erui . 



ACcurtio , e Tindaro Alfani figlioli del primo Alfano, 
e pronepoti di Bartolo , fotto la difciplina de 1 Butri- 
gario riufci quello ottimo Confulente , e lafciò, riferente 
il Vuoifangi , vn volume de' Configli ; fu l'altro nella pu- 
blica Lettura Ciuile molto celebre , e mandò alle ftampe 
vn 'opera in dialogo intitolata de Teftibus . 



A 



Rriguccio Arriguccilefie l'Ordinario Ciuile in Peru- 

già , e per lo valore, che quiui moftrò , inuitatoallo 

Studio di Padoua, pafsò a quell'honorata Condotta, e 
lefse a concorrenza del Soccino luniore; volle la Repu- 
blica, che ammirollo Tempre come vn fimulacro di dot- 
trina Legale, fermarlo in quella Lettura con più largo fti- 
pendio t ma egli giudicò ritirarfi alla Patria , oue colmo 
di anni, ma più di gloria, pafsò a miglior vita nell'anno 
i5^o.edell'etifua82. 

A Scanio Scotti inuitato dal Rè di Portogallo a legge- 
re in Coimbria , l'anno i$$o. hebbe la prima cate^ 
dra dell'Ordinario Ciuile nel principio che s'inftituì quel- 
lo Studio , e con tali demoftrarioni d'affetto venne trat- 
tenuto da quel Rè , che meritò dairifteflo effere anco ho- 
norato della Croce dd fuo Ordine ; flette iui Lettore il 

corCo 



Libro Terzo. 5 zi 

corfo di (ette anni , e tornato alla Patria j morì neU aano 
1 5^7.fadiJai mentìone Andrea Alciato neTuoi JParerghi, 
dicendo: Vtnupsrrimèdoiìus iuutnh Afeanius Scottus 
Fffufinus . 

B Gigaro Montemek'ni nell'anno iipi. meritò eflère.» 
eletto da* Canonici del Duomo > Paftore di Perugia^ 
Tua Patria » eful'dettione confermata dal Sommo Ponte- 
fice Nicola Quarto , molto inclinò allVtile del Tuo greg- 
ge, & alla magnificenza della fua Chiefa , dotò del fuo di- 
uerfi luoghi facri , cooperò all'erettione dell'Holpedale^j 
grande della Mii(èr icordia , & in aJtre opere pie , che con 
feruentifsimo zelo promoflè nella fuaGitti; morì poco 
doppo il Conciane feguito in Perugia per la morte del 
Sommo Pontefice Benedetto XI. e fu con infinite la- 
grime di tutto i\ popolo , che per tre giorni continui còn- 
corfe ad honorare il fuo funere , ripofto nel Duomo . 

BEnedetto di Alberto Guidalotti fii vno de'primi Pre- 
lati della Corte , e di sì gran deftrezza ne' maneggi 
di qualunque aitiamo affare , che il Sommo Pontefice^ 
Martino Quinto doppo haucrlo eletto Veicouo di Re- 
canari , volle honorarlo di vn Chiericato di Camera , e 
poi lo fece Teforiero fuo (ècreto,e Vicecamerlengo j fon- 
dò in Perugia il Collegio di S. Girolamo , detto Sapienza 
Nuoua, e fece altre opere degne di memoria; mori nel 
i42p.e'fugli honoratifsimo fèpolcro la Chiefa di S.Do- 
menicojOue fi vede l'effigie fua fcolpitain marmo al na- 
turale con bella Ifcrittione . 

BEnedetto Monaldi con l'ornamento di virtuo/ìfsime 
qualità trasferitoli alla Corte di Roma , fu portato sì 
viuamente da Franccfco Baldefchi fuo zio , & Auditore-j 
della facra Ruota apprcffo Vrbano Ottano di fel. mem. 
che feguita indi i pochi anni la di lui morte, quelSom- 
tno Pontefice , che nel premiare anco la virtù ellinta , fu 
liberalifsimo , honorò Benedetto il nipote delluoco va- 
cante in quel facto Auditorio > oue non defraudando 



3X2. Libro Terzo. 

egli all'ottima opinione, con cui fu a ^uel carico am- 
meflfo > aprifsi tal ftrada alle grandezze , che indi de- 
putato per Miniftro del Cardinale Antonio B^irberirii 
in Legationi importantifsime , tanto di lai inuaghil^i 
quel Sommo Pontefice, e della Tua gran fufficienza^ , 
ches'indunfeàpromouerlo quafi in Yn medefimo tem- 
po à tre fupreme dignità , che furono , la facra Porpo- 
ra> la Chiefa di Perugia , e laLegatione di Bologna.»; , 
portò egli quefti principaliffimi gradi con ogni giuftitia,& 
integrità di vita fino all'anno 1^44. che fu il decimo del- 
la refidenzafua in Perugia,nel quale pafsò a meglior vita» 
e venne con iblenniffimo funere ripollo nella Chiefa di 
S.Mariade'Seruir 

BArtoIo Alfani per origine da Saflbferrato , ma Perù* 
ginoperhauerftudiato, letto, & habitat© maggior 
parte della vita fuaà Perugia, e per eflere flato in eflTa.* 
capo ,& origine della famiglia de gli Alfani ,a/la quafc-i 
donò co*l nome anco Tarme fua , cioè vn Leone roflTo in 
campo d'oro , Infegna dei Rè di Bohemia, che egli heb- 
be per il fuo mento da Carlo Quarto Imperatore ; fcriflè 
quafiibpra tutto il corpo CiuJle,e mafiimefopraiff , la- 
fciòmoIti,e diuerfi Trattati, e ConUgli , fu sì celebre , 
che alcuni affermono l'Autorità fua , non fia da polporfi à 
quella della Ruota Romana, e che nelle Prouincie dellaj 
Spagna , daue m anca la Legge , il parere , e detto di B ar- 
toloè in vece di Legge ; Morì d'anni ^. in Perugia.* 
del i3<^o. &il fuo corpo fu ripofto nella Chiefa di S. Fran- 
celco delConuento fopravna nobile Cappella ornata di 
molte ftatue , nella quale vedefi l'effigie fua al naturale.^ , 
con quella femplice Ifi;rittione fopra la fepoltura » 

OSSA B A R T O L I. 

BWiry B ildelchi fi dlCcepoìo di Bartolo , e G'mnCc onr 
Ulto il più celeb -e che fioriflj , non Colo in Italia» ma 
incuttalaChriftianità, leflfe con grandiflimo applaudo in 
Perugia, Bologaa >e Pauiii> e fu in grande ftiraa tenuto 

da 



Libro Terzo, 323 

da Giouanni Galeazzo Vifconti , che Io trattenne con^ 
prouifione di mille fiorini d'oro in quello Studio ; fu anco 
accettiflimo a* Sommi Pontefici,c particolarmente à Gre- 
gorio Vndecimo, iJ quale à fua periuafione, riconduATe-j 
la Santa Sede da Auignonein Roma ; fcriflfe (opra tutto 
il corpo CiuiJe , e mafsime fbpra il Cod. (opra i Feudi > & 
in Canonico fbpra ilDecretafe ; finalmente hauendo la- 
fciato alle flampe cinque volumi de' Configli t & in parti- 
colare qucldiuino Trattato delio Scifma à fauore di Vf- 
'banoSeflo, contro Clemente Papa fcifmatico; pafsò à 
meglior vita> e fu l'anno i-^oo. , dell'età fua 80. , e di quei 
publico Officio > l'anno quinquagefimo . 

BEnedetto deBarzi fu in ambedue k Leggi maraui- 
gliofo , & al pari diqualfìfia più famofb Giurifta efler- 
citatofì in quelle , meritò efTerie dechiara to vno de' Con* 
figlferi di Sigifmondo Imperatore Romano; fbflennein 
Perugia con infinita fua gloria le prime Cattedre dell'Or- 
dinario Ciuifè , e nella fua morte laCciò alle flampe molti 
Trattati , e tra gli altri quello de Guarentigia » dejilijinon 
legitimè natis , de Tutoribus^ e molti Configli tra* Con- 
fìglideDiuerfi. 

BAglione, e Raniero VibiJ, fu quello Giurifconfùlto 
per acutezza > e fertilità d'ingegno ì nefTun'altro fe- 
condo , lì che fi raccoglie da alcune fue Repetitioni fbpra 
i ff. e fopra TAuthentica , che fono alle ftampe ; fiori fal- 
tro prima del famofb Bartolo , e da lui fi allega nella». 
/. vertter » de aeqair. h<tred, do uè è chiamato , yir reco- 
hnda memoria ; fcriffe fopra tutti gli Ordinari/ Ciuili, fb- 
pra buon a parte del ff e la prima del Cod. e mandò alle 
ftampe vn Trattato de Dote , che è molto famofo . 

BEnedetto de Benedetti, cognominato il Capra, per 
hauere vn'organo di voce fottilirsima , commentò 
buòna parte del lus Canonico , che fi vede fcrittoin pen- 
na , come rifèrifce il Vuolfangi , & alle flampe mandò ai- 
Cane Repetitioni in Canonico, vn volume de'Configh*, le 

S f 2 Con- 



3Z4 Libro Terzo. 

Conclulìom > & akìre opere ; fu Precettore del Corneo , 
come dice egli iìefCo , chiamandolo Ctlebtrrimum DoSt^- 
rem D.Benèdiéium Capram, Praceptoremmeum, qui f uh 
integerrimi itnUeij . 

BAIdo Nouello de Bartolini >arriuò a si fublime {ègno 
d'eccellenza nelle piùgraui dottrine ,. e particolar- 
mente nelle Ciuili , e Canoniche , che nel nome fu fimilif- 
fimo non folo al famofo Baldo , ma nel valore corri fpon- 
dendo all'ifteflo , fu i\ Baldo de* Tuoi tempi ; fcriflè Ibpra 
i 0". e la prima del Cod.e mandò alle publiche ftampe vn 
Trattato de Dote , & alcune Repetitioni . 

BEnedetto Barigiani fu non folo di alti/si mo ingegno 
in ogni forte di belle lettere, ma marauigliofo nello 
f^udio delle Leggi, & elTendo primo Lettore dell'Ordin a- 
rio Ciuile in Perugia» fi trattenne con molta fua gloria.» 
in quel public© officio ; fu anco Confìilente reputato tra' 
primi dell'eri fua > e molti Configli lafciò nella fua morte 
degni dell'immortalità delle fìampe ; fa di lui mentionc-i 
F. Leandro Alberti,e là doue tratta ài Perugia» rende ce- 
lebratilHmo il Ciò nome . 

BEninca^ , e Corneh'o Beniticafà > o Anfidei, feebbe 
iVni nello Studio ài Perugia , e poi in quello di Pifa^ 
le prime Letture in Ciuile , e lafciò alle ftampe vn Trat- 
tato ibpra il titolo de Adionibus;furaltro publico Pro- 
feflore dell'Ordinario Ciuile, e Canonico pure in Peru- 
gia, e nella fua morte honarò le ftampe delle Letture fo- 
pra il tir. €. ibi. mat.di vn Trattato de Alluuione. e di al- 
tre dottifsime opere f degni parti dei fuofelicifsimo in- 
gegno. 

BErnardino Alfani trinepote del famofo Bartolo , di- 
uenne ne! trentefimo anno dell'età foa Giù ri/con fol- 
to', e paflTato il grido dt\ foo gran valore a' confini d'Ita-' 
Ha, inuitoHo alla prima Lettura dell'Ordinario Ciuiltu* 
Cario (il Sauoia in Torino » e poco doppo il Sommo Pon- 
tefice 



Libro Terzo. ^z^ 

tefice Si/lo Quinto allo Studio di Fermo, ma egli ricusò 
IVna, e l'altra offerta, e giudicando ferm^rfì nella fu a^ 
Patria > lefle in quella con infinito applaufo il corfo di 
molti anni , & acquiftoflì fama di ottimo Cattedrante^» : 
Hebbe più volt« honorate Ara bafci arie dalla Citti , 
e mandato a tre Sommi Pontefici Pio Quinto j Sifto 
Qiinto,& Vrbano Settimo, riportonne fempregratieà 
commodo della Patria ; morì in Roma l'anno 1590. haf 
uendo lanciato alle ftampe CoUeiianeA iur. GiuiJss . 

CO^anzo di Opizone de Barzi erudito in giouentù Tua 
nelle buone arti, & in ottimi coftumi , fìmortrò vn 
specchio terfiflimo di virtuofe qualità nella Patria, onde 
di confenfo , e con liiffragi di tutto il Clero , e popolo Pe- 
rugino , fu acclamato Ve(coao della /ùa Citti, oue molti 
con la predicatione Euangelica, e con fanti eflempij , e 
con mir^icoli ritrafle dal culto degl'Idoli alfadoratione-» 
d£Ì vero Dio ; mori fatto decapitare da Lucio Confòle-* 
perla Fede, da lui coftantemente fèmpre ritenuta,e pre- 
dbicata,efu ilfuo martirio l'anno 162. imperando M.An- 
tonio vero» e fedendo nella fedia di Pietro Sothero Ro- 
mano , 

CAmillo Baglioni moderò in gaffa col freno de'con- 
tinui ftudij i /piriti hereditarij , che hebbe di gene- 
rofità, e brauura , che con molta fua quiete portatofi alla 
profeifione delle Leggi , fece inquelle màrauigliofi prò- 
greffi, e ne <Ìkdc faggi alla Corte di Roma , doae fatto 
Auuocato Conciftoriale , meritò anco vn luogo tra gli 
Auditori delia (aera Ruota, ma per poco tempo portò 
quella dignità , che nel fiore de gli anni , venne à morte , 
cpaffato da quel Tribunale, all'altro dei Supremo Giu- 
dice, lafciò fblo viua in terra la memoria del fuo graiu 
merito * 

CE fare Gherardi fu indefèflb nel publico officio éU 
Lettore , che esercitò con molta fua gloria in Peru- 
gia) e nelb Stiniio di f errao 9 onde trasferitoH in Roma^ 



^z6 



Libro Terzo. 



con particolar fauore del Cardinal Borghefè , di cui fa 
partiaiifsimo, dopò eflere ftato eietto fuo generale Audi- 
tore > Canonico di S. Pietro in Roma , Sopraintendente_j 
dello Stato Ecciefiaftico, Referendario dcHVna, e dell'al- 
tra Segnatura , e Preiato di Confiilta , venne dal Som- 
ino Pontefice Paolo Quinto promoflfo al Cardinalato ; 
iiebbeanco dal fiioSutcclTore Gregorio Decimoquinto 
la Chiefa di Camerino, la quale reflfe con Comma, vigilan- 
za fino allVltimo difttavita> chcfeguì nel fine di quel 
Pontificato, non fenza particolar dolore di tutta la Cor- 
te , la quale fc ammirò là benigna influenza ne' di lui pro- 
grelfi , riconobbe in quella anco recceflb di quei meriti , 
che lo conilituiuano degno • 

GEfkre dalla Corgna BgMolo di Diomede Marchefe-i 
di Caftiglione , fu ìvl gran conto preflb il Sommo 
Pontéfice Ctemente-Otrauo, ilquale non folo impiegollo 
in varij gouerni dello Stato Ecclefiaftico,ma ditdQ%\i an- 
co titolo di Referendario delle Segnature, & annoucrollo 
fra* Chierici della Reuerenda Camera, l'hauérebbe anco 
inalzato ì gradi maggiori , tanto inuaghito fi era deììe^ 
fiie honorate qualità , ma la di lui poca fanita trattenne it 
corfo ali ottima inclinatione del Sommo Pontefice , & a* 
fuoifelicifsfmiprogrefll; morì in Perugia l'anno i6o9» 
adì 2 1 . Agof^o, e con fb lennità venne riporto nella Chiefa 
di S.Francelco del Conuento » 

GEI^ré Fumagioli haucndo Ietto con pieno concorfb 
TielìoStudio di Perugia l'Ordinario Ciuiie, lafciò 
nom'chonoratiffimo delfinertimabile valor fuo in vn dot- 
to Commentario , che egli mandò alle fìampe fbpra la-t 
/. in quartam , ff, ai l.faìcidiam , Ci relè anco celebre nel- 
l'Auuocatione , e riferente il Vuoifangi, lafciò dottifiì- 
mi Configli ; mori l'anno iCoi. e deli età /ùa i\ fèfTa- 
gefimo. 



Conte 



Libro Terzo. 32.7 



COflte di Sacco de Saccucci fcrifTe fopra la /. (b* fi fi' 
liitm iffl de mun. & bonor, come dice Gio: Batt/ita.. 
Caccialupi nel Tuo trattato de modo ftudendi ,& il Corio 
nella parte feconda delle fue hiftor^ di Milano , pone^ j^y, 
che per lo fuo valore > venifle €gli eletto Podefti di Mila- 
no, ma che inbreuepervn tumulto popolare foflè dc- 
pofto , 

> *^ 

Dionigi Barigiani fu chiariifimo profeflTore delle Lcg-* 
gi Ciurli, e Canoniche neilo Studio della Patria, e; 
fall in tal grido , che ricercato con larghiflìmi ftipcndi per 
Poderti in Fiorenza, trasfèriflì àqueli'honoratiisima ca- 
rica , oue lafciati rari ammaeftramenti della fua profon- 
da dottrina , e grande integrità, meritò pòi circa l'anno 
141 7. il titolo di Configliero del Rè di Sicilia , e di Na- 
narra ; lafciò nella fua morte alcuni Configli alle ftampe » 
che fi vedono tra' Configli de diuerfi . 

ERcole di Ottauiano Baglioni , fu riconolciuto l'anno 
1505. della Chiefa di Orureto , & haiiendo attefb 
/empre con ogni calore à quel Reggimento Paftora!ej , 
pa/sò à miglior vita in quelle grandi reuolutioni d'Italia, 
Cotto il Pontificato di Clemente Settimo , rapito in età di 
anni 45. e veramente immaturo alle glorie fuc, e della.. 
Patria. 

ENea Balde/chi fu celebre per dottrina , & acutezzaJ 
d'ingegno , e lefle con tal grido ambedue gli Ordi- 
nari] nelle prime icuole dello Studio di Perugia , che me • 
rito poi hauere vn ìaogo nella. Ruota Fiorentina , ouej 
riportonne fama di fede, integrici , e fcienza i mori Tan- 
no 154?. hauendo lafciato alfe ftampe alcuni volumi de 
Configli, & in penna molti fiioi fcritti i e letture degne» 
pure dell'immortalità delie ftampe . 



Fraa- 



328 



Libro Terzo. 



FRancefco Armellini eflèndo Chierico della Reueréda 
Camera, portofll tanc'olcre con la fama deJfuo graa 
merito > che il Sommo Pontefice Leone Decimo annone-* 
rollo prima tra' Cardinali Preti col titolo di S. Califto , e 
di ^. Maria in Trafteucrc , e poi diedcgli la. Legatione-» 
della Marca» & in luogo del Cardinale diBibiena man* 
datolo Legato de Latere in Francia » lo fece anco Prole- 
gato deirVmbria > e di Perugia fua Patria ; mori Vice- 
camerario nell'anno 1 5 2 7. poco doppo l'infQÌicc Cicceflò, 
che Romaprduò fbtto il Pontificato dì Clemente Settimo» 
e fu riporto nella Chiefa del Cno titolo in vn monamento, 
che egli lì hauea preparato con bella ilcrittione . 

FRancefco di Gratia de Gratianf, doppo la morte di 
Vgoh'no Vibij , fu da' Canonici del Daomo di Peru- 
gia , e da tutti gli Ordini de' Sacerdoti , eletto Vefcouo 
della Citti,e confìrmato dal Papa nei i^^p. in Auignone, 
alqnale grado aflfunto, renuntiòrArcipretato, che egli 
hauea in quella Chiefa , & attefè con molto zelo abReg- 
gimento Paftorale ; fi legge inantfchifsime memorie} che 
molti hoaoririportaflfe dal Popolo Perugino, e che nel- 
l'anno 15 57. che fulVltimo del fuo viuere, egli per ordi- 
ne del Papaipubl/caffe la Scommunica contro Lodouico 
Duca di Bauiera fcifmatico Imperatore . 

FRancefco Cantucci mentre leggeua l'Ordinario Ciui- 
le nella prima Catedra di Perugia , fu eletto da Gre- 
gorioDecimoterzo Auditore della facra Ruota» il qua! 
grado portato da lui con molta-fu a lode anni tredici ; il 
Sommo Pontefice Sifìo Quinto volle honorarlo della.. 
Chiefa di Loreto, e fu il primo Vefcouo di quella Città ; 
morì nell'anno 1 585. e tra l'altre fue fcritture furono tro- 
nate due lettere ,vna del Cardinale de' Medici , e l'altra». . 
del Cardinale Montale© , doue gli fifcriueua da quei Si- 
gnori, che ficuramente al proffimo Natale,il Pontefice-i 
volea annouerarlo tra' Purpuratidel facro Collegio , ma 
Iddio volle con più alti premìj rimunerarlo in Ciclo . 

Fran- 



Libro Terzo l 3 zp 

FKancefco dalla Penna fi pò fé hella giouentii Tua con 
tal calore allo ftudio delie Leggi, che rmfci GiuriC- 
confulto d'inconiparabile ornaa.ento neJia t *itna,& am- 
meflb in quefta alia lettura dell'Ordinano Lmile, fparfe 
in breue tal fama di sè,che il Sv>iniiio Pontefice Gregorio 
Decimoterzo, chiamollo alla Corte , e riceuatoio con»» 
honore,voile finalmente annonerarlo fra gli A uditori dei- 
Ja facra Kuota > ma non puoce , che vn fol'anno girare in 
quella» che venuto a morte, pafTarono al fratto le hono- 
rate fue fatighe, & il fuo gran nome a* confini della gloria. 

FRance(co terzo di quefto nome fra Dottori illuftri del- 
la famiglia Baldefca, leguìta la morte dei Cardmale 
della Rouere fuo Signore , fu condotto à leggere l'Ordi- 
nario Ciuile in Perugia > & indi portato alla Lettura di 
Meffina,e di Avignone , richiamo'loalla Corte il Som- 
moPontefice Paolo Q.uinto, eioeielTevno degli Audi- 
tori della facra Ruota Romana i porto ffi egli in quelpu- 
blfco officio con tal prudenza , integrità , e valore , che il 
fìio Voto era fra i più ftimati in quel Tribunale , & Vrba- 
no Ottano, il quale ammirò grandemente la Ibdezza-j 
della fua dottrina ,^ruiffi di lui in molte Congregationi, 
e volea riconofcerlo di gradi più eminenti, mala morte , 
che lo preuenne , non gli lafciò godere i frutti del giudicio 
Pontificio; fa però in qualche parte rimunerato, perche 
l'ifteflb Sommo Pontefice, honorò il Monaldi fuo nipote»-» 
delluoco vacante in quell'Auditorio, & indiinaìzolloii 
quella Porpora, che per teftimonio irrefragabile, defi'ina- 
ta era all'infinito merito del zio j mori l'anno lózS.e del- 
1 età fua 72. 



F 



RancefcoBaglionicflendo Canonico del Duomo di 
j^ M- Perugia , l'anno 1 5<^^. creollo Pio Qjinto difanta.^ 
1^ memeria Protonotario Apoftclico , diedegli il Gouerno 
d'Ancona , & m occafione di quella gran fpeditione,doue 
riportofsisì fegnalata vittoria contro il commune Ini- 
mico i fu mandato dal Sommo Pontefice Comm-fiario 

Te Ape- 



330 Libro Terzo. 

Apoftolico delle Galere Pontificie ; mori J'antio 1 5:74. ìa 
Perugia , e fu fblennemente riporto nelia Chiefa Catte- 
drale_#^ 

FRancefco primo di Baldo BaJdefchi era di altiflìmo 
ingegno in ogni Torte di bsìle lettere, ma nella fcien- 
23 Legale VII ^ole fra Giuriiconfulti , &illufl;ròparicolar- 
meiftce i Studi] di Perugia, edi Pauia, oueleflTe il corfo di 
molti anni, e con infinito applaufo; fi vedono ftampati 
alcuni fiioi Configli fra quei del padre, acciò che fi cornea 
é quello fu di valore, edi dottrina vicino, cosi ancot 
parti dei fuo ingegno , non foCfero da i paterni difgiunti. 

FVluio dalla Corgna di Arciprete del Duomo di Peru- 
gia, venne inalzato alla facra Porpora da Giulio III. 
fuo zio , e dairifieflb mandato Legato de Latere alla Cit- 
ta di Aicolii fu gran fautore de'litterati,e di mirabile giu- 
ditio naturale, con il quale fupp!i all'accidentale delle^ 
lettere, dando à quefte opera nell'età , quafi che matura ; 
hebbe oltre il Vefcouato di Perugia, quello di Spoleti,e di 
Albano,e moftroffi fèmpre generofifiìmOjinaJzando par- 
ticolarmente molti alle dignità ecclefiaft/che, & erigendo 
Chiefe, Cappelle, Monafteri; , e Seminari/ ; mori Vefcouo 
Portuenfe in Roma, lotto il Pontificato di Gregorio De- 
cimoterzo , & hebbe lènza pompa alcuna, (epoltura nel- 
la Chiefa di S. Pietro Montorio l'anno 1585. , e dell'età 
fua 66. 

FAbio dalla Penna , ò dalla Corgna, per faddottione 
di Afcanio primo di lègnalata memoria , trasferitoli 
in Roma, con particolar fauore del Cardinale Fuluio 
fuo zio , meritò da Gregorio Decimoterzo la dignità di 
Referendario dellVna, e dell'altra Segnatura , d'anno 
I $76. dì effere dalfiftefio annouerato tra' Chierici della^ 
Reuerenda Ca mera ; Andò anco Nuntio Apoftolico in.» 
Tofcana , e fu molto accetto al Gran Duca Francefco de' 
Medici y per la molta giuftitia . 8c integriti , con la quale 
egli amminiilrò quel priacipalifsimo grado iCeguì la fua 

morte 



Libro Terzo. ij^i 

morte in Roma > mericcuoJe , che quella Città , la quaJe_j 
gli apriiifeno , acciò fruttificaflero tanti femi deJJe virtù 
fue, gli aprifle anco vna tomba ? per raccorJo con i frutti 
iiciiVitime glorie fue * 

FVIufo Paolucci hebbe la dignità di Arcidiacono nel 
Duomo di Perugia» fu Vicario in Koma del Cardina- 
le Beuilacqua> in Oruieto del Cardinale òimoncello, 8c 
apprelTo il Patriarca in Venetia ; andò Gouernatore di 
Loreto , e di Recanati , e fu Cameriero iècreto delli due-» 
Sommi Pontefici Paolo Quinto» e Gregorio fuo lìicceflb- 
re ; mori fettuagenario Tanno lóiy. e fu la morte con^ 
particolar dolore fèntita dalla Patria> alla quale egli fèm- 
pre apportò gloria , & ornamento . 

Filippo Franchi applicò ij fuo profbndiGimo ingegno 
a' Radi) Legali, e vi riuCci merauigliofb, come fi rac- 
coglie da molte fue opere, che partecipate alla luce delie 
ftampe, hanno da* profellbri confèguito vn generale ap- 
plaudo ; fra quefte fono le letture neltit.de Appell. , /òpra 
il fecondo del Decret. e (òpra il (èrto , & vn Trattato de-# 
petit. &poireflr. permodo di difputaj icrifle anco fopra.. 
i ff. e riferente il Vuolfi fopra molti tit.dcl Decretale . 

Ilippo Mafllni nella fua giouentù per recreatione-* 
dell'animo fuo, colle qualche poetico fiore ne gli bor- 
ri delle Mufe, ma drizzato poi il penfiero all'acquifto del- 
le più graui Scienze, fiacquiftòtal fama in ambedue le^ 
Leggi , che chiamato con larghifsimi ftipendi; alle Lettu- 
re dello Studio S Fermo, Pifa, Bologna, e Pauia , leflein 
varij tempi con egual gloria, e dignità in quelli; mori in 
Bologna adì ip- Maggio dell'anno 1618. hauendo lafcia- 
to alle ftampe Commentari a in 2.Cod. par. di Bonor.pojf, 
de tur. accre/c», de Subjtit. , SeleBirum lurii dif^m^tO" 
num Gentursa, Commentari a in i parJnfort, Comment0 
dediuiduis y^indiuiduii Bifaiat, adi. ^,$.9atQ de^ 
wrhMtg.ad tit. de e^d. 

Tt % Fabio 



F 



352^ Libro Terza. 

FAbioTorretti trafcorfe con gran feJicfta d'ingegno 
vane fcientie , e ne traHe da ciafcuna di quelle intie- 
ra lode , mal fotto la diiciplina del Hidoliini fainofo Giu- 
riiconfiilto , diuen-ito ancor egli celebre ne'ftudij Legali, 
meritò ie prime Cattedre in Perugia , e vi ìqCCc con tale-» 
applau(b , che il Gran Duca Ferdinando lo richiefè per la 
Ruota, di Fiorenza, alla q lalè egliportatofì , vihfciò di 
se honoratiflìmo nome; mori in quella iftefla carica, ha- 
uendo poco prima compilato vn fuo dottiffimo Trattato 
de C/au/u/a Codicillari , e tre volumi de Configli , che fo- 
na alle Iì:ampe , 

Glouanni Perugino, non Gì si ii qual famiglia, fu Ve- 
fcouo della Patria nell'anno 5 5 5. & egli aflieme con 
Benferentino Véfcouo di Fiorenza, & Andrea Prete_i 
d'Hoftia, ordinò Papa Pelagio Primo , ii che riferifce«» 
Luftprando delie Vite de' Pontefici ^ con quefte parole, 
Hinc dumnon ejjfent Epifcopi , qui eum deberent ordinare^ 
ordimtus efi àloanne Perufino y ^ à Bonferentina Epif 
ffopis r ^ ab Andrea Kosìimji Pnsbytero. - 

Enfile di Guido Baglioni nell'anno 1505. hebbe da 
_ Giulio Secondo il Vefcouato diOruieto, il quale-» 
doppo la morte di Marc'Antonio , Sigifiuondo , & Ot^ 
tamano fuoi fratelli , rinuntiato da lui à Ercole figliolo 
naturale di Octauiano, prele per Donna Giulia Vitelli fo- 
reila di Aleflandro Capitanoilhiftre di quei tempi., & ac- 
tefe al gouerno ciuile di Perugia j nu e/Tendo all'hora^ 
riralia in grandiflime reuolutioni, e lo Srato Perugino 
tufto in arme , mentre egli C\ viueua fènza (bfpetto alcu- 
no nelle fu€ proprie cafe , fu fatto morire da Federico de 
Bozza, vno de' Capitani della Lega, e fi crede con par- 
ticipatione di Oratio figliolo di Gio: Paolo Baglioni, e 
fuo nipote . 



Giaco- 



G 



Libro Terzo. 



3H 



Giacomo de Man fiieti fu Cauaiiere dell'Ordine Gie- 
rofolimitano, el'anno 1436. hebbe la Commenda 
di S.Luca in Perugia , con titolo di Arcipriore , la qaa e-» 
refle molti anni,e poi meritò eflere promofifo al Vefcoua- 
to di Narni , con particolare allegrezza di quel popolo , 
che hauea piena notitia della Tua efemplare bontà,e Reli- 
gione ; morì circa l'anno 1^60. e faflidi lui honoratiffi- 
ma mentione ia ceree fritture antichiflìme , che fi con- 
feruono ih detta Commenda , la quale fu anco relìdenza 
dtì Grati Maftro de'Caualieri del Santiffimo Sepolcro , e 
Io conferma il Bart. nella /» prima iff, ad municipi ^ de 
Incoiai num,i^, 

C^ ru!io Ora<iitiiIefle la Legge Giurie nello Studio di 
J Perugia , e di Padoua , doue compilò vna fua opera 
intitolata , Prolegomena lur* Ciuilhy che è alle ftamp€«» ^ 
Andò per la Patria più volte Ambafciatoreà Carlo V^. & 
sì Sommi Pontefici j Venne da Giulio Terza à intercef^ 
iione dtì Cardinale della Corgna , creato Auditore della 
facra Ruota , nella quale viflè gran tempo , e fu Decano ; 
XhTegnollo Pio Quarto Vefcouo di Perugia^e per lo valor 
iuo, fu anco accettiffimo a Gregorio Decimorerzojil qua- 
le intefa la fua morte , quali lagrim indo, proruppe ìn^ 
quefte [carole , Amifimus Virum doSiiJ^mum , eb* ìnteger^ 
rimum j fu il corpo riporto nella Minerua > & indi ì pochi 
giorni , di là trasferito à Perugia , e con fblennità colloca- 
to nella Ghiefa Cattedrale, à lato della fiia Cappella l'an- 
no 157?. 

GIo:Battifl:a Lauri, per fare anco palefe in quelpublr- 
co Teatro di Romajeminenza del valor fuo,rrasfe- 
rifli alla Corte , e portato dal Cardinal Lanti fio Signore 
nel Conciane , che feguì per la morte ài\ Gregorio Deci- 
moquintOjvenne in tal- credito nell'opinione ài tutto quel 
facto Ordine , che il Cardinal Barberino nella fua eOalra- 
t'o^ne al Pontificato , volle eleggerlo per fuo Cameriero. 
fecreto,& honorarlo dell'habito Palatino . Valfe egli par- 

ticolar- 



334 Libro Terzo. 

ticolarmentefn lettere polite , Sciti poefìa, onde incon- 
trando tuttauia più iJ genio dei Sommo Pontefìce,fu dal- 
l'illefso eletto Canonico di Santa Maria in Trafteuere^ , 
creato Secretano perpetuo del facto Conciftoro, Archi- 
uifta dei fàcro Collegio de' Cardinali^e finalmente Secr&- 
tario deila Congregatione del Te/oro Pontificio ; lafciò 
nella Tua morte du^ i*oemihùml E^ittiaca , / la Lfonidot 
PHifioria de Anuh pronubo Deipara VirginiSf TitanQ* 
peia ^fiu9 de Fabricatione Calcist Epiftolarum ceniuria^ 
prima i Centuria fé le Sìa ^ T teatri Romani Orebejira^; 
Dialogus de Viris fui aui doSirina illulìribus ; e tra ma- 
nufcritti , Perula Augura ; de Viris iliulìribus, qui ante 
$00. ferme annos in /acro S. R E Cardinalium Collegio 
Secretary munus obiere ; Cynigetica Aulicorum fjiue dz^ 
Venatione Aulte a \ in S. Caroli Boromai cor Roma trasla^ 
tum matutina commentatiofus ; Abderte excHium^ Lufus 
in triumpbum Murium > & Ranarum ; Narfes » Jiue Li" 
b<srtas Italie e rejhttuta Tragteomedia , Epigr amata pluri* 
mai Catbedralium fediumvniuerjl Chrtjitani Orbisi de 
quibus in amplijjtmo Senatu eoram Summo Pont* referri 
€onftieuit origines , ^ incrementa , 

Io: Petruccio Monre/perelli viene ijjeflb allegato 
nelle Cattedre da' Legifti ; fu maftro , e fuocero del 
Corneo , fcrifle ibpra la maggior parte del corpo Ciuiie_>, 
lafciò in penna molti Configli, Queftioni , e Riportati, li 
quali , riferente il Vuoif fi vedono nella libraria di Fabio 
Accoramboni, di Girolamo Giuftini, e nella libraria di 
Bologna ; morì nel 1452. hauendo lafciato alle iì;ampe^ 
vn doctifsinao volume de Configli, 

GIo: Zenob/o di Baldo Baldefchi interpretò le Leggi 
con molto grido neilo Studio deila Patria , e poi in 
quello di Pania ; fii Configgerò dì Filippo Duca di Borgo- 
gna, e Conte di fiandra. Configgerò di Carlo Ré di 
Francia , e non tanto per le virtù paterne, quanto per le 
proprie, fii cari/simo à Vinceslao Imperatore, a Gio: Ga- 
leazzo Duca di Milano, & ad Amadeo Duca di 5auoiaL* ; 

mori 



G 



Libro Terzo . 3 ^ ^ 

mori nel 1400. d'anni 73. , hauendo dato in luce alcune.» 
letture , e Configli . 

GVglielmo di Matteo Fontani , fu in grado eminente 
fondato ne'ftudij di ambedue le Leggi , e nella Pa- 
tria fi acquiftò celebratifiimo nome « leggendo i concor- 
renza di Ariguccio Arigucci, e di Enea Baldefchi princi- 
paliffimi Cattedranti; Mandato Ambafciatore aJ Som- 
mo Pontefice Clemente Settimo, ottenne di potere ereg- 
gere in Perugia il Tribunale della Ruota; pocodoppo 
correndo l'anno 1 5 5 5. j e dell'età fua 77» > pafsò à meglior 
vita > e fu de] fuo corpo honoratifsimo depofito fa Chiefa 
di S. Domenico diato della fua Cappella . 

GIo: Vincenzo Ondadei mandò alle ftampe nel fiore-j 
della giouentù fua vn*ampio volume de Configli, de 
in età d'anni 40. n'efÌ5ofe vn'aJtro libro , il quale con infi- 
nita fua lode, e generale applaufb confeguì l'ideffo hono- 
re delle ftampe ; mori in Perugia adi 1 7. Febraro dell'an- 
no 1^05. mala fama del fuo celebre nome paflata all'im- 
mortalit^ , viue nella memoria de gli huomini , e viueri 
immortale nel di lui merito . 

GIo: Paolo Lancellotti ha alle ftampe flnftituta Cano- 
nica commentata, opera, che nelli ftudij Oltramon- 
tani , viuente l'Autorcleggeuafi publicamente ; fì vedono 
anco del fuo partecipati alla luce delle ftampe vn Com- 
mentario de comparatione vtriulqueiuris , vn libro inti- 
tolato , Regula? lur. Canonici , la Vita di Bartolo ♦ e la^ 
difefa di Baldo , & alcune lettere latine ftimate bellifiìmcj 
mori nel iffo. ottogenario,e nella Chiefa di S.Francefco 
delConucnto fotto la fuatefta al naturale di bronzo fi 
legge vn bell'epitaffio comporto da lui viuente. 

GIofefFe Neri moftro(si molto (ingoiare interpretan- 
do le Pandette nello Studio di Perugia , fu gran Fi- 
lofofb ,verfatiffimo nella Scrittura facra , e ne'ftudij di 

Teo- 



35^ Libro Terzo. 

Teologia > fiebbe piena cognitione della lingua greca > e 
di tutte le Matematiche , tanto che trasferitoli lu Konia, 
& in breueconofciuto tra' primi Jitterati dell«i Corte , fa 
accettjffimo partitoia-mcnte alCardinale 5. Sufanns^, 
air Vbaldini , isorghefi , e Gherardij njoa nei Conclaue 
di V rbano Ortauo,e per la fua morte, e di quella del Car- 
dinal Gherardi fuo Signore , che fcguì pochi giorni dop- 
po , perirono molte fue honorate fatighe, che farebbono 
all'è ftampe affieme con le i^n alette , opera Tua eruditifli- 
ma , e molto ftimata, perle materie , che contiene , da», 
altri fin'hora , non /piegate . 

Ippolito dalla Corgna h.':uendo à vnagran dottrina^ 
congiunta l'integrità dilla vita, & vna efemplar bon- 
tà , meritò dal Cardinal t uluio Vefcouo di Perugia , ha- 
uere per raicgna quella fua Chiefa, nella quale fu con pie- 
na fadisfattiotie dei 6 oirimo Pontefice approuatoperPa- 
fìore , e moftrofli nel reggimento di elTa fèmpre feruentif- 
fimo , &vn'idea di perfètta fantità j Pafsò i meglfor vita 
nel 1 562. che fu l'anno nono della fua refìdenza , & heb- 
be per fticceflb re desinato Giulio Gradini Perugino , il 
quale C come fi è detto di Copra ) per eflere Decano delia 
facra Ruota Romana, reflituì quella Ch»efa al Cardinale 
dalla Corgna , fbprala quale egli vi hauea il regrcflb , & 
stile cui inftanze prou'fto l'hauea il Sommo Pontefìc ej- 
Pio Quarto ^ 

JVone Coppoli meritò , che il Sommo Pontefice Euge- 
nio Quarto con ricca mercede lo chiamafle alla Let- 
tura della Legge Ciuile nello Studio di Roma,edall'irt^eA 
fbfofTe creato Auuocato Concifk)riale nell'anno 14^5. La- 
fciò nella fua morte le Letture in flampa foprala prima.» 
del ff vecchio, e riferente il Vuolf^ alcuni Trattati,le Let- 
ture fopra rutto il ff. nuouo , e fopra i/ Cod. Vogliono al- 
cuni , f >fire figliolo di Francefco Coppoli, che fiori tra ce- 
lebri Gfurifconfulti in Perugia nell'anno i^oo.comeanco 
fratello della Beata Cecilia Vergine di acutiflimo inge- 
gno. 



Libro Terzo, 337 

«no , celebre nelle lettere latine , e greche, e molto più 
merauigliofa in fantità , e per molte grafie , e miracoli» 
che il signore per mezo fuo operò nella di ìqì morte ; ma 
il Cronzaga , il Tofsìgnano, & altri celebri fcritton, dico- 
no , quella folTe vnica figliola di Francefco , & che Leo- 
narda fuamadrelaottenefle,eflendo fterilc , & in età di 
cinquant anni, per mezo dell'orationi di S.Bernardino da 
Siena , mentre predicaua in Perugia , 

LOdouico Senfo kfìh per alcuni anni nello Studio del- 
ia Patria , e fu tanto acceco à Paolo Terzo, per la fe- 
Jicftàdi ùik, particolarmente moftrata in quelle fue_» 
Concioni , che prefè occafione quel Sommo Pontefice di 
farpalefèle grandezze dell'animo fuo , rimunerandolo di 
molte rendite ecclefiaftiche , e di vn Breue> che gli fèce^, 
dandogli in vita la Secretaria del flipremo Magiftrato di 
Perugia, la quale «gli àmminiltrò con ogni/plendore, & 
integrità; morì nel 1578. hauendo in età graueriuolto 
l'animo a' Libri de' Santi Padri, & in particolare alla let- 
tione di S.Tomaflb , nella quale fece tanto ftudio , che.» 
fènza vedere Ariftotele, imparò daeflafolo, Filolbfìa » e 
Teologia » come (ì raccoglie dall Hfftoria , che diede alle 
fìampe , infieme con alcune rime , piene tutte d'altiflimi » 
e Teologici concetti. 

LOdouico Cenci fu ammirato per Io valore , che mo- 
ftrò , non folo interpretando nel publico Studio della 
Patria l'Ordinario Canonico, e Cmile il corfb di trent'an- 
ni , ma anco nell'Auuocatione, che doppo la Lettura egli 
cflercitócon infinita fua lode ; morì Tanno ifi^y.edel- 
Tetà fua 79. hauendo lafcia^o il nome honoratifsimo del- 
l'incomparabile virtù fua, vino alfe ftampe , e partico- 
larmente in quel Trattato de Cenfibus,il quale publicofli 
con molto applaufo de gli huomini defiderofi d'hauer 
parte di e osi bel frutto. 



Vu lodo- 



338 

L 



Libro Terzo. 



Odouico Aureli fi auanzò taro nello ftudio delle Leg- 
I gij Fiiofbfìa, Teologia, e dejle Matematiche , cho 
viriurtiin tutti profond.rsimoji VrbanoOttauo di fe- 
lice memoria, ftimanalotrV primi x4ifto rio grafi di Tuo 
tempo , lodò affai gli Alberi , che egli fece delle Fami- 
glie llluftri, efopra di quelli difcorfe più volte familiar- 
mente feco ì nelle lettere greche fu molto verfaro.pofse- 
deuavarj linguaggi, e perfettamente l'Alemanno, ap» 
prefolo nella Corte Cefarea , doue fu con titolo di Audi- 
tore preflo Monlìg. Verolpi Nuntio Apoftolico i mori in 
Romal'anno itf^7 &hebbehonoratifljmo elfequienel- 
, la Chiefa del Giesià, ordinatogli dal Cardinale Antonio 

"^ Barberini Tuo Signore . Lafciò alle ftape l'Epitome al Tor- 

fèllino, il Compendro à gli Annali del Cardinal Baronio , 
alcuni Elogi, & Oration» latine,le Reuolutionì di Germa- 
nia 9 e di Bohemia , vn libro intitolato , SeleAiora qui- 
dam exempla,la Flora,ouero Cultura de* Fiori del Padre 
Ferrari, tralportata dajla. lingua Latina nell'Italiana e 

MAtteo Balde/chi Dottore grauiflìmo, hauendo con 
infinita fua lode il corfo di molti anniletto in Peru- 
gia l'Ordinario Ciuile , e fatto già dieta maturo , meritò , 
che Innocentio Ortauo lo annouerafle fra gli Auditori 
della /aera Ruota, e di là fofle promoflb da Aleffandro 
Sello alla Chiefa di Nocera, & vlrimamente à quella di 
Perugia fua Patria dal Sommo Pote/ìce Giulio Secondo; 
morì in Roma Tanno 1 508. hauendo publicato con le-» 
ftampevnafua Reperitione famofa nella 1. vnica de ca- 
duc. toll. & alcuni Configli , che fi vedono fra Configli de 
diuerfi. 

MA*'iano BartolinJ fu honorato da Giulio Secondo 
iel ^rado di /^uditore della facra R-jora , edaH i- 
ftefr>,mandaro Nuntio Apoftolico in Germania à Mafii- 
miliano Imperatore, ripDftonne fpeciali^me gratie, e 
particolarmente di potere aggiungere all'Arme della fiia 
famiglia l'Aquila Imperiale . Mancò perlonga vecchiez- 
za 



Libro Terzo. ^:^p 

«a in Roma , mi chiamato à godere per frutto delle fucj 
honoratc fatiche, più degni guiderdoni nelle fupremc-i 
grandezze » che dalla benigna mano del Sommo Ponte- 
§cc, gli veniuano offerte. 

MArc'Àntonio Gradini fi /coprì di si eleuato inge- 
gno in ogni genere di virtù, e particolarmente nel- 
le fcienze Legali>che non degenerò da Giulio fuo fratello 
Auditore della facra Ruota ; hebbe la Lettura prima del- 
l'Ordinario Ciuile nello Studio di Perugia, trasferitoli poi 
alla Corte , meritò , che il fanto Pontefice Pio Quinto lo 
creafle Vefcouo di Vtica , & anco lo mandafle Suffraga- 
neo nel Ve/co nato di Man tona al Cardinale^Gonzaga^ à 
mori con gloriofa fama d'integerrimo, e zelantiflimo Pa- 
llore nell*anno 1 566» 

MAlatefta Baglioni Marchefe di Bettona, Conte del- 
la Graffignana , e Signore di Cannara , Collenjag- 
gio , Liuigiano , Caftelbono , Collazzone &c. dedicatoli 
tutto alla fcieriza delle Leggi , & all'ornamento dell'altre 
virtù, vi fece sì gran progrefli , chepaflato alla Corte-», 
fii accettifsimo alli Sommi Pontefici Leone Vndecimo » 
di cui era pronepote , Clemente Ottano , e Paolo Quin- 
to , riportando da quello la dignità di Referendario 
dell'vna , e l'altra Segnatura , e da quefti il Gouerno del- 
la Città di Todi , e di Porli , come anco it Vefcouato di 
Pefaro , il quale refle con tale integrità, che l'Altezza-, 
del Duca Prancefco Maria d'Vrbino , dechiarollo Sopra- 
intendente generale di rutto il fuo Stato , & a'fuoi prie- 
ghi , s'indulTe , viuente ancora , ì'iReffo Stato rinuntiare 
alla Sede Apoftolica , e metterla in pofleflb , come fegui , 
venendone fpeditoàquefto fine dal Somn-o Pontefice Vr- 
bano Ottano Monfig.Geflì, che poi meritò efier pro- 
moflb à quella Porpora , allaqualeera ihiamìto anco £1 
Baglioni, fé per i» morte di D.Carlo Barberini fratello 
del Sommo Pontefice ■. chefèguì in quell'inftante , non gli 
venirla fraftornara;riipoi mandato Gonernatore genera- 
le nella Marca, e di là fpedito Nuntio Apoftolico aHedue 

Vu 2 Mae- 



54^ Libro Terzo. 

Maeftà di Ferdinando Secondo , e Terzo*, apprcflb f quali 
ritrouoflì nella dieta tenuta in Ratisbona , per iVJettione 
del B,è de* Komani, e nel paflaggio , che fece il Ké di Po- 
lonia per la Morauia dai Bagni di Podn , abboccatoi 
feco l'Imperatore , riportò il Baglioni da quella Maeftà 
ftraordinarie demoftrationi d'affetto , ecomefuo Atti- 
nente venne riconofciuto ; fu anco nella dieta tenuta nel- 
la Città di PofTonia in Vngheria,oue l'Imperatrice Maria 
riceuette nella ipalla deftra la Corona fantaje finalmente 
richiamato dal Sommo Pontefice in Italia , portoflì alla 
refidenzadellafua Chiefa , la quale poi rinuntio, e fugli 
conferita quella di Aflìfi , non iènz a infinito difpiacere-i 
della Città di Pefaro , alla quale , per con/òlarla , donò il 
Baglioni vnftendardo di Malateiìa fuo Auo , e famofifsi- 
mo guerriero , il quale honoreuolmente fi confèrua hog- 
gi da quei popoli , e con folennità ù Ipiega nel giorno di 
S.Terrentio Martire, e loro Protettore. Paftò à meglior 
vita l'anno 1648. hauendo veduto la Patria nella di lui 
morte iVltimo occa/b di tanti chiarissimi lumi, che nel- 
r Armi j e nelle Lettere la illwftrarono. 

MArco di Ranaldo de Ro/si nel 1 jro. fu Vicario 
di Agoftino Spinola Velcouo di Perugia , e confor- 
me allo flato Clericale , che egli d hauea eletto , non ef- 
ièndo più follecito della fama,che della propria confcien- 
2a 9 non allargò mai il freno à ì fenfi , ne a i defiderij di 
ambitione , nondimeno, chiamato con titolo di Colla- 
terale , ò Podeftà in Ancona della Marca , non puote fug- 
gire , di non accettare quell'honoratiftima offerta , & ac- 
quiflofsital grido apprelfo quei Citt^ditìi , per vna rifor- 
ma data alle ftampe, delle Conftitutioni, e loro Statuti, 
che meritò,gli alzafTèro vna Statua di marmo à fèdere con 
Vn libro in mano , la quale hoggi trafportata af&iemej 
con altre Statue , e marmi antichi, dal Palazzo vecchia 
della f~^itì:à , ad vno nuouamence fabricato , fi vede con-» 
Tinfrafcritta memoria . 



STA- 



Libro Terzo. ^41 

STATVAM HANC 
CELEBERRIMI VIRI MARCI DE RVBEIS PEP.VSlNrj 

STATVTORVM ANCONA. < ONDITORIS , 

HASQ^ CitTERAS SCVLPTAS TABELLAS, 

QV/t AD ORNATVM PaLATII FORIS ANT = QViTVS EXTABANT 

HIC MODO NON VENVòTATIS, 

-sed vetvstatis gratia circvmposvimvs. 

M Are Antonio Seueri hebbe per Precettore Tobia-. 
Nonio celebre Giurifconfulto , e diuenne ancor 
egli neJia Patria gran Cattedrantejiauitaro poi dal Som- 
mo Pontefice Sifìo Quinto alla prima Lettura dello Stu-^ 
dio di fermo, fcoriè tant'oltre la fama del valor fuo, che 
pigliando ogni giorno forze maggiori/urifteffo ricono» 
fciuto fra i primi Profèflbri di quei tempi > e meritò à per- 
petua memoriajglifierigeffe vna meza Statua di bronzo, 
la quale pur hoggi vedefi in piedi con bella ifcrittione_j . 
Moriranno 1587. adì 24. Settembre, hauendo durato 
non piiì di vn triennio in quella Tua condotta, ma fenza^ 
refpirare giamai fotto il pefo deìk fatiche , e nell'ifteflTe-» 
moftratofi fempre indefelTo . 

M Are* Antonio Eugeni] con pieno concorfo inter- 
pretò l'Ordinàrio Ciuile , e Canonico nelle prime^ 
Cattedre dello Studio di Perugia, e fi vedono alle ftampe 
due fuoi dottifsimi volumi de Configli, dalli quali fi rac- 
coglie , quanto egli profondo fofle ne' ftudij Legali ; mori 
fèttuagenario , correndo fanno 1 594. e fu con fblennif^ 
fimo effequie ripofto nella Chiefadi S. Agoftino à lato del- 
la fu a Cappella. 

Nicolò de' Merciari, ò degli Vghi fu Prelato di gran 
nome nella Corte j nel i^57.hebbeil Vefcouatodi 
Cagli , e poi quello di Oruieto ; Bonifatio Nono , Inno- 
cenrio Settimo, e Gregorio Decimofècondo ^ lo adope- 
rarono in varij gouerni , e maneggi dello StatoEccIefia- 
ùico » &in tutte l'occafioni (ì fece conofcere per foggetto 
«li grand'integriti , e dottrina; mori in Perugia > oue con 

ogni 



342/ Libro Terzo. 

ogni /bknnità venne riporto nella Chiefa di S. Agoflino 
nella Cappella del Crocefìflb , edificata à nome fuo da.^ 
quelli della famiglia. 

Nicolò Baldefchi fu creato dal Sommo Potefice Paolo 
Terzo, Auditore della facra Ruota, edaSifto Quin- 
to mandato Nuntio Apoftolico in Francia al Rè Lodoui- 
co Vndecimo in grandissime difficultà della Republica_ 
Chriftiana. Richiamato à Roma all'honore della Porpo- 
ra , oppreflb per viaggio da improuifa morte , non puote 
godere vn tanto frutto delgiuditio Pontificio . Lafciò alle 
itarape vn celebre Trattato De Juccejf abinteji, & Di^ 
fuccejf. ab intffi» Qhr* & ReguL à* Stcui, 

Nicolò Buontempi fu Protonotario Apoftolico , e nel 
1 550. eflercitòin Fiorenza officij principalifsimi , 6c 
in Francia ancora hebbe alcune condotte , e particolar- 
mente in Auignone,oltre il Vicariato di quella Città,por- 
tò Breue Apoftolico di Comraiflario Generale fopra iTn- 
quifitione ; mori circa l'anno 1 57o- e fu la fua morte con 
dolore intefa dalla Patria , e con particolar fèntimento 
de' fuoi più prò isimiji quali viddero in lui eftinto vn prin- 
cipalirsimo lume . 

NApolione Gomitoli de* Conti di Collemezo , fu laj 
Fenice del noftro fecolo , lefle in Perugia la Legger 
Ciuile,e riu/cifamoJftfsìmo . Chiamato ia Roma dal Car- 
dinale Caraffa, fece palefèm quel publico Teatro il valor 
fuo , e fall in tal credito appreflb il Sommo Pontefice Sifto 
Quinto , che effendo l'anno 1 585. vacato vn luoco nella^ 
facra Ruota, con eifempio non più vfato, il Papa rimife-j» 
quell'elettione à gli Auditori iftefsi di quel Tribunale , li 
quHii, benché infiaiti foggetti haueffero di gran meriti , 
portati daCa''diriali>e Prencipi,doppohauer giurato ne' 
facri libri del V'angelo,di eleggere perfona la più degna, 
cleflero fauoritamére »I Gomitoli, e fu Telettione dal Pon- 
tefice confermata ; Qjj=?^o degno , & eminente grado da 
lui ottenuto con effempio si fingolare, lo {bftenne con.» 

in fi- 



Libro Terzo. 34^ 

infinita Tua gloria , fin che Gregorio Decimoquarto (ì 
compiacque di honorario deJ Vefcouato di Perugia , che 
fu nell'anno 1 59i. il quale fimilmente reflè con vita mol- 
to efleniplare , & innocente » come venne coniprobato 
dalla fua morte, che feguì poi non fenza grande odore-j 
difantità. 

FEderico di Afcanio fecondo dalla Corgna j incitato 
dalla gloria de'fiioi Maggiori ad applicarfi allo fìudio 
dell ar mi, non meno che a quello dclk lettere , fègui tut- 
tauiaifcmi delia natura fiia» dedicandofi alla fcienza^ 
Legale , & all'ornamento di tutte l'altre virtù, nelle quali 
riufci così profondo , che alia Corte era quafi riuerito , 
come il Genio de' Litterati j fu non minore il giuditio fuo 
nell'otio delle lettere , di quello che fì fofle la prudenza » 
& il configlio ne* negotij, e ne' maneggi di qualfifia altiC- 
(imo affare, onde mandato nella giouentù fua per Go- 
uernatore in Viterbo , non Jafciò parte , che egli perfet- 
tamente non adempifle,econ tale fòd-sfattione di quei 
popoli, che la fu a morte fèguitain quelGouerno,fu com- 
pianta generalmente da tutti , e con gran fèntimento in- 
tefa dal Cardinal Farnefè , il quale hauea particolar am- 
binone di promouerlo all'honore anco fupremo della Por-^ 
pora , tanto gli era a grado la fua gran fufficienza . 

ODoardo Michelotti fu dal Sommo Pontefice Bonifa- 
tio Nono creato nell'anno 140 1. Veicouo di Pera" 
già fua Patria , hauendo per prima retta anco la ChiefjL» 
di Aflìfi , e quella di Chiugi con pari integriti , e feruore 
di fpirito ; mori l'anno fèttimo della fuarefidenza, doue, 
non a ha da dubitare , che in molta venepatione fcfCe^ 
tenuto , non fblo per le virtù fae, che lo cofiiirmrono de- 
gno , ma in riguardo anco alla fama de'fuoi Antecefibri 
Biordo , e Ceccolino, che furono due gran Guerrieri • 

PAoIo Buontempi fiorì nella prof (Tìone Legale,& heb- 
be piena notitia d'infinite altre (cienze , sì per la vi- 
uacità del fuo ingegno > come ancoper lacommodità> 

che 



p 



344 Libro Terzo, 

che §li diede Roberto d'Angiò Rè di Sicilia , in que/Ja fiia 
celebre libraria , della quale egli fu maftro , e culèode-» . 
Compofe vn libro da lui intitolato , LaQolietiont , doue 
tratta di varie materie , e da eflTo confeffa il Boccaccio 
nella Già, GenaJogia delli Dei , di hauer tolto molte cofè 
più torto con auidità, checon foda intelligenza. Nec dt- 
xtjji verebor > ego iuuenculus adbuc tongè antequam tu in 
hoc opus ammum meum traberes , ex ilio muUa autdus% 
fotiufque intelhgms Jumpfi, 

letro Giacomo Borboni de' Marchefi del Monte , fu 
_ da Gregorio Decimoterzo creato Arciuefcouo di 
Fifa, e nell'anno fecondo di quella fua dignità, come Le- 
gato del Papa, ribenedifle quei popolo ^ che era ftato 
molti anni interdetto ; era di fantilsimi coftumi,e di sì no- 
bili qualità dotato, che reputoflì quafi publico il danno 
della fua morte , e con dolore particolare fentiffi da tut- 
ta la Corte , e dall'iftefso Sommo Pontefice, appreffo^il 
quale fu fempre in gran fì;ima > e riputationfe-i . 

Pier Filippo dalla Corgna fotto la difciplina di GiorPe- 
truccio Montefperelli fuo fbcero, diuenne Giurifcon- 
fulto celebre,e fu chiamato il Dottore fottile ; hebbe due 
nobiiifsime Letture nello Studio di F^^rrara , & in quello 
di Pifa , donde richiamato quafì fubìto da Sifto Quarto , 
per lettere piene d*ira, e di minacce, non potendo quel 
Pontefice comportare con animo comporto, che li Studi; 
d'altri Prencipi crefceflero per le ruine di quello di Peru- 
gia , ritornò à conflarela Patria, & hebbe in erta tanta 
auttorità , che la maggior parte de negotij (ì trattauano, 
e fi rifblueuano col configliele maturo ^ixiditio fuo; mo' ì 
nell'anno i^6i. e di quel publico officio l'anno quinqua- 
gertmo , hauendo lafciato alle fbmpe , oltre vn g^an vo- 
lume de Configli , le Letture fopra il ff- vecchio , e fbpra il 
Cod. e due Repetit/oni , I vna nelI'Auth. Sacramentapu- 
berum i l'altra nella 1. fi pafcenda pecora . 



Pietro 



Libro Terzo. 345' 

Pietro primo de B^ldcCchi fu gran Canonica , e tanto 
crebbe in reputatione,che no era Accademia in Ita- 
]ia,dalla quale defìderato non folle, e con larghifsimi pre- 
mi; inuitato, mai Sommi Pontefici, à i quali è fiata fem- 
preJa grandezza di /ìmiii ftudij molto à cuore,non volfero 
priuarfì di vn si grande ornamento, onde chiamaronlo 
alla Corte , e creatolo Aunocato Conciltoriale , diede>j 
egli tal faggio di se , che parea in Roma non fbfle/perta- 
colo maggiore,che quello della virtù fua ; fa detto il Dot- 
tore della verità , poiché efsercitando l'aJro fapere fao e 
nella pubifcaLetriira,ene'conruJtipriaat/,àbeneHtio del- 
la Patria , moih ofsi Tempre integerrimo , e defideroib di 
giouare altrui, fenza fperanza di premio alcuno,& auidità 
di accumulare con fordidezza d'animo mercennario ,' 
mori in età d'anni feflanta in Perugia , e fu riporto fra fuoi 
chiariffimiAnteceiTori, alato della Cappella Baldefca^ 
nella Chiefa di S.Francefco dei Conuento . 



P 



Ietto fecondo de Baldefchi fu condotto nella fua gio- 
uentù da Silueftro fuo padre alla guerra delia Miran- 
dola , donde tornato , prefe per Donna Hortentia Maffei 
fceltiflìma Dama Romana , e forella del Cardinal Maffei; 
fatto quali di trentanni, lì pò le con tal ardore allo ftudio 
delle Leggi, che diuenuto celebre Giurifconfulto, ìefCe al- 
cuni annil'Ordinario Ciuile,e poi andò in gouernididue 
nobili Città Rimini , e Faenza , doue compofe vna bella , 
e gentil'opera intitolata De Re militari , la quale , fé folle 
fìata ridotta à compimento, hauerebbe rAutore acqui- 
flato non minor pregio , e fama per efla , di quello , che li 
acquiftaflero in tante opere egregie della fcienza Legale-» 
. tutti gli altri huomini illuftri della fua nobiJifsima fami- 
glia; fu anco molto grato , & eloquente nel dire, che però 
venne mandato dalla Città Ambafciatore refidente iti^ 
Romaapprefìb Gregorio Decimoterzo, nella qual carica 
infèrmolfi graueracnteje ricondotto à Perugia, moriran- 
no 1581. 

Xx ■ Pietro 



34^ 



Libro Terzo. 



Pietro nipote di Pietro vecchio Baldefchi , fu fìmile.* 
air Auo in dottrina,e nell'integrità della vita ; fi vede 
vna fua Repet. fopra il cap. Raynutius de Teft., vn Trat- 
tato de duobus fratribus> vn Ttrattatode Colietìis , at- 
que permutat. benefic., due Configli nelliftefla materia, 
& alcuni altri Configli, polli tra quelli de diuerfi » 

RAniere de Coppoli fu al pari di qu alfifia piùfamofo 
GiuriftaefTercitato nelle Ciuili, e Canoniche Leggi j 
fi allega dal Baldo nel Conf. 2^4^ e vieit chiamato , No- 
bìlis , ò* egregiui DoSior » 

RAniere de Ranieri ^ acquiftò intiera lode nello ftudio 
ài ambe le Leggi, ela(ciòdi (è hanoratirsimo no- 
me nella Lettura, e ne* Conrulti,chenellèno della Patri a» 
iparfè a beneficio vniuerlale ; è chiamato ààX Ciaf. nella. 
1. fin. C. de inflit. & fubft. Injignìi DoSìor - 

RIftoro Caftaldi lefse in Perugia, & in Bologna l'Ordf- 
nario Ciuile, e per il fiio valore, fu molto accetto alli 
due Sommi Pontefici Paolo Terzo, e Quarto ; /crifife fopra 
alcuni titoli dell'Inftituta , e Cqcc per ordine dell'Impera- 
tore Carlo Quinto vn Trattato , de Imperatore, che fono 
alle (lampe ; morìin Perugia l'anno 1 5<^4 dell'età fua 58. 
e fu riporto nella Chiefa di S.Maria de' Serui , e ài là tras- 
portato à quella ài S. Francefco del Monte ,. con quefta^ 
memoria fopralafepoltura» 

KESTAVRT CASTALDI HOC TVMVLO CL.WDVNTVR OSSA,. 
. -ET QVALIS IPSE FViT.lPSA FAMA DOCET. 

RAnaldo Ridolfini era ftimato if prfmo Cattedrante-^ 
de' fùoitempi» e condotto dallo Studio ài Perugia a 
quello di Pifa , tenne iui hono rata concorrenza nell'Or- 
dinario della mattina à Tobia Nonio Dottore di grido ; 
fu Precettore ài due Sommi Pontefici Clemente Ottauo » 
e Paolo Quinto; morìi'anrjo i55?i.hauendo lafciato nel» 

le 



Libro Terzo. 347 

le fue Letture impreffiimonuiK enti del vluaci/simo fiio 
ingegno , & alle ftampe alcune Orationi, e verfì latini di 
raro> e felice {kiìe . Ripoià il corpo nella Chiefa di S.Fio- 
renzo , oue è riporto anco quello del Nonio , forfè acciò, 
fi come furono in vita dalla profèffione fatti grandi emo- 
li , e concorrenti, cosi fbflero Jalmeno dalla morte , nel 
luogo congiunti. 

RVbino Montemelmi fu di pregio ineftimabfle nellaj 
profelfione delle Leggi; leffe nello Studio della Patria 
il corfo di quarant'anni con infinito grido , e con proui- 
fione , che fìmiie neffun'aJtro > non hebbe per l'addietro ; 
fu chiamato più volte alle prime Cattedre di Bologna , e 
di Fifa, come anco dal Senato Veneto, con larghiflìma 
mercede allo Studio di Padoua , ma egli giudicò , non al- 
lontanarfì dalla Patria, e di far conofcere da quella il va- 
lor fuo , non tanto con la Lettura , quanto con l'Auuoca- 
tione, nella quale pure riufcì famofifsimo ; mori nel i6zS, 
e dell'età fua l'anno fèttuagefimoquinto . 

SAIuio de Salui Tanno 12^1. hebbe dal Sommo Ponte- 
fice Gregorio Nono il Vefcouato deJla Patria , & a fua 
infi'anza , & humili preghiere venne in quei tempi l'ifleflb 
Pontefice à Perugia , per fedare le gran difcordie , che re- 
gnauano nella Citti, e tanto fi compiacque de' fublimi 
ingegni Perugini , e della profonditi delle foro fcientie, 
chevolfèritornarui, non (blo quando ordinò i Decre- 
tali , maall'hora , che perfèguitato da Federico Secondo 
Imperatore da lui fcommunìcato , grandemente temeua 
delia perfona propria. Si vedono delfifteffo SaJufo altre 
honorate memorie in vna Bolla confèruata nella Can- 
cellaria del Duomo di Perugia Cotto l'anno 1154. & è la 
centefima in ordine regiflrata in vn libro chiamato il 
Bollarlo* 

STefano Pignatelli hauendo in occafione di ùudìo cat- 
tiuato in Perugia con le fue rare virtù,& amab 'li qua- 
lità ^li animi di Gio: Battifta j che fu poi Cardinal Leni, 

Xx 2 e di 



?4^ 



Libro Terzo .^ 



e di Scipione Caffarelli , che fu Cardinal Borgliefì , me- 
ritò nell'afluntione di Paolo Q-iinto al Pontificato , con_« 
efsépio di fingolarjiberalita, di eflfere chiamato alla Cor- 
Ce>& india poco,con gran maraiiigh'ajdi venire promoflb 
alia facra Porpora ; Fu mentre vifle di sì ottimi coftumi , 
candidezza, e coftanza d'animo , che la Tua morte feguita 
in Roma nel fine dd Pontificato di Gregorio Decimo- 
quinto > venne con vniuerfal dolore , non folo deiJa Pa^ 
tria, ma molto viuamente fentira dal Sommo Pontefice 
Vrbano Ottano , della cuieflaltatione al Pontificato, egli 
era ftato mezo potentifsimo . 

SAluftio di Guglielmo Salufti fii Precettore dell'Areti- 
no , dal quale viene fpefle volte citato ; laCciò , rife- 
rente il Vuolf! le Letture in penna fopra la feconda dei 
Cod. & alle ftampe vn Configlio nel fine del Trattato del 
Lanfranco de Arbitris . 

S Forza Doddo fu richiefto dalle prime Accademie^» 
d'Italia , Pifa , Padoua , Parma , Pania , nelle quali , 
doppo hauer fatto alcuni corfi di letture nello Studio del- 
la Patria , con honoratifsimi ftipendijfu in vari; tempi 
condotto , e vi lafciò celebratiffimo ilfuo nome . Mandò 
alle ftampe Trattati Dereftitutionein integrum, De fub- 
fticutionibus , Da fideicom. & alcuni volumi de Configli ,* 
fu anco di altiflimo ingegno in ogni forte di belle lettere, 
&hebbe alle ftampe tre Commedie molto rinominate^ > 
la Prigione d'Amore, i Morti vini , TErofilomachi^- 
Morì in Parma con titolo di Configliero di Stato di queir 
r Altezz a l'anno i(^ I o. 

TRoilo di Ridolfo Baglioni fu di Arciprete del Duo- 
mo fatto da Innocétio Ottauo Protonotario Apo- 
ftolico,e poi da Aleffandro Seftofoftituito Vefcouo di Pe- 
rugia fìia Patria in luoco del Cardinal Lopez , che creato 
ArciuefcouodiCapua pafsòi meglior vita l'anno i5oi. 
fu con ftraordinario applaufb , e commune allegrezza di 
tutu U Città riceuuto nella fu a nouella Chiefa,eportoffi 

con 



Libro Terzo." ^549 

*con animo così pronto a beneficare il gregge commciro- 
j i, che fu riu erito, & honorato Tempre al pari di ogni altro 
(no anteceflbre . Mori nell'anno quinto della Tua refìden- 
2a, hauendo per prima celebrato con gran folennità il fu- 
nere alla Beata Colomba da Rieti, che fece il Tuo felice_' 
palTaggio all'immortal gloria, in Perugia nejl'anno 1 502. 

Tobia Nonio iJluftrò con le fue molto degne , e com- 
mendate fatighe nello ftudio delle Leggi quella pro- 
feflìone, & honorò anco le ftampe con fuoi dotti Com- 
mentari; fopra alcuni titoli deirinftit.e con vn volume de 
Configli, che nell'occupatione anco di quel fuo publico 
officio di Lettore, compilò a bene/ìtio vniuerfale. Morì 
nel raccorre i furti già maturi de' fuoi ftiìdr] , che fìi nel 
1570. e dell'età fua l'anno 41. venendo il fuo folenniflimo 
funere da ducente fcolari veftftii lutto, accompagnato 
fino alla Chiefa di S.Fiojenzo, oue fu ripofto il corpo , & 
honorato da Giacomo Nonio fuo fratello con Tinfra- 
Scritta memori-a fepoJcrale . 

D. O. M. 

tOBIi^ NONIO SOLERTlSSliVKD LEGVM INTERPRETI,,.. 

ATQVE OPTIMO iVRlSCONSVLTO, "** 

PROI^TER SlNGVLAREM BENIGNITATEM, 

ET VIT^ INTEGRITATEM , 

MIRIFICE OMNIBVS CrtROi 

CVIVS FVNVS VNIVERSA ACCADEMIA s^MMIS 

PROSEQVVTA EST. 

lACOBVS NONIVS AMANTISSIMO FRATRI 

CVM LACRYMIS P- 

VIXIT ANR XLI. OB. VII. KAL. APRILiS MDLXX. 

V Colino de* Signori di Monte Vibiano fiori neiran- 
no ISSO, e per l'eminenza della fua dottrina, e fanta 
vita, eletto Vefcouo della Patria nella morte di Vgolino 
Gabrielli d'Agubbio filo AnteceflTorejriportonne la con- 
fermatione dal Sommo Pontefice Giouanni X X I L in^ 
AuTgnone ; viene fpeffe volte allegato dal Propofiro nel 
e. gemma dejponf, & da Federico Petrucci nel conf. 1P4. 
Moli circa fan no i^^o.cfu riporto alato della fua Cappel- 
la 



3^0 Libro Terzo. 

ja nella Chiefa di S.Pietro,laqfuale anco refle co la dignità 
Abbatiale in tempo, che retta era da Abbati fecolari. 

V Incielo Vincioli fa Prelato , in cui molte virtù an- 
golari concorfero j chiamato da Clemente Ottauo 
alla Corte, in poco tempo fi refè in guifa riguardeuo'ej, 
che fu fatto intimo familiare di quel Pontefice , confeguì 
dall'iftefso molte entrate ecclefìaftiche , ei'Abbatia di 
S.Beuignate in Perugia, con la Dignità di Protonotario 
Apoftolico de' participanti . Morì , mentre su l'ali dell'in- 
finito fuo merito , portanafi a maggiori grandezze , e fu 
la. fua morte lagrimatafingolarmente dalla Patria, della 
quale egli era vnprincip^lifsimo ornamento» 

Virgilio Fiorenti; prouifto dal Sommo Pontefice Cle- 
mente Ottauo della Chiefa di Nocera , portò quella 
facra Mitra ilcorfo di molti anni, e ièdette Decano de* 
Vefcoui fotto iì Pontificato di Vrbano Ottauo; fu Prelato 
di grand'integriti , di rara dottrina ,fondati{sfmo ne' fa- 
cri Canoni , & vn'idea di perfetto gouerno ecclefiaftico ; 
morì nell'anno i6^$,e con infinite lagrime iblennizzaro il 
fuo funere , e pietolamente honorati con gli vltimi offici/ 
i fagri auguri)* dell'eterno fuoripofo, venne riporto in^ 
quella Cattedrale , 

V Colino di Pellulo Montagutelli Conte delFarneto, 
andò Ambafciatore per la Patria à Carlo Quinto , 
e fu Podeftà di Bologna mandatoui dal Cardinale de-'Fie- 
fch!,che n'era Legato; fertiì anco Ladislao Rè di Napoli, 
chefpedillo.Gouernatore inTrani Città nobile del Re- 
gno , ma poco doppo mancò di vita, e venne fentita la di 
lui perdita con particolar dolore della Patria, & anco di 
quei popoli , che la fua gran prudenza, giuftitia , & incre- 
dibil deftrezza in condurre à fine inegotij , in conciliare 
le volontà loro, & in trattare le cofèpubliche, ammira- 
rono fempre , durante il di lui rettiffimo gouerno. 

Vincenzo 



Libro Terzo; 371 



Vincenzo Ercolani detto il Fregio fu fìngolariflìmo 
Cattedrante , & eflfendo diuenuto molto vecchio , e 
cieco, volle in quello ftato profeguire il leggere nel publi- 
co Studio della Patria, andando à caualJo, perche diceua, 
dieflere (lato condotto a tale effetto ; fu Auuocato Con- 
ciftoriale, & à Jui mandò il Papa , che era in Oruieto l'an- 
no 1528. acciò configliaflfefopra il diuortio del Rè Herri- 
co d'Inghilterra con la propria moglie, la qual,caui&jper- 
che volle il Papa , che fi trattafle con ogni maturità, e più 
volte fi riaedeflTe , fu tirata molto in longo, onde gli Am- 
bafciatori del Rè mandarono indi ad alcuni anni àPe-* 
rugia il Cafo all'Ercolani, acciò vi fcriupfle /opra à fauore v 
del Rè foro , e gli Icriflero finfrafcritta lettera , la quale io 
ho voluto regifìrare à parola in parola dall'originaria.-. , 
che fi conferua apprefso gli Eredi. Morì l'anno 1539. 
hauendo lanciato alleftampe le Letture /opra i ff. , alcuni 
ConfigIi,e Repetitionijvn Trattato denegatiua proban- 
da,vn trattato de appeIlationjbus,&attentatis,vn Libro 
de caut. de non ofFend. e trecento Configli in penna di- 
ftinti in due volumi » 

AUr^o* Mag. ac eximio L V. Dofìori D. Vincentia 
de Erculanisvti fratti hon. 

ìfftus vero . Mag. & cxcellens Diie frat. hon. 

HAumàh la Santità di A7. S. & il Coneiftoro delibe" 
rato , che le materie efcufatorie , concernenti alla^ 
caufa , che verte qui tra'/ Sereni Istmo Rè nofìro, e la Re^i^ 
na yJfhahBiano atrattare^ er'rfoluere per D i/puf atto ni pU' 
Bliche 9 le quali fi hanno à fare inConcifìori publici con 
la parte autterfa , é^ hauendo^ Sua S'antttà,^ flConeifio^ 
f(f fermejfo . che noi h abbiamo quei valentijfimi , eperitif- 
fimi buomini d'Italia , che à noi parrà dt chiamare perla 
parte della Maejia del Rè nojirot ne è parjo , confiderJha 
l'ejfmta e JìngoUr dottrina ^ la grande autforità , é' ec^ 
selisnza vojìra , far principalmente ehttione di V. S, à 

quejio 



3^2. Libro Terzo. 

quefio effètto^ non filo come quelli j chi procurano il fetul- 
ito dsl SrrtniJJimo nofiro , ma anco tome molto dejideroji 
dtll bonore , eir 'vtilt di quella ; percbt feruendo ad vn tan- 
to Rè ^ éy ff^ "vna tanta caufa , può a/peitarne gran premio ; 
oltracbenoi nonmAncaremo del debito nofìro , e fecondo 
cbf meritano l'efemie virtù di quella ; alla quale non fare- 
mo bora lettera più longa , riportandosi del tutto ali'Bxhi « 
bitore prefente , il quale le mandiamo àpo/ìa , eome per/ò- 
na à noi cariffima , e come quello , ebe èbeney dy à pieno in- 
forma$o dell'animo j e d.'fiierio noftro > e £ogni co fa perti- 
nente à quefìo affare . Per tanto l^. S* farà contenta dar€ 
àluiUmidefima fede-, e credenza^cbe darebbe à noijiejjìt 
^ a lei molto ci raccomandiamo . in Roma alJi 16, di Di- 
cembre 15 3^» 

Excejlenti^ VeftraE 

Vtifrater Nic. Epifcopus Vurgarnier. 

Sereniis.Reg;s AngliSE Orator . 
Vti fraterFr, Bn'g. GaJaJy 

Serenif^Regis Angìiz Orator. 

Sacra TeologiayFilofofa, Aledicwat Matematica . 

Cav. I!L 



A 



II B. ^ Ndrea de' Signori di Catrano milita ael 
feliciffimo campo di Santa Chiefa /otto io 
ftendardo del Gloriofo S.Domenico , JefiTe 
nelle prime fcaole delia Religine f i/o/ò- 
fìa , e Teologia , fu di fanriilìma vita , 5c afpirando alla^ 
corona del martirio, andò per feminare la parola diT>Ì0i 
tra %\'lnkdcìi , e doppo molti fappiic'i lodarti da quelli, 
fu decollato nelle parti Orientali l'anno i joo.Si rede vna 
Tuadcuota Imagine nella Ibnza dell'antico Capitolo del 
Conuenco ài S. Domenico ^ Perugia , con quefta ifcrit- 
tione__> . ' 

B. A N- 



Libro Terzo. 35^3 

B.ANDREAS Dfi CATRANO PERVSINVS, 

MARTYR PATlENTIiE, Et ABSTINENTI^ INSIGNIS , 

QVAM PLVRIMAS QVAORAGESIMAS 

nil omnino ciborvm svmpsit, 

prieter panbm, cvm aqva, et herbas: 

ardore svecensvs in thavricam chessonetvm 

profectvs est. 

vbi svmmo stvmo, et labore 

barbaram gentls lingvam didicit, 

moxq. transmisso tanai , 

VERBVM DeTINFIDELIBVS PRitDICANS, 

VARIIS TORMENTIS IBIDEM MARTYRIO CORONATVRi 

MVLTIS FVLGEN5 MIRACVLIS. 

IJ B. A Ngelo di Porta Sole del medefitno Ordme,tan- 
/V to approfittoflj nelle fcienze di Fflofbfìa , e Teo- 
logia»e nella lettura anco de'SS.Padri,che in breUerju(ci 
Predicatore infigne, &m Fiorenza, oue con particolar 
zelo, e feruore eflercitò la parola di Dio , compofe infini- 
te difcordie , & diflTenfioni » riducendo all'atto di vna pu- 
blica pace più di cinque mila huomini inueterati in odi; » 
&inimicitie ; creato finalmente da GiouanniXX 1 1. Ve** 
fcouo di GrofTeto, predicò in Auignone nel PaUzzo dei 
Papa , e con tanto applaufo , & opinione di/antità , che 
per fodisfare alla deuotione del popolo verCo di quello » 
volfe il Sommo Pontefice , che andafle più volte per la.» 
Citti veftito Pontificalmente , tenendo il luogo del Papa 
ifteflbje dando à tutti la Benedittione . Moriranno i^ J4. 
in Hifchia Cartello di quella Diocefì, e fu la fiia morte ce- 
lebre per molte gratie,c miracoli> che Dio oprò à fiia in- 
terceffione • 

Fr. Jk LeiTandro de'Vincioli compiaciutofi della pietà 
x\ Chriftiana , non meno che delia dottrina» Tu vn 
gran fplendore alla Religione di Francefco Santo, onde 
PapaGiouanniVigefìmofècondo elettolo (bmmo Peni- 
tentiere , e poi conferitagli la Chiefà di Nocera , portò 
quella facra Mitra con tanta cariti , e zelo , che fu tenu- 
to vno de' più efemplart Paftori della Prouincia . Segui la 
fua morte in SaiToferraco Tanno 15^2. la quale volle Dio 

Yy ho- 



3f4 Libro Terzo. 

honorare con molte grane , teflifìcando con J 'iftefi^e al 
mondo liyèvifi d^ll^ jBe.^titwdinejche ùgli go dein Givlo, 

Il P. A NgeJo de' Co nuca tuali pure di Frahcefiro Santo , 
. , Zj^ fu'GeneraleMiniftro nei 14 5o.e come alcuni vo- 
gliono, Cardinale de%nato dà Nicola Quinto] S. Antoni- 
no nella Tua Cron, fapiena.tei^imoniaaza della fna gran 
dottrina,e dali'i/ieflb è chUw.atóìVif' ff^^^ft'^yc/^iù. Sopì 
vnagrand'herefiafurcitarta da' Greci fotto il Pontificato 
di £u<genio Quarto ; era di vita irrepreniflbiie , e mentre 
fu : Generale , vifitò l'Ordine tutto à piedi; fucceflTe à lui 
nel Generalato Francefco della Rouere, il qua/e fu fatto 
Cittadino Perugino, Sgafcefo al Pontificato» chiamofli 
Siftà Quarto , 

^. A ObftinoLancfellotti con tale auanzamento fi die- 
Jl\ de à gli ftudij graui delia ^Fiiofofìa , e Teologia » 
che fi iécQ fcala ad efler capo nelle prime fcuole , & Ac- 
cademie cfelJa Congregatione fua Oliuetana , e partico- 
larmente in quelle di Rimini , di Verona , di Monte-» 
Oliueto maggiore, e di Roma» doue fuhpnorato anco 
della dignità Abbatiale, e poi eletto due volte Vifitatore 
della Prouincia dell' Vmbria. Trattandofi di dare vna ri- 
forma alle Conftitutioni delfuo Ordine, all'ifteffo fu im- 
pofto ilpeib dall'Eminentilsimo Borghefi Protettore , & 
cflieguitone da lui con ogniprontezzal ordine , fi viddcLa 
per tal conto , tanto accetto i quell'Eminenza , che con 
quelfaupre,farebbe flato promoflb alli primi gradi deìU 
ReIigione,fe la fua morte,chefeguipoi l'anno 1645. cóla 
vita non gli troncaua anco il filo delle Speranze , lafcian- 
dolo particolarmente gloriofo nella fama, che R acqui- 
fìò di se honoratifsima nel Libro, che mandò alle flampe 
col titolo di DsusOpifex, nel quale Teologicamente-* 
trattanfi le materie della Creatione in fei giorni diipofta. 

/A Ifano Alfani fu nelle Matematiche molto fondato» 
x\ & huomo di gran prudenza, gouerno ^ e lealtà di vi- 
«a.Ilefle in Perugia la Tcforeria Apoftolica il corfo di jy. 

anni» 



Libro Terzo. 35^5' 

anni, e fu ìccettiCsimo al Sommo Pontefice Paolo Terzo. 
Andò in grauifsime Ambarciarie per la Patria,& vltima- 
mente mandato al Duca Valentino , cheintefa Ja partita 
de'Baglioni da Perugia, veniua à bandiere fpiegatea 
quefta volta, operò , che egli non facefle in efla quei dan- 
ni, che la Tua barbara natura gli dettaua. Mori ottage- 
nario nel 1 550. e fu riporto in vn bel Depofito vicino i 
quello , che egli fece al famofo Bartolo fuo Anteceflbre-* 
nella Chiefa di S. francefco del Conuento . 

ANdrea Gibbo JeflTe molti anni Medicina nello Studio 
di Perugia , & eflercitò con si chiaro nome, e grane 
auttorita quell'Arte ecceiientirsima,che chiamatoin Ro- 
ma da Clemente Settimo , con gran ftipendio, & entrata 
annua perpetua per se, e Tuoi heredi, fi trattenne à quella 
Corte ; fu anco accettilfimo al Sommo Pontefice Paolo 
Terzo farne/e, il quale nel viaggio , che fece a Nizza di 
Prouenza,lo volle appreflb di sé,e nell'abboccaméto del 
Papa con l'Imperatore Carlo Quinto ,Scil Rè Francefco 
Primo diFrancia,eglirolo fu eletto ad afsiftere alconuito 
fatto à quei gran Potentati. Mori in Perugia nel i57^« 
dell'età Tua ottantatre , e fu con fblenne pompa riporto 
nella Chiefa Cattedrale . 

Aldafarre Anfideinel fiore della giouétufuajimbeuu- 

tofi perfèttamente delle lettere humane lotto la di- 

fcipJina , che hebbe dal Cardaneti in Perugia , e del Mu- 
reto in Roma fuoi Precettori , vi riulcì confiimatifsimo , 
e quelle irteffe JefTe con molto applaufo nello Studio della 
Patria, & in quello di Pifa; voltò poi l'animo alla cogni- 
tione di varie lingue , e particolarmente della Greca , la 
quale con tanta feliciti appre(è,ch e portato il nome del- 
l'incóparabil valor fuo appreflb il Qierenght , Scaltri pri- 
mi titterati della Corte, ^ che rendeuino di lui fempre-i 
honoratffsima memoria, meritò, che il Sommo Pontefi- 
ce Paolo Quinto Io eleggefle per Bibliotecario Apoftoli- 
co nel Vaticano; foftenneegliquel grado con fplendore 
congiunto ad vna candidifsima fede , fin'aU'annò i<5i4^ 

Yy a nel 



B 



35'tf Libro Terzo. 

nel quale venne à morte, non feaza gran fentimento di 
queirifteffo Sommo Pontefice, cherammiraua , come-» 
vn*Oracolo di Vittà , e che voleua anco rimunerarlo con 
altreparticolaridemoftrationi, come fi ha perteftinio- 
nio irrefragabile. 

P.TjVangeliftaTornioli creato Procuratore Generale 
JZk nella Religione de' Monaci Oliuetani , & Abbate 
del Monaftero di quel fuo Ordine in Roma, fali in tal cre- 
dito appreflb il Sommo Pontefice Paolo Quinto , che nel- 
l'anno i6i6, dechiaro Ilo Vefcouo di Città di Caftello, e 
poco doppo Commendatore di S. Spirito di Roma > di- 
gnità , che egli foftenne con molta fu a lode, & vtile anco 
ài quella gran Cafa, la quale gouernò con gran quiete il 
cerio di molti anni ', Ritirofsi poi al gouerno della fua.. 
Chiefa( e fu mente dell'ifteflo Pontefice) nella qualeef- 
fercitatofi pure con molta carità, e zelo àbenefitio di 
quel fuo gregge; cadde finalmente infermo, e per curarfi, 
tornato alla Patria, quiui mori, e con folen ne funere^ 
cipofto il corpo nella Chiefa di S. Agoftino , fu indi à tre-» 
giorni Tifteflo trasportato alla Chiefa di Montemorcino , 
&iuÌTÌpofto entro la fua Cappella, fotto il titolo di San- 
ta Francefca , il che (èguì l'anno 1630. e dell'età iuaxror- 
rendo l'anno fettuagefimo terzo . 

J'iT.Tj Ranco de' Franchi accefo di zelo , e carità inro- 
17 lere propagare la fanta Fede in parti d'infedeli, fu 
creato Vicario Generale in Oriente, & il Sommo Pon- 
tefice Bonifatio Ottano , disdigli titolo di Nuntio , e di 
Legato Apoftolico , ondeperuenuto in Capha Terra de* 
Tartari, predicò con molto firutto à quei popoli, e fu lo- 
ro cosi accetto , che anco gli permifero , vifabricafle vn 
Conuento, evi conducelfe Frati^delfuo Ordine, come-i 
fece . Meritò finalmente elfer crefato da Giouanni X X 1 1. 
Arciuefcouo di Soldariain queìle'medefime parti, la quar 
le.digniitàegli foftenne il corfo di molti anni, ma venuto 
in ^tà.,4ccrepita , renuntiplla , e tornatofène a* Chioftri 
disila, Religione , mori l'anno iSSI' , 

Fran- 



Libro Terzo. 3 5^7 

FRanceico Colombo, fu chiamato Platone , per efTere 
f ilofbfo eccellentifsimo , maffime nella cognitJone>j 
dell'opere di Platone ; paflTando per Perugia Marcello i>e- 
condo Sommo Pontefice, mentre era Cardinale, refìò di 
lui ammirato , & hebbe à dire , che non in Perugia , ma 
nella Grecia» bifognaua, che egli hauefle apprefo il latte , 
e con il latte si profonda dottrina. Introdufle nella Pa- 
tria la Lettura,e la Cognitionede* Séplici, e lefle in quel- 
lo Studio ilcorfodi molti anni; mori d'anni trent'otto , 
e per la fua morte fece gran perdita l'Accademia degli 
Atomi > della quale , egU era. membro molto principale . 

Fr./^^ lacomoBuoncambijde* Conuentuali di France- 
vjr fco Santo, doppo hauer fatto chiaro il fuo nome 
ne' ftudij di Filofbfia? e Teologia > riufcì anco molto cele- 
bre nella predicatione ,eiu così accetto a! Sommo Pon- 
tefice Innocentio Quarto , che venne diìViùefCo hono- 
rato della Chiefa di Bologna l'anno 1244. Si conferua- 
no due fue opere nel Conuento di S. Francelcoin Ailìfi, 
nèfi troua di lui altra mentione nell'hillorie, ma sì bene«i 
d'vn tal Paftone Buoncambij Perugino , riferito dal Ma- 
nente nell'hift. di OruietOjche fiorì nell'anno 1275'. 

Fr./*^ lacomo di Ranuccio hauendo Ietto ilcorfodi 
VJ molti anni ne' primi Studi] della Religione Do- 
menicana» e lafciati in quella rari ammaeftramenti della 
perfetta fua dottrina, fu eletto in molti Capitoli Defini- 
tore, & vltimamente fi compiacque il Sommo Pontefice 
Honorio Quarto di crearlo Vefcouo di Fiorenza,ma vifle 
vn folo mele con quella facra dignita,e nella fua morte-j, 
lalciò alle ftarope vn libro intitolato , Sfrmones Fr, lacobi 
Virufini . 

M.^^^ Irolamo aggregato alla famigUa Baldefca , lefle 

VJ nelle prime fcuole del fuo Ordine ilcorfodi anni 

venti Filofofia , e polcondotto allo Studio di Fifa , leflfe-i 

m quello dodici ^Itri anni,in qua! tempo argumentò fot- 

tilif- 



3t8 



Libro Terzo. 



tiJiflim amente per fpatio di tre meli continui fuor deJIsJ 
concorréza al Portio Napolitano FiJofofo di gran fama, 
con il quale poi contrafle ftretta amicicia , e qual volta il 
Portio volea perfuadere qualche bella , e pellegrina dot- 
trina a'fuoi diTcepoli, foleua citare U teftimonio di Mae- 
stro Girolamo . Hebbe anco gran cognitione delle lette- 
re greche,e nella Tua morte ièguitain Fifa nell'anno 1555. 
ìaCciò manufcritti quali fopra tutta la Fiiofofia, 

GAIeazzo Aleflì abbellì, &illuftrò con gli ornamenti 
deir/\rchitettura,non pure la Patria nelle principali 
febriche di eflfa, e particolarmente nella riedifìcatione»» 
delle ftanze della Fortezza, le quali co'fuoidifègni fì fe- 
cero con tali commodità , che in efle più volte alloggiò 
Paolo Terzoj con tuttala Corte,ma anco altre principali 
Città d'ItaliajC particolarmente la Kepublica di Genoua> 
oue tanto impiegoflì con la felicità del Cuo viuaciflìmo in- 
gegno , che parueinuero vifuperafle l'Arte iftefla ; Diede 
egli il modello per l'accrefciméto di quella Città , e fu ap- 
prouato, fece la ftrada nuoua, e molti palazzi, & altre^ 
ftrade magnifiche ; nella fabrica del Duomo ordinò la-. 
Tribuna, eia Cuppola, riftauròlemuraver/b il mare, e 
qella che più d'ogni altra fua opera é ammirabile, fu la 
fortificatione di quel Porto, del quale io non dirò più di 
quello,chela felice penna di Filippo Alberti, vno de' pri- 
mi lumi, che conl'eflercitio delle Mufè, e con l'ornamen- 
to di tutte l'altre virtù , illuftrafle la mia Patria, hCciòy fo- 
no quarant'anni , fra alcuni fuoi eruditiflìmi Icritri delle 
memorie di Perugia; Parlando dùque egli deir AlefThdicet 
Che fra gli altri parti deljùo valore nt II' Architettura > 
fu la fortijìcatione del Porto di Genoua , hlltjjìmo per il 
Portone , che ha di colonne rufliche , dife/o da due haluar ' 
dotti y che fi congiungono alVefiremità del circolo di ejfo f 
e che difendono anco ia Piazza fopra il Molo ,' il Portico 
ampijstmo , ed ordine dortco , pò fio alle fpalle del PòrtO' 
ne verfo la Città , il quale riceue il corpo della guardi a^^ 
&* ha /opra di effo quanto contiene lo fpatio fuo -, deìBc'- 
roardi , t dilla Porta per commodità dell' Arte gliaria vna 

Ptaz 



Libro Terzo. 3 5^9 

Piazza Jpedit a » ìa quali à guifa di Cauaìiere difsndt il 
Porlo dentro ^e dì fuori , e foprafìàal Molo ,• Co» quefto 
Ji a/ largò l'Ai ej/ì mimare più di Jeicento pajjii taimtnn^ 
chela farle più lontana dal Itto i venne aa ejìr fabnca- 
tà /opra <vn* altifsimo monte di pietre , le quali Jenz altro 
cemento gittate al bajfo > andarono àfarjl fondo da sèjief^ 
fé nel mare% con tanta fpefa. e fatte bay cbedouendofi /pm- 
gere innanzi ycojierà à quella Republic a benmtllefcudtU 
palmo ; fin qui Filippo Alberti. Mpltrò anco l'eccellenza 
à^ì valor fuo in Koma> in MiJano,in Bologna,oue con or- 
dini , e difegni del raedefimo fi fecero laghi, fonti, bagni , 
& altri edifitij bellifsimi, tanto che paflato i\ grido dell'in- 
comparabile virtù fua,infino ài là da* Monti,non fu Pren- 
cipe , che non defiderafle qualche parte àsìì^ fue rarifli- 
ineinuentionijcrifteflb Rè Filippo di Spagna volle vno 
deTuoi modelli vedfere,perla fabrica della gran Chiefa, e 
Conuento,che facea alla Scuriale,il quale fu da lui man- 
dato nell'anno i523.nelqual tempo lèguìanco la ài Ini 
morte,che troncò il corfo alle fue virtuofè fatiche,e priuo 
la Patria, nonché l'Italia tutta , dVno de' principali or- 
namenti , che con sì alta profersione giamai la iì\\x~ 
ftraflfe^. 

GVido baldo Borboni de'Marchefi del Monte fu d'in- 
gegno molto eleuato , e fingolarifsimo nelle Matte- 
matiche; mandò alleflampein quella profcifione molte_> 
fue opere, come la Teorica de i Planisferi;, la Profpettiua, 
le Mecaniche , iCommentarij fopra gli Hquiponderantx 
d'Archimede , i Problemi Agronomi ci, il Trattato della 
Chiocciola d'alzare l'acque, Scaltre , che vennero anco 
tradotte in lingua volgare dal Pigafetta Vicentino, con 
chiaro , e dotto flile . 

Girolamo ài Francefco Bigazzini Conte ài Cocorra- 
no &c. fu detto ì\ Vecchietto,non per altro,cred'io, 
fé non perche moftrò, 

Sinno cernuto in fanciullefca etade , 

Quan- 



^6o Libro Terzo. 

Quanto fi auuanzafle nelle Mattematiche , dimoftrare lo 
puote laftfma, che di lui fecero ilGaurico, & il Car- 
dano, i quali non folo lo visitarono ipeCTo con lettere, ma 
anco perfonalmente , per godere i frutti dei fuo va- 
lore ì Paolo Terzo non iCdegnò , elTendo in quellafupre^ 
ma Dignità , di venire di lui difcepolo , e mentre in Peru- 
gia più volte fi trattenne, fecefi da lui leggere molte lec- 
rioni di Mattematica ; fu inuitato dall ifteflb Pontefice in 
Roma , e quafi forzato per la grand'inllanza > qhe gli ncj 
faceua, ma egli alieno dalli romori di Corte, & amico 
fblo della vita folitaria ne' fuoi dadi) » ricusò d'andare , e 
morì l'anno 1572. foprauiuendo di lui quella fama » 

Cbe trabe fbuom dai fidale to , tn vita V firba • 

Giulio di Pier Vincentio Danti attcfe all'Architettu- 
ra,e fotto Antonio da San Gallo alle Mattematiche, 
& al modo di fortificare j fece al Gran Duca Cofmo vn_f 
Crocefiflb tirato a martello , con tal difegno » che fra le-» 
opere più pregiate di quell'Altezza venne collocato ; fu 
Autore nella Chiefa di S.Francefco di Affili di quell'nobi- 
iifsfmo Ciborio di rame dorato, & hebbe anco parte nel- 
la gran fabrica di S. Maria de gli Angioli , la quale ben- 
ché dal Vignola fondata fofTe , fu nondimeno da Galeaz- 
zo AlefH , e dal Danti ridotta à meglior perfettione,onde 
èftimatala più ben'intefa Chiefa d'Europa; fu anco ce- 
lebre in fare coni] d'ogni forte di metallo,& al Duca Pier 
Luigi coniò con bellifstmo roiierfcio le prime monete-i , 
che egli fece battere in Parma,& in Piacenza . Morì l'an- 
no 1 575. hauendolafciato in mano del Velcouo d' Alatri 
fuo figliolo molte belle Annotationi circa gli ornamenti 
dell'Architettura , &vn Trattato dell'AHuuione del Te- 
ucre, della quale materia fu intendentifsimo . 

GIo: Battiflra Danti , Dedalo cognominato, fu d'in- 
gegno eleuatifsimo , & egli fblo nel fècolo noftro 
conféguì quello, che dall'antico Deda'o , fu vanamente 
tentato, imperoche mentre vn giorno in Perugia molti 

Si- 



EibroTerz(>C f^f 

Srgnòri principali venuti eirano aclhonórafe lenóne di 
Gio:Paoio Baglioni,e correuano lance in vna (ìrada prin«- 
cipaie fótco il Tuo Palazzo > egli inafpectacanience con vit 
remigio d'ali> che fatto fi hauea à proportione della gra-» 
uezza del fuo corpo » fi mofle dall'altezza di vna Torre ini 
vicina, e fibilando con vn fifchio molto horribiie, volò fe- 
licemente fbpra la Piazza grande,piena dinnumerabilCij 
popolo ; Ma ( ò marauiglia accagionata da nuouó acci- 
dente) hefabe appena volato circa ^oo. pafsi, prima dì 
giungere ad vn deftinato luogo , che gli fi ruppe vn ferro 
principale, che reggeua l'ala finfftra, nèpotendofieglipiù 
foftentare con la fola deftra,fa forzato lafciarfi cadere fo- 
pra vn tetto cótiguo al Tempio di S.Maria delle Vergini, 
oue è hoggi la Sapienza Nuoua, onde reftonne qualche 
poco ofFefo ; Quelli che vidderonon folamente il volo, ma 
l'oflatura dell'alice l'artifìcio loro marauigliofb,diflero,efi 
ha per traditione,che egli più volte,fopra l'acque del Tra- 
fimenojfi gettafse i voIo,per imparare il modo di calarfi à 
poco d poco in terra, ma che con tutto il fuo ingegno,non 
lo puote mai ritrouare s fu anco marauigliofo per altri 
' (cherzi Mattematici,onde era in gran ftima appreffo i pri- 
mi Prencipi d'Italia , e Gio: Paolo Baglione lo conduflè-* 
Ceco in Lombardia , come fuo Ingegniero,in quelle guer- 
re, nelle quali caduto poi infermo , venne à morte . t 

D.y'^ Irolamo Rufcelli era anch'egli sì efperto nelle-j 
Vj Mattemati che,che pochi trouò a fuoi tépi,che lo 
éguagliaflero ; Monfig, Danti confeflù e (fere meglio re lo 
Sportello inuentato da lui,che quello di Alberto Duro j Si 
viddero nelle mani di d. Padre diuerfiinflrumenti , come 
Sfere, Aftrolabi;,Trifefti, e Compafli inufitati , delli quali 
egli perfèttamente (ì lèruiua i fabricò Horologgi Verti- 
cali, Or/zontali, Annulari, e di qualfìuoglia fituationein 
diuerfi luoghi ; fu anco perfettiflìmo Aritmetico,& inucn- 
tore divariecofein detta fcientia; s'intendeua d'AIgi- 
bra,fu raro Cofmografo, & in bei modi con le operatio- 
ni de* fuoi inftrumenti fecce difègnò infiniti luoghi,e Pro- 
uincie,fenza alcuno agiuto j fu nella fua Religione Cafli-, 

Zz nenfe 



1^6 1 Libro Terzo.' 

jienfe tf e volte Pre/ideQte>e chiamato da Ferdinanda 1 1, 
Gran plica diTofcana per fuo Hofpidalingo , e da. Cle- 
mente V 1 1 1. al Reggimento di S, Spirito in Roma , egli 
contento deTacri Chioftri della Religione , ricusò IVna , 
e l'altra dignità, Moriranno J<^p4- e dell'età fua il feóà- 
gefiinofefto, 

G Io; Tomaso Oiglhli fu non folo <:on(ìiraati/finio in 
tutte le Mattematiche , ma nella Teologia i nelJ^u 
cognitione de* libri di Santi Padri , nella Scrittura facra , 
e ne' itiidii di Filofofìa , non hebbe chi inuidiare, onde da 
sì gran fama degnamente moflo il Senato Veneto, 0i fé-- 
cehonpratiflimQinuitPperla Cattedra di Pado«a>aJrho-' 
ra vacante per la morte di Cefare Cremonino da Cento , 
^ egliaccettolla» appunto nell'anno primo della Giubila- 
fione > che hebbe nello Studio della Patria , e yi kfle con 
in^nito gridOfC gloria del fao celebratifsimo nome . Mi è 
parfò qui inferire yna lettera dd Cardinal Barberino , in 
rifpoiladVn^ fuaicritta ad Vrbano Qttauo di felice me- 
morig , con occafìone di dargli parte deiriauìto fattogli 
dd quella Republica, acciò yedafì in quanta ft/ma fo^T^^ 
^ippreflb quel Sommo Pontefice* che era vn*Oracolo di 
Virtii > la di lai dottrina, congiunta anco all'integricà d^i^ 
la vita» ^ alla candidezza de' col^umi« 

Illaftre Signore* 

HA^fintho fon molto gufio h Santità UNofiro Sìg» 
il conto 4a V. Sedato dell inuito fattole alla Qatedra 
primaria deir Arti ntllo Studio di 'Padoua , ftrehe l'amai 
§ fiima il fuo valore i 4 volentieri vede 9 che HJia propoHo 
sitarlo , # quitltfifato campo ^ di farne moftrason aumen* 
io di reputattone propria* della Patria ^e delfico Prencipe, 
è eondiftelh però benignamente permsturli d^ accettarlo 9 9 
ir asferirjfl ad ejir citarlo^ anco con la retentione dell'offe' 
^nammto concedutoti , perle/onghe, ^ bonorate fatigbe 
fatte nello Studio di Perugia^ perche amala virtU % yolen" 
timla vede rtmuneratat e vi coopera* per quanto li è per': 

fnfjfof 



Libro Terzo. ^^j 

miffo > con parthohr «impiacimtntó , majpme quando va 
ascompagnata daiìaCbrtfiiana bontà > da cbt 1/ S, €b« è si 
fornita , rtpromttte in let U refarcmitnto d^lU maU confi" 
quenzjt ? cagionatt per ^'addietro ò da neglfgenzay à norL^ 
rette tntenttonh & toper quello > che tocca a me , ripromet- 
to à V,SMUa mfa volontà in tutte lefiee occorrenze qutllo 
fi può afpettare da vn' animo affìttionatijfimo , quote ve- 
ramente fé il mto,e con ognt prontezza di ejfo m tato me li 
raccomaiote prego vero bene *Oi Romai^- Maggio iójj. 



Alpiacer di V.S. 
Il C^rd. Barberino ^ 



ll-B.f^ lacomo da Cerqueto Cafteilp di Perugia/u tan-^ 
VJ to grato a Dio per ia fanticà de' fuoi cofiumi , 
quanco decbiarò l'iftefla Diuina Bonti ne' miracoli» che,, 
inoltrò per mezo di e((o , hQ%%t£\ in vna Cronica de'f ra-* 
ti deii'Ordine ilio Agoibniano, chericeuendo egli gran 
difturbo , & impedimento nelle f«e deuotione,per lo llre- 
pito , che faceua vna gran moltitudine de Ranocchi, fot- 
to l'acque di vna palude , che era contigua al Conuento » 
oue egli habitaua» Itando vna mattina apparato per vo- 
ler celebrare i\ fanto Saci^'ficio delia Mefla i e dicendogli 
il Priore dX quej Conuento, come per gioco» che q%\ì im- 
ponefTe filentioa quell'impoftune bcftiole, pieno diièruo- 
re, e di fpirito > andato vtt(o i\ luoco , e fattoui (òpra i\ le- 
gno della Croce, in Nome di Qitsvi Chrillo commandaf^ 
fe à Ranocchi, che taceflèro, come fecero , e riempiendoli 
immantinente quelluocodi vn deuotolìlentio, cornea 
gl'iftefli foflero ftati {ottopodi ad vna perpetua obedien- 
za, non furono (èntiti mai più far rumore . Conoccalìone 
di tralportare il fuo facro Corpo nel luoco oue èhoggi 
decentemente cuftodito , ritrouandol? prelènte vn Laico 
idiota, ail'hora Campanaro di quella Chielà , checon^ 
più ardire, che denotione* prefiimette di toccarlo, lì vià't 
i\ milèro riempir fubito d'immondi animaletti, con gran 
ilupore^ & horrore di quei Padri» che quanto più gli fco« 

Zza te- 



3^4 Libro Terzo; 

teiianoi panni , unto più vedeuano crefcerelatt^olticu- 
dmedieflij ma perrorationi fatte, e per eflèrfì quella 
rauueduto i con molta contritione dell'erro rfuo , ne fti 
immediatamente liberatojdi che eflendofi fatto Proceflb 
autentico, e kdele , l'Ordinario di Perugia dichiarò,efler. 
flato ciò prodigio Dittino, per motore , che mano inde- 
gna , e profana deueaftenerfi da toccar cofa facra, e ve- 
neranda . Mori il Santo in Perugia , circa l'anno 1 3 58. e 
fu il Corpj^folennemente riporto nelJa Chiefa diS. Ago- 
ftino, e per quanto pone il Panfilo, & il Seripando nel Ca- 
talogo de* Santi , e de' Beati dell'Ordine , fi refe celebra- 
tiffimo, per fimili , & altri miracoli . 

F.TGnatio Danti fu Cpfmografo del Gran Duca Cofmo 
M, in Fiorenza > nel qualtemp© difegnò le Tauole tutte, 
di Tolomeo fecondo le vere mifure,edefcrittioni,e le fece 
egregiamétedipingere,le quali furonopoi pofteper ifpor- 
tctìi di armari; nella guardarobba di-quelle Altezze.Lefife 
ili Bologna là Sfera, & altre Mattematkhe ; Difegnòin.. 
Perugia, e defcrifle al naturale , e fecondo leKegole della 
Geografia tutto il contorno , e paefe della Città , come fi 
Vede nella Sala del Palazzo de' Priori, e nelle carte in fta^ 
pa ; thiamato finalmente in Roma da Gregorio Decimo- 
terzo, pole mano, per ordine di quel Pontefice, all'opera 
della Galleria, & hauendola condotta à fine, con vmuer* 
fàle fadisfatione, meritò eflere promoflb al Vefcouato di 
Alatri in Canipagna di Roma, oue pafsò à migliorvitaJ. 
l'arino rS8(^. Si vedono del fiìo alleftampeProfpettiuadi 
Euclidee di Eliodoro Lariflfeo ria Sfera dei Mondo ridot- 
ta in cinque Tauole ,* Annotatio?ie intorno aH'Aftrola- 
bio,ePlanisferiavniuerfàle; Tauole diMattematic3»#i 
Commentario /opra le due Regole di Profpettiua diGisL-^ 
comò Rarozzii DellVfoje fal^rica dèll'Aftrolabio • 

P. r Eonardo Manfueti per fa fama dèfla fui gran dot-^ 

JLl trina congiunta all'integrità della vita , meritò di 

falire al grado di Maeflfro di Sacro Palazzo, e poi di eflfere 

afifunto alGeaeralata della fuaKeligionejReffe l'Ordine 

•'•** -^ ■ - - anni 



Libro Terza; 3^5^ 

aBni{ètte,conopimonecertzTsima, che (òprauiuendo, fa- 
rebbe anco afcefo all'honore della Porpora; era quèiUi 
manfueto non meno di vita, che di nome, e per la fua in-* 
duftria,efaticharuin buona parte ornato, illuftrato, & in 
vn certo modo rifatto da' fondamenti il Conuento di San 
Domenico di Perugia ; vi fece la bella Librariajche hoggi 
li vede,e vi dono quali tutti i libri,che alprefènte vi fono , 
Mori in Ro ma l'anno 148 1. e venne con folennitiripofto 
nella Chiefa di S. Maria fopra la Minerua, 

F* I\/f Onaldo Monaldi, abbracciò con magnanima^': 
iVX generolìti , e feruore di Ipirito la Religione dì 
Francefco Santo, nella quale hebbe grado di Procura-, 
tore generale ; fu poi chiaro , & illuftre nella Corte di Rom 
ma,oue hebbe più volte imprelè di grauiffime Ambascia-. 
rie,&in Auignone mandato dal Sommo Pontefice per af- , 
fari conce menti la quiete di quello Stato , porto/fi cpii-# . 
tal prudenza in Ibpire alcune gran diificultà , con reputa-^ 
tione anco della Sede Apoftolfca , che Giouanni VigcR-' 
mofecondo giudicò rimunerarlo della Chiefa di Amalfi», 
nella quale poi egli morì , hauendo ìalciato celebre il fuo 
nome alla Keligione deirOrdine,alla Patria > & al mondqt 
tutto. . M 

MAttiolo Mattioli leffè in Padoua nelle prime Cat- 
tedre di Filolofia» e con ragione venne chiama- 
to il Monarca,& il Prencipe dell'Arti liberali, e delle fcic- 
2e,poiche fu vn grandifsimo Aftronomo, hebbe gran co- 
gnitione di Aftrologia , e per teftimonio di Hermanno 
SchedeldaNorimbergo nellafua antica Cronica, fufin- 
golarifsimo nelfArte Poetica,& Orato ria,'e di quato tro-5 
wò preflb gli antichi Scrittori in Geometria, Mufica i &, 
Aritmetica. Morifettuagenario in Padoua circa l'anno' 
14B0. e la/ciò alle ftampe alcune eleganrifsime Orationi , 
i Commentarij inHippocrate, Galeno, & Auic€nna,mol<r 
ti arguti Configli in Medicina>& vn dottiflimo Ttrattat;o 
4e Memoria* 

v~ Il 



l66 



Libro Terzo* 



U B.F. VT Icold Brunacci fu gran Santo, eprofondiflj- 
J^ mone'ituiijdi Teologia, Ì4 quale JefleneJit^ 
prime fcuole delia fua Religione Domenicana il corfo di 
ventidue anni.Aiberto Magno tuo Precettore,rimandan- 
doioneJrVmbriafuaProuincia, fenile, che eravn'altro 
F.Tomaflb d'Aquinojdicui fu anco compagno nei viag* 
gio,che fece i Parigi. Mori l'anno ij 22. e dell'età fua cir- 
ca il fine del fettuagcfimo fefto . 

F. jkTrcolò Colombo , hoggi Plafoni , fu creato dal 
L^ Sommo Pontefice Clemente Settimo Macftro 
del baerò Palazzo, & era di $• profonda /cientia, ecosi 
acuto» € vehemente, che fembraua vn fólgore . Mandato 
in f iorézaper negotij grauiffimi dairifteflb Sommo Pon- 
tenfice , non puote fchmare il colpo della morte , che con 
il morbo contagio fo l'anno 1 527. leuò dal mondo graiu» 
parte deii'Italia, & in particolare nello Stato di 1 ofcana, 

F. jyr Icoló Alefll venne eletto InqaifìtoredeU'Vmbriaf 
iN e di Perugia fua Patria, predicò in vari/ tempi 
auanti li due Sommi Pontefici Paolo Terzo, e Quarto, fu 
Precettore del Card. Ale/sandrino nipote di Pio Quinto,il 
quale volle pia volte honorarlo dei grado Epi{copaIe,ma 
egli humìlmente (èmpre ricu follo i fu in Perugia caufa^ 1 
cheil Cardinale Fuluio dalla Corgna fondafle il Monatte- 
ro perle Conuertite , che con la predicationeegli ridotte 
hauea in gran numero a vira honefta » e dkde foro l'ha- 
bito , e modo di vfuere della Religione fua Domenicana . 
Moriranno isS^.hauendolafciato in penna due ftioi Vo- 
lumi di Prediche, alcuni Trattati di Teo}ogia,& alle ftam- 
pe,in verfi heroicii Quattro Libri de i Regi,alcuni Trat- 
tati de Summo Bono , de Sacra Euchariftia, &de Summa 
Trinitate , vn Compendio di gran parte della Scrittura^ 
facra, e molte Vite de' Santi , e de' Beati della fua Reli- 
gione^ . 



F.PaoIo 



Libro Terzo, 



^67 



f^ rj Aolode'Biraettiru Lettore in Siena il corfo di znol^ 
X ti annijpredicò con njirabil frutto in Città princi- 
pali, vidde.non folola Francia, e ja Spagna, ma quafi I'£u- 
xopa tutta, & apparò perfettamente varie lingue i ferui di 
Secretano JF.Francefco Soto Spagno!o,eF.Bonauentura 
da GaJatagirone Generali del fuo Ordine; fu acc^ttiffinao 
aJ Somnjp Pontefice Clemente Ottauoje daJi'illelTo ado- 
perato in. negotij importantifsimi, e particolarmente ne] 
trattato di pace tra li dae Regi Henrico Qu^arto di f ran- 
cia,e Filippo Terzo di Spagna,il quale^benche commeiTo 
ipiTe dal Papa al Tao Generale, fu nojidimeno con moltai^ 
deftrezza,€ diligenza da lui maneggiato, e finalmente con 
particolare fua gloria conchiufo à gran benehcio della», 
Chriftiaaita. L*anno l6o6. venne nominato dal Rè Cat- 
tolico à Paolo Quinto per Ve.fcouo di Cefalà , ma non iuc- 
cedendo quello per cagione di quel poppjo^che precende- 
uain quel tempo la nominatione, ottenne iJVefcouaLo 
di Triuento , & vna penfione di mille feudi d oro fopr?w 
l'altro . Morì in Perugia l'anno 162 1. e fu ripofto con fo^ 
.knne pompa nella Chiefa di S. Girolamo i lato deiJA>>*f 
Cappella ^ 

JI.B. fj Anieri Perugino, ma-non li sa diqual famiglia^ 
XV ne di qu al Religione, crebbe in cosi grande.^ 
vDpinione di fantità, per le moire grarie , eprodigiofì fa- 
uori;,ciie D'to operò per megofuo neiia Patria, c:he traste- 
ritolì à Bologna àpxiQghidi Rolandmo Marefcotti, al- 
J'hora Podefta di Perugia, moftrofsi iui rosi zelante nel 
feruigiop.aru colar mente de'pouerij e nella pieci verfo 
bifognofì infermi , che vi fu fatto per opera ìlia !'0.pitale 
A^iìjì Vita, il quale .così chiamarono da gli eSettimira- 
cololì ,che nacqjeroin virtù dell'OraticKii di qyeRo bea- 
tofpìrito , ftante che per rioterceifione.di lui^ tutti gl'in'- 
/ermi,4;hevi enrrauano.,n'vfciuanoiani sfondò anco nel- 
la -aieiefifria Città vna Co mpagnia,.la quale ancor:^ hog- 
gì è in piedi , e fotto la di lei cura, e protettione pofe il 
.^€tto Ofpitaiq.Tornonjpoi alla Patria,oue carico di me.- 

riti 



3^8 Libro Terzo. 

riti pafsò à miglior vita ^ ma non fi ha certa confezzajiiu* 
quai tempi, tanta pocalacefi èhauuta per viadi Bolo- 
gna, e dalle memorie di Perugia , la maggior parte delle 
qaali nelle tenebre dVna grandifsima ofciiriti reftono fé- 
polte-*. 

D. Q Econdo Lancellotti, vno de' primi Splendori della 
O Congregatione Oliuetana, tanto auanzofsf neVftu- 
dij di Filofofìa, Teologia, e della, Scrittura facra, che Tali 
ne' più rinomati Pulpiti , e Cattedre dell'Ordine Aio Mo- 
naftico ; non fu a nefltin'altro fecondo nella cognitione-j 
della profana , e facra antichità', quindi gli lì aprì ageiiol- 
mente la ftrada alia cognitione di capricciofi Dilcorfi , 
chiamati da efToj Sfochi di mente y e di altre Opere eru- 
ditifsimp, come fono l'Hiltofia Oliiietana, l'Hoggi di pri- 
mo , l'Hoggi dì fecondo , i Farfalloni de gl'Hifton'ci , Chi 
fiadouina è faiiio , il Mercurio Oiiuetano , tutte date alle 
ftampe, e di molte altre, che per ancora non godono la_. 
luce, come la Profpettiua de' Religio /Is la Milanteria d &-# 
gl'Hiftorici , l'Afilo de' Predicatori, le Pittime de'Tribu- 
lati, le Note Hiftoriali fbpra la maggior parte della Scrit- 
tura facra', e finalmente l'Acus Nautica, della cui Opera 
particolarmente piangefila lontananza , (è non la perdi- 
ta, eflendo reftata con altri fuoi manofcrittiinParigijoue 
fi trasferì rAutore,animato da^gl'agiuti RegiJ per la flam-' 
pa , e doue morì » correndo l'anno 164^. conparticolar 
fentimento de' Litterati , che non tanto fi doifèro della,, 
di lui morte , quanto di hauerlo veduto appena innalzato 
alla Mitra Abbatiale, nonché alle prime Dignità, douu- 
te al merito dell'incomparabile virtù fua . 

Il B.F.np Omaflello fi diligentifsimo difcepolo del glo- 
X nofo S. TomalTo d'Aquino , lafciò molti fcricti 
fopra i tre Libri delle Sentenze, li quali fì vedono h oggi 
nella Libraria delConuento di Napoli, & accompagnò la 
dottrina con tale integrità di v]ta,che meritò il fare mol- 
ti miracoli viuente , e di hauere particolarmente il dono 
delia Profezia . Morì in Perugia l'anno 1285. ,& il corpo 

venne 



Libro Ter20. ^^p 

venne folcnncmcnteripofto fotto l'Altare maggiore della' 
Chiefa di S. Domenico del fiio Ordine . 

M.np Adeo aggregato alla famiglia Sorbona de* Mar- 
X chefi del Mon te, Jefle fiJofofìa, e Teologia in-i 
Padoua , in Koma lin Napoli, &in Perugia a concorren- 
za del Piccolomini ; nel Concilio di Trento andò Teolo- 
go del Cardinal Saluiati, doue,oltre al Tuo voto» fcriueua 
anco per quattro Vefcoui , & i fuoi ferirti volle, come coiè 
pregiate il Cardinale Sforza ; orò più volte in detto Con- 
cilio , e quelle fue Orationi andarono alfe ftampe j creato 
da Pio Quarto Procuratore deirOrdine,ottenne dalfiftef- 
fo Sommo Pontefice, quali tutti i Priuilegi della Religio- 
ne (ùa Agoftiniana. L*anno i $69. Pio Quinto di fanta_- 
memoria lo elefife Vicario Apoftolico , & in vn Capitolo 
Generale fatto in Perugia , fu creato Generale dell'Ordi- 
ne , la quale digniti tenne anni vndeci j Volle Gregorio 
XIII. honorario anco di rari; Velcouati, e particolar- 
mente di quello della Patria,ma egli ricufolli tutti,e fini- 
to il Generalato,v6ne daSifto V.nuonamente eletto Vi- 
cario Apollolico , e dall'ifteflo, ottenuta vna penfione.» 
annua di trecento Ccadidi Camera, ritirofli in Perugia • 
ouc fècevn bel Trattato de Triplici Conttiuio,eipofei li- 
bri d*£faia , poftillòquafi tutte le Opere di S. Agoftino , e 
carico d'anni, ma più di gloria, pafsò à meglior vita ; 

F. fT^ Imoteo Bottouio erane'ftudij di Filofofia,c;Teó*Ì 
X logia indefeflb , fu Vicario Generale della fua Re- 
ligione Domenicana , e tre volte venne propofto da Gre- 
gorio Decimoterzo per Generale di tutto l'Ordine ; Ri- 
formò la Religione de* Monaci Silueftrini » per ordine di 
SiftoQuintojfuInquifitorein Genoua,& a' preci del Bea- 
to Carlo Borromeo Cardinale, andò ConfelTore del Du- 
ca di Sauoia , al quale fu molto accetto , e con lui trasfè- 
rifsi in Spagna ; fi dilettò anco di Poefia , e lafciò in verfi 
fciolti tutto il primo Libro de i Rè ; Non volle la Chiefa 
di Perugia , ofièrtagli in renuntia dal Vefcouo Ercolani 

A a a Tuo 



570 Libro Terzo. 

fuo zio, ne meno al^ri Vefcouati,che detto Somino Pon- 
tefice Gregorio gli offeriua ; Hebbe finalmente gran non 
titiad'Hiftorie, e trafportatone molte dalla lingua Fran- 
cefe,© Spagnola alla noftra Ita|iaaa,glifu poi faciie man- 
datne alla luce quattro gran Centurie, nelle quali bri^ue- 
mente vedefì quanto di notabile fu ccelTe in quattrocento; 
anni vltimi in varie parti delmondo. Mori nel ijpi.à 13» 
di Giugno^e 4^^J9<t4 f«* l'anno feiTage^mo . 



F, T T Incenzo Ercolam' deuaerQfo anch egli di militare 
. V fotto i ftendardfi di Domenico Santo , nel 1558;. 
pensò trasferirli al Gonuento di S. Domenico di Fiefoli » 
oue benignamente riceuuto , prefe l'halbito , e con gran^ 
femore li diede alla Religiofa oflèruanza j Riufcl poi fia- 
golare ne' ftudij di Filofofìa , e Teologia, e mandato I^et- 
tore nel Gonuento di S. Marco in Fiorenza^fu Tempre re- 
putato come vn 'Oracolo di Virtù, e viktCe ancora alcune 
tettioni de/la Scrittura facr.a nellHoipitio , oue cpnHeniy 
uano i Padri del Conuentp » e molti nobili fècólari j ma^ 
crefcendo tuttauia il numeto de gli vditori, gli bifogno^ 
andare nel Capitolo del fecondo Ghioftro , luogo princip^ 
pale,e poi nel Capitolo del primo Chioftro, ftante che in-4 
Chiefa foflfe airhora prohibitione ài Padri di predicarui i 
per fin dal tempo deiraffèdip di Fiorenza, e finalmente^ 
non potendo il popolo capire né pure in quell'altro Ca- 
pitolo , contentpfsi Cofmo Gran Paca , alle pref hieraji 
di molti nobili fècólari , che andalTe à leggere in Chiefa , 
e da indi in poi fu iiii fènìpre Ìetto,e predicato ad arbitrio 
de Padci . Corretta Tanno 1 5 5 /.quando Vi{ìe(fQ chiama- 
tq à Roma , 8c iui fatto Reggente nel Connento di Santa^ 
M^riafòpra la Minerua , portofli di maniera in quejle-* 
gran turbulenze , feguite nella Sede vacante, di Paolo IV* 
che fu caula , non haueflè effetto l'èmpio diCàgno del pò-; 
polo, che falleuatO; contro la fantaInq.uifitione,voIea^ 
mandare à fuoco quel Gonuento,e per atto cosi heroico, 
^cqiuflo§irErcoia.nkaj.gri(io nell^ Corte^che afllmto ai 
ij..': . ,. ;^ Pon- 



Libro Terzo. 57 1 

Pontificato il Cardinal Bonejli ddl'Ordine Domenica- 
HOjche chiamoflì Pio Quinto , impiègollo in vafie hono^ 
ratiflime cariche, mandoJIoVifitàtore,Còmnii*ìiario, & 
Inquifitore ApoftoJico in Fiandra, creoJIo Vefccuo di 
Sarno , è<ìon altri Pisciati (celti , volfeche andafle con il 
Cardinale AleflTandrino fìio nipote Legato de Latere , in 
Spagna, in Francia, & in PortogaMo,per fare quella grati 
Lega , che (egui felicemente nell'inno j 571. -Vetine poi 
in animo àGiouanni Aldobrandini Cardinale fòtto il 
Pontificato di Gregorio Decimoter2o,di renuntiare iìVt^ 
fcoiiato d'Imola , e cercado fòggfetto à tanto carico ido- 
neo, elefle à perfualìone dei P.FiÌippo Neri Iftitutore del- 
la Gongregatione dell'Oratorio in Roma,<il Vefcoiio Er- 
colani, ancorché non lo conofòélTe di viiHìai né itiaigU 
hauefle parlato , ma folo indotto dall'ottima relatio^èi* 
datagli da] detto P.Filippo, e dalla fama, che rfpòtt^ 
glihaueà là gran bontà di quello : cosi dalla ChieTa'<Ìi 
S arno trasferito l'fircolani , per ordine eCpreffo del Papà » 
à quella. d'Imola, Hette ìm fin che dairifte/ÌTo Sommo Pon- 
tefice gli fu -da^o anco il Vefi:ouato vacante di Pertugia » 
il quale egli accettò tòn tanta repugnaniza , per il d^M^^ 
rio ardente, che hebbe di ritornare al Chioftro, che flofe 
lafciò mezo, & opera alcuna per li berarfeneionde fu con- 
ftretto ad accettarlo , con amarezza grande dell'animo 
fuo, ancorché il Papa gliconcedeffe vna penfionc di feu- 
di tinqùetetìtO d'oto annui fopra il Vefcoii^ato d'Imola^ , 
& in pieno Conciftoro foflero e dal Pontefice, e dai Car- 
dinali narrate con. vniuerfalf applaufo milite; (Uè lo.di , e 
meriti fingolari ; Venne duriquè in ^eVùgf a fahn ò ' i 580. 
cue hauendo con ojgni maggior zèlo, e feruore affaticato 
nella Vignale! Signore, &infolleuare particolarmente 
tOn larghiffime elemOline f poueri della Vàtrii'^, fjiério di 
tn'eriti {è ne volò al Cielo , hauendo lalciato iti terra v/i aLf 
la memoria del fuo gran merito , & alle (lampe niokefue 
Opere , tfhè fi vedono j cioè (òpra Pietro Tlpano , (òpra le 
Fallacie di S. Tomaflb , (opra ' Predicabili, Predicamen- 
ti 5 (opra ÌSL Perhiermania, Pof^enorà, Fifica, An'V^.,, 

A a a a Me- 



572^ Libro Terzo. 

Metafisica , moki concetti predicabili fopra diuerfè ma- 
terie da lui chiamate , Euitationi, & vn Rituario, che più 
volte fu riftampato, e riceuuto nella fua, & altre Diocefì. 

Vincenza di Gm]io Danti fu vniuerfale quafi in tut- 
te le virtù , ftudiò di difegno , e di fare di rilieuo, 
onde in ttà di venti anni gittò in Perugia la Statua di Giu- 
lio Terzo di metallo alta fei braccia à federe con faellifll? 
me figure ,e lauori nel manto di elfa > e nel Regno ; fece 
in Fiorenza , oltre infinite Statue a bafsi rilieui » che foho 
imarauigliabdle, la Statua d^ì Gran EXuca Cofino di 
marmo poftainmezo a due gran figure rapprefentanti iX 
Rigore , e l'Equità delle hi%^i y Intefe del moda di forti- 
ficare, onde fu fatto fopra le fortificationi della Patria, 
e con fùo difègno fi ridufle i bella forma gran parte del 
P^Jazzo de' Priori j In materia di Architettura, vn fuo 
difegno di forma anale, fu man dato per lo Tempio del- 
la Scuriale al Rè Filippo ; In materia di dipingere , come 
quello, che nel difègno era eccellente , la/ciò opere bel- 
liffime ; Valfe finalmente in Poefia, onde meritò nella fu a 
morte,feguita in Perugia l'anno i^jS-. e dell'età fua 4<5. 
così di lui altri cantaflTe , 

D*inuidia coìrne ìa /denti a» e fatte 

Per fu9 hr amando il Danti , à gara il feno 

Gli mofirar nudo , ei nel goderle , meno 

Venne t bor ha vita in bronzai y in marmi * # in carte • 

Arte Oratoria y Lettere polite , Pòefla , Mnftca , 
Dipintura . Cap, I V , 

CHrifloforo Saffo fu'l fondamento dÀ vna perfetta 
inftruttione, che hebbe da ottimi Precettori 
nella Pàtria, alzò tant'alto la fab ricadi ogni 
diletteuole difciplioa,che pareggiò i più famofi, 
e canori Cigni ddla facondia Tofcana*, leffe Humanità nel 
public© Studio di Perugia il corfo di quarant'anni , & alla 

fua 



Libro Terzo r ^73 

Iha morte , che feguì Tanno 1 574. e dell'età fua il fettua- 
gefimo terzo,lafciò honorate le ftampe della Rethorica» 
Jeirinftitutione Oratoria» è di molte Orationi latino , 
degni parti del fuo rariflimo ingegno ; fu il corpo con-i 
ogni (blonnita maggiore ripofto in S. Lorenzo Chiepi^ 
Gattedrale,& Orario Cardanetiper moftrare animo gra- 
toicolui, che viiiendo, ftatoerafao Precettore, lodollo 
conpublicaOratione . 

FRancefco Maturanti© fu peritirsimo nelle lettere gre- 
che , e latine , come ben dimoftrano i fuoi ferirti nella 
Rethorica ad Hennio , nelle Philippiche di Cicerone , ne* 
Paradofsi , ne gl'Offici/ , e QueftioniTufculane , & altri , 
che fono alle ftampe ,* fu anco" publico Proièflbre di Hu- 
manità nello Studio della Patria,oue leffe con intuito ap-r 
plaufo fino all'anno 1 5 1 S.nel quale venne a morte,hauen- 
do poco prima compilato vn altra fua opera delie Memo- 
rie di Perugia > degna dell'immortaliti delle flampe . 

Si -iU : 

Giacomo Antiquario chianiato da Giouanni Ga- 
leazzo Maria Vifconti, mentre egli era a' feruigi 
del Cardinale Gio: BattiftaSauelli, andò fuo Secreta- 
no, e fu a quel Signore sì accetto, che impiegollo ne' 
faoi più intimi fecreti, e negotij di Stato , & in vn priui- 
legio di Cittadinanza , che gli concede della Città di Mi- 
lano , e di Pauias diluì parlando , come per encomio,af- 
^rma^che fi era pur ritrouato huomo finalmente in tanti 
fecoIi,checonIa deftrezza del negotiare , hauelTenon-. 
iblo congiunta cand/difllma fede, ma quella dottrina^, 
che nell'otio delle lettere , haueano pochi confeguita j fu 
anco accettifsimo à Lodouico Sforza detto il Moro , iJ 
quale doppo la morte di Gio: Galeazzo , prefò che hebbe 
flnfègne Ducali di vMilano,confermò non folo l'Antiqua- 
rio nell'offitio, ma fempre aggradino d'honori,e fauorillo 
fbpra d'ogni altro . Morì alcuni anni doppo quelle gran- 
di reuolutioni d'Italia , e non contento hauer lalciatià 
quella Corte chiari teftimonij del fuo gran merito , volle 
anco arricchire le ftampe di alcuni fuoi Volumi di Epi- 

ftole. 



374 libro TTerzoI 

fiofev Otztiòtth & fipigram mi piene di sdtìCsitxdconcet^ 

ti,ediiaporitiisimeeradit;ioni. ■:,. - 

M Are Antonio Bonciari fu iìngolariisimo Oratore , 
e Poeta Latino ieggiadro , era in gran ftima tenu- 
to dal tipfio, il quale Iblea chianìaplo, l'Homero dell'Ita- 
Jia ^'iu in Roma fcolaro do} Mureto , e nello Studio della 
Patria lede Humaniti in luogo del Cardaneti; mandò al- 
le ftampe le Regole della lingua Latina » opera molto ri- 
ceuuta , rintrodutcione alla Rethorica> il pritìo. voitime 
deW'Epiiftole Latine diuilb in 4odicilibri, vn'altra Cfentu^- 
rìa di Lettere fcelte, con alcuni altri opufcoli, l'fiftaticor 
ouero 'Dialogo della burlelcaPoefia» molte Orationi fu-i 
nebri', & altre fopràdiuerfi (oggetti, il Tranfimeoo , la^ 
Peda'gogoma<:hia » ouero £dipo diuifoia orto libri coil, 
g^ean quantità di Epigramme, il Trionfo A ugufto nella 
TrasUtione de'SS.Ercolano , e Benignate , U Borromei* 
de con altri opufcoli in profa , Se in veri?; e frale opere.* 
dell'ifteflo da darli alle ftampe, il fecondo volume delle 
Iettarle Latine , il refiduo del Tcanfimcno , vtt volume di 
varia lettione diuifb in quindecf libri. Alcuni anni prfmà 
fegaifle lafua morte , che fu neìs(St6. e dell'eti Tua l'anno 
fe^agefimo rerzo.reftò pnuo affat^-o dellalucede gli occhi; 
ma quella fua cecità inufdjarono i piiì chiari liimf di Virtài 
che vedc(Ce quel felice (ècolo , e gareggiarono per cele- 
brarla » fra gli altri il P iteano in vn fuo bellifsimo Elo^ 
gio i che è alle ftampe , e Filippo Alberti , che cosi cantò 
delliltef^a. *: 

B per due frali i e /òli f 
Chà tolto '/ Qierà te , tu mill h lui 
Etsrnilumt inuoli\ \ 

"jddstid'^^ Se le tenebre tue fann Alha altrui ; 

E fé Talpa di fuori t entr Argo fei% -il 

Diebe dei delti dei a^ ^ : 3 

T anto doler ì che puoi ;• n 

Qofa mirar qua giùy che nont^anfioii 
: Bene cieco de Jir e ., 

óra*- 



S 



IdbrdTerzòI p^f 



O Ratio Cardanet/ fu di gran4'ornam©cifQ:aJIo Stn- 
dio di Perugia, oueprof^fjòliujnamcàii co rio di 
molti anni , e riufci merauigliofo per la facondia » e mo- 
do fuo di Orare , jiel quaJefuperaodo la famaiilefsa del 
fuo cekbratiisimo npine , lafciò indietro p^niaitjro Pro- 
feflbre deJI'età fua i valfè anco in Rima > e leuqfsi mpito^ 
alto con la diuinità del verfo j fi vede alleftampe vn fuO: 
volume di Orationi , e di Epiftoie , come anco ^n^ ^^*^^^ 
dutionedeHjbrodi Cicerone de Amicitiaj Se in pennaj- 
molte varie fue compofitioni, Je quali , rapito imm^tiifp 
al publico beneiìtio de' ftudiofi deila Patria l'anno 1 5 ^5ìa 
lafciò imperfette . 

C E fare di Raniére Crifpoltivnì concorde la foaue ar-i 
monia di molte virtù , che hebbe in grado eminen-^. 
te , e per tal conto fu accettifsimo a'primi Porporati del« 
la Corte , che più volte tentarono di trasferirlo in Romaà> 
tanto inuaghiti fi erano delia virtù fua, accompagnarla ^la» 
vnagenérofitàd animojche in lui efperiitientarpnojmen-: 
tre furono per occafione di ftudio in Perugia ;fa Dotterei 
dell'vna, e -dell'altra Legge, e Canonico, dei Duomo , al 
cui feruigio , per meglio, habiJitarfi , diede anco parte d% 
se àllo'ftudio dell^ facra Teologia, non laiqiandp perciò, 
quelli delle belle Lettere , della Mufica , e-deila Poefia^^, 
che fi eflercitauano in cafa fua , come in. vn publico Mu- 
ièo i aisieme con ìeceìebri Accademie Jnfenfata , & Vni-; 
fona, delle quali egli hebbe anco titolo di Prencipe per 
molti anni. Mori nel i5o5.hauendo mandato alle ftam-^ 
pe vna fua Opera intitolata l'Idea dello Scolaro, ejafcia-l 
ti in. penna tre Libri di Lettioni Accademiche, vna^ac-. 
colta, di varij fuoi Sonetti , e Madrigali, & yn griin Vo-, 
lumedi memorie notabili della Città di Perugia , per- ra-; 
uiuare con Tiftefle in qualche parte l'antica potenza,^©: 
grandezza della Patria , e perdeftare gli, animi de' fuoi, 
Concittadini a quell'Imprefe, allequali^fpirarono tantiì 
loro chiarifsimiAnteeeflbri . . ■ 

llP.Ora- 



it^ó Libro Terzo. 

Il P»/^ Ratio Mancini, raccolti che hebbe i frutti delle 
Vi^ fatiche fue Legali, nei Vniuerfiti di Bologna^ > 
portofsi in Koma,e àìtèi^ i quella Corte taiifègni dei va- 
lor fuo anco ne'lludij di bene fcriuere, & delle lèttere più 
polite, che fu fucceffiuamente a' fcruigi de' Cardinali Ca- 
raffa, S.Seuerin a, e Doria, per il corfo ài Jcanni in carica 
ài Segretario, e con quefto ifteffo titolo fi kct fcala all'in- 
greflb di fétte Conclaui , ne' quali ( ftantela fua gran fuf- 
ficicza) meritò hauere anco i\ negotio dal Rè Filippo IH. 
come gl'ifte/si Cardinali Protettori, Auiia , Zappada , e 
Borgia. Per l'elettione al Pontificato di Leone Vn decimo, 
l'ifteflTo chiamato in Spagna , rapprefentò à quella Maefta 
il AicceCTo (èguito, la quale, non (bio quietoffi nei fuo det- 
tò,ma per moftrarii animo grato,gli offerfe alcuni Vcfco- 
uati , come quello ài Cefaliì y^ ài Grigento in Sicilia , & 
altri, \i quali» perche egli humilniente ricufò Ili, volle non- 
dimeno '\\ Rè riconoderlo di mille feudi ài penfione fopra 
il Vefcouato di Taranto, e quello di Siuiglia, e di altri 
fèi mila ^cwàx Caftighani , che gli àì^à^ài agiuto di corta . 
Fu accettifsimo anco dvarij Sommi Pontefici, & a' primi 
Signori, e Prencipi d'Italia, maparticolarmente al Gran 
Duca Ferdinado ài Tofcana,& al Duca Carlo ài Sauoia, 
il quale lo richiefe perGentil'huomo, eCommenfaie ài 
Mauritio Cardinale fuo figliolo, benché poi per degni ri- 
spetti , egli non fi trasferifle i quel feruigio , e fu attione^ 
molto accetta al fuo Rè, come fi raccoglie dal teftimonio 
ài altre lettere , le quali non mi è parfo d'inferire con l'in- 
frafcritte , intendendo io con quefle , di rapprefentare-j 
folo la gran confidenza , che quella Maefli hebbe in lui , 
e nel fuo Real ferufgio . Ritirofsi poi , eflendo bora mai 
graue di et^ , e poco più habile alle fatiche , in Perug/aj 
fua Patria , e quiui piamente ambitiofo dieflercitarfi con 
J'iflefia fua genero fit^ d'animo i più altifèruigi, ài^àt al- 
tissimi principi/ ad vn Tempio in honore della Santiffimaf, 
Concettione della Vergine,edelGloriofo S.Filippo Neri,* 
dalla protettione de* quali , <?5li riconobbe fèmpre ogni 
fuo auanzamentOj ? yi fondò la Congregatone dell'Ora- 
torio, 



Libro Terzo • 377 

torio > non lafciando per dett opera > d'impicgarui groflè 
rendite di Ab bacie, penfioni, e di altri beni fuoi patrimo- 
niali , àfègno tale, che alla Tua morte feguita nell'amia 
i52p. e dell'età fiia l'ottuagefimo terzo , fi vidde , fé noii^ 
perfettionata » ftabilita almeno in modo , che altri , ani- 
mato dal di lui genero fi/si mo effempio , non dubitò pro- 
feguire la medefima imprefa à maggior gloria di Dio , & 
anco à particolare honore della Patria, la quale vedefi, 
non (ènza marauiglia, nelcorfo di cosi pochi anni,arric- 
chita di vn sì pregiato Tempio , 

ElRey. 

AB ad Oraeio Mancini , queda entendido lo que dezis 
en vuejtra carta de los 9. de Dezembre^ y eftoi fatif- 
feebo del amor > y zelo f que tensts à miferuitio > y de que 
,aeudiress àei corno lo deuiist alaVoluntad^ que os tengo 
fin embargo deh perfeeucion de vuejiros emulos . De Ma' 
dridàó.de Marqo ì6o9, 

Yo el Rey . 

Andreas de Prada * 



ElRey, 

A 3 ad Oraeio Mancini . Por lo que de parte del Duque 
de Sab /ya fé me hi raprefintado , y lo que vos baueis 
tjcripto aca e entendido , la tnfìanz^a que os baeebo para- 
que bays à compmiir , e feruir ai Principe Gardena/ 
Mauric^o fu h":^o y come lo auiades reufaao hijia tener 
borden mtay aunque feruirme a mi, od mi fobrmo es vna 
mtjma cola ; loda via os agradefco e l modo con que «n e fio 
aueis procedido ,yos encargo,y mando vays a companar ^ 

Jb b b y à 



378 



Libro Terzo. 



y à fèrutr aldicbo Qariensl * quando el Duque fu p<uir9 
OS haui/àfe, que por U fatisfacion qut tengo de vuefira 
per/òna , ypruden^^a ,y deizfh que fiempre austs mo/ira - 
doàmi feruhioJofheuìre devosmui agraiahk tnqut 
à Jt h agays . Del Brado di, de Otobre 1S09, 

YoelRcy. 

Andreas de Prada . 



AI muy Reuerendo fa Chrifto Padre Cardenal 
Atergo, Nazareth mi muy caro, y muy amado 

Amigo . 

DOn Philippe perla grada de Dios Rey de la SpaHast 
de las dos Seeilias , de Hierufahm , ^c» Muy Reue- 
rendo in Corico Padre Cardenal Nazareth mi muy eba- 
ro ^y muy amado amigo . A Su Santidad , y al Cardenal 
Burgbeflo , e/criuo en recomendacion del Abhad Oracio 
Mancini, paraque en las ocafiones que /e offrecieren le ha' 
gan lagra(^ìa , y mereed que mere(^e por fu virtud ^y bue- 
nas partes ^y larga ajtfteneia en e/a Gorte , y porque fé de 
quanto prouecbo le puede fer vuefiro medio è querido tan- 
bien fereuiros por el y rogaros comò lo bagOymuy afeSiuo- 
famente le fauorefcais ,y ayudeiscon la demoflra(^ion que 
fnerece,y yo me prometo de vos afegurando os que para mio 
fera de mucha fatisfacion todo lo que por el bieieredes , y 
que boigare fé le luzga efleoficio , y eldefio ^ue tengo de 
verte aumentado f y aerefintado , T fea muy Reuerendo 
in CbriRo Padre Cardenal Nazareth mi muy ebara i y mi 
muy amado amigo, nuefiro Senor en vuefira continua^ 
guarda . De S' Loren(^o à 7. de Settembre 1611, 

YoelRey. 

Scìr- 



Libro Terzo. 379 

Scipione Tolomei fu rarifsimo nejlo ftudia^sarticolar- 
mente di bene fcriuere , ferui di Segretario il Cardi- 
nalMontalto, che fu Silèo Quinto , epoi il Cardinale, e 
Marcheiè Afcanio dalla Corgna , alli quali fu accettiflì- 
mo , e mandò alle ftampe , mentre era à quel fèruigio , vn 
Libro di Lettere, nelle quali ii ammira non folola bellez- 
2a,e la grafia dello fiile , che è corpo della Lettera , ms^ 
vna faciliti di dire marauigliofa ; Alla fua morte , che fè- 
guìin Perugia adì i6. Settembre i5jp. lafciò inpenna_# 
vn'altro Libro di Lettere , & vn Libro di Politica intito- 
lato, IlPreneipe, nel quale Ci tratta dellacquiftojdel man- 
tenimento , e della perdita de'Prencipati. 

CE fare Caporale fu raro Poeta nello ikile principal- 
mente bernefco, nel quale fi veggiono molte fue-* 
compofitioni alle ftampe , come la Vita di Mecenate , gli 
Hortidel medefimo, gliAuuifi, la Corte, il Monte Par- 
naib , il Pedante; fu anco yerfato inFilofofìa, e neJle_# 
he^^i, onde il Cardin ale Acquauiua mandollo per Go- 
uernatore nella Città di Atri Ducato del fratello nel Re- 
gno di Napoli , e fu quei Gouernocon molta integrità da 
lui amminiftrato. Mori l'anno i6'oi. in Caftiglione del 
Lago, &il Cardinale, e Marchelè dalla Corgna, alli quali 
fu notifsimo il fuo gran valore, vollero, che con ogni Ib- 
lennità folennizzatogli vn funere, iì di lui corpo , veniffe 
ripofto in quel loro Marchefato , 

FRancelco Beccuti, detto il Coppettai fu Poeta Lirico 
volgare così leggiadro, chedoppo il Petrarca, noa 
hebbechiinuidiare; fiorì in quel felice fecolo , che pro- 
duflfe il Bembo , iì Cafa, iì Taflb, il Guidiccioni, iì Molza, 
& iì Veniero,e fi come fu di tutti quefti amico,cosi fu loro 
eguale nella dolcezza dello (kiìete nelfaltezza de* cócetti . 
Morì nell'anno 1 55?. hauendo poco prima accordato la 
lira fua alla fantifsima Cetra di D auid in alcune fue bel- 
lifiìme Rime Ipfrituali, e feco pianto i falli della vita paC- 
fata nella tr aduttione de' Salmi di elfo . 3 

Bbb a Fi- 



380 



Libro Terzo . 



Filippo Alberti hebbe ftiie cosi vago , & eleuato nella 
Poefia , che fa accettissimo a' primi Rimatori , che-» 
fìorifsero in quei recoJo ali'eflèrcitio delle Mufe , e parti- 
colarmente alTaflb , li quale non fdegnò, in voce , e per 
lettere conferire, e fbttoporre alla di lui cenfura molte»» 
fìiecompofitioni,erilì:effa Gerufalemme Liberata, nella 
quale egli molte cofè megliorò , e correiTe . Morì in Peru- 
gia nel i5 12. e dell'età fua l'anno fèflTagefimo quarto, ha- 
uendo lafciato alle ftampe vna belli/lima Canzona fopra», 
la Cicada, & altre fue Rime, come anco in penna vn vo- 
lume di Sonetti, ilCeftio Macedonico Fragedia , vn li- 
bro delle cofe di Perugia, quando fotto Monfig. Carlo 
Contifu tentato, di far quella Chiefa Archipifcopale, & 
altre opere »graui non folo , ma ancopiaceuoli,e burle - 
fche , il che è dono molto /Ingoiare, non effendo fuccefTo, 
che i pochiflìmi altri, e per quello che ho potuto vedere , 
folo à Monfig.della Cafa,e tra Perugini à Cefare Caporali» 

Giacomo Grifaldi per la grauità , dolcezza , e facili- 
tà del verfo » occupò anch'egli vno de' primi luo^ 
ghi tra' Poeti dell'età fua, e particolarmente (ì refe cele- 
bre in vn Poema heroico , che lafciò alle ftampe , intito- 
lato Cofìantino il Grande , onero Mafsentio /confitto t 
come anco in due fue Tragedie la Tronta , e l'Orafta de- 
gni parti del fuofeliciflimo ingegno. Morì nel 1624. ha- 
uendo lafciato anco in penna vari; Sonetti, ecompofì- 
tioni, che per ancora non hanno veduto la luce. 



R 



Icciardo Bartolini fu fpedito più volte in grauifllme 
. ambafciarie dalla Città di Perugia alla Repubiica». 
di Fiorenza, a' Cardinali mentre ftauano inConclaue, 
a* Sommi Pontefici, & ad altri Potentati. Il Pico dcMn-* 
tirandola in vna dia Epiftola dice , di non hauer veduto 
tì tempi Tuoi Autore alcuno , che con maggior maeftà , e 
dottrinajcantaffe le attiOnìheroiche; Compofe l'Auftria- 
de,che è alle ftampe comrtientato da Giacomo Spiegell/o 
Cpnfigliero, e Segretario di Carlo V. e di Ferdinando 



Libro Terzo, 58 r 

Rèdi Vngheria, e di Boemia ;; fece vna beJIiiHma Ora- 
tione D€ epcpedìtiongeontra Tureasy deicrifle Je X>i'^tt , & 
i viaggi de' Prencipidi Germania » & hauendo ftrettiffima 
amfcitia con Qiouanni Zancifco Poeta famofo , con e(ìo 
cantò à proua le Iodi ài quelli . 

Vincenzo Mennaieflè nello %t\xiiioàì Perugia publi- 
caméte la Sfera, & era molto introdotto neJle Mat- 
tematicfie apparate da Girolamo Bigaz2Ìni>dettoii Vec- 
chiettOjfamofiisimoin quelle fciétie;hebbe anco Ì^Ì\q\^\~ 
mo ^lÌQ in Poefia volgare,onde fi veggiono alle rtapc (ì':\ 
iìiofei Libri delffineide ài Virgilio tradotti in ottaug^ 
rima , affieme con alcune opere ài Omàio m terza rima, 
quattro ^%ìo%\yQy e le Regole della iingua volgare . ÌAoth 
m Perugia nel 1 570. & hebbe fepoltura ^^ì D^oino , >■ 

Lorenzo Ratti fèruì il Cardinale Giafìinianimen'tre->' 
era alla Legatione di Bologna, e fu accettifsimo i 
tutta la Corte , per lo valore moftrato particolarmente 
nel comporre di Mrifica, nei che fivguagliò i qualfifia^^: 
àtVÌQti fua>onde chiamato per Maftro di Cappella all'Ape-: 
pollinare di Roma , nel<:orft) ài quattordeci anni , che fu 
a' quel ièruigio , diede celebratiisimo nome a detta Chie- 
ia. Mori l'anno id'io, in Loreto» mandatoui dal Cardi- 
nale Borghefiper Maftro di Cappella ài quella Sata Cafa» 
oue compilò molte (uè Compofitioni Muficali > che fono' 
alle ftampe , come la Cantica i più voci , due Mjite ée^ 
Madrigali i cinque , vna Muta de Concertini > vnA Muta 
ài Lettanie a tre Chori,tre Mute di Offerto ri/,e Graduàlii . 
e Motetti per l'Eleuatione . . t 

Vlncentio Vgolini (otto ladifciplina ài Bernardino 
Nanini fuo Precettore , fi refe molto celebre , e. dal 
modo , che hebbe particolarmente d'infegnare fu piii 
chiaro di quello , chepolTarenderficon l'altrui eloquen- 
za j Andò Maftro àìi Cappella della Madonna de* Monti 
in Roma > in S.Maria Maggiore , in S. Pietro , & vltima- 
. . B b b 5 mente 



582, 



Libro Terzo. 



mente in S. Luigi de'Francefi, nelqual tempo Lodouico 
Rè di Francia mandogli vna Mefla Tua muficale, acciò 
Ja emendafle , come fece ; 8c il Prencipe di Venofa Mu- 
fico anch egli di gran fama 9 fu incognito in Roma, & ab- 
boccoflì {èco per hauere pareri fopra Madrigali" da lui 
compofti. Morì nel 1638. haiiendo mandato alle (lampe 
quattro Mute de Concertmi , Motetti , e Salmi àdue , e 
tre eh ori , due Mute de M adrigali a cinque voci , Mefle, e 
Motetti à due , e tre Chori , con diuer/ì Canoni) nella fo- 
Jutione de' quali fu anco fingolarifsimo • 

BEmardino Penturicchio discepolo affieme con Rafael- 
Io Santio da Vrbino , del famofo Pietro y imitò tal- 
mente nei depingere la maniera del fio Maeftro , che gii 
fu fimiliisimo nella gratia, & aria de' volti , come anco 
nella vaghezza del colorito ; Si veggiono in Perugia po- 
che fue opere , ma in Siena , in Fiorenza > & in Roma di- 
moftrò l'eccellenza del valor fuo, e fu adoperato dilli 
Sommi Pontefici Pio Secondo , Sifto Quarto , & Aleflfan- 
dro Seftro, al quale particolarmente dipinfe tutte le ftan- 
2€ di Torre Borgia, e fece altre opere d'infinito pregio . 
Morì in Siena l'anno 1 5i5.in età, come dice il Vafarijche 
di lui fala vita , d'anni 5p, 



C 



E/are Pollino, detto del Francia , hauendo raccolti 
nel fuo finifsimo pennello i pregi tutti della pittura , 
fece vedere nella fua efquifìtezza rinouato al mondo quel 
miracolo , che vna volta fola rapprefentò Appellc nella»» 
fua Venere; fu anco fingolariffimo Miniatore, come fi 
raccoglie da molte opere, che lafciòalla fua morte in_» 
Perugia, e da altre honorate fue fatiche, che fono in.. 
Rt)ma , efpolte al lume delle Porpore , e di altri Prencipi 
limatori efquifìti della Virtù. 



Gio:Bat- 



Libro Terzo. 385 

G Io: Battifta Caporali > altrimente Bftti, nel corfa 
della giouentù fiia , arriuato colpenneiio aJ cerini- 
ne, doue appena arriuano i più confumaci dVn'Arre per- 
fèttiffimai non molto fi allontanò dalle maniere del fa- 
raofo Pietro , e di fua mano abeJJi la Patria con opere^ 
piene di maeftreuoli artifìt;; ,• nell'Architettura ancora fi 
eflTercitò di modo, che commentò Vittruuio, e mandoUo 
alle ftampe , ne' quali Itudij fegujtoJlo poi Giulio fuo fi*' 
'glfolo , Pittori ambedue celebrati dal Vafari nella vita-i 
di Pietro* 



o 



Ratio di Paris Alfani , lèguì anch Vglii Cerni del ge- 
nio Tuo particolare , che l'inclinaua al difegno , & à i 
colori , ne' quali occupatofi con la viuacità dellingegno, 
& agiuti,che gli fiirono fommfniftrati da Pietro fuo Pre- 
cettore , tanto approfittofi, che (ì refe celebre in molte-i 
fue opere lafciate in Perugia , e particolarmente in quel- 
la à guazzo fopra il muro nella Chiefa di S. Pietro jche_» 
rapprefenta l'Hiftoria di Paolo Apoflolo , e l'altra di vna^ 
Battaglia con grand'arrifitio da lui depinta entro la Cap- 
pella degli A Imenni nella Chiefa di S. Fiorenzo : Volaua 
la fama del valor fuo fuor de* confini della Patria , onde 
venne richiedo da varij Prencipi , e Signori ambitiofidi 
qualche fuo gentilifsimo capriccio , ma fu volontà di Dio, 
che egli fermafie il pennello nella morte , e così pochi re- 
ilaflero arricchiti de' fuoi nobilifsimi parti. 

Pietro Perugino , da' colori dell'Arre fua , fi refe più 
chiaro di ^quello , che pofla renderfi da quelli dell'elo- 
q[uenza altrui , onde eternofsi celebratifsimo il fijo nome, 
nonfolo nella Patria, feconda all'ho rad'huo mini illuftri 
in fimile Profèfsìone, ma in Roma ancora^ & in tuttele-j 
più rinomate Città dell'Europa; fece molti Maefl;rj,come 
Andrea Luigi d'Affifi, chiamato l'Ingegno, Domenico di 
Paris , Eufebio S.Giorgio, il Pentoricchio, e finalmente il 
famofo Rafaello Santio da Vrbino , il quale da lui im- 

parò 



384 Libro Terzo- 

parò in Perugia TArte del dipingere» Dimorò moftiannr 
ih Fiorenza, e vi lafciò opere d'inffnita pregia j chiamato» 
da Siilo Coarto in Roma ,. dipinfe la fiia Cappella , & in 
S. Marco > SS. Apoftoii , & al^alazzo di Sciarra Colonna 
non mancò di lafciarui altri ricchifsimi parti del valor 
fuo; finalmente ritiratofi alla Patria » fini il corfà della, 
vita d anni 78.hauenda poco prima atellito con quella^ 
bella Dipintura l'Aiidienza del nobile Collegio del Ca m- 
bio,e molto più con vn fuo vzuo ritrato>che v£ ièce,oue è 
queftaifcrittione^ 

PETRVS PERVSIIsTVS EGREGIVS PICTOK. 

Perdita fi fuerat pm^endiybie retulitartem 
Sinunquaminuenta^efi^ baSienusiip/idtdit . 



IL FINE. 




CESARE CRISPOLTI 

pjella Congregatione dell* Oratorio di Perugia ^ 
ACHIHALETTO. 

^f^?V) La Città di Perui^ia vii Seminario 
W^^M d'Huomini di valore , perTefti- 
^^^^ monio di Cario Emanueile Ddca 
di Sauoia , in vna Patente , che fa 
al Colonello Euangelifta Tofti Perugino^ 
ne ho raccolti quelti pochi, con lafciarne-? 
molti altri, che pure fiorirono in tutte le-? 
Profeflioni, & in quella particolarmente^ 
dell'Armi , e delle Leggi , non per defrauda- 
re all'infinito merito loro , ma perche vna_» 
virtuola importunità di quelli, che defide- 
rarono leggere THiftoria , non mi permife- 
ro il più differire le Stampe y Confolati dun- 
que , e lappi , che prefto ti farà dato efpofto 
vn'altro Parto, che rifguardarà i Fatti, le-? 
Guerre , & altre Memorie notabili della me- 
defima Città di Perugia, non toccate nel- 
rHiftoria,sì che forle ti lidisfarai à pieno ne* 
tuoi giuftì defideriji& in tanto vim icìics. 



Errori occorfi nella Stampa. 

Pagina ^.vecfo 8. Guatico,Ieggi Gaurico. io.4.Tiberis,I.Tiben. i^. St. 
i5.ji.ottogeaa,l.ottogoaa. ij.a.àfenendo,l.à ferendo. 18. i7.vendofì, 
l.vendoniì. i^.ij.BubeusjI.Rubeus. xoji. pontile, I.penfile, z7.jy. 
S.Templuni ,l.fciIicetTemplum . 37.8 quam quatuor, 1 quod quatuor. 

4T'i7-Ì8.dde<^ìs,lde]eóliis .eius habsnc,I.iushabenc. 60 6» opus 

aggiungi Pauuus. 8o.xi.inDialogijs,l.Dialogis 83.25. Auo ratifsicno , 
I. Auo iCarifsinio* 109 36.fua:a;cacisarns J.arcifìcibus. 110.32. capita.^ 
duoruTiiLduarurtic 140.3 1. A(fifìna,s.l,Afriiiis. 1 58.3 i.all'ifole Zuccolaii 
I.Curzolari. 172.2 1 , L.Ochino , agiungi ( la cui infelice caduta è nota à 
ciafcuno.) i8i.i4.ereptio,l.ere(àio. 185.3 o.i^.altiorerq.laltioreq., fer- 
tilitas cuni amxnicace.l.fercilicacis cutn amarnicace. 188.27.MDC.XLin. 
LKlDXLm- i89.2 7.curticu!os,l.cunicuIos. i^o-i.S.nam artace,l.a:llate. 
duólus v/que>l.du(5lusvfquam.defledl:es,I.defled:ens. ipf .34.deueKi,l de- 
uexi. 205 .3 o.nel Monte Corona,I.ael Monte Malbo. 2 14. 28. Laerte poi, 
l.Laree poi. 2 ir. 219. 11. 16.2 j. nel primolibro della Tofcana.dde, della 
Tofcana»A.LyfiusAmarant.I.Amarant. 2 14.33. Tibet, l.Tibur. »29.32. 
adeuniikOjl.adeunto. 234.35..fceptram,Lfceptrum. 2j7-2o,nelpricno li- 
bro de'fuoi annali,l.Tomo fecondo de gli Annali* 2J9.36 venuto,l.venu« 
ta. 261.29.3 4- Bonus de Florentino,l.Boiiferentinus,infieme con Benefe- 
tentino,!, Benferentino. 262.1. 23. ij.àBonoferentino, Là Bonferentino. 
purèil pur£e,gratiam,l.patriam. 263.t.3.cibi,l.fibi.emphibaluni,l.amphi- 
balum. 269.20 tetigit.ltegit. 273'7-éis,l.eius. 283. ^7. Adriano Seito, 
l.Aleffandro Sello. 18 1- xi.fupernominatj, I. lopranominati . 187.8 9. 
tendebai>l-tendebant.texera,I,teirera, 29i.ii.Miceno,l.Niceno.297.i6, 
volfe, I. vollero. 298.14 acconjtnendotione.l.àcomendatione. 310 $, 
aun finojl auri fillo. 3ii.34-fu'i Caefo, l.fu'l Carfo. 338.13. l'Epittome 
al Toifellino » l la Traductione coi fupplimento aU'Bpittome dei Torfel- 
hno* 



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REGISTRO. 

ab ABCDEFGHIKLMNOPQRS 
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Aa Bb Ce Dd Ee FfGgHhIiKk 
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Tutti fono Duerni, eccetto Bbb, Terno . 



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